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Domande e risposte

410 commenti
  1. separatamente dice:

    Buongiorno,
    liberare l’immobile, dopo il decesso di suo padre, sarà possibile ma comporta ovviamente una iniziativa giudiziaria.
    Considerato che suo padre e la signora di cittadinanza russa sono unite da un rapporto di convivenza, per agire correttamente sarà sufficiente anticipare l’iniziativa giudiziaria con una comunicazione per iscritto e l’invito a liberare l’immobile con un congruo preavviso.
    Se la sig.ra volesse sostenere che il rapporto che lo lega/legava a Suo padre era lavorativo e non meramente affettivo, dovrà farlo in giudizio cercando di dimostrare anche con testimoni che Lei era una mera badante, e non una vera e propria badante.
    Restiamo a Sua disposizione per qualsivoglia chiarimento.
    Con riferimento, invece, all’attuale occupazione dell’immobile sarebbe forse il caso che suo padre confermasse nero su bianco le ragioni che giustifichino il suo possesso (e connesso diritto di abitazione) dell’immobile.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  2. silvana dice:

    Buongiorno,
    mio padre (79 anni separato consensualmente da 5anni ) vive da 5 anni con una signora di nazionalità Russa (60enne ) residente nella casa di mia proprietà. (lui non ha usufrutto).
    La mia paura è che quando mio padre non ci sarà più la sig.ra in questione possa occuparmi la casa ed io non riesca più a riappropriarmi dell’immobile senza aprire una causa per non parlare che potrebbe denunciarmi x pagarle i contributi se le venisse in mente di dichiarare che in tutti questi anni sia stata la badante di mio padre….cosa che non è assolutamente.
    Le chiedo, cortesemente, quale contratto di affitto mi tutelerebbe di pù e a quali rischi posso andare incontro?

  3. separatamente dice:

    Buonasera Tiziana,
    ci sembra molto difficile ricondurre ad un finanziamento l’elargizione economica da Lei versata in favore del suo compagno in costanza del rapporto di convivenza. Per fare in modo che sorga un debito, Lei ed il Suo compagno dovreste ricondurre i pagamenti ad un prestito quanto meno con una scrittura privata.
    Ci sembra invece più probabile che il suo compagno intraprenda una iniziativa giudiziaria tesa ad ottenere il sostentamento per sè e per la figlia, dai propri genitori, invocando la disciplina dell’art. 433 cod. civ. che espressamente prevede:
    “All’obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell’ordine:
    1) il coniuge;
    2) i figli [legittimi o legittimati o naturali o adottivi] anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi[, anche naturali];
    3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimo, anche naturali; gli adottanti;
    4) i generi e le nuore;
    5) il suocero e la suocera ;
    6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali”.
    Si consideri che in base alla recente riforma della Convivenza, ai fini della determinazione dell’ordine degli obbligati ai sensi dell’articolo 433 del codice civile, l’obbligo alimentare del convivente è anteposto a quello che grava sui fratelli e sorelle della persona in stato di bisogno, quindi non vi sono dubbi che tra gli obbligati, prima del convivente, vi siano i genitori del suo compagno. Considerate le sue domande sembra anche il caso di ribadire che lei non è legittimata ad agire in giudizio sulla scorta dell’art. 433 cod. civ. ma lo è soltanto il suo compagno. Se vuole approfondire siamo disponibili per un confronto in studio (02.72022469).
    Con i migliori saluti,
    Avv. Marco Pola

  4. TIZIANA dice:

    Buongiorno
    avrei da chiedere due quesiti.
    Io convivo con il mio compagno da 6 anni, non abbiamo fatto il contratto in comune, ma risultiamo nello stesso stato di famiglia.
    Il mio compagno è senza occupazione e l’unica che lavora sono io. Lui ha anche una figlia di 16 anni avuta da una convivenza precedente, legalmente riconosciuta.
    Sto provvedendo io a tutto il nostro management familiare, e contribuisco anche alle spese di mantenimento della figlia per aiutarlo.
    La mia prima domanda è, sono io obbligata a sostenere queste spese di mantenimento della figlia?
    La seconda questione è che, avendo lui ancora i genitori, che hanno un buon livello economico, io posso fare una sorta di ricorso su di loro per poter rientrare nelle spese sostenute da 6 anni ad oggi per mantenere figlio e nipote?
    Ringrazio per la gentile attenzione ripostami, e cordialmente saluto.

  5. separatamente dice:

    Buongiorno Enrico,
    nella maggiore parte dei casi, il figlio viene affidato alla madre. Le eccezzioni sono connesse a gravi problemi della madre (salute, tossicodipendenza, detenzione, gravi patologie psico-fisiche, etc.) All’affidamento segue anche l’assegnazione della casa familiare (anche se siete solo conviventi).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  6. Enrico dice:

    Salve io convivo da poco con la mia attuale compagna in una casa di mia propieta intestata a me e tra poco avremmo un figlio…la mia domanda è ma se tra anni spero che nn accada dovessimo lasciarci la casa andrebbe a lei potrei chiedere l’affido del bambino e la casa rimane mia?

  7. separatamente dice:

    Buonasera Davide,
    per rispondere al suo quesito dovremmo leggere l’accordo di separazione.
    In ogni caso, se nulla fosse previsto sul punto, restano a carico della proprietà le spese di carattere straordinario. Quindi, se Lei e Sua moglie foste proprietari al 50% ciascuno dell’immobile, la suddivisione delle spese straordinarie deve essere ripartito nel rispetto delle anzidette quote di proprietà.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  8. Davide dice:

    Buongiorno, sono separato consensualmente dall’anno 2013, ho due figli, uno maggiorenne e l’altro minorenne, che vivono con la madre nella casa cointesta a me e alla mia ex moglie. Si è rotta la caldaia dell’appartamento e mi viene richiesto di contribuire al 50% alla spesa di sostituzione in quanto ritenuta una spesa straordinaria. Devo contribuire?
    Grato della risposta anticipatamente ringrazio.

  9. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la soluzione è la donazione con riserva di usufrutto vitalizio. Quindi lei diventa proprietario ma la sua compagna finchè resterà in vita avrà il possesso dell’immobile.
    A presto,
    Avv. Marco Pola

  10. Leonardo dice:

    Buonasera, la mia compagna desidera cointestarmi la propria abitazione ma avendo io due figli non vorrei che al mio decesso potessero pretendere qualcosa da Lei e quindi solo se non possono pretendere nulla fino al suo decesso accetterò. Grazie

  11. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la proposta di acquistare una casa da intestare a lei ed a sua figlia è sicuramente interessante.
    Non conosciamo, tuttavia, le condizioni alle quali si è separata nè tanto meno l’età di sua figlia, ed il valore dell’immobile da acquistare. Tutte circostanze che potrebbero permetterci di meglio valutare la proposta del Suo ex marito.
    Le nuove intese, ovviamente, dovrebbero essere oggetto di intese formali, magari proprio in occasione della cessazione degli effetti civili del matrimonio (divorzio). Laddove il possesso ed il diritto di abitazione della casa familiare fossero riconducibili ad un titolo di proprietà e non, invece, ad un provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare, Lei sarebbe legittimata ad ospitare il suo nuovo convivente.
    I quesiti proposti meritano un confronto più approfondito. Le consigliamo un confronto con un legale di Sua fiducia e, in alternativa, laddove anche lei lo ritenga opportuno, con lo scrivente (il primo incontro è gratuito).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  12. cecilia dice:

    Buongiorno, sono una donna separata con una figlia minorenne.
    Ho rinunciato alla casa coniugale perchè economicamente insostenibile per me e ho preso un appartamento in affitto dove viviamo io e mia figlia.
    Il mio ex marito mi ha proposto di acquistarci una casa, che intesterebbe a me e mia figlia e in contro dare un mantenimento inferiore (considerando che non avrei più affitto da pagare).
    Premesso che sicuramente sarebbe un bel sollievo di pensiero, posso sapere quali sarebbero i pro e i contro di un immobile cointestato con mia figlia? e quali diritti avrebbe il mio ex marito in caso io mi rifacessi una vita e il mio ipotetico compagno venisse a vivere con noi? Cosa inciderebbe a livello di tasse?

  13. separatamente dice:

    Buongiorno Eleonora,
    Lei hai un difensore e non vorremmo sostituirsci ad un Collega regolarmente da Lei nominato con le nostre osservazioni.
    In ogni caso, le agevolazioni connesse all’acquisto della prima casa si mantengono se Lei conserva residenza e dimora nell’abitazione acquistata per almeno cinque anni.
    Se vende invece prima dei cinque anni deve riacquistare entro un anno per non perdere le agevolazioni.
    Con i migliori saluti,
    Marco Pola

  14. eleonora dice:

    Buongiorno,
    Venerdi scorso ho finalmente firmato l’accordo di mediazione obbligatoria con il mio ex marito.
    Il quale dal mese di novembre rinuncio all’assegno di mantenimento e mi accollo per intero la casa del mutuo. Il suo 50% della casa lo acquisto io per una misera somma.
    A fine mese mi depositano il ricorso del divorzio quindi andro’ in udienza per febbraio /marzo dell’anno prossimo e poi al rogito nel mese di maggio.
    Io attualmente ho la residenza nella casa coniugale, se vado a convivere dopo il divorzio perdo la detrazione degli interessi sul mutuo ?E diventa seconda casa?
    Se invece lasciassi la residenza li e mi rifaccio una vita , cosa succede se arrivasse un bambino?
    Non so come mi devo comportare.
    ELEONORA

  15. separatamente dice:

    Buongiorno Corrado,
    se Lei risulta formalmente separato, dovreste avere regolamentato anche l’assegnazione della casa familiare alla madre di suo figlio.
    Traiamo queste conclusioni alla luce del fatto che lei ci riferisce che nella abitazione coniugale vivono ora sua moglie e suo figlio.
    Se fossero confermate queste circostanze difficile ipotizzare un canone di locazione a carico di sua moglie in suo favore.
    Siamo in ogni caso a Sua disposizione (02.72022469) per approfondimenti dopo avere letto l’omologa della separazione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  16. Corrado dice:

    Buongiorno, se possibile vorrei porre questa domanda, sono separato consensuale e ho dovuto abbandonare io la casa, della quale sono comproprietario con la mia ex al 50%, abbiamo un figlio maggiorenne che studia e che vive con lei, io sto’ sostenenedo un affitto purtroppo, a mia volta posso chiedere l’ affitto alla mia ex moglie che vive nel mio 50% di casa? In attesa di venderla. Rimango in attesa di Vs.gentile riscontro. Grazie.

  17. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la giusrisprudenza prima, e la legge Cirinnà del maggio 2016, hanno sancito, in caso di cessazione della convivenza, un diritto del convivente che deve abbandonare la casa familiare di proprietà esclusiva del proprio partners, a ricevere un congruo preavviso (correlato e proporzionato alla durata della convivenza).
    Ovvio poi che gli arredi posso essere rimborsati tenendo conto della loro effetiva usura.
    Con i migliori saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  18. salvatore dice:

    buon giorno Avvocato Le volevo formulare un quesito:
    Premessa dopo circa 10 anni di convivenza ho deciso di mettere fine a questo rapporto affettivo faccio presente che la convivenza non era registrata e che la casa e di proprietà esclusiva mia.
    Le espongo i fatti il 26 settembre comunico alla mia convivente che non intendo più proseguire questo rapporto che andro’ via circa 5 giorni e lei possa iniziare a trasferire i suoi effetti personali presso la sua abitazione personale ( dove e proprietaria) tanto e vero che quando torno il 3 di ottobre non e più presso la mia abitazione ma ha provveduto a portare via parzialmente i suoi affetti personali .
    Se non che il 4 ottobre viene a casa anzi che provvedere a continuare il trasloco mi chiede E. 15.000 per avermi stirato e lavato ( premetto che ha partecipato alla arredamento della casa che io intendo riconoscergli ) ma questo evento mi ha causato un attimo di sbandamento sostituendo la serratura ho provveduto entro una settima a farle avere le chiavi di casa ( anche se potrei dire che le ho smarrite e sostituite in quando lei già abita presso la sua abitazione dove e anche residente)
    2^ domanda l’arredamento devo pagalo con lo stesso valore di acquisto o ha un degrado.

    la ringrazio moltissimo e rimango in attesa di conoscere il suo parere

  19. Aurelia dice:

    Buongiorno Avvocato, vorrei un consiglio, mia figlia aspetta un bambino dall’ex convivente, adesso si è sistemata da noi, lasciando la casa dove ha vissuto con il suo compagno per circa 5 anni. Lui deve trasferirsi fuori per lavoro e vuole dare in affitto la casa ( di sua proprietà e per la quale paga un muto a lui intestato) .
    Mia figlia non può stare da noi, la casa è piccola e con una bimba in arrivo ha bisogno di sistemarsi in modo più comodo.
    Cosa può fare? Può chiedere all’ex compagno di pagare l’affitto di una casa per lei e la bambina che ancora non è nata? Può impedire che l’ex convivente affitti la casa ad altri, chiedendo l’assegnazione della casa di lui come casa familiare per lei e la bimba che porta in grembo?
    Grazie.

  20. separatamente dice:

    Buongiorno Signora,
    il mantenimento del coniuge più debole da parte dell’altro coniuge, da un punto di vista economico, è connesso anche alle effettive capacità lavorative di Suo marito.
    Mi permetto anche di rilevare che nel caso da Lei descritto potrebbe avere una sensibile rilevanza il comportamento violento di Suo marito.
    Dopo una attenta disamina della situazione reddituale e patrimoniale dei coniugi potrei darLe qualche ulteriore indicazione.
    Siamo disponibili per un primo confronto (gratutito) presso il nostro studio, se lo desidera (02.72022469 – http://www.npassociati.com).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  21. BECHER dice:

    Buonasera mio marito malato mentale grave io ho dovuto allontanarmi da casa perché violento vuole la separazione non vuole esser curato da un psichiatra ma da medico di base il suo psichiatra ha deciso di fare TSO ma non’e servito niente anzi peggio.la casa di mio marito ha anche un’altro appartamenti gli affitta.disoccupato da 12 anni non ha voglia di lavorare stato mantenuto da me per tutti questi anni adesso vuole assegno di mantenimento gli aspetta?perche lui dice mi hai abbandonato lui giorno notte in giro per locali di milano spacciandosi per PR.visto che io devo cercare un appartamento pagare un affitto gli aspetta.grazie mille

  22. separatamente dice:

    Buongiorno Alfredo,
    abbiamo letto il suo quesito.
    La situazione è complessa. Ma le date (quella della Sua donazione alla compagna) e la data in cui la sua compagna chiede di cessare la convivenza, sono molto ravvicinate, quindi, si potrebbe ipotizzare una revoca della donazione per ingratitudine.
    Si rilevi in ogni caso che la casa familiare in caso di “separazione” di conviventi viene assegnata al genitore collocatario dei figli sino a quando questi ultimi non diventino autonomi da un punto di vista economico. Si consideri altresì che il percorso per ottenere la revoca della donazione è in salita : occorre dimostrare l’ingratitudine del coniuge che si separa che non può consistere nel solo fatto di avere posto fine alla convivenza e di avere intrecciato una nuova relazione, ma va individuata nell’eventuale modo ingiurioso con cui tali fatti, eventualmente, sono stati compiuti. E la ingiuria grave richiesta dal codice civile quale presupposto della revocazione, è ravvisabile in un comportamento con il quale si rechi all’onore ed al decoro del donante un’offesa suscettibile di ledere gravemente il patrimonio morale della persona e che denoti una ingratitudine tale da ripugnare alla coscienza comune.
    Siamo a disposizione per approfondire con apposito incontro in studio (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  23. alfredo dice:

    buongiorno convivo da oltre 20 anni . nel 2005 abbiamo acquistato una casa al 50%. Nel 2016 ho ceduto ( gratuitamente )
    la mia quota di casa alla mia compagna con accollo, non liberatorio, del mutuo esistente. Ora lei vuole separarsi . Abbiamo due figli di anni 16 e 14.
    E’ possibile per me chiedere un ristoro sull’immobile a suo tempo ceduto?
    tutto cio’ all’interno dell’immobile e’ stato acquistato al 50%
    grazie

  24. separatamente dice:

    Buongiorno Signora,
    considerato che la casa coniugale viene assegnata quasi sempre alla madre con i figli, considerato altresì che la casa risulta a Lei intestata, ci sono tutti i presupposti affinché Lei possa incardinare un giudizio nel quale chiedere la separazione con richiesta che suo marito trasferisca altrove la propria residenza.
    Ovviamente se rimanete sposati quest’ultima richiesta/iniziativa non è possibile.
    Siamo a Sua disposizione per un primo incontro gratuito e per maggiori dettagli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola
    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  25. Andre'e dice:

    buongiorno
    sono sposata da fine dicembre 2016 dopo anni di convivenza e 2 figli di 6 e 2 anni.
    La casa e’ intestata a me come tutte le utenze. Mio marito e’ disoccupato e si fa mantenere, e non fa molto per cercarsi un’altro lavoro… Posso cacciarlo di casa? Lui ha una casa a lui intestata al momento affittata.
    Grazie

  26. separatamente dice:

    Buonasera Pier,
    le intese informali, raggiunte tra i coniugi, senza che le stesse siano state oggetto di un un provvedimento di omologa (per la modifica delle condizioni della separazione), ovvero di un provvedimento giudiziale (in caso di divorzio), possono essere ritrattate. Al massimo possono fungere da indizio di una intesa. Ma nulla vieta a Tua moglie oggi di avanzare una richiesta di mantenimento nei limiti della recente sentenza della Cassazione che mi permetto di ricordare qui di seguito con recente nostro commento: http://www.separazioneconviventi.it/divorzio/addio-al-tenore-di-vita-nellassegno-divorzile/
    Mi chiedo poi perchè non avete ancora formalizzato il divorzio. POssiamo approfondire questi ed altri argomnenti in occasione di apposito incontro in studio (se lo ritiene opportuno).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  27. Pier dice:

    Sono separato dal 2012. Alla mia ex moglie era stata concessa la casa – di mia proprietà – in uso con i figli fintantoché avesse trovato un lavoro per andarsene altrove. Lo scorso Marzo 2017 ha deciso spontaneamente di lasciare la casa e trasferirsi con i figli a qualche decina di km di distanza. Nel frattempo ha anche trovato lavoro.
    Ha firmato un accordo privato tra me e lei per il quale non ha più nulla a pretendere sulla casa che ha lasciato.
    Ora a distanza di mesi sia dall’uscita da casa, sia dall’accordo, pare che il lavoro possa venire a mancare di nuovo.
    Nel frattempo io ho iniziato dei lavori nella mia casa col presupposto di ritornarci a breve, ma ora ho il dubbio che fa nascere le seguenti domande:
    1) può avere qualche diritto a pretendere di rientrare nella casa che ha lasciato spontaneamente, nonostante anche l’accordo privato?
    2) potrebbe avanzare pretese su un ulteriore mantenimento (ergo affitto) se non ce la dovesse fare con affitto o altro nella nuova sistemazione?
    Aggiungo che i figli sono in affido congiunto, sono minori e risiedono con lei, ma ho già dato la disponibilità di tenerli con me.

  28. separatamente dice:

    Gentile Letizia,
    l’obbligato al pagamento del contributo per il mantenimento del figlio è il padre. La suocera non può assolutamente essere coinvolta. E poi non comprendiamo neanche quali siano le giustificazioni della pretesa della madre avente ad oggetto l’aumento del contributo. Se lo ha stabilito il Giudice questo contributo, devono per forza essersi verificate circostanze nuove (nuove rispetto alla data del provvedimento del Giudice con il quale è stato fissato il contributo) per giustificare una modifica del mantenimento.
    Restiamo a disposizione per eventuali approfondimenti.
    Saluti,
    Avv. Marco Pola

  29. Letizia dice:

    Buongiorno vi contatto per un’ informazione.
    si tratta di due ex conviventi more uxorio. Dalla separazione l’ ex convivente ha provveduto ad un mantenimento di 250€ per il figlio (nato dalla lor convivenza) mantenimento stabilito dal giudice e inoltre alle spese straordinarie ( abiti firmati, cellulari, scarpe firmate, scuola ecc.). La ex convivente in quanto disoccupata ( proprietaria dell’ immobile in cui vive con il figlio e non intenzionata a trovare un lavoro) richiede un aumento del mantenimento prima pari alla somma di 1.000€ e poi di 600€. L’ ex convivente non basandosi su quantp stabilitp dal giudice, non intende elargire tale somma, in quanto provvede in tutto cio che serve al figlil dal punto di vista economico, morale e affettivo. La signora quindi vuole fare causa per detrarre la somma rimanente dalla pensione della ex suocera. È possibile una cosa del genere??

  30. separatamente dice:

    Gentile Cinzia,
    siamo disponibili per rispondere al Suo quesito. In verità, dovremmo prima leggere le carte (la sentenza di separazione).
    Se abbiamo capito bene, il Suo ex, collocatario di Vostro figlio, non paga il mantenimento (in favore suo ? in favore del figlio), durante l’esercizio del diritto di visita da parte della madre.
    Se non è previsto nell’accordo di separazione (e ci sembrerebbe contrario ad ogni logica una tale ipotesi) non può farlo.
    Ci auguriamo di avere ben compreso il suo quesito. In ogni caso restiamo a disposizione per approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola(02.72022469)

  31. cinzia carugati dice:

    Buonasera, mio figlio vive con il padre da 4 anni è minorenne a metà luglio per tutto agosto e fino al 10 settembre verrà da me. La mia domanda è : può il mio ex marito ridurre o sospendere l assegno di mantenimento per il periodo che mio figlio starà con me? C è eventualmente una legge che lo vieta? Tengo a precisare che fino a quando mio figlio viveva con me e passava le vacanze con il padre per due mesi non ricevevo l assegno di mantenimento come voluto da mio marito nella sentenza di separazione. Grazie

  32. separatamente dice:

    Buongiorno Alice,
    la situazione che Lei ci ha descritto (lunga convivenza) comporta un solo suggerimento: la redazione di un contratto di convivenza.
    Si tratta di un accordo redatto con l’assitenza di un avvocato o di un notaio e con firme autenticate dai predetti professionisti.

    Infatti, sia la sua sottoscrizione che l’eventuale modifica che la risoluzione devono essere fatte per iscritto, in forma di scrittura privata o in forma di atto pubblico, con l’assistenza di uno dei due predetti professionisti e con l’ulteriore iscrizione del contratto all’anagrafe.
    Gli accordi possono prevedere il regime patrimoniale prescelto, le modalità con le quali ciascun componente è chiamato a contribuire alle necessità della vita comune e, come di suo interesse, l’accordo può essere usato anche per disciplinare le conseguenze patrimoniali della cessazione della convivenza.
    Restiamo a Sua disposizione per eventuale assitenza nella formazione del contratto di convivenza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  33. Alice dice:

    Buongiorno vorrei una informazione ho 60 anni e da 20 anni convivo con una persona facoltosa ……. io sono separata con figli ormai adulti lui single senza figli …….come posso tutelarmi qualora lui ed io decidessimo di separarci tenga conto che tutto è intestato a lui grazie

  34. separatamente dice:

    Buongiorno Francesca,
    la Sua è una domanda che merita un approfondimento ulteriore prima di rispondere.
    Possiamo, tuttavia, anticipare sin da ora che la liberta di trasferirsi altrove è garantita dalla Costituzione. Considerato che il trasferimento, tuttavia,comporta una evidente limitazione del diritto di visita è necessario che sia coerentemente giustificato e previamente comunicato al padre anche al fine di concordare come esercitare il diritto di visita.
    Siamo a disposizione per approfondimenti anche tramite incontro in studio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  35. Francesca dice:

    Buongiorno,
    convivenza finita dopo 5 anni nella quale è nato nostro figlio che adesso vive con me; il padre nonostante gli abbia lasciato la possibilità di vederlo quando vuole durante la settimana, questi lo vede a sua scelta solamente in week end alterni.
    Dopo due anni di “separazione” volevo trasferirmi in un altro paese a km 600 di distanza e ricominciare una nuova vita, il padre si oppone alla mia decisione, posso ugualmente trasferirmi o devo in questo caso seguire un certo iter?
    grazie mille

  36. separatamente dice:

    Buongiorno Laura,
    l’interruzione della convivenza è possibile, ovviamente, anche con riferimento alla condivisione della abitazione.
    Se il contratto di locazione è intestato a Lei, Le suggeriamo di inviare una raccomandata al Suo compagno per invitarlo a liberare l’immobile. In questo modo rispetterebbe anche i recenti obblighi di legge (Legge Cirinnà) che comportano il rispetto di un congruo preavviso per intimare la liberazione dell’immobile al proprio ex convivente.
    Il nostro suggerimento è quello di fare intervenire un legale anche per questa prima comunicazione.
    Se l’ex convivente non libera spontaneamente dovrà agire in giudizio per la liberazione dell’immobile.
    Credo sia inevitabile rivolgersi ad un legale soprattutto alla luce del comportamento ostruzionistico del Suo ex.
    Siamo a disposizione per un primo incontro se lo riterrà opportuno (tel. 02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  37. Laura dice:

    Buogiorno… Da circa 1 anno convivo con una persona, abbiamo messo la residenza insieme e al comune abbiamo dichiarato che siamo conviventi ma non abbiamo nessun tipo di contratto, abbiamo solo detto che andavamo a vivere insieme come coppia. Adesso ci stiamo lasciando e lui non vuole andare via. Il contratto d’affitto è intestato a me, le utenze anche, è tutto a nome mio perché lui non voleva niente intestato a lui. L’accordo verbale era che lui avrebbe pagato le bollette e io tutto il resto perché lui non lavora, cioè lavora ma prende dei rimborsi spese di circa 400 euro ogni 3 mesi. Adesso io vorrei che andasse via, lui non vuole, non prima di 1 anno…… e conoscendolo neppure dopo, dice che non sa dove andare, ha dei soldi da parte (circa 9k euro, una donazione di sua madre) quello che prende ogni 3 mesi ovviamente non gli permette di mantenersi da solo. Posso toglierlo dallo stato di famiglia da sola o serve una sua firma? E soprattutto se lo faccio posso obbligarlo ad andarsene o quantomeno a pagare a metà con me le spese di tutta la casa? Lui continua a voler pagare solo le bollette ogni 3 mesi, ma io non ci sto perché quando andrà via non sarò in grado di pagare tutto da sola e credo di non doverlo mantenere dato che non siamo sposati. Volevo evitare di mettere di mezzo avvocati ma non so come fare ad obbligarlo a pagare o andare… Credo di avere il diritto di chiedergli metà affitto almeno…

  38. separatamente dice:

    Buongiorno Alessio,

    la piattaforma Fazland mi ha inviato il Tuo recapito.

    Come posso esserti utile (non è stato specificato nella richiesta) ?

    Per il momento lascio il mio recapito telefonico (02.72022469) e preciso che il primo incontro in studio è gratuito.
    Chi sono come professionista: https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726 ; e chi siamo come associazione professionale: http://www.npassociati.com.

    Cordiali saluti,

    Avv. Marco Pola

  39. Alessio dice:

    Convivo con la mia compagna in casa in affitto. Abbiamo un figlio minore .. non riusciamo a raggiungere l’accordo per una separazione ^consensuale^ perché lei oltre al mantenimento del figlio (su cui ovviamente siamo d’accordo) pretende un congruo contributo per affitto e spese condominiali .. e’ corretto ? Io le ho suggerito almeno di prendere appartamento più economico e più piccolo ma non ne vuol sapere .grazie .

  40. separatamente dice:

    Buonasera,
    la madre è tutelata nel senso che può chiedere ad un Giudice l’assegnazione della casa familiare sino a quando il minore non diventerà autonomo da un punto di vista economico. Ed anche la maggior parte delle intese che vengono formalizzate con un ricorso congiunto davanti al Tribunale prevedono l’assegnazione della casa familiare alla madre. Non ci devono essere discussioni sul punto è un suo diritto.
    Ed il suo compagno dovrà abbandondare la casa familiare. Rammentiamo, inoltre, che il figlio ha diritto anche al mantenimento da parte del padre.
    Ci chiami, se lo desidera, per un primo consulto in studio (il primo incontro è gratuito).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  41. marta dice:

    Buongiorno, volevo un chiarimento su questa situazione.
    una coppia non sposata con figlio di due anni ha comprato casa ed hanno un mutuo cointestato che fino adesso ha pagato solo una delle due persone (la madre). Ciò che mi chiedo è: può continuare a vivere nella casa la madre con il figlio? o l’unica soluzione è di vendere la casa e dividere al 50%?
    Grazie molte per una risposta

  42. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se la macchina è intestata al suo compagno, quest’ultimo potrebbe sostenere di averla ricevuta in regalo da parte Sua.
    Meglio intervenire subito con una comunicazione nella quale si rivendica la restituzione degli importi versati per l’acquisto dell’automobile sostenendo che si trattava di un mero prestito.
    Restiamo a Sua disposizione per qualsivoglia approfondimento. Il primo incontro in studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  43. Francesca dice:

    Dopo 6 anni dì convivenza niente matrimonio e niente figli siamo arrivati al capolinea.La casa è intestata a me…..la macchina l’ho pagata completamente io con assegno circolare ma è intestata a lui.Può portarsela via e rivenderla senza che io abbia nessun diritto??

  44. separatamente dice:

    Buonasera Maria,
    Lei ha dei diritti in qualità di madre e suo figlio ha diritto al mantenimento da parte del padre.
    Se il padre si costruisce una nuova famiglia con altri figli persistono gli obblighi di mantenimento in in favore del primo figlio.
    Il rispetto di questi obblighi possono essere richiesti di fronte ad un Giudice.
    Se vuole possiamo parlarne in studio (il primo incontro in studio è gratuito).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola
    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726
    http://www.npassociati.com

  45. separatamente dice:

    Buongiorno,
    per risponderle con precisione vorremo capire cosa intende quando riferisce “faremo in comune i documenti per unione di coppia di fatto”. Intende dire che andrete a dichiarare in Comune la Vostra comune residenza, o intendete addirittura che state formalizzando un contratto di convivenza ?
    In ogni caso, Le confermiamo che in caso di cessazione della convivenza anche di fatto, il giudice ha il potere di stabilire il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento. Lo stato di bisogno, peraltro, si potrebbe in parte fare discendere dalla presenza di un minore. Non si dovrebbe, peraltro, trattare di un obbligo economico che riverbera i suoi effetti per tutta la vista dei beneficiari ma proporzionato al periodo di vita trascorso insieme. E non si tratterebbe di un vero e proprio obbligo di mantenimento in favore del minore che compete invece al padre naturale.
    Con i migliori saluti,
    Avv. Marco Pola

  46. Angela dice:

    Buona sera,
    Sono un ragazzo che ha lasciato la sua casa per andare a convivere con una ragazza madre. Io ho comperato’ l’ arredamento e lei la casa ovvero le spese dei mobili le pago io il resto ( spasa , mutuo, ecc) dividiamo . Tra l’ altro io pago da solo la mia casa che ha un mutuo . Faremo in comune i documenti per unione di coppia di fatto. Vorrei sapere a cosa andrei incontro se la cosa finisse:
    -dovrei darle il mantenimento?
    – dovrei mantenere poi la bimba che nn è mia e nn , ancora per ora, riconosciuta?
    O con la convivenza di fatto viene direttamente riconosciuta?
    -i mobili alla fine rimarebbero a lei?
    Spero in una sua risposta…
    Perché in questo periodo con la mia attuale compagna nn andavamo molto d’ accordo e vedermi spuntare queste carte …l’ avrei sposata ma tra due anni.Come da accordi presi. Nn capisco l’ esigenza subito di queste carte…

  47. separatamente dice:

    Buongiorno Alessandro,
    l’educazione di Vostro figlio è sicuramente rimessa, principalmente, ai genitori naturali, responsabili, peraltro, nella maggiore parte dei casi, dell’affidamento condiviso.
    Il fatto che la Sua ex moglie tolleri o incentivi comportamenti che possano indurre il minore a chiamare papà del suo nuovo compagno è sicuramente criticabile a tal punto da giustificare una richiesta di revisione dell’affidamento condiviso.
    Queste sono solo prime riflessioni. Come può immaginare il tema è delicato e deve essere analiticamente approfondito.
    Più che concentrarsi sui danni morali mi concentrerei sul minore e sul suo diritto di quest’ultima alla bigenitorialità (da intendersi riferita ai genitori naturali) anche in caso di separazione dei coniugi.
    Siamo disponibili per un primo confronto gratuito in studio.
    Con i migliori saluti,
    Avv. Marco Pola

  48. alessandro dice:

    buongiorno mi chiamo alessandro
    Spono separato e mia moglia ha un in affidamento nostro figlio di 2 anni.
    A pochi giorni dalla separazione lei ha clandestinamente iniziato una convivenza con un altro uomo sconvolgendo i miei rapporti con mio figlio che ora ha 4 anni e chiama papa` questa altra persona.

    Esiste una qualche legge che possa tutelarmi nel chiedere che questa persona venga allontanata o che mi venga riconosciuto un risarcimento per danni morali?

  49. separatamente dice:

    Buongiorno Daniela,
    sono l’Avv. Marco Pola, partner di Natale, Pola e associati (www.npassociati.com).
    Le confermo che, per ora, la convivenza, non comporta diritti in ambito successorio.
    Quindi in caso di dipartita di uno dei due conviventi, l’unico erede sarebbe Vostro figlio.
    Vi è però possibilità per ciascun convivente di fare testamento e disporre (nel caso di un figlio senza coniuge), con riferimento ad ½ del patrimonio di ciascun convivente, come meglio si crede.
    A disposizione per approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  50. Daniela dice:

    Buongiorno, volevo un chiarimento alla mia situazione soprattutto per tutelare mio figlio.
    Sono convivente da più di vent’anni e con il mio partner abbiamo un figlio. Col mio partner ho una casa di proprietà acquistata in egual misura da entrambi e altri beni acquistati in comune. Ciò che mi chiedo è: qualora uno di noi due genitori dovesse mancare, l’erede unico sarebbe nostro figlio?
    Grazie molte per una risposta
    Daniela

  51. separatamente dice:

    Gentile Alessandra,
    senza un accordo in Tribunale (introdotto tramite ricorso congiunto per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio), dove, nero su bianco, si quantifica il contributo al mantenimento per il figlio ed il diritto di visita del padre, con l’avvallo, peraltro, di un Giudice (un Pubblico Ministero) è molto più difficile ottenere il rispetto delle intese (verbali) economiche aventi ad oggetto il mantenimento di vostro figlio.
    In verità, vi sono anche sentenze che pregiudicano l’interesse del terzo che mette a disposizione di una coppia con figli una abitazione, con conseguente assegnazione della abitazione (la casa familiare) alla madre collocataria del bambino sino a quando quest’ultimo non raggiunge l’autosufficienza economica.
    Il primo colloquio presso il nostro studio è gratuito, se vuole approfondire.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  52. alessandra dice:

    Buonasera, vi scrivo per avere informazioni su questa situazione:
    anni fa mi sono separata dal mio convivente dal quale ho avuto un figlio, io sono andata in una casa in affitto con il.bimbo in quanto dove vivevamo insieme era della zia del mio ex e l ha venduta.
    Non siamo andati tramite avvocati, ma abbiamo deciso una cifra al mese che lui mi ha sempre dato dove si includeva una quota dell affitto (visto che ci viVò con il figlio) e.il resto per il bimbo.
    Adesso però io ho comprato la casa, e volevo sapere se lui puo togliermi la parte dei soldi che mi dava per l affitto in quanto la casa è solo intestata a me.

    vi ringrazio per la disponibilità
    saluti

  53. separatamente dice:

    Buongiorno Alberto,
    Le sconsigliamo di abbandonare il tetto coniugale. La circostanza giustifica l’addebito della separazione (con conseguente anche sugli equilibri economici della separazione).
    Se proprio ritiene che sia indispensabile abbandonare la casa coniugale deve premurarsi che questa iniziativa sia stata intrapresa dopo che le Sue intezione di separarsi siano state messe nero su bianco con una raccomanda con ricevuta di ritorno ricevuta da Sua moglie.
    Se lo desidera possiamo approfondire in studio. Il primo incontro è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)

  54. Alberto dice:

    Buongiorno
    io sono sposato con figli ed il matrimonio è in crisi; ho intenzione di abbandonare l’abitazione per un po’, pur non sottraendomi ai doveri coniugali (accudimento figli, spese). In sostanza sto dando inizio ad una separazione di fatto; come viene valutata in fase di successiva separazione? C’è un periodo minimo o massimo per non far scattare l’addebito, in una successiva separazione?

