Se hai dei dubbi e risiedi nelle province di Milano e Monza, compila il form di seguito riportato e sottoponici i tuoi quesiti. Le risposte che riterremo più interessanti saranno pubblicate in forma anonima nel nostro forum (consultabile qui di seguito), e magari aiuteranno a risolvere anche i dubbi di altri visitatori del nostro sito.

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Domande e risposte

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676 commenti
  1. separatamente dice:

    Buongiorno,
    salvo casi eccezionali, la madre viene designata quale collocataria della prole: sua figlia deve restare con la madre salvo che lei abbia, per esempio, gravi precedenti penali, patologie gravi anche a livello psicologico ovvero dipendenze da alcol o da stupefacenti.
    Giusta (e tutelabile innanzi ad un Giudice), quindi, la Sua decisione di restare presso la casa familiare con sua figlia e chiedere un mantenimento.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

  2. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    devo purtroppo sottolineare che l’obbligo di mantenimento ricade su entrambi i genitori. Se poi lei non ha un reddito ed un lavoro questo contributo sarà contenuto nel suo complessivo ammontare ma davanti ad un Giudice Lei potrebbe essere obbligata a pagare tale contributo. Non è invece ipotizzabile una domanda diretta nei confronti del suo nuovo compagno da parte del Suo ex.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  3. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il trasferimento del genitore collocatario dei figli in un altro comune (con cambio della residenza e dimora) è consentito sempre che sia connesso a comprovate e giustificate ragione, prima fra tutte un’esigenza lavorativa. Occorre anche ricordare che il trasferimento non deve essere repentino ma preannunciato anche per iscritto all’altro genitore anche al fine di concordare nuove modalità per l’esercizio del diritto di visita, ivi incluse quelle che regolano il trasferimento del minore in occasione dell’esercizio del predetto diritto di visita che, spesso, innanzi ad un Giudice, in considerazione delle distanze tra il genitore non collocatario del minore ed il figlio, vengono diversamente regolate (per esempio un Giudice, o i genitori, possono pattuire un solo fine settimana al mese ma periodi più lunghi con il figlio durante le festività e le vacanze estive.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  4. Marleen dice:

    Buongiorno avvocato, dopo una convivenza di 7 anni io ed il mio ex ci siamo separati. Abbiamo una splendida bimba di 6 anni e ad agosto 2019 lui è uscito do casa. Abbiamo tentato una consensuale con un unico legale in cui avevamo deciso che io avrei lasciato la casa, di sua proprietà, x amdare in affitto, con il suo assegno di 1000 euro al mese. Io guadagno 1100 euro e guardando gli affitti jo capito che non sarebbe una scelta giusta x nostra figlia, visto che lui è benestante. Ora ho chiesto di poter rimanere in casa con la piccola e un assegno di 1000 euro x la bimba. Lui pur di riavere la casa minaccia di chiedere il collocamento presso di lui della piccola, sbattendomi fuori. Secondo lei può farlo? Io sono sempre stata una mamma presente.
    Grazie

  5. Maria Ciliberti dice:

    Buonasera. Sono separata da 7 anni. Al momento della separazione io ho rinunciato all’assegno di mantenimento e all’assegno famigliare, ho lasciato tutto a mio marito perché mio figlio che all’epoca aveva 9 anni ha espresso il desiderio di restare a vivere con il papà e la sorella maggiorenne. Adesso mio genero mi minaccia dicendomi che mi fa scrivere dai suoi avvocati perché io non verso un mantenimento a mio figlio. Faccio presente che io non lavoro mi mantirne il mio attuale compagno. Ma il mio compagno ha l’obbligo di versare lui il mantenimento per mio figlio come dice mio genero? Grazie in anticipo per la risposta.

  6. separatamente dice:

    Buongiorno,
    un peggioramento della propria situazione finanziaria giustifica una revisione della quantificazione dell’assegno di mantenimento.
    Non le nego, tuttavia, che alcuni Giudici considerano un secondo figlio un “lusso” che taluni padri non possono permettersi ovvero affermano che la nascita del secondo figlio non deve influenzare il mantenimento del primo.
    Il mio consiglio è quello di non giustificare innanzi al Giudice la riduzione dell’assegno soltanto in ragione della nascita di un secondo figlio.
    Resto a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  7. Alessandra dice:

    Buonasera volevo un consiglio,

    Il mio compagno ha avuto un figlio da una donna 6 anni fa con cui non conviveva è stato un rapporto casuale. Non sono arrivati ad un accordo ed il giudice gli ha richiesto di pagare 350€ al mese di mantenimento del bambino che lui paga regolarmente. Ora noi conviviamo con un regolare contratto di affitto e da 13 mesi abbiamo avuto un bambino. La sua situazione economica non e’ mai mutata e prende 1200€ al mese. Può richiedere di abbassare l’assegno che hanno pattuito in precedenza alla nostra attuale situazione?

    Grazie

  8. lucia esposito dice:

    Buongiorno sono la compagna di un uomo divorziato con due figli, uno di 24 anni che, da qualche mese lavora al nord Garda dove ha in affitto un’abitazione; un ragazzo di 17 anni che vive con la madre al centro Italia dove lavora. Noi non viviamo a circa 200 km, il figlio piccolo, a settimane alterne, trascorre il sabato e la domenica con noi. Ora la madre, senza darne notizia, si trasferisce in una città del nord. Può farlo? Il mio compagno puù impedirglielo o comunque agire penalmente nei suoi confronti? In attesa di una risposta, ringrazio

  9. separatamente dice:

    Buongiorno Giusi,
    esistono varie iniziative che lei può intraprendere, riassumiamole brevemente: può agire con atto di precetto e poi con pignoramento (anche dell’auto e del conto corrente del Suo ex); intuisco inoltre che l’assegno sia stato determinato per il mantenimento di suo figlio, quindi, se quest’ultimo è minore di anni 18 il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento comporta conseguenze penali e lei può fare una denuncia. Prima di tutto questo, di solito, si interviene con una prima lettera tramite avvocato per cercare di capire se si possono evitare le lungaggini ed i costi di una procedura di recupero in sede giudiziale.
    Resto a sua disposizione. Il primo confronto con lo scrivente (anche telefonico, tramite skype, tramite zoom, o altri strumenti di teleconferenza) è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  10. separatamente dice:

    Buongiorno,
    prima alcune informazioni di base considerato che è stato notificato un precetto: dalla notifica decorrono tre mesi durante i quali il presunto creditore può agire esecutivamente (aggredire i conti correnti oppure intentare pignoramenti mobiliari, anche delle automobili intestate al suo compagno). Nel contesto di emergenza sanitaria che stiamo vivendo occorre anche ricordare che i termini delle azioni esecutive sono sospesi sino al 15 aprile e ricominceranno a decorrere dopo questa data salvo ulteriori deroghe e rinvii.
    Occorre quindi proporre opposizione al precetto cercando di provare i pagamenti extra che sono stati effettuati che devono essere restituiti e, quindi, portati in compensazione con le richieste di pagamento azionate con atto di precetto.
    Resto a disposizione per eventuali approfondimenti. Il primo confronto è gratuito (349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  11. Giusy dice:

    Buonasera,
    Ho un decreto Ormai da 2 anni dove stabilito che il mio ex deve versarmi 250€ mensili più spese extra… ho avuto anche L affido super esclusivo…premetto che in quel periodo Il mio ex percepiva la disoccupazione ora non più e nel tempo ha fatto qualche lavoretto ma non mi ha mai dato niente, vivevo in affitto e purtroppo ho avuto lo sfratto perché ho perso il lavoro (tutt ora sono senza lavoro) sono quasi 2 anni che non mi passa niente e non si interessa del figlio… cosa posso fare per avere tutto il mantenimento e le spese extra arretrati??
    Grazie

  12. Federica dice:

    Buongiorno vi spiego la nostra situazione. Il mio compagno è padre di due figli avuti con una compagna con la quale aveva iniziato un rapporto famigliare; quindi una casa in affitto ,dove lei in accordo con lui si è preoccupata di arredare con mobili di sua proprietà e lui si è occupato di pagare l affitto fino ad un equilbrio equo .Però da Gennaio del 2007 fino all Agosto 2012 lui ha dovuto pagare oltre all’affitto anche tutte le utenze e le spese alimentari per un totale di € 75000 circa perché lei, lavorando per l’azienda vinicola dei genitori non ha mai “voluto”percepire reddito. In seguito lei lo ha tradito e di conseguenza ha abbandonato la casa portandosi via i figli di 3,5 e 5 anni e anche tutto il mobilio. Nello stesso anno lo ha portato in giudizio per stabilire quindi il termini del mantenimento ( che sono: € 600 mensili con due weekend al mese , una settimana di vacanze estive e le festività alternate). Io e lui conviviamo dal Marzo del 2014 e da allora fino a due settimane fa, ci siamo sempre preoccupati di tutelare il benessere dei figli e anche il rapporto con la madre . Da parte nostra c’è sempre stato di massima disponibilità per darle spazio perché potesse sviluppare i suoi interessi lavorativi e ludici. Infatti in tutti questi anni , ci siamo occupati del loro tempo/divertimento e anche di istruzione tutti i weekend  di tutti i mesi di tutti gli anni e per weekend  intendo dal Venerdì  pomeriggio fino alla Domenica sera e per diversi anni anche il Lunedì mattina. Tutte le estati in particolare il mese di Agosto i bambini sono stati a carico nostro per 20 giorni di vacanze in località turistiche e culturali per arricchimento e anche i rimanenti weekend; Tutte le festività  suddivise senza obiezioni . I bonifici sono stati effettuati tutti i mesi anche in Agosto nonostante i bambini fossero solo a carico nostro . Da parte del mio compagno non c’è mai stata una presa di posizione neanche sull’ arroganza e la presunzione da parte della madre sul trasferimento dei figli imposto a noi . Ci siamo dovuti organizzare sempre noi per prenderli da casa o da altrove e poi riportarli, oppure fare avanti e indietro per sua negligenza nella preparazione della loro valigia . Anche in questo caso abbiamo sempre soprasseduto per agevolare il tempo della madre. Abbiamo condiviso le sue esigenze organizzative anche quando si prestava a fare i mercatini di antiquariato . Per le feste di compleanno festeggiate in settimana, abbiamo sempre contribuito mentre dalla sua parte questo non é mai avvenuto. Tutto quello che ha sempre comprato il mio compagno per i bambini lo ha fatto sempre da padre senza pretendere la sua partecipazione, dentista, parrucchiere ,biciclette,  libri , sport agonistico ecc.. oltre a pagare la sua parte di extra quando gli veniva richiesto dalla madre.
    Per quanto riguarda la correttezza nell’organizzazione del nostro spazio tempo di coppia, abbiamo sempre lasciato correre li dove lei prendeva accordi per i bambini nel weekend  senza prima interpellarci, oppure stabilire il sabato di catechismo senza confrontarsi con noi ma mettendoci di fronte al dato di fatto. Insomma tutto questo per dire che adesso ci è stata recapitata tramite mail una diffida di pagamento da parte del suo avvocato per il mancato compenso di tutti gli anni dal 2014 ad oggi con recupero coattivo della somma di circa 11.000€ e spese legali di 800€ . Il mio compagno ha versato tutti i mesi dell ‘anno quando 450€ e quando 500 e la differenza che non ha versato a lei l’ha comunque spesa per i suoi figli. Vi chiedo come ci dobbiamo comportare? Può essere che con un tacito accordo tra le parti lei possa adesso arrivare con una diffida e avere ragione?attendo un vostro utile e gentile riscontro grazie mille

  13. separatamente dice:

    Buongiorno,
    con le poche informazioni a mia disposizione, mi sento di dire che l’assenza del padre, sin dalla nascita se ho capito bene, potrebbe concretare sia da un punto affettivo che da un punto di vista materiale un vero e proprio inadempimento del genitore con conseguente facoltà del figlio di chiedere anche un risarcimento del danno, non solo il mantenimento. Mi spingo oltre e raccomando al Suo amico di raggiungere una intesa amichevole con il figlio in quanto un Giudice potrebbe anche ritenere che se il padre fosse stato presente nella vita del figlio forse oggi quest’ultimo non sarebbe diventato uno spacciatore e tossicodipendente.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  14. Marina dice:

    Espongo una questione un pò spinosa. Ad una persona che conosco è stata notificata una citazione dal figlio naturale maggiorenne (avuto 20 anni fa da una relazione occasionale con una donna) per ottenere il riconoscimento della paternità.Il padre biologico non nega che sia il vero padre, anzi, c’è anche un test del dna che lo conferma….il punto è: questo ragazzo, che per un breve periodo ha anche vissuto con il vero padre, non ha mai studiato, non lavora, è sempre stato negligente e da diversi anni è un delinquente perché spaccia droga…per questo il padre non l’ha mai riconosciuto come suo figlio e l’ha cacciato di casa. Il ragazzo non vive nemmeno con la madre, perciò ora questo ragazzo vive dove e come gli capita.
    In questo caso, il padre deve per forza mantenere il figlio se all’esito del giudizio ci dovesse essere una sentenza che riconosce il cognome paterno?

  15. separatamente dice:

    Buongiorno,
    ci sono difese di interessi personali che a volte vengono vanificate dalla tutela di interessi superiori ed inderogabili e tra questi ultimi rientra sicuramente il diritto di assicurare un tetto sotto cui vivere ai propri figli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  16. Giuseppe dice:

    Salve io convivevo con la mia compagna nella casa famigliare poi ci siamo lasciati io ho lasciato lei tutto la casa con 2 anni di contratto e passando 200 euro di mantenimento per mio figlio di 4 anni e mi sono tolto dal contratto di locazione e tolto la residenza ho comprato casa di proprietà cn mutuo e dopo 5 mesi che stavo da solo e metà settimana cn il bimbo mi contatta lei che era in difficoltà con la casa che doveva lasciarla perche sfrattata nonostante potesse chiedere di rispettare il contratto e che da la a poco le sarebbe finita la dissocapazione io gli l’ ho ospitata essendo madre di mio figlio e ad oggi nonostante nn sia neanche residente puo usufruire della casa se lo mandata via ad oggi lavora ma con contratto determinato

  17. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non siete obbligati a formalizzare la separazione. Ma attualmente risultate a tutti gli effett di legge marito e moglie perchè la separazione di fatto non scioglie il vincolo matrimoniale (scioglimento che si ottiene solo con il divorzio).
    Con riferimento alla Sua residenza ricordo soltanto che fissare la propria residenza nel luogo nel quale si vive abitualmente è obbligatorio per legge (legge n. 1228/1954). Non provvedere alle necessarie dichiarazioni presso i competenti uffici comunali, nel caso di verifiche, può comportare, oltre alla correzione d’ufficio delle iscrizioni anagrafiche esistenti, anche all’applicazione di sanzioni pecuniarie (art. 11. l. n. 1228/1954).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  18. Marco dice:

    Buongiorno,io e mia ex moglie siamo ormai divisi da qualche tempo,io vivo da un altra parte fuori dal comune dove vivevo con lei,non abbiamo intrapreso nessuna azione per la separazione e ancora io sono residente dove vive lei con i flgli entrambi maggiorenni che lavorano nell’azienda della quale sono socio,la mia domanda è questa,posso continuare a vivere cosi o devo obbligatoriamente cambiare residenza e intraprendere le azioni legali che porteranno al divorzio?premetto che do alla mia ex 1500,00 mensili.

  19. separatamente dice:

    Buonasera Concetta,
    mi permetto di ricordare anzitutto che non è possibile divorziare senza un avvocato. Il Suo ex sebbene in carcere deve conferire un mandato ad un avvocato. Se avete intenzione di firmare un divorzio congiunto il difensore può essere lo stesso sia per Lei che per il Suo ex. A queste condizioni, il suo ex può firmare tutto in carcere. Di solito è l’avvocato che raccoglie le firme.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  20. Concetta dice:

    Buonasera mi scusi il mio ex e in carcere x il divorzio e solo necessario inviare le carte o ci vuole la mka presenza grazie

  21. separatamente dice:

    Buongiorno,
    può agire e tutelarsi sia in sede civile che penale.
    Dal primo punto di vista si possono ipotizzare revisioni delle condizioni del divorzio, e sull’affidamento dei minori, sulla scorta dei comportamenti dei genitori perpetrati con pregiudizio dei minori.
    Sempre dal punto di vista civilistico può ipotizzare una iniziativa ex art. 709 ter codice di procedura civile, per sanzionare i comportamenti di un genitore che non rispetta le condizioni del divorzio.
    Dal punto di vista penale si può valutare una denuncia per ingiurie e diffamazione.
    In ogni caso, sempre meglio partire con una “semplice” diffida per iscritto.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  22. Fabio dice:

    Sono divorziato da 5 anni, la mia ex moglie e il suo nuovo compagno continuano a parlare male di me davanti ai miei figli, insultandomi e dicendo loro che sono un pessimo padre. Ci tengo a sottolineare che non ho mai mancato nemmeno un giorno di mia pertinenza con i figli ne mai saltato il mantenimento mensile. Vorrei sapere se posso denunciare questa situazione. Grazie

  23. separatamente dice:

    Buongiorno.
    questo forum è destinato agli utenti di Milano e Monza. Comunque le confermo che il Giudice ha sicuramente facoltà di modificare con la sentenza finale il contributo per il mantenimento stabilito con provvedimenti provvisori in occasione della prima udienza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  24. Rosa dice:

    Buongiorno avvocato,
    Vivo a Milano. Le scrivo per chiederle se l’assegno di mantenimento deciso nell’udienza presidenziale di una separazione giudiziale sarà lo stesso della sentenza finale.
    Grazie infinite

  25. separatamente dice:

    Buongiorno,
    ritengo che non abbia diretta rilevanza giuridica il suo reddito (nuova compagna dell’obbligato al mantenimento figli) sulla quantificazione del contributo per i figli.
    Consideri, tuttavia, che una risposta più dettagliata dovrebbe comportare una disamina di più informazioni compreso lo studio di tutti gli atti di causa e del precedente divorzio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  26. Michela dice:

    Buongiorno, vi scrivo per liberarmi di un dubbio. Il mio compagno è divorziato e ha 2 figli per i quali versa mensilmente il mantenimento stabilito nella causa di divorzio.
    Ora l ex moglie chiede un forte aumento del mantenimento commisurato al reddito del nostro nucleo familiare.
    Mi chiedo, ma io cosa c entro con il mantenimento dei loro figli? È assurdo oltre al fatto che ho un figlio ed una casa a cui penso io perché con il residuo dello stipendio del mio compagno non riusciamo nemmeno a pagare il mutuo.
    Lei può far riproporzionato gli assegni in base anche al mio reddito?
    Grazie

  27. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non c’è una legge sul punto. Ci si può mettere d’accordo con apposita clausola nelle condizioni della separazione consensuale. Nella maggiore parte dei casi è il genitore che esercita il diritto di visita che va a prendere i minori e poi, dopo l’esercizio del diritto di visita, li riporta presso la casa del genitore collocatario dei figli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  28. Cristian dice:

    Buongiorno , sono separato legalmente da ormai 7 anni, fin’ora secondo l’affidamento congiunto avuto dal tribunale mi spetta il diritto di vedere e prelevare i miei figli un giorno alla settimana ed i week end in modo altornato, durante il giorno settimanale abbiamo sempre fatto che io li prendo e li riporto nella propria dimora collocatariaria, e nei miei weekend io li prendo e la mia ex moglie li ritira dalla mia dimora, siccome sulle carte del tribunale non c’è specificato nulla, e siccome ora da circa 2 anni abitiamo a circa 20 km di distanza poco più, con la scusa che la sera circa le 21 non ci vede bene , ma non porta gli occhiali e non ha referti medici , appunto è una scusa , chiede tramite il proprio legale che io riporti a casa anche nel mio weekend i figli. C’è una legge in materia che stabilisca il quesito?
    Grazie
    Distinti saluti

  29. separatamente dice:

    Gentile Monica,
    esiste un procedimento denominato ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio che per molti aspetti è simile ad un ricorso per la separazione dei coniugi. La più grande differenza consiste nel fatto che Lei non ha diritto ad un mantenimento ma lo ha sicuramente Suo figlio. Mantenimento che deve sicuramente tenere in considerazione il fatto che Suo figlio ha diritto ad una casa in cui vivere.
    Se lo desidera, per una prima chiacchera in studio, consideri che non maturano costi a suo carico.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  30. Monica dice:

    Buonasera, il mio convivente padre di nostro figlio di 4 anni mi ha appena comunicato la fine della relazione e la volontà di andare a vivere da un altra parte lasciando a me bambino e cane, la casa in cui vivo sto pagando il mutuo ancora con il mio ex fidanzato. Ora mi chiedo che diritti di mantenimento ho? Economicamente percepiamo come stipendio più o meno la stessa cifra. A chi mi posso rivolgere per sapere i miei diritti e sopratutto i doveri che lui ha verso mio figlio?

  31. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    la situazione reddituale che Lei ci ha descritto potrebbe giustificare un aumento dell’assegno di mantenimento per Suo figlio.
    E’ rilevante tuttavia comprendere quando avete sottoscritto la consensuale: prima o dopo che Lei ha perso il lavoro ?
    Nel primo caso, non avrei dubbi sulla fondatezza della Sua richiesta di aumentare l’assegno di mantenimento.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  32. Maddalena dice:

    Buongiorno,
    Mi sono separata a dicembre 2018 con consensuale scrivendo che la casa coniugale sarebbe stata venduta e il ricavato diviso al 50 per cento.
    Peccato che mentre firmavo il preliminare con caparra confirmatoria ho perso il lavoro che avevo. Volevo tirarmi indietro ma purtroppo non avevo le forze economiche ne per pagare avvocati ne per restituire la caparra . Ho omesso un particolare, sono mamma di un bambino di 10 anni. Appena ricevuta la caparra il mio ex marito l’ha usata subito per fermare una casa lì vicino senza preoccuparsi del fatto che io non avessi lavoro. Attualmente ho un lavoro a tempo determinato, ho i soldi della casa e sto vivendo nella casa di fianco ai miei che affittano con air b&b con mio figlio nel frattempo di avere una garanziablavorativa che mi permetta di accedere ad un mutuo per ricomprarmi casa o andare in affitto. Lui prende 1800€ mensili ed è socio dipendente della società di famiglia. Io ho un lavoro a 6 ore a tempo determinato. Mi da 300€ di mantenimento solo per un bambino. Siamo stati sposati in comunione dei beni per 15 anni. Ma se io non avevo i miei è normale che mi sarei ritrovata in mezzo ad una strada senza che il mio ex marito si è preoccupato per la madre di suo figlio? Alla fine le cause della separazione sono di entrambi e in ogni caso non esiste. Io ho firmato la vendita della casa perché ho avuto paura di non riuscire a pagare le spese in quanto lui mi minacciava dicendomi che anche lui si doveva rifare una vita e non poteva mantenermi. Premetto che nel frattempo ho fatto lavoro saltuari quindi minsono sempre mantenuta da sola. Ho avuto un’attività mia per 15 anni che ho lasciato quando i miei sono andati in pensione quindi ho fatto fatica a rimettermi nel mondo lavorativo attuale.
    Datemi un consiglio.
    Gli ho chiesto 100€ in più al mese ( lui ha un mutuo sulle 350€ al mese e lui mi ha risposto che io ho i soldi della casa e che non mi dovrebbe nemmeno darevle 300€ di mantenimento perché non ho spese. Ma per il momento sto occupando la casa dei miei e contribuisco alle spese ma non è un mio diritto comprare una casa per me e mio figlio? Alla fine la casa coniugale l’avrebbero assegnata a me. Mi ha chiesto anche il divorzio in questa situazione!!! Aiutatemi

  33. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non ho ben compreso la Sua domanda. Comunque se i figli sono autosufficienti e se l’assegno di mantenimento era stato stabilito almeno in parte per il mantenimento di questi ultimi, dovrebbero sussistere i presupposti per una riduzione dell’assegno in sede divorzile.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  34. anonimo 51 dice:

    buona sera sono separato da 11 anni sono un pensionato do come mantenimento mensile do 800 prendo come pensione 1700 euro dal 2014 da una relazione ho un bimbo di 5 anni, ho chiesto il divorzio e la riduzione dell’assegno mensile a 500 euro,mentre la controparte vuole 800 euro più istat pari a 850 euro al mese la controparte ha 65 e vive in una casa dell’istituto case popolari di mq 84 e vive da sola, i figli sono grandi sposati e autonomi
    .

  35. separatamente dice:

    Buongiorno,
    posso affermare che la richiesta di Sua moglie non coglie nel segno: al più si potrebbe prospettare la restituzione di un importo che tenga in considerazione la perdita di valore dell’automezzo dopo l’acquisto; in ogni caso, la presunzione giuridica più coerente con il fatto che eravate coniugati, comporta che l’importo di € 3.500,00 sia riconducibile ad una mera liberalità (una donazione di sua moglie in suo favore), confermata dalla intestazione dell’autovettura. Fatta salva l’ipotesi che la Sua moglie riesca a dimostrare con riscontri documentali che l’importo di € 3.500,00 le era stato versato a titolo di prestito.
    Con i migliori saluti,
    Avv. Marco Pola

  36. nicola dice:

    Io ho comprato un’auto per la famiglia, mia moglie ha contribuito con 3500,00 €, io con i restanti 15.000,00.
    Eravamo in separazione dei beni ed il veicolo è a me intestato.
    Ora dopo 5 anni siamo in sede di separazione e mia moglie mi chiede la restituzione dei 3500€.
    Premetto che detta auto rimarrà in mio possesso ma io la userò, oltre che per il lavoro, per soddisfare le esigenze dei nostri 3 figli.
    secondo Voi è giusto

  37. separatamente dice:

    Buonasera,
    siete cointestati di una abitazione. Avete entrambi diritto di abitarvi. Non ci sono figli se ho ben compreso quindi non vi è un genitore collocatario dei figli che potrebbe chiedere l’assegnazione della casa familiare. Il suo ex fidanzato potrebbe incardinare un giudizio di divisione per mettere all’asta la casa (se il giudizio è veloce non meno di due o tre anni di causa). Per ora siete entrambi obbligati a pagare il mutuo nelle misure derivanti dalla cointestazione dello stesso. Forse è meglio trovare un accordo amichevole. Se non pagate finite entrambi nei debitori insolventi …
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola
    Cordiali saluti,

  38. Samanta dice:

    Buonasera,

    Vi scrivo per avere un consiglio.

    Io e il mio fidanzato abbiamo comprato casa 2 anni fa, cointestandola e stiamo pagando il mutuo al 50%.
    Lo scorso mese lui mi ha lasciato e ha deciso di sua sponte di andare via e si e’ affittato una casa per conto suo. Abbiamo concordato verbalmente che io mi accolera’ il pagamento di una parte in piu del mutuo e il resto delle spese saranno pagate in parti uguali.
    Pochi giorni fa mi ha chiesto di prendere una decisione in poco tempo su come procedere in merito alla casa: venderla a terzi o se uno dei 2 deve tenerla
    Io in questo momento per impegni di famiglia, avendo mio padre in ospedale in gravi condizioni sono impossibilitata nel prendere una decisione velocemente.
    Lui non vuole aspettare e dice che tra qualche giorno la mettera’ in vendita.
    Inoltre dopo una discussione in merito, gli ho chiesto di darmi anche le sue chiavi in quanto dati gli accordi lui ha la sua privacy ed io vorrei avere la mia.
    Si e’ rifiutato dicendo che e’ casa sua.

    Vorrei un consiglio in merito su cosa posso fare e se sto sbagliando io in qualcosa.

  39. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    dovremmo ricevere qualche informazione in più. Avete firmato un contratto preliminare ? Il mutuo è stato concesso ? siete in comunione dei beni ? Avete versato una caparra ? Chi ha versato la caparra ? Il mutuo è cointestato al 50% tra i coniugi ?
    Se vuole possiamo sentirci telefonicamente (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  40. LOREDANA dice:

    io e mio marito abbiamo chiesto il mutuoo per l acquisto della nuova casa,ma poi neo corso dei mesi le cose sono precipitate e non andiamo piu d accordo ormai siamo al rogito e lui dice che forse non firmirà ho paura di perdere tutti i soldi

  41. separatamente dice:

    Buongiorno,
    considerate le circostanze in fatto da Lei riferite, l’obbligo di assistenza materiale e morale tra coniugi sembra essere stato parzialmente violato. Lei, tuttavia, ha precisato che Suo fratello, sebbene depresso, sia perfettamente capace di intendere e volere e, quindi, è quest’ultimo che dovrebbe prendere iniziative anche giudiziarie nei confronti della moglie che ha cessato (parzialmente) l’assistenza materiale e morale.
    Sembra anche il caso di agevolare l’autonomia e l’autosufficienza di Suo marito che potrebbe essere raggiunto anche avanzando domanda di invalidità con i conseguenti vantaggi economici che permetterebbero all’invalido di non dovere dipendere economicamente dal Coniuge.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  42. francesca ivaldi dice:

    Buon giorno, sono una sorella in ansia per un fratello di 63 anni al quale 2 anni or sono è stata amputata una gamba, in seguito a complicazioni vascolari durante un’operazione di sostituzione di aorta addominale, mio fratello è sposato e senza figli e ovviamente la moglie avrebbe dovuto occuparsi lei della sua assistenza, ma da subito, mia madre ed io abbiamo riscontrato che, lo faceva e lo fa tuttora in modo svogliato lasciando mancare all’ammalato le cure necessarie e convincendolo che, oramai la sua condizione è quella di invalido con la vita appesa ad un filo e che nessuna miglioria come ad esempio: fornirlo di una carozzina per spostarsi con un reggi moncone o sedute fisioterapiche, sia perfettamente inutile per le sue brevi aspettative di vita e così via … privandolo delle cure e del supporto psicologico necessari, e condizioni igieniche poco consone ad un malato in quelle condizioni e relegandolo per gran parte della giornata e a volte notte,n un casolare sperduto in aperta campagna. solo abbandonato a se stesso mentre lei si reca al lavoro. Con ciò non voglio dire che mio fratello non sia capace di intendere e volere ma da quando gli è accaduta questa disgrazia pare essere scivolato in una fase depressiva che la moglie non contribuisce in nessun modo a risollevare, e noi parenti temiamo il peggio per lui. allora chied gentilmente: c’è qualcosa che si possa fare per far controllare da persone competenti questa incresciosa situazione senza necessariamente doverci scontrare con mia cognata la quale le anticipo ha sempre avuto un carattere molto difficile? Grazie in anticipo per quanto vorrà risponderci cordialmente Francesca Ivaldi.

  43. separatamente dice:

    Buongiorno la sentenza di separazione (fino alla maggiore età del figlio) verrebbe modificata senza troppo dubbi da parte di qualsiasi giudice con la più corretta espressone sino alla autosufficienza economica del figlio.
    Detto questo, per la TARI deve fare ricorso in commissione tributaria sostenendo e dimostrando che lei non fruisce dell’immobile. Non semplice ma possibile.
    Cordiali saluti,
    Avv- Marco Pola

  44. Fabrizio dice:

    Buongiorno,
    la mia sentenza di separazione riporta che la casa coniugale di mia unica proprietà fosse assegnata alla mia ex moglie “fino alla maggiore età del figlio”.
    Mio figlio ha da poco compiuto 24 anni, è ancora uno studente e di conseguenza non ancora economicamente indipendente e la mia ex moglie ha un reddito e fascia ISEE basso.
    Considerando la loro difficoltà economica, ad oggi la casa per mia scelta è ancora in uso a loro.
    Recentemente ho ricevuto una notifica di pagamento da parte del comune di residenza relativa a IMU e TARI del 2014, che essendo retroattiva sarà poi da considerarsi anche gli anni successivi…..
    Contattando telefonicamente l’ufficio preposto del comune, mi era stato anticipato che avrei dovuto presentarmi in comune con l’atto di separazione e che una volta notificato, la sentenza di pagamento ricevuto sarebbe stata annullata.
    Il problema è nato al momento della lettura della sentenza di separazione da parte dell’impiegato comunale, dove la casa era assegnata alla ex moglie “fino alla maggiore età del figlio” e per questo non poteva essere considerato valido al fine di annullamento della notifica di pagamento.
    Come posso risolvere la cosa?

