Il divorzio breve

Il divorzio breve

La legge sul divorzio breve in Italia ha visto la luce nell’aprile del 2015 con l’approvazione di alcuni interventi legislativi da parte della Camera dei Deputati. La legge che disciplina i casi di scioglimento risale al 1970, ed appare quindi evidente che necessitasse, quantomeno, di una revisione: la nuova normativa interviene in particolar modo sulle tempistiche riducendo in modo sensibile i tempi di attesa tra separazione e divorzio. Infatti, il DDL del 2015 opera una sostituzione al testo del 1970: dove questo indicava la necessità, per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, del trascorrere di almeno tre anni dalla prima apparizione dinanzi al presidente del tribunale, ora la modifica riduce a dodici mesi il tempo necessario e introduceva la distinzione tempistica tra la separazione giudiziale e quella consensuale, che richiede solamente sei mesi.

Altra modifica di rilievo operata dagli interventi legislativi di cui sopra, è rappresentata dalle modalità di attuazione dello scioglimento della comunione tra i coniugi. La legge del 1970 prevedeva che la cessazione della comunione avvenisse solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione e con la formula ex nunc, quindi senza validità retroattiva; con il DDL, invece, lo scioglimento della comunione tra i coniugi risulta effettiva alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato, quindi, dal momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati.

Riepilogando, il provvedimento prevede che:

  1. Per le separazioni giudiziali il periodo minimo di separazione ininterrotta necessario per presentare domanda di divorzio passi da tre anni a dodici mesi;
  2. Per le separazioni consensuali la separazione ininterrotta dei coniugi sia di almeno sei mesi, inoltre, che le separazioni giudiziali che vengono convertite in consensuali rispondano alle tempistiche proprie di questa seconda modalità;
  3. Lo scioglimento della comunione tra i coniugi sia anticipata, ma risponde ad un distinguo tra separazioni giudiziali e consensuali:
  1. separazione giudiziale: la comunione si scioglie nel momento in cui il presidente del Tribunale autorizza i coniugi a vivere separati.
  2. separazione consensuale: la comunione si scioglie alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente del Tribunale, purché omologato.

Si noti che i tempi decorrono dal momento dell’avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del Tribunale e che le modalità con cui avviene il divorzio breve con figli minorenni sono le stesse ora indicate.

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