  55. separatamente dice:

    Buongiorno Lucia,
    chi ha dedicato la propria vita a crescere i figli, per fortuna, in caso di separazione, ha il diritto di chiedere un contributo all’altro coniuge anche per il proprio mantenimento. E se siete in comunione dei beni non vedo ragioni per non vantare dei diritti anche sulla abitazione coniugale. C’è sempre tempo per essere generosi nei confronti del proprio ex ma non è proprio il caso di esserlo quando si devono ancora formalizzare le condizioni della separazione.
    A chi rivolgersi ? Ad un avvocato.
    Se lo ritiene possiamo incontrarci. Il primo incontro in studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  56. Lucia dice:

    Salve,Sono sposata dal 1995 in comunione dei beni,una casa con il mutuo di 30 anni di cui pagati gia’ 4 anni,2 figli di 18 e 21 anni,voglio separarmi perché per tutti questi anni ho sofferto per i continui litigi con mio marito,mancanza di rispetto per me in tutti i sensi anche davanti ai figli piccoli,che hanno visto di tutti i colori,ma adesso che ormai sono grandi è arrivato il momento,io sono disoccupata e in cerca di lavoro,visto che ho dovuto crescere i miei figli e ho rifiutato lavoro in ditte,e mi devo sentire dire che io non valgo niente non porto soldi a casa (che non e ‘ vero perché ho sempre fatto lavoretti)che quello che abbiamo è solo merito suo ecc..ci siamo capiti….volevo anche precisare che io da lui non voglio niente ne’ la casa ne’un euro,che mi spetterebbero di diritto,ma voglio solo pace e tranquillità lontano da lui.Volevo chiedervi cosa devo fare per non portarmi danno e lasciare la casa,a chi devo rivolgermi.Grazie mille per la risposta,cordialmente Lucia.

  57. separatamente dice:

    Buongiorno Fabio,

    in linea generale dalla convivenza non nascono obblighi restitutori trattandosi di obbligazioni naturali (per cui tutto ciò che viene conferito è considerato in adempimento di doveri morali e sociali).
    E ciò a meno che non sia stato chiaramente stabilito (deve trattarsi di volontà espressa ed inequivocabile), tra le parti, che l’esborso di denaro a favore dell’altro convivente avveniva esclusivamente a titolo di prestito momentaneo e/o risulti del tutto sproporzionato rispetto al menage quotidiano.
    La deroga, pertanto, andrà individuata caso per caso avendo riguardo anche alle reciproche elargizioni/contribuzioni.
    Significativa è la massima più autorevole in materia che riportiamo qui di seguito (Cass. civ. Sez. I, 22/01/2014, n. 1277).

    “Le attribuzioni patrimoniali del convivente more uxorio alla compagna durante la convivenza costituiscono adempimento di doveri morali e sociali, che trovano la loro regolamentazione nell’art. 2034 del codice civile, che disciplina le obbligazioni naturali, le quali determinano, come effetto, la soluti retentio, ovvero l’impossibilità di ottenere la ripetizione di quanto spontaneamente pagato, a condizione che la prestazione risulti adeguata alle circostanze nonché proporzionata all’entità del patrimonio e delle condizioni sociali del solvens. Il discrimine fra l’adempimento dei doveri sociali e morali, quale può individuarsi in qualsiasi contributo fra conviventi, destinato al menage quotidiano ovvero espressione della solidarietà fra persone unite da un legame intenso e duraturo, e l’atto di liberalità, va individuato, oltre che nella spontaneità, soprattutto nel rapporto di proporzionalità fra i mezzi di cui l’adempiente dispone e l’interesse da soddisfare. Orbene, tale requisito, riconosciuto in relazione alle obbligazioni naturali in generale, deve essere ribadito in riferimento all’adempimento di doveri morali e sociali nella convivenza more uxorio”.
    Se vuole approfondiamo l’argomento in Studio, il primo incontro è gratuito.
    Un cordiale saluto
    Avv. Laura Natale

  58. fabio dice:

    buongiorno,
    ho convissuto con la mia ex fidanzata per 8 anni durante i quali lei ha comprato una macchina con un finanziamento intestato a mio nome. poi sempre mentre eravamo conviventi abbiamo venduto l’auto per comprarne un’altra sempre intestata a lei ma il finanziamento della prima auto è rimasto da pagare. abbiamo venduto la seconda auto. ora ci siamo lasciati e lei non vuole più pagare il finanziamento della prima auto che pago io. cosa posso fare? posso chiedere a lei i soldi? posso chiedere la restituzione anche di quelli già pagati?
    grazie
    fabio

  59. separatamente dice:

    Buonasera,
    il tradimento, oggi venuto alla luce, avrebbe avuto rilevanza ai fini della riduzione dell’assegno di mantenimento in favore della Sua ex moglie, riconducendo quest’ultimo ad un mero assegno per alimenti (sensibilmente inferiore all’assegno per il mantenimento connesso al tenore di vita).
    Il mantenimento in favore del figlio, invece, come Lei sicuramente comprenderà non può essere influenzato da queste circostanze in quanto è sempre dovuto nella Sua mera qualità di genitore.
    Domanda di risarcimento dei danni connessa al tradimento ? Sì è possibile in presenza di determinate circostanze.
    Per ora ci limitiamo a ricordare un precedente che ha riconosciuto il risarcimento in presenza di un tradimento coniugale: trattasi di Cass. Civ. n. 18853/2011 allegata alla presente che per molti aspetti da una prima disamina sembra molto attinente al caso sottoposto alla nostra attenzione.
    Se vuole approfondiamo l’argomento in studio. Il primo incontro è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  60. dario dice:

    buongiorno,
    mi sono sposato 8 anni fa ma qualche anno fa il mio matrimonio è andato in crisi perché mia moglie non provava più quello di prima e così dopo aver fatto un figlio mi sono separato. dopo 4 anni ricevo unaemail anonima il cui contenuto era tutta la chat di facebook della mia ex moglie con il suo amante (tra l’altro il mio testimone di nozze) nella quale si raccontavano i bei momenti passati la sera prima nel mio letto. il periodo è risalenti al periodo in cui eravamo sposati e addirittura a soli pochi mesi di distanza dalla nascita di nostro figlio.
    volevo sapere se questa chat mi può tornare utile. io non passo gli alimenti alla mia ex moglie ma solo a nostro figlio. posso chiedere un risarvimento danni a lei o al suo amante dell’epoca? o cos’altro potrei fare
    grazie

  61. separatamente dice:

    Buongiorno Alberto,
    quanto da Lei riferito giustificherebbe sicuramente una riduzione dell’assegno di mantenimento in favore della sua ex. Più raramente una riduzione dell’assegno in favore dei figli ma se sua moglie riceve un sostanziale vantaggio economico dalla nuova (parziale) convivenza, dalla quale, peraltro, è nato un figlio, in sede di divorzio, cercherei sicuramente di avanzare la domanda di riduzione.
    Direi, inoltre, che è percorribile la richiesta di contributo al pagamento del mutuo da parte di Sua moglie anche in ragione del fatto che la casa è cointestata.
    Non conosciamo, tuttavia, i dettagli sulle condizioni della separazione: come si è arrivati a stabilire che sua moglie non ha diritto ad un assegno di mantenimento ? Qual è il reddito di sua moglie? Che lavoro svolge il nuovo compagno di sua moglie ?
    Se lo ritiene siamo a disposizione per un incontro in studio (Via Larga n. 16, Milano).
    Il primo incontro è gratuito ed in questa occasione potremo stilare un preventivo analitico per il divorzio con istanza per la modifica delle condizioni della separazione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola
    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  62. alberto dice:

    Questa è la mia situazione, sono separato, due figli, dall’anno 2012, consensualmente, con questi accordi:
    casa assegnata alla mia ex moglie ( la casa è al 50% intestata alla mia ex ed a me, il mutuo è intestato interamente a me).
    Il mutuo devo pagarlo per intero io.(circa 500 euro al mese);
    mantenimento per i due figli (700 euro)
    spese straordinarie al 50%
    nessun mantenimento alla mia ex moglie
    IO prendo uno stipendio di 1.900 euro.
    Pago un affitto di 400 euro
    La mia ex moglie con la separazione ha “…ufficializzato…” la relazione, che aveva instaurato ante separazione (ante 2012), con un uomo che ha un figlio. Questo Uomo lavorando fuori dalla regione dove è ubicata la casa coniugale, ogni fine settimana (venerdì, sabato e domenica, parecchie volte anche il lunedì e tutte le festività anche estive) vive nella casa coniugale, insieme a suo figlio, lasciandolo qualche volta li, anche senza di lui. Da questa loro duratura relazione ad inizio anno 2016 è nato un figlio, da lui riconosciuto che raggiunge come ha sempre fatto i fine settimana, insieme a l’altro figlio, solo perché lavora fuori.
    Dovrò iniziare la causa di divorzio, con questa situazione posso chiedere che lei si paghi la quota di mutuo?

  63. separatamente dice:

    Buongiorno Alessandro,
    la sua compagna ha diritto di difendersi anche in giudizio a fronte di uno spoglio violento e repentino.
    Il nostro consiglio è quello di scrivere una raccomandata concedendo un congruo termine alla Sua compagna per trovare una nuova abitazione.
    Resta il problema del cotratto di locazione. Se è intestato ad entrambi la Sua compagna deve contribuire nella misura del 50%. Se non partecipa alle spese della convivenza e non lascia l’abitazione familiare si può ipotizzare una iniziativa giudiziaria nei suoi confronti.
    Se risiedete a Milano possiamo ulteriormente approfondire.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  64. separatamente dice:

    Buongiorno Giulia,

    In linea di massima, i beni acquistati da un coniuge in regime di separazione dei beni rimangono di sua esclusiva proprietà.
    Ciò comporta che l’atro coniuge non abbia diritto ad ottenere una parte del ricavato dell’eventuale e successiva rivendita del bene.
    Diverse considerazioni dovrebbero trarsi, tuttavia, laddove il coniuge separato riuscisse a dimostrare di aver in qualche modo contribuito all’acquisto del bene.
    Con riferimento, invece, all’eventuale corresponsione di parte del ricavato dell’attività d’impresa, la risposta varia in relazione a quanto stabilito nell’accordo di separazione (peraltro, sempre soggetto a modifiche).
    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  65. Giulia dice:

    Buongiorno

    il mio compagno e separato ormai da 11 anni, ha una figlia con la sua ex moglie che ora chiede il divorzio. Loro erano in separazione dei beni e il mio compagno ha venduto da poco la casa a lui intestata. Ora la ex moglie puo chiedere una parte di tale vendita ( notare che la moglie ha sempre vissuto all’interno ma le utenze e tutto il resto lo ha sempre pagato lui). Ora noi siamo in società la ex moglie puo pretendere qualcosa dalla nostra società?

    Grazie mille

  66. separatamente dice:

    Buongiorno Elena,
    non risultare intestataria dell’immobile al fine di avere uno sconto sugli interessi non mi sembra proprio un comportamento prudente.
    Ed in ogni caso se proprio volete intestare la casa al Suo compagno è indispensabile fare una scrittura privata con data certa nella quale emerga l’effettiva proprietà dell’unità immobiliare.
    Il nostro studio è a disposizione per assistervi.
    Con i migliori saltui,
    Avv. Marco Pola

  67. separatamente dice:

    Gentile Cristiana,
    per stipulare un contratto di convivenza, ovvero al fine di potere sostenere in futuro che Lei convive con un altro compagno, è indispensabile che Lei risulti almeno formalmente separata.
    Con i migliori saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  68. Cristana dice:

    Sono ancora sposata legalmente! Ma da 2 anni abbito con un altro uomo! Si può chiedere la convivenza ? O devo divorziare ! Grazie mille!

  69. separatamente dice:

    Gentile Sara,
    Lei ha il diritto di agire in giudizio (per chiedere il mantenimento dei figli e l’assegnazione della casa familiare) anche se il Suo compagno non si è ancora trasferito in altra abitazione.
    Per eventuali approfondimenti mi può contattare in studio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  70. Sara dice:

    Buonasera, vorrei cortesemente una conferma per il seguente problema. Caso di convivenza more uxorio con figli minori. I due conviventi vivono ancora sotto lo stesso tetto ma solo perche’ nessuno dei due vuole lasciare la casa (contratto di locazione). La relazione sentimentale e’ pero’ in crisi da tempo e ormai finita. La signora vorrebbe porre fine a questa convivenza solo non vuole lasciare la casa perche’ la vorrebbe assegnata a lei con collocamento dei figli minori. Il padre dei minori invece non rilascia l’ immobile spontaneamente. Lei gli ha gia’ mandato raccomandata per cercare di trovare un accordo su affido e mantenimento dei figli ma lui non va da un legale e non collabora per cercare di trovare un accordo. Lei vuole proporre ricorso giudiziale, puo’ farlo anche se di fatto i due vivono ancora sotto lo stesso tetto ma solo per le ragioni suindicate? Volevo solo una conferma di questo. Grazie mille per la cortese risposta..

  71. separatamente dice:

    Buongiorno Sara,
    considerato che avete avuto due figli il matrimonio è valido. Oggi peró non vivete più sotto lo stesso tetto (sper di avere capito bene) o comunque siete separati fatto. Potete quindi separarvi. Se raggiungete un accordo per una separazione consensuale dopo seimrsi potrete anche divorziare. Non conoscendo i redditi dei coniugi non posso valutate l’eventuale entità del mantenimento per il coniuge più debole da un punto di vista economico e quello per il mantenimento dei figli. Per ulteriori approfondimenti, se vuole, siamo disponibili per un primo incontro gratuito (www.npassociati.com – tel. 02.72022469). Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  72. sara dice:

    salve

    Io vorrei fare una domanda.
    Marito e moglie che sono sposati da 17 anni fa; hanno 2 figli: 16 e 12 anni; e che da 12 anni non vivono come marito e moglie, pure hanno residenza separata da 17 anni – questo matrimonio e` valido? la moglie puo pretendere vincere divorzio?
    (Secondo le regole il matrimonio valido quando tutte due hanno stessa residenza)
    La ringrazio della risposta

    distinti saluti
    Sara

  73. separatamente dice:

    Buongiorno Franca,

    considerato il tempo trascorso dalla separazione, il Suo compagno potrà sicuramente richiedere il divorzio. Esistono due strade alternative, a seconda che i coniugi riescano o meno a trovare un accordo: nel primo caso, si potrà procedere con la domanda di un divorzio congiunto da parte di entrambi i coniugi, assistiti anche da un unico legale. In questo caso si svolgerà una sola udienza, durante la quale il Giudice ascolterà entrambi e, dopo aver verificato la sussistenza di tutti i requisiti, emetterà la sentenza di divorzio. Sempre nel caso in cui i coniugi siano d’accordo, questi potranno divorziare anche senza recarsi dinanzi al Giudice, tramite la negoziazione assistita. E’ una procedura introdotta recentemente ed estremamente veloce che consiste in un accordo con cui le parti, con l’assistenza dei propri difensori, decidono di cooperare al fine di pervenire alla cessazione degli effetti civili del matrimonio senza presenziare personalmente in Tribunale (precisiamo, tuttavia, che la negoziazione assistita non potrà essere utilizzata da coloro i quali richiedano il gratuito patrocinio). Qualora, invece, i coniugi non siano d’accordo, si potrà procedere con un divorzio giudiziale. Bisognerà, pertanto, provvedere al deposito presso il Tribunale competente di un ricorso; si aprirà a quel punto un procedimento ordinario, con tempi necessariamente più lunghi, in cui i due coniugi saranno assistiti da un proprio difensore e al termine del quale il Giudice emetterà una sentenza di divorzio.
    Se il suo compagno ha bisogno di assistenza, ci contatti al n. 02.72022469, per un primo incontro gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  74. Franca dice:

    Buongiorno,
    Convivo dal 1996 con il mio compagno. Abbiamo avuto nel 2000 un figlio. Io ho divorziato molti anni fa, dato che il mio ex marito doveva sposarsi con la sua nuova compagna, il mio compagno invece è solo separato. La sua è stata una separazione giudiziale molto combattuta, ma solo per soldi da parte della ex moglie. Lui ha un figlio dal matrimonio che ora ha 29 anni. La separazione e l’ultima udienza davanti al giudice risale almeno a più’ di dieci anni fa. Se ora lui volesse il divorzio cosa deve fare dato che è trascorso tutto questo tempo? È facile ottenerlo? È come deve agire? Può la ex moglie rifiutarsi? Grazie 1000.
    Cordiali saluti

    Franca

  75. separatamente dice:

    Buongiorno Loredana,
    se Lei ha contribuito al pagamento della abitazione in cui vivete occorre dimostrare davanti ad un Giudice che l’intestazione della casa familiare al Suo convivente è fittizia.
    Oppure occorre cercare di trovare una intesa con il Suo compagno.
    Se ha bisogno di assistenza, ci contatti al n. 02.72022469, per un primo incontro gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (www.npassociati.com – https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726)

  76. loredana dice:

    buon giorno :avrei bisogno di sapere ,essendo io disabile affetta da sm
    avendo convissuto x oltre 10 anni in casa di proprieta’ di entrambi ;ma ha causa di varie vicissitudini ,l’ho fatta intestare solo a lui;cosa posso fare x avere cio’ che mi spetta? vi chiedo gentilmente di aiutarmi

  77. separatamente dice:

    Buongiorno Andrea,
    nel caso in cui la convivenza cesserà, il genitore collocatario dei figli (nel 95 per cento dei casi la madre) ha il diritto di abitare la casa familiare ricevendo aiuto economico dall’altro genitore per il pagamento dell’affitto e per il mantenimento dei figli.
    Detto questo si può cercare di trovare una diversa intesa con la Sua compagna.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)
    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  78. separatamente dice:

    Gentile Margherita,
    nel caso in cui la convivenza cesserà, il genitore collocatario dei figli (nel 95 per cento dei casi la madre) ha il diritto di abitare la casa familiare ricevendo aiuto economico dall’altro genitore per il pagamento dell’affitto e per il mantenimento dei figli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)

  79. Margherita dice:

    Buonasera mi chiamo margherita vorrei farle una domanda. Io convivo da 7 anni ho due figli piccoli. E non lavoro. Lavora solo il mio compagno.e paga affitto. Se un domani ci lasciano l affitto chi lo paga io o lui quali diritti posso avere se non lavoro e lui va via di casa?

  80. separatamente dice:

    Buongiorno Renata,
    i diritti del convivente in caso di morte del compagno possono essere riassunti come segue:
    1) in caso di morte del proprietario della casa di comune residenza, il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa coabitino figli minori o disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni;
    2) in caso di morte del convivente di fatto conduttore della casa di comune residenza il convivente superstite ha la facoltà di succedergli nel contratto di locazione.
    Precisato quanto sopra, esiste la possibilità per il convivente, di esprimere le proprie volontà in un testamento, nei limiti della quota disponibile.
    Quest’ultima, ammonta ad 1/4 del patrimonio del suo compagno.
    Le quote riservate in favore della ex moglie e della madre del suo compagno, infatti, sono le seguenti : legittima del coniuge = 2/4 ; legittima degli ascendenti = 1/4 (da dividere in parti uguali tra i genitori o per intero al genitore superstite).
    Diversa la situazione se alla ex moglie fosse stata addebitata la separazione.
    Questa la teoria. Quello che potrebbe nel concreto realizzarsi dipende anche dalle Sue iniziative. Se lo ritiene opportuno possiamo incontrarci in studio (02.72022469). Il primo incontro è gratuito.
    Cordiali saluti,
    per conto di Separatamente
    Avv. Marco Pola
    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  81. renata dice:

    Buingiorno
    il mio compagno, deceduto da poco tempo, mi ha lasciato un testamento olografico nel quale dispone per me una somma di denaro. ho portato il testamento dal notaio che lo ha considerato valido e lo pubblicherà insieme ad altri lasciti che il mio compagno aveva diposto. Si è fatta viva ex moglie separata e convivente con un altro uomo ma non divorziata. Gli altri famigliari sono la mamma e la sorella. Il notaio mi ha detto che devo aspttare la successione (fatta da mamma – sorella e ex moglie) e poi concordare con loro. Ma ciò non mi è molto chiaro. Che passsi devo fare? quelle erano le sue volontà che mi ha ribadito proprio una settimana prima di morire quando pensavano comunque che non sarebbe accaduto così a breve. Grazie

  82. separatamente dice:

    Buongiorno Davide,
    quella che ci ha descritto è una situazione molto delicata da un punto di vista sociale.
    Occorre valuatare se può giustificare un assegnazione esclusiva dei minori in capo al padre.
    Se lo desidera può prendere contatto con il nostro studio (02.72022469). Il primo incontro è gratuito.
    Con i migliori saluti,
    Per conto di Separatamente
    Avv. Marco Pola

  83. davide dice:

    buongiorno avvocato..io convivo con una donna da 15 anni ho avuto due figli 11 e 6 anni..la mia compagna aveva gia un figlio che aveva 5 anni…adesso ne ha 20 e vive con noi..lei vuole separasi da me per motivi di liti continue ma io non voglio perché il figlio suo e una persona pocco affidabile..ne ho passate tante ma e incorregibile..dedito spesso agli alcolici a atteggiamenti aggressivi verso tutti compreso la mamma e i fratelli…in passato sono andato a prenderlo in questura per casini che aveva combinato..a scuola lo ritiravo in presenza dei carabinieri..e rimasto tale..ho 100 testimoni di queste cose..come potrei evitare che i miei figli crescono con questa persona…se vanno via so che vivranno una brutta situazione come posso evitare questo?la prego mi aiuti

  84. separatamente dice:

    Buonasera Serena,
    sino a quando sua figlia non avrà raggiunto l’indipendenza economica non perderá il diritto ad abitare la casa familiare. Ci contatti al n. 02.72022469 per un primo incontro gratuito se lo ritiene opportuno. Cordiali saluti,
    Per separatamente.it
    Avv. Marco Pola

  85. serena dice:

    Salve..Non Sono Sposata,e abito da convivente con Il mio ex compagno e nostra figlia(il mio ex compagno non è quasi mai a casa e avendo una casa molto grande su due piani abbiamo deciso per la convivenza da separati in casa,perchè nessuno dei due vuole lasciare la casa all altro).Ora,quando mia figlia compieà 18 anni,lui,possessore della casa,può rivendicare tale diritto e quindi sbattermi fuori di casa..?

  86. separatamente dice:

    Buongiorno,
    forse c’è stato un problema con l’invio della sua richiesta perché la comprendo solo in parte.
    Comunque i diritti dei conviventi alla assegnazione della casa familiare sono connessi all’esistenza di prole che vive con il genitore collocatario.
    I meri diritti del convivente, invece, si possono riassumere nell’articolo pubblicato sul nostro sito (fra questi diritti non rientra la reversibilità) del quale riportiamo il link: http://www.separazioneconviventi.it/convivenza/le-convivenze-di-fatto-legge-n-762016-vigore-dal-5-giugno-2016/.
    Infine, per la redazione di un testamento, il nostro studio può fornirLe adeguata assistenza con tariffe calmierate.
    Per un primo incontro in studio, ci può contattare al n. 02.72022469.
    Cordiali saluti,
    per conto di Separatamente
    Avv. Marco Pola

  87. Maria dice:

    Buongiorno avvocato! Son convivente da 20 anni. Il mio compagno e vedovo da 22anni, e ha un figlio dal matrimonio precedente che oggi il figlio e sposato e ha 2 figlie. Noi due abbiamo una figlia di 19 anni. Il mio compagno ha la casa che un tempo il padre in comprato a lui mettendo anche il della defunta moglie. Il mio compagno con la prima moglie in questoa casa hanno vissuto solo quasi tre anni. Noi due viviamo da 20 anni. Che diritto ho Io come convivente ( voglio sapere diritto di reversibilità,casa mobili e altro ). Come compilare un testamento? Grazie mille

  88. separatamente dice:

    Gentile Silvia,
    perchè vuole andarsene di casa quando vi sono norme che prevedono l’assegnazione della casa familiare al genitore collocatario della prole (nel 95% dei casi la madre)?
    Scusi la domanda ma nell’interesse di suo figlio dovrebbe anzitutto fare capire al suo compagno che è lui che deve uscire di casa. E ovviamente suo figlio ha diritto al mantenimento da parte del padre. Esiste una procedura (congiunta o in contenzioso) davanti al Tribunale per lasciare nero su bianco le intese con la stessa efficacia di una sentenza in caso di accordo amichevole tra i conviventi; oppure, nel caso i conviventi non abbiano trovato una intesa amichevole, si rimette la regolamentazione (scusi il termine ma è quello previsto dalle norme) del figlio al Tribunale.
    Ci contatti, se lo ritiene opportuno, per un incontro con i nostri legali a Milano (Avv. Marco Pola, tel. 02.72022469). Il primo incontro non fa maturare spese a suo carico.
    Cordiali saluti,
    per Separatamente
    Avv. Marco Pola

  89. Silvia dice:

    Buongiorno
    convivo da 19 anni con il mio compagno e abbiamo un figlio di 8 anni. La nostra storia è giunta al termine e le reiterate liti, nonchè la convivenza forzata non rendono sereno lo sviluppo psichico del bambino. Siamo entrambi proprietari (50%) della casa in cui abitiamo e per la quale è stato acceso un mutuo trentennale.
    In caso me ne andassi da casa con nostro figlio, avrei delle ripercussioni circa l’affidamento del figlio? Nel caso, avrei diritto al mantenimento del bambino? Come di procede in questi casi? Mi scuso per le tante domande
    grazie
    Silvia

  90. separatamente dice:

    Buongiorno Rita,
    in caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento. In tali casi, gli alimenti sono assegnati per un periodo proporzionale alla durata della convivenza. E aggiungo anche che Lei non può essere mandata di via di casa senza un congruo preavviso. C’è giurisprudenza sul punto. Se vuole può approfondire il tema con i nostri legali a Milano (NPA studio legale -02.72022469). Il primo appuntamento non fa maturare spese a suo carico.
    Con i migliori saluti,
    Lo staff di Separatamente

  91. anna dice:

    buongiorno avvocato, convivo da tre anni e mezzo con il mio compagno, lui ha deciso di rompere questa convivenza.Io non ho nessun reddito pur arrangiandomi con lavori saltuari non posso affrontare un canone d’affitto. Lui ha il diritto di mandarmi via essendo lui il proprietario dell’abitazione? La ringrazio e spero di ricevere una sua risposta.

  92. separatamente dice:

    Buongiorno Alessio,
    occorre adoperarsi affinchè si raggiunga un accordo con la Sua ex compagna avente ad oggetto la valorizzazione (attuale) della quota di Sua proprietà con conseguente acquisto da parte Sua. In difetto, di tali intese si potrebbe valutare la vendita dell’immobile in sede di giudizio di divisione laddove la Sua ex compagna non sia d’accordo sulla vendita.
    Ci contatti per un incontro presso i nostri professionisti a Milano per maggiori approfondimenti (NPA studio legale – tel 02.72022469). Il primo incontro non fa maturare spese a Suo carico. Cordiali saluti,
    Per lo staff di Separatamente.it
    Avv. Marco Pola

  93. Alessio dice:

    Buon giorno…volevo sapere io ho preso casa da 1 anno..la casa e’ cointestata a meta per uno…la nostra relazione sta finendo siamo conviventi non sposati…come mi devo comportare lei vuole andare via di casa…e deve a me una somma che ho messo per la casa e per l arredamento..all inizio lei ha firmato un foglio ke attesta questa cifra che deve a me con le varie voci per i soldi spesi…chiedevo come devo fare per questo motivo amche xk la casa rimarebbe a me. Come mi dovrei muovere e..lei cosa dovrebbe pagare?grazie

  94. separatamente dice:

    Buongiorno Sergio,

    in linea di massima, ciascun comproprietario di un immobile ha il diritto – come forma iniziale di tutela –a che nell’atto di compravendita risulti la quota del bene che ha concorso ad acquistare.
    Da tale accortezza derivano, poi, una serie di garanzie giuridiche in capo al comproprietario di una quota dell’immobile.
    Ad esempio, in caso di successiva rivendita dell’immobile, il comproprietario con una quota inferiore al 50% avrà diritto ad avere una percentuale del prezzo ricavato (rapportato alla quota di sua proprietà).
    O, ancora, ciascun comproprietario avrà diritto di esprimere il proprio eventuale dissenso in caso di locazione ad un terzo dell’immobile.
    Detto ciò, è innegabile che il proprietario “di maggioranza” abbia ulteriori e particolari diritti.
    Ci si riferisce, ad esempio, al fatto che in presenza di una duplice richiesta di attribuzione del bene (una del comproprietario maggioritario ed una del minoritario) verrà tendenzialmente accolta la domanda del comproprietario maggioritario.
    In tal caso, però, il comproprietario maggioritario acquisterà la totale proprietà del bene solo previa corresponsione del valore economico della quota di proprietà del bene al comproprietario minoritario.
    Alla luce di quanto detto, nel caso di specie e allo stato attuale delle cose, l’unica forma di tutela a Sue mani è quella di aver cura di inserire nell’atto di compravendita il Suo apporto economico per l’acquisto del bene e, soprattutto, la Sua quota di proprietà dell’immobile.
    Le ricordiamo, inoltre, che nel caso in cui ci saranno dei figli nati dalla convivenza, in caso di cessazione della convivenza, nel 90% dei casi la casa viene assegnata alla madre con i figli.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatamente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  95. Sergio dice:

    Buonasera,
    vorrei acquistare casa con la mia compagna ma il contributo della mia quota parte sarà di un terzo (comproprietà al 33% io e lei i restanti 2/3 ). Vorrei sapere se in caso di problemi in futuro la mia compagna possa “sbattermi fuori” togliendomi il diritto di abitazione in virtù della maggior quota (2/3) e cosa consigliate per tutelarmi, grazie

  96. separatamente dice:

    Buongiorno Mario,

    in linea di massima, la legge prevede che i bambini, nonostante la separazione dei genitori, abbiano il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con i parenti di ciascun genitore.
    Ne deriva che, sia Lei che la Sua ex compagna, avete il dovere di collaborare nella cura, educazione ed istruzione di Vostra figlia, secondo le regole convenute tra di voi o date dal giudice, e queste regole devono essere osservate. Qualora la Sua ex compagna non le rispetti, Lei potrà rivolgersi ad un Giudice che potrà comminare sanzioni a carico del genitore inadempiente: sanzioni che vanno dall’ammonizione, al risarcimento dei danni, a favore del figlio e/o a favore dell’altro genitore, alla multa.
    Siamo a disposizione al numero di telefono 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  97. Mario dice:

    Salve ho una figlia di due anni con una donna che non ho mai sposato. Lei mi permette di vederlo sartuariamente e solo in sua presenza dopo però essermi imbattuto in lunghi litigi ..tutto questo solo perché teme che io possa farlo stare in presenza della mia nuova compagna . Volevo sapere in linea di massima che diritti mi spettano. Gliene sarai davvero grato .

  98. separatamente dice:

    Buongiorno Max.

    In linea di massima, soprattutto a seguito della riforma del 2006, il Giudice predilige l’affidamento condiviso del minore.
    L’affidamento esclusivo viene, infatti, concesso solo in casi limite nei quali il Tribunale valuti che l’affidamento ad entrambi i genitori sia contrario all’interesse del minore stesso:
    1) in caso di violenza sui figli;
    2) in caso di violenza sul coniuge (o compagno) anche in presenza del figlio o, comunque, di un atteggiamento denigratorio tenuto da uno dei genitori nei confronti dell’altro;
    3) se vi sono forti carenze di un genitore sul piano affettivo (violazione degli obblighi di assistenza, irreperibilità del genitore, uso di alcool, di sostanze stupefacenti, ecc.…)
    4) In caso di elevata conflittualità tra i coniugi, tale da pregiudicare il benessere e la salute psico-fisica dei figli.
    Pertanto, nel caso di specie e sulla base degli elementi da Lei forniteci, riteniamo che non Le sia possibile ottenere l’affidamento esclusivo della minore solo perché la madre non percepisce uno stipendio.
    Siamo a disposizione al numero di telefono 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  99. Max dice:

    Buongiorno!
    Vi racconto la mia storia: ho una figlia(da me riconosciuta) di quasi 3 anni con una donna extracomunitaria che aveva avuto già una figlia da precedente rapporto.
    Il punto è questo; ho preso una casa in affitto in cui convivo e sostengo tutte le spese economiche anche per la figlia, ma ho mantenuto la mia vecchia residenza , quindi sono residenti solo lei, la figllia e mia figlia nella casa che conviviamo.
    Io sono arrivato al punto di non tollerare più questa donna….vorrei sapere a cosa vado incontro……
    Potrei avere l’affidamento unico di mia figlia, in quanto la madre non percepisce uno stipendio?