    Grazie,
    cordialmente
    Fabrizio

  45. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    la mia opinione è che Lei sino ad oggi è già stata fin troppo generosa.
    Io punterei a chiedere l’assegnazione della casa familiare e se lo desidera metta in affitto la casa di sua madre così ha una rendita in più. Non si trasferisca ! E’ un suo diritto pretendere che suo figlio sino alla autosufficienza economica viva nella casa familiare anche se di esclusiva proprietà del padre.
    E può anche chiedere un giudizio il mantenimento per il figlio (a mio avviso non meno di € 300,00 ma in giudizio, ovviamente, proverei a chiedere qualcosa in più oltre al rimborso delle spese straordinarie (mediche, scolastiche e ricreative) nella misura del 60/70 % a carico del padre e 30/40 % a carico della madre.
    Detto questo di solito si parte con una lettera cercando un accordo amichevole al fine di evitare le lungaggini ed i costi di un confronto in sede giudiziaria.
    Il primo incontro in studio è gratuito (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  46. Feederica dice:

    Buongiorno, volevo chiedervi un aiuto e qualche informazione per capire come muovermi.
    Io ed il mio compagno siamo in procinto di separarci dopo 19 anni di frequentazione e 12 anni di convivenza. Abbiamo un figlio di 8 anni. Attualmente viviamo nella casa di sua proprietà. La mia intenzione sarebbe di tornare nella mia vecchia residenza di proprietà di mia madre. Al momento della ristrutturazione della casa del mio compagno io ho speso circa Euro 30.000 per lavori vari (pavimenti, sanitari e bagno, cucina, mobilia varia). Ogni mese abbiamo sempre contribuivano entrambi in egual misura alle spese di gestione domestica, pur avendo due entrate molto diverse e questo accadeva anche quando io riscontravo difficoltà economiche dovuto ad un lungo periodo di crisi della mia azienda. Il mio stipendio è di Euro 1.000 (compresi 130 euro di assegni familiari INPS) mentre lo stipendio del mio compagno è di Euro 3.000. Lavorando io in proprio il mio stipendio non è sempre garantito purtroppo in quanto ci sono mesi in cui non si riesce a ricavare. Nel caso in cui si opti per affidamento condiviso con collocamento principale del bambino presso di me (cercando di lasciare molta libertà di visita assecondando anche i desideri del bimbo di volta in volta)… vorrei capire quando segue: 1) quanto potrei richiedere come assegno di mantenimento del bambino? 2) Posso in qualche modo richiedere un risarcimento per le spese che ho effettuato in casa sua? Vi ringrazio molto per l’aiuto.

  47. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    in una convivenza con figli, il genitore collocatario dei figli, che spesso coincide con la madre ha molti diritti identici a genitore unito in matrimonio con figli: l’assegnazione della casa familiare, per esempio. Quest’ultima viene assegnata al genitore presso il quale il minore resta a vivere e tale diritto si protrae sino alla autosufficienza economica di quest’ultimo.
    Occorre fare i giusti passi per cercare di ottenere questo risultato cercando, per quanto possibile, di evitare un procedimento giudiziario.
    Nel rammentarLe che il primo incontro in studio è gratuito, porgo i miei migliori saluti.
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  48. Gilberto dice:

    Sono convivente con una ragazza da 4 anni, abbiamo acquistato una casa insieme al 50% e stiamo pagando le rate del mutuo al 50%, io però ho dato qualche euro in più per l’acquisto dei mobili. (circa € 20000) A questo punto abbiamo deciso di andare ognuno per la sua strada per vari problemi, quali sono le possibili soluzioni che si prospettano per dividersi i beni in maniera equa? Chi si tiene la casa, cosa deve corrispondere all’altro?

  49. separatamente dice:

    Buongiorno,
    potrà chiedere che la casa venga messa in vendita, se necessario anche con apposito procedimento di divisione, quando il figlio sarà diventato autosufficiente, non prima.
    Non vi sono i presupposti per altre iniziative prima del realizzarsi di tale condizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  50. Rossetti R. dice:

    buongiorno, ho acquistato la casa insieme alla mia ,ormai ex compagna nel 2000, abbiamo avuto un figlio nel 2004 e l’anno dopo ci siamo separati, la casa ovviamente e’ rimasta a lei ,dove ci vive tuttora.
    quello che vorrei sapere e’ questo” al compimento dei 18 anni di mio figlio posso richiedere legalmente, alla mia ex, la meta’ del valore dell’immobile visto che la casa e’ anche di mia proprieta’ e ogni anno ci pago le tasse?
    rimango in attesa di una vostra risposta
    grazie

  51. separatamente dice:

    Buongiorno,
    in tutta sincerità, non comprendo le ragioni per le quali si debbano utilizzare strumenti (il comodato e l’usufrutto) invece che concordare ed utilizzare strumenti tipici della separazione: un diritto di assegnazione della casa familiare alla moglie sino alla autosufficienza economica della figlia. Ed il diritto di assegnazione alla moglie incide sulla quantificazione dell’assegno di mantenimento (sicuramente con riferimento all’assegno per la moglie con minori). Donare la casa alla moglie? sarebbe un atto estremamente generoso da parte Sua, ci pensi bene !
    Siamo a sua disposizione per ulteriori approfondimenti.
    Il primo incontro in studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72024269)

  52. Riccardo dice:

    Salve,
    avendo la casa coniugale esclusivamente di mia proprietà è possibile in fase di istanza di separazione decidere consensualmente di darla il comodato d’uso gratuito alla figlia minorenne e dare l’usufrutto alla ex coniuge affidataria della figlia ?
    In qualche modo dando la casa in usufrutto o addirittura intestarla alla ex moglie può ridurre l’ ammontare dell’ assegno di mantenimento ?
    Grazie
    Riccardo

  53. separatamente dice:

    Buongiorno,
    prevalgono, rispetto alla residenza anagrafica, le situazioni reali: se lei vive presso la casa popolare dove non ha la residenza in un eventuale giudizio potrà in ogni caso chiedere l’assegnazione della casa familiare.
    Restiamo a disposizione per eventuali approfondimenti (il primo incontro in studio è gratuito).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  54. Alessia dice:

    Buongiorno convivo con il mio a breve ex compagno intestatario di una casa popolare da tre anni ma io e i bambini non abbiamo qui la residenzae abbiamo 1 figlio in comune. Ci stiamo separando ma non siamo sposati. Io posso richiedere di mantenere la stessa abitazione?

  55. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se sua moglie le offre di acquistare la Sua metà e di divenire esclusiva titolare del mutuo, direi che si può accantonare l’ipotesi della truffa. Piuttosto mi sento di suggerire di trovare un accordo proprio nell’alveo della proposta di Sua moglie in quanto in una eventuale sede giudiziale potrebbero essere emanati provvedimenti (assegnazione della casa familiare alla madre di sua figlia) che potrebbero essere peggiorativi rispetto alle anzidette ipotesi di accordo.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  56. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se eravate in comuniuone di beni gli effetti di quest’ultima si estendono anche ai conti correnti, ovviamente, solo sulla quota parte di suo marito.
    Restiamo a Sua disposizione per ogni ulteriore esigenza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  57. Ivan dice:

    Buongiorno,
    io e la mia excompagna (convivenza non registrata more uxorio) abbiamo una figlia di 16 anni ed abbiamo vissuto assieme in affitto per 20 anni.
    A Giugno 2019 la mia ex compagna mi propone di acquistare una casa nel condominio di un suo amico molto stretto.
    Chiedendo un prestito a mia mamma per far fronte alle spese accessorie per l’acquisto (agenzia, rogito, atto di mutuo, ecc) riusciamo ad acquistare questo immobile al 50% ognuno e chiediamo contestualmente mutuo del 100%
    Ad Agosto, dopo lavori di ristrutturazione finanziati con i risparmi di entrambi, entriamo in questa casa e dopo una settimana la mia ex compagna mi dice che vuole interrompere la relazione, che la figlia ha già detto che vuole stare con lei.
    Mi chiede uscire, lei si accollerà il mutuo restante e contestualmente vuole diventare proprietaria al 100%.
    Io chiedo che venga valutata la casa (a seguito dei lavori di ristrutturazione) e che mi venga riconosciuto il 50% del nuovo valore. In alternativa , se la mia ex compagna non ha le risorse per liquidarmi, chiedo la vendita della casa e di dividere al 50% il ricavato.
    Ho qualche speranza o per l’evidente truffa messa in atto non posso avere giustizia?
    Grazie

  58. Marjan dice:

    Bongiorno,, mio marito aveva conti intestati insieme con il padre ,con la separazione ho diritti de la sua parte?

  59. separatamente dice:

    Buongiorno,
    una relazione extra coniugale non giustifica domande di affidamento esclusivo dei figli in favore di chi ha subito il tradimento.
    Salvo alcuni casi eccezzionali, per esempio laddove il suo nuovo compagno sia un delinquente o un tossico dipendente ma anche in questi casi occorre valutare insieme al Giudice la fondatezza della richiesta di Suo marito.
    Cercherei comunque di introdurre la nuova relazione con i dovuti accorgimenti per la serena crescita di Suo figlio. Sul punto ovviamente siamo disponibili per assisterla se lo desidera.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  60. Lilly dice:

    Salve, sono una donna di 30 Anni separata con una figlia di 6 anni..il mio ex marito vuole portarmi via la bambina perche mi sono messa con un uomo da pochi mesi.. è possibile questa cosa??

  61. separatamente dice:

    Buongiorno,
    ci servono ulteriore informazioni per valutare come risponderLe. Anzitutto, la durata del matrimonio, il Vostro reddito, da quanto tempo suo marito è uscito di casa, per quale ragione la residenza dei coniugi è ancora nella stessa abitazione, documentazione che comprovi la separazione di fatto, etc.
    Con queste risposte potremo aiutarla.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  62. Katya dice:

    Io e mio marito siamo separati solo fisicamente perché lui vive in un altra città facendo la sua vita e mantenendo la residenza a casa mia…io volevo sapere se ha obbligo di mantenermi perché io nn lavoro e in più sono anche una cat.protetta da cui derivano maggiori problemi a trovare una occupazione..lui mi dice che nn ha nessun obbligo perché nn viviamo più insieme e se mi invia denaro lo fa solo per piacere (100/150 euro al mese).siccome sono in grandi difficoltà economiche vorrei avere un chiarimento in merito…grazie

  63. separatamente dice:

    Buongiorno,
    per formalizzare una unione civile occorre anche indicare la residenza comune in quanto, come da Lei precisato, vige l’obbligo di coabitazione per gli Uniti.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  64. Roberto dice:

    vorrei sapere se è possibile registrare un’unione civile tra un cittadino italiano residente in Italia e un cittadino spagnolo con residenza in Spagna ma domiciliato in Germania per motivi di lavoro. Mancherebbe quindi il requisito della coabitazione, o meglio della coabitazione continua
    grazie
    Roberto

  65. separatamente dice:

    Mi trovo in difficoltà a dare consigli quando è evidente che esistono difensori dei vostri interessi. In ogni caso, se non troverete un accordo il procedimento resterà giudiziale, in pratica, un coniuge contro l’altro, con decisioni finali rimesse al Giudice. Il Giudice può suggerire nel caso si stia ipotizzando la trasformazione da giudiziale a consensuale, ma è anche vero che poi lo stesso Giudice, se non trovate un accordo (separazione consensuale), sarà quello che decide la giudiziale !
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  66. fausto dice:

    Buongiorno,

    Ho chiesto divorzio a ex moglie. Abbiamo firmato accordo per divorzio consensuale davanti al giudice (che ci ha lasciato un mese per deciderne i dettagli. Se questo accordo viene meno (a causa di non accordo sulla casa coniugale, al momento intestata ad entrambi ma assegnata con separazione consensuale alla ex moglie) il processo è estinguibile? E’ vero che il giudice in questo caso può solo indicare una strada ma non può imporre nulla??
    abbiamo tre figlie minori

  67. separatamente dice:

    Buongiorno,
    senza avere visionato le condizioni che regolano la Vostra separazione non siamo in grado di risponderVi.
    Se ci limitiamo ad analizzare le norme codicistiche, la richiesta di sua moglie comunque non è ancora prescritta.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  68. Paolo dice:

    Buongiorno gradirei sapere,se la mia ex convivente da cui ho avuto una figlia ora 16 anni frequenta scuola superiore alla quale passo mantenimento,puo’ la mia ex richiederli ulteriori euro per libri e altro riguardante la scuola riferiti all’anno scolastico 18-19, visto che nn li ha richiesti a suo tempo?

  69. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il quesito da Lei trattato è stato oggetto di una recente sentenza della Cassazione del 16/05/2017 n 12063: la S.C. è stata chiamata a decidere un caso in cui il figlio di una coppia di coniugi, ormai divorziati, era ritornato a vivere con la madre, costretto a fare tale scelta a seguito di un licenziamento che lo aveva reso disoccupato. Di qui, la decisione della madre di chiedere un contributo all’ex coniuge, padre del ragazzo, per il mantenimento di quest’ultimo. La Cassazione ha ritenuto infondata la richiesta della madre, considerando irrilevante il fatto che il figlio sia tornato ad essere economicamente dipendente, dopo aver perduto il posto di lavoro. Tale conclusione è ricavabile, dice la Cassazione, alla luce del seguente principio:” Il diritto del coniuge separato (o in questo caso dell’ex coniuge), di ottenere dall’altro coniuge, o ex coniuge, un assegno per il mantenimento del figlio maggiorenne convivente, è da escludere quando quest’ultimo, ancorché allo stato non autosufficiente economicamente, abbia in passato iniziato ad espletare una attività lavorativa, così dimostrando il raggiungimento di una adeguata capacità e determinando la cessazione del corrispondente obbligo di mantenimento (se previsto) ad opera del genitore. Né assume rilievo il sopravvenire di circostanze ulteriori, come nella specie il licenziamento, le quali non possono far risorgere un obbligo di mantenimento i cui presupposti siano già venuti meno”.
    Le Corti di merito dovrebbero adeguarsi a questa pronuncia.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  70. Anastasiia dice:

    Buona sera,
    Volevo chiedere:
    se marito e moglie sono separati da quasi due anni, la quale aveva ottenuto il mantenimento per lei e uno dei suoi figli maggiorenni che stava studiando, l’altro invece lavorava.
    Ora la ex moglie ha il lavoro , guadagna quasi 1800€, il suo ex è in pensione prende 1900€, passa a lei 250€, al figlio che ha concluso gli studi 350€.
    Adesso vorrebbe fare un ricorso e tirare via il mantenimento alla moglie, ma figlio che lavorava è rimasto disoccupato. La domanda è: il figlio( ha 21 anni) che rimasto disoccupato può chiedere il mantenimento ora al padre?

  71. mauro dice:

    Buongiorno,vorrei gentilmente porre una domanda;io e la mia donna ci amiamo ormai da 8 anni, per rispetto della sua famiglia,(con la quale io ho pessimi rapporti),non ci siamo ancora sposati.Vorrei sapere in caso di ricovero ospedaliero,i parenti possono vietarmi le visite?Se si,in che modo posso farmi valere?Può esser valido uno scritto firmato?
    Grazie,attendo risposta.

  72. separatamente dice:

    Buongiorno Benedetta,
    non c’è nessuna legge sul punto: il padre esercita il diritto di visita quasi sempre al di fuori dell’abitazione familiare assegnata alla ex compagna. L’eccezione è riconducibile all’eventuale accordo tra i genitori.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  73. Benedetta dice:

    Buongiorno, il mio ex compagno lasciato 5 anni fa oltre ad essere senza fissa dimora e non pagare gli alimenti alla figlia pretende di vederla dentro casa di mia proprietà. Lui dice che ce una legge ma io non ne sono convinta.

  74. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    da Milano non credo che sarà possibile prestarle assistenza.
    Occorre in ogni caso leggere quanto avete concordato con la separazione per verificare gli obblighi ed i divieti previsti nella clausola.
    Una querela mi sembra in ogni caso poco utile: i Pubblici Ministeri hanno altro a cui pensare e potrebbe diventare solo una perdita di tempo.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  75. KOLL dice:

    SALVE E DA PIU DI UN ANNO CHE MI SONO SEPARATA NELLA SEPARAZIONE IL MIO EX MARITO HA MESSO CHE NELLA CASA CONIUGALE MIA OLTRETUTTO AL 50% NON POSSO PORTARE EVENTUALI COMPAGNI, NON RICORDO BENE LA DICITURA, COMUNQUE FATTO STA CHE IERI SERA MI HA ACCOMPAGNATO UN AMICO E RIMASTO A CASA PER 50 MIN . E ANDATO VIA HO INSERITO L’ALLARME CHE E SCATTATO ,OGG IL MIO EX MARITO I MI CHIAMA DICENDOMI CHE PARTIRA LA QUERELA POICHE E SCATTATO L’ALLARME ELA VIGILANZA HA RILEVATO UNA MACCHINA SOSPETTA , E ENTRATO UN UOMO A CASA ,E IO NON HO TENUTO FEDE ALLE CLAUSOLE DELLA SEPARAZIONE
    E POSSIBILE? PUO DAVVERO QUERELARMI?

  76. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    se Lei ha come riferisce l’affidamento esclusivo di suo figlio, il padre non ha alcun diritto di decidere dove iscriverlo a scuola.
    Questa considerazione viene avanzata senza avere letto le “carte”, quindi, potenzialmente oggetto di eventuale rettifica.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  77. Barbara Chiesa dice:

    Buongiorno
    Sono genitore ad affido esclusivo.
    Mio figlio ha 10 anni e il padre , che vive in Svizzera, vorrebbe portarlo la e iscriverlo la’ a scuola.
    Io sono assolutamente contraria.
    Come devo muovermi?
    Grazie
    Barbara

  78. separatamente dice:

    Buongiorno,
    occorre valutare le condizioni economiche del padre che comunque sarà sempre tenuto al mantenimento del figlio sino alla autosufficienza economica di quest’ultimo. La misura minima di tale mantenimento a Milano si aggira intorno ad euro 250,00 (oltre ad un contributo in misura percentuale per le spese straordinarie scolastiche, ricreative e mediche).
    Avv. Marco Pola

  79. Veronica dice:

    Buonasera chiedo un un’informazione per un amica che convive da 11 anni ed ha una figlia minorenne
    Lei è disoccupata mentre l ex compagno ha un lavoro autonomo. Cosa le spetta a livello di mantenimento? Vivono in una casa in affitto
    Ma lei non avendo reddito non sa come fare
    Grazie

  80. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se sottoponesse le sue intenzioni ad un Giudice, è quasi certo che i debiti per il mantenimento dei figli, nonchè la soluzione abitativa per questi ultimi, abbiano la massima priorità rispetto al resto (gli altri debiti), con la conseguenza che sino a quando i figli non diventeranno autosufficienti non potrà mettere in vendita la casa.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  81. gigi dice:

    sono separato da quasi nove anni.a causa della crisi economica sono in serie difficoltà debitoria con banche .la casa assegnata alla mia ex con i figli di 27 e 24 anni e di mia proprietà.posso chiedere la revoca di assegnazione casa per poter far fronte ai debiti?

  82. separatamente dice:

    Buongiorno Roberto,
    in caso di divorzio o di separazione legale con affidamento condiviso dei figli, il diritto all’assegno per il nucleo familiare è in capo ad entrambi i coniugi affidatari.

    I coniugi possono stabilire di comune accordo quale dei due coniugi deve richiedere l’autorizzazione al trattamento di famiglia. E quindi regolare i loro rapporti sulla base dell’erogazione ad uno solo dei due dell’assegno per il nucleo familiare.

    In caso di contrasto tra i coniugi affidatari, caso purtroppo comune, viene utilizzato il criterio della convivenza per valutare intorno a quale dei due coniugi affidatari si è ricomposto il nucleo familiare: in pratica si controlla dove sono collocati i figli. Ciò è stabilito dalla circolare Inps n. 210 del 1999 : qualora i figli restino affidati ad entrambi i genitori, questi ultimi devono stabilire, di comune accordo, chi dei due effettuerà la richiesta ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare. In mancanza di accordo fra gli affidatari, l’autorizzazione alla percezione della prestazione familiare viene concessa al genitore con il quale il figlio risulta convivente, secondo quanto stabilito dall’art. 9 della Legge 903 del 1977.

    Cordiali saluti,

    Avv. Marco Pola

  83. Roberto dice:

    Buongiorno,
    Volevo sapere se ho diritto agli assegni familiari perché ho lavoro dipendente.
    Nn sono sposato, la mamma della bimba ha lavoro autonomo. L affidamento è condiviso e la piccola vive cn la mamma.
    Preciso che ho sempre avuto io gli assegni familiari, fino all introduzione della nuova procedura Inps ( telematica, tramite Caf ) .
    La mamma ha compilato la rinuncia agli assegni, ma l Inps continua a rigettare la richiesta.
    Potete dirmi come mai nn mi spettano più?
    Grazie per l’ eventuale risposta,
    Roberto

  84. separatamente dice:

    Buongiorno,
    per rispondere alla sua domanda occorrerebbe conoscere la vostra situazione reddituale e patrimoniale.
    Occorre anche capire se il padre naturale contribuisce al mantenimento delle bambine e da quanto tempo lei convive con le bambine.
    Ci sono, infatti, dei casi in cui l’obbligo di mantenimento potrebbe anche ricadere a carico di chi ha accolto in casa madre e figlie.
    Siamo a Sua disposizione per ulteriori chiarimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  85. Aniello dice:

    Salve,io e mia moglie vogliamo separarci .lei ha 3 bambini avuti con il suo ex compagno ( non sposati)lei può chiedermi gli assegni di mantenimento delle bambine? E se e SI di quanto sono?
    Grazie

  86. separatamente dice:

    Buongiorno,
    come sempre precisiamo che questo forum è riservato agli utenti che risiedono nelle province di Milano e Monza.
    In ogni caso, con riferimento al Suo quesito, precisiamo che una riduzione delle Sue entrate potrebbe giustificare una riduzione dell’assegno di mantenimento. Per contro, i Giudici non sono molto inclini ad accogliere richieste di riduzione dell’assegno di mantenimento per i figli laddove la stessa sia giustificata dalla nascita di nuovi figli nati da altra relazione.
    Il fatto invece che oggi Vostra figlia faccia l’università non mi sembra un argomento che giustifichi la riduzione dell’assegno di mantenimento; anzi, a volte, capita che il genitore collocatario del figlio giustifica la richiesta di aumento dell’assegno di mantenimento proprio in ragione dei nuovi ed ingenti costi riconducibili alla frequentazione dell’università.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  87. TONY dice:

    Buongiorno Avvocati,
    Mi sono separato nel 2005,divorzio avvenuto 2011, sia io che la mia ex moglie guadagnamo circa E.1900. All’epoca si concordò contributo al mantenimento della nostra unica figlia pari ad E.400. Io abito in casa di mia proprietà, ho inoltre un piccolo immobile che affittavo per E.400 al mese. La mia ex ha mutuo pari ad Euro 700 mensili per la casa in cui risiede con ns figlia. Ad oggi sono cambiate alcune cose: ho diminuito la rata al mio locatario scendendo a 300 Euro, poi mia figlia è ora universitaria (ha 21 anni) ed inoltre da nuova convivenza sono papà di 2 gemelle di 3 anni. I miei risparmi in banca sono ridotti al minimo, ho chiesto anche prestiti..ci sono gli estremi per chiedere una modifica del mantenimento? Mia figlia maggiore non è più figlia unica come all’epoca del divorzio…..Distinti saluti,Tony

  88. separatamente dice:

    Buongiorno,
    quando c’è un difensore nominato diventa a volte inopportuno fornire consigli anche in ragione del fatto che solo quest’ultimo potrebbe conoscere nel dettaglio la Vostra controversia.
    Comunque, effettivamente, per risparmiare, Lei potrebbe abitare la casa coniugale. Occorrerebbe poi conoscere tutti i numeri (per esempio residuo mutuo, costo abitazione, contributo dei coniugi per l’acquisto, etc.) per fornire consigli più precisi.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  89. Giorgio dice:

    Salve,
    ho una separazione giudiziale in corso con una presidenziale già emanata, la mia ex moglie ha abbandonato la casa coniugale per vivere dal compagno con mio figlio e tra l’altro non paga da 1 anno più il mutuo e questo è andato in sofferenza, io vivo in una casa in affitto e al momento la casa coniugale seppur non pagata è abbandonata, in questa situazione potrei recedere dall’affitto e andare a stare nella casa coniugale così da poter racimolare qualche soldo per risolvere la questione della casa con le banche? o rischio che mi chieda di più di mantenimento ? già le verso 300 al mese per la prole in più sto lavando debiti cointestati per sistemare la situazione economica.
    Inoltre in corso di giudiziale con una presidenziale già emanata può richiedere modifica ?
    Grazie anticipatamente
    Giorgio

  90. separatamente dice:

    Buonasera,
    in linea teorica e strettamente giuridica il figlio che non ha ricevuto il contributo economico per gli studi universitari potrebbe sostenere che il genitore deceduto che, in vita, ha effettuato il predetto pagamento ha realizzto delle donazioni privilegiando il figlio che ha frequentato l’università rispetto a quello che non l’ha frequentata. Donazioni delle quali si deve quindi tenere conto ai fini della suddivisione tra i figli del patrimonio del genitore. Occorerebbe però anche verificare se siamo in presenza di una successione con o senza testamento. Nel secondo caso, infatti, il de cuius (in questo caso il genitore deceduto) ha facoltà di privilegiare (nei limiti consentiti dalla legge) un figlio rispetto ad un altro.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola
    Siamo disponibili per eventuali approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

    Marco Pola
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  91. giuseppe dice:

    Puo’ un figlio che ha rinunciato volontariamente agli studi universitari, rispetto agli altri fratelli, pretendere qualcosa in piu’ sull’eredita’?

  92. separatamente dice:

    Buongiorno,
    l’importo di euro 250 mensili a suo carico per ogni figlio può essere ridotto in considerazione dell’assegnazione della casa familiare in favore del genitore collocatario dei figli.
    In verità, tuttavia, da quello che lei mi riferisce, per valutare l’entità del suo reddito, dobbiamo anche valutare l’entità del guadagno derivante dalla locazione di un secondo immobile di Sua proprietà che riduce – ritengo, non di poco – le possibilità di ridurre ulteriormente l’assegno di mantenimento per i figli.
    Con i migliori saluti,
    Avv. Marco Pola

  93. Giovanni dice:

    Sono residente a Cologno. 250 euro a figlio sono ulteriormente riducibili se la casa familiare viene assegnata a mia moglie che comunque è proprietaria della stessa al 100%? Io ho un’altra casa tutta mia a Vizzolo che è in affitto.
    In questo caso essendo tutti e due statali con stesso reddito di lavoro dipendente di circa 2000 euro (al mio però si aggiunge il reddito di locazione di 400 euro che comunque mi servirà a prendere in locazione un terzo appartamento nella zona almeno sino alla scadenza naturale del contratto in essere sulla casa di Vizzolo che scade tra 3 anni mentre sulla casa di mia moglie grava un mutuo a lei interamente intestato di 700 euro sulla sua casa), l’accordo sui figli è buono? O lo posso ridurre ancora nell’ambito di una consensuale?

  94. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    l’iniziativa che ha preso il Suo ex compagno (mettendo alla porta madre e figlia) è sicuramente illegittima.
    Tra l’altro si registrano precedenti giurisprudenziali che hanno disposto l’assegnazione della casa familiare in favore del genitore collocatario della prole, limitando il diritto di proprietà del convivente, sebbene quest’ultimo non sia il genitore naturale dei figli.
    Dunque sì, a mio avviso ci sono gli estremi per avanzare una richiesta quanto meno risarcitoria.
    Siamo disponibili per un primo confronto (gratuito) in studio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  95. Jessica dice:

    Buongiorno sono una ragazza di 36 anni mamma di una bambina di 6 anni avuta da una precedente relazione a quella per la quale vorrei sottoporvi una domanda. Ormai un anno e mezzo fa io e quello che era il mio nuovo compagno da due anni “quindi regolarmente presente nella mia vita e in quella di mia figlia” decidiamo di andare a convivere. Ci trasferiamo quindi al rientro dalle vacanze estive il 18 Agosto 2018 dopo una settimana di convivenza senza alcun apparente motivazione il suddetto decide di interrompere la relazione con me intrapresa sbattendo me e mia figlia letteralmente fuori di casa ( beni e effetti personali miei e di mia figlia messi in sacchi della spazzatura e nel box di casa mentre io ero in ufficio) premetto che la casa era si di sua proprietà e per questo so perfettamente di non poter esercitare alcun diritto, il punto è che l azione compiuta senza il ben che minimo preavviso ha causato a me parecchi disagi ovvero per circa un mese e mezzo ho dovuto lasciare la mia bambina che intanto era tornata a frequentare l asilo al padre biologico e io sono stata costretta ad appoggiarmi temporaneamente a casa dei miei genitori e a cercare freneticamente un appartamento dove poter ristabilire l equilibrio familiare tra me e la mia bambina cosa che con estrema fatica ho fatto in un mese e mezzo per l appunto. Tutto quanto accaduto ha creato in me stati d ansia e depressione tanto da faticare anche a compiere il mio dovere di madre per i 3 mesi seguenti. La situazione ora si è assolutamente ristabilita sono nuovamente serena fortunatamente ma vorrei sapere se è possibile denunciare il mio ex fidanzato per il danno subito a causa sua.
    Grazie infinite

  96. separatamente dice:

    Buongiorno,
    laddove le sua situazione economica sia peggiorata si può proporre istanza per la modifica delle condizioni della separazione. Non credo, tuttavia, che si possa ottenere una riduzione consisistente rispetto al precedente impegno finanziario per il mantenimento dei figli: il minimo per ogni figlio di solito ammonta ad euro 250,00 ulteriormente riducibile se in occasione della separazione vi è stata l’assegnazione della casa familiare al genitore collocatario degi figli.
    Se lo desidera possiamo apprfondire in studio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola
    Marco Pola
    Cordiali saluti,

  97. Michele dice:

    buongiorno sono divorziato da 4 anni verso dalla data di separazione (2006) un assegno di mantenimento,direttamente prelevato dallo stipendio di 600 euro per due figli ora entrambi maggiorenni,oggi si apre nella mia azienda la procedura di cassa integrazione straordinaria ,per chiusura produzione.
    come faccio ,e se e possibile bloccare l’addebito diretto ,il mio compenso in cigs sara’ di 1300 euro,ho un affitto da 250 piu spese che portano le mie spese fisse a 500 mensili, la mia attuale moglie e’ disoccupata da tre anni,sinora tiravo avanti con 40/50 ore di straordinario che mi aumentava lo stipendio,ma ora?
    grazie

  98. separatamente dice:

    Buongiorno Maurizio,
    per riuscire a rispondere al Suo quesito dovremmo sapere se vivete ancora nella stessa abitazione nonchè conoscere le condizioni del divorzio congiunto.
    Su quest’ultimo punto, infatti, come riporta la circolare Inps 100/2019, i coniugi separati o divorziati fanno parte dello stesso nucleo familiare qualora continuino a risiedere nella stessa abitazione. Questi continuano a far parte dello stesso nucleo anche nell’ipotesi in cui risiedano nella stessa abitazione, ma risultino in due stati di famiglia distinti. Pertanto, affinché i coniugi separati o divorziati costituiscano due nuclei diversi, è necessario che abbiano due diverse residenze.Diversamente, potrà essere proposta soltanto una domanda di reddito di cittadinanza.
    Non solo: se la separazione è avvenuta successivamente al primo settembre 2018, per avere diritto al Reddito di cittadinanza il cambio di residenza deve essere certificato da apposito verbale della polizia locale.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  99. Maurizio dice:

    Buongiorno!
    Mi chiedo avvocato, perché con la mia ex moglie siamo già divorziati da più 2 anni. Disoccupati entrambi.
    Siamo genitori di tre figli adulti.
    Sia io che lei abbiamo presentato domanda per il reddito di cittadinanza a lei e stata accettata prendendo anche i miei soldi perché mi chiedo? in quando noi due non abbiamo più nulla da spartire siamo divorziati consensualmente in tribunale.
    Le non mi riconosce il mio diritto del reddito di cittadinanza dicendomi che non mi appartiene io credo che sia una truffa nei miei confronti.Singor avvocato come posso risolvere questo problema per un mio diritto?.

