Il fondo di solidarietà a tutela dell’ex coniuge in stato di bisogno

La legge di stabilità 2016 1 ha introdotto un nuovo istituto che prevede, in via sperimentale (con una dotazione di 250 mila euro per il 2016 e, per il 2017, con 500 mila euro), la creazione di un fondo di solidarietà, gestito dal Ministero della giustizia, a tutela del coniuge in stato di bisogno. Le risorse del fondo, al termine di un breve procedimento esente dal pagamento del contributo unificato, sono devolute al coniuge in stato di bisogno che non riceve l’assegno di mantenimento per l’inadempimento del coniuge obbligato, sul quale lo Stato ha facoltà di rivalersi per il recupero delle somme pagate 2.
Scopo del Fondo di solidarietà è quello di intervenire, non in tutti i casi in cui il coniuge beneficiario del mantenimento non riceva l’assegno mensile dall’ex coniuge, ma solo qualora questi si trovi in un obiettivo stato di bisogno, in quanto non è in grado di provvedere, da solo, al mantenimento proprio e dei figli minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi.

Le condizioni per ottenere accesso al fondo, quindi, sono:
– un provvedimento del giudice che, a seguito del giudizio di separazione, dia diritto all’assegno di mantenimento;
– il coniuge tenuto al versamento dell’assegno non abbia ottemperato al pagamento, a prescindere dalle ragioni;
– il coniuge beneficiario del mantenimento viva insieme ai figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave;
– il coniuge beneficiario del mantenimento dimostri di trovarsi in uno stato di bisogno, non sia, quindi, in grado di provvedere al mantenimento sia di sé stesso che dei figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave con lui conviventi.

La misura, in particolare, prevede che il coniuge in stato di bisogno, titolare di un assegno di mantenimento determinato ai sensi dell’art. 156 cod. civ. 3 , in caso di inadempienza del coniuge obbligato, può presentare alla cancelleria del tribunale del luogo di residenza 4 , un’apposita istanza per l’anticipazione di una somma non superiore all’importo dell’assegno medesimo. Il Presidente del Tribunale (o un Giudice da lui delegato), nei trenta giorni successivi al deposito dell’istanza, valutati e ritenuti sussistenti i presupposti, anche assumendo informazioni, valuta l’ammissibilità dell’istanza e la trasmette al Ministero della giustizia ai fini della corresponsione della somma dovuta a titolo di mantenimento. Per il recupero delle somme erogate, il Ministero della giustizia avrà facoltà di rivalersi direttamente sul coniuge inadempiente. Qualora il Presidente del Tibunale o il Giudice da lui delegato non ritenga sussistenti i presupposti per la trasmissione dell’istanza al Ministero della giustizia, la rigetta con decreto non impugnabile 5 .

Tale procedimento è totalmente esente dal pagamento del contributo unificato.

Per l’attuazione vera e propria della misura occorrerà comunque attendere l’apposito decreto attuativo, emanato dal ministero della Giustizia, entro trena giorni dall’entrata in vigore della legge di stabilità 6 . In particolare, saranno demandate al decreto le modalità per l’individuazione dei Tribunali presso i quali avviare la sperimentazione, nonché le modalità per la corresponsione delle somme e per la riassegnazione al fondo delle somme recuperate.

1 Art. 1 commi 414, 415 e 416 della Legge di Stabilità 2016 – recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, pubblicata in G.U. del 30 dicembre 2015, n. 302.
2 Art. 1 comma 414 l. n. 208/2015: “E’ istituito, in via sperimentale, nello stato di previsione del Ministero della giustizia, con una dotazione di 250.000 euro per l’anno 2016 e di 500.000 euro per l’anno 2017, il Fondo di solidarieta’ a tutela del coniuge in stato di bisogno”.
3 Art. 156 cod. civ.: “Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri. L’entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell’obbligato”.
4 La norma nulla afferma circa la competenza territoriale del tribunale da adire con l’istanza, se debba essere quella del luogo di residenza del beneficiario, dell’obbligato o del luogo in cui è stata omologata la separazione dei coniugi.
5 Art. 1 comma 415 l. n. 208/2015: “A valere sulle risorse del Fondo di cui al comma 414, il coniuge in stato di bisogno che non e’ in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, qualora non abbia ricevuto l’assegno determinato ai sensi dell’articolo 156 del codice civile per inadempienza del coniuge che vi era tenuto, puo’ rivolgere istanza da depositare nella cancelleria del tribunale del luogo ove ha residenza, per l’anticipazione di una somma non superiore all’importo dell’assegno medesimo. Il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato, ritenuti sussistenti i presupposti di cui al periodo precedente, assumendo, ove occorra, informazioni, nei trenta giorni successivi al deposito dell’istanza, valuta l’ammissibilita’ dell’istanza medesima e la trasmette al Ministero della giustizia ai fini della corresponsione della somma di cui al periodo precedente. Il Ministero della giustizia si rivale sul coniuge inadempiente per il recupero delle risorse erogate. Quando il presidente del tribunale o il giudice da lui delegato non ritiene sussistenti i presupposti per la trasmissione dell’istanza al Ministero della giustizia, provvede al rigetto della stessa con decreto non impugnabile. Il procedimento introdotto con la presentazione dell’istanza di cui al primo periodo non e’ soggetto al pagamento del contributo unificato”.
6 Art. 1 comma 416 l. n. 208/2015: “Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono adottate, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni necessarie per l’attuazione dei commi 414 e 415, con particolare riguardo all’individuazione dei tribunali presso i quali avviare la sperimentazione, alle modalita’ per la corresponsione delle somme e per la riassegnazione al Fondo di cui al comma 414 delle somme recuperate ai sensi del terzo periodo del comma 415”.