  100. separatamente dice:

    Buongiorno Daniela,

    prima di tutto, Le consigliamo vivamente, nel caso Lei sia vittima di violenza, di sporgere denuncia in sede penale.
    Per quanto riguarda invece i Suoi diritti in relazione all’appartamento in cui attualmente risiede, precisiamo che nonostante i Suoi figli non siano figli del Suo compagno, non si può non tenere in considerazione che, quest’ultimo, ha acconsentito a convivere per un certo periodo di tempo con Lei e i bambini, con tutte le responsabailità conseguenti. Ne deriva che, seppur il Suo compagno non sarà tenuto a corrispondere alcun assegno di mantenimento né a Lei né ai Suoi figli, non potà certamente obbligarVi ad abbandonare l’appartamento dall’oggi al domani: l’interesse dei minori ed il loro conseguente diritto alla salvaguardia del medesimo habitat familiare in cui si è esplicata la vita domestica sono infatti sempre oggetto di principale tutela.
    Ci contatti in studio al numero di telefono 02.72022469, per ulteriori approfondimenti o per un incontro in studio (primo incontro gratis).
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  101. Daniela dice:

    Buongiorno convivo con i Un uomo agressivo ha voluto prendere una casa in affitto insieme ma il contratto per motivi di stipendio e ‘intestato a lui io sono il suo garante
    Ho due figli del precedente matrimonio uno dei quali è minorenne lui minaccia spesso di vutrarci fuori di casa. Ho qualche tutela nei suoi confronti o no
    Grazie per la risposta

  102. separatamente dice:

    Gentile Patrizia,
    in sede di separazione Lei ha diritto alla assegnazione della casa coniugale almeno sino a quando i figli con Lei conviventi non diventeranno autonomi da un punto di vista finanziario.
    Il tradimento perpetrato da suo marito giustifica l’addebito della separazione che ha rilevanza anche con riguardo alla quantificazione dell’assegno di mantenimento in suo favore.
    Se vuole percorrere la strada della separazione di fatto con una semplice scrittura privata rischia di non tutelare adeguatamente i suoi diritti e quelli dei suoi figli.
    Si possono prendere in considerazione soluzioni alternative alla separazione in occasione di apposito incontro con i nostri Avvocati a Milano (02.72022469). Primo incontro gratis !
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  103. patrizia dice:

    buongiorno
    sono sposata da una ventina di anni, ho 3 figli (2 conviventi una all’estero).
    casa in comproprietà e debiti vari. comunione dei beni.
    lui ha la fidanzata ed io lo lascerei andare molto volentieri.
    unico dilemma il lato finanziario.
    ovviamente servirà la separazione dei redditi.
    pensavo ad una scrittura privata per delimitare i rispettivi impegni economici col pregresso e che riporti la destinazione finale della casa (ovviamente ai figli).
    è una via percorribile? rimane comunque l’obbligo di adempiere al restante 50% se lui non paga? può ricadere sui figli qualche onere economico?
    grazie1000
    saluti
    p

  104. separatamente dice:

    Buongiorno Sabrina,

    in linea generale il diritto a trasferirsi è un diritto fondamentale costituzionalmente garantito. Nel caso in cui sia un genitore a volersi trasferire con il figlio tuttavia questo diritto potrebbe essere in parte contemperato soprattutto in caso di disaccordo tra i genitori sulla residenza abituale dei minori. In questi casi la scelta è rimessa al Giudice: nella controversia, l’organo giudicante dovrà valutare e decidere tenendo in considerazione esclusivamente il preminente interesse del minore ad una crescita armonica e sana; fermo restando, pertanto, il principio di diritto, ribadito anche da recenti sentenze della Cassazione, secondo cui l’affidamento condiviso non preclude il trasferimento del coniuge, il giudice di legittimità dovrà limitarsi a valutare se sia più funzionale al preminente interesse dei minori il collocamento presso l’uno o l’altro genitore.
    In parole pavore: se Lei si trasferisce perché ha trovato un nuovo lavoro, se vuole stare più vicino ai nonni materni, non ci sono problemi.
    Ed in verità riteniamo che non ci siano problemi anche se si trasferisce perché ha instaurato in quel paese una nuova relazione affettiva. Di certo, in quest’ultima ipotesi, è probabile che un Giudice la obblighi a portare i suoi figli dal padre quando quest’ultimo deve esercitare il diritto di visita.
    Aggiungiamo anche che 23 km non sono molto ed un Giudice potrebbe anche ritenerlo un trasferimento con inconvenienti tollerabili ai fini dell’esercizio del diritto di visita.
    Cordialità.
    Lo Staff di Separatamente

  105. Sabrina dice:

    Buongiorno, sono separata dal mio ex marito da novembre. A fine giugno devo trasferirmi di solo 23 km dalla abitazione del padre. Ieri comunicandoglielo mi ha fatto un casino dicendomi che io non porto la bambina da nessuna parte. La bambina ha 4 anni e L anno prossimo la iscriverei all asilo comunale del nuovo paese. Lui può farmi realmente storie?
    Grazie

  106. separatamente dice:

    Gentile Ilaria,
    non ci sono dubbi che la casa le spetta ! C’è un diritto alla assegnazione della casa familiare in favore del genitore collocatario della prole (sino a quando quest’ultima non diventerà autonoma). Questo non significa che Lei non possa prendere in considerazione altre soluzioni. Ma occorre valutare i “numeri” della proposta del suo convivente con attenzione.
    E come da Lei già suggerito occorre che l’accordo in sede di separazione consensuale sia formalizzato nero su bianco innanzi ad un Giudice.
    Ci contatti al n. 02.72022469 per un appuntamento (il primo incontro non fa maturare spese a suo carico) se lo desidera. Se Lei personalmente non ha redditi può chiedere la nomina di un difensore con il gratuito patrocinio. Ed i nostri professionisti possono aiutarla anche in occasione della redazione e deposito in Tribunale della domanda di gratuito patrocinio.
    Cordiali saluti,
    per lo staff di Separatamente
    Avv. Marco Pola

  107. ilaria dice:

    Buongiorno. Mi trovo in una situazione difficile da risolvere. Sto convivendo col mio compagno da otto anni. Abbiamo un bimbo di 4 anni e mezzo. La casa è di sua esclusiva proprietà. Non ha mutuo. Lavoriamo entrambi a tempo indeterminato. Lui full time e io part time. È tempo che abbiamo problemi e, dopo moltissime discussioni , finalmente si e’ convinto che la separazione è la cosa migliore. Ora, apparentemente, non ci sono problemi. Se non che mi ha fatto una “proposta” ai miei occhi sospetta (considerando che fino a pochi giorni fa la sua idea era quella di “sbattermi fuori casa” e spendere tutti i suoi soldi per portarmi via il bambino e lasciarmi senza nulla, o “sbatterlo” dagli assistenti sociali pur di non saperlo con me). La proposta ultima consiste nel vendere l’abitazione nella quale stiamo; col ricavato vorrebbe comprare un appartamento per se’ (che ha già visto più volte, anche con me e figlio presente , e già fermato con una piccola cifra) e dare una parte a me per poter prendere una piccola casa aggiungendo un mutuo. Questo “buonismo generoso” mi ha insospettita. La mia domanda è: È vero che l’abitazione è sua, ma può venderla essendoci la presenza di un minore? Se si, può scegliere lui quanto darmi del ricavato o c’è una percentuale ben precisa e regolamentata alla quale si deve attenere per darmi la possibilita’ di acquistarne un’altra? O mi deve pagare una parte di mutuo, o una parte di affitto? Se non può vendere, ma ci si vuole separare, come mi devo comportare? A chi rimane l’abitazione? Si può fare un ” accordo ” scritto tra noi e andare a farlo firmare direttamente dal giudice ( co.e vorrebbe fare) o si deve avere un avvocato?
    Mi scuso per essermi dilungata.
    Ringrazio anticipatamente per la disponibilità.
    Cordiali saluti. Ilaria

  108. separatamente dice:

    Buongiorno Simona,

    in linea di massima, a differenza del matrimonio, la fine della convivenza non comporta particolari obblighi reciproci tra gli ex compagni.
    In particolare, l’ex convivente in stato di bisogno non ha diritto a percepire un assegno di mantenimento da parte dell’altro compagno che lavori e percepisca un reddito.
    Per quanto riguarda i figli, invece, i diritti di questi ultimi sono totalmente equiparati ai diritti sorti in capo alla prole nata all’interno del matrimonio.
    Detto ciò, nel caso di specie, non sembra che il Suo ex compagno possa in alcun modo impedirLe di iniziare una nuova relazione, proprio perché tra gli ex conviventi non sussistono quegli obblighi civili che invece permangono a seguito della separazione tra coniugi.
    Da ultimo, con riferimento a Sua figlia, bisognerebbe – innanzitutto – comprendere l’età della stessa, distinguendo a seconda che sia ancora minorenne o maggiorenne.
    In ogni caso, tendenzialmente, il Suo compagno potrebbe ostacolare una Sua nuova convivenza soltanto laddove sia in grado di provare un effettivo turbamento della ragazza.
    Se poi la sua nuova convivenza determinerà un sostanziale miglioramento del suo tenore di vita in ragione del fatto che il nuovo convivente contribuisce economicamente al ménage familiare, il suo ex convivente potrebbe intentare causa per provare a chiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento in favore della figlia.
    Siamo a disposizione al numero di telefono 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  109. simona dice:

    Buongiorno, mi trovo in questa situazione: casa con mutuo cointestato a me e al mio ex convivente padre di nostra figlia che vive con me. Non siamo sposati e ora da 3 anni siamo separati nel senso che lui e’ fuori casa. Ora ho un nuovo compagno e mi chiedo se posso farlo entrare in casa visto che mia figlia e’ d’accordo, ma il mio ex compagno no. Che diritti ho ? Grazie per una risposta. Simona

  110. separatamente dice:

    Buongiorno Emanuele,
    in linea di massima non esistono regole immutabili e univoche per il calcolo dell’assegno di mantenimento ma, piuttosto, è il Giudice, secondo il proprio libero convincimento, a determinarlo.
    Il Giudice determina l’assegno di mantenimento tenendo conto del reddito complessivo della famiglia, tutelando il coniuge economicamente più debole ed i figli nonché eliminando quegli squilibri reddituali che possono incidere sul tenore di vita al momento della cessazione del rapporto coniugale.
    Per fare ciò, il Giudice si avvale dei documenti contabili/fiscali delle parti (es. Certificazione Unica dei Redditi, Busta paga ecc.) e, pertanto, le indennità accessorie e gli straordinari incidono sul calcolo dell’importo dell’assegno.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatamente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  111. Emanuele dice:

    Salve
    Io mi sto separando da mia moglie e abbiamo una figlia di 3 anni..
    Io faccio l’infermiere e quindi faccio straordinari tutti i mesi con una busta paga in media di 1800 euro..
    Per l’assegno di mantenimento di mia figlia devo calcolare la busta paga con straordinari o la retribuzione basa di circa 1500 euro??
    Grazie

  112. separatamente dice:

    Buonasera Sonia,
    in linea di massima, nell’ipotesi di cessazione di rapporto di convivenza more uxorio, è prassi che il giudice disponga l’affidamento condiviso dei figli, con collocamento prevalente presso uno dei genitori al quale verrà anche assegnata la casa familiare, anche se, come nel suo caso, è di proprietà esclusiva dell’altro genitore. La casa familiare, infatti, appartiene a tutti gli effetti solo al legittimo proprietario; tuttavia, in presenza di figli, l’assegnazione in godimento della casa familiare può essere riconosciuta dal giudice al genitore naturale affidatario del minore, al fine di garantirgli il diritto a conservare l’habitat domestico, fino al raggiungimento della maggiore età o dell’indipendenza economica.
    Infine, il tuo compagno sarà tenuto al mantenimento di vostro figlio fino a quando non diventi economicamente autosufficiente. Tuttavia, Lei, anche se sprovvista di mezzi economici sufficienti per il suo sostentamento e indipendentemente dalla durata del periodo di convivenza, non può vantare nei confronti del suo ex compagno alcuna pretesa di ordine economico, pertanto, non avrà diritto a vedersi riconoscere alcun assegno di mantenimento.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  113. Sonia dice:

    Buongiorno,
    Io ed il mio compagno conviviamo da 3 anni ed abbiamo un figlio di 2 anni(non abbiamo mai sottoscritto un contratto ed io e mio figlio abbiamo la residenza anagrafica iscritta in un altro comune). Mi ha detto che non mi ama più e di andarmene di casa (che è di sua proprietà) io però in questo momento non ho un lavoro, posso chiedere l’assegnazione della casa con affidamento del bambino? Oltre all’assegno di mantenimento del bambino e’ tenuto anche a mantenere me fino a che non troverò un lavoro.
    Grazie

  114. separatamente dice:

    Buonasera Tamiro,

    in linea di massima la fine della convivenza comporta gli stessi obblighi della fine di un matrimonio relativamente a quanto dovuto nei confronti dei figli.
    Diversa è, invece, la situazione relativa ad un eventuale assegno di mantenimento o agli alimenti da corrispondere all’ex partner, dovuti esclusivamente in caso di separazione a seguito di un matrimonio.
    Nel Suo caso, dunque, la Sua ex compagna non avrà diritto ad ottenere né un assegno di mantenimento né gli alimenti, al contrario dei bambini.
    Con riferimento, invece, alla casa in cui abitate, la Sua ex compagna potrebbe obbligarLa ad andare via solo nel momento in cui il Giudice dovesse decidere ( come di solito avviene) di disporre l’affido prevalente dei minori alla madre. In tale situazione la Sua ex avrebbe diritto di abitare con i bambini, senza di Lei, indipendentemente dalla proprietà dell’abitazione.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  115. Tamiro dice:

    Buongiorno
    dopo 8 anni di convivenza dalla quale ho avuto 2 figli dalla mia ex compagna , la convivenza si e’ interrotta tramutandosi in coabitazione a causa di un tradimento . La coabitazione implica dormire in letti diversi , in stanze diverse e non avere alcun tipo di rapporto sentimentale /affettivo.Nella coabitazione continuo a garantire spese illimitate e un cash mensile [ 750 euro ] alla mia ex convivente che non ha alcun reddito/lavoro o proprietà’.
    Lei continua ad insistere perché’ io me ne vada – con relativa sofferenza dei figli – ma io non intendo farlo ne tanto meno voglio che lei se ne vada sempre per mantenere la serenata’ dei figli e privarli della presenza di una madre.
    Potrebbe obbligarmi a farlo ? Potrebbe chiedere degli alimenti ?
    Grazie per la risposta

  116. separatamente dice:

    Buongiorno Francesco,

    ebbene sì, il dovere dei genitori di mantenere i figli non cessa con la maggiore età ma solo quando questi raggiungono l’autosufficienza economica.
    Nel caso di specie, dunque, in sede di divorzio dovrà essere tenuto in considerazione il tipo di lavoro di sua figlia, la remunerazione e la Sua capacità economica.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  117. francesco dice:

    Buonasera volevo chiedere io sono separato da molti anni,volevo chiedere il divorzio ma ho una figlia,di qui passo tutti i mesi un assegno di mantenimento di 275 euro. Mia figlia lavora so che lei percepisce sulle 500 euro al mese inoltre adesso vive con il ragazzo però senza contratto di casa. Mi è stato detto che se faccio il divorzio dovranno rivedere anche il discorso di mia figlia e io devo continuare a passare questi soldi fino a quando mia figlia non trova un lavoro più soddisfacente.Sinceramente non so che fare potete consigliarmi grazie buongiorno

  118. separatamente dice:

    Buonasera Stefano,

    in caso di separazione, lei sarà sicuramente tenuto al mantenimento di sua figlia fino a quando non diventi economicamente autosufficiente, mentre alla sua compagna non dovrà riconoscere alcun mantenimento. Tuttavia è bene chiarire che, in caso di cessazione di convivenza more uxorio, è prassi che il giudice disponga l’affidamento condiviso dei figli, con collocamento prevalente presso uno dei genitori (generalmente la madre) al quale potrà essere assegnata la casa familiare, anche se di proprietà esclusiva dell’altro genitore. La casa familiare, infatti, appartiene a tutti gli effetti solo al legittimo proprietario. Tuttavia, in presenza di figli, l’assegnazione in godimento della casa familiare può essere riconosciuta dal giudice al genitore naturale affidatario del minore, al fine di garantirgli il diritto a conservare l’habitat domestico.
    In questi casi, comunque, è opportuno che le parti raggiungano un accordo in relazione alla casa familiare, all’affidamento dei figli e al loro mantenimento dinanzi ad un Giudice. A tal fine, le consigliamo di leggere i nostri contributi http://www.separazioneconviventi.it/separazione-conviventi/affidamento-esclusivo-e-condiviso-dei-figli-nati-dalla-convivenza/ e http://www.separazioneconviventi.it/separazione-conviventi/assegnazione-della-casa-familiare-in-presenza-di-figli-nati-dalla-convivenza/
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  119. Stefano dice:

    Salve
    Convivo con la mia ragazza da 6 anni in una casa di proprietà con mutuo cointestato e da 2 abbiamo una bambina,io ho un lavoro a tempo indeterminato mentre lei no lavora saltuariamente..io non mi trovo più bene con lei e vorrei andarmene a cosa vado incontro oltre all obbligo di mantenere mia figlia? Devo dare soldi anche a lei?

  120. separatamente dice:

    Buongiorno Maurizio,

    in linea di massima, un immobile in comproprietà può essere venduto soltanto con il consenso di tutti i proprietari, i quali avranno diritto ad avere parte del ricavato secondo la rispettiva quota.
    Nel caso di specie, dunque, la Sua ex compagna dovrebbe prestare il consenso alla vendita dell’immobile.
    Con riguardo al ricavato della vendita, invece, in un eventuale confronto, dapprima stragiudiziale, ed in seguito, laddove non si raggiunga un accordo amichevole, in giudizio, occorrerà dimostrare che lo spirito di liberalità che sussisteva al momento del rogito ora non sussiste più, nonché che Lei ha pagato la maggiore parte del corrispettivo e del mutuo, ovvero che la sua ex ha disatteso le Vostre intese con riguardo ad un ripartizione al 50% delle spese per l’acquisto.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  121. Maurizio dice:

    Buon giorno,
    Vi espongo la mia situazione per chiedervi un aiuto:
    Con la mia ex fidanzata nel 2000 abbiamo acquistato un immobile cointestando sia la casa che il mutuo. Lei ha versato una piccola somma iniziale ma poi non ha più pagato nulla e io ho sopperito a tutte le spese. Dopo 7 anni ci siamo lasciati e lei ha abbandonato la casa e tolto la residenza. Io ho dovuto pagare comunque l’intero mutuo e le varie spese condominiali oltre alle spese che l’immobile nel tempo ha richiesto. Oggi (7 anni dopo) sono riuscito ad estinguere il mutuo e vorrei vendere la casa e chiudere questo capitolo della mia vita recuperando tutto il denaro speso. Posso farlo? La mia ex compagna potrebbe impedirmelo o peggio pretendere soldi?
    Grazie

  122. separatamente dice:

    Buonasera Gabriella,
    in linea generale, l’assegnazione della casa familiare al genitore con il quale vivono i figli, a seguito del provvedimento di un giudice, configura l’insorgere di un diritto di abitazione a favore del genitore stesso, indipendentemente dalla proprietà sull’immobile. Tale diritto fa sorgere l’obbligo del versamento Imu in capo all’assegnatario dell’immobile. Tuttavia, poiché dall’entrata in vigore della legge di stabilità 2016, è stata abolita l’Imu sull’abitazione principale, l’assegnatario dell’immobile nulla dovrà pagare per la suddetta imposta. Inoltre, la casa in cui vive la madre assegnataria della casa, non deve essere considerata una seconda casa per il proprietario dell’immobile, in quanto la ex compagna ne ha un diritto reale di godimento, indipendentemente da chi sia il proprietario.
    La legge di stabilità 2016, inoltre, ha previsto l’abolizione anche della Tasi sulla prima casa, pertanto, anche quest’ultima, per l’anno 2016 non dovrà essere versata né dal proprietario dell’appartamento né dalla sua ex compagna. Al proprietario dell’immobile, tuttavia, rimangono gli obblighi di pagamento connessi alla Tari, che viene richiesta direttamente dal Comune.
    Siamo a disposizione (mail : info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    Lo Staff di Separatamente

  123. Gabriella dice:

    Nel caso di separazione di conviventi con una figlia, affidata alla madre, alla quale è stata assegnata dal tribunale anche la casa familiare che era di proprietà esclusiva del padre.
    Si può ritenere che la madre in questo caso abbia il possesso dell’immobile al 100% ai fini IMU/TASI , come succede per gli ex coniugi ? In effetti se il padre non ha la disponibilità dell’immobile per ordine di un giudice, non ne ha nemmeno il Possesso (requisito sul quale si paga IMU e Tasi), per cui non dovrebbe pagare l’imu su questo immobile.
    D’altra parte per la madre, che ne ha il possesso, questa è l’abitazione principale per cui ne sarebbe esonerata.
    Così è ? oppure così sarebbe solo se fossero stati sposati ?
    Sembra impossibile al giorno d’oggi …
    Grazie

    Gabriella

  124. separatamente dice:

    Buongiorno Daniele,

    il matrimonio comporta il sorgere di obblighi reciproci, tra cui la fedeltà.
    Di conseguenza, sarebbe consigliabile intraprendere una nuova convivenza dopo la separazione o, in caso di separazione giudiziale, dopo l’udienza presidenziale.
    Ad ogni modo, estremamente opportuno, sarebbe non violare l’obbligo di fedeltà prima che sia di fatto cessata la convivenza con il coniuge, pena il rischio di addebito della separazione in capo all’adultero.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  125. daniele dice:

    buongiorno io sono sposato con tre figli di cui due minorenni ho lasciato mia moglie per un altra donna anche lei sposata e separata ma non legalmente con un figlio minore.possiamo iniziare una convivenza? che problemi potrebbero sorgere a livello giuridico?

  126. separatamente dice:

    Buongiorno Silvano,

    in caso di divorzio, è prassi che il Giudice assegni la casa familiare al coniuge collocatario dei figli minori, al fine di garantire a questi ultimi il mantenimento dell’habitat domestico in cui sono cresciuti. In questo caso, quindi, Lei, in qualità di proprietario dell’immobile, nella maggiore parte dei casi, sarà tenuto al pagamento delle imposte e delle spese condominiali straordinarie, esattamente come avviene nei rapporti tra locatore e conduttore. Tuttavia, tutte le spese di ordinaria amministrazione, così come le spese di utilizzo della casa, dovrebbero rimanere di spettanza esclusiva del soggetto assegnatario, quindi di sua moglie. Chiarissima, sul punto, la Cassazione: “l’assegnazione della casa coniugale esonera l’assegnatario esclusivamente dal pagamento del canone, cui altrimenti sarebbe tenuto nei confronti del proprietario esclusivo dell’immobile assegnato. La gratuità di tale assegnazione si riferisce solo all’uso dell’abitazione medesima (per la quale, appunto, non deve versarsi corrispettivo), ma non si estende alle spese correlate a detto uso (ivi comprese quelle, del genere delle spese condominiali, che riguardano la manutenzione delle cose comuni poste a servizio anche dell’abitazione familiare), onde simili spese – in mancanza di un provvedimento espresso che ne accolli l’onere al coniuge proprietario – sono a carico del coniuge assegnatario”.
    Diverse regole potrebbero trovare applicazione solo laddove, vi sia notevole disparità tra i redditi dei coniugi, ovvero, laddove, per esempio, la moglie non abbia alcun reddito.
    Se lo ritiene, può venire a trovarci in studio (il primo incontro è gratuito, Tel. 02.72022469).
    Avv. Marco Pola

  127. separatamente dice:

    Buongiorno David,

    Sua moglie non può vendere la casa coniugale soprattutto se anche Lei è proprietario dell’immobile e/o se la casa è stata comprata in comunione dei beni.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  128. david dice:

    Buongiorno ho una separazione consesuale firmata solo davanti agli avvocati e a fine maggio ho la sentenza, ma gia so che è stata depositata una giudiziale per fine luglio , ieri sono venuto a sapere che sta vendendo la casa coniugare, che in teoria aspetta a mia figlia di tre anni che già risente della separazione, la domanda lo può fare, grazie anticipatamente

  129. silvano dice:

    salve vorrei sapere ,sicome mia moglie mi ha chiesto il divorzio ,volendo restare nella mia casa con i figli ed io andare via ,se le spese della casa luce gas ec ecsono a carico di lei o mie sicome io non usufruisco più grazie

  130. separatamente dice:

    Buongiorno Alessandro.

    In linea di massima, soprattutto a seguito della riforma del 2006, il Giudice predilige l’affidamento condiviso del minore.
    L’affidamento esclusivo viene, infatti, concesso solo in casi limite nei quali il Tribunale valuti che l’affidamento ad entrambi i genitori sia contrario all’interesse del minore stesso:
    1) in caso di violenza sui figli;
    2) in caso di violenza sul coniuge (o compagno) anche in presenza del figlio o, comunque, di un atteggiamento denigratorio tenuto da uno dei genitori nei confronti dell’altro;
    3) se vi sono forti carenze di un genitore sul piano affettivo (violazione degli obblighi di assistenza, irreperibilità del genitore, uso di alcool, di sostanze stupefacenti, ecc.…)
    4) In caso di elevata conflittualità tra i coniugi, tale da pregiudicare il benessere e la salute psico-fisica dei figli.
    Nel suo caso, da quello che Lei descrive, potrebbe forse ricorrere il caso indicato nell’ipotesi n. 2.
    Consideri, però, che l’affido esclusivo è un provvedimento limite, difficilmente concesso.
    Con riguardo alla casa, invece, questa viene solitamente garantita al genitore con cui convivono i figli minori o maggiorenni ma non autosufficienti, indipendentemente dal fatto che l’abitazione sia di proprietà esclusiva di un coniuge/convivente, di proprietà comune oppure in locazione.
    Di conseguenza, laddove Lei decidesse di adire la via giudiziaria ed il Giudice disponesse l’affidamento condiviso, la sua ex convivente molto probabilmente sarebbe legittimata ad occupare la casa con la bambina.
    Peraltro, a parere della Cassazione, una volta che la casa sia stata affidata ad uno dei coniugi/ conviventi, l’altro – seppur legittimo proprietario – non può venderla perché ciò impedirebbe ai minori di continuare a vivere in un ambiente a loro familiare, cosa importantissima a seguito del trauma che hanno subito a causa della rottura del rapporto tra i genitori. (nell’ipotesi, invece, in cui il coniuge proprietario decidesse comunque di vendere, l’acquirente avrebbe il diritto di occupare l’immobile solo dopo aver dimostrato il venir meno dei presupposti che avevano portato all’affidamento della casa all’altro coniuge).
    Da ultimo, nell’eventualità in cui Lei decidesse di vendere la casa prima dell’intervento di un giudice o dell’accodo tra le parti, in ogni caso, in quanto unico percettore di reddito dovrebbe comunque garantire un’abitazione alla sua bambina e alla sua ex compagna.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  131. Alessandro dice:

    Buongiorno,
    ho alle spalle una convivenza con una cittadina extracomunitaria. Dalla nostra unione è nata una figlia. Attualmente la madre e mia figlia vivono nella casa di mia proprietà di cui pago il mutuo al 100% e tutte le spese e passo pure il mantenimento di 400€ al mese. Io mi sono rifugiato dai miei genitori dopo che sono stato aggredito fisicamente ripetutamente di fronte a mia figlia, la madre si è beccata una denuncia per aggressione che poi ho ritirato per il bene della nostra piccola. Ora sua madre lavora, vorrei impossessarmi della mia casa, visto che non ricevo un centesimo dalla sua permanenza, sarei anche disposto ad aiutarla nel fare un contratto di affitto nel caso se ne andasse, ma lei si ostina a non volere uscire dalla mia casa perchè dice che quella è la casa di nostra figlia e sua madre deve stare con lei.
    1. Posso chiudere il mutuo e vendere la casa o obbligarla ad uscire?
    2. Essendo lei nullatenente posso chiedere l’affidamento esclusivo di mia figlia dato che pago tutto io al 100% e fare in modo che lei si organizzi la sua vita?

    Grazie

  132. separatamente dice:

    Buongiorno Monica,

    la ratio dell’assegno di mantenimento è quella di tutelare il coniuge economicamente più debole di fronte agli squilibri determinati dalla separazione, garantendo il mantenimento del tenore di vita esistente prima della cessazione del matrimonio. Tuttavia, l’assegno di mantenimento non è immutabile nel tempo, ma, al contrario, può essere modificato o revocato.
    In particolare, quando l’avente diritto all’assegno di mantenimento costituisce un nuovo nucleo familiare (sia che si tratti del passaggio a nuove nozze, sia che si tratti di una convivenza), si crea una situazione di sostanziale modifica della condizione personale dell’ex coniuge che implica il venir meno dell’assegno di mantenimento.
    Sul punto, infatti, la Cassazione ha affermato che il diritto al mantenimento viene meno quando si crea una nuova famiglia (anche di fatto), la quale rescinde ogni connessione con la pregressa vita matrimoniale, poiché la convivenza e la relativa prestazione di assistenza da parte del convivente medesimo, costituisce un nuovo elemento da valutare in ordine alla disponibilità di “mezzi adeguati”, rispetto al parametro rappresentato dal tenore di vita goduto nel corso delle nozze. Ovviamente, deve trattarsi di una relazione avente i caratteri della stabilità e della continuità, mentre una convivenza priva di questi requisiti non potrà avere alcun effetto sull’esclusione del contributo al mantenimento.
    Se lo ritiene, può venire a trovarci in studio (il primo incontro è gratuito, Tel. 02.72022469).
    Avv. Marco Pola

  133. separatamente dice:

    Buongiorno Giovanni,
    se non ci sono figli, la casa coniugale non viene assegnata dal giudice; il diritto di abitazione segue pertanto il titolo di proprietà.
    Detto ciò, è necessario precisare che esistono dei doveri di solidarietà tra coniugi e conviventi e la signora non potrà certo uscire di casa da un momento all’altro, ma avrà bisogno di un congruo periodo di preavviso.
    Per quanto riguarda l’assegno a favore della signora non esistono criteri quantitativi così certi come le vorrebbe far credere sua moglie, ma dovrà essere valutato caso per caso in relazione alla durata del matrimonio (nel vostro caso brevissima) e alla capacità di reddito (anche solo potenziale) della signora. Da quel che ci dice (matrimonio di brevissima durata e assenza di figli), i fatti non giustificano un assegno a tempo indeterminato a favore di sua moglie; mentre un assegno di mantenimento limitato nel tempo (per dar tempo alla signora di inserirsi nel mondo del lavoro) possa essere la soluzione da caldeggiare in caso di separazione giudiziale.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    lo staff di separatamente

  134. Giovanni dice:

    Buongiorno avvocato, sono sposato da circa due anni, io e la mia attuale moglie stiamo attraversando un brutto periodo, tanto che stiamo pensando alla separazione, la quale però non sembra essere molto accettata da mia moglie, la stessa ogni volta che affrontiamo l’argomento minaccia di volere andare dinnanzi al giudice per il mantenimento che secondo lei ammonterebbe alla metà di quello che guadagno io cioè 1300 netti al mese senza calcolare il mutuo di 500. Bello stesso tempo reclama anche la casa dove noi abitiamo e che acquistai io durante il matrimonio. Lei non lavora, avrebbe delle occasioni ma purtroppo ha deciso di non volerne sapere, non abbiamo figli. Detto ciò a questo punto cosa davvero spetterebbe a lei?casa pagata da me? Alimenti più casa? Alimento senza casa? Nel caso in cui il giudice decida di dare a lei alimenti più casa io sono obbligato ad andare via? E dove no avendo altro posto?
    Grazie mille per la sua attenzione.

  135. separatamente dice:

    Buonasera Pietro,
    il calcolo dell’ammontare dell’assegno di mantenimento dei figli, mancando nella disciplina legislativa un criterio matematico o tabelle precise che consentano di individuarlo con certezza, andrà effettuato considerando principalmente: la situazione patrimoniale e reddituale dei coniugi, l’eventuale presenza di un assegno di mantenimento del coniuge presso il quale sono collocati i figli e l’eventuale beneficio dell’assegnazione della casa coniugale al coniuge collocatario dei figli.
    Ciò premesso, Ti informiamo, tuttavia, che la legge sancisce il principio secondo il quale quando, successivamente alla quantificazione dell’assegno di mantenimento, si verificano, come nel Tuo caso, variazioni sopravvenute nella situazione economica dei coniugi, entrambi sono legittimati a richiedere una revisione dell’importo, al fine di ottenere un adeguamento alla mutata condizione.
    Ciò detto, nel Tuo caso, Ti consigliamo di intraprendere una causa di divorzio e, in quella sede, rivolgerti al Giudice civile per chiedere una riduzione dell’importo stabilito con la sentenza di separazione, dando prova delle difficoltà finanziarie in atto, nello specifico, della perdita di lavoro.
    Tieni presente però che, per giurisprudenza costante, non basta la sola perdita di un’attività produttiva di reddito per giustificare una modifica delle condizioni stabilite al tempo della separazione. Ciò in quanto, permane a carico dell’interessato, l’onere di dimostrare che la perdita del rapporto di lavoro abbia determinato una riduzione complessiva delle proprie risorse economiche, venendo poi in considerazione anche la capacità effettiva di reperire un’ulteriore occupazione, anche saltuaria, oltre ad altre variabili, quale l’età dell’obbligato.
    Siamo a disposizione all’indirizzo info@separatamente.it per qualsivoglia ulteriore necessità.

    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  136. Pietro dice:

    Buonasera. Sono un padre di una splendida figlia quindicenne. Dopo quattro anni di separazione io e la madre abbiamo deciso di divorziare.
    Chiedo semplicemente se esiste la tutela dei padri. Ho perso il lavoro da novembre 2015 ed ad oggi ancora non ho percepito uno stipendio . Ad aprile forse comincerò a prenderlo. Sarà di circa 950,00 euro per un anno in quanto sono in cigs e dopo l’anno non si sa come andrà a finire.
    La mamma lavora in un azienda privata e percepisce circa 1.500 euro mensili oltre a percepire 600,00 di fitto di un locale, mentre come costi paga un fitto di 450,00 per la casa dove vive con mia figlia .
    Nonostante le mie serie difficoltà economiche (pago anche un mutuo di 450,00 euro mensili per l’acquisto di casa mia) continuo a versare solo per mia figlia 500,00 euro mensili come assegno per il mantenimento del minore come stabilito dalla sentenza di separazione.
    In base alla mia situazione economica se facessi una causa di divorzio in questo momento quanto sarebbe “giusto” che io versassi per mia figlia considerando anche che se facessi valere il mio diritto di visita a mia figlia dovrei fare 400 km per andare a trovarla dove vive?
    Grazie per la risposta e Vi auguro buon lavoro.

  137. separatamente dice:

    Buongiorno Antonio,

    in linea di massima, la scelta di uno dei coniugi di trasferirsi in un altro paese è così importante da richiedere, prima di essere attuata, una formale modifica delle condizioni di separazione e, dunque, anche dell’assegno di mantenimento.
    Ad ogni modo, nel Suo caso, è indubbio che nelle condizioni patrimoniali di separazione abbia inciso l’assegnazione della casa alla moglie e ai bambini.
    In altre parole, molto probabilmente, laddove Sua moglie non fosse rimasta nella casa coniugale, Lei sarebbe stato tenuto a corrispondere un importo mensile maggiore rispetto a quello poi concordato.
    Detto ciò, fino alla formale modifica delle condizioni di separazione Lei non è giuridicamente tenuto a versare nulla di più di quanto precedentemente stabilito.
    Tuttavia, se Sua moglie chiedesse una modifica delle condizioni di separazione avrebbe facoltà di chiedere un aumento dell’assegno
    Siamo a disposizione al per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  138. Antonio dice:

    la mia ex moglie mi ha comunicato che vuole trasferirsi nel paese dove ha attualmente una attività lavorativa (con i nostri figli di cui uno minorenne) e mi ha chiesto la stessa somma dell’affitto che pago ora dove vivo da solo, nel contribuire all’affitto che andrebbe ha pagare visto che ritornerei nella casa che lascerebbe di mia proprietà acquistata prima del matrimonio. Vorrei sapere se sono tenuto ha dare questo contributo visto che è una sua scelta di trasferirsi.

  139. separatamente dice:

    Buongiorno Federico.
    fornire data certa alle Vostre intese con l’autentica delle firme è sicuramente utile.
    La scrittura privata autentica ha valore di prova legale solo relativamente alla sottoscrizione delle parti ed alla data, tuttavia determina una presunzione di veridicità (superabile con gli ordinari mezzi di prova) anche riguardo al contenuto.
    Peraltro, per quanto La riguarda, un’effettiva e adeguata forma di tutela potrebbe aversi, come correttamente da Lei individuato, tramite l’intestazione di una porzione dell’immobile.
    Al riguardo, ci permettiamo di ricordarLe come le oscillazioni del mercato non comportino necessariamente che nel corso del tempo vi sia una rivalutazione del bene.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  140. Federico dice:

    Salve,
    Ho una domanda: dovrei andare a vivere con la mia fidanzata a casa sua. La casa è da ristrutturare completamente, io ho un po di liquidità e abbiamo deciso che pagherò io i lavori. La mia domanda è la seguente: come posso tutelarmi? Lei proponeva o di fare una scrittura privata autenticata dove diciamo che le ho dato tot soldi, oppure diceva di intestarmi una parte di casa, in base a quanto spendiamo. Il problema è che, nel a caso le cose vadano male e la casa si rivaluta, mi dovrebbe dare più di quanto ho speso, mentre se facciamo la scrittura, abbiamo pura che non sia tutelato al 100%! Come possiamo fare per essere legalmente tutelato? Grazie mille

  141. separatamente dice:

    Buonasera Anna,

    secondo l’orientamento giurisprudenziale prevalente, l’assegno di mantenimento in favore del coniuge, fissato in sede di separazione, decorre dalla data della domanda giudiziale (ossia da quando viene presentato l’atto in tribunale) e non dalla data di emissione della sentenza e tanto meno dalla prima udienza presidenziale nella quale vengono emessi i provvedimenti provvisori.
    In considerazione di quanto sopra, il Tuo amico sarà tenuto a pagare in ogni caso dalla data della domanda di separazione e non dalla sentenza.

    Siamo a disposizione all’indirizzo info@separatamente.it per qualsivoglia ulteriore necessità.

    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  142. anna dice:

    Un mio amico ha ricevuto un precetto per il mancato pagamento del mantenimento alla moglie a seguito di sentenza di separazione stabilito in Euro 150,00 mensili ma con il precetto vengono richiesti i mesi dalla domanda di separazione. E’ giusto? Dovrà pagare in ogni caso? Grazie

  143. separatamente dice:

    Buonasera Sergio,

    in primo luogo, Ti informiamo che la legge sulle unioni civili non è ancora entrata in vigore (ad oggi, esiste solo una proposta di legge “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” approvata dal Senato il 25 febbraio 2016, ed attualmente in corso di esame in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati).

    Riteniamo opportuno approfondire l’argomento non appena la legge verrà pubblicata ma, nel frattempo, Ti comunichiamo che, secondo la nuova proposta di legge, ai conviventi “di fatto” viene data la possibilità di disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un ‘contratto di convivenza’, redatto in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato. Il contratto può contenere l’indicazione della residenza, le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo, nonché il regime patrimoniale della comunione dei beni come da codice civile. Tuttavia, ai sensi dell’art. 65 del progetto di legge: “in caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento. Gli alimenti sono assegnati per un periodo proporzionale alla durata della convivenza”.
    Personalmente riteniamo che sarà compatibile con il citato dettato legislativo l’una tantum da Te menzionata (ovviamente frutto di intesa tra i conviventi e mai unilateralmente determinata dal Giudice).
    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  144. sergio dice:

    Salve, considerando l’ultima legge sui diritti civili, dove se non erro si prevedono assegni di mantenimento anche per la cessazione di convivenze, vorrei sapere se è prevista anche in questo caso la possibilità di una somma una tantum per la convivente e la figlia(figlia avuta dalla relazione tra i 2 conviventi). Grazie

  145. separatamente dice:

    Buongiorno Patrizia.