  100. separatamente dice:

    Buonasera Gabriele,
    mi spiace questo forum è riservato agli utenti di Milano e Monza.
    Comunque la sua richiesta è lecita. Dovete trovare un accordo anche sul prezzo. Altrimenti, meglio restituire gli arredi.
    A presto,
    Avv. Marco Pola

  101. Gabriele dice:

    Buongiorno,ho convissuto per 5 mesi con la mia ormai ex fidanzata nell’ appartamento di mia esclusiva proprietà,dopo una storia durata tre anni.Dopo pochissimo ci siamo lasciati visto il suo comportamento poco consono alla normale convivenza di due persone che hanno deciso di vivere insieme.Essendo che lei aveva acquistato quasi tutto l’arredamento della casa,ora lei mi ha fatto sapere tramite via legale che rivorrebbe indietro tutta la somma di denaro da lei spesa per l’acquisto dei mobili oltre che le spese legali da lei affrontate per farsi risarcire di questi soldi.Essendo che i mobili hanno ormai un anno,vorrei riacquistarli ma ad un prezzo minore (diciamo prezzo meno l’iva) e a rate(3 rate) e senza ovviamente pagare il suo legale…in alternativa,restituirei tutti i suoi mobili, attraverso ovviamente un’azienda privata da lei pagata per la rimozione, ma richiedendole però tutte le spese dovute a danni provocati dalla rimozione dei mobili al mio appartamento… è possibile farlo?

  102. separatamente dice:

    Buongiorno,
    un accordo di separazione consensuale, formalizzato davanti al Giudice (anche con procedura di negoziazione assistita per risparmiare tempo e denaro), può prevedere anche intese aventi ad oggetto proprietà immobiliari, oltre, ovviamente, il mantenimento dei figli.
    Siamo disponibili per apprfondire in studio (primo incontro gratuito).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  103. Antonia dice:

    Buongiorno! Io ho convissuto 7 anni con un uomo. Senza essere sposati solo insieme sullo stato famiglia. Il 6 novembre se ne è andato perché ha l amante . Io non lavoro attualmente e ho mio figlio in affidamento esclusivo . Volevo capire se mi spetta qualcosa da lui? Lui guadagna 2500 euro al mese . Grazie mille

  104. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    noi possiamo aiutarla a Milano e Monza.
    Comunque il padre è sempre obbligato al mantenimento del figlio.
    Non capisco, tuttavia, per quale ragione vi sia un affidamento esclusivo senza previsioni sul mantenimento come sarebbe logico aspettarsi in un procedimento giudiziario che disponga in merito all’affidamento.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  105. Stefano dice:

    Ho un caso spinoso. Per motivi fiscali Mia moglie mi ha “ceduto“ la quota della sua casa a Milano e adesso io sono unico proprietario nonostante però lei l’abbia pagata con me fino all’ultimo. Adesso ci stiamo separando, oltre a stabilire il mantenimento dei figli le vuole che io le restituisca la sua metà. Siccome non ho la cifra a disposizione e quella casa è in locazione fino al 2023 e quindi non la posso vendere le ho proposto di prendere il valore di mercato attuale dividerlo in due è la meta a lei spettante gliela restituisco in 12 anni a €300 al mese. Di mantenimento figli abbiamo concordato €450 che si aggiungono quindi ai €300 mensili. Si può fare tutto questo mettendo tutto il contenuto nell’accordo di separazione? Per la verità meriterebbe che io me ne appropriarsi Ma se faccio così non me la tolgo dal collo per tutta la vita.

  106. separatamente dice:

    Buongiorno,
    da quello che Lei mi riferisce si tratta di un buon accordo nel senso che vi è il rischio che un Giudice imponga a Suo carico un contributo al mantenimento dei figli più alto !
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  107. Francesco dice:

    Risiedo a Milano. 225 a figlio due figli di anni 12 di anni 17 è buono come contributo di mantenimento? prendo €2000 al mese mentre mia moglie ne prende 1900 ( con gli assegni familiari che chiederà solo lei arriverà a 2000). lei però ha un mutuo di €700 al mese intestato solo a lei per la casa (di cui è proprietaria al 100%) dove vivrà con i figli in quanto genitore prevalente. Le spese straordinarie sono al 50% Per quanto riguarda il diritto di visita io li vedrò due weekend al mese alternati (prendendo i ragazzi o il venerdì dopo la scuola o il sabato fino alla domenica sera prima di cena) e un paio di pomeriggi a settimana senza pernotto. se vado ad una giudiziale con addebito (tradimento) cosa rischio? o mi conviene chiudere d’accordo in questo modo? Preciso che entrambi abbiamo due lavori nel settore pubblico stabili quindi non devo mantenimento a mia moglie.

  108. separatamente dice:

    Buongiorno,
    ovviamente occorre approfondire insieme ma da quello che mi riferisce mi sembra evidente ci siano i presupposti per interrompere, previa istanza della modifica delle condizioni del divorzio innanzi ad un Giudice, il contributo per le spese di affitto e bollette.
    Vorrei comunque leggere le “carte”.
    Il primo incontro in studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  109. ROBERTO MONTEMERLO dice:

    Buongiorno Avvocato,
    le sottopongo il seguente quesito ….
    Sono un padre divorziato da 5 anni e mensilmente erogo alla mia ex-moglie gli alimenti per le mie due figlie (così come stabilito dall’atto del divorzio c/o il tribunale di Monza); in aggiunta però agli alimenti la mia ex-moglie ha preteso che mi facessi carico anche della quota dell’affitto e delle bollette per una delle due figlie, cosa che ho acconsentito ad erogare. Arrivo adesso alla domanda per lei Avvocato: la mia ex-moglie si è risposata un paio di anni fa (quindi vive con suo marito nell’appartamento in affitto per il quale contribuisco come le ho spiegato a pagare le spese in aggiunta agli alimenti) e quindi le chiedo se è corretto che continuo a contribuire alle spese dell’affitto/bollette per la quota in carico ad una delle due figlie come sto facendo attualmente.
    La ringrazio in anticipo per la sua risposta.
    Roberto

  110. separatamente dice:

    Buongiorno,
    ci sono molti quesiti che Lei propone che richiedono un approfondimento, se lo riterrà opportuno, possiamo approfondire in studio.
    In estrema sintesi, sin da ora ricordiamo che in sede giudiziale la casa familiare viene assegnata al genitore collocatario del figlio (indipendentemente dal fatto che vi siano altri immobili intestati ai genitori); in ogni caso, anche il genitore più debole dal punto di vista economico
    deve partecipare al mantenimento della prole (il minimo contributo di solito ammonta ad € 300,00 oltre al rimborso in misura percentuale da concordare delle spese straordinarie (mediche, scolastiche, ricreative).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  111. Marcello dice:

    Buongiorno,
    Sono un Padre convivente con un figlio di ca. 14 mesi.
    Io e la mia (ex)compagna siamo in procinto di separarci perchè non andiamo più d’accordo. Vorrei cortesemente sapere quali saranno le conseguenze economiche e di affido di ns. figlio.
    La situazione specifica è la seguente:
    – Attualmente abitiamo tutti e 3 in un immobile con regolare contratto di locazione in provincia di Milano ma ns. figlio e la madre hanno residenza anagrafica in provincia di Brescia perchè lei possiede lì un immobile di proprietà che affitta stagionalmente.
    – La mia (ex)compagna ha inoltre la sede della sua società (SRLS) all’interno dell’immobile nel quale abitiamo in provincia di Milano.
    – Per parte del tempo lavorativo, lavoro per la mia (ex)compagna (fatturo direttamente alla sua società le mie competenze con P.IVA in regime forfettario) e per un’altra parte del tempo ho un contratto a tempo determinato part-time
    – La mia (ex)compagna guadagna molto più di me (almeno più del triplo)
    – Possediamo entrambi un immobile di proprietà (il mio è attualmente locato ed il suo, come già specificato, sito in provincia di Brescia dove ha anche la residenza che viene affittato stagionalmente

    Come verrà regolamentato l’affido di ns. figlio?
    Dovrò trasferirmi in altro immobile o lo dovrà fare lei? Lei potrà trasferirsi liberamente insieme a ns. figlio in provincia di Brescia?
    Cosa ne sarà del mantenimento? Io mi ritroverò almeno momentaneamente con solo un contratto determinato part-time.. mi aspetta qualche mantenimento dato che fatturavo alla sua società e da un momento all’altro non lavorerò più per lei?
    Quali saranno i costi che dovrò sostenere?

    Resto in attesa di cortese riscontro.
    Sarei interessato anche ad approfondire attraverso una telefonata o una vs. consulenza diretta.

    Grazie
    Cordiali saluti
    Marcello

  112. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    questo forum è riservato ai clienti di Milano e Monza.
    Sembrerebbe comunque che Lei abbia abbandonato la casa coniugale con possibilità per i suocerti di rientrare in possesso dell’immobile.
    Il Suo quesito in ogni caso merita un approfondimento ulteriore che consigliamo di effettuare con un avvocato che opera dove è ubicato l’immobile.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  113. separatamente dice:

    Buongiorno,
    per fare una raccomandata non serve per forza un avvocato.
    Quest’ultimo serve per l’atto di precetto ed il pignormento che potrà fare per chiedere il pagamento del dovuto.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  114. separatamente dice:

    Buongiorno,
    si rivolga ad un avvocato a Palermo, per agire esecutivamente nei confronti del suo ex marito con precetto e pignoramento immobiliare.
    Può anche denunciare penalmente il mancato pagamento.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  115. Alessandra dice:

    Buongiorno,
    Se il coniuge muore e la casa dove abitavano è intestata ai suoceri, la moglie va a vivere in un altra città con i figli e un conpagno….ma non lascia le chiavi di casa ai suoceri anzi le da a qualcuno che ogni tanto va a prendersi il mobilio per venderlo….. la domanda è questa: i suoceri proprietari della casa possono sfondare la porta e cambiare serratura? Senza avvertire nessuno?

  116. Luosa vitale dice:

    Sono divorziata da 3 anni.
    Il mio ex marito deve versarmi 4000 euro ad ottobre e 2000 a gennaio di ogni anno come da accordi divorzili.
    Considerato che ad ottobre nn mi ha versato nulla e neppure ha intenzione di farlo, vorrei sapere se devo obbligatoriamente rivolgermi ad un avvocato o posso fare una semplice raccomandata al mio ex marito?
    Grazie

  117. leonarda dice:

    salve io vorrei un chiarimento ,il mio ex e da 6 anni che non passa l’assegno di mantenimento per nostra figlia.
    Pero da qualche mese ha comprato una casa e la intestata alla convivente si puo impugnare l’atto ..Posso fare
    qualcosa legalmente ?

  118. separatamente dice:

    Buongiorno Francesca,
    laddove esista già un difensore di Sua fiducia il migliore consigliere è quest’ultimo perché conosce meglio le vicende connesse alla Vostra separazione.
    In ogni caso, l’invio della lettera con la richiesta di separarsi giustifica il successivo allontanamento dalla casa coniugale che non può, quindi, considerarsi abbandono del tetto coniugale.
    L’eventuale relazione extraconiugale ha rilevanza al fine dell’addebito se intrattenuto prima della effettiva separazione legale, ma con diversa/inferiore gravità laddove sia iniziata dopo l’invio della lettera.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  119. Francesca dice:

    Salve,

    Siamo in fase di separazione.
    Mio marito mi ha mandato la lettera di separazione scritta dal suo avvocato un anno e mezzo fa circa e in questo periodo ho scoperto che mi sta tradendo con un’altra donna.
    Lui mi da la colpa per la separazione anche se io non ho prove dell’infedeltà datate prima della lettera inviata da lui.
    La mia domanda è se la lettera di separazione annulla l’obbligo di fedeltà e di coabitazione(lui si è preso un’altra casa e ha cambiato residenza pur rimanendo nella nostra finché saranno finiti i lavori nella nuova) dal momento in cui è stata inviata anche se ho i biglietti di viaggio risalenti prima della lettera che attestano il loro viaggiare insieme frequentemente.

  120. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se Lei ha già un difensore è meglio che si rivolga a quest’ultimo per i consigli. In ogni caso, anche il Suo avvocato le avrà riferito che si può fare una causa in Tribunale definito giudizio di divisione con l’effetto che la casa verrà venduta all’asta indipendemente dalla volontà di non vendere di sua sorella.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  121. fabio resti dice:

    io mia madre e mio fratello vogliamo vendere o affittare la casa mia sorella no,la odia augurandogli la morte
    il prezzo stimato dell’agenzia 210000 euro avevamo fatto tutto e trovato acquirente che versò anche caparra e rogitare a novembre. Mia sorella non firma perché ovviamente la sua quota è di 1/9 . per altre ragioni che non sto a spiegare l’avvocato mi ha fatto capire che lei pensa che fine faranno i soldi ricavati dalla vendita quando , spero il piu tardi possibile morirà. I soldi son suoi e per me puo spenderli come crede.
    voglio trovare una soluzione per per vendere in fretta (tutte le opzioni sono possibili).
    Ricodo che 30000 euro di retta in casa di riposo sono stati pagati iteremante da me è mia madre conto cointestato.

  122. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    se Lei si sposa con il Suo compagno, nel caso di decesso di quest’ultimo, senza un testamento, ci saranno tre eredi, Lei e le due figlie nella misura di 1/3 ciascuna. Nel caso in cui suo marito decida, invece, di fare testamento, la quota disponibile (che può riservare a chiunque) è calcolata nella misura del 25%, quindi, il residuo importo deve essere suddiviso tra i tre eredi, nella misura del 25% ciascuna.
    Per il suo secondo quesito occorre ricercare la soluzione nella giurisprudenza e sembra adatta al Suo caso la soluzione del Tribunale di Roma del 2017: “Alla seconda moglie del de cuius spetta il 75% della pensione di reversibilità anche se il matrimonio è durato molto meno del primo: 14 anni contro i 24 con la prima moglie. Questo perché a pesare è anche la lunga convivenza tra i due, culminata nelle nuove nozze ben 20 anni dopo proprio perché la donna non voleva perdere a sua volta la reversibilità del primo marito. Ad affermarlo è il tribunale di Roma, con la recente sentenza n. 13642/2017, ricordando che, ai fini della determinazione delle quote di reversibilità, non rileva soltanto la durata del matrimonio ma anche la convivenza prematrimoniale. Alla seconda moglie del de cuius spetta il 75% della pensione di reversibilità anche se il matrimonio è durato molto meno del primo: 14 anni contro i 24 con la prima moglie. Questo perché a pesare è anche la lunga convivenza tra i due, culminata nelle nuove nozze ben 20 anni dopo proprio perché la donna non voleva perdere a sua volta la reversibilità del primo marito.” Sembra, quindi, affermato il principio che ai fini della determinazione delle quote di reversibilità, non rileva soltanto la durata del matrimonio ma anche la convivenza prematrimoniale.
    Siamo disponibili per ulteriori approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  123. Stefania dice:

    Buon pomeriggio,
    Avrei bisogno di un vostro riscontro in merito alla mia situazione, convivo con il mio compagno da 11 anni ed abbiamo avuto una bimba che oggi ha 6 anni, abbiamo comprato la nostra casa intestata a me al 90% de al mio compagno al 10% in base alle disponibilità economiche, il mio compagno è divorziato ed ha una figlia di 26 anni, la domanda è, se mi sposo la figlia del primo matrimonio può avanzare diritti sulla nostra attuale situazione patrimoniale? Visto che io ed il mio compagno abbiamo 21 anni di differenza se ci sposiamo ho diritto alla sua pensione? Oppure spreterà alla prima moglie perché nonostante 11 anni non ci siamo ancora sposati?
    Grazie per il riscontro

  124. separatamente dice:

    Buonasera,
    se il procedimento di divorzio si è svolto a Roma e se i figli vivono a Roma, meglio che Lei cerchi un avvocato a Roma.
    Noi come specificato nel forum operiamo su Milano e Monza.
    Comunque considerato che mancano due anni alla maggiore età del figlio, meglio puntare su una assistenza domiciliare minori da richiedere al Giudice.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  125. SAU PUEYO ALEXANDRA dice:

    Buongiorno,

    sono divorziata da aprile 2017 e vivo in francia (sono francese).
    i 2 figli di 16 e 18 anni sono rimasti in Italia a Roma.
    il figlio di 16 anni dall’anno scorso non studia, rimane spesso da solo, non è seguito, sospenesioni di scuola e da poco frequenta lo stadio dove ha degli atteggiamenti fascisti.

    come posso fare per farlo venire a vivere da me (sono sua madre) affidamento condiviso.

    grazie della sua risposta

  126. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se vuole sapere se esiste una norma che preveda un simile obbligo devo rispondere di no.
    Devo, tuttavia, ricordare che se Lei ha già un figlio è doveroso, in qualità di padre diligente, che Suo figlio venga a conoscenza di tale circostanza con tutte le necessarie attenzioni.
    Quindi, non esiste un obbligo ma suggerisco di riferirlo alla Sua ex moglie.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  127. Susanna dice:

    Buongiorno,
    Vorrei sapere se esiste un obbligo di comunicare alla ex moglie, nonché madre di un figlio ancora minore, la gravidanza della nuova compagna considerato che ad oggi non vi è tra gli ex coniugi alcun dialogo dovuto ai continui dispetti della ex moglie.
    Saluti

  128. separatamente dice:

    Buongiorno,
    gli effetti della domanda giudiziale, salvo diverse indicazioni del giudice, maturano dalla data del deposito del ricorso.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  129. Andrea dice:

    Buongiorno,
    dopo la separazione il giudice invia urgente ha stabilito €600 poi in seconda udienza ha decretato 750 adesso la moglie chiede gli arretrati da quando ha fatto domanda.
    Può richiedere gli arretrati?
    Grazie Andrea

  130. separatamente dice:

    Buonasera,
    se quanto ci riferisce corrisponde a quanto previsto nel divorzio, ci sono i presupposti per proporre denuncia penale nei confronti del marito per mancato pagamento del mantenimento di un minore per di più disabile, oltre che tutelare il credito tramite atto di precetto e pignoramento. Aggiungo anche che di solito le spese mediche non sono ricomprese nell’importo fisso mensile per il mantenimento. Sarebbe comunque meglio leggere le condizioni del divorzio.
    Se la madre avanza richiesta di revisione dell’assegno per il mantenimento gli effetti della eventuale modifica decorrono dalla presentazione in giudizio della domanda di modifica dell’assegno.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  131. Michelle Waibl dice:

    Buongiorno,

    chiedo in nome di una persona amica, che risiede in Provincia di Milano: in fase di separazione i coniugi avevano concordato il mantenimento dei due figli e fissato l’importo di € 250 a figlio (quindi non fissato da un Giudice), oltre al pagamento da parte del padre del 50% delle spese straordinarie. Uno dei figli è disabile. Intanto i due sono anche divorziati e il mantenimento dopo 6 anni è rimasto lo stesso, a parte l’incremento Istat. Per recuperare la quota di spese straordinarie la madre è dovuta ricorrere più volte al Giudice. Ora il padre si rifiuta improvvisamente di pagare le spese mediche per il figlio minorenne invalido, perché secondo lui sono comprese nel mantenimento.
    Può la madre richiedere la revisione del mantenimento per il figlio minorenne disabile e lo può richiedere retroattivamente? Grazie.

  132. separatamente dice:

    Buongiorno,
    senza leggere le carte è impossibile rispondere al Suo quesito.
    Di solito rientra tra le spese straordinarie.
    Ricordo che il presente forum è riservato agli utenti di Milano e Monza.
    Cordiali saluti,
    Avvv. Marco Pola

  133. Paolo dice:

    Buongiorno, sono da poco separato e sto cercando di capire bene cosa è ordinario e cosa no, in termini di spese.
    Mio figlio vorrebbe conseguire una certificazione ECDL (fa la prima superiore). Tale certificazione non è obbligatoria, ma come tante altre… è “caldamente” consigliata.
    Trattasi di spesa ordinaria o straordinaria?

    Grazie mille.

  134. separatamente dice:

    Buongiorno,
    questo forum è riservato agli utenti di Milano e Monza come specificato nel sito.
    In ogni caso, 150 euro per il mantenimento del figlio mi sembrano veramente pochi. Di solito il minimo che viene riconosciuto è un importo di € 250,00 oltre al rimborso in misura percentuale delle spese mediche, scolastiche e ricreative.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  135. Alberto dice:

    Chiedo in informazione per mia cognata.
    Ha una bambina di 5 anni avuta da un compagno non sposato, ora si sono separati da 2 anni e consensualmente da 1 anno le viene riconosciuto un mantenimento mensile da 150 euro. Lei dopo la separazione si è spostata in una casa in affitto in quanto hanno lasciato la precedente abitazione in affitto più grande e lui si è trasferito in un’altra abitazione sempre in affitto. Ovviamente lei con questo mantenimento non riesce a far fronte ne alle spese per la bambina ne all’affitto. A quanto avrebbe diritto di mantenimento e le spetterebbe una quota necessaria per l’affitto o mutuo che sia???

  136. separatamente dice:

    Buongiorno,
    questo forum è riservato agli utenti di Milano e Monza.
    In ogni caso, suggerisco di presentare istanza di modifica congiunta delle condizioni della separazione per revocare l’assegnazione della casa familiare.
    Sino a quando il provvedimento sarà valido la Sua ex potrebbe anche cambiare idea e fare ritorno a casa. Quindi, si potrebbe sostenere che l’obbligo di partecipare alle spese condominiali non è ancora in vigore perché l’immobile non è ancora nella Sua disponibilità giuridica.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  137. Roberto dice:

    Buon giorno… Sono separato da mia moglie da circa due anni. La casa di proprietà al 50% è stata affidata a lei in quanto abbiamo un figlio di 12 anni .
    ora lei si è trasferita ed è andata ad abitare con la sua compagna. ora la mia ex moglie mi chiede di pagare le spese condominiali al 50%.. è giusto questo? se si da quando dovrei pagarle? da quando ha cambiato residenza ? sempre che l’ abbia cambiata..
    grazie
    Roberto

  138. separatamente dice:

    Buongiorno,
    mi verrebbe la tentazione di suggerirle semplicemente di cambiare avvocato.
    Ma evolvo il pensiero: se la casa è stata assegnata gratuitamente alla madre con la separazione non vi sono ragioni giuridiche che possano giustificare, in caso di divorzio, il pagamento di un affitto ! Occorre in ogni caso confrontare la vostra situazione reddituale quando vi siete separati con quella attuale per essere sicuri al 100%.
    Rammento che in questo forum si cerca di dispensare suggerimenti gratuiti ma limitatamente agli utenti di Milano e Monza
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  139. Monika dice:

    Salve mi chiamo Monika. Dopo 4 anni di separazione abbiamo deciso di fare il divorzio. Ho 2 bambini di 14 e 6 anni che vivono con me nella casa di mia suocera che ci e stata consentita dal giudice( comodato d’uso).
    Ora che vogliamo il divorzio l’avvocato Ci ha detto che io e bambini dopo il divorzio non possiamo più stare in questa casa senza aver contratto d’affitto. La casa è grande e il prezzo dell affitto sarebbe 400/500€ al mese. Ma chi stabilisce il prezzo? Geometra ci ha fatto questo prezzo di mercato ma poi è il avvocato o la mia ex suocera a decidere? Il mantanimento dei bambini è di 500€. Il mio stipendio 1.600€ quello di ex marito quasi 3.000€ posso in caso chiedere aiuto dalla sua parte o aumenti di mantenimento?
    Cordiali saluti
    Grazie

  140. separatamente dice:

    Buongiorno,
    è molto difficile che Lei riesca ad ottenere in una sede giudiziale il rimborso per la manodopera relativa ai lavori di ristrutturazione laddove non ci sia un riscontro contabile/fiscale di questi ultimi. Lei mi dirà ovviamente che non poteva fare fattura a sé stesso. L’unica strada, quindi, se non trova un accordo amichevole con la Sua ex compagna, è quella di fare periziare i lavori di ristrutturazione (da un consulente tecnico). Consideri, tuttavia, che in questi casi spesso ci si trova di fronte una difesa che tende a valorizzare il contributo lavorativo in casa (lavare, stirare, cucinare, fare la spesa, pulire) che in qualche caso viene fatta dalle compagne/mogli nella casa familiare.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  141. Dodo dice:

    Buonasera, tre anni fa ho acquistato con la mia compagna una casa al 50%. Mio padre per l’acquisto ci aveva prestato una bella somma e nonostante questo la casa è stata intestata al 50%. In questi tre anni ho fatto tanti lavori di ristrutturazione comprando i materiali al 50% con la mia compagna ma lavorando all’immobile da solo. Il valore della casa è aumentato notevolmente ed ora che le cose non vanno bene Lei vuole venderla e pretende il 50% del ricavato senza riconoscere che il merito del surplus è mio. Le spetta veramente il 50% ? Possibile che ci rimetto anche tutto il lavoro investito? Grazie

  142. separatamente dice:

    Gentile Noemi,
    la Legge è molto chiara: lei ha il diritto di ricevere un contributo per il mantenimento del figlio e mi permetto di precisare che lasciare una famiglia, come ha fatto il Suo ex compagno, con un bimbo in tenera età potrebbe anche essere valutato severamente da parte di un Giudice.
    Per essere più precisi dovremmo anche valutare i Vostri redditi e la Vostra situazione patrimoniale. L’obbiettivo è quello di ottenere un contributo fisso per il mantenimento di Vostro figlio, più alto possibile, con rimborso, nelle misure percentuali da determinare, anche delle spese mediche, scolastiche e ricreative oltre ad un aiuto per le spese condominiali ordinarie.
    Con una procedura giudiziale denominata regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio verrà anche deciso quando il padre potrà vedere il bambino (senza pernottamento nella casa del padre sino a quando il minore non avrà al meno di 2/3 anni).
    Se lo desidera, il primo incontro in studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola (02.72022469)

  143. Noemi dice:

    Buongiorno, io e il papà del mio bambino 2 mesi ci siamo lasciati o meglio mi ha lasciato, dicendo che vuole farsi la sua vita ma vuole dare il mantenimento del figlio, il bambino vive in casa con me e ovviamente tutti i costi della casa sono pagati tutti da me, il padre deve solo dare il mantenimento o c’è la possibilità che debba dare la metà anche per le spese della casa? Cordialità

  144. separatamente dice:

    Buongiorno,
    cerco di rispondere alla sue domande anche se credo sia meglio che lei trovi un accordo con il suo nuovo compagno che dovrebbe essere in grado di autoderminare le proprie azioni indipendentemente dalla volontà del figlio nato dal primo matrimonio.
    Da un punto di vista giuridico, il diritto di visita non è sicueramente un obbligo quando il figlio diventa maggiorenne. Resta invece fermo l’obbligo di mantenimento sino a quando il figlio non diventa autosufficiente.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  145. Antonella dice:

    Buongiorno, vorrei un informazione, il figlio del mio compagno con cui sto da due anni , per un pretesto ( che non gli ho fatto le condoglianze per la morte della zia materna ) , e che se decide di convivere , lui perdera’ un figlio, ha riscattato il padre con una sua regola , ovvero che quando fa il weekend dal lui non vuole la mia presenza, Considerando che ad agosto sono stata in ferie dai genitori del mio compagno , dove c’era anche lui. Credo sia spinto dalla madre a tanta cattiveria , perché vorrebbe chiedere il divorzio da lei. Premetto che le ha intestato metà casa , dove ora vivono nonostante nella separazione l’avvocato decise che dovevano venderla, ma lui fini di dogare mutuo e tutt’ora paga spese condominiali e tutte le bollette , e si è fatto carico di tutte le spese extra del figlio oltre mantenimento . Io sono vedova con due figli . La situazione mi fa tanto male perché è tutto ingiusto questi capricci e il mio compagno lo asseconda. Ma fino a che età c’è l’ Obbligo del weekend , in cui il figlio la domenica non esce e lo costringe tutto il giorno a stare in casa a guardare partite , quando vorrebbe uscire con me come una coppia normale. Attendo gentilmente una sua risposta al riguardo anche tramite email . Se lei ha lo studio a Milano , lo riferirò al
    Mio compagno per una consulenza in merito al divorzio . Cordialmente

  146. separatamente dice:

    Buongiorno,
    quando la figlia avrà trovato un lavoro, ci saranno sicuramente i presupposti per chiedere la revoca dell’assegno di mantenimento. Avanzare richiesta di modifica in data anteriore mi sembra rischioso a meno che si dimostri che la figlia non si stia adopearndo diligentemente per trovare un lavoro.
    Lei non risponde per i debiti del Suo nuovo marito. Ma i creditori di suo marito potrebbero cercare di aggredire l’immobile a voi due cointestato.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  147. Sonia dice:

    Buongiorno.
    Sposata con il mio attuale marito (stipendio medio da operaio circa euro 1400) che da oltre 14 anni versa assegno di mantenimento per la figlia ora 18enne che vive con la madre (ex convivente con casa di proprietà), quota di 350 euro, figlia che a giugno di quest’anno ha terminato gli studi ed ora è a casa ed in cerca di lavoro.
    Noi abbiamo avuto un figlio, casa di proprietà al 50%, mio marito paga il mutuo (circa 655 euro/mese), ed io tutte le altre spese quali mensa scuola materna ecc…
    mio marito potrebbe richiedere riduzione assegno di mantenimento ora che la figlia ha terminato gli studi e dovrebbe cercarsi lavoro? Essendo in separazione dei beni, con conti correnti separati, potrebbe la legge avvalersi comunque anche del mio reddito? grazie Sonia

  148. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il procedimento che può intentare è quello previsto dall’art. 709 ter cod. proc. civ. utilizzato per sanzionare i comportamenti del (ex) coniuge in caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore. Le circostanze che mi ha riferito, laddove vengano provate in giudizio, potrebbero rientrare in queste ipotesi.
    Restiamo a disposizione per approfondire.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  149. Matteo dice:

    Buongiorno,
    mi sono separato da mia moglie il a febbraio (la separazione davanti al giudice c’è stata il 4 giugno). Mia moglie non ha rispettato alcune clausole del contratto di separazione:
    “A tal fine, convengono reciprocamente di non iniziare nuove convivenze coinvolgendo i minori prima che sia decorso un anno dalla sottoscrizione del presente accordo.”
    Sono passati solo 6 mesi e lei è gia andata in vacanza con il suo nuovo compagno coinvolgendo i miei figli e la figlia sua…… passa già le notti a dormire a casa sua e a casa del suo compagno coinvolgendo i figli. Ho provato a dirglielo ma non mi ascoltano. Cosa Posso fare????
    Secondo aspetto……avevamo 2 gatti comprati assieme…..di razza che ce li siamo litigati poi alla fine sono rimasti a lei questo quello scritto nel contratto:
    “I due gatti della famiglia, cresciuti insieme, rimarranno entrambi alla moglie” Adesso lei li ha regalati per farmi una ripicca nonostante io gli avessi detto per i figli (visto che li avevamo presi per lei) che ero disponibile a tenerli…….Cosa posso fare???

