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Divorzio breve

Con gli interventi legislativi dell’aprile 20151, la Camera ha definitivamente introdotto, dopo anni di discussioni in Parlamento, il divorzio breve. La nuova normativa interviene sulla legge n. 898 del 1970 che disciplina i casi di scioglimento del matrimonio2 , riducendo notevolmente il tempo di attesa tra separazione e divorzio3 .
In particolare, il provvedimento apporta importanti modifiche su quattro punti chiave della disciplina:
Separazioni giudiziali: la durata minima del periodo di separazione ininterrotta, passato il quale i coniugi sono legittimati a proporre domanda di divorzio, è stata ridotta dai tre anni previsti dalla disciplina precedente, a dodici mesi. Il decorrere dei dodici mesi inizia – come attualmente già previsto- dal momento dall’avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del Tribunale.

Separazioni consensuali: la durata minima del periodo di separazione ininterrotta, passato il quale i coniugi sono legittimati a proporre domanda di divorzio, è stata ridotta dai tre anni previsti dalla disciplina precedente, a sei mesi. Il decorrere dei sei mesi inizia –come attualmente già previsto- dal momento dell’avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del Tribunale. Occorre sottolineare che il suddetto termine vale anche per le separazioni che, inizialmente contenziose, si trasformano successivamente in consensuali4 .

Scioglimento della comunione tra i coniugi: la nuova disciplina modifica anche i tempi per la separazione dei beni5, che sono anticipati. A tal riguardo occorre però fare una distinzione tra separazione giudiziale e consensuale.
Nei casi di separazione giudiziale: la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del Tribunale, in sede di udienza di comparizione, autorizza i coniugi a vivere separati.
Nei casi di separazione consensuale: la comunione tra i coniugi si scioglie alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi6 dinanzi al presidente del Tribunale, purché omologato7 .
E’ poi aggiunta una disposizione di natura procedurale secondo cui, l’ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata, in caso di comunione dei beni, all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione sull’atto di matrimonio.
Separazioni in corso: le disposizioni previste per le separazioni giudiziali e consensuali si applicano anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge, anche nei casi in cui il procedimento di separazione che ne costituisce il presupposto risulti ancora pendente alla medesima data8 .

Nonostante la legge sul divorzio breve non ne faccia espresso riferimento, il termine dei sei mesi decorre dalla data ceritifcata sull’accordo raggiunto tramite la convenzione di negoziazione assistita redatta con l’ausilio degli avvocati.

Le disposizioni introdotte dalla suindicata di legge, si applicano anche in presenza di figli minori.
La legge sul divorzio breve è stata 9.

 

(1) L’Assemblea della camera dei deputati ha definitivamente approvato, il 22 aprile 2015, la proposta di legge C. 831 e abb.-B, cd. “divorzio breve”, relativa alla disciplina dello scioglimento del matrimonio. Il provvedimento, composto da tre articoli, era stato approvato dalla camera il 29 maggio 2014 e modificato dal Senato il 18 marzo 2015. [1] L. 1 dicembre 1970, n. 898. Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio (Gazzetta Ufficiale n.306 del 3 dicembre 1970).

(2) L. 1 dicembre 1970, n. 898. Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio (Gazzetta Ufficiale n.306 del 3 dicembre 1970).

(3) La legge sul divorzio (n. 898/1970) prevede (art. 3) che lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio può essere domandato da uno dei due coniugi nel caso in cui sia stata pronunciata con sentenza passata in giudicato, la separazione giudiziale fra i coniugi, ovvero nel caso in cui sia stata omologata la separazione consensuale. In ogni caso, per la proposizione della domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, le separazioni devono essersi protratte ininterrottamente da almeno tre anni a far tempo dalla avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.

(4) Art. 1 ddl “divorzio breve”: Al secondo capoverso della lettera b) del numero 2) dell’articolo 3 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, e successive modificazioni, le parole: « tre anni a far tempo dalla avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale » sono sostituite dalle seguenti: « dodici mesi dall’avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale e da sei mesi nel caso di separazione consensuale, anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale».

(5) L’art. 191 cod. civ. prevede la separazione personale come uno dei motivi di scioglimento della comunione, il cui momento effettivo si verifica “ex nunc”, dunque non retroattivamente, solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione.

(6) Vedi art. 711 cod. proc. civ.

(7) Art. 2 ddl “divorzio breve”: All’articolo 191 del codice civile, dopo il primo comma è inserito il seguente: « Nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato. L’ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione ».

(8) Art. 3 ddl “divorzio breve”: Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, anche nei casi in cui il procedimento di separazione che ne costituisce il presupposto risulti ancora pendente alla medesima data.

(9) L. 6 maggio 2015, n. 55, pubblicata in G.U. n. 107 in data 11 maggio 2015.