    I dati da Lei forniti sono troppo limitati per fornire una risposta precisa a tutte le domande da Lei formulate in quanto sarebbe necessario analizzare il contratto di mantenimento, conoscere nel dettaglio la situazione patrimoniale di entrambi i coniugi e verificare l’età della figlia ( e/o la relativa capacità di autosufficienza economica).
    In linea di massima, però, possiamo dirLe che, laddove Sua figlia e Suo marito siano d’accordo, si potrebbe pensare di stipulare un contratto di risoluzione del precedente contratto di mantenimento.
    Fatto ciò, l’assegnazione della casa coniugale ed il mantenimento seguirebbero le comuni regole in tema di separazione e divorzio.
    A tal proposito, Le consigliamo di leggere i nostri contributi all’indirizzo web:
    http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/assegnazione-della-casa-coniugale-in-presenza-di-figli-2/
    http://www.separazioneconviventi.it/alimenti-e-mantenimento/leventuale-estinzione-dellobbligo-di-mantenimento-per-i-figli-maggiorenni/
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  146. patrizia dice:

    salve,avevamo una casa in comunione dei beni con mio marito e due anni fa abbiamo dato la casa alla nostra unica figlia con un contratto di mantenimento, ora io vorrei separarmi da mio marito posso chiedere l allontanamento da quella casa e chiedere il mantenimento per me e mia figlia …grazie mille

  147. separatamente dice:

    Buonasera Antonio,

    per rispondere alla Tua domanda abbiamo bisogno di sapere, innanzitutto, se l’obbligo di corrispondere un assegno di mantenimento per Tua moglie oltre che per la bambina rientra tra le condizioni indicate nel ricorso per separazione personale che avete presentato dinnanzi al Giudice circa due anni fa. Nel caso in cui non ci fosse alcun riferimento in tal senso, NON sei tenuto a versare alcun assegno di mantenimento a Tua moglie.
    In caso contrario, sei obbligato a corrispondere il mantenimento. Tuttavia, l’unica possibilità che hai per sottrarti a tale obbligo è quella di presentare, tramite un avvocato, un ricorso in Tribunale ex art. 711 cod. proc. civ., per chiedere al giudice la modifica delle condizioni di separazione dimostrando che sei disoccupato e non hai la possibilità di contribuire al mantenimento di Tua moglie.
    Siamo a disposizione(info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  148. antonio dice:

    Buonasera avv.Volevo chiedere io sono separato da circa 2anni ogni mese da allora verso regolare assegnò alla bambina tutti i mesi pure essendo disoccupato,ma non ho mai versato il mantenimento a mia moglie,mo tramite il suo avv.mi hanno chiesto gli arretrati che io non posso dare cosa rischio?e poi devono corrispondere la mia famiglia?mi scuso e la ringraziò anticipatamente.

  149. separatamente dice:

    Buonasera Federica,

    in caso di separazione, tua madre avrà diritto ad un assegno di mantenimento.

    Tieni presente che la giurisprudenza maggioritaria ritiene che l’importo dell’assegno deve tenere conto del tenore di vita goduto dai coniugi durante la convivenza matrimoniale. Tuttavia, la legge garantisce il diritto ad un assegno di mantenimento anche per i figli minori o i figli maggiorenni ma non ancora autosufficienti.

    Nel vostro caso, quindi, se non siete ancora autonomi ed autosufficienti avrete senz’altro diritto ad un assegno di mantenimento da parte di vostro padre. Per quanto riguarda la casa coniugale, l’assegnazione della casa di famiglia è possibile solo in presenza di figli minorenni o maggiorenni economicamente non autosufficienti (indipendentemente dal fatto che la casa sia di proprietà esclusiva di uno solo dei coniugi o in comproprietà).

    A tal proposito, Ti consigliamo di leggere il nostro contributo all’indirizzo web: http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/assegnazione-della-casa-coniugale-in-presenza-di-figli-2/

    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  150. Federica dice:

    Salve, sono una ragazza di 19 anni. Scrivo riguardo la mia questione familiare. Mio padre è dipendente e mia madre casalinga da quando si è fidanzata e sposata con lui. 3 figli: 28anni, 26anni e 19anni. Vorrei avere dei chiarimenti riguardo un’ipotetica separazione. Cosa toccherebbe a mia madre e a noi figli?

  151. separatamente dice:

    Buongiorno Giulia,
    l’obbligo di mantenimento dei figli da parte dei genitori non cessa con il raggiungimento della maggior età, ma persiste finché essi non abbiano raggiunto l’autosufficienza economica, che si ritiene conseguita quando sia provato lo svolgimento di un’attività lavorativa con concrete prospettive di indipendenza. Tale obbligo, tuttavia, viene meno se il mancato svolgimento di un’attività lavorativa dipenda da un atteggiamento dei figli colposo o inerte. E’ il genitore interessato alla cessazione dell’obbligo, a dover fornire la prova che il figlio abbia raggiunto l’indipendenza, o che il mancato svolgimento di un’attività lavorativa dipenda da un suo rifiuto.
    Precisiamo che, ai fini della cessazione dell’obbligo di mantenimento, non occorre necessariamente la sussistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ma neppure basta un lavoro precario, limitato nel tempo, non potendosi affermare, in tal caso, che i figli abbiano raggiunto quell’indipendenza economica che, invece, richiede una concreta prospettiva di continuità.
    Se lo ritiene può contattarci per ulteriori approfondimenti (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  152. GIULIA dice:

    Salve mi chiamo Giulia,mio marito ha un figlio con un precedente matrimonio, ora ha 16 anni ,la domanda é questa fino a che età bisogna dare il mantenimento? Premetto che ho due bambine di 9 anni ed economicamente é difficile andare avanti.Quali sono i miei diritti?Mio marito può smettere di dare gli alimenti all’età di 18 anni? o fino a che età dovrà continuare a pagare?

  153. separatamente dice:

    Buongiorno Maria Teresa.

    Dal momento della celebrazione del matrimonio i coniugi assumono reciprocamente tra loro alcuni doveri, emblematicamente riassunti dal nostro legislatore in : fedeltà, assistenza, coabitazione e collaborazione. Tali doveri vengono, poi, meglio interpretati dalla giurisprudenza anche al fine di comprendere se la separazione possa essere addebitata ad uno dei coniugi.
    Detto ciò, Le ricordiamo che la separazione non sempre deve avvenire tramite accordo tra coniugi ( separazione consensuale) ma, al contrario, rientra nella libera scelta di ciascuno chiedere la cessazione degli effetti civili del matrimonio, a prescindere da ogni qualsiasi forma di giustificazione sul comportamento tenuto dall’altro.
    In altre parole, Lei ha in ogni caso la possibilità di chiedere ed ottenere la separazione a prescindere dalle motivazioni che La portano a tale decisione e dal consenso di Suo marito.
    (fermo restando che, laddove il coniuge non fosse d’accordo, sarà necessario avvalersi della più lunga e tortuosa separazione giudiziale).
    Quanto, invece, ad un possibile addebito della separazione a Suo marito, purtroppo, i dati da Lei forniteci sono veramente troppo pochi per poter dare una risposta precisa.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  154. Monica dice:

    Buongiorno, devo effettuare divorzio, essendo trascorsi i tre anni di separazione, avvenuta in modo consensuale il 19/11/2012. Durante le pratiche per la separazione mi era stato riconosciuto dall’avv.to assegno di mantenimento in quanto percepivo stipendio nettamente inferiore rispetto all’ex coniuge, anche se prima di fissare udienza io persi il lavoro, ma non venne preso in considerazione in quanto il licenziamento partì da parte mia, anche se era per giusta causa, aiutata da sindacati, in quanto non venivo più stipendiata e c’era un probabile fallimento della società per cui lavoravo. Da gennaio 2015 convivo con una persona. Non ci sono figli né dall’unione coniugale, né dalla convivenza. Senza avvisi ricevo poco tempo fa una raccomandata da parte di un avv.to interpellato dall’ex coniuge. Contatto l’avv.to e telefonicamente mi dice che avendo scoperto della mia convivenza non sono più tenuta a percepire mantenimento, d’accordo con l’ex coniuge che non vuole più sostenerlo. Premetto che la mia convivenza non mi permette di avere una vita agiata a livello economico, altrimenti sarei stata io stessa a non voler più mantenimento, non abbiamo una casa di proprietà, non ho ad oggi un impiego e non ho nessun’altra entrata al di fuori dell’assegno dell”ex. Quindi vi chiedo gentilmente, è possibile che perda il mantenimento a causa di una convivenza? Grazie.

  155. maria teresa dice:

    buonasera, sono Maria Teresa, sono sposata dal 26 luglio 2016, ho due figli uno di 29 anni e uno di 27 anni, ho sopportato il mio matrimonio per amore dei figli, oggi vuoi che sono cresciuti, e spero si facciano una loro vita sto meditando di lasciare il mio coniuge, stanca, di essere umiliata e non rispettata,lavoro come impiegata statale da oltre 37 anni, mio marito ha lavorato in fabbrica poi cassa integrazione, mobilità e poi pensionamento da circa dieci anni,ma il suo carattere è peggiorato negli ultimi dieci. Da premettere che ho sempre dato il mio stipendio a lui, un anno prima del matrimonio abbiamo comprato una casa quindi 50% proprietari entrambi. Nel 2005 abbiamo comprato una seconda casa, a questo punto abbiamo fatto separazione dei beni e la casa antecedente al nostro matrimonio è passata a me come unica proprietaria, oggi non sono padrona di un gelato, una piazza e qualcosa per me. Quindi sto meditando di separarmi spero con il suo consenso in quanto mi sento molto umiliata, offesa nella mia persona come donna. Vorrei sapere se sussistono motivazioni per lasciarlo visto che non dormiamo neanche più nello stesso letto e non dialoghiamo da mesi perchè mi ha trovato con una sigaretta. Chiedo consiglio a come comportarmi. ringrazio anticipatamente

  156. separatamente dice:

    Buonasera Pietro,

    in questi casi, è opportuno che le parti raggiungano un accordo in relazione alla casa familiare, all’affidamento dei figli e al loro mantenimento dinanzi ad un Giudice. In linea generale, comunque, nell’ipotesi di cessazione di rapporto di convivenza more uxorio, per quanto riguarda l’affidamento dei figli, è prassi che il giudice disponga l’affidamento condiviso, con collocamento prevalente presso uno dei genitori al quale potrà essere assegnata la casa familiare. In presenza di figli, infatti, l’assegnazione in godimento della casa familiare viene solitamente riconosciuta dal Giudice al genitore naturale affidatario del minore, al fine di garantirgli il diritto a conservare l’habitat domestico. Il godimento della casa familiare, verrà meno solo nel caso in cui l’assegnatario cessi di abitare stabilmente nella casa familiare, conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio. Tuttavia, è bene precisare che, laddove nel provvedimento del Giudice nulla sia riferito con riferimento alle spese della casa familiare, nel caso in cui il contratto di locazione sia stato originariamente stipulato dal soggetto diverso da quello a cui poi il giudice assegna l’appartamento, si ha una estinzione del rapporto d’affitto in capo all’originario conduttore e una successione automatica nel contratto dell’assegnatario. Pertanto, sarà l’assegnatario dell’immobile e non invece l’originario conduttore a essere tenuto all’onere del canone di locazione.
    Precisiamo, infine, che l’ex compagno della signora sarà sicuramente tenuto al mantenimento dei figli fino a quando non diventino economicamente autosufficienti.
    Se lo ritiene può contattarci per ulteriori approfondimenti (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  157. Pietro dice:

    Egr. Avvocato,
    Scrivo per conto di un amica di famiglia che è stata convivente da più di 15 anni con un uomo, con il quale ha avuto 2 figli minorenni e con loro conviventi (che hanno assunto il cognome del padre). Tuttavia 2 mesi fa l’uomo è tornato con i figli (maggiorenni) del precedente matrimonio da cui si trovava in stato di separazione. La nostra amica è chiaramente disperata, per adesso continua a vivere nella casa del comune intestata all’uomo ma teme di dove essere sfrattata o dall’uomo stesso o dal comune. Inoltre da quando l’uomo è andato via non riceve assolutamente nulla. Può darci un consiglio?
    Saluti

  158. separatamente dice:

    Buongiorno Silvia.

    Salvo alcuni specifici procedimenti, Il nostro diritto procedurale prevede che una parte possa stare in giudizio solo rappresentata da un procuratore legittimato.
    Proprio per questo motivo Lei, in quanto non costituita in giudizio a mezzo di un difensore, è stata correttamente dichiarata contumace.
    Il fatto, poi, che sia stata ascoltata e sia stato messo a verbale quanto da Lei riferito non incide sulla Sua situazione processuale.
    Per questi motivi, in linea di massima, Lei non dovrebbe/potrebbe esprimere personalmente le proprie difese.
    Consideri che può valutare se costituirsi tardivamente nel procedimento (con un difensore).
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  159. Silvia dice:

    Buonasera, avrei un dubbio in merito alla prima udienza del divorzio giudiziale, il mio legale non si è costituito, l’ udienza si è comunque tenuta io ero presente , nonostante abbia chiesto un rinvio dell’ udienza sono stata ascoltata e dichiarata in contumacia inoltre è stato messo a verbale da parte mia di oppormi alla proposta dell’ex coniuge. La procedura è valida dato che il mio legale era assente e io sono stata ascoltata e dichiarata allo stesso tempo in contumacia? Oppure verrò richiamata in altra seduta per poter parlare nuovamente ?

  160. separatamente dice:

    Buongiorno Paolo,
    dal mio punto di vista, questa per Lei è una occasione.
    Sua figlia ha due anni. Lei avrebbe di nuovo la disponibilità dell’immobile, se sua figlia frequenterà l’università e se uscirà di casa intorno (per esempio) a 28 anni, nel 2042 (!).
    Quindi, cercare insieme altre soluzioni potrebbe essere una opportunità anche per Lei. Altre soluzioni potrebbero essere un contributo economico oppure il corrispettivo per la locazione di un altro immobile.
    Per tornare alla casa familiare, in ogni caso, nessuno può obbligarla a comprare un altro appartamento.
    La casa familiare, l’unica sulla quale sua moglie può vantare dei diritti di abitazione insieme a Sua figlia, è la villetta a schiera da Lei menzionata.
    Se lo ritiene può contattarci per ulteriori approfondimenti (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  161. Paolo dice:

    Buonegiorno, mi chiamo Paolo ho 39 anni e e sono prossimo alla separazione; ho una figlia di 2 anni.
    Siamo in regime di separazione dei beni, e la casa coniugale è interamente di mia proprietà senza mutuo,
    La legge prevede che la casa coniugale rimanga alla moglie per la piccola, e che io paghi un mantenimento, fin qui non ci sarebbe nessun problema; il problema è che essendo una villetta a schiera alle porte di Milano, mia moglie NON LA VUOLE (in quanto troppo grande e scomoda da Milano) e pretende che gliene compri una apposita di x metri quadri a Milano, e vicino ai mezzi pubblici, perché lei da sola con la bimba nella casa coniugale è disagiata o che in alternativo all’ acquisto della seconda casa gli dia al limite dei soldi sufficienti per comprarsi un’ altra casa.
    Io sono pronto a vendere la casa coniugale per comprargliene una vicino ai nonni e a Milano, e come lei vuole, ma senza la vendita della casa coniugale (che di una villetta non è facile in questi tempi) se dessi retta alle sue richieste dovrei dare fondo a tutti i miei risparmi, e un mutuo o un affitto considerando il mio stipendio e le mie uscite (compreso un eventuale mantenimento) non sono per me sostenibili.

    Il problema è che con qualche risparmio posso permettermi di rifarmi una vita, di mantenere mia figlia e anche le spese scolastiche, senza risparmi finisce (se dovessi dar seguito alla sua richiesta) andrei a svendere la casa coniugale con gravi danni patrimoniali perché non avrei soldi per mantenere la bambina ne per mantenermi(se devo comprargli un’ altra casa oltre a quella coniugale che lei non vuole)

    Volevo sapere se è lecito pretendere che io gli compri una casa se non vuole la casa coniugale, considerando che ho uno stipendio normale e qualche risparmio (ma non cifre importantissime).

    Grazie e saluti
    Paolo

  162. separatamente dice:

    Buongiorno Raffaele.

    In linea di massima i beni acquistati prima del matrimonio rimangono della proprietà individuale ed esclusiva del coniuge che li ha acquistati.
    Quanto detto è, a maggior ragione, confermato nel Suo caso in cui, oltre all’acquisto della proprietà prima del matrimonio, si aggiunge il regime della separazione dei beni.
    Questo non significa però che il coniuge proprietario possa, a seguito della separazione, disporre in ogni caso e liberamente dei beni.
    Ad esempio, per quanto riguarda la casa coniugale, laddove i coniugi avessero della prole minorenne o comunque non autosufficiente, l’interesse dei figli ed il loro conseguente diritto alla salvaguardia del medesimo habitat familiare in cui si è esplicata la vita domestica potrebbe impedire la vendita dell’immobile al coniuge proprietario.
    Alla luce di quanto detto, non avendo tutti i dati relativi alla Sua situazione coniugale, non possiamo dare una risposta certa alla Sua domanda.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  163. Raffaele dice:

    Ho là separazioni di beni ho comprato una casa prima del matrimonio adesso non vado d’accordo con mia moglie dovremmo separarci la casa la posso vendere

  164. separatamente dice:

    Buonasera Angelo.
    In linea di massima le condizioni di separazione dopo l’omologazione possono essere modificate solamente quando, nel corso del tempo, la situazione personale/patrimoniale dei coniugi risulti cambiata rispetto a quella di fatto esistente al momento dell’accordo.
    Si richiede, in altre parole, che vi sia un mutamento delle iniziali condizioni di separazione tale da comportare una situazione di squilibrio nel rapporto tra coniugi.
    Per questi motivi, nel Suo caso, non avendo tutti i dati relativi all’accordo di separazione né alla Sua attuale situazione economica, non possiamo dare una risposta esaustiva sull’ effettiva possibilità di modificare quanto inizialmente stabilito consensualmente tra i coniugi.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore approfondimento.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  165. angelo dice:

    Buongiorno, sono un ragazzo di 35 e da circa un anno e mezzo mi sono separato in modo consensuale.La mia ex moglie mi ha lasciato per un altro uomo e mentre io ho dovuto accollarmi tutto il mutuo e tutto il resto lei ha lasciato tutto e mi ha chiesto i soldi dei beni che erano in comune.Inizialmente pensavo che riuscissi a sostenere tutto tra mutuo spese e mettere da parte i soldi da dare a lei ma nel quotidiano con il mio stipendio non arrivo a fine mese.La mia domanda è se potrei chiedere un mantenimento ora prima del divorzio anche se gia abbiamo fatto una separazione consensuale.Lei guadagna sui 2800 al mese io appena 1200.Grazie

  166. separatamente dice:

    Buonasera Lia,
    lei non rischia niente. Suo padre, invece, rischia che lei chieda due volte le stesse somme in futuro. A meno che si faccia rilasciare una ricevuta ogni volta che le versa il mantenimento in contanti.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessita.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  167. Lia dice:

    Salve , le espongo la mia questione , mio padre anziché darmi il denaro dell’ ASSEGNO DI mantenimento appunto con assegno ,me li dà in contanti . Questa pratica è valida ? O si incorre in sanzioni ?

  168. separatamente dice:

    Buonasera Valentina,
    in linea di massima, nell’ipotesi di cessazione di rapporto di convivenza more uxorio, per quanto riguarda l’affidamento dei figli, è prassi che il giudice disponga l’affidamento condiviso, con collocamento prevalente presso uno dei genitori al quale potrà essere assegnata la casa familiare, anche se di proprietà esclusiva dell’altro genitore (o, come nel suo caso, dei suoceri). La casa familiare, infatti, appartiene a tutti gli effetti solo al legittimo proprietario. Tuttavia, in presenza di figli, l’assegnazione in godimento della casa familiare può essere riconosciuta dal giudice al genitore naturale affidatario del minore, al fine di garantirgli il diritto a conservare l’habitat domestico.
    Infine, il tuo compagno sarà tenuto al mantenimento di vostro figlio fino a quando non diventi economicamente autosufficiente. In questi casi, comunque, è opportuno che le parti raggiungano un accordo in relazione alla casa familiare, all’affidamento dei figli e al loro mantenimento dinanzi ad un Giudice. A tal fine, le consigliamo di leggere i nostri contributi http://www.separazioneconviventi.it/separazione-conviventi/affidamento-esclusivo-e-condiviso-dei-figli-nati-dalla-convivenza/ e http://www.separazioneconviventi.it/separazione-conviventi/assegnazione-della-casa-familiare-in-presenza-di-figli-nati-dalla-convivenza/
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  169. Valentina dice:

    Convivo con il mio compagno da circa 4 anni, abbiamo una bimba di 15 mesi, e qualche gg fa ho scoperto l’ennesimo tradimento, con la sua ammissione di tale fatto, dicendo che adesso è, fidanzato! Noi viviamo nella casa che mia suocera ha acquistato per noi è di cui lei paga il mutuo, poiché risulta proprietaria. Io ho un lavoro da commessa da 1100€ , lui è disoccupato da tre anni ca , lavora saltuariamente presso privati come oss .vorrei sapere se io devo andar via da casa con la bambina , o se devo rimanere in quella casa con mantenimento alla bimba? Grazie mille
    Valentina

  170. separatamente dice:

    Buongiorno Raffaele.

    In linea di massima le condizioni di separazione (compresi gli aspetti patrimoniali) sono già ricompresi nell’accordo di separazione.
    Di conseguenza, essendo Suo figlio già separato, dovrebbe essere venuto a conoscenza delle condizioni patrimoniali della separazione sin dal momento dell’omologa.
    Se così non fosse, di certo la ex moglie potrebbe chiedere al giudice la corresponsione di un assegno di mantenimento, diretto a ripristinare le condizioni economiche e il tenore di vita esistente prima della cessazione del rapporto coniugale.
    Da ultimo, Le precisiamo che le condizioni patrimoniali di separazione anche se previamente stabilite possono essere sempre modificate previo accordo delle parti o, previa richiesta di un coniuge, da un provvedimento del giudice.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  171. separatamente dice:

    Buongiorno Eugenio,

    purtroppo non sussiste alcuna obbligazione fra i conviventi more uxorio, mancando qualsiasi tutela giuridica in tal senso, in assenza di figli.
    Il fatto che manchi una regolamentazione, comporta notevoli conseguenze nella differenziazione di una coppia sposata ed una non sposata, soprattutto nel caso di crisi nel rapporto.
    Preme evidenziare, tuttavia, che secondo un recente orientamento giurisprudenziale, i conviventi possono comunque regolamentare, con la stipula di un contratto, preferibilmente autenticato da un notaio, i rapporti patrimoniali tra loro, costituire un fondo comune per far fronte alle spese e prevedere altri accordi in tema di gestione del denaro o dell’utilizzazione della casa comune, nell’ipotesi in cui il rapporto dovesse interrompersi.
    In mancanza di tutto ciò, il convivente non ha diritto ad alcun sostegno economico da parte dell’altro convivente e non viene tutelato giuridicamente anche se si trovi in stato di bisogno.
    Ad ogni modo, Ti consigliamo di leggere il nostro contributo all’indirizzo web: http://www.separazioneconviventi.it/convivenza/le-coppie-di-fatto-in-italia-la-convivenza-more-uxorio/
    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  172. eugenio dice:

    Buongiorno,
    più di un anno fa, dopo 8 anni di convivenza, la mia compagna senza preavviso di nulla, mi ha detto:”non ti amo più”.

    Da quel giorno vivo in un appartamento adiacente e di sua proprietà, non ho reddito per problemi legati alla crisi, non posseggo nulla e ora vuole che io lasci l’appartamento.

    Purtroppo la mia residenza è altrove e in nessun atto risulta che io sia stato il convivente.

    Lei ha un’attività e ha beni immobili.

    Cosa posso fare?

    Grazie

  173. raffaele dice:

    Gent.mi, mio figlio sposato dal 2004 fino al 2014 con signora con due figli e con figlio proprio nato il 14-08-2007, ha ottenuto la separazione consensuale (2014) ed è in fase di separazione con udienza in tribunale a breve. La moglie professoressa di ruolo da sempre stipendio intorno €2000 e mio figlio tecnico impiegato in una industria con stipendio iniziale intorno a € 2500-3000 fino al 2012 e, successivamente promosso a direttore con uno stipendio raddoppiato
    € 5000.
    L’azienda, come benefit, ha fornito il fitto di casa ed una macchina dal 2010 in poi.
    A parte i soldi che dovrà dare alla ex per il figlio, stante tale situazione reddituale, deve versare il “Mantenimento” alla ex? Nella speranza di conoscere la risposta, mi scuso per il disturbo e ringrazio per l’attenzione. Saluti cordiali raffaele

  174. separatamente dice:

    Buonasera Barbara,
    più volte, le sentenze della Cassazione hanno affermato che le unioni di fatto, quali formazioni sociali che presentano significative analogie con la famiglia formatasi nell’ambito di un legame matrimoniale e assumono rilievo ai sensi dell’art. 2 Cost., sono caratterizzate da doveri di natura morale e sociale di ciascun convivente nei confronti dell’altro, che si esprimono anche nei rapporti di natura patrimoniale. Quindi, le spese effettuate a favore del un convivente, potrebbero fare parte delle cosiddette obbligazioni naturali espressione della solidarietà tra due persone unite da un legame stabile e duraturo. Tuttavia non sempre è così, poiché a volte è possibile che vi sia un ingiustificato arricchimento da parte del convivente: ciò accade quando le prestazioni economiche di uno dei componenti della coppia a favore dell’altro esulano dal mero adempimento delle obbligazioni nascenti dal rapporto di convivenza. E vi sono sentenze che hanno confermato l’onnligatorietà della restituzione di tali importi pagati da un convivente per la ristrutturazione dell’immobile in cui viveva con il suo compagno. Siamo a disposizione per ulteriori approfondimenti (info@separatamente.it).
    Lo staff di Separatamente

  175. Barbara dice:

    Buonasera ho pagato x dieci anni un mutuo cointestato con il mio ex convivente x una ristrutturazione sulla casa dei suoi genitori .Vorrei riavere indietro la mia parte ho qualche possibilità di avere qualcosa indietro

  176. separatamente dice:

    Buongiorno Salvatore,
    in questi casi, è possibile presentare un ricorso per la modifica delle condizioni di separazione, così da poter rivedere gli accordi raggiunti in sede di separazione. Naturalmente, l’istanza dovrà essere adeguatamente motivata, ed è onere del ricorrente provare la sussistenza delle circostanze che ne giustificano la proposizione. A tal fine, le consigliamo di leggere il nostro contributo http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/la-modifica-delle-condizioni-della-separazione-prima-del-divorzio/
    Ci permettiamo, inoltre, di segnalare che, qualora decideste di divorziare, sarà possibile, in quell’occasione, rivedere le condizioni. Oggi, inoltre, è possibile divorziare senza recarsi dinanzi al Giudice, tramite la “convenzione di negoziazione assistita”. A tal fine, le consigliamo di leggere i nostri contributi http://www.separazioneconviventi.it/curiosita-e-novita-legislative/divorzio-breve/ e http://www.separazioneconviventi.it/curiosita-e-novita-legislative/separazione-divorzio-senza-giudice/ .
    Siamo a disposizione (mail : info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  177. Salvatore dice:

    Buonasera …..sono separato da 6 anni circa e il mio lavoro e molto saltuario con contratti a termine,la mia ex lavora con un contratto indeterminato,volevo sapere se ha ancora diritto all’assegno di mantenimento di nostro figlio o posso revocarlo?

  178. separatamente dice:

    Buongiorno Antonio,
    in linea generale, l’assegnazione della casa familiare al genitore con il quale vivono i figli, a seguito del provvedimento di un giudice, configura l’insorgere di un diritto di abitazione a favore di quest’ultimo genitore, indipendentemente dalla proprietà sull’immobile. Tale diritto fa sorgere l’obbligo del versamento Imu in capo all’assegnatario dell’immobile (indipendentemente dal fatto che sia ex convivente o ex coniuge). Tuttavia, poiché dall’entrata in vigore della legge di stabilità 2016, è stata abolita l’Imu sull’abitazione principale, l’assegnatario dell’immobile nulla dovrà pagare per la suddetta imposta. Inoltre, la casa in cui vive la sua ex convivente, non deve essere considerata una seconda casa di cui è lei proprietario, in quanto la sua ex compagna ne ha un diritto reale di godimento, indipendentemente da chi sia il proprietario. La legge di stabilità 2016, inoltre, ha previsto l’abolizione anche della Tasi sulla prima casa, pertanto, anche quest’ultima, per l’anno 2016 non dovrà essere versata né da lei né dalla sua ex compagna. Al proprietario dell’immobile, tuttavia, rimangono gli obblighi di pagamento connessi alla Tari, che viene richiesta direttamente dal Comune.
    Siamo a disposizione (mail: info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    Per lo Staff di Separatamente
    Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)

  179. Antonio dice:

    Buongiorno,
    il comune di residenza reclama il pagamento dell’IMU di un immobile interamente di mia proprietà, di cui pago le rate di mutuo e non ho alcuna disponibilità essendo l’immobile assegnato con decreto del Giudice, in esclusiva alla mia EX CONVIVENTE, collocataria della minore nata da questa relazione. il Comune sostiene che l’esenzione è prevista solo per l’EX CONIUGE e NON ex convivente. Potete confermarmi se questa paradossale posizione dell’amministrazione trovo riscontro nel nostro ordinamento giuridico l’ultima legge di stabilità ha modificato qualcosa come ho sentito dire?

  180. separatamente dice:

    Buongiorno Francesca,
    In tutta sincerità il problema é un altro: senza ricevuta come farà suo marito a dimostrare di avere onorato il pagamento ? Se e quando smetterà di pagare, é sufficiente che lei contesti la circostanza per iscritto con una raccomandata di cui si conserverà copia.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  181. Franca dice:

    Salve.
    nella stesura dell’atto di separazione legale, il mio ex marito ed io abbiamo scritto che mi versa gli emolumenti per il sostentamento dei figli in contanti il 30 di ogni mese. Non abbiamo specificato pero’ che per tale corresponsione dovesse essere rilasciata da parte mia una ricevuta. Fin ora tutto è stato fatto in forma regolare nel senso che mio marito mi ha sempre versato quanto dovuto ed io non ho mai rilasciato una ricevuta ne lui me l’ha mai chiesta. Ma se un giorno non dovesse piu’ onorare l’impegno come faccio a dimostrare che non mi ha dato i soldi?
    Saluti

  182. separatamente dice:

    Buongiorno Gabriella,
    riteniamo vi siano i presupposti per chiedere la restituzione delle somme da lei onorate per il pagamento del mutuo soprattutto in ragione del fatto che Lei attualmente non risulta proprietaria dell’immobile da Lei descritto.
    Ci contatti (02.72022460) se lo ritiene opportuno per approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  183. gabriella dice:

    Io sono separata legalmente ma quando ero sposata mio marito aveva ricevuto in eredità un suolo dove poi abbiamo costruito una casa chiedendo un mutuo..io per il mutuo che ho pagato insieme a lui fino alla separazione posso chiedere la mia parte???attendo risposta e in anticipo vi ringraziò.

  184. separatamente dice:

    Buongiorno Alessandro,

    nei casi di separazione dei coniugi, il godimento della casa familiare viene attribuito dal Giudice tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli. L’assegnazione della casa coniugale, infatti, è finalizzata a preservare la continuità delle abitudini domestiche nell’immobile costituente l’habitat familiare. Proprio per questo motivo, in presenza di figli, l’assegnazione in godimento della casa familiare viene, solitamente, riconosciuta dal giudice al genitore affidatario del minore, anche se è di proprietà esclusiva dell’altro coniuge, ovvero dei genitori di quest’ultimo.
    Conosciuti i rischi in giudizio occorre muoversi con accortezza e coltivare una intesa con sua moglie che includa la liberazione della casa familiare.
    Le consigliamo anche di leggere il nostro contributo: http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/assegnazione-della-casa-coniugale-in-presenza-di-figli-2/
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    Per lo Staff di Separatamente
    Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)

  185. Alessandro dice:

    In caso di separazione con due bambini minorenni la casa a chi aspetta faccio presente che lei a già una casa intestata e un lavoro da mille euro al mese un auto abbiamo la separazione dei beni e la casa dove viviamo e dei miei genitori noi siamo in uso gratuito

  186. separatamente dice:

    Buongiorno Roby,
    se avete già regolamentato l’affido del minore, il fatto che il convivente separato frequenti una persona sposata, dal punto di vista legale, non incide sull’affidamento congiunto del figlio minorenne. Per quanto riguarda l’inserimento del nuovo partner di uno dei conviventi separati nella vita del figlio minorenne, gli orientamenti giurisprudenziali maggioritari hanno sancito un vero e proprio “diritto” del genitore a coinvolgere il figlio nella propria nuova unione sentimentale, in assenza di pregiudizio purché l’inserimento sia “graduale”.
    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  187. Matto dice:

    Se uno dei conviventi separati con figlio minorenne frequenta una persona sposata può perdere l’affidamento congiunto?

  188. separatamente dice:

    Buongiorno Simonetta,
    l’abbandono del tetto coniugale non si conclama laddove vi siano necessità urgenti di assistere un altro familiare. Lei lasci traccia documentale di quello che sta accadendo (è sufficiente una mail a suo marito) e non sorgeranno problemi.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  189. Simonetta dice:

    Mia madre ha il morbo di parkinson e vive in sardegna.io sono figlia unica. Vorrei portarla in casa con me e la mia famiglia. Ma mia suocera e mio marito non mi concedono un domicilio o una residenza.premetto che la casa in cui vivo è nostra con l usufrutto della suocera.se x questo motivo fossi costretta a trasferirmi in Sardegna a casa di mia madre potrebbe mio marito accusarmi di abbandono del tetto coniugale e chiedere la separazione. ?

  190. separatamente dice:

    Buongiorno Maria,
    le iniziative e le richieste del Suo ex non trovano conforto nelle norme esistenti. Il divorzio non si concede. E’ un suo diritto. Difficile ipotizzare un rientro nella casa coniugale se esiste una sentenza di assegnazione di quest’ultima a lei ed ai suoi figli. Le minacce, peraltro, devono essere immediatamente rese note all’autorità giudiziarie (senza esitazioni e con apposita denuncia). E per la casa le suggeriamo un giudizio di divisione con l’assistenza di un legale.
    Con i migliori saluti,
    Lo staff di Separatamente

  191. maria dice:

    Buongiorno sono separata da quattro anni e il mio ex non vuole concedermi il divorzio.in fase di separazione avevano deciso di dividere la casa ma la cosa non è stata fattibile sia per motivibeconomivi sia perché il mio ex quando da qndo ho un nuovo compagno di ha reso la vita ompossibile con minacce inseguimenti e altro a cui sono seguite delle denunce. Con una modifica della separazione lui ha rinunciato alla casa fino alla maggiore età dei ragazzi…..ma ora lui vuole rientrare in casa….io voglio comprare la sua quota ma si rifiuta come faccio? Inoltre devo fare dei lavori in casa , come mi comporto?

  192. separatamente dice:

    Buongiorno Nadia,
    in questi casi, è possibile presentare un ricorso per la modifica delle condizioni di separazione, così da poter rivedere gli accordi raggiunti in sede di separazione. A tal fine, le consigliamo di leggere il nostro contributo http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/la-modifica-delle-condizioni-della-separazione-prima-del-divorzio/
    Ci permettiamo, inoltre, di segnalare che con le recenti modifiche legislative, in caso di separazione consensuale, è possibile presentare la domanda di divorzio dopo sei mesi dalla separazione e, in quell’occasione, è possibile rivedere le condizioni. A tal fine, le consigliamo di leggere il nostro contributo (http://www.separazioneconviventi.it/curiosita-e-novita-legislative/divorzio-breve/ ).
    Siamo a disposizione (mail : info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    Lo Staff di separatamente

  193. nadia dice:

    Buongiorno sono separata dal 16 novembre 2015 con omologa il 23 dicembre 2015 io e il mio ex abbiamo fatto una separazione consensuale …o Lasciato tutto a lui casa mobili e non o chiesto neanche il mantenimento per mia figlia di 12 anni pero adesso sono in difficoltà economiche …posso chiedere il mantenimento x lei ,?se è si cosa devo fare ?Xche il mio ex marito oltre che controllarmi mi a detto che visto che me ne sono andata io non mi deve niente …cosa devo fare come mi devo proteggere grazie

  194. separatamente dice:

    Buongiorno Rosalba,
    occorre munirsi di un certificato di irreperibilità di questa persona. Poi si potrà notificare il ricorso per la separazione all’ultima residenza conosciuta di suo marito.
    E si farà un giudizio in contumacia (senza la presenza di suo marito).
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  195. rosalba dice:

    Buongiorno,volevo chiedere io sono separata non legalmente da ormai otto anni,vorrei inoltrare la separazione ,ma il mio ex marito non ha un documento valido,ne tantomeno residenza,come posso fare?