  150. separatamente dice:

    Buongiorno Aldo,
    l’instaurazione da parte di Sua moglie di una nuova convivenza con un nuovo partner non fa venire meno automaticamente il diritto al godimento della casa, ma occorre sempre valutare prioritariamente gli interessi della prole.
    Tale circostanza potrebbe, invece, comportare una modifica dell’assegno di mantenimento in favore di sua moglie sempre che sia stato previsto tale dovere nella separazione.
    Per valutare eventuali pregiudizi arrecati ai figli derivanti dalla nuova convivenza occorre approfondire insieme tutte le circostanze se lo desidera.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  151. Gino dice:

    Buongiorno,
    questa la situazione
    Separato, 2 figli minorenni, casa di mia proprietà 100% assegnata alla mia ex moglie al 1 piano. Abito ora con mia madre al ( piano di sotto ).
    la mia ex moglie ha intrapreso una nuova relazione e spesso nella casa coniugale assegnatale, ospita il compagno e la figlia di lui ( piano sopra al mio )
    tra l’altro il nuovo compagno è proprietario di una casa dove vive solo con la figlia.
    le domande :
    questa situazione, alquanto inopportuna, potrebbe determinare seri problemi ai miei figli ? ( confusione di ruolo genitoriale ), e se vogliamo, anche a me che spesso incrocio i miei figli col nuovo compagno e la mia ex nel vano scale o in cortile? siccome non credo vi siano gli estremi per una revisione della separazione con revoca dell’assegnazione della casa, potrei vista la situazione oggettiva, chiedere in sede di divorzio ( iter avviato ) l’inserimento di un vincolo a non intraprendere una nuova relazione nella ex casa coniugale ?
    grazie in anticipo e saluti

  152. separatamente dice:

    Buongiorno,
    qualsiasi modifica del contratto di mutuo comporta trovare un accordo non solo tra i conviventi ma anche con la Banca. Mi spiego: se i conviventi, anzi, i futuri ex convviventi, decidono che la casa resterà di proprietà solo di uno dei due non è detto che la banca sia d’accordo per fare uscire dal mutuo chi non resterà proprietario della casa. La banca in questo momento ha tre debitori, compreso, il garante. La banca non passa da tre a due debitori senza chiedere qualcosa in cambio. Di solito per trovare una accordo con la banca occorre trovare un terzo garante in grado di bilanciare l’uscita dal mutuo di uno degli ex conviventi. In questi casi spesso si cambia anche banca con surroga per cercare nuovi condizioni del mutuo. Ovviamente, anche il convivente deve essere d’accordo. Se non firma resta proprietario. Se non si trova un accordo tra i conviventi si può fare un giudizio di divisione davanti ad un Giudice.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  153. Stella dice:

    Buongiorno sono Stella e ponevo questo quesito mia figlia lo scorso anno è andata a convivere hanno acquistato casa intestandola a lei e al compagno. Mia figlia ha anticipato le spese iniziali relative al notaio, all’intermediario e ai mobili (circa 15.000 euro) e noi l’abbiamo aiutata con un anticipo sul valore della casa (16.000 euro) (volevo precisare che il totale di queste spese sono ovviamente partite dal conto a loro cointestato che è quello aperto presso la banca dov’è stato stipulato il mutuo e dove arriva mensilmente lo stipendio del convivente mentre mia figlia ha un altro conto) e per la differenza hanno stipulato un mutuo cointestato (euro 290 mese) con me come terza intestataria (la banca ha avuto bisogno di un garante visto che mia figlia ha un contratto a tempo indeterminato a part_time e lui al momento della stipula contratto part_time a tempo determinato a oggi diventato a tempo indeterminato sempre part-time ) . Di comune accordo hanno deciso che lui, per “pareggiare” quanto da mia figlia anticipato, pagasse la rata mensile del mutuo e insieme pagano le spese di quotidiana convivenza. Ora le cose non vanno più come devono andare e dopo le solite discussioni lui le risponde se vuoi vai tu fuori casa. Riuscendo a farlo ragionare visto che fondamentalmente lui fino ad oggi per la casa ha solo pagato le rate di mutuo, possiamo proporgli solo il rimborso delle rate da lui pagate e fare la pratica per intestare casa e mutuo a mia figlia? Grazie

  154. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    Lei può sicuramente agire per le differenze, invocando semplicemente il mancato pagamento. Dovrà essere poi il Suo ex a dimostrare di avere pagato l’intero.
    L’iter per il recupero prevede, nella prassi, una lettera di sollecito, un precetto e se necessario un pignoramento.
    L’unica precisazione che è necessario fare è che il credito derivante dal diritto di percepire l’assegno di mantenimento si prescrive in 5 anni quindi potrà agire solo per questo lasso termporale.
    Restiamo a disposizione. Il primo incontro in studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  155. separatamente dice:

    Buongiorno,
    per valutare se ci sono i presupposti per diventare l’esclusiva affidataria e collocataria dei minori, nonchè per togliere la responsabilità gentitoriale al padre, occorre dimostrare in giudizio uno o più comportamenti pregiudizievoli di quest’ultimo nei confronti dei figli. Se vuole possiamo parlarne insieme in studio, a Milano. Diversamente le consiglio di trovare un professionista a Napoli da dove Lei ci scrive. Se ha difficoltà economiche può chiedere in Tribunale la lista dei difensori che sono disponibili ad assisterla anche tramite il gratuito patrocinio (“Avvocato a spese dello Stato”) sempre che lei abbia un reddito inferiore ad € 11.493,20 all’anno.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  156. Ester dice:

    Buon giorno mi sono accorta cercando alcuni documenti e trovando la sentenza di separazione che il mio ex marito mi ha dato sempre la cifra a metà di quello che mi deve da oltre 10 anni …posso richiedere gli arretrati pur non avendo in mano nessuna ricevuta? Grazie

  157. Johanna dice:

    Buon giorno, sono una donna separata legalmente del 7 di giugno la qualle giudici a lasciato a me i a miei figli la casa dove abbitavamo con mi ex marito, i anche dei mantenimento che lui doveva dare, alla fine dopo di 15 giorni di averci lasciato la casa el giudici mi sono trovata senza mettano senza luce i acqua, o chiamato al carabinieri per fare sapere tutto questo la qualle la loro risposta a stato che doveva andarmene via di quella casa ia che la mi ex suocera poteva fare tutto ciò che lei voleva, poi anche non potevamo più salire perché quella casa era con catenacci sulla porta principale a noi nessuno fino adesso ci anno aiutato, loro mi anno cacciato via con due bambini piccole, i puré el mantenimento non mi da ni per la bambina mi per le cose mediicni i scolastici, dove sono le leggi dove e che dicono che proteggono ai bambini i alle donne,
    Vorrei chieder si e possibili chiederla patria potestà de mia figlia, sinceramente sono stanca ma molto stanca mai o visto en vità mia gente così cattiva

  158. separatamente dice:

    Buongiorno,
    come precisato, in questo Forum, sono invitati gli utenti di Milano (e provincia) nonchè Monza per il semplice fatto che non potremmo prestare assistenza al di fuori di questi ambiti territoriali. In ogni caso, considerato che il quesito è sicuramente pertinente con l’oggetto del Forum, Le confermiamo che il genitore collocatario dei figli, anche in assenza di relazione coniugale, ha diritto di pretendere ed ottenere l’assegnazione della casa familiare. Il procedimento giudiziario teso ad ottenere l’assegnazione della casa familiare è la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  159. Lun32 dice:

    Buongiorno vorrei un informazione da un esperto. Se una coppia non sposata decide di comprare casa ma il compagno si intesta la casa e il mutuo da pagare. Nel caso in cui la relazione va male e nel corso degli anni si è fatto un figlio. Ci sono diritti per le donne che non sono sposate ma hanno figli, convivono, hanno la residenza nella casa comprata anni precedentemente e anche lo stato di famiglia insieme. Oppure la donna non ha diritti e deve andare via dalla casa? Grazie

  160. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    il Suo patrimonio (la casa intestata a Lei) ed il suo reddito, non possono essere aggrediti dall’ex moglie di Suo marito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  161. Alessandra dice:

    Buonasera, sono sposata da un anno in separazione di beni con un uomo che ha due figli da un precedente matrimonio ad oggi divorziato da 2 anni.
    Abbiamo comprato casa , mutuo al 50% che pago io dal mio conto e casa intestata a me … la sua ex moglie e i suoi figli possono rivalersi su di me per mantenimento e casa ?
    Lui attualmente ha chiesto di rivalutare il compenso perché per situazione lavorativa cambiata non riesce più a garantire i 1000 € al mese che ha sempre versato …
    Tutto ciò potrebbe ricadere su di me ?
    Grazie

  162. separatamente dice:

    Buongiorno,
    in virtù della convivenza e della esistenza di un figlio, c’è la possibilità di agire in giudizio e chiedere un aiuto per il mantenimento di Suo figlio e per l’assegnazione della casa familiare ma, si badi bene, tale richiesta potrà essere accolta e maturare i propri effetti soltanto sino a quando suo figlio non avrà raggiunto l’autosufficienza economica.
    Se Lei ha un reddito annuo al di sotto di € 11.493,00, possiamo assisterla per il tramite del gratuito patrocinio.
    Restiamo a Sua disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  163. Lorena dice:

    Buongiorno,
    non so come uscire da questa situazione avrei bisogno di un consiglio.
    Convivo da 20 anni con il padre di mio figlio che oggi ha 18 anni. Siamo conviventi. L’appartamento é di proprietà del papà di mio figlio.
    Purtroppo viviamo separati sotto lo stesso tetto da anni da quando ns figlio era minorenne. Io lavoro e lui ha un’attività commerciale.
    Ho un appartamentino a 25km da Milano in un paese dove ci sono pochi servizi acquistato 25 anni fa aiutata dai miei genitori senza il quale non avrei potuto permettermelo.
    Ora dovremmo prendere una decisione definitiva: come potremmo procedere per rendere la situazione più vivibile? Lui non ha mai avuto intenzione di uscire e considerare un affitto (dice che costa troppo a Milano) ed io men che meno. Non so come uscirne considerando che vorrei poter stare accanto a mio figlio pur essendo maggiorenne. Può cortesemente darmi un consiglio? Nel caso potrei fornire altre informazioni se dovessero servire. Grazie

  164. separatamente dice:

    Buogiorno,
    prestiamo assistenza legale anche a Busto Arsizio ma dipende da Lei.
    Noi abbiamo lo studio a Milano.
    In ogni caso, Lei non deve lasciare l’abitazione coniugale. Nella maggiore parte dei casi – quando nella coppia il soggetto più debole economicamente è la moglie -, è il padre che deve abbandonare la casa familiare continuando a contribuire ai bisogni della famiglia.
    Altro, ovvio, suggerimento: non tolleri alcun genere di violenza (fisica o psicologica) denunciando suo marito senza remore quando diventa violento.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  165. Lulù dice:

    Salve, sono sposata da più di 10 anni, ma dal 2011 non ho più rapporti con mio marito.
    Abbiamo 2 figli e vivo nell’appartamento dove lui viene a va quando vuole.
    Ho chiesto la separazione ma lui non ha intenzione.
    Mi sono decisa a cercarmi una nuova abitazione x me e i bambini, ma mi hanno minacciato di denunciarmi per abbandono del tetto coniugale e per sequestro di minori.
    Non so come fare.
    La situazione è invivibile e lui cambia umore in pochi attimi, sempre più spesso.
    Ho bisogno di un aiuto e consiglio legale per tutelare me e i bambini.

  166. separatamente dice:

    Buongiorno,
    in caso di decesso del suo attuale secondo marito, in assenza di testamento, ed in presenza di un figlio nato dalla nuova relazione coniugale, gli eredi sarete Lei ed il terzo figlio (quello nato dalla nuova relazione coniugale) nella misura del 50% ciascuno. Sempre che anche il suo nuovo marito non abbia altri figli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  167. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il divorzio non deve essere concesso. Nel senso che si agisce in giudizio ed il giudizio provvede sulla cessazione degli effetti civili del matrimonio anche se uno dei coniugi non lo vuole “concedere”. Per il figlio, sino a quando non avrà raggiunto l’autosufficienza economica, il padre è tenuto al mantenimento.
    Per il diritto di visita, siamo in presenza di due persona (il padre ed il figlio) maggiorenni, quindi, un Giudice può fare poco o niente sul punto. Dipende tutto dalla volontà di padre e figlio.
    Se il Suo compagno avrà bisogno della nostra assistenza restiamo a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  168. Anna Lambo dice:

    Ho due figli del precedente matrimonio adesso sono divorziata e vorrei sposarmi con il mio attuale compagno dalla quale e nato un bambino. Vorremmo sposarci con separazione dei beni perché in passato io e il mio primo marito abbiamo avuto problemi relativi alla casa comprata. Mi sorge un dubbio se mi sposo con separazione dei beni se il mio attuale compagno dovesse venire a mancare la casa che e di sua proprietà passerebbe al 50/: a lui e l’altro 50 a me non c’è rischio che prendano questo 50 percento così da creare problemi al bambino

  169. Antonella dice:

    Buonasera , il mio compagno è separato da 10 anni , e vorrebbe chiedere il divorzio . Premetto che ha lasciato la casa coniugale acquistata da lui , ma intestata metà alla sua ex , a lei e al figlio che ha 20 anni . Ha sempre provveduto a pagare bollette , spese condominiali , che non erano stabilite nella separazione , nonché al mantenimento del figlio e a provvedere a prendersi carico anche alla metà delle spese toccanti anche alla ex moglie riguardanti spese extra del ragazzo. Da due anni il mio compagno ha deciso di rifarsi una vita , ma la ex ha già detto che non vuole dargli il divorzio ed il figlio pretende ancora di fare i weekend di fine settimana , ricattandolo che non deve esserci la mia presenza e che se deciderà di convivere o prendersi una nuova casa con me , lui gli gira le spalle. Vorrei sapere se un no di un divorzio può ostacolare dopo tanti anni di ottenerlo e se i weekend stabiliti quando il ragazzo era bambino , ora decade l’obbligo ormai maggiorenne . Ovvero se la frequentazione diventa libera e non come impedimento al padre di passare un fine settimana si e uno no senza la mia presenza. Può fare questi ricatti ? Premetto che ho due figli anch’io , sono vedova e ho una casa mia, e penso abbiamo entrambi il diritto di riprovare a quasi 50 anni di avere un’altra possibilità per essere felici , nel rispetto di tutti , cosa che stiamo facendo. Questa situazione mi rattrista perché questo ragazzo è viziato , arrogante , irrispettoso, cinico e opportunista. Mi può dare un consiglio? Grazie infinite

  170. separatamente dice:

    Buongiorno,
    in caso di divorzio, alla luce dei recenti orientamenti della cassazione, il mantenimento del coniuge più debole a livello economico è dovuto considerando non la solo il reddito di quest’ultimo ma anche la mera possibilità di guadagnarlo; poi occorre considerare la durata del matrimonio, le intese economiche dei coniugi durante il matrimonio, il patrimonio di ciascun coniuge, l’assegnazione (o meno) della casa familiare. Si tratta del cosiddetto criterio perequativo. Posso anche aggiungere che non si considera più il tenore di vita durante il matrimonio. Nel suo caso, laddove si riuscisse a fare emergere il lavoro in nero in sede di divorzio. Mi permetto inoltre di precisare che in caso di separazione i criteri di determinazione dell’assegno di mantenimento (ma non è il Suo caso considerato che lei ha citato solo il divorzio) sono in parte diversi e, in estrema sintesi, più generosi, nei confronti del coniuge più debole.
    A Vostra disposizione per qualsivoglia ulteriore chiarimento, salutiamo cordialmente.
    Avv. Marco Pola (02.72022469).

  171. Bertini Fabrizio dice:

    Buonasera, avendo in comunione dei beni una casa con usufruttuario, mia moglie è disoccupata ma lavora in nero, in più ha avuto in eredità alla morte dei genitori 150mila euro,
    In caso di divorzio devo pagare il mantenimento?
    Percepisco uno stipendio di 1500euro al mese.
    Grazie

  172. separatamente dice:

    Buonasera Elisa,
    mi permetto di precisare che la frase “Lei non gli concede il divorzio” è una frase senza senso giuridico, per la semplice ragione che il divorzio non presuppone l’accordo dei coniugi e che il divorzio viene in ogni caso concesso dal Giudice anche se uno dei coniugi non vuole divorziare. Il padre se vuole vedere la figlia, può rivolgersi ad un Giudice. Ed è strano che non lo abbia ancora fatto a mio modo di vedere.
    Per il resto, Lei non corre rischi, sempre che il Suo compagno sia una brava persona e provveda senza mai tirarsi indietro al mantenimento di Sua figlia.
    A presto,
    Marco Pola
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  173. Elisa dice:

    Buongiorno,
    Avrei bisogno di lucidazioni.
    Convivo con il mio compagno dal quale aspetto una bambina. Lui ha già una bambina da una precedente relazione e con questa donna risulta essere ancora sposato perchè lei non gli concede il divorzio. Siccome la moglie non gli permette di vedere la bambina, lui non le paga gli alimenti.
    Quando nascerà la mia bambina, quali rischi posso correre? La moglie può rivalersi su me o sulla mia bambina?
    Grazie per la risposta

  174. separatamente dice:

    Buongiorno,
    questo forum è riservato ad utenti delle province di Milano e Monza. Ciò premesso, la filiazione comporta obblighi di mantenimento in favore del genitore più devole economicamente.
    Se Lei rispetta quest’obbligo di legge, può anche decidere di interrompere la relazione affettiva e trasferirsi altrove. L’importante, lo ribadiamo è assicurare al figlio la figura paterna non solo a livello economico. Per meglio apparire davanti ad un eventuale GIudice, sarebbe meglio iniziare la procedura (ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio), prima del suo trasferimento.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  175. Jose Rodríguez dice:

    Anni fa ho avuto una relazione con una donna che è ancora sposata con qualcun altro. Abbiamo avuto una figlia, ci siamo separati e lei mi sta accusando di andarmene di casa. Puoi farlo? Non l’ho mai sposata perché è sposata

  176. separatamente dice:

    Buongiorno Cesare,
    se sua figlia è deceduta senza lasciare testamento direi che gli unici eredi sono il marito ed eventuali figli della coppia. In assenza di figli eredita tutto il marito. Gli ascendenti (lei, cioè il padre) non hanno diritti successori.
    Mi spiace per la sintesi e spero di avere ben compreso il quesito sottoposto alla nostra attenzione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  177. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il trasferimento della madre a Trento giustifica, a nostro avviso, una revisione dell’assegno di mantenimento.
    Per il resto, la nuova collocazione abitativa del minore dovrebbe essersi consolidata a Trento nonostante il fallimento del centro estetico.
    Una analisi più approfondita potrà essere predisposta solo alla luce della lettura dei provvedimenti giudiziari che regolano la separazione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  178. cesare dice:

    salve volevo chiedere se mi potete aiutare io sono rimasto senza figlia per decesso e ho saputo che suo marito visto che era sposata dalla vecchia casa dove abitavano e dove lui non abita a dato i mobili hai genitori della sua nuova compagna (non sono sposati ma aspettano un figlio ) ancora prima di fare le divisioni senza consultarci ne senza esserci testamento puo fare una cosa cosi senza farlo sapere a noi eredi ho anche un figlio e mia moglie non ce il bene mobileo immobile (spero si chiami cosi quello che si separa le cose tipo esempio armadio letto ecc per capirci ) grazie se mi potete aiutare

  179. Alessandra dice:

    Buongiorno, vorrei sottoporre questo caso alla vostra gentile attenzione. Mio fratello si è separato dalla sua compagna dalla quale ha avuto in figlio che adesso ha otto anni Entrambi vivevano ad Urbino e lei risultava titolare di un alloggio popolare. La mia ex cognata ha intrapreso le vie giudiziarie per spostare la sua residenza insieme al figlio nel 2017 e trasferirsi in casa del nuovo compagno a Trento adducendo ai fini di una benevola accoglienza l’apertura in loco di una nuova attività lavorativa (centro estetico). Mio nipote ha avuto un forte disagio relativo all’abituarsi alla nuova vita a Trento dovuta al cambio di scuola e alla mancanza di affetti (a Urbino oltre il padre ci sono i nonni paterni) visto che l’unica figura di riferimento è la madre. Al momento mio nipote sembra essere più tranquillo nonostante desideri stare ad Urbino con il padre. Mio fratello vorrebbe rivedere le spese di mantenimento del minore dal momento che una volta al mese si reca a Trento sostenendo oltre il viaggio le spese di vitto e alloggio che la mia ex cognata non sopporta in quanto ospitata ad Urbino. Inoltre, sarebbe possibile rivolgersi presso il Tribunale di Urbino ai fini di una revisione della sentenza in quanto la motivazione del provvedimento di trasferimento è venuta meno visto che il centro estetico è stato chiuso definitivamente dopo solo 10 mesi di attività e attualmente la mia ex cognata risulta disoccupata? Non si sono mai spostati.
    Grazie per la vostra attenzione.
    Alessandra

  180. separatamente dice:

    Caro Mattia,
    in Italia, la Legge privilegia la madre con riferimento alla collocazione abitativa del minore. Nel senso che un Giudice potrebbe assegnare la casa familiare alla madre (anche se in affitto) con onere a carico del padre di contribuire al pagamento del canone di locazione e del mantenimento del figlio.
    Fatte queste precisazioni, il nostro suggerimento è quello di trovare una intesa amichevole con la Sua convivente.
    E’ possibile presentare un ricorso congiunto per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio che ha la stessa valenza di una sentenza.
    Se lo desidera possiamo prestarle assistenza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  181. Mattia dice:

    Buongiorno, purtroppo mi trovo in una situazione dove non vado più d’accordo con la mia compagna (convivente) con la quale ho un figlio di anni 2, purtroppo non andando più d’accordo non riusciamo a trovare un accordo per chi deve lasciare la casa in affitto in cui conviviamo (la quale l’affitto e intestato a me) e chi tiene il bambino.
    Io lavoro come barman ma purtroppo nessun contratto di collaborazione in quanto faccio parte di una società dove risulto Consigliere, il contributo associativo che percepisco e di 300€ settimanali, la mia compagna ha appena iniziato a lavorare da circa 2 settimane come cameriera con un contratto part time con retribuzione di €500. Vi chiedo come cosa fare e come potrebbe finire. Una cosa è sicura io voglio tenere mio figlio con me, Anche perché la mia compagna e straniera non e cittadina italiana ma rumena e la mia paura è che possa portare via il bambino e non vederlo più.
    Grazie

  182. separatamente dice:

    Buongiorno Rita,
    per rispondere al Suo quesito occorre ricostruire le volontà dei coniugi con riferimento alla gestione delle risorse finanziarie.
    In linea teorica, si potrebbe sostenere che queste ultime prevedevano una intestazione fittiza della abitazione familiare solo ad uno dei coniugi, dimostrando la simulazione con il pagamento effettivo della rata del mutuo da parte di entrambi i coniugi. Consideri, tuttavia, che da quanto Lei ci ha riferito non sembra essere stata proposta questa domanda in sede di separazione e divorzio, circostanza che rende la Sua domanda molto probabilmente tardiva. Per una disamina più attenta occorre leggere i provvedimenti aventi ad oggetto la separazione ed il divorzio.
    Restiamo a Sua disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (0272022469)

  183. rita dice:

    Salve, sono divorziata, e residente nella casa come genitore collocatario.La casa è stata acquistata dopo il matrimonio in regime di separazione dei beni, dal mio ex con ,mutuo intestato a lui, ma con addebito sul c/c cointestato.
    Ora il mio quesito:
    se la casa era e sarebbe stata esclusivamente di proprieta’ sua, ma l’addebito del mutuo contratto per l’acquisto era sul conto corrente COINTESTATO, dove peraltro c’era l’accredito del mio stipendio (esclusiva entrata familiare per alcuni periodi), puo’ essere ora richesto il rimborso di quelle somme prelevate per arricchimento esclusivo suo?

  184. separatamente dice:

    Buongiorno,
    per fare le cose fatte per bene dovrebbe avanzare una istanza di modifica delle condizioni della separazione.
    Ma in questo caso direi anche che sua figlia, maggiorenne, può fare quello che vuole. Quest’ultima può decidere in autonomia dove abitare ed il fatto che non stia più sotto lo stesso tetto con la madre può giustificare il mancato pagamento da parte Sua in favore della stessa dell’assegno di mantenimento per la figlia. I genitori sono obbligati a mantenere i figli sino a quando non diventano autosufficienti ed a patto che si stiano attivando per diventarlo. Ho riassunto forse in modo troppo semplicistica una variegata giurisprudenza sul punto.
    Ribadisco, infine, che sarebbe opportuno, ma non indispensabile, formalizzare quanto sopra con una modifica delle condizioni di separaione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  185. sandro dice:

    Buongiorno, sono separato dal 2013 ed ho una figlia di 19 anni ed una di 14 anni che vivono con la madre e per le quali verso un mantenimento. Da precisare che da sei mesi vivo all’estero per lavoro e rientrerò definitivamente tra 2 anni e mezzo. La figlia maggiorenne ha espresso la volontà di andare via di casa per incompatibilità con la madre. Gradirei sapere se può farlo e se io posso versare il mantenimento direttamente a lei visto che le servirà per pagare una stanza e per il suo sostentamento. La stessa frequenta un corso da estetista e la retta è a carico di entrambi i genitori nella misura del 50%. Se la figlia andasse via la madre è tenuta a contribuire al pagamento della retta scolastica?
    Nell’attesa di una gradita risposta porgo distinti saluti

  186. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    ci sarebbero ipoteticamente i presupposti per presentare una istanza di modifica, ma oltre alle circostanze in fatto che Lei ha correttamente citato nella sua domanda, dobbiamo approfondire le ragioni che hanno indotto Suo figlio a firmare una CONSENSUALE. Non ha deciso un Giudice i contributi economici a carico dei genitori ma questi ultimi sono stati frutto di una intesa dei genitori di suo figlio e la moglie di quest’ultimo. Ed è quest’ultima circostanza che potrebbe complicare l’accoglimento di una istanza per la modifica delle condizioni della separazione. Comunque, meglio leggere le carte ed eventualmente discuterne in studio con il diretto interessato, se ne sentite la necessità.
    Il primo incontro è gratuito !
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  187. loredana rocchio dice:

    Mio figlio, separato consensualmente e padre di due gemelli di 7 anni. L’affidamento dei bimbi è al 50% con la mamma, con una turnazione giornaliera che comporta la gestione dei minori per 15 giorni al mese ciascuno. Entrambi i genitori hanno un reddito medio – alto (circa 50.000 euro /anno pro-capite). Chiedo se, nella situazione descritta, mio figlio è comunque tenuto a versare l’assegno di mantenimento dal momento che già sostiene al pari della mamma i costi dovuti per l’alimentazione, le utenze di casa, ecc. al netto del fatto che le spese per abbigliamento, scuola, mensa scolastica, attività sportive ecc. sono già ripartite al 50%. Infine chiedo ancora: dal momento che mio figlio ha lasciato l’abitazione di proprietà alla ex moglie e ai figli e paga l’affitto dell’appartamento in cui si è trasferito, ha diritto ad una riduzione della percentuale di contributo (oggi al 50%) del mutuo ancora acceso? Grazie

  188. separatamente dice:

    Buongiorno Lele,
    laddove intendiate cessare la convivenza sarebbe opportuno trovare una intesa amichevole con la Sua compagna, tenendo in considerazione che se rimettete la decisione ad un Giudice, nella maggiore parte dei casi, la casa familiare viene assegnata alla madre con collocamento dei figli presso quest’ultima. Al padre viene garantito un ampio diritto di visita dei figli. Esaminando le situazioni reddituali dei conviventi potremmo anche valutare l’entità dell’assegno di mantenimento per i figli da parte del padre che dovrà però tenere conto del fatto che quest’ultimo deve uscire di casa, deve pagare un mutuo per una casa in cui non sarà più per lui disponibile sino a quando i figli non diventeranno autosufficienti e deve pagarsi un affitto.
    Se lo desidera approfondiamo in studio (il primo incontro è gratuito).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola /(02.72022469)

  189. marco dice:

    Buongiorno,
    convivo con una donna da 7 anni presso un abitazione intestata ad entrambi e con il pagamento del mutuo condiviso.abbiamo due bambini di 6 anni uno e l ‘altro di 5 mesi.
    vorrei sapere nel caso doi separazione quali sono i diritti e doveri dei bambini,conviventi ed obblighi da rispettare nel caso.la casa resterebbe a qualcuno?grazie

  190. separatamente dice:

    Buonasera Roberta,
    il Suo ex compagno non può vendere la casa o, più precisamente, anche se prendesse questa iniziativa il Suo diritto di vivere in quella casa sino alla autosufficienza economica di Sua figlia verrebbe in un certo senso “ereditato” dal nuovo acquirente.
    In ogni caso, riferisca al Suo che se è convinto di essere nel giusto chieda aiuto ad un Giudice per modificare le condizioni che regolano la cessazione della convivenza per verificare se fa sul serio.
    Noi restiamo a disposizione per qualsivoglia approfondimento se lo riterrà opportuno.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  191. separatamente dice:

    Gentile Sonia,
    le pretese del Suo compagno non sembrano fondate.
    A nostro avviso, con congruo preavviso (da documentare, con raccomandata a.r.), lo può invitare ad allontanarsi da casa e liberare il box.
    Se non libera l’immobile spontaneamente può rivolgersi ad un Giudice. Non credo invece che potremo assisterla: il nostro studio è a Milano e di solito, tra l’altro, non rispondiamo a richieste che arrivano da fuori distretto. Abbiamo fatto una eccezione per Lei.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  192. angel dice:

    buonasara,
    sono separata dal mio convivente da 4 anni, il giudice ha stabilito l assegnazione della casa a me e a nostra figlia minore di 7 anni ( casa intestata solo a lui, lui continua a pagare il mutuo di 600,00 piu 200,00 al mese per la figlia. da un anno ha cambiato lavoro e lavora a tempo indeterminato percepisce 1300,00 e vive col la madre.
    ora dice che non ce la fa a pagare tutte le spese e vuole vendere la casa può?
    la ringrazio per la l aiuto

  193. Lucia dice:

    Buongiorno,
    vorrei separarmi dal mio compagno e vorrei sapere se ha diritto a pretendere dei soldi su spese che ha fatto durante la convivenza. In breve:
    la casa l’ho acquistata io al 100% e con i miei soldi. Il mutuo lo pago io. Lui utilizza il garage di casa mia per custodire la sua macchina. Grazie al fato che vive da me, percepisce i soldi di casa sua, che ha dato in affitto. Dividiamo solo le spese vive: luce, gas, cibo…. Inizialmente ha acquistato dei mobili e ha fatto fare qualche lavoro per la casa, ma ritengo, a conti fatti, che sia stato tutto ampiamente compensato dai soldi che ha percepito con l’affitto e dall’uso esclusivo del garage. Mi può dire se sono fondate le sue pretese? Grazie

  194. separatamente dice:

    Buongiorno,
    prima considerazione con riferimento ai Suoi quesiti: se non avete figli e la casa risulta intestata ad entrambi, la Sua compagna non aveva il diritto di cacciarla di casa.
    Seconda considerazione: se non avete figli e la casa risulta intestata ad entrambi, Lei ha facoltà di chiedere la vendita della casa tramite un giudizio di divisione.
    Nei confronti della banca, fate attenzione, perchè il mancato pagamento delle rate, come sapete comporta il rischio che la casa venga venduta all’asta per iniziativa della banca.
    Di solito, in queste situazioni, si cerca un dialogo con l’ex convivente anche tramite legali al fine di trovare un componimento amichevole per evitare il confronto giudiziale.
    Restiamo a Sua disposizione per eventuali chiarimenti (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  195. Arturo dice:

    Salve,
    Ho comprato casa al 50% con la mia compagna e poi mi sono separato, ho messo l’anticipo io in contanti. Al momento della separazione, io sono stato cacciato dall’abitazione e mi sono dovuto trovare un affitto, lei ha cambiato la serratura e mi impedisce tutt’ora l’accesso a casa. Io dopo il cambio serratura ho anche smesso di pagare il mutuo, mi chiedo, ho diritto a riavere indietro i miei soldi messi in contati se lei decide di tenersi casa? Il mio mancato pagamento del mutuo si pareggia con il mancato utilizzo della mia parte a 50%? Ulteriore domanda, se lei non disponesse della cifra da rimborsarmi, come faccio a riavere i soldi e soprattutto ad uscire dal mutuo così da non essere perseguibile in caso di mancati pagamenti? Grazie

  196. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    se non è ancora assistita da un legale siamo a Sua disposizione per fornirle tutte le informazioni che desidera.
    Il primo incontro in studio è gratuito ! Noi siamo a Milano, in centro, in Via Larga n. 16.
    Sin da ora, tuttavia, voglio precisare che l’alternanza dei genitori nella casa coniugale può essere decisa solo di comune accordo tra i coniugi. Un Giudice, invece, come di consueto, assegnerà la casa coniugale ad un solo genitore presso il quale collocherà il minore (di solito la madre) ed il diritto di visita dell’altro genitore dovrà essere esercitato al di fuori della casa coniugale.
    Restiamo a Sua disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  197. separatamente dice:

    Buongiorno,
    davanti ad un Giudice si potrebbe supporre una compensazione (parziale ?) tra il mantenimento ricevuto (vitto ed alloggio) da parte dei genitori con la donazione che Lei ha ricevuto.
    Dico davanti ad un Giudice perché sino a quando i suoi genitori saranno in vita compete a questi ultimi decidere il da farsi. Dopo il loro decesso invece si potrà cercare di ricostruire analiticamente le donazioni ed i benefici che avete ricevuto (lei e Suo fratello) durante la vita dei vostri genitori per verificare eventuali pregiudizi dei vostri diritti successori ed eventualmente pretendere anche in sede giudiziale ristoro del danno subito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  198. Manuela dice:

    Buongiorno,
    sono in fase di separazione da mio marito e non ci troviamo d’accordo sull’affidamento della nostra bambina di 4 anni.
    Lui vorrebbe un affidamento condiviso nella casa coniugale, pretendendo che io nei suoi giorni di visita alla bambina mi trovi un altro alloggio, così come lui dovrebbe fare uscendo di casa; anche perchè lui vorrebbe prendere un appartamento nel paese di sua madre (a 50km da casa nostra) e non vorrebbe sradicare la piccola dai suoi luoghi.
    Io non sono d’accordo, primo perchè non ho i mezzi per pagarmi un secondo appartamento, e secondo perchè se un domani dovessi rifarmi una vita vedo impossibile mantenere questa modalità in cui i genitori a turno escono di casa.
    Secondo me sarebbe più ragionevole che mio marito acquistasse un appartamento vicino a noi in modo che possa vedere la bimba liberamente (anche nella casa coniugale), restando anche a cena se lo gradisce – e in tal caso sarei disposta a cenare altrove – ma portandola a casa sua nelle sue sere di competenza, in modo che io non debba trovarmi un alloggio per la notte.
    Lui sostiene che io potrei andare a dormire sul divano dai miei genitori o a casa della mia nonna novantenne, che ha una camera libera.
    Vi chiedo se una sua tale richiesta è lecita e se in caso di una mia futura convivenza posso stare tranquilla che la bambina tornerà a vivere con me, con visite e soggiorni dal padre, ovviamente, ma senza più alternanza nella casa coniugale.
    Mio marito minaccia che in caso di un mio futuro rifarmi una vita chiederebbe l’affidamento esclusivo.
    Grazie per l’attenzione e buona giornata.