  196. separatamente dice:

    Buongiorno Sonia,
    nelle poche righe che ci ha scritto non ravvisiamo estremi per una collocazione di sua figlia presso il suo ex. É importante essere ben consigliati considerato il nuovo arrivo. Conoscere nel dettaglio la data del concepimento rispetto alla data della separazione potrebbe essere utile per più approfonditi suggerimenti. Se lo desidera ci contatti al n. 02.72022469. Cordiali saluti, Marco Pola

  197. sonia dice:

    Salve..dopo 8 mesi di matrimonio ci siamo lasciati..un anno fa sono andata via e abbiamo una bambina..da pochi mesi ho un nuovo compagno e ho scoperto di essere incinta..a breve inizioil divorzio..cosa potrebbe ssuccedere? ? Mi portano via la bambina?? Ho 25 anni aiutatemi x favore

  198. separatamente dice:

    Buongiorno Cristiano,
    Da un punto di vista civilistico lei ha diritto, ora, o quando la casa verrá venduta ad un rimborso delle rate del mutuo. D’altro canto occorre considerare che Lei, per cinque anni, ha abitato quella casa. Quindi la sua ex convivente potrebbe pretendere una specie di canone di locazione. Quest’ultima richiesta, tuttavia, ha scarso fondamento giuridico. Occorre anche verificare se la banca che ha concesso il mutuo le consente di recedere dal contratto senza pretendere ulteriori garanzie. Ci contatti per ulteriori approfondimenti (02.72022469). Lo staff di Separatamente

  199. Cristiano dice:

    Io e la mia convivente abbiamo una casa cointestata al 50% con mutuo ipotecario. La nostra storia è giunta al termine ed io a breve andrò via lasciando a lei il diritto di comprare la mia parte con conseguente addebito totale delle restanti rate del. mutuo lei.Visto che la proprietaria diventerà lei a tutti gli effetti e visto che io comunque per 5 anni ho pagato la mia parte delle rate del mutuo…come mi devo comportare? Mi spetta qualcosa? Grazie

  200. separatamente dice:

    Buongiorno Francesca,
    In mero diritto una convivenza senza figli non genera obblighi giuridici. Questo non significa che il comportamento del suo ex convivente non sia biasimevole. Ci chiediamo, se avevate un contratto di locazione ovvero un mutuo cointestato per verificare eventuali residuali obblighi giuridici a carico del suo ex. Comunque Lei ha sicuramente bisogno di assistenza da un punto di vista morale e psicologico. Ci chiami e la metteremo in contatto con uno psicoterapeuta che potrá aiutarla (02.72022469). Cordiali saluti, Lo staff di Separatamente

  201. Francesca dice:

    Il mio convivente non sposati mi ha tradita e andato via di casa lasciandomi in gravi condizioni economiche che devo fare per non suicidarmi

  202. separatamente dice:

    Buongiorno Simona,
    Ovviamente durante la convivenza si presume che lei sia stata ospitata gratuitamente. Per i mobili ha il diritto alla divisione od al rimborso (considerata l’usura degli arredi). Cordiali saluti. Lo staff di Separatamente.

  203. Simona dice:

    Salve, da poco più di un anno ho terminato una convivenza di 5 anni. Sono in possesso di fatture a me intestate per l’acquisto di mobili. Il mio ex si rifiuta di rimborsarmi. La casa è di sua proprietà,io però contribuivo pagando tutte le bollette, la spesa alimentare,e seguivo le faccende domestiche.lui mi ha risposto che se rivoglio i soldi dei mobili, lui mi chiederà dei soldi “d’affitto” per tutti i mesi che ho convissuto insieme (con residenza) nell’immobile di sua proprietà. Può realmente richiedermi questo? O è solamente una sua tattica per spaventarmi? Grazie
    Simona

  204. separatamente dice:

    Buongiorno Giovanni,
    Il regime della comunione dei beni matura i propri effetti soltanto con riferimento ai beni comprati dopo il matrimonio. Per maggiori chiarimenti siamo a disposizione (info@separatamente.it). Cordialitá. Lo staff di Separatamente

  205. Giovanni dice:

    Volevo sapere visto che devo contrarre matrimonio io se scegliendo la comunione dei beni ciò che si possiede prima del matrimonio come case soldi ecc resta di mia esclusiva propieta o vi entra a far parte anche la futura miglia grazie per la risposta

  206. maria dice:

    Il mio compagno porta la residenza a casa mia d’ accordo con me mi da un rimborso spese di 700. Visto che io ho un mutuo di 550 uno stipendio di poco piu.come faccio a dimostrare che lui ha queste spese visto che sta divorziando basta la prova di un bonifico sul mio conto?

  207. separatamente dice:

    Buonasera Rosalba,
    l’impressione è che che Lei abbia fatto tutto il possibile per preservare il rapporto tra il padre ed il figlio. E riteniamo che lo farà anche in futuro perchè una figura paterna, per quanto problematica, è sempre meglio che la completa assenza di quest’ultima. Deve stringere i denti ancora per qualche anno. Poi a 18 anni lascerà libero suo figlio di scegliere. Per il resto, affrontare una giudiziale non è la fine del mondo. Ed anche se Lei avesse tradito, ma così non è, non le toglierebbero l’affidamento del bambino.
    A Roma abbiamo un bravo legale. Se vuole le inviamo i suoi recapiti. Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  208. rosalba dice:

    Buongiorno. A settembre 2004 mi separo dal mio ex marito, con sentenza a marzo 2015. Resto con mio figlio di 10 anni nella casa coniugale, 700 euro di mantenimento per il bimbo e 300 per me (laureata ma scelto di non lavorare per la famiglia. marito medico ospedaliero con turni e genitori lontani). Dopo circa un anno dalla separazione, da una mia ex amica, il padre di mio figlio viene a sapere che il mio attuale compagno esisteva già al momento della separazione e che ho avuto anche un’altra relazione extraconiugale. Minaccia una sorta di giudiziale con addebito di colpa e affido del bimbo perchè io inaffidabile visto l’infedeltà. Per non creare nesssun disagio al bimbo e d’accordo con gli avvocati firmo una scrittura privata (il mio avvocato in realtà non era d’accordo, mi ha accontentata) dove rinuncio ai 300 euro. ovviamente per tre volte viene rigettata dal PM. Nostro figlio ora ha quasi 12 anni sta bene, ottimo andamento scolastico e sportivo, buon rapporto amichevole con il mio compagno (con il quale non convivo) e rapporto molto difficile con il padre, direi molto conflittuale, tant’è che io devo praticamente costringerlo a vederlo. Il padre tende a rinchiuderlo e allontanarlo dagli amichetti o da tutto ciò che non è lui. Ora, visto il rigetto del PM il padre minaccia nuovamente una giudiziale per addebito e affido minore. Dico subito 2 punti: non ci siamo lasciati per infedeltà, noi eravamo già 4/5 anni in forte crisi, senza nessun rapporto affettivo, solo molte litigate e tanta rabbia. Incompatibilità estrema e anaffettività totale. Il mio compagno ho iniziato a frequentarlo dopo qualche mese dalla separazione. L’altra infedeltà di cui parla non è altro che una fortissima amicizia, probabilmente molto affettuosa con cui ci si scambiava in particolar modo complimenti, frasi gentili, tenerezze, ma nulla di più. In un matrimonio ormai concluso di fatto. Oltrettutto di queste vicende avrei diverse testimonianze. Lui solo quella della mia ex amica. Altro punto importante non c’è un conflitto per una giudiziale, io non ho mai più avuto i 300 euro e nemmeno li voglio e lui mai più me li ha dati, dalla firma della scrittura privata, seppur rigettata. Chiedo il vostro parere su questa storia, soprattutto per quanto concerne il bambino che amo più di me stessa. Che il padre sta usando per vendicare non so quale torto e al quale parla continuamente male di me. Grazie

  209. separatamente dice:

    Buongiorno Elisabetta,
    anzitutto per il mantenimento dei figli vale il principio di diritto (e di solidarietà) per cui ciascun genitore partecipa in proporzione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo (in sostanza, in base ai redditi, ma anche ai diversi sforzi profusi nell’allevare ed educare i figli). Senz’altro, quindi sarà utile rivedere la suddivisione delle spese tra di voi proprio alla luce della diversa capacità di reddito e della distrubuzione dei compiti all’interno della famiglia. In caso di separazione, questa quantificazione la farà il Giudice, sulla base delle ultime tre dichiarazioni dei redditi, ma anche valutando il tenore di vita (la barca di 10 metri potrà essere un chiaro indice…). Per la casa coniugale, potrebbero esserci insistenze da parte di tuo marito per la divisione; ma – se, come ci pare, nel caso concreto – è da sempre (e per lungo tempo) stata utilizzata nell’insieme, e rappresenta il centro di affetti, interessi e relazioni interpersonali della famiglia, vi sarà l’assegnazione da parte del Giudice in favore del genitore collocatario dei figli.
    Lo Staff di Separatamente

  210. Elisa dice:

    Sono sposata con due bambini minori in separazione dei beni. La casa coniugale è formata da 2 appartamenti attigui riuniti, ma in realtà i 2 appartamenti non sono mai stati catastalmente uniti e dunque risultano dalle carte ancora due entità separate, di cui 1 intestato a me e 1 a mio marito. Ognuno di noi si è accollato il proprio muto (siamo entrambi lavoratori full-time), mentre dividiamo le spese delle utenze (lui telefono ed elettricità; io gas). I mobili erano stati acquistati da me per 1 appartamento e poi integrati da mio marito con l’acquisto e ristrutturazione del successivo appartamento. Ad oggi, mi chiedo perché io debba spendere il 100% del mio stipendio per le spese familiari, compresa la spesa, la baby-sitter, la donna delle pulizie, l’asilo di un figlio (l’altro lo paga lui) e tutto ciò che serve ai bimbi di vestiario ecc… Mentre lui, che guadagna 10 volte il mio stipendio, si rifiuta di aiutarmi con queste spese sostenendo di contribuire alle spese familiari già in misura più che sufficiente (paga il prestito di un’auto che uso io, mentre io ho finito di pagare il prestito di un’auto che usa lui). Inoltre, lui possiede una barca a vela 10m (senza passaggio di proprietà) che sta però rinovando da cima a fondo di tasca propria. Non è possibile riequilibrare la situazione???? Io non riesco a mettere da parte 1€ e mi sento anche dire che non devo chiedergli sempre soldi a fine mese e che devo arrangiarmi col mio stipendio. Però a lui fa comodo quando è in viaggio per lavoro poter fare affidamento sempre sulla sottoscritta che è casa a mandare avanti alla baracca con somma fatica….. Cosa mi spetterebbe in caso di separazione? La casa inquadrata come sopra sarebbe un problema? Grazie.

  211. separatamente dice:

    Buongiorno Paola,
    i diritti di visita possono essere esercitati anche via skype. Prevedetelo (o fattelo autorizzare dal Giudice) per il caso della malattia della bimba.
    Lo Staff di Separatamente.it

  212. paola dice:

    Buongiorno,
    mi sto separando da mio marito e ho una bambina di 4 anni.
    vorrei sapere se io dovessi acquistare casa con il mio nuovo compagno, il padre quando la bambina è malata ha il diritto di visita in casa anche del compagno?
    che consiglio puo’ darmi in quanto il mio compagno non consentirebbe mai il suo ingresso in casa?
    grazie mille
    paola

  213. separatamente dice:

    Buongiorno, oltre all’abbandono del tetto, immaginiamo che il ricorso preveda l’addebito della separazione a carico di sua moglie. E forse ne esistono davvero i presupposti. Quanto all’impedimento all’ingresso nella casa coniugale (di chi è tra l’altro, esclusivamente tua?), saremmo più prudenti, se non altro per il fatto che fino ad ora sua moglie ha potuto entrare liberamente. Mutare improvvisamente regime sarebbe controproducente, piuttosto stabilite delle regole ferree e la necessità del preavviso.
    Lo staff di Separatamente

  214. matteo dice:

    Salve a tutti , sono stato sposato con mia moglie 13 anni da cui ho avuto due figli di 18 e 17 anni. Sette anni fa lei se n’è andata da casa mia (lasciandomi i figli )
    per andare a vivere con un altro.Ho sempre cercato di mantenere un rapporto civile tanto che le ho sempre permesso di venire i pomeriggi per stare con i figli.
    Un giorno lei ci ripensa e vuole tornare ma dopo il mio tassativo rifiuto ha continuato a vivere con il suo compagno.
    Io mi sono sempre dedicato solo ai figli e quest’anno ho conosciuto la mia compagna , la mia ex non lo ha accettato , mai avrebbe pensato che mi potessi rifare una vita
    senza di lei e così ha cominciato a fare dispetti insultare e minacciare. Così ho chiesto la separazione offrendole per ben 2 volte 100.000 euro per una consensuale da lei
    rifiutata in quanto ha il solo scopo di rendermi la vita impossibile.
    Adesso si andrà in giudiziale. Vorrei sapere se è possibile in attesa dell’udienza non permetterle più di entrare in casa mia e se avendo lei abbandonato il tetto coniugale le
    dovrò passare un mantenimento .
    Grazie.

  215. separatamente dice:

    Buongiorno Giorgio,
    la mamma della Sua compagna non vanta alcun diritto di fare ingresso nella abitazione familiare senza il Vostro consenso. Il problema, nel caso di specie, tuttavia, è riconducibile al fatto che la sua compagna gradisce la presenza della madre nella casa familiare. Dovete trovare una intesa nella coppia. Se intesa non vi è temiamo che il contrasto possa generare motivo per sciogliere la convivenza. E’ quello che vuole ? Forse sarebbe meglio trovare un compromesso. Ricordiamo che in caso di cessazione della convivenza, spesso accade che la casa familiare venga assegnata alla madre insieme ai figli. Comunque, se ne ha bisogno, i nostri legali sono a Sua disposizione per ulteriori approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  216. Giorgio dice:

    Buon giorno,
    convivo da 3 anni con una ragazza con la quale sto per avere un figlio. Ora in previsione della nascita la madre della mia compagna è sempre più presente in casa e purtroppo, abitando a 1000 km da noi, quando viene a trovarci (per periodi sempre più lunghi ed indeterminati) viene a stare in casa con noi. Ora visto che tra le altre cose sta progettando di crescere lei nostro figlio (premetto che non ha il mio permesso) e visto i malumori nella coppia che si stanno creando a causa della sua presenza e modo di fare a dir poco invadente vorrei sapere se la legge tutela mia volontà di averla in casa il meno possibile. Mia suocera ha un attaccamento morboso con i propri figli e ottiene tutto da loro piangendo e ed ostentando i suoi piccolissimi problemi di salute. Purtroppo però la mia compagna è sempre più dalla sua parte e ho sentito che sua madre ha intenzione di venire a stare da noi quando andrà in pensione ( cioè tra un anno). Che diritto ha la mia compagna di impormi la presenza di sua madre per lunghi periodi di tempo?
    Grazie mille.
    Saluti Giorgio

  217. separatamente dice:

    Buongiorno Valeria,
    forse non è quello che desidera ma dopo la separazione dei coniugi verrebbe statuito il contributo economico minimo per ogni figlio a carico del padre (mai meno di 250 per figlio). Con questo provvedimento si può agire in giudizio nei confronti del marito per recuperare le somme non pagate per il mantenimento dei figli. Peraltro, il mancato pagamento del mantenimento dei figli è un reato con valenza penale. Sul punto La invitiamo a leggere http://www.separazioneconviventi.it/alimenti-e-mantenimento/tutela-in-caso-di-mancato-pagamento-dellassegno-di-mantenimento-alimenti-in-sede-civile/ e http://www.separazioneconviventi.it/alimenti-e-mantenimento/tutela-in-caso-di-mancato-pagamento-dellassegno-di-mantenimento-alimenti-in-sede-penale/.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  218. valeria dice:

    Buonasera sono sposata da quasi dieci anni in separazione dei beni abbiamo tre figli, mio marito possedeva una villa fuori città zona balneare donatagli dalla madre , alla nascita del primo figlio ho manifestato il bisogno di spostarci in città per vari motivi in virtù del fatto che lui lavoro e costretto a viaggiare e a trasferirsi in altre città ed io mi ritrovo a vivere sola in una zona quasi sprovvista di servizi le mie esigenze sono aumentate maggiormente con l’arrivo degli altri figli ma cio nonostante lui appoggiato dalla madre si è voluto indebitare per una cifra considerevole per costruire il primo piano di questa villetta. Arrivo al dunque qualche mese dopo l’essersi caricato due prestiti con un totale di rate di circa 1400€ al mese non ha lavorato per piu di un anno di conseguenza mi sono vista costretta a trasferirmi da mia madre per poter f”far mangiare i miei figli” successivamente ha ripreso a lavorare ma il suo stipendio non basta per coprire le spese o meglio copre i suoi debiti ma non basta per mantenere noi che continuiamo a vivere da mia madre ho supplicato mio marito di mettere in vendita la villa per estinguere i prestiti e comprare un appartamento in città in modo che oltre a sollevarci dal peso di questi debiti io potrei vivere in città e usufruirne dei vantaggi visto che sono quasi sempre sola, ma lui non vuole venirmi incontro. Mi chiedo se esiste una via legale che possa tutelarmi in tal senso e convincere lui a vendere la sua casa grazie

  219. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    vi sono molteplici pronunce che estendono i diritti della madre e dei figli di quest’ultima anche sulla casa concessa in comodato dai suoceri. Anzi, possiamo confermarle, che salvo eventi sporadici, la casa familiare, in caso di separazione, verrà assegnata a Lei, e potrà rientrare in possesso dei suoceri soltanto quanto i figli saranno autosufficienti. Per maggiori approfondimenti ci contatti via mail (info@separatamente.it).
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  220. monica dice:

    Sono una donna di 37 anni sposata da quasi 10 anni con un bambino di 7. Sono una libera professionista e mi marito è socio e dipendente della srl di famiglia. La casa coniugale è in comodato gratuito da parte dei miei suoceri adiacente alla loro abitazione. Conduciamo uno stile di vita buono non ci siamo mai fatti mancare nulla. Lui ha da sempre provveduto economicamente ai bisogni famigliari, a tutte le spese di gestione domestica, tata e donna delle pulizie. Vorrei sapere, come poter fare in caso di separazione, in quanto è ovvio che non potrei risiedere presso la nostra casa coniugale e contestualmente mi dispiacerebbe togliere mio figlio dal proprio habitat naturale. Potrebbe lui acquistare un immobile in mio favore accollandosi tutte le spese? Come potrei fare per farmi dare una somma mensile tale da farci mantenere il medesimo tenore di vita senza arrivare a discussioni?

  221. separatamente dice:

    Gentile Elsa,
    se Lei ha fatto per 13 anni la casalinga e si è occupata di Vostro figlio, ha tutto il diritto di continuare ad abitare in quella casa con suo figlio anche in caso di separazione.
    Se non ha un reddito per pagare un Avvocato, ovvero se il Suo reddito annuo imponibile (risultante dall’ultima dichiarazione) non supera euro 11.528,41, può chiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato. I professionisti di Separatamente sono iscritti nelle liste del gratuito patrocinio e saranno lieti di assisterti anche nella redazione e presentazione della domanda di ammissione al gratuito patrocinio. Per semplificarti la procedura, se preferisci, presentiamo noi per te al Consiglio dell’Ordine la tua domanda (sottoscritta e autenticata dall’avvocato che nominerai). Gli unici documenti che dovrai fornirci sono la copia dell’ultima dichiarazione dei redditi (relativa all’anno precedente la domanda di ammissione) e la copia di un documento di identità valido. Possono richiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato sia i cittadini italiani che gli stranieri, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale. Considerati i maltrattamenti, con i nostri legali di fiducia, ovvero con altri legali, Lei ha necessità di essere subito assistita da un Avvocato. Fare il primo passo (chiedere la separazione formalmente prima di Suo marito) non comporta alcun pregiudizio giuridico. Per approfondimenti, ci contatti al n. 02.72022469.
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

    Cordiali saluti, lo Staff di Separatamente

  222. ely dice:

    Buonasera, sono sposata da 13 anni ho un figlio di 7 anni. siamo sposati con comunione dei beni. abbiamo una casa dove paghiamo ancora il mutuo macchina e una moto. Da un po di anni abbiamo dei problemi. Lui qualche giorno fa mi ha proposto di separarci ma ovviamnete dice io non vado da un avvocato e le spese li devo pagare io. nello stesso tempo ora mi chiede soldi per pagare il mutuo e in piu mi chiede di mettere la firma che la macchina e solo sua. non so come comportarmi. In piu mi maltratta e io non ho mai fatto denuncia. ora dormo con mio figlio nella sua stanza chiusa con la chiave. Mi chiede la separazione ma a casa mi chiede ancora i doveri di una moglie, che li preparo da mangiare lavor e stiro.lui di casa non esce anche se ha i genitori a 100 mt da noi. >Ogni giorno viene a casa con qualche nuova idea. Non vorrei prendendo io per prima il passo per chiedere il divorzio e la colpa cadesse su di me. mi aiutate come devo fare? grazie in anticipo

  223. separatamente dice:

    Gentile Sonia,
    il rischio che un Giudice assegni la casa alla madre ed alla figlia si fonda su basi giuridiche. Dobbiamo, quindi, confermarle il rischio che suo fratello venga fatto allontare da casa (dopo la sentenza del Tribunale).
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  224. Sonia dice:

    Buonasera, vorrei chiedere un parere legale.
    Mio fratello dalla sua convivente ha avuto una figlia ancora minore. La convivente vanta la casa e il mantenimento della figlia mio fratello ha fatto qualche anno fa donazione alla minore con sentenza del giudici ha diritto di abitazione. Può il giudice assegnare la casa alla convivente e alla figlia minore e togliere diritto di abitazione a lui? Sta ancora pagando il mutuo e non può permettersi di pagare anche un fitto. Confido ina rispost e ringrazio anticipatamente. Sonia bianchi

  225. separatamente dice:

    Buongiorno Alessandra,
    in linea di massima una sentenza emessa in primo grado di giudizio può essere appellata, vale a dire può essere chiesto ad un collegio di giudicanti di entrare nel merito di una questione già decisa.
    Naturalmente, decidere di proporre appello significa valutare una serie di circostanze, quali: tempi, costi della giustizia e, soprattutto, la probabilità di ribaltare la sentenza di primo grado.
    Nel Suo caso, purtroppo, dai pochi elementi che si evincono dalla e-mail, ci sembra poco professionale esprimere un giudizio senza avere letto tutti gli atti di causa.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  226. alessandra dice:

    Buongiorno, la contatto per chiedere un parere sulla situazione del mio attuale compagno. Il mio compagno ha avuto una relazione di 14 anni che non è sfociata in un matrimonio. Insieme alla sua ragazza di allora ha comprato una casa, intestandola però solo a lei in quanto lui aveva gia intestato un altro appartamento. Il mio compagno ha contribuito con una ingente somma all’acquisto dell’appartamento non riportandola però in nessun atto scritto. Ha anche aperto un mutuo per la casa che però è stato intestato a lei, lui risulta solo come garante. Anche in questo caso lui ha contribuito ha pagare metà rata del mutuo pur essendo tutto intestato a lei. Da due anni la relazione del mio attuale compagno con la sua allora compagna è cessata. Il mio compagno ha aperto due cause: una per riavere i soldi messi per l’acquisto della casa e una per riavere i soldi dati nel mutuo. Ieri è arrivata la sentenza sulla prima causa, quella per riavere i soldi versati nel mutuo e il giudice ha dato ragione a lei dicendo che lui non era costretto a pagare e se lo ha fatto è stato una sua volontà. Ora le chiedo: visto come stanno le cose e come è andata questa sentenza il mio compagno non riavrà mai nulla di tutto quello che ha speso??? La sentenza del giudice puo essere ribaltata? cosa è il caso di fare???
    grazie mille

  227. separatamente dice:

    Gentile Cory,
    la separazione di fatto è oggetto di un nostro contributo pubblicato sul nostro sito (http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/la-separazione-di-fatto/). Ci permettiamo di aggiungere che la separazione di fatto può aiutare a risolvere alcune questioni economiche ma non fa maturare i più ampi effetti giuridici della separazione legale. Per risparmiare tempo e denaro, Vi consigliamo di prendere in considerazione la negoziazione assistita (http://www.separazioneconviventi.it/curiosita-e-novita-legislative/separazione-divorzio-senza-giudice/).
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  228. Cory dice:

    Buonasera,io e mio marito stiamo attraversando un periodo di pausa di riflessione, di conseguenza lui vorrebbe al più presto cambiare domicilio e spostare la sua residenza in un abitazione prestatagli da un caro amico .Essendo di comune accordo non vogliamo separarci per vie legali,vorremmo solo fare una separazione di fatto,in attesa che si sistemino le cose tra di noi.La mia domanda è: è possibile fare la separazione di fatto tra coniugi (quindi senza ricorrere a vie legali)se ci sono figli minorenni ? Grazie per l’attenzione e buona giornata

  229. separatamente dice:

    Buonasera Nunzia,

    in linea di massima, nell’ipotesi di cessazione di rapporto di convivenza more uxorio, per quanto riguarda l’affidamento dei figli, è prassi che il giudice disponga l’affidamento condiviso, con collocamento prevalente presso uno dei genitori al quale potrà essere assegnata la casa familiare, anche se di proprietà esclusiva dell’altro genitore. La casa familiare, infatti, appartiene a tutti gli effetti solo al legittimo proprietario. Tuttavia, in presenza di figli, l’assegnazione in godimento della casa familiare può essere riconosciuta dal giudice al genitore naturale affidatario del minore, al fine di garantirgli il diritto a conservare l’habitat domestico.
    Precisiamo inoltre che, i casi in cui il padre diviene affidatario esclusivo dei figli nonché collocatario degli stessi sono abbastanza rari. Si tratta di casi in cui il Giudice ritiene la madre non affidabile dal punto di vista educativo per ragioni fisiche, psichiche o sociali.
    Infine, il tuo compagno sarà sicuramente tenuto al mantenimento dei vostri figli fino a quando non diventino economicamente autosufficienti. In questi casi, comunque, è opportuno che le parti raggiungano un accordo in relazione alla casa familiare, all’affidamento dei figli e al loro mantenimento dinanzi ad un Giudice. A tal fine, le consigliamo di leggere i nostri contributi http://www.separazioneconviventi.it/separazione-conviventi/affidamento-esclusivo-e-condiviso-dei-figli-nati-dalla-convivenza/ e http://www.separazioneconviventi.it/separazione-conviventi/assegnazione-della-casa-familiare-in-presenza-di-figli-nati-dalla-convivenza/
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  230. Nunzia dice:

    Sono convivente e ho due bimbe minori,non ho un lavoro,se mi separo a chi vengono affidate le bambine? Cosa mi aspetta? Grazie in anticipo,ho paura che mi levino le bimbe perché’ non lavoro

  231. separatamente dice:

    Buongiorno Rosy, se non hai redditi, o se il tuo reddito annuo imponibile (risultante dall’ultima dichiarazione) non supera euro 11.528,41, puoi richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato. I professionisti di Separatamente sono iscritti nelle liste del gratuito patrocinio e saranno lieti di assisterti anche nella redazione e presentazione della domanda di ammissione al gratuito patrocinio.
    Per semplificarti la procedura, se preferisci, presentiamo noi per te al Consiglio dell’Ordine la tua domanda (sottoscritta e autenticata dall’avvocato che nominerai). Gli unici documenti che dovrai fornirci sono la copia dell’ultima dichiarazione dei redditi (relativa all’anno precedente la domanda di ammissione) e la copia di un documento di identità valido. Possono richiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato sia i cittadini italiani che gli stranieri, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale. Cordiali saluti, lo Staff di Separatamente

  232. Rosy dice:

    Buonasera, chiedo info su richiesta gratuito patrocinio. Mi sto per separare consensualmente da mio marito, preciso che abbiamo in comune la casa di proprietà e siamo in comunione di beni. Io non percepisco nessun reddito mentre lui è un lavoratore dipendente. Abbiamo 2 figli minorenni.
    In questo caso, essendo proprietaria di metà immobile ma non percependo reddito, posso comunque richiedere allo stato il pagamento dell’avvocato?
    Grazie

  233. separatamente dice:

    Cara Caterina,
    il diritto alla assegnazone della casa coniugale deve essere correlato ad una specifica ed attuale necessità di abitare la stessa.
    Se Lei, quindi, non risulta proprietaria (anche parzialmente), Vi è il rischio di perdere tale diritto.
    Sembra opportuno, come da lei suggerito, trovare una intesa anche di carattere economico con il Suo ex compagno prima di spostare dimora e residenza altrove.
    Ci contatti per eventuali approfondimenti (info@separatamente.it; tel- 02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  234. Caterina dice:

    Buona sera, sono separata da tre anni con un bimbo di 10 anni. Da due anni ho un compagno e stiamo decidendo di andare a conviver, vogliamo trovare una casa in affitto a meta strada sia x me che x lui, perche il mio compagno ha un lavoro suo nel suo paese e non si puo allontanare troppo..se io lascio la casa coniugale che mi e stata assegnata posso perdere il diritto ? Il mio ex puo rientrare a vivere nella casa coniugale? Posso chiedere qualvosa di affitto al mio ex dato che ho diritto di abitare fino alla maggior eta di mio figlio? Grazie.

  235. separatamente dice:

    Buongiorno Angelica,
    in Italia, per ora, la convivenza non fa sorgere obbligazioni economiche ed in caso di decesso di uno dei partner, l’altro convivente non matura diritti successori. Ci sembra, tuttavia, di potere affermare con serenità che diventerà difficile per i figli del partner, oggi deceduto, dimostrare che i mobili erano stato comprati da quest’ultimo. Quindi, si può ipotizzare l’asporto degli stessi sostenendo che sono suoi. Lei, tra l’altro, matura anche dei diritti sulla abitazione familiare nel senso che la giurisprudenza più recente conferma la necessità di un congruo preavviso (a lei concesso prima di lasciare l’abitazione familiare) da parte dei legittimi eredi del suo compagno. Ci contatti al n. 02.72022469 per eventuali approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  236. Angelica dice:

    Ho convissuto per 23 anni con un’uomo separato legalmente dalla ex moglie,nella quale aveva avuto 3 figli con lei!!!
    Lui è deceduto da 1 mese e fino adesso non’e venuto fuori nessun testamento,desidero sapere se, i mobili della casa che ho convissuto con lui,appartengono a me o ai suoi figli!!!
    Grazie per l’attenzione ….tanti saluti

  237. separatamente dice:

    Buongiorno Giuseppe,
    il diritto della madre di restare con i figli nella casa coniugale (anche se quest’ultima appartiene ai suoi genitori) è confermato dalla Cassazione. Le consigliamo di trovare una intesa amichevole con la Sua ex compagna. Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  238. giuseppe dice:

    buona sera i miei sono proprietari di una casa, dove vivo io dentro con la mia convivente e due figli nati dalla ns relazione, siccome non andiamo piu d’accordo . la posso cacciare di casa visto che e dei miei genitori. lei mi fa delle minaccie che si prende la casa e va dai carabinieri a denunciarmi se la caccio . come posso fare per allontanarla dalla casa.

  239. separatamente dice:

    Buongiorno Roberto,
    nella situazione che ci ha descritto ci sono tutti i presupposti per chiedere la modifica delle condizioni della separazione. L’iniziativa giudiziaria comporta costi da € 1.000,00 ad € a2.000,00 a seconda della difficoltà e della durata del procedimento; si consideri, tuttavia, che si potrebbero contenere le spese in caso di accordo. Si potrebbe anche valutare di interrompere il versamento dell’assegno di mantenimento ed attendere le iniziative giudiziarie di controparte. Ma è più rischioso.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  240. Roberto dice:

    Buonasera,
    mi trovo in questa situazione:
    mio figlio è stato affidato da tempo a mia moglie e verso euro 350.00 al mese come pattuito.
    Sono sei mesi che mio figlio 22enne si è trasferito da me perchè con la madre non va d’accordo. Io sto continuando a versare i soldi comunque, perchè lei mi dice che non posso rifiutarmi di pagare. Qual’è la procedura e il costo per rivedere questa situazione che si è venuta a creare? Grazie Roberto Villalta

  241. separatamente dice:

    Buongiorno Cristian,
    la breve convivenza con la Sua ex compagna non comporta doveri reciproci di alcun tipo. Per quanto riguarda gli arredi, chi ne fruisce oggi dovrà restituire il valore degli stessi in considerazione dell’effettivo contributo economico della sua ex convivente ma ad un prezzo che consideri anche il degrado dei mobili.
    Con riferimento alla abitazione, invece, chi oggi l’abita deve sostenerne i costi di locazione (inclusa la cauzione). Per la fideiussione diventa più difficile ritirarla. In quanto il beneficiarlo potrebbe non essere d’accordo.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  242. Cristian dice:

    Buongiorno,
    un anno fa io e le mia ex convivente abbiamo deciso di comune accordo di separarci dopo che io ho scoperto un suo ripetuto tradimento.

    Attualmente io vivo nella casa in affitto dove abbiamo convissuto per 3 anni.
    Lei ha preso un’altro appartamento in affitto.
    Quando avevamo deciso di fare il passo della convivenza abbiamo diviso tutte le spese a metà (cauzione, fieiussione, arredamento).
    Nel contratto di affitto è da sempre risultato solo ed esclusivamente il mio nome, ed inoltre lei non ha mai avuto la residenza nella casa in cui convivevamo ma ha sempre tenuto la residenza presso casa dei genitori.

    Ora, ha distanza di un anno (io abito ancora nella casa in affitto) si è rifatta viva chiedendomi la metà dei soldi che lei ha investito per cauzione, fideiussione ed arredamento.
    La metà dei soldi che lei ha messo per queste operazioni e successivamente mensilmente per contribuire nella metà dell’affitto, sono sempre stati versati da lei a mezzo bonifico bancario sul conto corrente comune in banca che avevamo aperto per le spese legate alla casa (conto corrente chiuso assieme subito dopo la separazione).

    Quello che chiedo è se alla mia ex convivente aspetta di diritto quanto da lai richiesto o se non c’è nessun obbligo da parte mia (tranne che morale) nel concederle quanto richiesto.

    Ringrazio in anticipo per la cortese risposta.
    Saluti
    Cristian

  243. separatamente dice:

    Buongiorno Giulio,

    è possibile avere una nuova relazione in pendenza del giudizio di separazione purché venga rispettato il limite del “mutuo rispetto”. In linea generale, potrebbe creare problemi (all’esito del giudizio ed in relazione all’eventuale pronuncia sull’addebito della separazione) l’eventuale relazione extraconiugale sorta prima dell’instaurazione del giudizio e che sia stata determinate come causa della separazione stessa. Tuttavia, se la relazione extraconiugale nasce successivamente alla separazione di fatto dei due ex coniugi, il peso della stessa è sicuramente ridotto se non del tutto escluso.
    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  244. giulio dice:

    Salve..sono separato legalnente ho conosciuto una donna.Lei e in fase di separazione giudiziale e ha paura di uscire con me perche pensa che suo marito possa usare questa relazione che si sta maturando tra noi contro di lei in tribbunale.Ka donanda è puo lei avere un altra relazione sentimentale in fase di separazione giudizuale in corso?..Da premettere ke nn vivono più nella stessa casa..grazie

  245. separatamente dice:

    Buongiorno Maria,

    l’assegnazione della casa coniugale costituisce un diritto personale di godimento (generalmente trascritto nei registri immobiliari) ma non è assimilabile ad un diritto reale. Di conseguenza, l’immobile oggetto dell’assegnazione può essere legittimamente venduto. Ovviamente, all’acquirente sarà sempre opponibile il diritto dell’assegnatario ad utilizzare il bene finché ne sussistano i presupposti previsti dalla legge (in particolare, convivenza con figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti). Ne consegue che il coniuge proprietario o comproprietario del bene assegnato all’altro coniuge può vendere il bene o la propria quota parte, avendo tuttavia ben presente che si tratta di un immobile occupato, pertanto, il terzo acquisterà la proprietà ma non potrà entrare in possesso dell’immobile in virtù del provvedimento di assegnazione del giudice.
    Siamo a disposizione (mail info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Per lo staff di separatamente
    Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)

  246. maria dice:

    Buonasera convivo da 2 anni col mio compagno separato alla moglie da un assegno di 400€ più 300alla figlia 20enne che vive con lei .il giudice le ha assegnato la casa x la figlia.intanto il mio compagno sta in affitto .può mettere in vendita la casa?almeno la sua meta’? Grazie

  247. separatamente dice:

    Buongiorno Virginia,

    in linea di massima, nell’ipotesi di cessazione di rapporto di convivenza more uxorio, la casa familiare appartiene a tutti gli effetti solo al legittimo proprietario. Tuttavia, la Corte di Cassazione, ha recentemente sottolineato che il convivente more uxorio non è un semplice ospite nell’immobile di proprietà esclusiva del partner adibito a casa familiare durante la convivenza, ma è un “detentore qualificato”. Ne consegue che, una volta insorta la crisi, il convivente proprietario dell’immobile adibito a casa familiare non può, improvvisamente, allontanare l’ex partner, dovendo invece concedere un congruo lasso di tempo per consentirgli di trovare un’altra soluzione abitativa. Considerando, pertanto, anche la sua delicata condizione fisica, nel rispetto dei doveri di solidarietà che devono sussistere tra conviventi, il suo ex compagno è obbligato a darle un congruo preavviso. In particolare, la Corte ha ribadito che “… d’altra parte, l’assenza di un Giudice della dissoluzione del menage non consente al convivente proprietario di ricorrere alle vie di fatto per estromettere l’altro dall’abitazione, perché il canone della buona fede e della correttezza, dettato a protezione dei soggetti più esposti e delle situazioni di affidamento, impone al legittimo titolare che, cessata l’affectio, intenda recuperare, come è suo diritto, l’esclusiva disponibilità dell’immobile, di avvisare il partner e di concedergli un termine congruo per reperire altra sistemazione”.
    Ci permettiamo, comunque, di suggerirle di richiedere il gratuito patrocinio: se non ha redditi (o i suoi redditi non superano euro 11.528,41), può richiedere la nomina di un avvocato a spese dello stato. I professionisti di separatamente sono iscritti nelle liste del gratuito patrocinio e saranno lieti di aiutarla anche nella richiesta presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di competenza.
    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Per lo staff di separatamente
    Avv. Marco Pola

  248. Virginia dice:

    Buongiorno, le vorrei porre una domanda per la mia situazione alquanto delicata.
    Premetto che sono un invalida civile,il mio convivente dopo più di dieci anni vissuti insieme nella casa di sua proprietà (ma di cui la madre è usufruttaria) ha deciso dalla notte al giorno di “sbattermi fuori di casa”. Io sto cercando in tutti i modi di trovare una soluzione,ma nella mia situazione di disabilità con un entrata economica di neanche 300,00 al mese, è davvero arduo riuscire in poco tempo a lasciargli il campo libero. Tra l’altro,nonostante i miei problemi di salute,ho sempre adempiuto ai miei doveri di domestica anche se con grande fatica ( convivo con i dolori da anni). Io sono disperata,non posso permettermi un avvocato a pagamento, cerco di farmi prestare qualche soldo in modo da pagare le spese di casa e mantenermi, continuo a pulire e tenere in ordine. Sono arrivata a chiedere con le lacrime agli occhi di lasciarmi più tempo, (oltretutto le mie condizioni fisiche sono peggiorate) ho subito un intervento due mesi e mezzo fa e mi appresto ad averne un altro a febbraio. Lui sicuramente ha il diritto di cambiare vita se non vuole più condividerla con me. Ma quali sono i miei di diritti? ogni giorno vivo con tanti punti di domanda nella testa e dolori nel corpo, ho 51 anni e mi sento fragile più che mai. Come una barca in balie delle onde. Scusi se sono entrata nel personale. Aspetto con ansia una risposta, e la ringrazio anticipatamente.

  249. separatamente dice:

    Buonasera Laura,
    avere contratto un mutuo insieme al suo ex convivente comporta degli obblighi nei confronti dell’Istituto di credito.
    L’interruzione di un rapporto di convivenza, invece, laddove non vi siano dei figli nati dalla relazione affettiva, non è regolamentato a livello normativo.
    Sarebbe utile in questo caso, indirizzare al suo ex compagno una comunicazione formale tramite legale per chiedere quali intenzioni lui abbia con riferimento alla casa con il mutuo. Ci permettiamo, altresì, di segnalare che in questi frangenti un supporto psicologico è sicuramente utile. Se lo desidera, saremmo lieti di segnalarle un professionista (un legale ed un psicologo con tariffe calmierate) che possano stare al suo fianco in questo momento di difficoltà.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  250. separatamente dice:

    Buongiorno Antonio,
    se ha raggiunto un accordo con la Sua ex compagna, sempre meglio formalizzarlo per iscritto anche innanzi alle Autorità giudiziarie contestualmente alla regolamentazione del diritto di visita del padre ed alla quantificazione del mantenimento del figlio. In questo momento la Sua ex compagna sembra disposta a non rivendicare un uso esclusivo della abitazione familiare come invece potrebbe fare se suo figlio venisse affidato e collocato presso la madre. Quindi sembra utile formalizzare tali intese prima che cambi idea.
    Se lo desidera possiamo segnarle un legale che applica tariffe calmierate e concordate con Separatamente.it.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  251. antonio dice:

    Salve
    Vorrei questa delucidazione:
    Mi sto’ separando dalla mia compagna e abbiamo un figlio di 6 anni inolrre abbiamo un mutuo e casa cointestata da due anni dovremmo fare la separazione consensuale e lei e’ dispista a vendermi il 50% della casa con il mio successivo accollo del mutuo pertanto nella consensuale e’ obbligatorio o no inserire suddetto accordo nella consensuale o basta l’atto notarile per non avere piu’ problemi futuri? Grazie mille

  252. separatamente dice:

    Buonasera Mariana,
    nella situazione che ci ha descritto noi le consigliamo di rivolgersi subito ad un legale ed anche alle Autorità Giudiziarie con riferimento ai comportamenti violenti del suo compagno. In un eventuale giudizio potrà chiedere la collocazione del figlio presso di sè nella abitazione familiare nonchè un contributo economico per il mantenimento del figlio.
    Sembra, altresì, utile segnalare il seguente link : http://www.separazioneconviventi.it/separazione-conviventi/figli-legittimi-nati-dal-matrimonio-e-figli-naturali-identici-diritti/.
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  253. mariana dice:

    buona sera.sono una donna straniera con domicilio in italia dal 2008 ,ho 2 figlie minorenne ,una nata in romania e la piccolina di 4 anni con compagno italiano .vorrei sapere che diritti posso avere se ci separiamo ,non siamo sposati.io non lavoro.perchè la piccola cresce con me.non con lui.lui beve e diventa violento quando beve.abitiamo in casa sua ha pure 2 case .vorrei sapere se mi devo separare di lui anche se non voglio ,qualle mi sono i diritti e che la figlia piccola cresce con me.miei genitori abitano con noi ci minaccia sempre che ci caccia di casa a tutti .miei genitori hanno residenza con me.quale sono anche diritti loro,gli possono cacciare di casa.io come sono senza lavoro ,senza un tasca.e un rischio da perdermi le figlie,che diritto posso avere,perchècertamente le miei figlie sono la mia vita?grazie mille

  254. separatamente dice:

    Buongiorno Claudia,
    il diritto al mantenimento della prole (figli) è a carico di entrambi i genitori anche dopo la cessazione della convivenza di questi ultimi. Ed anche nel suo caso, considerai i Vostri redditi, il padre è tenuto al mantenimento del figlio. Riteniamo che si possa prevedere un obbligo nella misura minima di € 300,00 ma in un eventuale giudizio noi proveremmo sicuramente a chiedere qualcosa in più.
    Cordiali saluti,
    Per lo Staff di Separatamente
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  255. Claudia dice:

    Buonasera. .io e il mio compagno ci siamo separati lo scorso marzo ….non siamo sposati e abbiamo un bimbo di 6 anni….entrambi abbiamo un lavoro con uno stipendio sui 1400euro e abitiamo in case in affitto ..vorrei sapere se il papà mi deve un mantenimento per mio figlio e di quanto potrebbe ammontare……grazie

  256. separatamente dice:

    Buonasera Andrea,
    in questi casi, è opportuno che le parti formalizzino un’intesa avente ad oggetto l’assegnazione della casa familiare, l’affidamento dei figli e il loro mantenimento davanti ad un giudice.
    In linea generale, l’assegnazione della casa familiare al genitore con il quale vivono i figli, a seguito del provvedimento di un giudice, configura l’insorgere di un diritto di abitazione a favore del genitore stesso, indipendentemente dalla proprietà sull’immobile. Tale diritto fa sorgere l’obbligo del versamento Imu in capo all’assegnatario dell’immobile. Tuttavia, poiché dall’entrata in vigore della legge di stabilità 2016, è stata abolita l’Imu sull’abitazione principale, l’assegnatario dell’immobile nulla dovrà pagare per la suddetta imposta. Inoltre, la casa in cui vive la sua ex convivente, non deve essere considerata una seconda casa di cui è lei proprietario, in quanto la sua ex compagna ne ha un diritto reale di godimento, indipendentemente da chi sia il proprietario.
    La legge di stabilità 2016, inoltre, ha previsto l’abolizione anche della Tasi sulla prima casa, pertanto, anche quest’ultima, per l’anno 2016 non dovrà essere versata né da lei né dalla sua ex compagna. Al proprietario dell’immobile, tuttavia, rimangono gli obblighi di pagamento connessi alla Tari, che viene richiesta direttamente dal Comune.
    Per quanto riguarda l’assegno familiare, nel caso di affidamento condiviso, entrambi i genitori affidatari hanno diritto all’assegno e la scelta tra quale dei due genitori possa chiedere la prestazione è rimessa ad un accordo tra le parti. In mancanza di accordo, l’autorizzazione alla percezione dell’assegno viene concessa al genitore convivente con i figli.
    Siamo a disposizione (mail : info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    Per lo Staff di Separatamente
    Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)

  257. Andrea dice:

    Salve,
    sono convivente, con una figlia di 6 anni legalmente riconosciuta, e prossimo alla separazione.
    L’abitazione in questione è stata da me acquistata, con parte dell’anticipo versato dalla mia compagna che ha partecipato inizialmente in parte alle rate del mutuo (pagamento a me in contanti) totalmente a me intestato.
    L’abitazione presumibilmente rimarrà alla mia compagna e mia figlia, io continuerò a pagare le rate del mutuo, e provvederò a corrispondere un importo per mia figlia, e andrò ad abitare presumibilmente o dai miei genitori, o se avrò la possibilità economica in affitto in un’altra abitazione.

    Vorrei sapere in proposito, se cambiando io residenza, dovrò pagare l’IMU sull’immobile, per me prima e unica casa, e cosa accade per TASI e TARI, e la eventuale procedura amministrativa da usare.

    Inoltre mia figlia è al momento al 100% in carico a me e percepisco assegni familiari in busta paga, vorrei sapere se questi potrò continuare a riceverli o meno.

    Grazie.
    Andrea

  258. separatamente dice:

    Buongiorno Ivan,
    la sua ex compagna dovrebbe avere l’accortezza di presentare Suo figlio soltanto a quei compagni con i quali ha instaurato una relazione duratura. C’è poi il problema della tossicodipendenza che, se provato, potrebbe indurre un Giudice a vietare che il nuovo compagno della madre di suo figlio frequenti il minore. Si tratta di raggiungere quest’ultimo risultato tramite accordi amichevoli (eventualmente da formalizzare davanti ad una Autorità giudiziaria), ovvero, tramite una iniziativa giudiziaria unilaterale.
    Immaginiamo che non vi sia un accordo di separazione che regoli il diritto di visita del padre. Occorrerebbe partire da quest’ultimo per poi occuparsi di come regolamentare le frequentazioni della sua ex compagna. Consideri che in taluni gravi casi le frequentazioni della sua ex compagna potrebbero anche incidere sull’affidamento d suo figlio. Ci contatti al n. 02.72022469 per eventuali ulteriori approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  259. Ivan dice:

    Buonasera
    La mia ex compagna ha conosciuto un ex tossicodipendente che ha per altro frequentato un centro di riabilitazione. Non conosco direttamente che tipo di droghe possa aver usato, sta di fatto che questo tizio è stato allontanato dai suoi genitori e ora vive in un appartamento all’oratorio che gli ha dato il sacerdote. Non ha lavoro e vive facendo dei lavoretti per il sacerdote del paese retribuendolo lui direttamente. Sta di fatto che la mia ex non mi ha comunicato di aver già invitato questo ragazzo a casa propria a soggiornare di notte, cene e pranzi circa una decina di volte, in più sono stati anche via insieme, tutto questo con mio figlio di 10 anni e a mia insaputa.
    Come mi devo comportare per tutelare mio figlio.

  260. separatamente dice:

    Buongiorno Stefania,
    crediamo siano utili, con riferimento alle Sue domande, due contributi già esistenti sul nostro sito, avente ad oggetto la possibile tutela, in ambito civile (http://www.separazioneconviventi.it/alimenti-e-mantenimento/tutela-in-caso-di-mancato-pagamento-dellassegno-di-mantenimento-alimenti-in-sede-civile/) ed in ambito penale (http://www.separazioneconviventi.it/alimenti-e-mantenimento/tutela-in-caso-di-mancato-pagamento-dellassegno-di-mantenimento-alimenti-in-sede-penale/) in caso di mancato pagamento degli alimenti. Sembra, altresì, opportuno informarLa che una recente novella ha previsto, in taluni casi, che sia lo Stato a farsi carico dell’assegno di mantenimento. Qualora, infatti, il consorte che si ritrova in uno stato di necessità, non dovesse ricevere l’assegno di mantenimento dall’ex, sarà lo Stato ad occuparsene. La nuova Legge (inserita nel pacchetto Legge Stabilità 2016), è in vigore dal 1 gennaio 2016 e comporta una iniziativa giudiziaria del consorte in stato di bisogno per avanzare la richiesta di esborso a carico dello Stato.
    Con i migliori saluti,
    Lo staff di Separatamente

  261. Stefania dice:

    Sono separata da 2 anni e il giudice ha assegnato l’abitazione di mio figlio disabile , a me che vivo con lui, adesso il mio ex vuole l’apparente sotto x non lavora e sono 2 anni che non dà il mantenimento ne a me ne a il figlio , come mi devo comportare ?

  262. separatamente dice:

    Buonasera Marco,
    nella situazione che Lei ci ha descritto è probabile che un Giudice assegni la casa coniugale alla moglie con collocazione abitativa presso quest’ultima del figlio e determinazione di un assegno di mantenimento in favore della moglie e del figlio.
    Per ovviare la collocazione abitativa del figlio presso la madre occorre dimostrare, per esempio, un grave stato di disagio psico fisico della moglie.
    Per evitare un assegno di mantenimento (connesso al tenore di vita durante il matrimonio), ovvero per contenerlo ai soli alimenti, si può provare a chiedere l’addebito della separazione (sul punto sembra utile il nostro contributo http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/la-separazione-con-addebito/).
    Altra via, sempre preferibile, per contenere le spese e ridurre le tempistiche di un lungo confronto giudiziario, è quella di trovare una intesa con Sua moglie da formalizzare in Tribunale, ovvero, con procedura di negoziazione assistita, con nulla osta del Pubblico Ministero.
    Restiamo a disposizione per eventuali ulteriori approfondimenti (info@separatamente.it).
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  263. Marco dice:

    Salve, sono sposato da poco piu’ di tre anni ma da parte mai c’è la volonta di separami o di divorziare, insomma di provare ad allontanarmi perchè la situazione non è pù sostenibile e rischia di diventare pesante e non educativa anche per mio figlio di 6 anni.
    Viviamo per il momento in un appartamento di mia proprietà sul quale ho un mutuo di acquisto, tutte le spese del mutuo sono sempre state a carico mio, cosi’ come tutte le altre spese di gestione della casa (condominio, bollette etc….) e in generale della famiglia; mia moglie ha un lavoro part time e quindi uno stipendio piu’ baso del mio.
    Avrei per questo alcune domande da porre:
    – A chi andrà l’affidamento di mio figlio (so che è quasi sempre affidato alla madre spero non sia vero)
    – A chi andrà la casa (e se spettasse a lei come devo fare con il mutuo?)
    – Oltre a continuare a pagare il mutuo sulla casa dovrei versare anche degli assegni a mia moglie? e ovviamente quello di mantenimento per mio figlio? e anche tutte e spese di gestione della casa dato che lei non ce la farebbe con il suo stipendio?
    – Affidamento di casa e figlio sono “permanenti” o sono legati all’età del figlio?
    – Se riuscissimo a trovare degli accordi fra noi mi dovrei tutelare in qualche modo (per esempio per non perdere definitivamente la casa?)
    Grazi mille per il vostro servizio

  264. separatamente dice:

    Buongiorno Mario,
    direi che Le conviene trovare una intesa con la Sua ex compagna, considerato che quest’ultima, nonostante ne avesse facoltà e diritto, non ha avanzato pretese, per il momento, sulla assegnazione della casa familiare (anche se non è di proprietà del padre). In sede giudiziale potrà essere regolamento il diritto di visita. Ma vi consigliamo una consensuale formalizzata in Tribunale.
    Restiamo a disposizione (info@separatamente.it) per ulteriori eventuali approfondimenti.
    Con i migliori saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  265. mario dice:

    Buongiorno,
    io e la mia compagna (non sposati) abbiamo un figlio di 3 anni, lei con ns figlio è tornata a vivere da sua madre, convivevamo in una casa di proprietà dei miei genitori dove io sono rimasto. Io ho un lavoro fisso e guadagno circa 1500 euro al mese mentre lei non ha mai lavorato.
    Al momento le sto dando 300 euro/mese per ns figlio. Se dovesse prendere una casa in affitto, visto che lei non lavora dovrei pagarlo io per intero? In generale, cosa può pretendere da me? Per quanto riguarda il bambino invece, se non me lo fa vedere posso fare qualcosa in merito e devo aspettare la decisione del tribunale?
    Grazie
    Distinti saluti

  266. separatamente dice:

    Buonasera Tania,
    è libera di trasferirsi dove vuole. Anche con i figli. Ma non Le consigliamo di farlo senza averlo previamente comunicato al padre dei Suoi figli. Ovviamente non dovrà essere ostacolato il diritto di visita da parte del padre dei figli quindi Le ricordiamo che vi è giurisprudenza che prevede l’alternanza della trasferta (tra padre e madre) per garantire il diritto di visita dei figli da parte del genitore che non si è trasferito.
    Per ulteriori approfondimenti, con eventuali riferimenti giurisprudenziali, ci contatti su info@separatamente.it.
    Con i migliori saluti,
    Lo staff di Separatamente

  267. tania dice:

    salve
    Sono separata da quasi tre anni e ho avuto l’affidamento dei bimbi e l’assegnazione della casa,mio ex abita nella stessa cittá ma il mio nuovo compagno anche se ha cercato di trasferisi da me ha dovuto tornare nella sua regione non trovando da me un lavoro,una domanda,ma se io volesse raggiungerlo insieme ai miei figli e farmi una vita in un’altra cittá,posso?,o dovrei rinunciare a farmi una vitá?.

  268. separatamente dice:

    Gentile Ilaria,
    la situazione che ci ha descritto non sembra destare dubbi : l’ex compagno di sua sorella deve lasciare l’abitazione familiare al più presto. Se non lo farà volontariamente è possibile adire le vie legali per chiedere la liberazione dell’immobile.
    Ci contatti, se lo ritiene, per ulteriori approfondimenti (info@separatamente.it).
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  269. Ilaria dice:

    Buongiorno,
    mia sorella ha lasciato il suo compagno martedì scorso dopo 10 anni di convivenza per vari motivi, tra i quali il mancato lavoro e quindi mancato sostentamento o aiuto domestico e i tanti soldi che spendeva in giro nei bar quotidianamente. Nel 2012 io e mia sorella abbiamo acquistato una casa con due appartamenti, il suo intestato interamente a lei (sia casa sia mutuo) poichè lui non lavorava e non lavora tutt’ora. Sottolineo che non sono sposati, non hanno figli e non hanno nulla cointestato. Ora lei gli ha chiesto di prendere le sue cose ed andare via, di appoggiarsi magari momentaneamente da qualche suo parente e poi, appena sistemato, gli avrebbe lasciato la possibilità di potersi prendere alcune sue cose (un paio di mobili e alcune scatole). Ora lui sta prendendo del tempo e non vuole andare via, mia sorella non sa che fare anche perchè non vuole stare da sola con lui perchè ha paura (lui tentò il suicidio anni fa e non è un tipo tranquillo), non l’ha mai sfiorata però ovviamente ha paura e vuole che vada via. Vorrei chiedere gentilmente se questa persona può avere qualche diritto e come mia sorella può tutelarsi, soprattutto nel caso lui non voglia andare via per ancora tanto tempo. Ringrazio e porgo cordiali saluti

  270. separatamente dice:

    Gentile Angela,
    il contributo per il mantenimento di Suo figlio versato dal padre dovrebbe considerare la disparità dei redditi dei genitori. E anche il contributo in misura percentuale per le spese mediche, scolastiche e ricreative potrebbe essere rivisto (rispetto alla canonica suddivisione al 50% tra i genitori) in considerazione di detta disparità.
    Ci contatti, se lo ritiene, per ulteriori approfondimenti (info@separatamente.it).
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  271. angela dice:

    Buon giorno, vorrei sapere dopo la convivenza finita nel 2007 nostro figlio riconosciuto lo manteniamo a meta’ ma io faccio solo dei lavori saltuari e il mio stipendio e di 700eurocirca. Il padre ha un lavoro fisso e lo stipendio dovrebbe essereintorno ai 2.000 euro. Tra noi c’è solo un accordo parlato. l suo contributo mensile è di 360 euro. Io faccio fatica a mantenere il ragazzo (14 anni) e pagare meta’ delle spese di scuola salute vestiti. Ho qualche diritto a chiedere qualcosa in piu’ e se si come lo calcolo . Grazie Angela

  272. separatamente dice:

    Gentile Patrizia,
    la situazione che Lei ci ha descritto desta qualche perplessità soprattutto con riguardo al mantenimento versato dal Suo compagno in favore della ex moglie, oggi convivente con un altro uomo. E proprio quest’ultima circostanza giustifica una domanda in giudizio per modificare le condizioni della separazione. Ci contatti per un eventuale ulteriore approfondimento. Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  273. patrizia dice:

    Salve!Vorrei chiederVi un informazione, ho conosciuto un uomo che dice di essere separato da 3 anni e che passa alla ex 450 euro di mantenimento la quale convive pero’con un altro uomo….quando però ho saputo che la figlia di 28 anni senza lavoro vive col padre non ci ho visto dal nervoso!!COME!???LA FIGLIA MANTENUTA DAL PADRE E L ASSEGNO DI MANTENIMENTO ALLA EX MENTRE STA CON UN ALTRO!!! QUESTO POVERO CRISTO POTREBBE CHIEDERE L ANNULLAMENTO DEL MANTENIMENTO? PREMETTO NEL DIRE CHE SONO SEPARATA E DAL MIO EX NON HO MAI VOLUTO UN CENTESIMO … ho cercato di vivere solo con il mio stipendio part time …e ho pensato fosse più intelligente risparmiare e gestire al meglio i pochi soldi che mi entravano piuttosto di spennare gli ex da non riuscire poi a permettersi neanche piu a comprare un regalino al proprio figlio…un padre distrutto economicamente sarebbe una sofferenza anche per i figli… grazie per l attenzione.

  274. separatamente dice:

    Buongiorno Salvatore,
    sarebbe utile conoscere anche la durata del matrimonio, e le rispettive posizioni patrimoniali (eventuali proprietà). Di certo, tuttavia, possiamo già affermare sin da ora che l’iniziativa giudiziaria di Sua moglie potrà sortire effetti economici di scarsa rilevanza (€ 150.00) se non addirittura nessun risultato. Salvo il caso di addebito della separazione. Sul punto la invitiamo a leggere il nostro approfondimento http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/la-separazione-con-addebito/.
    Restiamo a disposiozione per eventuali approfondimenti (mail : info@separatamente.it).
    Per la difesa, innanzi alla iniziativa di Sua moglie, riteniamo che si possano contenere le spese legali al di sotto di € 1.000,00.
    Cordialità,
    Lo staff di Separatamente

  275. Salvatore dice:

    Io e mia moglie non andiamo più d’accordo,con ogni probabilità ci separeremo a breve,sia io che lei abbiamo regolare stipendio con regolari buste paga,io percepisco circa 1300 e lei circa 1000, viviamo in casa d’affitto, dividendo il pagamento a metà,non abbiamo figli, vorrei sapere quanto devo versare (e se devo) di assegno mensile, considerando il fatto che lei vuole andare da un avvocato e di volerlo a tutti i costi, cosa dovrei fare e quali sono i costi? Grazie anticipatamente.

  276. separatamente dice:

    Buongiorno Federica,
    per fare una concreta valutazione dell’importo dovuto dal Suo ex convivente a titolo di mantenimento per le figlie, oltre al reddito del padre e della madre, dovremmo anche verificare il tenore di vita durante la convivenza, nonchè il patrimonio complessivo dei due conviventi. In ogni caso, con i dati a disposizione, sembra congruo un importo al di sopra del minimo (€ 250,00/300,00) per ogni figlia. Se si dovesse impostare un giudizio sul punto si potrebbe cercare di chiedere € 600,00 per ogni figlia per poi convincere il Giudice a stabilire un importo intorno ad € 400,00. Occorre, inoltre, concordare il contributo (in misura percentuale) per le spese mediche, scolastiche e ricreative (di solito al 50% tra i conviventi ma si possono anche stabilire percentuali diverse). Ci contatti su info@separatamente.it per eventuali ulteriori chiarimenti.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  277. federica dice:

    Buongiorno
    dopo 11 anni di convivenza il mio compagno se n’e’ andato con un’altra, abbiamo 2 figlie di 9 e di 4 anni. io sono proprietaria dell’appartamento dove vivo e pago un mutuo di 450 euro, il mio stipendio e’ di 1000 euro in quanto lavoro part time lui percepisce uno stipendio all’incirca di 2400 all’incirca quanto si aggirerebbe l’assegno di mantenimento x le due bimbe?
    Grazie per l’attenzione

  278. separatamente dice:

    Buonasera Paola,
    una proposta di modifica delle condizioni anche economiche stabilite con il divorzio, può essere avanzata in ogni momento a condizioni che siano sopravvenuti fatti nuovi: per esempio la perdita del lavoro; o, nel suo caso, una una stabile convivenza. Se Lei rimane contumace nel giudizio, non avrà modo di difendersi e non potrà sostenere che la sua nuova relazione non implica una stabile convivenza (per intendersi, nella stessa casa), e non riceve un supporto economico dal suo nuovo compagno/amico. Aggiungiamo solo che le nuove amicizie non possono comportare alcun genere di modifica delle condizioni stabilite nel divorzio.
    Per eventuali ulteriori approfondimenti, ci contatti al n. 02.72022469.
    Saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  279. Stella dice:

    Coppia di fatto separata con figlia di sei anni. Abitiamo in una casa in affitto da 1000 euro al mese, presa in precedenza perché lui benestante. Io non riuscirei a far fronte all’affitto. Cosa dice la legge?

  280. separatamente dice:

    Buonasera Stella,
    in caso di separazione di coppia di fatto con figli, la legge prevede sempre che il convivente presso il quale viene collocata la prole (abitualmente la madre) riceva un contributo per il mantenimento di quest’ultima. Per determinare l’ammontare del contributo il Giudice verifica il tenore di vita durante la convivenza e la durata di quest’ultima.
    Ed ovviamente rileva anche l’entità dei redditi dei conviventi. Se vuole approfondire (e fornirci i dati testè indicati) ci scriva a info@separatamente.it.
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  281. franca dice:

    Se dopo l’appello e la Cassazione ho ottenuto un assegno divorzile che mi e’ stato dato per 10 anni dal mio ex coniuge, mentre adesso lui mi chiede di riaprire una causa per togliermi l’assegno di 200 euro mensili perche’ frequento costantemente un altro uomo e vivo meglio, sono costretta a rifiutare per non ricominciare con le udienze e testimonianze, cosa succede?

  282. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    se l’assistenza legale è fornita da un solo legale spesso avviene che il compenso di quest’ultimo venga ripartito tra i due conviventi che vogliono interrompere la relazione. Occorre, tuttavia, verificare se il suo compagno ha sottoscritto un mandato specifico a questo avvocato e se la separazione è già stata formalizzata.
    Ci contatti per ulteriori approfondimenti con apposita mail ad info@separatamente.it.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  283. Vina Felix dice:

    Buonasera.

    La ex compagna del mio fidanzato si e’ recata ad un avvocato per la separazione legale ( regolarizzazione del mantenimento dei figli e per le visite genitoriale) L’avvocato adesso sta chiedendo al mio fidanzato di pagare la metà delle spese legali, è normale?

  284. separatamente dice:

    Buonasera Rocco,

    l’obbligo di mantenimento dei figli da parte dei genitori non cessa con il raggiungimento della maggior età, ma persiste finché essi non abbiano raggiunto l’autosufficienza economica, che si assume conseguita quando sia provato lo svolgimento di un’attività lavorativa con concrete prospettive di indipendenza. Per ulteriori approfondimenti la invitiamo a consultare il nostro contributo http://www.separazioneconviventi.it/alimenti-e-mantenimento/leventuale-estinzione-dellobbligo-di-mantenimento-per-i-figli-maggiorenni/.
    Ci permettiamo anche di aggiungere che una figlia per avere diritto al mantenimento non deve soltanto frequentare gli studi ma anche superare qualche esame; diversamente, se non studia, deve quanto meno dimostrare di essersi attivata per cercare un posto di lavoro.
    E non esiti a contattarci per ulteriori approfondimenti (02.72022469)
    Cordialmente,
    Lo staff di Separatamente

  285. Rocco dice:

    Vorrei sapere se una figlia maggiorenne, non ancora autosufficiente economicamente, vive con il padre, in possesso di proprio reddit( 1500 euro circa), ha ugualmente diritto all’assegno di mantenimento?
    Faccio presente che il padre provvede a tutti i bisogni della figlia. La madre ha un reddito di circa 300 euro e vive con i propri genitori.

  286. separatamente dice:

    Caro Fabio,
    esiste la possibilità di instaurare un regime di separazione di fatto senza adire le vie legali. Se un giorno, invece, avrete la necessità di formalizzare le intese ricordatevi che queste ultime (in particolare, quelle a carattere patrimoniale), saranno sicuramente utili per quantificare l’entità degli obblighi di mantenimento.
    La variabilità dell’importo, invece, se il suo intento è quello di creare un precedente, una prova per il futuro, sarebbe meglio fosse sostituita da un importo sempre uguale con un eventuale ulteriore esborso (con separato bonifico) per le spese “extra”.
    Con i migliori saluti,
    Lo staff di Separatamente

  287. FABIO dice:

    Buonasera! Mi sono separato dalla mia compagna e abbiamo due figli. Siamo entrambi lavoratori e guadagnamo circa 1800 euro al mese. Volevo gentilmente chiedere se per il mantenimento prole bisogna obbligatoriamente rivolgersi ad avvocato e/o tribunale per la tutela dei minori oppure si può dare mensilmente tot cifra concordata tra padre e madre.
    Tale cifra (anche se una cifra minore e variabile a secondo dei mesi), eventualmente si può considerare ufficialmente per legge mantenimento? Basta scriverlo forse nel bonifico?
    Ultima domanda: 250 euro a figlio oppure si preleva percentuale su stipendio?
    Grazie moltissimo!

  288. separatamente dice:

    Buonasera Mauro,
    il Giudice potrebbe intervenire e non omologare l’accordo di separazione laddove quest’ultimo comprometta i diritti e gli interessi dei minori. Se l’accordo invece salvaguarda il diritto dei minori di abitare la casa familiare, nonchè, preserva la possibilità di mantenere, sempre per i minori, un tenore di vita similare a quello esistente durante il matrimonio, il Giudice omologherà l’accordo.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  289. Mauro dice:

    Salve sono Mauro sposato con 2 figli di 3 e 8 anni mia moglie ha una relazione con un altro uomo sposato e mi vuole lasciare. Io ho casa di proprietà e un reddito di 32000 euro, lei lavora in nero e guadagna credo 1500-1600 euro mensili. Se lei in consensuale rifiuta la casa e il mantenimento e accetta un assegno di 250 euro per figlio, il giudice lo modificherà per troppa differenza di reddito? In quanto il suo reddito non è dimostrabile. Cosa posso fare per uscire di scena senza che gravi troppo sulle mie tasche? .per lei va bene la consensuale ma io ho paura che venga modificata.Grazie. ….

  290. separatamente dice:

    Buongiorno Francesca,
    non vi è una norma che preveda un obbligo specifico di dichiarare all’ex convivente ovvero al Tribunale l’inizio di una nuova convivenza. Ma ovviamente celare questa circostanza al padre di suo figlio potrebbe essere considerato un comportamento biasimevole in sede di revisione delle condizioni della separazione dei conviventi con prole. Siamo a disposizione per approfondimenti. Cordiali saluti, Lo staff di Separatamente

  291. FRANCESCA dice:

    SALVE,
    CHIEDO UN’INFORMAZIONE, DOPO UNA CONVIVENZA TERMINATA, UN FIGLIO MINORENNE E UNA CONSENSUALE FIRMATA IN TRIBUNALE è NECESSARIO COMUNICARE IN MANIERA “UFFICIALE” AL TRIBUNALE E AL PADRE LA NUOVA CONVIVENZA DELLA MADRE?
    GRAZIE MILLE.

  292. separatamente dice:

    Buongiorno Maurizio,
    se sia Lei che Sua moglie guadagnate € 1900 a testa è assai probabile che Lei non sia tenuto ad un assegno di mantenimento in favore di Sua moglie. Per Suo figlio, invece, sarebbe anche utile capire il Vostro tenore di vita. In ogni caso, è probabile che l’assegno non sia inferiore ad euro 400, oltre al contributo al 50% per le spese universitarie, mediche e ricreative (queste ultime concordate tra i genitori). Una relazione extraconiugale giustifica l’addebito della separazione. Sul punto suggeriamo la lettura del nostro contributo http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/la-separazione-con-addebito/
    Cordialità,
    Lo staff di Separatamente

  293. Maurizio dice:

    Salve, ho intenzione di lasciare mia moglie a causa di un nuovo amore. Siamo sposati dal 1991 e abbiamo un figlio del 1993. Entrambi lavoriamo e guadagnamo all’incirca 1.900 euro al mese. Cosa sono tenuto a versare a moglie e figlia (studente universitario)? Solo assegno mensile al figlio o anche altro? Mia moglie è al corrente della mia relazione, rischio qualcosa lato civile? Grazie

  294. separatamente dice:

    Buongiorno Sonia,
    riteniamo che non ci siano ragioni che giustifichino il versamento giornaliero anzichè mensile come prevede la legge. Ed occorre anche considerare gli oneri per il bonifico che graverebbero ingiustificatamente sul soggetto onerato del pagamento.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  295. sonia dice:

    Salve, vorrei sapere se il mantenimento si può versare anche in una quota giornaliera….cioè dividere l’importo totale per 30 gg e fare 30/15 bonifici.grazie

  296. separatamente dice:

    Buongiorno Roberto,
    la convivenza di sua figlia con un altra persona può essere provata tramite testimonianza. I portinai che abitano nella casa dove vive la sua ex moglie e quello dove ora vive sua figlia. I certificati di residenza sono un altro utile indizio (non una vera e propria prova). E sebbene costoso un agente investigativo è la soluzione migliore. Utile anche chidere in giudizio dimostri che sta cercando un posto di lavoro. Altrimenti la permanenza nella casa coniugale, se sua figlia ha terminato gli studi universitari, potrebbe non risultare giustificata. Ci contatti per eventuali approfondimenti.
    Cordialità,
    Lo staff di separatamente

  297. Roberto dice:

    Buongiorno. In sede di separazione la casa coniugale è stata assegnata a mia moglie in quanto ns figlia 23 anni studentessa conviveva con lei. Dopo 7 anni ns figlia è andata a convivere more uxorio con il suo fidanzato. Nella sentenza provvisoria di divorzio il giudice, in mancanza di prove della convivenza, riassrgnavs la casa a mia moglie. Siccome io ho certezza che mia mia convive stabilmente con il suo compagno, quali prove posso portare in tribunale per farmi credere dal giudice ? Rivolgermi ad una ag. investigativa, peraltro molto costosa, e fotografare l’andirivieni di mia figlia per un paio di settimane nella casa del fidanzato, o che altro ? Molte grazie, Roberto

  298. separatamente dice:

    Gentile Michela,
    la collocazione della bambina presso il genitore affidatario nella casa di proprietà del Suo compagno è la regola. Ci sono delle rare eccezioni nei casi di evidente disagio economico che giustificano la revisione delle condizoni della separazione. Meglio ancora, in questi casi, trovare una intesa amichevole con la ex compagna da formalizzare nelle sedi opportune. Se vuole approfondire ci contatti al n. 02.72022469.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  299. Michela dice:

    Gent.mo avvocato

    Le scrivo perchè il mio compagno si è separato ed ora vive dai suoi genitori in quanto la sua ex compagna (non sono sposati) vive nella sua casa di proprietà con la figlia di 4 anni e mezzo. Lui può pretendere di rientrare in possesso del suo immobile?
    Lei lavora come insegnate precaria e lui ha un contratto a tempo indeterminato
    Lui deve obbligatoriamente farsi affidare la figlia totalmente per riprendersi la casa?