  199. Lorenza Brambilla dice:

    Mio fratello, 39 anni, risiede da sempre con i miei genitori. Lavora con un regolare contratto a tempo indeterminato ormai da vent’anni e NON ha mai contribuito in casa alle spese familiari (neanche una tantum).
    Io mi sono sposata nel 2003 (15 anni fa) ho un figlio di tredici anni e dal 2016 sono vedova. Ora nel 2012 ho acquistato casa e i miei genitori hanno contribuito all’anticipo dell’acquisto dell’immobile con circa cinquantamila euro e il resto sto pagando mensilmente il mutuo.
    La mia domanda è la seguente: spetta comunque a mio fratello la sua parte? Cioè anche a lui sarebbero dovuti questi cinquantamila euro, nonostante in tutti questi anni non abbia mai contribuito alle spese di casa e non abbia mai dato niente per il suo mantenimento?
    Ringrazio e porgo cordiali saluti.

  200. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il nostro suggerimento è quello di trovare un componimento amichevole con la Sua ex convivente.
    Riteniamo, infatti, che la durata della convivenza, sia con riferimento all’assegno di mantenimento per la figlia (anche se non è Sua figlia), sia con riferimento all’assegnazione della casa familiare, avrà un peso rilevante nel procedimento giudiziale che potrà essere intentato dalla Sua ex compagna.
    Siamo comunque disponibili, se Lei lo ritiene oppportuno, a visionare l’atto notarile/scrittura privata con le intese da Lei riferite.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  201. Giovanni Baracchi dice:

    Buongiorno, ho convissuto per 15 anni con la mia ex convivente, ci siamo lasciati da poco. Premetto che lei ha una figlia di 15 anni, non mia ma nata da precedente relazione e che ho accolto e cresciuto come se fosse mia ma che non ho mai riconosciuto legalmente come tale.

    Conviviamo ma senza alcuna regolamentazione, no matrimonio, no convivenza di fatto, quindi tecnicamente per la legge ora siamo due estranei con la figlia di lei in casa.

    Con lei però c.a. 3 anni fa ho stipulato un mutuo per acquisto di una casa, con proprietà dell’immobile suddiviso a 70% (mio) e 30% (suo) con aggiunta di scrittura notarile dove lei afferma di essere d’accordo ad una eventuale vendita se la coppia dovesse sciogliersi.

    Ora la coppia si è sciolta e ovviamente lei non vuole vendere l’immobile, pretendendo che io lasci l’abitazione, paghi ancora il mutuo e una cifra simbolica di “alimenti” perchè la figlia è minorenne e perchè lei, sola non può mantenere la stessa qualità della vita di quando stava con me.

    Ovviamente non pagherò nulla relativo ad alimenti, perchè per la legge siamo 2 estranei, ma mi preoccupano 2 cose, il fatto che non assolva alcun obbligo di vendita dell’immobile come concordato da una scrittura privata fatta da un notaio, che usi la figlia come assicurazione per occupare l’immobile e cacciarmi dall’abitazione.

    La mia domanda è se ho possibilità di far valere la scrittura privata, quindi far vendere l’immobile di cui ho il 70% di proprietà.

    Grazie per la risposta

    Giovanni

  202. separatamente dice:

    Buongiorno Alessandro,
    ci sta scrivendo da Parigi ? Noi abbiamo lo studio legale a Milano !
    In ogni caso, direi che l’intestazione della casa ed i criteri di ripartizione del mutuo dovrebbero essere ispirati (a livello matematico) dall’effettivo contributo economico di ciascun coniuge per l’acquisto della casa. Soprattutto perché siete in regime di separazione dei beni.
    Poi ovviamente d’intesa fra di Voi potete decidere diversamente.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  203. Alessio dice:

    Buonasera,

    Siamo sposati con un regime di separazione dei beni, con due figli a carico.
    Siamo in fase di acquisto e intestazione della prima casa;
    I coniugi contribuiscono non equamente al reddito familiare e il mutuo sara’ a carico di un solo coniuge (padre) in quanto ha la maggiore entrata.
    Láltro coniuge (madre) contribuisce in maniera molto minore, quasi marginale, alle spese familiari.
    La mia domanda e’: puo’ láltro coniuge esigere di intestare in fase di acquisto il 50% della proprieta’ della casa a suo nome? Questo perche’, láltro coniuge non ha la stessa partecipazione finanziaria al mutuo per lácquisto della casa. E’legittima questa richiesta oppure no?
    Grazie

  204. separatamente dice:

    Buongiorno,
    riteniamo che abbia fatto bene ad intraprendere un percorso di assistenza psicologica. Lo faccia sapere alla Sua convivente. Ci sembra evidente che il motivo dell’allontamento sia riconducibili ai suoi scatti di ira che Lei stesso ci ha riferito. In questo caso l’allontamento sembra giustificato; intendo in mero diritto.
    La cessazione di una convivenza con figli può essere oggetto di un Ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio con il quale si chiede la quantificazione dell’assegno di mantenimento per i figli, l’assegnazione della casa familiare al genitore collocatario del minore e il diritto di visita del figlio (da parte del genitore non collocatario del minore. Il percorso giudiziario si può intraprendere anche per sottoporre al Giudice un accordo tra gli ex conviventi aventi ad oggetto i tre punti sopra richiamati.
    Faccia comprendere alla Sua compagna che l’ama ancora senza tuttavia pressarla troppo e lasciandole del tempo per riflettere.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

  205. Andrea dice:

    Buongiorno, circa una settimana fa, dopo un acceso diverbio con la mia compagna dove io ho alzato molto la voce e sbattuto qualche rivista a terra e nulla di più, lei il giorno dopo, senza preavviso, ha preso nostra figlia e si è allontanata da casa andandomi a denunciare ai carabinieri (che dopo una settimana non mi hanno ancora mandato a chiamare).
    In una settimana mi ha fatto vedere pochissimo nostra figlia e solo in presenza dei suoi parenti (zio e zia, sorella separata e nuovo compagno della suddetta) i quali mi hanno addirittura nel primo incontro separato fisicamente da mia figlia minacciato e pedinato per tutto il tempo che ho passato con lei e la mia compagna.
    Io per ora non sto facendo nulla ed ho ingoiato il rospo. Per curare gli attacchi di ira di cui soffro da bambino (sporadici ma piuttosto forti senza mai conseguenze fisiche o minacce per nessuno) ho deciso finalmente di intraprendere un percorso terapeutico da uno psicologo che mi segue due volte alla settimana anche per dimostrarle la mia buona volontà di curarmi visto che l’autocontrollo funziona per un po’ ma poi sotto stress il rischio di esagerare con il volume della voce aumenta.
    Ora sono disperato perchè vorrei ricucire il rapporto con la mia compagna che amo ancora, siamo insieme da 17 anni e conviviamo da 11, tutti i nostri amici sono dispiaciuti e tifano per noi. Lei a tratti sembra dare qualche possibilità e a tratti sembra confusa. Io le ho detto che lascio casa subito purchè lei e la bambina (3 anni e mezzo) tornino qui ma per ora non ne vuole sapere; dice che lo farà ma non subito. Dal giorno stesso parlava già di documenti per la separazione pronti ecc ecc le ho detto di farmeli vedere che li avrei anche firmati se tornava a casa con la figlia (sempre fermo il fatto che mi sarei allontanato io) ma nulla. Ho paura che qualcuno la stia consigliando per il peggio, non è da lei ma sembra quasi una tattica, non so cosa fare, la assecondo sperando che con il tempo si riprenda e ragioni più lucidamente.
    Non so cosa pensare, vi sembra normale tutto questo? Secondo voi dovrei tutelarmi in qualche modo? Non sono una persona assolutamente pericolosa per nessuno, non ho mai aggredito nessuno e sono una persona stimata e rispettata da tutti. Mi sembra di essere precipitato in un incubo e non so se aspettare fa bene.

  206. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la Sua amica, mi auguro, sarà in possesso di un provvedimento giudiziario che regola la separazione. Se quest’ultimo esiste, trattasi di titolo esecutivo che con gli opportuni accorgimenti può essere fatto valere anche in Svizzera con le azioni esecutive ritenute più adeguate al caso di specie. Se la Sua amica ha un reddito annuo al di sotto di € 11.400 può anche chiedere il gratuito patrocinio (l’Avvocato lo paga lo Stato Italiano), e noi, come studio legale, seguiamo anche il deposito di questa domanda.
    Esiste anche la possibilità di denunciare penalmente il comportamento del padre.
    Restiamo a disposizione, eventualmente anche tramite apposito incontro, della Sua amica.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

  207. Andrea dice:

    Salve. Ho una carissima amica in difficoltà e non sa proprio come uscire da una brutta situazione. È donna separata con figlia minorenne che spesso necessita di cure costose all’ospedale Gaslini di Genova. Praticamente il suo ex marito si è trasferito all’estero (Svizzera) con la sua nuova compagna e non gli passa più nulla… Lei abita nella casa coniugale di cui lei non è proprietaria e le spese condominiali sono insostenibili. Lei lavora ma non riesce più a sostenere tutte le spese, io talvolta gli do qualcosa ma anche io non ho una buona situazione economica. Volevo chiedere: non so se c’è la possibilità di ottenere qualcosa dal suo ex tramite vie legali… Ma con una certa sicurezza perché non può permettersi di spendere denaro inutilmente. Grazie cordiali saluti.

  208. separatamente dice:

    Caro Francesco,
    credo che Lei conosca già la risposta considerati i termini in cui ha posto la domanda: con i figli (economicamente autosufficienti) fuori dalla casa coniugale, quest’ultima rientra nella piena disponibilità del genitore proprietario esclusivo. La moglie, se ne sussistono i presupposti, potrà chiedere un aiuto economico (mantenimento) all’ex marito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  209. FRANCESCO CARIA dice:

    buongiorno, in caso di separazione giudiziale, a chi spetta la casa coniugale, considerando che il marito e l’unico proprietario, avendo acquistato la casa prima del matrimonio, e con due figli maggiorenni e economicamente indipendenti e residenti da tempo in altre abitazioni, grazie della vostra gentile risposta

  210. separatamente dice:

    Gentile Manola,
    da un punto di vista civilistico, si può intentare una richiesta di risarcimento per i danni che Lei ha subito nei confronti del Suo ex compagno.
    Ritengo che per il Fisco però ci sia un unico debitore. Poi lei potrà agire per il rimborso di quanto sta pagando con la necessaria raccolta delle prove a fondamento della Sua domanda.
    Se vuole approfondiamo insieme in studio. Il primo incontro è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  211. Manola dice:

    Buonasera Avvocato,
    mi chiamo Manola dopo una convivenza di 15 anni il padre di mio figlio si è allontanato e sono emersi innumerevoli reati in mio danno regolarmente denunciati.
    La mia domanda è questa però, durante la nostra convivenza circa 4 annia prima che lui se ne andasse ho aperto una partita iva con doppia attività edilizia (così lavorava lui) e consulenza fiscale (con la quale lavoravo io).
    Purtroppo lui continuava a farmi fare fatture per lavori che diceva di non incassare. Solo dopo il suo allontamento ho scoperto che invece si era fatto pagare personalmente. Io sono rimasta debitrice del fisco per imposte e tasse non versate.
    C’è un modo per far riconoscere anche a lui una parte di questi debiti contratti durante la convivenza?
    Grazie infinite
    Manola

  212. separatamente dice:

    Buongiorno Anna,
    Sua figlia cosa vuole fare ? sua figlia vuole riprendere la convivenza ? Il questito più importante è proprio questo.
    Se invece hanno deciso di interrompere la convivenza sua figlia non ha diritto a restare in quella casa da sola. E la casa dovrà essere venduta. Meglio mettersi d’accordo.
    In quest’ultima ipotesi, meglio sostenere che le intese economiche nella coppia comportavano una equa ripartizione delle spese anche se poi il mutuo cointestato era pagato dal compagno di Sua figlia.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)
    A presto,
    Marco Pola

  213. Anna Maria dice:

    Buongiorno Avvocato, mi chiamo Anna Maria e risiedo a Ravenna so che non dovrei rivolgermi a Lei ma Le chiedo la cortesia di rispondere ad alcune domande da parte di una mamma disperata. Mia figlia convive da diversi anni in casa intestata solo a Lei: invece mutuo cointestato col compagno, il quale ha di sua volontà accettato le firme in banca e dal notaio per il pagamento del mutuo. Ci sono ben tre tradimenti da parte di lui, è sempre andato via di sua sponte da casa all’improvviso.e ora pretende di ritornarci altrimenti non pagherà più la rata mensile del mutuo anzi pretende le sue rate pagate ad oggi. Come può mia figlia riprenderselo in casa dopo 3 tradimenti? Non ha piu affetto e fiducia per quella persona che l’ha tradita. Spero tanto capisca la mia disperazione. Dato che non vi è matrimonio ne figli, solo una convivenza che ormai non è più sostenibile ne moralmente ne materialmente, mia figlia è, oppure no, in una posizione legale a lei completamente favorevole per gli sviluppi futuri? Voglia darmi un consiglio ed un parere. La ringrazio tanto. Anna Maria

  214. separatamente dice:

    Egregio Arnaldo,
    abbiamo qualche difficoltà a rispondere al Suo quesito in quanto è evidente che pende un mandato in favore di un altro difensore.
    Comunque in sede divorzile, occorrerebbe sostenere che la nuova convivenza ha rilevanza con riguardo agli aspetti economici che regolano la precedente relazione ma c’è anche da aggiungere che non esiste nel caso di specie un assegno in favore dell’ex moglie, quindi, non ci saranno rivoluzioni in sede divorzile. Credo comunque che sia fondata la richiesta di riduzione del contributo, da parte Sua, per il pagamento del mutuo.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  215. Arnaldo dice:

    Buongiorno vi spiego la situazione:
    separazione consensuale nel 2011 con mantenimento ai figli (2) 300 euro cadauno più gli assegni familiari per un totale attuale 655 euro, casa coniugale assegnata al coniuge, intero mutuo a mio carico (è interamente intestato a me – 500 euro al mese), nessun mantenimento all’ex coniuge, spese straordinarie al 50%, il coniuge non lavora.
    Io pago un affitto di euro 500 + spese di condominio 35 euro
    ps: casa coniugale proprietà al 50% ex moglie ed io 50%
    L’ex coniuge ha instaurato una nuova relazione da cui è nato un figlio
    Nel mentre ho ottenuto il divorzio (la causa è tutt’ora in corso in giudiziale)
    Io mi sono risposato così anche la mia ex moglie
    Con la mia nuova moglie abbiamo avuto una bambina.
    Stando così le cose cosa potrei fare per migliorare la mia situazione economica visto che attualmente il mio stipendio di circa 1900 euro è decurtato di euro 655 (mantenimento figli) + 500 (mutuo casa affidata all’ex coniuge, ove è frequentata dal nuovo marito e del nuovo figlio + il suo figlio nato da una precedente relazione) + 500 euro di affitto?
    Arnaldo

  216. separatamente dice:

    Buongiorno Anna,
    allo stato attuale, l’impianto normativo in Italia tutela le madri, coniugate o conviventi, nel senso che nel 95% dei casi i figli vengono collocati presso l’abitazione materna. In verità lei aveva anche diritto di chiedere l’assegnazione della casa coniugale sino alla autosiffucienza economica di suo figlio. E mi auguro che il padre stia mantenendo il minore ! Lei riceve un assegno mensile dal padre ? Se vuole approfondiamo in studio, il primo incontro è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  217. Anna dice:

    Buongiorno.Avrei bisogno di un informazione.Convivenza da quasi 10 anni ed è nato un figlio da 5.La convivenza fallisce e muore per colpa di un solo coniuge in quanto anche se non riconosciuti in convivenza non adempia ai doveri coniugali da sempre.La casa è di proprietà di lui. Decido per star bene dopo anni di sofferenza morale sentendomi solo una badante di lasciare la casa e trasferirmi dai miei genitori. Lui vuole casa e affido paritetico ma seppur nella stessa città la distanza è di circa 25 km. volevo capire se andando davanti al giudice e rinunciando alla casa quante possibilità di un affido così possano esserci. La preoccupazione nasce dal fatto che non essendo vicini la scuola,le varie attività e il tenore di questa vita possano influire sul benessere del bambino non donandogli stabilità e serenità per quanto in queste situazioni sia già difficile garantire. grazie mille

  218. separatamente dice:

    Buongiorno Anna,
    direi che dobbiamo approcciare il problema chiedendoci chi è il soggetto debole e chi è il soggetto forte, da un mero punto di vista economico, ricordandoci che in un procedimento di separazione è quasi sempre il secondo che rischia di più da un punto di vista economico. Con questa informazione forse non l’ho aiutata e cerco di aggiungere che durante la vigenza del matrimonio si presume che vi siano reciproche liberalità proprio in ragione della pendenza del vincolo affettivo e matrimoniale. Per superare questa presunzione è sufficiente una mail tra i coniugi che riconduca ad un prestito, anche tra coniugi, qualsivoglia elargizione economica.
    Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti (marcopola@npassociati.com).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  219. anna dice:

    Se un marito vive in casa di cui è proprietaria la moglie, non ha figli con la stessa ma per anni non partecipa nè in modo materiale nè in modo pratico al menage familiare ( se non sporadicamente ed in minimissima parte rispetto alla moglie), in caso di separazione potrebbe essere obbligato a riconoscere le spese pregresse e come quantificarle? NEl caso specifico lui ha un lavoro fisso e ben remunerato, la moglie una libera professionista.
    grazie

  220. separatamente dice:

    Gentile Liliana,
    un regalo è un regalo ! Se vi era spirito di liberalità non credo proprio che il Suo compagno possa avanzare pretese di qualsivoglia tipo. Occorre ricordare che esiste la revoca della donazione per ingratidune (art. 801 cod. civ.) ma da qullo che mi ha riferito non siamo in questa ipotesi.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  221. LILIANA BAMBOI dice:

    Buona sera sono Liliana rumena in italia di 13 anni ho anche io una domanda con il vostro permesso. 4 Anni fa ho conosciuto una persona e abbiamo deciso di stare in seme siamo andati anche in romania dove lui mi ha regalato una soma di soldi di 5000 euro per motivi personali e adesso lui mi chiedi soldi in dietro . Ma in tutto questo tempo non mi ha lascciato lavorare ( io faccio la badante ) dicendo che mi paga lui contributi e mi manteni lui .OK io come una donna inamorata ho accetato tuto ma la fine sa comportato molto male e tante offese e molto altro… LA MIA DOMANDA E SE LUI MIA REGALATO UNA SOMA DI SOLDI PER COMPRARE UNA CASA ADESSO MI DICE DI DARE IN DIETRO SOLDI SE NU DI DONARE A LUI LA CASA IO CHE COSA POSSO FARE IN QUESTO CASO? RIPETTO SONO STATI SOLDI IN REGALO UN AIUTTO ECCONOMICO CHE CERTAMENTE LUI MI HA DATO IO NON AVENDO LAVORO PER SUA COLPA . GRAZIE TANTO E CHIEDO SCUSA ANCHE PER LA SCRITORA NON CORETA SPERO CHE SONO FATTA PIU MENO CAPIRE UN SALUTO . LILIANA

  222. separatamente dice:

    Buongiorno Luca,
    per divorziare non serve il consenso dell’altro coniuge.
    A fronte del mancato pagamento da parte Sua dell’assegno di mantenimento per la figlia, in sede divorzile, in verità, non rischia più di quello che rischia ogni giorno. Mi spiego, il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento in favore della figlia giustificherebbe una denuncia penale ed iniziative di recupero (precetti e pignoramenti) nei suoi confronti. La situazione non peggiora in caso di divorzio. Un divorzio ha costi variabili. Si va da un minimo di € 1.500,00 per un ricorso congiunto con procedura di negoziazione assistita (più veloce e più economica) sino ad importo più elevati per i casi in contenzioso tra le parti (il divorzio giudiziale) e con patrimoni da suddividere.
    Occorre inviare una lettera per manifestare le sue intenzioni. Il nostro approccio, almeno all’inizio, è sempre quello di trovare una intesa amichevole con la controparte, proprio al fine di evitare lungaggini giudiziarie e spese legali eccessive.
    Se necessità della nostra assistenza ci può contattare per un primo appuntamento (gratuito) al n. 02.72022469.
    Cordiali saluti
    Avv. Marco Pola

  223. separatamente dice:

    Buongiorno Alessio,
    dovremmo avere maggiori informazioni per potere rispondere alla Sua domanda. Non si comprende se Vi state separando.
    Comunque se siete in comunione dei beni e la casa è stata acquistata dopo il matrimonio ricade nel patrimonio comune dei coniugi. In caso di separazione, di regola, si deve dividere (con una eventuale vendita) il bene 50 e 50. Se invece ci sono dei figli diventa improbabile la possibilità di vendere e nella maggiore parte dei casi l’abitazione coniugale viene assegnata alla madre sino alla autosufficienza economica dei figli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  224. Luca dice:

    Buongiorno,
    mi sono separato più di 10 anni fa con omologa di separazione. Ora vorrei ottenere il divorzio senza rimetterci un patrimonio. Abbiamo una figlia maggiorenne che vive ancora con lei e il suo compagno da cui ha avuto un altro figlio. Inoltre abbiamo due case in comproprietà. Posso chiedere divorzio anche senza il suo consenso? E soprattutto, come bisogna procedere? … Premetto che ho una nuova compagna e che conviviamo stabilmente. Vorrei risposarmi e fare una famiglia con lei, ma ho paura che tutto questo mi costerà molto caro anche perché io in tutti questi anni non ho rispettato l’assegno mensile da versare per il mantenimento di mia figlia. Cosa rischio in tal senso? Grazie, cordiali saluti.
    Luca

  225. alessio dice:

    Buonasera,
    I coniugi contribuiscono non equamente al reddito familiare e il mutuo e’ a carico di un solo coniuge in quanto ha la maggiore entrata.
    Láltro coniuge contribuisce in maniera molto minore alle spese familiari.
    Siamo in fase di intestazione della casa; puo’ láltro coniuge esigere il 50% della proprieta della casa ?
    Grazie

  226. separatamente dice:

    Buonasera Luana,
    Lei rappresenta una eccezione ! Mi spiego, di solito è la madre che resta nella casa familiare con il figlio. E questa prassi peraltro è tutelata dalla Legge che permette alla madre di rivolgersi ad un Giudice per chiedere l’assegnazione della casa familiare !
    Prima si firmano le intese, che mi auguro bilancino in suo favore la circostanza sopra riferita, poi si firma davanti al Giudice. Io di solito suggerisco di non “mollare” la casa prima di avere confermato gli accordi davanti al Giudice !!!
    Senza leggere il ricorso diventa difficile darle ulteriori suggerimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

  227. Luana dice:

    Buona sera mi chiamo luana io e mio marito abbiamo deciso di separarci
    Abbiamo un figlio di 2 anni
    Abbiamo deciso che in casa rimarrà lui e io e il bambino andremo dai miei genitori.
    La mia domanda è nel momento in cui andremo dall’avvocato x gli accordi sul bambino la casa ecc….
    Io che sn il coniuge che andrà via devo aspettare l’ordinanza del giudice x andare via o basta avvio delle pratiche dell’avvocato?
    Grazie in anticipo x la risposta buona sera

  228. separatamente dice:

    Buongiorno,
    ho qualche difficoltà a suggerire strategie difensive quando vi è già un altro difensore nominato.
    Cerco quindi di farlo senza criticare l’operato del Suo attuale difensore. Io avrei anche tentato il pignoramento dei compensi/stipendio del Suo ex. E avrei coltivato la fase penale andando a parlare direttamente con il Pubblico Ministero. Aggiungo che la nipote può essere esclusa dal testamento dal nonno paterno almeno in base alla legge italiana che tutela soltanto i figli e la moglie. In quest’ultimo caso, stiamo parlando di eredi legittimi tra i quali non rientra la nipote. Non può, quindi, invece, essere escluso dal predetto testamento il padre di Sua figlia.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  229. Katarzyna dice:

    Buongiorno,
    avrei bisogno di aiuto per reccuperare mancati alimenti per mia figlia ( 15 anni – minore) dal 31/07/2013 di 500€/mese +50% spese straordinari .
    – sono riuscita con mio avvocato pignorare immobili , come la risposta hanno presentato la opposizione da parte di padre di mia figlia ( presentato contratto comodato di sua madre , nonna di mia figlia , adesso sarà in breve la causa di opposizione agli atti esecutivi – ps: padre cambiato la residenza fra tempo.
    A parte chiedo aiuto di reccupero la quota di erredita’ per mia figlia perche’ stata exlusa – igniorata dal testamento del suo nonno, dove ho letto che tutti beni sono donati suo fratellastro per evitare avere quota di ereddità da suo padre , cosi si diechiara nulla tenente.
    Sono riuscita avere ipoteca giudiziale della casa Ischia- sentenza esecutiva per mantenimento della prole , la mia domanda se mia figlia puo usufruire la casa a Ischia in estate per fare le vacanze?
    Ho dennunciato mio ex da carabinieri nel 2014 , adesso avuto la raccomandata dal tribunale che processo penale sarà 04/04/2018 ,
    Tutti passi ma niente risultati concreti , alimenti dovuti non sono mai stati versati dal 2013. la tutela di migniori dove?
    PERCHE LO STATO ITALIANO NON PAGA ALIMENTI SE IL PADRE NON VERSA ASEGNO DI MANTENIMENTO?
    Cosa altro devo fare per reccuperare alimenti?
    Cordiali saluti

    Con fiducia aspetto le vostre notizie

  230. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la riparazione del boiler è una spesa ordinaria che salvo diverso accordo per iscritto è a carico del conduttore e del genitore assegnatario della casa. La sostituzione, invece, è una spesa straordinaria a carico della proprietà.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  231. Adriano dice:

    Buongiorno, nel 2000 ho messo un boiler a gas nuovo nella casa di mia esclusiva proprietà che due anni dopo il giudice ha affidato alla ex moglie. Ora il boiler è da sostituire, considerando che l’ha usato lei per 18 anni, devo sostenere io le spese di sostituzione?
    Le sarei davvero grato se potesse rispondermi.
    Cordialmente, Adriano

  232. separatamente dice:

    Buongiorno Maria,
    in verità l’assegnazione della casa familiare è di solito condizionato dalla presenza di minori con collocazione di questi ultimo (nel suo caso) presso la madre.
    In assenza di prole, dovremmo cercare una intesa con suo marito. Siete in regime di comunione o di separazione dei beni ? Circostanza molto rilevante. Per l’assegno di mantenimento, se la situazione è quella che ci ha descritto la pretesa è legittima.
    Restiamo a Sua disposizione per approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  233. Maria dice:

    Buongiorno,
    vorrei separarmi da mio marito e chiedere l’assegno di mantenimento dal momento che non ho mai lavorato.
    E’ possibile ? La casa è intestata a lui, ma in caso di separazione verrebbe assegnata a me?
    Grazie

  234. separatamente dice:

    Buongiorno,
    in caso di interruzione della convivenza, la Legge e la giurisprudenza, prevedono che si conceda al convivente non proprietario un congruo preavviso, con l’invito ad abbandonare la casa familiare, proporzionato alla durata della convivenza.
    Se la Sua compagna non esce di casa si può anche fare un giudizio per liberare l’immobile ma è dispendioso in termini di tempo e di denaro.
    Il primo suggerimento, però, è quello di lasciare traccia documentale (con raccomandata con ricevuta di ritorno e ogni altro strumento – mail, sms, wa -).
    Lo so che comporta dei costi, ma lasciare traccia di tale iniziativa con una lettera di un avvocato, a mio modesto avviso, permette di provare in futuro che Lei si è comportato molto diligentemente.
    Poi con un confronto verbale, possiamo ipotizzare anche altre strade alternative al giudizio. Anche se la prima lettera è indispensabile.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  235. Giuseppe dice:

    Buongiorno,
    convivo da 19 anni con la mia compagna che ha una figlia oggi di 22 anni che è la causa dei nostri problemi.
    Negli ultimi anni questa sua figlia, ha rubato tutto l’oro che c’era in casa, ci sono stati molti episodi di risse nei locali, dove la mia compagna è intervenutae e anche i carabinieri, e al culmine di una situazione dove tornava a casa ubriaca e non solo, gli ho detto che non la volevo più a casa.
    Mi ha più volte minacciato di uccidermi o di picchiarmi.
    La figlia ha un lavoro dipendente a tempo indeterminato.
    La mia compagna l’ha sempre difesa ed è arrivata più volte a mettermi le mani addosso.
    Adesso ho proibito alla figlia di tornare a casa, e si è stabilita dalla sorella della mia compagna e mi son fatto dare le chiavi di casa.
    La casa è di mia proprietà, ho sempre pagato tutte le spese e le bollette, le vacanze.
    Alcuni mobili sono stati comprati dalla mia compagna.
    Adesso dopo anni di convivenza allucinante, la nostra convivenza è finita, ma la mia compagna non se ne vuole andare.
    Ho scoperto recentemente che a mia insaputa, si sono iscritte nel mio stato di famiglia.
    La mia ormai excompagna lavora a tempo indeterminato.Vorrebbe comprarsi una casa dove sistemare la figlia, ma da qui non se ne va.
    Le ho detto che le do due mesi di tempo per andarsene, poi chiudo casa e me ne vado anche io.
    Come posso fare? E cosa?
    Grazie della gentile attenzione
    Giuseppe

  236. separatamente dice:

    Gentile Monica,
    le sue richieste possono essere soddisfatte con gli strumenti tipici del rito camerale previsti nei casi di regolamentazione di figli nati fuori dal matrimonio, anche in considerazione del fatto che in prima udienza il Giudice dispone, soprattutto se sollecitati nel ricorso, i provvedimenti provvisori (incluso il quantum del mantenimento).
    Se non ha un reddito che le permetta di sostenere le spese del giudizio esiste il gratuito patrocinio e noi siamo difensori iscritti alle liste del gratuito patrocino a spese dello Stato.
    Il primo incontro in studio, in ogni caso, è gratuito.
    Restiamo a Sua disposizione se lo ritiene opportuno.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  237. Monica dice:

    Salve,
    a settembre è terminata la relazione con il padre della mia bambina. Da settembre il padre non contribuisce al mantenimento della bambina che è completamente a carico mio. Nonostante questo e per il bene della minore ho cercato di non escludere il padre dalla sua vita permettendo che possa passare dei week end alternati con lui. Il problema è che i tempi della giustizia sono piuttosto lunghi io non posso permettermi di sostenere da sola tutte le spese per la bimba. Mi hanno riferito che si può procedere per la sola questione economica con il procedimento d’urgenza ex. art 148 c.c. per il mancato mantenimento . e volevo capire se questo può essere eseguito paralllelamente al procedimento di richiesta di regolamentazione delle visite della minore e i tempi e se è possibile che possa essere rigettato visto che non sono in condizioni di indigenza.
    Grazie mille

  238. separatamente dice:

    Buongiorno,
    potrebbe esserci una eventuale responsabilità della madre solo l’auto fosse stata da quest’ultima concessa in uso a suo figlio senza l’autorizzazione del padre e proprietario (esclusivo ?) dell’auto.
    E rileva anche che suo figlio è maggiorenne, quindi, potenzialmente, responsabile anche economicamente del danno.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  239. Ivo dice:

    Buongiorno!
    Sono divorziato da molti anni ed ho due figli di 23 e 21 anni. Mio figlio usufruisce spesso della mia automobile, ma ha avuto un incidente: fortunatamente senza conseguenze per lui, ma ho dovuto rottamare l’auto (valore di circa €5000). La responsabilità economica ricade su entrambi i genitori? Rientra nelle spese straordinarie? La mia ex moglie deve rispondere per il 50% del danno?
    Grazie tante!

  240. separatamente dice:

    Buongiorno,
    mi dispiace ma questo forum, come specificato nel sito, è riservato agli utenti dislocati a Milano e Monza. Utenti nei confronti dei quali riusciamo a garantire una prima consulenza gratuita.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469 – marcopola@npassociati.com)

  241. dunia pace dice:

    Buongiorno,
    ho convissuto per 9 anni (non siamo sposati) con un uomo che da ormai 3 settimane ha lasciato l’abitazione.
    Non so esattamente dove viva (“sta a casa di un amico”) ma lo posso contattare telefonicamente.
    Abbiamo 2 figli di 4 e 7 anni che ha praticamente abbandonato: in queste settimane si è fatto sentire al telefono da loro solo una volta (e in questa occasione ha potuto parlare solo con la figlia più grande) e per 10 minuti al massimo.
    Non li cerca nè chiede di loro nè passa aiuti economici, ma d’altra parte al momento non potrebbe.
    La casa è intestata a me che ho un lavoro da dipendente mentre lui al momento è in cerca di lavoro e con debiti con la sua banca. Più esattamente stiamo cercando di vendere un bar tavola calda il cui acquisto/avviamento ho pagato io per cercare di aiutarlo (era rimasto disoccupato con madre a carico malata e un prestito personale in corso richiesto presso la sua banca) e in cui ormai lavora e non lavora. Il locale è fallito e io mi sto accollando tutte le spese.
    A questo punto mi chiedo cosa fare: la mia situazione economica come può capire è critica e sono molto addolorata e arrabbiata per la mancanza di cure e sostegno morale che rivolge non solo a me ma anche e soprattutto ai figli.
    Lui sostiene che tanto i figli starebbero con me che li ho plagiati (anzi, addirittura tutta la mia famiglia li ha plagiati….)
    e comunque lui non ha soldi da dare loro e quindi …se ne lava le mani!
    Cosa dovrei fare secondo lei? Faccio presente che da sempre discutiamo perchè non sono d’accordo sulle poche attenzioni che dà ai figli, non è un problema di adesso.
    Possibile che debba accollarmi anche le spese per l’avvocato e lasciargli fare quello che più gli piace dopo i mille sacrifici che ho fatto?

  242. separatamente dice:

    Buongiorno,
    Se dovrà cambiare casa, deve soltanto comunicare per iscritto (con raccomandata con ricevuta di ritorno) la nuova residenza al padre. Se rimanete nella provincia di Milano non ci sono problemi.
    Per il mancato pagamento del contributo per il mantenimento del figlio minore si può agire sia in sede penale (denuncia) sia in sede civile (precetto e pignoramento). Magari sarebbe il caso, prima di intraprendere queste iniziative di scrivere una lettera al padre tramite legale.
    Siamo a Sua disposizione qualora avesse necessità di fruire dei nostri servizi.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

  243. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se non ha un reddito può chiedere il gratuito patrocinio (l’Avvocato lo paga lo Stato). Il nostro studio può occuparsi del deposito della predetta domanda in Tribunale per Suo conto.
    Per il resto Lei ha diritto di chiedere l’assegnazione della casa familiare sino alla autosufficienza economica di Sua figlia, oltre ad un contributo per il mantenimento di sua figlia. Dovrà anche essere regolamentato il diritto di visita del padrea.
    Il procedimento che noi suggeriamo è un ricorso congiuto (d’intesa con il Suo compagno). Se invece il suo compagno non vuole firmare un ricorso congiunto chiediamo aiuto al Giudice.
    Se di Suo interesse, possiamo incontrarci in studio (il primo incontro non comporta spese a Suo carico). Siamo in centro a Milano (Via Larga n. 16).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  244. ELENA dice:

    Buongiorno,
    convivo da 17 anni con una figlia di anni 12 vorrei “separarmi” abitiamo in casa di proprietà del mio compagno. Attualmente sono disoccupata e non potrei permettermi di trovare altra abitazione e mantenere mia figlia. Potete consigliarmi la via meno dolorosa per mia figlia e per me, vorrei comunque trovare il modo per crescere ns. figlia insieme.
    Grazie.
    Elena

  245. Lara dice:

    Salve sono in regime di separazione giudiziale il giudice ha stabilito nei provvedimenti urgenti l affido condiviso di nostro figlio minore attualmente redidente presso la mia abitazione e gli incontri protetti con il padre a causa di un procedimento penale a carick drl padre con ipotesi di maltrattamento dovendo io cambiare casa sono tenuta ad informarlo? Devi chiedere un consensi scritto al padre o posso chiederlo al giudice che si occupa della separazione? In piu dovrebbe versarmi il mantenimento ma non lo fa in che modo posso agire a parte le denunce che hanno archiviato per omesso adempimento degli obblighi di assiatenza. Grazie

  246. separatamente dice:

    Buongiorno Elena,
    E’ sufficiente presentare ricorso in Tribunale. Nel 95% dei casi la casa familiare viene assegnata alla madre insieme alla prole (sino alla autosufficienza economica di quest’ultima). Per la questione dell’affidamento, occorre avanzare sempre specifica domanda sul punto. La dipendenza da alcol ed il fatto che il padre ha il casellario penale con precedenti può giustificare un affidamento esclusivo alla madre.
    Se la madre non ha un reddito sufficiente per potersi permettere un Avvocato esiste il gratuito patrocino (difensore a spese dello Stato).
    Se vuole approfondire siamo a Sua disposizione. Il primo incontro in studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (0272022469)

  247. Elena dice:

    Buongiorno,
    ho un figlio di 13 anni e il padre non è mai stato presente e non è affidabile, è da quanto mio figlio ha 5 anni che ho deciso di separarmi …non è un buon esempio di genitore anche percè ha sempre usato la scusa di avere un figlio per avere le agevolazioni giudiziarie viste che ha sempre fatto fuori e dentro dal carcere….Non ho mai fatto un discorso economico anche percè non ha mai contribuito con il mantenimento ma visto l’episodio che è successo questo fine settimana che era con lui (ubriaco) come posso agire legalmente per allontanarlo definitivamente e togliergli tutti i diritti di genitore? E’ una richiesta che è stata fatta anche da mio figlio.

  248. separatamente dice:

    Buongiorno Daniela,
    cerchiamo, anzitutto, di capire se abbiamo ben compreso la sua domanda: vuole separarsi dal Suo compagno con il quale non risulta sposata e divenire unica titolare del contratto di affitto ? oppure in pendenza del rapporto affettivo vorrebbe divenire unica titolare del rapporto locatizio ? Nel primo caso, possiamo certamente chiedere un aiuto al Giudice per ottenere la nuova intestazione del contratto. Nel secondo caso, è più complesso, senza l’intesa con la proprietà e con il Suo compagno, sembra improbabile che un Giudice intervenga (d’imperio/di forza) nel rapporto contrattuale.
    La situazione che ci ha descritto, peraltro, desta non poche perplessità anche con riguardo alla sicurezza dei minori (aspetto prioritario se vengono coinvolte -come sembra opportuno- le Autorità giudiziarie).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  249. Daniela dice:

    Buongiorno viviamo in affitto contratto intestato al mio compagno io ho due figli a carico uno minore vorrei sapere se è possibile far intestare a me il contratto visto che il mio compagno ha Seri problemi di dipendenza

  250. separatamente dice:

    Buonasera,
    prudenza e diligenza (lo so, non sempre compatibili con un legame affettivo), nonchè la presenza di un minore, dovrebbero indurla a sottoscrivere un contratto di convivenza, in cui viene stabilita la misura del contributo economico al menage familiare, oltre che la data, o meglio. il preavviso (dovuto in ogni caso per Legge) entro il quale dovrà essere liberato l’immobile dalla Sua compagna in caso di interruzione del legame affettivo.
    Potrebbe essere utile anche la lettura del nostro contributo in argomento:
    http://www.separazioneconviventi.it/convivenza/il-contratto-di-convivenza-legge-n-762016-vigore-dal-5-giugno-2016/
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  251. Nello dice:

    Buongiorno,
    sono già stato fregato dalla mia vecchia convivente quindi chiedo consulto essendo un pò prevenuto.
    (Ho riscattato la metà casa dalla mia ex, casa che è stata sopravvalutata dal suo tecnico per prendere di più, inoltre la controparte aveva preventivamente tenuto tutte le ricevute del mobilio e delle spese di casa, io invece non avevo tenuto nulla.. così lei ha sostenuto di aver fatto tutte le spese, ha portato via tutto, e del resto non recuperabile ha voluto il rimborso di molte spese sostenute in casa. io avevo appena finito un’altra mediazione tra familiari, e per non andare per vie legali.. ho lasciato correre).
    Ora ho arredato nuovamente casa, ho una nuova compagna, è al corrente del mio passato, da qualche tempo lei insiste che vorrebbe trasferirsi e venire a vivere da me, ed ha una figlia minore a carico.
    Volevo sapere se dovevo tutelarmi in qualche modo, come comportarmi, per la divisione delle spese quotidiane, cibo, spese per la manutenzione della casa, se devo conservare ricevute… se devo segnare cosa paga lei, o se si considerano sostenute a metà indipendentemente da quello effettivamente versato. Se c’è qualche criterio per stabilire quanto spetta pagare a me, quanto a lei, e quanto per la figlia.. e quali spese per la figlia devono continuare a essere coperte dal suo padre (da quello che ho capito, gli passa uno sputo per gli alimenti, e spesso fa fatica ad averli).
    E se la compagna dovesse spostare la residenza in casa mia, con la figlia, posso avere problemi in futuro in caso (spero di no) disaccordi? possono opporsi a lasciare l’appartamento?
    inoltre rischio qualcosa con una minore ‘figlia altrui’ in giro per casa?
    eventuali spese sostenute assieme per casa mia, devono essere rimborsate?
    insomma sto cercando di ricominciare, ma non vorrei altre fregature specialmente ‘premeditate’.
    Grazie.

  252. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il nostro suggerimento è molto semplice: trovate una intesa insieme. Ma ricordatevi che anche la banca deve essere d’accordo. Allo stato attuale l’Istituto erogante il mutuo ha due debitori, difficile che rinunci a questa “garanzia”.
    A parte il mutuo, in ogni caso, se non trova una intesa con il Suo compagno si può sempre fare un giudizio di divisione.
    Per approfondire, se lo desidera, ci può contattare in studio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)
    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  253. Carmen dice:

    Buonasera, vorrei sottoporle la mia situazione, ho un mutuo cointestato con il mio ex compagno, non abbiamo figli ed ora l’appartamento è in vendita perchè la nostra storia è finita da tempo, attualmente l’appartamento è in vendita ma il mercato immobiliare è al ribasso e cosi abbiamo deciso di metterla in anche in affitto ad un inquilino regolare con tanto di contratto, ma vorrei capire come procedere per l’accollo del mutuo per far si che la casa diventi solo mia dato che a lui non interessa minimamente. Non si è mai interessato di nulla e sul conto del mutuo c’è solo il suo nominativo senza nessun versamento notificato.
    La sua parte di rata me l’ha sempre pagata in contanti senza versare nulla a suo nome.
    Potrebbe darmi qualche dritta?
    Ovviamente i rapporti con l’altro proprietario sono ai ferri corti, mi ha proposto di liquidarlo ma proprio a questo proposito che vorrei sapere come si procede.
    grazie per l’attenzione.

  254. separatamente dice:

    Buongiorno,
    gli assegni familiari, in mancanza di intese, vanno suddivisi equamente tra i genitori. Per il resto gli importi richiesti da Sua moglie sono alti ma potrebbero trovare riconoscimento anche in sede giudiziale.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  255. separatamente dice:

    Gentile Anna,
    Lei può interrompere la relazione affettiva con il suo compagno quando vuole. In estrema sintesi, è sufficiente non compromettere i diritti del padre. Per farlo occorre soltanto preavvisarlo per iscritto delle sue intenzioni specificando che il padre potrà continuare a vedere il figlio.
    Considerato che cè un minore è necessario o quanto meno opportuno regolamentare il diritto di visita del padre, il mantenimento del figlio e la collocazione abitativa del figlio con un ricorso giudiziario (congiunto, se vi è intesa tra i genitori, disgiunto, non non vi è intesa). Il mio suggerimento con riferimento alla abitazione familiare è quello di non fare subito grandi concessioni al padre. Mi spiego meglio: Lei ha il diritto di chiedere ad un Giudice l’assegnazione in suo favore della casa familiare !!! Prima di uscire di casa, quindi, sarebbe meglio “trattare”.
    Mi chiami in studio o fissi un appuntamento (il primo incontro è gratuito) per approfondire se lo desidera.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (0272022469)

  256. Anna dice:

    Buongiorno
    Convivo da 10 anni e ho un bambino di 3 anni
    Io ,solo io voglio la separazione .
    Vivo nella casa di proprietà del mio compagno
    Non mi interessa rimanere in questa casa ,andrei dai miei 500mt di distanza e poi con i soldi che ho messo da parte prenderei una casa .
    Come ci si separe se l altra persona non vuole e ti ride in faccia quando gli dici: io me ne voglio andare!!
    Posso andare via di casa con il mio bambino e poi rivolgermi ad un avvocato?
    La situazione è insostenibile , io sono d accordo X una separazione congiunta.
    Grazie

  257. Dario dice:

    Buonasera,dopo 18 anni di matrimonio lei ha deciso di separarsi.Premettendo che:
    io : 1700 di stipendio, eta’ 40
    lei; 800 di stipendio (part time) eta’ 36
    mutuo di 500 euro
    in oltre mensilmente ci sono160 di carta di credito,260 di finanziamento cointestato
    2 figli minorenni
    lei mi chiede 750 al mese (500 per i figli e 250 per meta’ mutuo) e mi da soltanto la meta’del finanziamento cointestato
    la casa rimane a lei.
    a conti fatti io rimarrei con 600 euro circa al mese ma devo anche pagarmi un affitto che va dai 350 in su , rimarrendo con 250 euro per campare al mese.Secondo lei e possibile??
    Gli assegni familiari a chi vanno?
    Grazie buonasera

  258. separatamente dice:

    Gentile Milena,
    in verità non comprendiamo i suoi timori sulla abitazione. La casa da quello che abbiamo capito, risulta a lei intestata. Lei peraltro risulterà (in futuro) collocataria di suo figlio (nel senso che suo figlio vivrà con lei ed il suo compagno dovrà vivere altrove). Ovviamente occorre gestire lo scioglimento del vincolo affettivo con diligenza. Considerato che c’è un minore è assai consigliato regolamentare la collocazione abitativa del minore, il mantenimento di quest’ultimo ed il diritto di visita del padre con una iniziativa giudiziaria. Un ricorso congiunto per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio in caso di intese sul punto con il suo compagno. Un ricorso disgiunto, nel caso non esistano intese sul punto. Mi permetto anche di ricordare che non partecipare al mantenimento di un figlio è un reato di una certa gravità.
    Se vuole siamo a disposizione per un primo consulto (il primo incontro in studio è gratuito).
    Il nostro studio si trova in centro a Milano (via Larga n. 16, tel. 02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (www.npassociati.com)

  259. Milena dice:

    Buongiorno,
    convivo con un uomo da ormai 18 anni. Abbiamo un figlio minore di 12 anni, riconosciuto da entrambi. Nel 2013 il mio compagno mi versava una somma a restituzione del prestito da me a lui elargito dal 2004 al 2013 per il supporto e copertura spese (direi copertura casini) da lui fatti in quegli anni con la sua attività in proprio (considerato anche il mancato mantenimento proprio e del figlio nonostante l’attività professionale svolta). Con quella somma ho acquistato un immobile a me intestato e che verrà pertanto ereditato da nostro figlio alla mia morte.
    Dal 2011 ho chiesto al mio compagno quanto meno di farmi risparmiare sulle baby sitter per nostro figlio, chiedendo lui di rimanere a casa con il bambino dopo la scuola e nei casi di malattia. Sottolineo fin da subito che questo supporto casalingo è stato più che esiguo: andava sì a prendere il bambino a scuola, ma non lo assisteva nei compiti né si occupava delle incombenze domestiche,che spettavano pertanto a me al mio rientro la sera dopo il lavoro. Il mio compagno passava il tempo sui social invece che seguire nostro figlio e fare un minimo in casa.
    Con il 2013 i patti erano che, azzerati i conti tra di noi, ognuno dovesse contribuire alla gestione familiare e che pertanto lui avrebbe dovuto trovarsi un lavoro che gli garantisse un’entrata mensile. Lui ha preferito continuare a svolgere la sua attività professionale non guadagnando niente ed anzi creandosi un debito fiscale ed economico consistente (circa 80 mila euro di debiti con il fisco e svariati decreti ingiuntivi da parte di privati e circa 17 assegni bancari a vuoto). Il tutto senza versare mai un euro alla sua famiglia, anzi facendosi anticipare soldi, mai restituiti, per l’acquisto di vetture che distruggeva da lì a poco. Senza parlare poi del clima terribile che ha creato in famiglia con la sua miriade di balle per poter tenere in piedi la sua principale menzogna, ossia l’attività professionale (è arrivato a versare un assegno scoperto anche alla scuola di nostro figlio….o far finta di pagare utenze che ci venivano poi da lì a poco staccate). La ciliegina sulla torta è arrivata nel 2017 con processo penale a suo carico per truffa (art 640 c.p.), falsità in scrittura privata (art 485 c.p.) e sostituzione di persona (art 494 c.p.), conclusosi con la sua condanna. A tutto questo aggiungo che ho saputo da suo fratello che in questi anni mi ha sempre accusata di essere una fuori di testa e suo zio mi ha dato della stalker. E’ facile capire che non ne posso più e vorrei procedere con la separazione quanto prima. Mi preoccupano due cose: il diritto agli alimenti e eventuali diritti che può vantare sull’immobile. Non sto a chiedere un mantenimento per mio figlio (non lo mantiene ora che viviamo sotto lo stesso tetto, figuriamoci dopo).

  260. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il nostro consiglio è quello di regolamentare le Vostre intese in un specifico ricorso congiunto per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio che deve essere presentato in Tribunale. Solo con il successivo provvedimento del Tribunale Lei avrà modo di rendere esecutive le intese in caso di inadempimento del Suo compagno. E consigliamo anche che venga confermato nel ricorso il suo trasferimento in altra città con la figlia con il CONSENSO ESPLICITO del Suo compagno. Per l’assegno di mantenimento la quantificazione comporta una disamina più attenta dei redditi e del patromonio dei conviventi; in ogni caso, considerato quanto da Lei precisato si può ipotizzare un range tra € 500,00 ed € 1.000,00 per l’assegno di mantenimento a carico del padre. Siamo a Sua disposizione per eventuali approfondimenti ed adempimenti.
    Il primo confronto presso il nostro studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  261. Anna dice:

    Buongiorno, avrei un quesito da porvi. Sono in procinto di separazione dal mio compagno (convivente) ed abbiamo una bimba di due anni. Entrambi viviamo a milano in un appartamento in affito. Io tornerei con la bimba nella mia citta’ d’origine a circa 350 km di distanza. Il mio compagno sarebbe d’accordo sul punto ma abbiamo difficolta’ nel calcolare l’assegno di mantenimento per nostra figlia. Io trasferendomi rinuncerei alla casa coniugale e andrei ad abitare in una casa di mia proprieta’ (rinunciando al canone di locazione attualmente percepito). Considerando che il suo reddito netto e’ di 3500€ e il mio di 680€ a quanto dovrebbe corrispondere l’assegno? Conta il fatto che la casa sia di mia proprieta’? Grazie anna

  262. separatamente dice:

    Buongiorno Davide,
    per rispondere esaurientemente alla Sua domanda occorrerebbe anche sapere le ragioni che inducono la Sua compagna a trasferirci in Puglia visto che ora vivete a Milano. Un contributo dell’importo di circa € 300,00 per il mantenimento di Sua figlia, comunque, potrebbe essere ritenuto congruo da un Giudice laddove la sua compagna provveda da sola al pagamento del canone di affitto della abitazione presso la quale vive o vivrà con la figlia.
    Siamo a disposizione per approfondimenti in studio (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  263. Davide dice:

    Salve, sono un padre disoccupato con una pensione di invalidità di 500 euro, convivevo con la mia ex compagna anche lei con pensione di invalidità come la mia, lei pugliese e io romano. Abbiamo avuto una figlia che ora ha 2 anni, prendemmo casa in affitto che ammonta mensilmente 350 euro mese. Non siamo sposati.
    Non abbiamo entrambi casa di proprietà, lei chiede separazione consensuale con mantenimento di 350 euro, mi chiedo poi io come farò poi a dare 350 euro se devo venire a trovare mia figlia in Puglia e pagarmi un posto per dormire vicino a mia figlia? È giusto quel che dice la mia ex compagna?

  264. separatamente dice:

    Buongiorno,
    nei confronti della Banca, le Vostre intese formalizzate innanzi ad un Notaio, non hanno efficacia.
    Nei confronti della Banca Lei risulta obbligato nella misura del 50% ma dovrei leggere con attenzione il contratto di mutuo.
    Lei risulta tuttora proprietario dell’immobile al 50%.
    Quanto formalizzato davanti al Notaio può avere efficacia solo con riguardo ai rapporti di debito e credito tra i due ex conviventi.
    Queste le brutte notizie. Le buone notizie, invece, sono riconducibili al fatto che Lei può chiedere ad un Giudice la vendita all’asta dell’immobile intentando un giudizio di divisione. Sempre che non si trovi un accordo amichevole con la Sua compagna.
    Se vuole approfondire in studio, siamo a Sua disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  265. Davide dice:

    Salve,
    volevo avere un info.
    Mutuo cointestato, 10 anni fa finisce la convivenza e lascio abitare lei con accordo che paghi tutto lei, dal mutuo alle bollette.
    Ora lei dopo tutto questo tempo decide di smettere di pagare mutuo e dice che mi farà scrivere dall’avvocato.
    Lei abita dentro con la mamma inferma e figli minori non mia e non vuole vendere.
    Come vedete questa situazione e come conviene muovermi?
    Grazie

    PS:l’accordo è stato fatto su un foglio dal notaio dove avrebbe pagato lei il mutuo visto che avrebbe usufruito solo lei pur rimanendo il mutuo cointestato….il notaio a quel tempo disse che non.sapeva che valore poteva aver quel foglio in futuro…

  266. separatamente dice:

    Buongiorno,
    liberare l’immobile, dopo il decesso di suo padre, sarà possibile ma comporta ovviamente una iniziativa giudiziaria.
    Considerato che suo padre e la signora di cittadinanza russa sono unite da un rapporto di convivenza, per agire correttamente sarà sufficiente anticipare l’iniziativa giudiziaria con una comunicazione per iscritto e l’invito a liberare l’immobile con un congruo preavviso.
    Se la sig.ra volesse sostenere che il rapporto che lo lega/legava a Suo padre era lavorativo e non meramente affettivo, dovrà farlo in giudizio cercando di dimostrare anche con testimoni che Lei era una mera badante, e non una vera e propria badante.
    Restiamo a Sua disposizione per qualsivoglia chiarimento.
    Con riferimento, invece, all’attuale occupazione dell’immobile sarebbe forse il caso che suo padre confermasse nero su bianco le ragioni che giustifichino il suo possesso (e connesso diritto di abitazione) dell’immobile.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  267. silvana dice:

    Buongiorno,
    mio padre (79 anni separato consensualmente da 5anni ) vive da 5 anni con una signora di nazionalità Russa (60enne ) residente nella casa di mia proprietà. (lui non ha usufrutto).
    La mia paura è che quando mio padre non ci sarà più la sig.ra in questione possa occuparmi la casa ed io non riesca più a riappropriarmi dell’immobile senza aprire una causa per non parlare che potrebbe denunciarmi x pagarle i contributi se le venisse in mente di dichiarare che in tutti questi anni sia stata la badante di mio padre….cosa che non è assolutamente.
    Le chiedo, cortesemente, quale contratto di affitto mi tutelerebbe di pù e a quali rischi posso andare incontro?

  268. separatamente dice:

    Buonasera Tiziana,
    ci sembra molto difficile ricondurre ad un finanziamento l’elargizione economica da Lei versata in favore del suo compagno in costanza del rapporto di convivenza. Per fare in modo che sorga un debito, Lei ed il Suo compagno dovreste ricondurre i pagamenti ad un prestito quanto meno con una scrittura privata.
    Ci sembra invece più probabile che il suo compagno intraprenda una iniziativa giudiziaria tesa ad ottenere il sostentamento per sè e per la figlia, dai propri genitori, invocando la disciplina dell’art. 433 cod. civ. che espressamente prevede:
    “All’obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell’ordine:
    1) il coniuge;
    2) i figli [legittimi o legittimati o naturali o adottivi] anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi[, anche naturali];
    3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimo, anche naturali; gli adottanti;
    4) i generi e le nuore;
    5) il suocero e la suocera ;
    6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali”.
    Si consideri che in base alla recente riforma della Convivenza, ai fini della determinazione dell’ordine degli obbligati ai sensi dell’articolo 433 del codice civile, l’obbligo alimentare del convivente è anteposto a quello che grava sui fratelli e sorelle della persona in stato di bisogno, quindi non vi sono dubbi che tra gli obbligati, prima del convivente, vi siano i genitori del suo compagno. Considerate le sue domande sembra anche il caso di ribadire che lei non è legittimata ad agire in giudizio sulla scorta dell’art. 433 cod. civ. ma lo è soltanto il suo compagno. Se vuole approfondire siamo disponibili per un confronto in studio (02.72022469).
    Con i migliori saluti,
    Avv. Marco Pola

  269. TIZIANA dice:

    Buongiorno
    avrei da chiedere due quesiti.
    Io convivo con il mio compagno da 6 anni, non abbiamo fatto il contratto in comune, ma risultiamo nello stesso stato di famiglia.
    Il mio compagno è senza occupazione e l’unica che lavora sono io. Lui ha anche una figlia di 16 anni avuta da una convivenza precedente, legalmente riconosciuta.
    Sto provvedendo io a tutto il nostro management familiare, e contribuisco anche alle spese di mantenimento della figlia per aiutarlo.
    La mia prima domanda è, sono io obbligata a sostenere queste spese di mantenimento della figlia?
    La seconda questione è che, avendo lui ancora i genitori, che hanno un buon livello economico, io posso fare una sorta di ricorso su di loro per poter rientrare nelle spese sostenute da 6 anni ad oggi per mantenere figlio e nipote?
    Ringrazio per la gentile attenzione ripostami, e cordialmente saluto.

  270. separatamente dice:

    Buongiorno Enrico,
    nella maggiore parte dei casi, il figlio viene affidato alla madre. Le eccezzioni sono connesse a gravi problemi della madre (salute, tossicodipendenza, detenzione, gravi patologie psico-fisiche, etc.) All’affidamento segue anche l’assegnazione della casa familiare (anche se siete solo conviventi).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  271. Enrico dice:

    Salve io convivo da poco con la mia attuale compagna in una casa di mia propieta intestata a me e tra poco avremmo un figlio…la mia domanda è ma se tra anni spero che nn accada dovessimo lasciarci la casa andrebbe a lei potrei chiedere l’affido del bambino e la casa rimane mia?

  272. separatamente dice:

    Buonasera Davide,
    per rispondere al suo quesito dovremmo leggere l’accordo di separazione.
    In ogni caso, se nulla fosse previsto sul punto, restano a carico della proprietà le spese di carattere straordinario. Quindi, se Lei e Sua moglie foste proprietari al 50% ciascuno dell’immobile, la suddivisione delle spese straordinarie deve essere ripartito nel rispetto delle anzidette quote di proprietà.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  273. Davide dice:

    Buongiorno, sono separato consensualmente dall’anno 2013, ho due figli, uno maggiorenne e l’altro minorenne, che vivono con la madre nella casa cointesta a me e alla mia ex moglie. Si è rotta la caldaia dell’appartamento e mi viene richiesto di contribuire al 50% alla spesa di sostituzione in quanto ritenuta una spesa straordinaria. Devo contribuire?
    Grato della risposta anticipatamente ringrazio.