    Le chiedo di chiarirmi cosa dice la legge in proposito e di quali siano le varie soluzioni perchè prima di mettermi in una situazione complicata se si rifletterebbe anche su di me, ci vorrei pensare bene.

    Grazie infinite di cuore avvocato

    Michela

  300. separatamente dice:

    Buonasera Catia,

    in via generale, in seguito ad una separazione, al fine di tutelare il coniuge economicamente più debole di fronte agli squilibri determinati dalla separazione, è prassi che venga versato, a favore di quest’ultimo, un assegno di mantenimento che, in caso di relazione extraconiugale dimostrata in giudizio, potrebbe essere ricondotto ad un mero assegno per gli alimenti – quindi, non riconducibile al tenore di vita ma ad un mero strumento di sostentamento per le necessità primarie -. In concreto, si rischia di ricevere meno soldi. Ci sono anche pronunce di separazione che giustificano il tradimento in ragione di un pregresso comportamento dell’altro coniuge che di fatto aveva già instaurato un regime di separazione di fatto. Ma ovviamente occorre provarlo in giudizio.
    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  301. Catia dice:

    Salve, Io e mio marito abbiamo deciso di separarci. Nel frattempo però lui è andato via x lavoro, ma comunque appena rientra andremo avanti con i documenti. Io ora sto sentendo e vedendo un’altra persona…potrebbe essere rischioso a fini legali? Devo aspettare??? Grazie mille.

  302. separatamente dice:

    Buonasera Serena,

    ad oggi non esiste una regolamentazione dei rapporti patrimoniali tra coppie di fatto. Per cui, in linea di principio, anche dopo una lunga convivenza, ciascuna delle parti nulla può pretendere dall’altra, a meno che non abbia stipulato un contratto (cosiddetto contratto di convivenza) per disciplinare il regime degli acquisti compiuti dalla coppia. Ultimamente, tuttavia, la Cassazione ha stabilito che, in casi del genere, chi abbia versato somme per l’acquisto di una casa intestata all’ex convivente oppure abbia impiegato denari per l’acquisto di beni e mobili poi rimasti all’ex convivente, potendo dimostrare l’esborso di denaro ed il suo utilizzo per i motivi suddetti, potrà agire in giudizio per richiederne la restituzione sulla base del principio dell’ingiustificato arricchimento. Sul punto, ti consigliamo di leggere i nostri contributi http://www.separazioneconviventi.it/argomenti/convivenza/

  303. Serena dice:

    Buongiorno,

    sono andata via di casa dopo circa due anni e mezzo di convivenza (no figli).
    La casa é di proprietá di lui, ma abbiamo aperto un mutuo comune per la ristutturazione e l’acquisto dei mobili.
    Il mutuo é stato pagato da entrami al 50%.

    Volevo capire inanzitutto se é un mio diritto chiedere indietro la parte pagata a fronte degli acquisti effettuati (rimanendo a lui) ed inoltre l’importo che posso richiedere:
    nella percentuale dei pagamenti eseguiti (50%) o in una percentuale minore?

    Ringrazio anticipatamente per la Vostra corstese risposta.

    Serena

  304. separatamente dice:

    Buongiorno Patrizia,

    la negoziazione assistita è una novità legislativa che ha introdotto la possibilità per i coniugi di far ricorso ad una procedura estremamente veloce. In particolare, la negoziazione consiste in un accordo con cui le parti con l’assistenza dei propri difensori decidono di cooperare al fine di pervenire ad una separazione consensuale di cessazione degli effetti civili del matrimonio o di scioglimento del matrimonio senza presenziare personalmente in Tribunale. Resta inteso che è una procedura facoltativa. A tal fine, le consigliamo di leggere i nostri contributi http://www.separazioneconviventi.it/curiosita-e-novita-legislative/separazione-divorzio-senza-giudice/
    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  305. Patrizia dice:

    Buongiorno
    mi è stata proposta tramite raccomandata dall’avvocato di mio marito la negozizione assistita. Premetto che non era stata ancora tentata nessuna discussione per giungere ad un accordo. La discussione verterebbe sull’ammontare degli alimenti (io non lavoro) e sulla casa in comune. Non abbiamo figli.
    All’inizio mio marito mi proponeva una consensuale assumendosi lui l’onere dell’avvocato. Con questa nuova modalità invece sembra che io debba avere un mio legale e a questo punto mi chiedo se mi si può obbligare.
    Vorrei chiedervi maggiori informazioni a riguardo, grazie.

  306. separatamente dice:

    Buongiorno Wendy,

    nei casi di convivenza, qualora si possa dimostrare (ad esempio con bonifici), di aver effettivamente acquistato il mobilio, si è legittimati a portare via quanto è stato personalmente comprato. In questi casi, nel rispetto dei doveri di solidarietà che devono sussistere tra conviventi, è opportuno trovare un accordo con l’ex compagno e dare un congruo preavviso. Nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo, è possibile procedere gradualmente assegnando un termine per l’asporto dei beni, meglio se con l’invio di una lettera da parte di un avvocato.
    Cordialità,
    Lo Staff di Separatamente

  307. Wendy dice:

    Buonasera,
    io e il mio compagno conviviamo in un appartamento intestato a sua madre da circa un anno,
    dove ho affrontato delle spese importanti per l’arredamento.
    Ora siccome stò aprendo gli occhi sulla falsità della relazione da parte sua, stò decidendo di ritornare a vivere da sola, però sono intenzionata anche a portar via i mobili che ho pagato di tasca mia…
    Vorrei sapere come mi devo muovere: posso semplicemente parlargliene a voce oppure serve una lettera di un legale? nell’eventualità nonostante io ho pagato tutto con la mia carta di credito/bancomat/finanziamenti a mio nome, potrebbe denunciarmi? cosa posso fare per tutelarmi? Non so da dove cominciare.
    Attendo un vostro aiuto

  308. separatamente dice:

    Buongiorno Olga,
    l’abbandono del domicilio coniugale è causa di addebito della separazione, in quanto porta all’impossibilità della convivenza, salvo che si provi che esso è stato determinato dal comportamento dell’altro coniuge, ovvero quando il suddetto abbandono sia intervenuto nel momento in cui era intollerabile la prosecuzione della convivenza. La situazione che ci ha descritto sembra rientrare nella prima ipotesi con conseguente possibilità di chiedere un assegno di mantenimento parametrato al tenore di vita dei coniugi. Per maggiori approfondimenti consulti il nostro articolo pubblicato su http://www.separamente.it al seguente link http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/la-separazione-con-addebito/
    Non esiti a contattarci (tel. 02.72022469) per maggiori approfondimenti.
    Cordialità,
    Lo Staff di Separatamente

  309. olga dice:

    buongiorno,
    mio marito ha deciso di abbandonare il tetto coniugale perché non ho voluto accogliere nella nostra casa la figlia maggiorenne, anche se ero disposta ad aiutarla economicamente con i suoi studi universitari e nelle spese di locazione di un appartamento. Mi ha lasciato da un giorno all altro sola con la mia bimba di 7 anni in un paesino che dista 50km dal mio posto di lavoro, ma il problema e che sono una turnista e non ho ne i genitori ne i suoceri a darmi una mano, oltre al fatto che guadagnò solo 850 euro e visto che paga il mutuo della casa dove vivo non può darmi il mantenimento per mia figlia. Ma un padre può decidere di abbandonare in una situazione così difficile una bimba. Oltre al fatto che questa situazione mi ha creato un forte stress e la perdita della vista con il rischio di perdita della patente e quindi del posto di lavoro, vedo sei decimi da un occhio e meno dall altro. La mia vita è sconvolta

  310. separatamente dice:

    Buongiorno Mike,
    la richiesta di modifica delle condizioni della separazione devono essere giustificate da mutate condizioni (soprattutto di carattere economico e patrimoniale). Tra queste ultime tuttavia non può includersi il fatto che la sua ex moglie stia portando alla luce un figlio con un nuovo compagno. Anzi, la convivenza con quest’ultimo, se dimostrata, potrebbe giustificare una riduzione dell’assegno di mantenimento concordato in sede di separazione consensuale. Ci contatti per ulteriori approfondimenti (02.72022469).
    Cordialmente,
    Lo Staff di Separatamente

  311. Mike dice:

    Buonasera. Mi sono lasciato da un anno, dopo 8 anni di convivenza, con la madre di mio figlio. Lei si è rifatta subito una vita e sta per partorire il figlio dell attuale compagno. Si è trasferita subito altrove e da 15gg ha portato con se nostro figlio, con il mio consenso dato che dovrei andare all estero per lavoro. Abbiamo sempre fatto metà per le spese giornaliere di nostro figlio, tranne che per vestiti, visite mediche,sport ecc. che mi sono accollato io. Ora vuole anche soldi in piu visto che ha lasciato il lavoro in quanto sta per partorire. Io cosa devo fare?

  312. separatamente dice:

    Buonasera Andrea,

    in linea di massima, nell’ipotesi di cessazione di rapporto di convivenza more uxorio, la casa familiare appartiene a tutti gli effetti solo al legittimo proprietario. Tuttavia, in presenza di figli, l’assegnazione in godimento della casa familiare può essere riconosciuta dal giudice al genitore naturale affidatario dei minori, al fine di garantirgli il diritto a conservare l’habitat domestico.
    Per quanto riguarda l’affidamento dei figli, è prassi che il giudice disponga l’affidamento condiviso, con collocamento prevalente presso uno dei genitori, generalmente la madre, alla quale potrà, quindi, essere assegnata la casa familiare, anche se di proprietà esclusiva dell’altro genitore.
    Infine, tu sarai sicuramente tenuto al mantenimento nei confronti dei vostri figli fino a quando non diventino economicamente autosufficienti ma non nei confronti della tua compagna. In questi casi, comunque, è opportuno che le parti raggiungano un accordo in relazione alla casa familiare, all’affidamento dei figli e al loro mantenimento dinanzi ad un Giudice.

  313. Andrea dice:

    Salve la mia compagna si vuole separare abbiamo 2 figli 16 e 13 anni non siamo sposati la casa è di mia proprietà se lei se ne vuole andare che cosa le spetta di diritto ricordo che lavorativa mente lei guadagna più di me però io percepisco 2 affitti cosa potrebbe chiedere lei al massimo? Grazie buona giornata

  314. separatamente dice:

    Buongiorno Sebastiana,

    in questo caso, riteniamo opportuno focalizzare la nostra attenzione su una recente pronuncia della Corte di Cassazione, la quale ha sancito che “non vi è alcuna differenza tra uomo e donna nel momento in cui deve essere garantito alla famiglia il medesimo tenore di vita, pertanto l’obbligo di corrispondere il mantenimento può incombere anche all’ex coniuge privo di reddito da lavoro, ma possessore di un ingente patrimonio personale che ha influito sullo stile di vita della famiglia durante l’unione matrimoniale.” (cfr. Cass. Civ., Sez. I, sent. 29 aprile 2015 n. 8716)
    Alla luce di ciò, riteniamo che il suo ex coniuge sia obbligato a corrisponderle l’assegno di mantenimento a prescindere dal fatto che abbia chiuso l’officina meccanica di sua proprietà, donato la casa alla madre e che, quindi, risulti attualmente privo di reddito.

  315. sebastiana dice:

    sono separata da 5 anni ed ho un figlio disabilie per cui il mio ex marito paga 200 euro di mantenimento …ora vorrei avviare le pratiche per il divorzio….il mio ex dopo la separazione ha donato la sua casa di proprieta alla madre…chiusa l’officina meccanica di sua proprieta..insomma dichiara di non lavorare e di non possedere nulla…ora vorrebbe non solo che io rinunciassi all’assegno di mentenimento di 200 euro per il figlio disabile che vive con me e lui non vede da 5 anni ma chiede che sia io a versargli un assegno di mantenimento perche lui non lavora e dice di stare male…io percepisco un reddito di 1600 euro…ed ho un mutuo di 500 euro per la casa ….lui potra pure non lavorare ma in realta se non lavora è perchè la sua famiglia è benestante e vivendo con la madre puo anche permettersi di non lavorare…..corro veramente il rischio che il giudice assegni a lui un assegno di mantenimento ??grazie per la risposta

  316. separatamente dice:

    Buonasera Patrizia,

    la tua domanda è complessa e sarebbe necessario conoscere più dettagli. In particolare, per poterti fornire una risposta esaustiva sarebbe opportuno conoscere, in primo luogo, il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, oltre che eventuali accordi tra te e tuo marito in merito al tuo contributo casalingo alla vita familiare. Sulla base degli elementi che ci hai fornito, la richiesta della cessione, a tuo favore, della quota di tuo marito della casa familiare, appare legittima. Per quanto riguarda, invece, l’ammontare del mantenimento, considerando anche che sei affetta da una malattia cronica, si potrebbe valutare, conoscendo più dettagli, una richiesta maggiore.
    Ci permettiamo, inoltre, di suggerirti di richiedere il gratuito patrocinio: se non hai redditi (o i tuoi redditi non superano euro 11.528,41), puoi richiedere la nomina di un avvocato a spese dello stato. I professionisti di separatamente sono iscritti nelle liste del gratuito patrocinio e saranno lieti di aiutarti anche nella richiesta presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di competenza.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  317. Patrizia dice:

    Buongiorno
    espongo la mia situazione. Sposati in seconde nozze da 7 anni e senza figli, mio marito mi ha lasciata abbandonando me e la casa. Io ho un lavoro precario e in nero (600 al mese) e sono affetta da una malattia cronica e incurabile che mi impedirà nel tempo di lavorare.
    Siamo comproprietari della casa io il 70% e lui il 30% sulla quale c’è un mutuo.
    Lui è docente e percepisce uno stipendio di ca. 1900 euro per 13 mensilità.
    Il suo avvocato mi chiede di formulare una richiesta, che giro prima a voi per capire se può essere legittima: la cessione della sua quota di casa a me e un assegno di mantenimento pari a 450 euro.
    Grazie

  318. separatamente dice:

    Buongiorno Veronica,

    contro il decreto che pronuncia sulla richiesta di modificazione delle condizioni della separazione, è ammesso reclamo alla Corte d’Appello entro dieci giorni dalla comunicazione o dalla notificazione del decreto stesso.
    In ogni caso, qualora tu e tuo marito non raggiungiate un accordo in merito alla possibilità di procedere con un divorzio congiunto, potrai comunque depositare, con l’assistenza di un avvocato, ricorso per divorzio giudiziale. In quell’occasione, sarà possibile rivedere le condizioni stabilite in sede di separazione.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  319. Veronica dice:

    Buona sera vorrei chiedere gentilmente un consiglio per la mia situazione. A marzo di quest’anno ho finito i tre anni previsti per la separazione io e il mio ex marito abbiamo 2bimbe di 9 e 8 anni, premetto che il mio ex è’ moroso per il mantenimento per le bimbe e il mio legale mi ha consigliato tramite ufficiale giudiziario di fare un pignoramento sullo stipendio, il mio ex invece di chiedere il divorzio ha preferito provare a chiedere la modifica di sentenza di separazione ma il giudice per vari motivi ha lasciato tutto com’è’ ora la mia domanda è’ :può’ il mio ex fare ricorso per questa decisione presa ora dal giudice o non concedermi il divorzio congiunto?grazie mille anticipatamente per l’attenzione è un vostro cortese riscontro

  320. separatamente dice:

    Gentile Vanessa,
    Lei ha il diritto di chiedere la separazione, l’assegnazione della casa coniugale e un assegno di mantenimento per lei e per i suoi figli.
    Nel caso in cui invece decida di non separarsi vi è il rischio che suo marito diventi affidatario del terzo figlio considerata la difficile situazione della madre di quest’ultimo; e quindi padre e terzo figlio vivrebbero sotto lo stesso tetto ovviamente.
    Restiamo a disposizione per eventuali approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  321. vanessa dice:

    Mio marito questa estate è andato via di casa per andare a convivere con l amante,è ritornato perché lei è tossicodipendente e la vita con lei era un inferno.l amante ora è incinta ,volevo sapere se posso oppormi al fatto che se gli viene affidato il figlio lo porti a vivere a casa. Ho due figli piccoli,la casa è di mia suocera.

  322. separatamente dice:

    Gentile Chiara,
    i suoi diritti e quelli di suo figlio possono essere tutelati in sede giudiziale.
    La convivenza di fatto con prole ovviamente comporta degli obblighi economici a carico del padre per il mantenimento del figlio.
    Ovviamente stiamo parlando una iniziativa giudiziaria tesa a chiedere il mantenimento in favore di suo figlio.
    Per approfondimenti ci contatti al n. 02.72022469. Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  323. chiara dice:

    buonasera,
    ho avuto un figlio con un uomo che credevo mi amasse ma che mi ha raccontato un mucchio di balle: lui percepisce uno stipendio molto alto (76000euro lordi annui) mentre io ho perso il lavoro dalla gravidanza e, fino ad ora, il bimbo ha tre anni, non ho mai percepito nulla da lui!! …..come scusa sta fingendo una battaglia giudiziale con l’ex-moglie che dura da tre anni senza aver ottenuto nemmeno una minima riduzione del mantenimento (per lei e gli altri due figli) nonostante la stessa lavori abbondantemente ed abbia i figli quasi maggiorenni….si è fatto fare il prelievo alla fonte dall’ex moglie ed in più il pignoramento di un quinto dello stipendio, più il mutuo, i soldi per quando i figli sono con lui ed inoltre le paga ed il 75% delle spese extra: in poche parole (credo in accordo con l’ex) si è impegnato TUTTO lo stipendio e mi dice che non ha un euro per nostro figlio in comune.
    Io ho terminato tutti i miei risparmi e ho un affitto da pagare, non so come fare!!……E’ possibile tutto questo?
    grazie
    chiara

  324. separatamente dice:

    Buongiorno Doriana,
    la tua domanda è complessa e sarebbe necessario conoscere più dettagli. Non ultimo, l’accordo tra te e tuo marito in merito al tuo contributo casalingo alla vita familiare.
    Comunque in sintesi: se ti separi hai diritto a vederti riconoscere un assegno di mantenimento sia per la bambina che per te. La bambina verrà affidata ad entrambi i genitori con collocazione presso la madre e verranno determinati i diritti di visita (per bambini così piccoli, oltre ai week end alternati, si può prevedere un giorno infrasettimanale nel week end di non spettanza).
    L’assegnazione della casa familiare (che non vorresti) è riconosciuta al genitore collocatario della prole, generalmente la madre.
    Ma questo è solo ciò che generalmente avviene, il tuo caso andrà analizzato nello specifico.
    Ci permettiamo di suggerirti di richiedere il gratuito patrocinio: se non hai redditi (o i tuoi redditi non superano euro 11.528,41), puoi richiedere la nomina di un avvocato a spese dello stato.
    I professionisti di separatamente sono iscritti nelle liste del gratuito patrocinio e saranno lieti di aiutarti anche nella richiesta presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di competenza.

  325. Doriana dice:

    Salve, vorrei separarmi da mio marito. Siamo sposati in comune con comunione dei beni (preciso che io non posseggo niente), abbiamo una bimba di 5 anni. Lui ha acquistato l’appartamento in cui viviamo sopra la madre dopo il matrimonio. Io vorrei andarmene da qua, non mi importa se è casa mia, non ci voglio stare ma il problema è che non ho un lavoro e non potrei pagarmi un affitto. Premetto che assisto mia suocera e lei mi riconosce un guadagno ma non adeguato in caso fossi sola. Voglio separarmi perché ormai non ne posso più di lui, continua a trattarmi male, mi prende a voci e la sua famiglia si mette sempre in mezzo. Non voglio più stare qua anche perché sotto con la madre abita suo fratello (mentalmente instabile) il cui mi ha avvelenato il cane e io ho denunciato. Essendo una persona non stabile ho paura per mia figlia perché lo stesso mi ha picchiata ma purtroppo la legge è dalla sua parte (finché non ci scappa il morto). Comunque vorrei sapere quali diritto ho se mi separo? La bambina a chi resta? Come faccio ad andare in un altra casa in affitto non avendo la possibilità di pagare niente? Vi ringrazio

  326. separatamente dice:

    Gentile Stefania,
    ci sembra che ci siamo tutti i presupposti per chiedere l’addebito della separazione (con conseguente innalzamento dell’assegno per il mantenimento). Firmare una consensuale in questi casi è sicuramente meno dispendioso in termini di tempo e di denaro ma i contenuti dell’accordo devono essere previamente da Lei concosciuti e comunicati ad un legale per ricevere rassicurazioni che non siano stati sacrificati i Suoi diritti.

  327. stefania dice:

    Salve io e il mio compagno,conviventi da quasi sei anni,ci stiamo separando,lui dice per incompatibilità di carattere ma si fa vedere in giro con un’altra donna con la quale ha una relazione da 4 anni.Ora lui dice di non volere andare da un avvocato,ma di metterci d’accordo civilmente noi,per il bene di nostro figlio che ha 5 anni.Cosa mi consigliate?grazie

  328. separatamente dice:

    Buonasera Sheila,
    i casi in cui il padre diviene affidatario esclusivo dei figli nonché collocata rio degli stessi é abbastanza raro. Si tratta di casi in cui il Giudice ritiene la madre non affidabile dal punto di vista educativo sia per ragioni fisiche, psichiche o sociali. Per esempio madri con gravi patologie fisiche ovvero madri con una grave stato depressivo; e anche madri con problemi di tossicodipenza. Casi quindi rari. Ci contatti al n. 0272022469 se vuole approfondire. Cordialità. Lo staff di Separatamente

  329. sheila dice:

    Salve,io e il mio compagno conviviamo e abbiamo un bimbo di 5 mesi.nel caso in cui volessi andare via,mi può portare via il bambino?grazie

  330. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la convivenza con figli comporta quasi sempre la collocazione abitativa dei figli nella casa familiare con la madre (indipendentemente da chi sia proprietario della casa familiare). Quindi il mutuo dovrà essere pagato come avrebbe fatto prima e quest’ultima circostanza rileva soltanto ai fini della determinazione dell’assegno di mantenimento per i figli. Ed il possesso (l’effettiva disponibilità della casa familiare) potrà da Lei essere rivendicato soltanto quando i figli raggiungeranno l’autonomia economica. Laddove vi sia interesse a vendere la casa si può comunque cercare di trovare una intesa con la sua convivente. Se lo desidera può contattare i nostri professionisti al n. 02.72022469.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  331. Daniele dice:

    Buongiorno,
    voglio separarmi dalla mia compagna, abbiamo due bambini di 9 e 5 anni viviamo in un appartamento con mutuo da condividere al 50%. Guadagno 1500 euro al mese e la mia domanda io devo pagare mantenimento dei miei figli (questo io lo so) ma in più devo pagare anche mutuo della casa? Non posso vendere la casa (se lei non vuole?).. Grazie

  332. separatamente dice:

    Buongiorno Maria Teresa,
    nel caso di decesso di suo marito, successivamente alla separazione e/o al divorzio, il tribunale, può attribuire un assegno periodico a carico dell’eredità in suo favore. I presupposti affinché la richiesta dell'”assegno successorio” possa essere legittimamente avanzata sono: la titolarità del diritto all’assegno di mantenimento o divorzile e lo stato di bisogno, da intendersi come incapacità a soddisfare i bisogni primari essenziali. Tuttavia, la valutazione è comunque rimessa al giudice.
    Con riferimento alla richiesta di separazione, l’utilizzo della corrispondenza personale (anche via mail) come da lei descritta, è da considerarsi un reato di lieve entità, punibile in taluni casi con semplice ammenda; è, quindi, prassi utilizzare in sede giudiziale la corrispondenza al fine di dimostrare una relazione extraconiugale.
    Cordialmente,
    Lo Staff di Separatamente

  333. Maria Teresa dice:

    Aver riscoperto il proprio marito fedifrago per l’ennesima volta sul suo cellulare si va in contro alla violazione di privacy,e, se così e’, come procedere alla richiesta di separazione?Grazie.

  334. Maria Teresa dice:

    Buongiorno vorrei sapere se ,una volta separata da mio marito avro’ diritto all’assegno di mantenimento anche dopo la sua morte.Tengo a precisare che non ho nessun reddito e che ho un figlio ormai grande e sistemato. Grazie a voi e buona giornata!!!!!!

  335. separatamente dice:

    Buongiorno,
    i diritti della madre, con riguardo al diritto di restare in compagnia dei propri figli (affidamento e diritto di visita) sono molto estesi nella nostra legislazione. Salvo rare eccezioni, anche nel caso di convivenza, i figli restano nella casa familiare (senza considerare a chi appartiene quest’ultima) con la madre ed il padre può esercitare il diritto di visita. Quello che Lei ci ha descritto è una situazione del tutto diversa che merita sicuramente di essere indagata a fondo perchè sembra evidente la lesione dei Suoi diritti di madre. Ci contatti se vuole approfondire 02.72022469.
    Cordialmente,
    Lo Staff di Separatamente

  336. lady dice:

    Buonasera io convivo da sette anni ho due figlie da 6 e 4 anni vorrei separarmi il mio convivente pero non mi lascia tenere le mie figlie me le lascia vedere una volta ogni 15giorni io sono la madre che diritto ho?

  337. separatamente dice:

    Buongiorno Annamaria,
    la convivenza senza figli non fa nascere obblighi di mantenimento in caso di interruzione della stessa.
    Ma occorre verificare l’entità del contributo economico che Lei ha versato negli anni nei quali ha pagato il mutuo. Questo importo potrebbe essere oggetto di una richiesta di restituzione rivolta al Suo ex compagno. Ci contatti (02.72022469) e verifichiamo con quali modalità avanzare questa richiesta per il tramite dei nostri professionisti.
    Cordialità,
    Lo staff di Separatamente

  338. Anna Maria dice:

    Volevo aggiungere che con il mio compagno non abbiamo figli insieme…..e che io sono divorziata …ma lui in questi 18 anni di vita insieme ha solamente la separazione con la sua X moglie! Grazie

  339. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il diritto di suo figlio, e indirittamente della madre di quest’ultimo, di vivere nella abitazione familiare non può essere condizionato dalle ragioni che vi hanno indotto ad avere un figlio (anche laddove la madre abbia sottaciuto le sue vere intenzioni prima del concepimento). Più che altro il comportamento della madre potrebbe influire e determinare condizioni di migliore favore, per il padre, con riguardo all’ affidamento di suo figlio ed anche con riguardo al diritto di visita.
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  340. Gianni dice:

    Gentilissimi , domanda interessante!
    Copia convivente con figlio non sposati abitano nella casa di propieta di lui , la Signora afferma con testimonianze “sapevo benissimo che non era l uomo giusto il figlio l ho fatto perché diventavo vecchia”
    Tale dinamica mette in discussione il diritto alla abitazione coniugale i figli si possono avere con l inseminazione assistita non con l inganno di sfruttare arbitrariamente una legge.
    Il concetto è interessante e si presta per una completa disamina Vostra.
    Che contributo portate?

  341. separatamente dice:

    Buongiorno Alessandro,

    sarebbe utile ricevere qualche informazione in più riguardo ai redditi dei coniugi, nonché con riguardo al tenore di vita del nuovo nucleo famigliare costituito dalla tua ex moglie. Ed anche l’età dei figli ha il suo peso nella determinazione dell’assegno.
    Comunque ti informiamo sin da ora che in determinate situazioni è possibile modificare e ridurre l’assegno di mantenimento in favore della prole. Se per esempio, le Tue condizioni economiche sono peggiorate rispetto a quando avete determinato l’ammontare dell’assegno, ovvero se quelle della Tua ex moglie sono sensibilmente migliorate.
    In sede di divorzio non è inusuale una rettifica dell’assegno di mantenimento. Ma occorre raccogliere e costruire insieme le prove e gli indizi che giustificano la tua richiesta.
    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  342. separatamente dice:

    Buongiorno Federica,

    nella determinazione dell’assegno di mantenimento è necessario tenere conto di tutti gli aspetti economici dei coniugi, il reddito di ciascuno, la proprietà della casa familiare, eventuali mutui, l’affitto, le esigenze dei bambini, ulteriori consistenze patrimoniali dei coniugi, etc.
    Considerato che di solito i coniugi optano per l’affidamento condiviso con collocazione presso la madre, avrai certamente diritto all’assegno di mantenimento che sarà calcolato in modo da garantire sia a te che ai bambini lo stesso tenore di vita avuto in costanza di matrimonio.
    Sarà necessario, dunque, dimostrare l’”effettivo” reddito di tuo marito (e le risultanze del conto corrente sono molto utili) e tentare di trovare un accordo sull’importo che dovrà corrispondere in tuo favore; in difetto di un accordo si può certamente fare valere le tue ragioni davanti ad un Giudice.
    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  343. Federica dice:

    Buongiorno,
    sposati da 10 anni e con 2 bimbe di 12 e 4 anni ci stiamo per separare.
    Il mio reddito 1500 €, il suo “ufficiale” uguale al mio ma essendo un artigiano che ha altre entrate (fisse) in realtà è quasi il doppio (intorno ai 3000 €), tutte dimostrabili in quanto i suoi conti del lavoro li ho sempre tenuti io e pertanto ho prove x dimostrare l’importo.
    Sul mio stipendio inoltre gravano 700 € di rate mensili fino al 2019 x scelte fatte in comune prima della disfatta (auto e mobili di casa appena cambiata)
    La casa è in affitto e costa oltre 700 € al mese.
    Nell’assegno per il mantenimento viene tenuto in considerazione che a me rimangono solo 800 € per vivere con 2 bimbe e il solo affitto senza considerare tutto quello che serve x mantenere una casa e 2 bimbe? (tenendo dietro a tutto io ho potuto constatare che la gestione famigliare prima “costava” circa 3000 € al mese fra affitto/bollette/condominio/spesa/scuola/visite/sport /vestiti/assicurazione e tutto quello che serve alla vita di tutti i gg… i miei 1500 + altri 1500 suoi)
    Cosa mi devo aspettare?
    Sono molto preoccupata…

  344. Alessandro dice:

    Salve la mia situazione separato dal 2011 con un figlio di 9 anni pago. alimenti.e mutuo della casa. La Mia Ex moglie convive con un altro e a una bambina di due anni . Volevo sapere se devo pagare ancora gli alimenti di mio figlio.grazie

  345. separatamente dice:

    Buongiorno Gianluca,

    prima di rispondere alla tua domanda dovremmo sapere se l’accordo sul mantenimento di tuo figlio è stato formalizzato per iscritto e in quale data davanti ad un Giudice.
    In ogni caso, per giustificare un aumento dell’assegno tua moglie deve dimostrare che sono cambiate le condizioni economiche esistenti quando avete raggiunto il precedente accordo (a titolo esemplificativo ricordiamo la perdita del posto di lavoro, ovvero una riduzione dello stipendio).
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  346. Gianluca dice:

    Buongiorno,
    mi sto separando e vorrei avere una consulenza circa l’assegno di mantenimento per mia figlia.
    Io percepisco 2500 euro e mia moglie 2000, pago attualmente 320 euro mensili per un prestito che ho ottenuto per la sistemazione della casa di proprietà di mia moglie. Sto comprando casa e quindi a breve avrò da pagare ulteriori 310 euro (circa) per il mutuo. Mi figlia vive con me nei weekend, quindi due giorni a settimana. Ci eravamo accordati bonariamente per 300 euro al mese ma ora, dopo essere stata dal suo avvocato me ne chiede 500, cifra che ritengo eccessiva. Vorrei quindi un altro parere.
    Grazie
    Distinti saluti

  347. separatamente dice:

    Buonasera Rossella,

    normalmente l’assegno di mantenimento in favore del figlio, tiene conto anche di eventuali canoni di locazione che il genitore, presso cui il figlio è collocato, deve corrispondere. Ovviamente, per capire se si tratta di una somma congrua è necessario capire quali siano gli importi, così da valutare se quanto versato mensilmente dal tuo ex compagno sia sufficiente e possa considerarsi comprensivo anche dell’affitto.
    Cordialità,
    Lo staff di Separatamente

  348. rossella dice:

    Buongiorno,
    io ed il mio compagno abbiamo convissuto per 15 anni, dalla convivenza è nato un bambino che oggi ha 11 anni. Ci siamo separati, il bambino continua a vivere con me e vede il padre a week end alterni e 2 volte durante la settimana (gli incontri settimanali avvengono sempre presso la mia casa).
    L’abitazione in cui viviamo io ed il bambino è in affitto (circa 800,00 mensili). La mia domanda è:
    “nell’assegno di mantenimento al figlio è compresa anche una parte riguardante l’affitto a cui io devo far fronte?”
    Sia io che il mio ex compagno lavoriamo, entrambi quindi con reddito da impiegati.
    RIngrazio anticipatamente
    Saluti

  349. separatamente dice:

    Caro Fabrizio,
    la nostra opinione è presto svelata : senza un accordo formalizzato davanti ad un Giudice se litigate o se uno dei due conviventi disattende le intese con riguardo all’esercizio del diritto di visita dei figli diventa difficile fare valere i propri diritti di padre o di madre. Con una intesa formalizzata davanti ad un Giudice che dettaglia analiticamente l’esercizio del diritto di visita potresti ricevere, più agevolmente, tutela da parte delle Autorità Giudiziarie nonché dalle Forze dell’Ordine – quindi, anche in ambito penale – se la Tua ex compagna non vuole farti vedere i bambini. Sul punto ricordiamo quanto recentemente statuito dalla Cassazione (Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 19 febbraio 2015, n. 7611): “Commette reato il coniuge affidatario che impedisce, anche con comportamenti omissivi, lo svolgimento dell’incontro tra i figli minori ed il coniuge separato. Assume rilevanza penale la condotta tenuta dalla madre che abbia, di fatto, eluso l’esecuzione del provvedimento giudiziale concernente l’affidamento dei figli minori e, in particolare, il diritto di visita da parte del genitore non affidatario. L’elusione, in questo specifico settore, può sostanziarsi in un qualsiasi comportamento da cui derivi la frustrazione delle legittime pretese altrui, ivi compresi gli atteggiamenti di mero carattere omissivo, posto che deve esaltarsi la polarizzazione della tutela attorno all’interesse all’osservanza del provvedimento. Sussiste infatti obbligo per il genitore affidatario di attivarsi concretamente e positivamente al fine di favorire lo svolgimento dell’incontro con il genitore non affidatario in nome «dell’equilibrato sviluppo psicologico del minore che contempla la permanenza di rapporti anche con il genitore non convivente».”
    Cordialità,
    Lo staff di Separatamente
    _____________________________

  350. Fabrizio dice:

    Salve sono un padre di 42 anni , la mia ex convivente ha 40 anni , abbiamo due bambini uno di 3 anni una di 5.

    Prima della nascita del secondo bambino rientrando a casa ho trovato la mia ex compagna con un altro uomo .

    Ovviamente ci siamo separati.

    Lei ha fatto delle richieste per il mantenimento dei bambini , ho accettato tutte le richieste.

    Ci siamo accordati che io gli debba 500€ mese per i bambini.

    io guadagno 1700€ mensili , lei libera professionista guadagna di più oltre ad avere una casa di 200 Mq io di 50 Mq (sulla casa di 50Mq c’e un mutuo a mio carico)

    ovviamente fatti Test paternità i bambini sono miei e poi li amo.

    Ci siamo accordati secondo le sue richieste per un fine settimana a testa e la settimana in cui non li ho li tengo il giovedì e venerdì.

    nei vari anni spesso capitava che arbitrariamente decidesse di non portarmeli o di lasciarli a mio padre così il venerdì sera perchè lei non c’era .

    Ho accettato tutto di buon grado anche perchè mi presentava spesso la minaccia di non farmeli vedere.

    anche in questi giorni che io aspettavo i bambini come da accordo non li ha portati senza avvisarmi e minacciandomi che se così non mi va bene che non me li avrebbe fatti vedere più.

    Non siamo mai stati in tribunale in quanto ho accettato le sue richieste.

    Volevo sapere se non vi siano strade o sistemi per far si che rispetti gli accordi che lei stesso ha voluto stipulare.

    Grazie per le gentili risposte

    Fabrizio

  351. separatamente dice:

    Buongiorno Annamaria,

    dalla situazione che descrivi, non ci pare vi siano gravi conflittualità tra di voi, né pare che tale situazione sia pregiudizievole per i figli che anzi – nelle intenzioni del tuo ex marito – potrebbero trarre vantaggio dalla vicinanza con il padre. Ciascuno degli ex coniugi ha, infatti, diritto di ricostituire un proprio nucleo familiare e di introdurre gradatamente (nel tuo caso sono passati cinque anni dalla separazione) le nuove relazioni affettive nella vita dei propri figli. Riteniamo comunque che la tua richiesta sia ragionevole e possa essere avanzata in sede di divorzio, ma il tutto passa attraverso un accordo con il tuo ex marito che, una volta ri-impossesatosi dell’immobile di sua proprietà, e venuto meno il canone di locazione che paga attualmente, potrà riconoscere a te un contributo.