  274. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la soluzione è la donazione con riserva di usufrutto vitalizio. Quindi lei diventa proprietario ma la sua compagna finchè resterà in vita avrà il possesso dell’immobile.
    A presto,
    Avv. Marco Pola

  275. Leonardo dice:

    Buonasera, la mia compagna desidera cointestarmi la propria abitazione ma avendo io due figli non vorrei che al mio decesso potessero pretendere qualcosa da Lei e quindi solo se non possono pretendere nulla fino al suo decesso accetterò. Grazie

  276. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la proposta di acquistare una casa da intestare a lei ed a sua figlia è sicuramente interessante.
    Non conosciamo, tuttavia, le condizioni alle quali si è separata nè tanto meno l’età di sua figlia, ed il valore dell’immobile da acquistare. Tutte circostanze che potrebbero permetterci di meglio valutare la proposta del Suo ex marito.
    Le nuove intese, ovviamente, dovrebbero essere oggetto di intese formali, magari proprio in occasione della cessazione degli effetti civili del matrimonio (divorzio). Laddove il possesso ed il diritto di abitazione della casa familiare fossero riconducibili ad un titolo di proprietà e non, invece, ad un provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare, Lei sarebbe legittimata ad ospitare il suo nuovo convivente.
    I quesiti proposti meritano un confronto più approfondito. Le consigliamo un confronto con un legale di Sua fiducia e, in alternativa, laddove anche lei lo ritenga opportuno, con lo scrivente (il primo incontro è gratuito).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  277. cecilia dice:

    Buongiorno, sono una donna separata con una figlia minorenne.
    Ho rinunciato alla casa coniugale perchè economicamente insostenibile per me e ho preso un appartamento in affitto dove viviamo io e mia figlia.
    Il mio ex marito mi ha proposto di acquistarci una casa, che intesterebbe a me e mia figlia e in contro dare un mantenimento inferiore (considerando che non avrei più affitto da pagare).
    Premesso che sicuramente sarebbe un bel sollievo di pensiero, posso sapere quali sarebbero i pro e i contro di un immobile cointestato con mia figlia? e quali diritti avrebbe il mio ex marito in caso io mi rifacessi una vita e il mio ipotetico compagno venisse a vivere con noi? Cosa inciderebbe a livello di tasse?

  278. separatamente dice:

    Buongiorno Eleonora,
    Lei hai un difensore e non vorremmo sostituirsci ad un Collega regolarmente da Lei nominato con le nostre osservazioni.
    In ogni caso, le agevolazioni connesse all’acquisto della prima casa si mantengono se Lei conserva residenza e dimora nell’abitazione acquistata per almeno cinque anni.
    Se vende invece prima dei cinque anni deve riacquistare entro un anno per non perdere le agevolazioni.
    Con i migliori saluti,
    Marco Pola

  279. eleonora dice:

    Buongiorno,
    Venerdi scorso ho finalmente firmato l’accordo di mediazione obbligatoria con il mio ex marito.
    Il quale dal mese di novembre rinuncio all’assegno di mantenimento e mi accollo per intero la casa del mutuo. Il suo 50% della casa lo acquisto io per una misera somma.
    A fine mese mi depositano il ricorso del divorzio quindi andro’ in udienza per febbraio /marzo dell’anno prossimo e poi al rogito nel mese di maggio.
    Io attualmente ho la residenza nella casa coniugale, se vado a convivere dopo il divorzio perdo la detrazione degli interessi sul mutuo ?E diventa seconda casa?
    Se invece lasciassi la residenza li e mi rifaccio una vita , cosa succede se arrivasse un bambino?
    Non so come mi devo comportare.
    ELEONORA

  280. separatamente dice:

    Buongiorno Corrado,
    se Lei risulta formalmente separato, dovreste avere regolamentato anche l’assegnazione della casa familiare alla madre di suo figlio.
    Traiamo queste conclusioni alla luce del fatto che lei ci riferisce che nella abitazione coniugale vivono ora sua moglie e suo figlio.
    Se fossero confermate queste circostanze difficile ipotizzare un canone di locazione a carico di sua moglie in suo favore.
    Siamo in ogni caso a Sua disposizione (02.72022469) per approfondimenti dopo avere letto l’omologa della separazione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  281. Corrado dice:

    Buongiorno, se possibile vorrei porre questa domanda, sono separato consensuale e ho dovuto abbandonare io la casa, della quale sono comproprietario con la mia ex al 50%, abbiamo un figlio maggiorenne che studia e che vive con lei, io sto’ sostenenedo un affitto purtroppo, a mia volta posso chiedere l’ affitto alla mia ex moglie che vive nel mio 50% di casa? In attesa di venderla. Rimango in attesa di Vs.gentile riscontro. Grazie.

  282. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la giusrisprudenza prima, e la legge Cirinnà del maggio 2016, hanno sancito, in caso di cessazione della convivenza, un diritto del convivente che deve abbandonare la casa familiare di proprietà esclusiva del proprio partners, a ricevere un congruo preavviso (correlato e proporzionato alla durata della convivenza).
    Ovvio poi che gli arredi posso essere rimborsati tenendo conto della loro effetiva usura.
    Con i migliori saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  283. salvatore dice:

    buon giorno Avvocato Le volevo formulare un quesito:
    Premessa dopo circa 10 anni di convivenza ho deciso di mettere fine a questo rapporto affettivo faccio presente che la convivenza non era registrata e che la casa e di proprietà esclusiva mia.
    Le espongo i fatti il 26 settembre comunico alla mia convivente che non intendo più proseguire questo rapporto che andro’ via circa 5 giorni e lei possa iniziare a trasferire i suoi effetti personali presso la sua abitazione personale ( dove e proprietaria) tanto e vero che quando torno il 3 di ottobre non e più presso la mia abitazione ma ha provveduto a portare via parzialmente i suoi affetti personali .
    Se non che il 4 ottobre viene a casa anzi che provvedere a continuare il trasloco mi chiede E. 15.000 per avermi stirato e lavato ( premetto che ha partecipato alla arredamento della casa che io intendo riconoscergli ) ma questo evento mi ha causato un attimo di sbandamento sostituendo la serratura ho provveduto entro una settima a farle avere le chiavi di casa ( anche se potrei dire che le ho smarrite e sostituite in quando lei già abita presso la sua abitazione dove e anche residente)
    2^ domanda l’arredamento devo pagalo con lo stesso valore di acquisto o ha un degrado.

    la ringrazio moltissimo e rimango in attesa di conoscere il suo parere

  284. Aurelia dice:

    Buongiorno Avvocato, vorrei un consiglio, mia figlia aspetta un bambino dall’ex convivente, adesso si è sistemata da noi, lasciando la casa dove ha vissuto con il suo compagno per circa 5 anni. Lui deve trasferirsi fuori per lavoro e vuole dare in affitto la casa ( di sua proprietà e per la quale paga un muto a lui intestato) .
    Mia figlia non può stare da noi, la casa è piccola e con una bimba in arrivo ha bisogno di sistemarsi in modo più comodo.
    Cosa può fare? Può chiedere all’ex compagno di pagare l’affitto di una casa per lei e la bambina che ancora non è nata? Può impedire che l’ex convivente affitti la casa ad altri, chiedendo l’assegnazione della casa di lui come casa familiare per lei e la bimba che porta in grembo?
    Grazie.

  285. separatamente dice:

    Buongiorno Signora,
    il mantenimento del coniuge più debole da parte dell’altro coniuge, da un punto di vista economico, è connesso anche alle effettive capacità lavorative di Suo marito.
    Mi permetto anche di rilevare che nel caso da Lei descritto potrebbe avere una sensibile rilevanza il comportamento violento di Suo marito.
    Dopo una attenta disamina della situazione reddituale e patrimoniale dei coniugi potrei darLe qualche ulteriore indicazione.
    Siamo disponibili per un primo confronto (gratutito) presso il nostro studio, se lo desidera (02.72022469 – http://www.npassociati.com).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  286. BECHER dice:

    Buonasera mio marito malato mentale grave io ho dovuto allontanarmi da casa perché violento vuole la separazione non vuole esser curato da un psichiatra ma da medico di base il suo psichiatra ha deciso di fare TSO ma non’e servito niente anzi peggio.la casa di mio marito ha anche un’altro appartamenti gli affitta.disoccupato da 12 anni non ha voglia di lavorare stato mantenuto da me per tutti questi anni adesso vuole assegno di mantenimento gli aspetta?perche lui dice mi hai abbandonato lui giorno notte in giro per locali di milano spacciandosi per PR.visto che io devo cercare un appartamento pagare un affitto gli aspetta.grazie mille

  287. separatamente dice:

    Buongiorno Alfredo,
    abbiamo letto il suo quesito.
    La situazione è complessa. Ma le date (quella della Sua donazione alla compagna) e la data in cui la sua compagna chiede di cessare la convivenza, sono molto ravvicinate, quindi, si potrebbe ipotizzare una revoca della donazione per ingratitudine.
    Si rilevi in ogni caso che la casa familiare in caso di “separazione” di conviventi viene assegnata al genitore collocatario dei figli sino a quando questi ultimi non diventino autonomi da un punto di vista economico. Si consideri altresì che il percorso per ottenere la revoca della donazione è in salita : occorre dimostrare l’ingratitudine del coniuge che si separa che non può consistere nel solo fatto di avere posto fine alla convivenza e di avere intrecciato una nuova relazione, ma va individuata nell’eventuale modo ingiurioso con cui tali fatti, eventualmente, sono stati compiuti. E la ingiuria grave richiesta dal codice civile quale presupposto della revocazione, è ravvisabile in un comportamento con il quale si rechi all’onore ed al decoro del donante un’offesa suscettibile di ledere gravemente il patrimonio morale della persona e che denoti una ingratitudine tale da ripugnare alla coscienza comune.
    Siamo a disposizione per approfondire con apposito incontro in studio (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  288. alfredo dice:

    buongiorno convivo da oltre 20 anni . nel 2005 abbiamo acquistato una casa al 50%. Nel 2016 ho ceduto ( gratuitamente )
    la mia quota di casa alla mia compagna con accollo, non liberatorio, del mutuo esistente. Ora lei vuole separarsi . Abbiamo due figli di anni 16 e 14.
    E’ possibile per me chiedere un ristoro sull’immobile a suo tempo ceduto?
    tutto cio’ all’interno dell’immobile e’ stato acquistato al 50%
    grazie

  289. separatamente dice:

    Buongiorno Signora,
    considerato che la casa coniugale viene assegnata quasi sempre alla madre con i figli, considerato altresì che la casa risulta a Lei intestata, ci sono tutti i presupposti affinché Lei possa incardinare un giudizio nel quale chiedere la separazione con richiesta che suo marito trasferisca altrove la propria residenza.
    Ovviamente se rimanete sposati quest’ultima richiesta/iniziativa non è possibile.
    Siamo a Sua disposizione per un primo incontro gratuito e per maggiori dettagli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola
    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  290. Andre'e dice:

    buongiorno
    sono sposata da fine dicembre 2016 dopo anni di convivenza e 2 figli di 6 e 2 anni.
    La casa e’ intestata a me come tutte le utenze. Mio marito e’ disoccupato e si fa mantenere, e non fa molto per cercarsi un’altro lavoro… Posso cacciarlo di casa? Lui ha una casa a lui intestata al momento affittata.
    Grazie

  291. separatamente dice:

    Buonasera Pier,
    le intese informali, raggiunte tra i coniugi, senza che le stesse siano state oggetto di un un provvedimento di omologa (per la modifica delle condizioni della separazione), ovvero di un provvedimento giudiziale (in caso di divorzio), possono essere ritrattate. Al massimo possono fungere da indizio di una intesa. Ma nulla vieta a Tua moglie oggi di avanzare una richiesta di mantenimento nei limiti della recente sentenza della Cassazione che mi permetto di ricordare qui di seguito con recente nostro commento: http://www.separazioneconviventi.it/divorzio/addio-al-tenore-di-vita-nellassegno-divorzile/
    Mi chiedo poi perchè non avete ancora formalizzato il divorzio. POssiamo approfondire questi ed altri argomnenti in occasione di apposito incontro in studio (se lo ritiene opportuno).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  292. Pier dice:

    Sono separato dal 2012. Alla mia ex moglie era stata concessa la casa – di mia proprietà – in uso con i figli fintantoché avesse trovato un lavoro per andarsene altrove. Lo scorso Marzo 2017 ha deciso spontaneamente di lasciare la casa e trasferirsi con i figli a qualche decina di km di distanza. Nel frattempo ha anche trovato lavoro.
    Ha firmato un accordo privato tra me e lei per il quale non ha più nulla a pretendere sulla casa che ha lasciato.
    Ora a distanza di mesi sia dall’uscita da casa, sia dall’accordo, pare che il lavoro possa venire a mancare di nuovo.
    Nel frattempo io ho iniziato dei lavori nella mia casa col presupposto di ritornarci a breve, ma ora ho il dubbio che fa nascere le seguenti domande:
    1) può avere qualche diritto a pretendere di rientrare nella casa che ha lasciato spontaneamente, nonostante anche l’accordo privato?
    2) potrebbe avanzare pretese su un ulteriore mantenimento (ergo affitto) se non ce la dovesse fare con affitto o altro nella nuova sistemazione?
    Aggiungo che i figli sono in affido congiunto, sono minori e risiedono con lei, ma ho già dato la disponibilità di tenerli con me.

  293. separatamente dice:

    Gentile Letizia,
    l’obbligato al pagamento del contributo per il mantenimento del figlio è il padre. La suocera non può assolutamente essere coinvolta. E poi non comprendiamo neanche quali siano le giustificazioni della pretesa della madre avente ad oggetto l’aumento del contributo. Se lo ha stabilito il Giudice questo contributo, devono per forza essersi verificate circostanze nuove (nuove rispetto alla data del provvedimento del Giudice con il quale è stato fissato il contributo) per giustificare una modifica del mantenimento.
    Restiamo a disposizione per eventuali approfondimenti.
    Saluti,
    Avv. Marco Pola

  294. Letizia dice:

    Buongiorno vi contatto per un’ informazione.
    si tratta di due ex conviventi more uxorio. Dalla separazione l’ ex convivente ha provveduto ad un mantenimento di 250€ per il figlio (nato dalla lor convivenza) mantenimento stabilito dal giudice e inoltre alle spese straordinarie ( abiti firmati, cellulari, scarpe firmate, scuola ecc.). La ex convivente in quanto disoccupata ( proprietaria dell’ immobile in cui vive con il figlio e non intenzionata a trovare un lavoro) richiede un aumento del mantenimento prima pari alla somma di 1.000€ e poi di 600€. L’ ex convivente non basandosi su quantp stabilitp dal giudice, non intende elargire tale somma, in quanto provvede in tutto cio che serve al figlil dal punto di vista economico, morale e affettivo. La signora quindi vuole fare causa per detrarre la somma rimanente dalla pensione della ex suocera. È possibile una cosa del genere??

  295. separatamente dice:

    Gentile Cinzia,
    siamo disponibili per rispondere al Suo quesito. In verità, dovremmo prima leggere le carte (la sentenza di separazione).
    Se abbiamo capito bene, il Suo ex, collocatario di Vostro figlio, non paga il mantenimento (in favore suo ? in favore del figlio), durante l’esercizio del diritto di visita da parte della madre.
    Se non è previsto nell’accordo di separazione (e ci sembrerebbe contrario ad ogni logica una tale ipotesi) non può farlo.
    Ci auguriamo di avere ben compreso il suo quesito. In ogni caso restiamo a disposizione per approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola(02.72022469)

  296. cinzia carugati dice:

    Buonasera, mio figlio vive con il padre da 4 anni è minorenne a metà luglio per tutto agosto e fino al 10 settembre verrà da me. La mia domanda è : può il mio ex marito ridurre o sospendere l assegno di mantenimento per il periodo che mio figlio starà con me? C è eventualmente una legge che lo vieta? Tengo a precisare che fino a quando mio figlio viveva con me e passava le vacanze con il padre per due mesi non ricevevo l assegno di mantenimento come voluto da mio marito nella sentenza di separazione. Grazie

  297. separatamente dice:

    Buongiorno Alice,
    la situazione che Lei ci ha descritto (lunga convivenza) comporta un solo suggerimento: la redazione di un contratto di convivenza.
    Si tratta di un accordo redatto con l’assitenza di un avvocato o di un notaio e con firme autenticate dai predetti professionisti.

    Infatti, sia la sua sottoscrizione che l’eventuale modifica che la risoluzione devono essere fatte per iscritto, in forma di scrittura privata o in forma di atto pubblico, con l’assistenza di uno dei due predetti professionisti e con l’ulteriore iscrizione del contratto all’anagrafe.
    Gli accordi possono prevedere il regime patrimoniale prescelto, le modalità con le quali ciascun componente è chiamato a contribuire alle necessità della vita comune e, come di suo interesse, l’accordo può essere usato anche per disciplinare le conseguenze patrimoniali della cessazione della convivenza.
    Restiamo a Sua disposizione per eventuale assitenza nella formazione del contratto di convivenza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  298. Alice dice:

    Buongiorno vorrei una informazione ho 60 anni e da 20 anni convivo con una persona facoltosa ……. io sono separata con figli ormai adulti lui single senza figli …….come posso tutelarmi qualora lui ed io decidessimo di separarci tenga conto che tutto è intestato a lui grazie

  299. separatamente dice:

    Buongiorno Francesca,
    la Sua è una domanda che merita un approfondimento ulteriore prima di rispondere.
    Possiamo, tuttavia, anticipare sin da ora che la liberta di trasferirsi altrove è garantita dalla Costituzione. Considerato che il trasferimento, tuttavia,comporta una evidente limitazione del diritto di visita è necessario che sia coerentemente giustificato e previamente comunicato al padre anche al fine di concordare come esercitare il diritto di visita.
    Siamo a disposizione per approfondimenti anche tramite incontro in studio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  300. Francesca dice:

    Buongiorno,
    convivenza finita dopo 5 anni nella quale è nato nostro figlio che adesso vive con me; il padre nonostante gli abbia lasciato la possibilità di vederlo quando vuole durante la settimana, questi lo vede a sua scelta solamente in week end alterni.
    Dopo due anni di “separazione” volevo trasferirmi in un altro paese a km 600 di distanza e ricominciare una nuova vita, il padre si oppone alla mia decisione, posso ugualmente trasferirmi o devo in questo caso seguire un certo iter?
    grazie mille

  301. separatamente dice:

    Buongiorno Laura,
    l’interruzione della convivenza è possibile, ovviamente, anche con riferimento alla condivisione della abitazione.
    Se il contratto di locazione è intestato a Lei, Le suggeriamo di inviare una raccomandata al Suo compagno per invitarlo a liberare l’immobile. In questo modo rispetterebbe anche i recenti obblighi di legge (Legge Cirinnà) che comportano il rispetto di un congruo preavviso per intimare la liberazione dell’immobile al proprio ex convivente.
    Il nostro suggerimento è quello di fare intervenire un legale anche per questa prima comunicazione.
    Se l’ex convivente non libera spontaneamente dovrà agire in giudizio per la liberazione dell’immobile.
    Credo sia inevitabile rivolgersi ad un legale soprattutto alla luce del comportamento ostruzionistico del Suo ex.
    Siamo a disposizione per un primo incontro se lo riterrà opportuno (tel. 02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  302. Laura dice:

    Buogiorno… Da circa 1 anno convivo con una persona, abbiamo messo la residenza insieme e al comune abbiamo dichiarato che siamo conviventi ma non abbiamo nessun tipo di contratto, abbiamo solo detto che andavamo a vivere insieme come coppia. Adesso ci stiamo lasciando e lui non vuole andare via. Il contratto d’affitto è intestato a me, le utenze anche, è tutto a nome mio perché lui non voleva niente intestato a lui. L’accordo verbale era che lui avrebbe pagato le bollette e io tutto il resto perché lui non lavora, cioè lavora ma prende dei rimborsi spese di circa 400 euro ogni 3 mesi. Adesso io vorrei che andasse via, lui non vuole, non prima di 1 anno…… e conoscendolo neppure dopo, dice che non sa dove andare, ha dei soldi da parte (circa 9k euro, una donazione di sua madre) quello che prende ogni 3 mesi ovviamente non gli permette di mantenersi da solo. Posso toglierlo dallo stato di famiglia da sola o serve una sua firma? E soprattutto se lo faccio posso obbligarlo ad andarsene o quantomeno a pagare a metà con me le spese di tutta la casa? Lui continua a voler pagare solo le bollette ogni 3 mesi, ma io non ci sto perché quando andrà via non sarò in grado di pagare tutto da sola e credo di non doverlo mantenere dato che non siamo sposati. Volevo evitare di mettere di mezzo avvocati ma non so come fare ad obbligarlo a pagare o andare… Credo di avere il diritto di chiedergli metà affitto almeno…

  303. separatamente dice:

    Buongiorno Alessio,

    la piattaforma Fazland mi ha inviato il Tuo recapito.

    Come posso esserti utile (non è stato specificato nella richiesta) ?

    Per il momento lascio il mio recapito telefonico (02.72022469) e preciso che il primo incontro in studio è gratuito.
    Chi sono come professionista: https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726 ; e chi siamo come associazione professionale: http://www.npassociati.com.

    Cordiali saluti,

    Avv. Marco Pola

  304. Alessio dice:

    Convivo con la mia compagna in casa in affitto. Abbiamo un figlio minore .. non riusciamo a raggiungere l’accordo per una separazione ^consensuale^ perché lei oltre al mantenimento del figlio (su cui ovviamente siamo d’accordo) pretende un congruo contributo per affitto e spese condominiali .. e’ corretto ? Io le ho suggerito almeno di prendere appartamento più economico e più piccolo ma non ne vuol sapere .grazie .

  305. separatamente dice:

    Buonasera,
    la madre è tutelata nel senso che può chiedere ad un Giudice l’assegnazione della casa familiare sino a quando il minore non diventerà autonomo da un punto di vista economico. Ed anche la maggior parte delle intese che vengono formalizzate con un ricorso congiunto davanti al Tribunale prevedono l’assegnazione della casa familiare alla madre. Non ci devono essere discussioni sul punto è un suo diritto.
    Ed il suo compagno dovrà abbandondare la casa familiare. Rammentiamo, inoltre, che il figlio ha diritto anche al mantenimento da parte del padre.
    Ci chiami, se lo desidera, per un primo consulto in studio (il primo incontro è gratuito).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  306. marta dice:

    Buongiorno, volevo un chiarimento su questa situazione.
    una coppia non sposata con figlio di due anni ha comprato casa ed hanno un mutuo cointestato che fino adesso ha pagato solo una delle due persone (la madre). Ciò che mi chiedo è: può continuare a vivere nella casa la madre con il figlio? o l’unica soluzione è di vendere la casa e dividere al 50%?
    Grazie molte per una risposta

  307. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se la macchina è intestata al suo compagno, quest’ultimo potrebbe sostenere di averla ricevuta in regalo da parte Sua.
    Meglio intervenire subito con una comunicazione nella quale si rivendica la restituzione degli importi versati per l’acquisto dell’automobile sostenendo che si trattava di un mero prestito.
    Restiamo a Sua disposizione per qualsivoglia approfondimento. Il primo incontro in studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  308. Francesca dice:

    Dopo 6 anni dì convivenza niente matrimonio e niente figli siamo arrivati al capolinea.La casa è intestata a me…..la macchina l’ho pagata completamente io con assegno circolare ma è intestata a lui.Può portarsela via e rivenderla senza che io abbia nessun diritto??

  309. separatamente dice:

    Buonasera Maria,
    Lei ha dei diritti in qualità di madre e suo figlio ha diritto al mantenimento da parte del padre.
    Se il padre si costruisce una nuova famiglia con altri figli persistono gli obblighi di mantenimento in in favore del primo figlio.
    Il rispetto di questi obblighi possono essere richiesti di fronte ad un Giudice.
    Se vuole possiamo parlarne in studio (il primo incontro in studio è gratuito).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola
    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726
    http://www.npassociati.com

  310. separatamente dice:

    Buongiorno,
    per risponderle con precisione vorremo capire cosa intende quando riferisce “faremo in comune i documenti per unione di coppia di fatto”. Intende dire che andrete a dichiarare in Comune la Vostra comune residenza, o intendete addirittura che state formalizzando un contratto di convivenza ?
    In ogni caso, Le confermiamo che in caso di cessazione della convivenza anche di fatto, il giudice ha il potere di stabilire il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento. Lo stato di bisogno, peraltro, si potrebbe in parte fare discendere dalla presenza di un minore. Non si dovrebbe, peraltro, trattare di un obbligo economico che riverbera i suoi effetti per tutta la vista dei beneficiari ma proporzionato al periodo di vita trascorso insieme. E non si tratterebbe di un vero e proprio obbligo di mantenimento in favore del minore che compete invece al padre naturale.
    Con i migliori saluti,
    Avv. Marco Pola

  311. Angela dice:

    Buona sera,
    Sono un ragazzo che ha lasciato la sua casa per andare a convivere con una ragazza madre. Io ho comperato’ l’ arredamento e lei la casa ovvero le spese dei mobili le pago io il resto ( spasa , mutuo, ecc) dividiamo . Tra l’ altro io pago da solo la mia casa che ha un mutuo . Faremo in comune i documenti per unione di coppia di fatto. Vorrei sapere a cosa andrei incontro se la cosa finisse:
    -dovrei darle il mantenimento?
    – dovrei mantenere poi la bimba che nn è mia e nn , ancora per ora, riconosciuta?
    O con la convivenza di fatto viene direttamente riconosciuta?
    -i mobili alla fine rimarebbero a lei?
    Spero in una sua risposta…
    Perché in questo periodo con la mia attuale compagna nn andavamo molto d’ accordo e vedermi spuntare queste carte …l’ avrei sposata ma tra due anni.Come da accordi presi. Nn capisco l’ esigenza subito di queste carte…

  312. separatamente dice:

    Buongiorno Alessandro,
    l’educazione di Vostro figlio è sicuramente rimessa, principalmente, ai genitori naturali, responsabili, peraltro, nella maggiore parte dei casi, dell’affidamento condiviso.
    Il fatto che la Sua ex moglie tolleri o incentivi comportamenti che possano indurre il minore a chiamare papà del suo nuovo compagno è sicuramente criticabile a tal punto da giustificare una richiesta di revisione dell’affidamento condiviso.
    Queste sono solo prime riflessioni. Come può immaginare il tema è delicato e deve essere analiticamente approfondito.
    Più che concentrarsi sui danni morali mi concentrerei sul minore e sul suo diritto di quest’ultima alla bigenitorialità (da intendersi riferita ai genitori naturali) anche in caso di separazione dei coniugi.
    Siamo disponibili per un primo confronto gratuito in studio.
    Con i migliori saluti,
    Avv. Marco Pola

  313. alessandro dice:

    buongiorno mi chiamo alessandro
    Spono separato e mia moglia ha un in affidamento nostro figlio di 2 anni.
    A pochi giorni dalla separazione lei ha clandestinamente iniziato una convivenza con un altro uomo sconvolgendo i miei rapporti con mio figlio che ora ha 4 anni e chiama papa` questa altra persona.

    Esiste una qualche legge che possa tutelarmi nel chiedere che questa persona venga allontanata o che mi venga riconosciuto un risarcimento per danni morali?

  314. separatamente dice:

    Buongiorno Daniela,
    sono l’Avv. Marco Pola, partner di Natale, Pola e associati (www.npassociati.com).
    Le confermo che, per ora, la convivenza, non comporta diritti in ambito successorio.
    Quindi in caso di dipartita di uno dei due conviventi, l’unico erede sarebbe Vostro figlio.
    Vi è però possibilità per ciascun convivente di fare testamento e disporre (nel caso di un figlio senza coniuge), con riferimento ad ½ del patrimonio di ciascun convivente, come meglio si crede.
    A disposizione per approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  315. Daniela dice:

    Buongiorno, volevo un chiarimento alla mia situazione soprattutto per tutelare mio figlio.
    Sono convivente da più di vent’anni e con il mio partner abbiamo un figlio. Col mio partner ho una casa di proprietà acquistata in egual misura da entrambi e altri beni acquistati in comune. Ciò che mi chiedo è: qualora uno di noi due genitori dovesse mancare, l’erede unico sarebbe nostro figlio?
    Grazie molte per una risposta
    Daniela

  316. separatamente dice:

    Gentile Alessandra,
    senza un accordo in Tribunale (introdotto tramite ricorso congiunto per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio), dove, nero su bianco, si quantifica il contributo al mantenimento per il figlio ed il diritto di visita del padre, con l’avvallo, peraltro, di un Giudice (un Pubblico Ministero) è molto più difficile ottenere il rispetto delle intese (verbali) economiche aventi ad oggetto il mantenimento di vostro figlio.
    In verità, vi sono anche sentenze che pregiudicano l’interesse del terzo che mette a disposizione di una coppia con figli una abitazione, con conseguente assegnazione della abitazione (la casa familiare) alla madre collocataria del bambino sino a quando quest’ultimo non raggiunge l’autosufficienza economica.
    Il primo colloquio presso il nostro studio è gratuito, se vuole approfondire.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  317. alessandra dice:

    Buonasera, vi scrivo per avere informazioni su questa situazione:
    anni fa mi sono separata dal mio convivente dal quale ho avuto un figlio, io sono andata in una casa in affitto con il.bimbo in quanto dove vivevamo insieme era della zia del mio ex e l ha venduta.
    Non siamo andati tramite avvocati, ma abbiamo deciso una cifra al mese che lui mi ha sempre dato dove si includeva una quota dell affitto (visto che ci viVò con il figlio) e.il resto per il bimbo.
    Adesso però io ho comprato la casa, e volevo sapere se lui puo togliermi la parte dei soldi che mi dava per l affitto in quanto la casa è solo intestata a me.

    vi ringrazio per la disponibilità
    saluti

  318. separatamente dice:

    Buongiorno Alberto,
    Le sconsigliamo di abbandonare il tetto coniugale. La circostanza giustifica l’addebito della separazione (con conseguente anche sugli equilibri economici della separazione).
    Se proprio ritiene che sia indispensabile abbandonare la casa coniugale deve premurarsi che questa iniziativa sia stata intrapresa dopo che le Sue intezione di separarsi siano state messe nero su bianco con una raccomanda con ricevuta di ritorno ricevuta da Sua moglie.
    Se lo desidera possiamo approfondire in studio. Il primo incontro è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)

  319. Alberto dice:

    Buongiorno
    io sono sposato con figli ed il matrimonio è in crisi; ho intenzione di abbandonare l’abitazione per un po’, pur non sottraendomi ai doveri coniugali (accudimento figli, spese). In sostanza sto dando inizio ad una separazione di fatto; come viene valutata in fase di successiva separazione? C’è un periodo minimo o massimo per non far scattare l’addebito, in una successiva separazione?