    Lo staff di Separatamente è a disposizione per ulteriori consigli.

  352. separatamente dice:

    Buongiorno,

    lei ha degli obblighi di mantenimento solo nei confronti del bambino e non della sua compagna.
    Per stabilire, invece, in modo preciso tutti gli aspetti legati al mantenimento del bambino e al diritto di visita dell’altro genitore, è possibile (caldamente consigliato) rivolgersi al Tribunale (oggi non è più il Tribunale dei Minori, ma bisogna recarsi direttamente al Giudice Ordinario). Qualora riusciate a trovare un accordo, sarebbe opportuno formalizzarlo davanti al Giudice, in caso contrario, è possibile recarsi in Tribunale, previo deposito di un apposito ricorso, per stabilire tutto ciò che riguarda vostro figlio.

    Lo staff di Separatamente è a disposizione per ulteriori consigli.

    Cordiali saluti

  353. Gae dice:

    Salve, le spiego la mia situazione, siamo due conviventi, stiamo iniseme da 4 anni e mezzo, abbiamo un bimbo di 14 mesi che’ e’ capitato ma rientrava nei nostri progetti futuri e quindi accolto con tanto amore, siamo in affitto, adesso abbiamo deciso (Anche se piu’ per volere suo) di abitare in case separate, cioe’ io devo andare in un’altra casa sempre in affitto, per il bene del bimbo che anche se piccolo gia’ capisce quando siamo nervosi per i vari litigi, e quindi per evitare il peggio abbiamo preso questa decisione.
    Ora io le chiedo, essendo che vado via dall’abitazione, devo tutelarmi in qualche modo? o e’ agli occhi della legge un’abbandono del tetto? per il mantenimento del bimbo chi stabilisce quanti soldi dare alla madre per i viveri del bimbo? adesso la madre lavora, e se non lavora piu’ dovrei mantenere aanche la madre?
    Se vuole approfondire qualcosa che mi sfugge mi dica pure.
    Grazie in anticipo.

  354. Anna Maria dice:

    Sono legalmente separata dal 2008, ho tre bambini e mi è stata assegnata la casa di proprietà del mio ex marito. Sono disoccupata anche se mi aiuto con piccoli lavoretti. Da cinque anni è tornato a vivere nello stesso stabile, un piano sopra di noi. I rapporti sono sempre stati civili. Da un anno circa frequenta una donna che praticamente tutti i giorni sono costretta ad incontrare poichè quasi convive con lui. Per me questa situazione è diventata fonte di malessere e forte imbarazzo e ho preso la decisione di rinunciare alla casa ed andare in affitto altrove. Ho provato a parlarne con lui ma non c’è alternativa. Ho facoltà di chiedere un piccolo contributo al mio ex per sostenere le spese d’affitto?

  355. separatamente dice:

    Buonasera,
    è abbastanza consueto che in sede di separazione o divorzio le spese mediche, scolastiche ed extrascolastiche vengano poste a carico dei genitori in parti uguali tra di loro; e spesso accade che venga previsto un assegno di mantenimento per i figli posto a carico del coniuge con redditi superiori rispetto all’altro coniuge.
    Una intesa che includa nelle spese ordinarie quelle mediche e scolastiche è alquanto anomala. Sarebbe, quindi, opportuno esaminare con attenzione la pronuncia da lei citata.
    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  356. Sandra dice:

    La mia sentenza di separazione a riguardo di mio figlio minorenne prevede che tutte le spese mediche, ludiche, sportive, scolastiche sono considerate straordinarie e vanno condivise previo accordo oppure distingue le classiche spese ordinarie da quelle straordinarie? Cito un estratto della sentenza “Il padre contribuirà al 50% delle spese straordinarie di tipo medico (mediche non coperte dal ssn, anche specialistiche, se richieste espressamente dal medico curante, e odontoiatriche, il tutto purchè conconrdato tra le parti, salva l’urgenza e purché documentate) compresi tickests medici e farmaceutici), di tipo scolastico, sportivo e ludico relativamente al figlio.”
    Grazie

  357. separatamente dice:

    Buongiorno Andrew,
    considerato che la sua ex moglie ha una instaurato una nuova convivenza (e se la circostanza fosse provata in giudizio) e che il suo nuovo compagno percepisce un reddito in grado di far fronte ai bisogni della famiglia, riteniamo che in sede di divorzio sia possa avanzare richiesta di soppressione dell’assegno di mantenimento. Le ricordiamo, inoltre, che è stata approvata la legge sul “divorzio breve”, oggi, infatti, non è più necessario attendere tre anni dalla separazione per presentare domanda di divorzio; se la separazione è stata consensuale sono sufficienti sei mesi per passare al divorzio e, nel suuo caso, ci sembra che siano ampiamente decorsi. Le consigliamo anche un’altra via percorribile, quella della “convenzione di negoziazione assistita” (sempre che si sia in presenza di un accordo tra i coniugi che conduca al cosiddetto “divorzio congiunto”); per un maggiore approfondimento, La invitiamo a leggere il nostro articolo “Separazione e divorzio senza giudice”.

    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  358. Andrew dice:

    b giorno.
    nel Mese di Aprile 2013 mi sono separato dal mia moglie(dopo circa due anni e mezzo di matrimonio). Nell’accordo di separazione consensuale, abbiamo trovato l’accordo per un mantenimento di euro 200 mensili e che lei si impegnava a trovare lavoro. Nel frattempo la mia EX signora, più precisamente nell’ottobre 2014 ha avuto un figlio dal nuovo fidanzato. Il nuovo fidanzato è un dipendente statale anch’esso separato e con due figli. Arrivati al momento del divorzio vorrei sapere se lei ha il diritto di ricevere l’assegno divorzile o meno, visto che è ancora giovane di età (37 anni) e senza problemi o impedimenti fisici. Da precisare che durate il periodo matrimoniale la mia ex lavorara come commessa dell’attiviata della mia famiglia, e che poi, a causa della separazione giustamente è stata licenzia dandole tutti i diritti come ferie non godute ma retribute tfr ecc. ecc. Lei è stata con lo stato di disoccupazione corristosta dall INPS e poi il sussidio di Cassa integrazione in deroga..

  359. separatamente dice:

    Buongiorno Vincenzo,

    di solito, in caso di cessazione del rapporto di convivenza, il diritto a continuare ad abitare nella casa familiare, in presenza di figli, spetta al genitore presso il quale sono collocati i figli, che nella maggior parte dei casi è la madre, non avendo rilievo il fatto che la casa sia per metà di una persona estranea al nucleo familiare (in questa circostanza, tua sorella), la quale potrà far valere il suo diritto solo in presenza di gravi motivi; per un maggiore approfondimento, ti consigliamo di leggere il nostro articolo . Questa è la regola generale che può subire delle eccezioni, laddove i coniugi riescano a trovare una soluzione alternativa in grado di garantire al bambino una serena crescita. A tal proposito, Ti segnaliamo un’altra via percorribile, come quella che prevede la collocazione del figlio presso la casa familiare con la perfetta alternanza dei genitori presso l’abitazione. In pratica, i genitori si alternano presso la casa coniugale restando in compagnia dei propri figli e quando sono fuori dalla casa si organizzano in modo autonomo. Tale soluzione, di fatto, consente ai bambini di non essere costretti a spostarsi da una casa all’altra, perché saranno i genitori a farlo; su questa soluzione, ti consigliamo, di leggere il nostro articolo “Affido materialmente condiviso- phisicall joint custody”.

    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  360. vincenzo dice:

    Buonasera,

    voglio separarmi dalla mia compagna per incompatibilità e disaffezione nei suoi confronti (non ci sono altre situazioni sentimentali di mezzo), abbiamo un bambino di 9 anni viviamo in un appartamento che è di mia proprietà solo al 50%, l’altra metà è di mia sorella. La mia compagna lavora e percepisce uno stipendio elevato, ha un appartamento con mutuo, che dista più o meno 1km da quello in cui viviamo e tra non molto sarà libero dall’affittuario. Lei però non vuole rinunciare a stare nella mia casa, nonostante le abbia dato la disponibilità e l’impegno di garantire al bambino, a cui sono legatissimo, una stabilità psicologica mantenendo inalterata l’accoglienza nella casa in qualsiasi momento e per tutto il tempo che desidera, di passarle gli alimenti per il bambino che spettano e assolvere alle mie responsabilità nei confronti di mio figlio. Nonostante lei sia specializzata nel campo psicologico, continua ad avere atteggiamenti inadeguati in casa, a inveire nei miei confronti in presenza del bambino intanto mi sono rivolto ad uno psicologo affinché mi possa seguire in questo difficile percorso. La mia domanda è se non si riesce a breve a divenire ad un’intesa che la convinca a trasferirsi nel vicino appartamento di sua proprietà, quali strumenti ho per far sì che possa lasciare il mio appartamento? Grazie per l’ascolto

  361. separatamente dice:

    Buongiorno Riccardo, al fine di ridurre il contributo per il mantenimento di Tuo figlio (minorenne), devono verificarsi circostanze nuove con conseguenze reddituali e patrimoniali rispetto a quelle che esistevano in occasione della separazione (perdita del posto di lavoro, diminuzione dello stipendio, etc., aumento dello stipendio della Tua ex moglie, etc.). Anche una nuova convivenza della Tua ex moglie può comportare una riduzione del contributo per il mantenimento di Tuo figlio.
    Saluti, Lo staff di Separatamente

  362. Riccardo dice:

    Buongiorno, avrei bisogno di sapere se per fare un divorzio consensuale con affidamento esclusivo alla madre, dopo molti anni di separazione, è obbligatorio da parte mia versare un assegno di mantenimento al minore o se si può procedere al divorzio anche senza, grazie.

  363. separatamente dice:

    Buongiorno Anita,

    la casa appartiene a tutti gli effetti solo ed esclusivamente al legittimo proprietario; tuttavia, in caso di cessazione del rapporto di convivenza da cui siano nati dei figli, il giudice salvo rare eccezioni assegna in godimento la casa al genitore affidatario – molto spesso la madre – dei figli minorenni (ovvero in presenza di figli conviventi maggiorenni non economicamente autosufficienti). Per un maggiore approfondimento, ti consigliamo di leggere il nostro articolo “Assegnazione della casa familiare in presenza di figli nati dalla convivenza”

    cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  364. Anita dice:

    Buonasera, io e il mio compagno abbiamo una bambina di cinque anni e da quale che mese ci siamo lasciati. Io e la bambina siamo rimasti nella casa ma ho paura che lui possa dirci di andare via, visto che è sua. c’è un modo per evitarlo?

    grazie
    Anita

  365. separatamente dice:

    Buonasera Marina,

    per l’ammissione al gratuito patrocinio rileva solo ed esclusivamente il reddito del richiedente; la legge prevede che chi ne faccia richiesta abbia un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore ad € 11.369,24. Qualora abbia bisogno di un confronto, i nostri professionisti non esiti a contattare i nostri professionsti, rispondendo a questa mail oppure telefonando al seguente numero 02.72.02.24.69. Tra i nostri professionisti ce ne sono alcuni iscritti alle liste del gratuito patrocinio e che potrebbero aiutarla a seguire la procedura per l’ammissione.
    Il nostro consiglio, tuttavia, anche per risparmiare tempo e denaro, è quello di sfruttare un’altra novità legislativa avviando l’iter per la “convenzione di negoziazione assistita” (sempre che si sia in presenza di un accordo tra i coniugi che conduca al cosiddetto “divorzio congiuntohttp://www.separazioneconviventi.it/divorzio/il-divorzio-congiunto/ per un maggiore approfondimento, la invitiamo a leggere il nostro articolo “Separazione e divorzio senza giudicehttp://www.separazioneconviventi.it/curiosita-e-novita-legislative/separazione-divorzio-senza-giudice/ .
    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  366. marina dice:

    sono separata e vivo con nuovo compagno a casa sua e dal quale ho avuto una bambina.ora sono in fase di divorzio dal mio ex e vorrei sapere se per richiedere gratuito patrocinio fa testo il reddito del mio nuovo compagno.

  367. separatamente dice:

    Buonasera Roberto,

    la legge sul divorzio breve sarà pubblicata a breve in Gazzetta Ufficiale (ipotizziamo entro la fine di maggio 2015) e solo da quel momento lei potrà avviare la procedura abbreviata mediante il deposito in Tribunale di apposito ricorso, senza necessità di aspettare il compimento dei tre anni dalla separazione; per un maggiore approfondimento la invitiamo a leggere il nostro articolo “Divorzio breve”.
    Il nostro consiglio, tuttavia, anche per risparmiare tempo e denaro, una volta verificatasi la pubblicazione in gazzetta ufficiale sul divorzio breve, è quello di sfruttare un’altra novità legislativa avviando l’iter per la “convenzione di negoziazione assistita” (sempre che si sia in presenza di un accordo tra i coniugi che conduca al cosiddetto “divorzio congiunto”; per un maggiore approfondimento, la invitiamo a leggere il nostro articolo “Separazione e divorzio senza giudice”.

    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  368. Roberto dice:

    Buongiorno avvocato, sembra sia stata approvato il DL sul divorzio breve, è gia attuativo ?
    Quali sono le novità? Io sono separato da mia moglie da due anni con separazione consensuale, cosa devo fare per avviare la richiesta ?
    Grazie.

  369. separatamente dice:

    Buonasera Giovanna,
    lei ha diritto a continuare a percepire l’assegno di mantenimento posto in suo favore dal Tribunale in sede di divorzio. La legge sul divorzio, infatti, prevede che in caso di decesso dell’obbligato, nel suo caso del suo ex marito, il tribunale può porre a carico dell’eredità (e quindi degli eredi di suo marito) un assegno periodico da erogare in suo favore, che dovrà tenere conto dell’importo a cui lei aveva diritto mensilmente, dell’entità del bisogno, dell’eventuale pensione di reversibilità, della consistenza del patrimonio ereditario, del numero di eredi e del loro grado di parentela con il defunto. Ovviamente, qualora decidesse di risposarsi o venisse meno il suo stato di bisogno (ad esempio perchè trova un lavoro ben remunerato) non avrebbe più diritto a percepire tali somme.
    Rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore richiesta.

    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  370. Giovanna dice:

    Buonasera,
    io e il mio ex marito abbiamo divorziato nel 2013 e al momento del divorzio il tribunale ha stabilito che lui mi erogasse ogni mese un assegno di mantenimento. Purtroppo, lui di recente è venuto a mancare, per cui io da qualche mese non ricevo più nulla. Ma in questi casi non c’è alcuna tutela?

    grazie
    Giovanna

  371. separatamente dice:

    Buonasera Sara,

    sua figlia avrà gli stessi diritti della figlia del suo compagno nata dal matrimonio. Di recente, infatti, con il d.lgs. 153/2013, la legge ha abolito la distinzione tra figli legittimi (nati all’interno del matrimonio) e figli naturali (nati fuori dal matrimonio), prevedendo per entrambi gli stessi diritti sia a livello successorio che patrimoniale (per es. il diritto al mantenimento dei figli fino al raggiungimento della loro indipendenza economica, anche nel caso in cui la Vostra convivenza dovesse cessare).
    Per un ulteriore approfondimento, le consigliamo di leggere i nostri articoli “I figli nel rapporto di convivenza“e “Le princioali novità della riforma 2013” in cui trova un approfondimento sulle ultime novità legislative sul tema.

    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  372. Sara dice:

    Buonasera,

    convivo da cinque anni con il mio compagno e l’anno scorso abbiamo avuto una figlia; lui è divorziato e ha già avuto una bambina da quel matrimonio. Ma mia figlia avrà gli stessi diritti della figlia del mio compagno sulla sua eredità?

    grazie,
    Sara

  373. separatamente dice:

    Buongiorno Paolo,
    la legge prevede che il genitore sia obbligato a mantenere il figlio fino a quando non raggiunga l’indipendenza economica. Tuttavia, i giudici sono concordi nel ritenere che se il figlio maggiorenne non raggiunga un’indipendenza economica per sua inerzia o per un rifiuto ingiustificato di accettare un lavoro allora può cessare l’obbligo in capo al genitore.
    Il genitore che chiede di essere esonerato, ha l’onere di provare che il figlio è divenuto autosufficiente o che sussistano ragioni unicamente a lui imputabili per il mancato svolgimento di un’attività lavorativa. Pertanto, se tua figlia per sua colpa, non ha ancora trovato un lavoro stabile che le consenta di essere autonoma da un punto di vista economico, puoi agire in giudizioper chiedere la revoca dell’assegno nei suoi confronti.
    La legge, prevede, infine, che il giudice possa stabilire, valutate le circostanze del caso concreto, che il figlio maggiorenne e non indipendente abbia comunque diritto ad un assegno periodico che viene versato direttamente nei suoi confronti.
    Per un maggiore approfondimento, ti consigliamo di leggere il nostro articolo “L’eventuale estinzione dell’obbligo di mantenimento per i figli maggiorenni
    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  374. Paolo dice:

    Buongiorno,
    mia figlia è maggiorenne, non frequenta l’università e saltuariamente fa qualche lavoretto …sono costretto a continuare a versarle l’assegno di mantenimento?
    grazie
    Paolo

  375. separatamente dice:

    Buonasera Michele,
    gli accordi che in sede di separazione vengono solitamente stipulati (tranne in casi gravi) prevedono che i figli siano affidati congiuntamente ad entrambi i genitori e collocati presso la madre. In forza di questo accordo, si prevede che la casa coniugale sia assegnata al genitore presso cui sono collocati i figli. Tuttavia, è possibile perseguire soluzioni alternative, come quella che prevede la collocazione abitativa dei figli presso la casa coniugale e l’alternanza, in eguale misura, dei genitori, presso tale abitazione. In sostanza, i coniugi si alternano presso la casa coniugale restando in compagnia dei propri figli e quando sono fuori dalla abitazione coniugale si organizzano autonomamente (magari affittando un piccola abitazione). Una soluzione di questo tipo, consente di garantire ai bambini di non essere costretti a spostarsi da una casa all’altra, perchè saranno i genitori a farlo. A tal proposito ti consigliamo di leggere il nostro articolo “Affido materialmente condiviso- phisicall joint custody”

  376. Michele dice:

    Buongiorno,

    io e mia moglie ci stiamo separando e abbiamo un bambino, la casa in cui viviamo è di mia proprietà ma sono consapevole che in questi casi viene stabilito che continui ad abitarla il genitore con cui staranno i figli. Non esistono soluzioni alternative?
    grazie
    Michele

  377. Valentino dice:

    Buonasera volevo sapere che diritti ho se la mia convivente mi ha lasciato e abbiamo un mutuo da condividere al 50%???

  378. separatamente dice:

    Buongiorno Francesco,

    l’addebito della separazione potrebbe essere richiesto provando in giudizio la relazione extraconiugale anche tramite testimonianze. I costi, invece, per un pedinamento e la raccolta delle prove dell’adulterio, nel lungo periodo, potrebbero essere ammortizzati e giustificati dalle migliori condizioni economiche della separazione che lei potrebbe ottenere in ragione dell’addebito. Con riferimento alle condizioni economiche, se le dichiarazioni di reddito confermeranno quanto da lei dichiarato, nel caso da lei prospettato ci sarebbero anche i presupposti per chiedere il mantenimento in suo favore. E se lei ha un reddito inferiore ad € 11.369,24 ha diritto al Gratuito Patrocinio. Infine, ricordiamo che lo Staff di Separatamente si relaziona solo con validi e stimati professionisti e taluni di questi sono anche iscritti nelle liste del Gratuito Patrocinio.
    Saluti,
    Lo staff di Separatamente

  379. francesco dice:

    Buonasera avvocato…mia moglie ha chiesto la separazione perchè sospetto abbia un altro, ma non ne ho le prove quindi presumo di non potere richiedere l’addebbito a lei. Ho almeno diritto al patrocinio legale gratuito, visto che in quanto piccolo artigiano di ditta individuale le mie entrate del momento sono purtroppo ridotte a meno di 5.000 euro l’anno, mentre lei guadagna 5 volte tanto? Non abbiamo figli e abitiamo in affitto. Cordiali saluti e grazie.

  380. separatamente dice:

    Buongiorno Angela,
    per quanto riguarda la casa, purtroppo, lei non avrà diritto all’assegnazione anche in considerazione del fatto che vostro figlio è ormai maggiorenne ed economicamente indipendente.
    Per quanto riguarda l’assegno di mantenimento, le sono state rese informazioni inesatte in quanto la circostanza che lei sia una lavoratrice autonoma non esclude a priori la possibilità di avere diritto ad un assegno di mantenimento.
    Nella determinazione di un’eventuale assegno di mantenimento in sede di separazione, infatti, il giudice dovrà tenere conto di diversi fattori, tra cui:
    – le dichiarazioni dei redditi di entrambi i coniugi negli ultimi tre anni, in particolare, se da queste risulta che lei ha un reddito effettivamente inferiore a quello di suo marito;
    – la circostanza che lei dopo la separazione non potrà mantenere il tenore di vita che sussisteva in costanza di matrimonio;
    – il fatto che suo marito abbia deciso di separarsi da lei perché ha un’altra relazione, comporterebbe l’addebito della separazione, con conseguente possibilità di pretendere un assegno di mantenimento proporzionato al suindicato tenore di vita;
    – la circostanza che lei sia costretta a trovare un’altra soluzione abitativa influisce sulla determinazione degli importi a titolo assegno di mantenimento che dovranno essere riconosciuti in suo favore;
    – 29 anni di matrimonio sono tanti, ed i Giudici in questi casi hanno un occhio di riguardo per il coniuge che deve abbandonare la casa coniugale.

    Rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.
    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  381. angela dice:

    Buongiorno! Dopo 29 anni di matrimonio, mio marito mi ha convocato in giudizio per mandarmi via di casa (di proprietà di sua madre) perchè presumo perchè abbia un’altra, ma io non ho possibilità di mantenermi, in quanto pur essendo titolare di un negozio (che non posso chiudere per via di un finanziamento) di questi tempi riesco a malapena a pagare le spese, tutto testimoniato dal modello Unico. C’è un figlio maggiorenne e autosufficiente che resterebbe a vivere col padre per comodità di spostamenti di lavoro. L’avvocato interpellato (che non so come riuscirò a pagare) dice che non ho alcuna possibilità di farmi dare un contributo da lui (dipendente statale con ottimo stipendio, nonché parecchi investimenti) perchè si presume che come autonoma io abbia un certo reddito. Ma non è possibile che oltre che cornuta sia anche mazziata, non è giusto che persone nelle mie condizioni non siano tutelate! Aspetto con ansia un Vs parere, grazie.

  382. separatamente dice:

    Buonasera Luca,
    le confermiamo che attualmente la legislazione italiana prevede che si possa procedere con il divorzio solo se siano trascorsi almeno tre anni dalla data di avvenuta comparizione dei coniugi dinanzi il Presidente del Tribunale nella procedura di separazione e i coniugi abbiano vissuto ininterrottamente separati per tre anni.

    cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  383. Luca dice:

    Buonasera,

    ho sentito parlare di divorzio breve…ma in Italia è ancora possibile divorziare dopo tre anni dala separazione?

    grazie
    Luca

  384. separatamente dice:

    Buonasera Sara,

    per recuperare le somme dovute dal suo ex marito a titolo di mantenimento per Vostra figlia, oggi maggiorenne, può agire sia sua figlia che lei, in quanto la ragazza non ha ancora raggiunto l’indipendenza economica e vive ancora con lei. Ciò è stato confermato, di recente, anche dalla Corte di Cassazione.
    Rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

    Cordialmente,
    lo staff di Separatamente

  385. Sara dice:

    Buonasera,
    ho divorziato da mio marito due anni fa da cui ho avuto una figlia, oggi maggiorenne, che vive con me ed è ancora studente. il mio ex marito negli ultimi mesi non ha pagato l’assegno di mantenimento stabilito dal tribunale per mia figlia. Posso agire da sola per recuperare le somme, o deve farlo mia figlia in proprio?
    grazie
    Sara

  386. separatamente dice:

    Buonasera,
    a seguito della separazione con la sua compagna, lei sarà tenuto solo al mantenimento nei confronti della bambina. Nel caso di cessazione della convivenza, infatti, non sussiste alcun obbligo economico nei confronti della propria compagna.
    L’importo del mantenimento verrà determinato dal giudice sulla base del suo reddito e sicuramente, nella determinazione dell’ammontare, terrà conto che la sua compagna dovrà sostenere anche i costi dell’affitto.
    Rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore richiesta.

    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  387. paolo dice:

    salve,mi sto separando dopo una convivenza di 5 anni.Abbiamo una bimba di 3 anni e da un anno vivevamo in affitto.Sono tenuto a pagare una quota parte dell’affitto di questo appartamento con contratto di locazione intestato alla madre?La madre possiede anche una casa di proprieta piu’ piccolina e ceduta in comodato d’uso ad un suo famigliare.
    grazie

  388. separatamente dice:

    Buonasera Ludovica,
    confermiamo che è assolutamente possibile stipulare degli accordi di convivenza con il proprio compagno. Ad esempio, il contratto di convivenza può riguardare la disciplina relativa all’abitazione, la contribuzione alla vita domestica, il mantenimento del convivente in caso di bisogno. Tutto ciò, invece, che rientra nell’ambito delle successioni, del dovere di fedeltà, dell’affidamento dei figli in caso di cessazione della convivenza, non può essere oggetto del contratto. Per un maggiore approfondimento ti consigliamo di leggere il nostro articolo

    Cordialmente,
    lo staff di Separatamente

  389. Ludovica dice:

    Buonasera,

    convivo da un anno con il mio compagno e stiamo pensando anche di avere un bambino. ho sentito dire che è possibile fare degli accordi di convivenza, ma vorrei avere qualche informazione in più. Ad esempio, è possibile regolare anche questioni successorie? e regole sull’affidamento dei figli in caso di separazione?

    Grazie,
    Ludovica

  390. separatamente dice:

    Buongiorno Chiara,
    la circostanza che suo marito non lavori “ufficialmente” è irrilevante ai fini dell’assegno di mantenimento a cui lei e i suoi figli avete diritto;in sede di separazione , infatti, il giudice disporrà comunque a carico di suo marito l’importo da versare per il mantenimento. Va precisato che è preferibile riuscire a dimostrare il tenore di vita mantenuto dalla famiglia in costanza di matrimonio, anche al fine di determinare adeguatamente le somme che suo marito dovrà versarle. Inoltre, considerato che normalmente, se non ci sono conflitti gravi tra i coniugi, i figli vengono affidati ad entrambi con collocazione presso la madre, la legge prevede che l’abitazione adibita a casa coniugale rimanga al coniuge con cui i figli continueranno ad abitare. Può essere, quindi, contestata l’iniziativa del suocero di rientrare in possesso della casa adibita ad abitazione coniugale.
    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  391. Chiara dice:

    Buongiorno,
    voglio separarmi da mio marito. Lui lavora in nero e ho paura di non aver diritto al mantenimento visto che ufficialmente lui non percepisce reddito. Abbiamo anche due bambini e la casa in cui viviamo è di mio suocero. Cosa potrei ottenere dalla separazione?
    grazie
    Chiara

  392. separatamente dice:

    Buongiorno Claudia,
    la legge (art. 540 cod. civ.) in questi casi prevede che al coniuge superstite vengano riconosciuti i diritti di abitazione della casa adibita a residenza familiare, compreso il diritto di uso dei mobili che la corredano. In particolare, la tua amica avrà diritto sia a continuare ad abitare nella casa coniugale che, in aggiunta, alla quota di eredità nella misura prevista dalla legge; nel caso in questione spetterà 1/3 al coniuge superstite e 1/3 a ciascuno dei figli.

    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  393. Claudia dice:

    Buonasera,
    una mia amica ha da poco perso il marito che non ha lasciato alcun testamento e da cui ha avuto due figli. Lei a cosa ha diritto nella divisione dell’eredità? Può continuare ad abitare nella casa coniugale di proprietà del marito?
    Grazie
    Claudia

  394. separatamente dice:

    Buongiorno Paolo,

    considerato che Sua moglie guadagna qualcosa in più si potrebbe cercare di contenere al minimo il suo contributo al mantenimento di Sua figlia.
    Ma in questi casi sarebbe meglio raggiungere un accordo per la vendita della casa coniugale. Poi con il ricavato, da dividere equamente tra i coniugi, si potrebbe convenire il contributo da parte sua per il pagamento di un affitto. I metodi per cercare di convincere il coniuge non sono molto convenzionali (niente di illecito ovviamente) ma se vuole possiamo parlarne.
    Cordialità,
    lo staff di Separatamente

  395. Paolo dice:

    Buongiorno, non sono separato, ma con mia moglie la relazione sta degenerando a causa del suo disinteresse verso di me. Mutuo 500 euro al mese 50%, casa cointestata, separazione dei beni. Stipendio 1400 al mese.Mia moglie guadagna leggermente di più. Non riesco a mettere da parte nulla, mutuo, bollette e spese esauriscono tutte le entrate. Scusate la banalità della domanda, ma vorrei sapere se in caso di separazione verrà tenuto conto del fatto che andrei praticamente sulla strada dopo avere pagato la mia quota al 50% di mutuo, gli alimenti per la bambina ( 6 anni) e ovviamente la casa andrebbe a mia figlia e a mia moglie. Cioè non avendo possibilità di reagire economicamente dopo la separazione, di pagarmi un affitto, non posso nemmeno separarmi ?

  396. separatamente dice:

    Buonasera Giulia,
    nell’ambito di una relazione sentimentale consolidata nel tempo (sia con un matrimonio, sia con una convivenza), si deve presumere che i pagamenti effettuati in favore del partner siano obbligazioni naturali. In pratica, lo spirito liberale del pagamento è la regola che può trovare delle eccezioni soltanto in presenza di prove documentali che possano, invece, dimostrare che il pagamento era stato effettuato a titolo di prestito.
    Cordialità,
    lo staff di separatamente

  397. Giulia dice:

    Buonasera,

    il mio ex compagno, con cui ho convissuto per 10 anni, pretende la resituzione di somme che mi aveva dato quando eravamo conviventi che io ho utilizzato anche per far fronte alle esigenze della famiglia. sono obbligata alla restituzione?
    Grazie

  398. separatamente dice:

    Buongiorno,

    la sua ex moglie non può utilizzare il cognome maritale, perché con la pronuncia della sentenza di divorzio, la donna perde il cognome che aveva aggiunto al proprio a seguito del matrimonio. L’unica eccezione a questa regola si verifica laddove nella sentenza di divorzio è richiamata l’autorizzazione della moglie a conservare il cognome dell’ex marito.
    Pertanto, lei può inibirne l’esercizio a sua moglie provando che tale uso illegittimo le arreca un danno (sia con riferimento all’onore, al decoro, alla reputazione, ma anche con riferimento ad ogni altro profilo morale ed economico, nonché al diritto alla riservatezza).
    Per un approfondimento maggiore circa la sua richiesta la invitiamo a consultare l’articolo “l’autorizzazione all’uso del cognome maritale”
    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  399. michele dice:

    la mia ex moglie continua ad usare il mio cognome anche sul lavoro.
    cosa posso fare per evitarlo?
    cordialmente
    M

  400. separatamente dice:

    Buonasera Carolina,

    i giudici da tempo si sono espressi stabilendo che se la casa familiare è stata concessa dal terzo (nel suo caso, la sorella, per la propria quota) in comodato d’uso gratutito alla coppia, oggi separata, l’assegnazione della casa da parte del Giudice al coniuge affidatario dei figli permette di succedere al coniuge comodatario nel godimento dell’immobile. In pratica, se il comodato è stato concesso affinchè i comodatari adibiscano il bene a casa familiare, il comodante è tenuto a consentire la continuazione del godimento per l’uso previsto dal contratto anche laddove i coniugi si separino. E quanto previsto per i coniugi vale anche per i conviventi per i figli in quanto l’interesse superiore che si cerca di salvaguardare è quello della serena crescita dei minori indipendentemente dal fatto che il vincolo affettivo tra i genitori sia stato formalizzato con il matrimonio. Tuttavia, dobbiamo anche ricordare l’esistenza di alcune pronunce che ammettono la restituzione laddove il comodante (la sorella del coniuge sopra menzionata) abbia bisogno urgente della casa, cioè qualora sopravvenga uno stato di bisogno imprevisto che prevalga sul provvedimento con cui il giudice ha disposto l’assegnazione della casa familiare.

    Cordialmente,
    lo staff di Separatamente

  401. Carolina dice:

    Buongiorno,
    In caso di convivenza con un figlio,qualora i conviventi si lasciassero,la casa resterebbe alla madre e al figlio anche se risultasse di proprietà per metà del compagno e per metà della sorella del compagno?
    Grazie

  402. separatamente dice:

    Buonasera,
    qualora il coniuge obbligato ad onorare l’assegno di mantenimento in favore dell’altro coniuge, non fosse più in grado di pagare, per intero o parzialmente, il dovuto, può presentare un ricorso al Tribunale per ottenere la modifica delle condizioni di separazione (o divorzio), chiedendo, quindi, la revisione per difetto degli importi da versare. Ovviamente, la necessità di ricorrere a tale modifica, deve essere supportata da prove in grado di dimostrare che le condizioni economiche in cui versa il coniuge siano mutate (per es. a causa di licenziamento, riduzione dello stipendio, grave incidente, aumento delle spese per il pagamento della propria abitazione, etc.) rispetto al periodo in cui era stato quantificato l’assegno di mantenimento.
    Parimenti occorre ricordare che la modifica dell’assegno di mantenimento può essere fondata dalla nuova convivenza dell’ex coniuge dalla quale quest’ultimo tragga comprovati benefici economici.

    Cordialmente,
    Lo staff di Separatamente

  403. Elena dice:

    Esistono, in sede di separazione, delle tutele per il coniuge che ha il dovere di mantenere l’altro, laddove non fosse più in grado di farlo?
    Conosco casi di uomini che, dovendo mantenere l’impegno economico preso con la ex moglie, non sono più in grado di ricostruirsi una vita personale e faticano ad essere autonomi economicamente.

    Grazie

  404. separatamente dice:

    Buonasera,
    la violazione del dovere di fedeltà coniugale è certamente una causa di addebito in sede di separazione a carico del coniuge infedele, perché il suo comportamento si è rilevato “contrario ai doveri che derivano dal matrimonio”.
    Tuttavia, è necessario che tale infedeltà, in sede di separazione sia sufficientemente provata e, l’onere della prova ricade su chi ritiene di aver subito il tradimento. Ricordiamo, tuttavia, che se l’infedeltà si verifica all’interno di una coppia già in crisi, il Giudice potrebbe anche decidere di non pronunciarsi nel senso di un addebito a carico del coniuge infedele.

    Cordialmente,
    lo staff di Separatamente

  405. Giulia dice:

    Buongiorno,
    avrei bisogno di sapere se la violazione del dovere di fedeltà può costituire o meno causa di addebito.
    Grazie sin d’ora
    I miei migliori saluti
    GC

  406. separatamente dice:

    Buongiorno,
    a seguito della separazione e/o divorzio, se è stato previsto un contributo di mantenimento in favore dell’ex coniuge, qualora il contributo non venga versato o venga versato saltuariamente e per importi inferiori, la legge consente di tutelare l’anzidetto credito con un recupero sulla pensione dell’ex coniuge. Non solo, in caso di divorzio la Legge prevede anche che, all’ex coniuge (che non sia passato a nuove nozze), spetta una quota del TFR, nella misura del 40% (calcolata comunque in base al periodo in cui il matrimonio è coinciso con il rapporto di lavoro).
    In ogni caso, il coniuge può sempre pignorare la pensione nella misura di 1/5 e può anche chiedere l’assegnazione diretta, sempre nella misura di 1/5 della pensione. In pratica, ogni mese, l’ente previdenziale, su ordine del Giudice, potrebbe obbligarla a versare 1/5 della pensione direttamente in favore della sua ex moglie.

    Cordialmente
    Lo staff di Separatamente

  407. giovanni dice:

    Sapete dirmi cosa rischio con riguardo alla mia pensione se divorzio da mia moglie. Lei può vantare dei diritti sulla mia pensione ? Vi sarei grato per una risposta. saluti, Giovanni

  408. separatamente dice:

    Buongiorno Matteo,
    prova a consultare il nostro preventivo on line disponibile sul sito. In ogni caso, il costo complessivo dipende da molti fattori (esistenza di figli, di proprietà immobiliari e mobiliari, del reddito del nucleo familiare, etc.). Per rispondere alla Tua domanda: con € 500,00 i nostri consulenti Ti assistono sino alla omologa di una separazione consensuale con figli.
    Saluti,
    lo staff di separatamente.it

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