  320. separatamente dice:

    Buongiorno Lucia,
    chi ha dedicato la propria vita a crescere i figli, per fortuna, in caso di separazione, ha il diritto di chiedere un contributo all’altro coniuge anche per il proprio mantenimento. E se siete in comunione dei beni non vedo ragioni per non vantare dei diritti anche sulla abitazione coniugale. C’è sempre tempo per essere generosi nei confronti del proprio ex ma non è proprio il caso di esserlo quando si devono ancora formalizzare le condizioni della separazione.
    A chi rivolgersi ? Ad un avvocato.
    Se lo ritiene possiamo incontrarci. Il primo incontro in studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  321. Lucia dice:

    Salve,Sono sposata dal 1995 in comunione dei beni,una casa con il mutuo di 30 anni di cui pagati gia’ 4 anni,2 figli di 18 e 21 anni,voglio separarmi perché per tutti questi anni ho sofferto per i continui litigi con mio marito,mancanza di rispetto per me in tutti i sensi anche davanti ai figli piccoli,che hanno visto di tutti i colori,ma adesso che ormai sono grandi è arrivato il momento,io sono disoccupata e in cerca di lavoro,visto che ho dovuto crescere i miei figli e ho rifiutato lavoro in ditte,e mi devo sentire dire che io non valgo niente non porto soldi a casa (che non e ‘ vero perché ho sempre fatto lavoretti)che quello che abbiamo è solo merito suo ecc..ci siamo capiti….volevo anche precisare che io da lui non voglio niente ne’ la casa ne’un euro,che mi spetterebbero di diritto,ma voglio solo pace e tranquillità lontano da lui.Volevo chiedervi cosa devo fare per non portarmi danno e lasciare la casa,a chi devo rivolgermi.Grazie mille per la risposta,cordialmente Lucia.

  322. separatamente dice:

    Buongiorno Fabio,

    in linea generale dalla convivenza non nascono obblighi restitutori trattandosi di obbligazioni naturali (per cui tutto ciò che viene conferito è considerato in adempimento di doveri morali e sociali).
    E ciò a meno che non sia stato chiaramente stabilito (deve trattarsi di volontà espressa ed inequivocabile), tra le parti, che l’esborso di denaro a favore dell’altro convivente avveniva esclusivamente a titolo di prestito momentaneo e/o risulti del tutto sproporzionato rispetto al menage quotidiano.
    La deroga, pertanto, andrà individuata caso per caso avendo riguardo anche alle reciproche elargizioni/contribuzioni.
    Significativa è la massima più autorevole in materia che riportiamo qui di seguito (Cass. civ. Sez. I, 22/01/2014, n. 1277).

    “Le attribuzioni patrimoniali del convivente more uxorio alla compagna durante la convivenza costituiscono adempimento di doveri morali e sociali, che trovano la loro regolamentazione nell’art. 2034 del codice civile, che disciplina le obbligazioni naturali, le quali determinano, come effetto, la soluti retentio, ovvero l’impossibilità di ottenere la ripetizione di quanto spontaneamente pagato, a condizione che la prestazione risulti adeguata alle circostanze nonché proporzionata all’entità del patrimonio e delle condizioni sociali del solvens. Il discrimine fra l’adempimento dei doveri sociali e morali, quale può individuarsi in qualsiasi contributo fra conviventi, destinato al menage quotidiano ovvero espressione della solidarietà fra persone unite da un legame intenso e duraturo, e l’atto di liberalità, va individuato, oltre che nella spontaneità, soprattutto nel rapporto di proporzionalità fra i mezzi di cui l’adempiente dispone e l’interesse da soddisfare. Orbene, tale requisito, riconosciuto in relazione alle obbligazioni naturali in generale, deve essere ribadito in riferimento all’adempimento di doveri morali e sociali nella convivenza more uxorio”.
    Se vuole approfondiamo l’argomento in Studio, il primo incontro è gratuito.
    Un cordiale saluto
    Avv. Laura Natale

  323. fabio dice:

    buongiorno,
    ho convissuto con la mia ex fidanzata per 8 anni durante i quali lei ha comprato una macchina con un finanziamento intestato a mio nome. poi sempre mentre eravamo conviventi abbiamo venduto l’auto per comprarne un’altra sempre intestata a lei ma il finanziamento della prima auto è rimasto da pagare. abbiamo venduto la seconda auto. ora ci siamo lasciati e lei non vuole più pagare il finanziamento della prima auto che pago io. cosa posso fare? posso chiedere a lei i soldi? posso chiedere la restituzione anche di quelli già pagati?
    grazie
    fabio

  324. separatamente dice:

    Buonasera,
    il tradimento, oggi venuto alla luce, avrebbe avuto rilevanza ai fini della riduzione dell’assegno di mantenimento in favore della Sua ex moglie, riconducendo quest’ultimo ad un mero assegno per alimenti (sensibilmente inferiore all’assegno per il mantenimento connesso al tenore di vita).
    Il mantenimento in favore del figlio, invece, come Lei sicuramente comprenderà non può essere influenzato da queste circostanze in quanto è sempre dovuto nella Sua mera qualità di genitore.
    Domanda di risarcimento dei danni connessa al tradimento ? Sì è possibile in presenza di determinate circostanze.
    Per ora ci limitiamo a ricordare un precedente che ha riconosciuto il risarcimento in presenza di un tradimento coniugale: trattasi di Cass. Civ. n. 18853/2011 allegata alla presente che per molti aspetti da una prima disamina sembra molto attinente al caso sottoposto alla nostra attenzione.
    Se vuole approfondiamo l’argomento in studio. Il primo incontro è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  325. dario dice:

    buongiorno,
    mi sono sposato 8 anni fa ma qualche anno fa il mio matrimonio è andato in crisi perché mia moglie non provava più quello di prima e così dopo aver fatto un figlio mi sono separato. dopo 4 anni ricevo unaemail anonima il cui contenuto era tutta la chat di facebook della mia ex moglie con il suo amante (tra l’altro il mio testimone di nozze) nella quale si raccontavano i bei momenti passati la sera prima nel mio letto. il periodo è risalenti al periodo in cui eravamo sposati e addirittura a soli pochi mesi di distanza dalla nascita di nostro figlio.
    volevo sapere se questa chat mi può tornare utile. io non passo gli alimenti alla mia ex moglie ma solo a nostro figlio. posso chiedere un risarvimento danni a lei o al suo amante dell’epoca? o cos’altro potrei fare
    grazie

  326. separatamente dice:

    Buongiorno Alberto,
    quanto da Lei riferito giustificherebbe sicuramente una riduzione dell’assegno di mantenimento in favore della sua ex. Più raramente una riduzione dell’assegno in favore dei figli ma se sua moglie riceve un sostanziale vantaggio economico dalla nuova (parziale) convivenza, dalla quale, peraltro, è nato un figlio, in sede di divorzio, cercherei sicuramente di avanzare la domanda di riduzione.
    Direi, inoltre, che è percorribile la richiesta di contributo al pagamento del mutuo da parte di Sua moglie anche in ragione del fatto che la casa è cointestata.
    Non conosciamo, tuttavia, i dettagli sulle condizioni della separazione: come si è arrivati a stabilire che sua moglie non ha diritto ad un assegno di mantenimento ? Qual è il reddito di sua moglie? Che lavoro svolge il nuovo compagno di sua moglie ?
    Se lo ritiene siamo a disposizione per un incontro in studio (Via Larga n. 16, Milano).
    Il primo incontro è gratuito ed in questa occasione potremo stilare un preventivo analitico per il divorzio con istanza per la modifica delle condizioni della separazione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola
    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  327. alberto dice:

    Questa è la mia situazione, sono separato, due figli, dall’anno 2012, consensualmente, con questi accordi:
    casa assegnata alla mia ex moglie ( la casa è al 50% intestata alla mia ex ed a me, il mutuo è intestato interamente a me).
    Il mutuo devo pagarlo per intero io.(circa 500 euro al mese);
    mantenimento per i due figli (700 euro)
    spese straordinarie al 50%
    nessun mantenimento alla mia ex moglie
    IO prendo uno stipendio di 1.900 euro.
    Pago un affitto di 400 euro
    La mia ex moglie con la separazione ha “…ufficializzato…” la relazione, che aveva instaurato ante separazione (ante 2012), con un uomo che ha un figlio. Questo Uomo lavorando fuori dalla regione dove è ubicata la casa coniugale, ogni fine settimana (venerdì, sabato e domenica, parecchie volte anche il lunedì e tutte le festività anche estive) vive nella casa coniugale, insieme a suo figlio, lasciandolo qualche volta li, anche senza di lui. Da questa loro duratura relazione ad inizio anno 2016 è nato un figlio, da lui riconosciuto che raggiunge come ha sempre fatto i fine settimana, insieme a l’altro figlio, solo perché lavora fuori.
    Dovrò iniziare la causa di divorzio, con questa situazione posso chiedere che lei si paghi la quota di mutuo?

  328. separatamente dice:

    Buongiorno Alessandro,
    la sua compagna ha diritto di difendersi anche in giudizio a fronte di uno spoglio violento e repentino.
    Il nostro consiglio è quello di scrivere una raccomandata concedendo un congruo termine alla Sua compagna per trovare una nuova abitazione.
    Resta il problema del cotratto di locazione. Se è intestato ad entrambi la Sua compagna deve contribuire nella misura del 50%. Se non partecipa alle spese della convivenza e non lascia l’abitazione familiare si può ipotizzare una iniziativa giudiziaria nei suoi confronti.
    Se risiedete a Milano possiamo ulteriormente approfondire.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  329. separatamente dice:

    Buongiorno Giulia,

    In linea di massima, i beni acquistati da un coniuge in regime di separazione dei beni rimangono di sua esclusiva proprietà.
    Ciò comporta che l’atro coniuge non abbia diritto ad ottenere una parte del ricavato dell’eventuale e successiva rivendita del bene.
    Diverse considerazioni dovrebbero trarsi, tuttavia, laddove il coniuge separato riuscisse a dimostrare di aver in qualche modo contribuito all’acquisto del bene.
    Con riferimento, invece, all’eventuale corresponsione di parte del ricavato dell’attività d’impresa, la risposta varia in relazione a quanto stabilito nell’accordo di separazione (peraltro, sempre soggetto a modifiche).
    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  330. Giulia dice:

    Buongiorno

    il mio compagno e separato ormai da 11 anni, ha una figlia con la sua ex moglie che ora chiede il divorzio. Loro erano in separazione dei beni e il mio compagno ha venduto da poco la casa a lui intestata. Ora la ex moglie puo chiedere una parte di tale vendita ( notare che la moglie ha sempre vissuto all’interno ma le utenze e tutto il resto lo ha sempre pagato lui). Ora noi siamo in società la ex moglie puo pretendere qualcosa dalla nostra società?

    Grazie mille

  331. separatamente dice:

    Buongiorno Elena,
    non risultare intestataria dell’immobile al fine di avere uno sconto sugli interessi non mi sembra proprio un comportamento prudente.
    Ed in ogni caso se proprio volete intestare la casa al Suo compagno è indispensabile fare una scrittura privata con data certa nella quale emerga l’effettiva proprietà dell’unità immobiliare.
    Il nostro studio è a disposizione per assistervi.
    Con i migliori saltui,
    Avv. Marco Pola

  332. separatamente dice:

    Gentile Cristiana,
    per stipulare un contratto di convivenza, ovvero al fine di potere sostenere in futuro che Lei convive con un altro compagno, è indispensabile che Lei risulti almeno formalmente separata.
    Con i migliori saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  333. Cristana dice:

    Sono ancora sposata legalmente! Ma da 2 anni abbito con un altro uomo! Si può chiedere la convivenza ? O devo divorziare ! Grazie mille!

  334. separatamente dice:

    Gentile Sara,
    Lei ha il diritto di agire in giudizio (per chiedere il mantenimento dei figli e l’assegnazione della casa familiare) anche se il Suo compagno non si è ancora trasferito in altra abitazione.
    Per eventuali approfondimenti mi può contattare in studio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  335. Sara dice:

    Buonasera, vorrei cortesemente una conferma per il seguente problema. Caso di convivenza more uxorio con figli minori. I due conviventi vivono ancora sotto lo stesso tetto ma solo perche’ nessuno dei due vuole lasciare la casa (contratto di locazione). La relazione sentimentale e’ pero’ in crisi da tempo e ormai finita. La signora vorrebbe porre fine a questa convivenza solo non vuole lasciare la casa perche’ la vorrebbe assegnata a lei con collocamento dei figli minori. Il padre dei minori invece non rilascia l’ immobile spontaneamente. Lei gli ha gia’ mandato raccomandata per cercare di trovare un accordo su affido e mantenimento dei figli ma lui non va da un legale e non collabora per cercare di trovare un accordo. Lei vuole proporre ricorso giudiziale, puo’ farlo anche se di fatto i due vivono ancora sotto lo stesso tetto ma solo per le ragioni suindicate? Volevo solo una conferma di questo. Grazie mille per la cortese risposta..

  336. separatamente dice:

    Buongiorno Sara,
    considerato che avete avuto due figli il matrimonio è valido. Oggi peró non vivete più sotto lo stesso tetto (sper di avere capito bene) o comunque siete separati fatto. Potete quindi separarvi. Se raggiungete un accordo per una separazione consensuale dopo seimrsi potrete anche divorziare. Non conoscendo i redditi dei coniugi non posso valutate l’eventuale entità del mantenimento per il coniuge più debole da un punto di vista economico e quello per il mantenimento dei figli. Per ulteriori approfondimenti, se vuole, siamo disponibili per un primo incontro gratuito (www.npassociati.com – tel. 02.72022469). Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  337. sara dice:

    salve

    Io vorrei fare una domanda.
    Marito e moglie che sono sposati da 17 anni fa; hanno 2 figli: 16 e 12 anni; e che da 12 anni non vivono come marito e moglie, pure hanno residenza separata da 17 anni – questo matrimonio e` valido? la moglie puo pretendere vincere divorzio?
    (Secondo le regole il matrimonio valido quando tutte due hanno stessa residenza)
    La ringrazio della risposta

    distinti saluti
    Sara

  338. separatamente dice:

    Buongiorno Franca,

    considerato il tempo trascorso dalla separazione, il Suo compagno potrà sicuramente richiedere il divorzio. Esistono due strade alternative, a seconda che i coniugi riescano o meno a trovare un accordo: nel primo caso, si potrà procedere con la domanda di un divorzio congiunto da parte di entrambi i coniugi, assistiti anche da un unico legale. In questo caso si svolgerà una sola udienza, durante la quale il Giudice ascolterà entrambi e, dopo aver verificato la sussistenza di tutti i requisiti, emetterà la sentenza di divorzio. Sempre nel caso in cui i coniugi siano d’accordo, questi potranno divorziare anche senza recarsi dinanzi al Giudice, tramite la negoziazione assistita. E’ una procedura introdotta recentemente ed estremamente veloce che consiste in un accordo con cui le parti, con l’assistenza dei propri difensori, decidono di cooperare al fine di pervenire alla cessazione degli effetti civili del matrimonio senza presenziare personalmente in Tribunale (precisiamo, tuttavia, che la negoziazione assistita non potrà essere utilizzata da coloro i quali richiedano il gratuito patrocinio). Qualora, invece, i coniugi non siano d’accordo, si potrà procedere con un divorzio giudiziale. Bisognerà, pertanto, provvedere al deposito presso il Tribunale competente di un ricorso; si aprirà a quel punto un procedimento ordinario, con tempi necessariamente più lunghi, in cui i due coniugi saranno assistiti da un proprio difensore e al termine del quale il Giudice emetterà una sentenza di divorzio.
    Se il suo compagno ha bisogno di assistenza, ci contatti al n. 02.72022469, per un primo incontro gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  339. Franca dice:

    Buongiorno,
    Convivo dal 1996 con il mio compagno. Abbiamo avuto nel 2000 un figlio. Io ho divorziato molti anni fa, dato che il mio ex marito doveva sposarsi con la sua nuova compagna, il mio compagno invece è solo separato. La sua è stata una separazione giudiziale molto combattuta, ma solo per soldi da parte della ex moglie. Lui ha un figlio dal matrimonio che ora ha 29 anni. La separazione e l’ultima udienza davanti al giudice risale almeno a più’ di dieci anni fa. Se ora lui volesse il divorzio cosa deve fare dato che è trascorso tutto questo tempo? È facile ottenerlo? È come deve agire? Può la ex moglie rifiutarsi? Grazie 1000.
    Cordiali saluti

    Franca

  340. separatamente dice:

    Buongiorno Loredana,
    se Lei ha contribuito al pagamento della abitazione in cui vivete occorre dimostrare davanti ad un Giudice che l’intestazione della casa familiare al Suo convivente è fittizia.
    Oppure occorre cercare di trovare una intesa con il Suo compagno.
    Se ha bisogno di assistenza, ci contatti al n. 02.72022469, per un primo incontro gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (www.npassociati.com – https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726)

  341. loredana dice:

    buon giorno :avrei bisogno di sapere ,essendo io disabile affetta da sm
    avendo convissuto x oltre 10 anni in casa di proprieta’ di entrambi ;ma ha causa di varie vicissitudini ,l’ho fatta intestare solo a lui;cosa posso fare x avere cio’ che mi spetta? vi chiedo gentilmente di aiutarmi

  342. separatamente dice:

    Buongiorno Andrea,
    nel caso in cui la convivenza cesserà, il genitore collocatario dei figli (nel 95 per cento dei casi la madre) ha il diritto di abitare la casa familiare ricevendo aiuto economico dall’altro genitore per il pagamento dell’affitto e per il mantenimento dei figli.
    Detto questo si può cercare di trovare una diversa intesa con la Sua compagna.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)
    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  343. separatamente dice:

    Gentile Margherita,
    nel caso in cui la convivenza cesserà, il genitore collocatario dei figli (nel 95 per cento dei casi la madre) ha il diritto di abitare la casa familiare ricevendo aiuto economico dall’altro genitore per il pagamento dell’affitto e per il mantenimento dei figli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)

  344. Margherita dice:

    Buonasera mi chiamo margherita vorrei farle una domanda. Io convivo da 7 anni ho due figli piccoli. E non lavoro. Lavora solo il mio compagno.e paga affitto. Se un domani ci lasciano l affitto chi lo paga io o lui quali diritti posso avere se non lavoro e lui va via di casa?

  345. separatamente dice:

    Buongiorno Renata,
    i diritti del convivente in caso di morte del compagno possono essere riassunti come segue:
    1) in caso di morte del proprietario della casa di comune residenza, il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa coabitino figli minori o disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni;
    2) in caso di morte del convivente di fatto conduttore della casa di comune residenza il convivente superstite ha la facoltà di succedergli nel contratto di locazione.
    Precisato quanto sopra, esiste la possibilità per il convivente, di esprimere le proprie volontà in un testamento, nei limiti della quota disponibile.
    Quest’ultima, ammonta ad 1/4 del patrimonio del suo compagno.
    Le quote riservate in favore della ex moglie e della madre del suo compagno, infatti, sono le seguenti : legittima del coniuge = 2/4 ; legittima degli ascendenti = 1/4 (da dividere in parti uguali tra i genitori o per intero al genitore superstite).
    Diversa la situazione se alla ex moglie fosse stata addebitata la separazione.
    Questa la teoria. Quello che potrebbe nel concreto realizzarsi dipende anche dalle Sue iniziative. Se lo ritiene opportuno possiamo incontrarci in studio (02.72022469). Il primo incontro è gratuito.
    Cordiali saluti,
    per conto di Separatamente
    Avv. Marco Pola
    https://it.linkedin.com/in/marco-pola-78056726

  346. renata dice:

    Buingiorno
    il mio compagno, deceduto da poco tempo, mi ha lasciato un testamento olografico nel quale dispone per me una somma di denaro. ho portato il testamento dal notaio che lo ha considerato valido e lo pubblicherà insieme ad altri lasciti che il mio compagno aveva diposto. Si è fatta viva ex moglie separata e convivente con un altro uomo ma non divorziata. Gli altri famigliari sono la mamma e la sorella. Il notaio mi ha detto che devo aspttare la successione (fatta da mamma – sorella e ex moglie) e poi concordare con loro. Ma ciò non mi è molto chiaro. Che passsi devo fare? quelle erano le sue volontà che mi ha ribadito proprio una settimana prima di morire quando pensavano comunque che non sarebbe accaduto così a breve. Grazie

  347. separatamente dice:

    Buongiorno Davide,
    quella che ci ha descritto è una situazione molto delicata da un punto di vista sociale.
    Occorre valuatare se può giustificare un assegnazione esclusiva dei minori in capo al padre.
    Se lo desidera può prendere contatto con il nostro studio (02.72022469). Il primo incontro è gratuito.
    Con i migliori saluti,
    Per conto di Separatamente
    Avv. Marco Pola

  348. davide dice:

    buongiorno avvocato..io convivo con una donna da 15 anni ho avuto due figli 11 e 6 anni..la mia compagna aveva gia un figlio che aveva 5 anni…adesso ne ha 20 e vive con noi..lei vuole separasi da me per motivi di liti continue ma io non voglio perché il figlio suo e una persona pocco affidabile..ne ho passate tante ma e incorregibile..dedito spesso agli alcolici a atteggiamenti aggressivi verso tutti compreso la mamma e i fratelli…in passato sono andato a prenderlo in questura per casini che aveva combinato..a scuola lo ritiravo in presenza dei carabinieri..e rimasto tale..ho 100 testimoni di queste cose..come potrei evitare che i miei figli crescono con questa persona…se vanno via so che vivranno una brutta situazione come posso evitare questo?la prego mi aiuti

  349. separatamente dice:

    Buonasera Serena,
    sino a quando sua figlia non avrà raggiunto l’indipendenza economica non perderá il diritto ad abitare la casa familiare. Ci contatti al n. 02.72022469 per un primo incontro gratuito se lo ritiene opportuno. Cordiali saluti,
    Per separatamente.it
    Avv. Marco Pola

  350. serena dice:

    Salve..Non Sono Sposata,e abito da convivente con Il mio ex compagno e nostra figlia(il mio ex compagno non è quasi mai a casa e avendo una casa molto grande su due piani abbiamo deciso per la convivenza da separati in casa,perchè nessuno dei due vuole lasciare la casa all altro).Ora,quando mia figlia compieà 18 anni,lui,possessore della casa,può rivendicare tale diritto e quindi sbattermi fuori di casa..?

  351. separatamente dice:

    Buongiorno,
    forse c’è stato un problema con l’invio della sua richiesta perché la comprendo solo in parte.
    Comunque i diritti dei conviventi alla assegnazione della casa familiare sono connessi all’esistenza di prole che vive con il genitore collocatario.
    I meri diritti del convivente, invece, si possono riassumere nell’articolo pubblicato sul nostro sito (fra questi diritti non rientra la reversibilità) del quale riportiamo il link: http://www.separazioneconviventi.it/convivenza/le-convivenze-di-fatto-legge-n-762016-vigore-dal-5-giugno-2016/.
    Infine, per la redazione di un testamento, il nostro studio può fornirLe adeguata assistenza con tariffe calmierate.
    Per un primo incontro in studio, ci può contattare al n. 02.72022469.
    Cordiali saluti,
    per conto di Separatamente
    Avv. Marco Pola

  352. Maria dice:

    Buongiorno avvocato! Son convivente da 20 anni. Il mio compagno e vedovo da 22anni, e ha un figlio dal matrimonio precedente che oggi il figlio e sposato e ha 2 figlie. Noi due abbiamo una figlia di 19 anni. Il mio compagno ha la casa che un tempo il padre in comprato a lui mettendo anche il della defunta moglie. Il mio compagno con la prima moglie in questoa casa hanno vissuto solo quasi tre anni. Noi due viviamo da 20 anni. Che diritto ho Io come convivente ( voglio sapere diritto di reversibilità,casa mobili e altro ). Come compilare un testamento? Grazie mille

  353. separatamente dice:

    Gentile Silvia,
    perchè vuole andarsene di casa quando vi sono norme che prevedono l’assegnazione della casa familiare al genitore collocatario della prole (nel 95% dei casi la madre)?
    Scusi la domanda ma nell’interesse di suo figlio dovrebbe anzitutto fare capire al suo compagno che è lui che deve uscire di casa. E ovviamente suo figlio ha diritto al mantenimento da parte del padre. Esiste una procedura (congiunta o in contenzioso) davanti al Tribunale per lasciare nero su bianco le intese con la stessa efficacia di una sentenza in caso di accordo amichevole tra i conviventi; oppure, nel caso i conviventi non abbiano trovato una intesa amichevole, si rimette la regolamentazione (scusi il termine ma è quello previsto dalle norme) del figlio al Tribunale.
    Ci contatti, se lo ritiene opportuno, per un incontro con i nostri legali a Milano (Avv. Marco Pola, tel. 02.72022469). Il primo incontro non fa maturare spese a suo carico.
    Cordiali saluti,
    per Separatamente
    Avv. Marco Pola

  354. Silvia dice:

    Buongiorno
    convivo da 19 anni con il mio compagno e abbiamo un figlio di 8 anni. La nostra storia è giunta al termine e le reiterate liti, nonchè la convivenza forzata non rendono sereno lo sviluppo psichico del bambino. Siamo entrambi proprietari (50%) della casa in cui abitiamo e per la quale è stato acceso un mutuo trentennale.
    In caso me ne andassi da casa con nostro figlio, avrei delle ripercussioni circa l’affidamento del figlio? Nel caso, avrei diritto al mantenimento del bambino? Come di procede in questi casi? Mi scuso per le tante domande
    grazie
    Silvia

  355. separatamente dice:

    Buongiorno Rita,
    in caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento. In tali casi, gli alimenti sono assegnati per un periodo proporzionale alla durata della convivenza. E aggiungo anche che Lei non può essere mandata di via di casa senza un congruo preavviso. C’è giurisprudenza sul punto. Se vuole può approfondire il tema con i nostri legali a Milano (NPA studio legale -02.72022469). Il primo appuntamento non fa maturare spese a suo carico.
    Con i migliori saluti,
    Lo staff di Separatamente

  356. anna dice:

    buongiorno avvocato, convivo da tre anni e mezzo con il mio compagno, lui ha deciso di rompere questa convivenza.Io non ho nessun reddito pur arrangiandomi con lavori saltuari non posso affrontare un canone d’affitto. Lui ha il diritto di mandarmi via essendo lui il proprietario dell’abitazione? La ringrazio e spero di ricevere una sua risposta.

  357. separatamente dice:

    Buongiorno Alessio,
    occorre adoperarsi affinchè si raggiunga un accordo con la Sua ex compagna avente ad oggetto la valorizzazione (attuale) della quota di Sua proprietà con conseguente acquisto da parte Sua. In difetto, di tali intese si potrebbe valutare la vendita dell’immobile in sede di giudizio di divisione laddove la Sua ex compagna non sia d’accordo sulla vendita.
    Ci contatti per un incontro presso i nostri professionisti a Milano per maggiori approfondimenti (NPA studio legale – tel 02.72022469). Il primo incontro non fa maturare spese a Suo carico. Cordiali saluti,
    Per lo staff di Separatamente.it
    Avv. Marco Pola

  358. Alessio dice:

    Buon giorno…volevo sapere io ho preso casa da 1 anno..la casa e’ cointestata a meta per uno…la nostra relazione sta finendo siamo conviventi non sposati…come mi devo comportare lei vuole andare via di casa…e deve a me una somma che ho messo per la casa e per l arredamento..all inizio lei ha firmato un foglio ke attesta questa cifra che deve a me con le varie voci per i soldi spesi…chiedevo come devo fare per questo motivo amche xk la casa rimarebbe a me. Come mi dovrei muovere e..lei cosa dovrebbe pagare?grazie

  359. separatamente dice:

    Buongiorno Sergio,

    in linea di massima, ciascun comproprietario di un immobile ha il diritto – come forma iniziale di tutela –a che nell’atto di compravendita risulti la quota del bene che ha concorso ad acquistare.
    Da tale accortezza derivano, poi, una serie di garanzie giuridiche in capo al comproprietario di una quota dell’immobile.
    Ad esempio, in caso di successiva rivendita dell’immobile, il comproprietario con una quota inferiore al 50% avrà diritto ad avere una percentuale del prezzo ricavato (rapportato alla quota di sua proprietà).
    O, ancora, ciascun comproprietario avrà diritto di esprimere il proprio eventuale dissenso in caso di locazione ad un terzo dell’immobile.
    Detto ciò, è innegabile che il proprietario “di maggioranza” abbia ulteriori e particolari diritti.
    Ci si riferisce, ad esempio, al fatto che in presenza di una duplice richiesta di attribuzione del bene (una del comproprietario maggioritario ed una del minoritario) verrà tendenzialmente accolta la domanda del comproprietario maggioritario.
    In tal caso, però, il comproprietario maggioritario acquisterà la totale proprietà del bene solo previa corresponsione del valore economico della quota di proprietà del bene al comproprietario minoritario.
    Alla luce di quanto detto, nel caso di specie e allo stato attuale delle cose, l’unica forma di tutela a Sue mani è quella di aver cura di inserire nell’atto di compravendita il Suo apporto economico per l’acquisto del bene e, soprattutto, la Sua quota di proprietà dell’immobile.
    Le ricordiamo, inoltre, che nel caso in cui ci saranno dei figli nati dalla convivenza, in caso di cessazione della convivenza, nel 90% dei casi la casa viene assegnata alla madre con i figli.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatamente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  360. Sergio dice:

    Buonasera,
    vorrei acquistare casa con la mia compagna ma il contributo della mia quota parte sarà di un terzo (comproprietà al 33% io e lei i restanti 2/3 ). Vorrei sapere se in caso di problemi in futuro la mia compagna possa “sbattermi fuori” togliendomi il diritto di abitazione in virtù della maggior quota (2/3) e cosa consigliate per tutelarmi, grazie

  361. separatamente dice:

    Buongiorno Mario,

    in linea di massima, la legge prevede che i bambini, nonostante la separazione dei genitori, abbiano il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con i parenti di ciascun genitore.
    Ne deriva che, sia Lei che la Sua ex compagna, avete il dovere di collaborare nella cura, educazione ed istruzione di Vostra figlia, secondo le regole convenute tra di voi o date dal giudice, e queste regole devono essere osservate. Qualora la Sua ex compagna non le rispetti, Lei potrà rivolgersi ad un Giudice che potrà comminare sanzioni a carico del genitore inadempiente: sanzioni che vanno dall’ammonizione, al risarcimento dei danni, a favore del figlio e/o a favore dell’altro genitore, alla multa.
    Siamo a disposizione al numero di telefono 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  362. Mario dice:

    Salve ho una figlia di due anni con una donna che non ho mai sposato. Lei mi permette di vederlo sartuariamente e solo in sua presenza dopo però essermi imbattuto in lunghi litigi ..tutto questo solo perché teme che io possa farlo stare in presenza della mia nuova compagna . Volevo sapere in linea di massima che diritti mi spettano. Gliene sarai davvero grato .

  363. separatamente dice:

    Buongiorno Max.

    In linea di massima, soprattutto a seguito della riforma del 2006, il Giudice predilige l’affidamento condiviso del minore.
    L’affidamento esclusivo viene, infatti, concesso solo in casi limite nei quali il Tribunale valuti che l’affidamento ad entrambi i genitori sia contrario all’interesse del minore stesso:
    1) in caso di violenza sui figli;
    2) in caso di violenza sul coniuge (o compagno) anche in presenza del figlio o, comunque, di un atteggiamento denigratorio tenuto da uno dei genitori nei confronti dell’altro;
    3) se vi sono forti carenze di un genitore sul piano affettivo (violazione degli obblighi di assistenza, irreperibilità del genitore, uso di alcool, di sostanze stupefacenti, ecc.…)
    4) In caso di elevata conflittualità tra i coniugi, tale da pregiudicare il benessere e la salute psico-fisica dei figli.
    Pertanto, nel caso di specie e sulla base degli elementi da Lei forniteci, riteniamo che non Le sia possibile ottenere l’affidamento esclusivo della minore solo perché la madre non percepisce uno stipendio.
    Siamo a disposizione al numero di telefono 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  364. Max dice:

    Buongiorno!
    Vi racconto la mia storia: ho una figlia(da me riconosciuta) di quasi 3 anni con una donna extracomunitaria che aveva avuto già una figlia da precedente rapporto.
    Il punto è questo; ho preso una casa in affitto in cui convivo e sostengo tutte le spese economiche anche per la figlia, ma ho mantenuto la mia vecchia residenza , quindi sono residenti solo lei, la figllia e mia figlia nella casa che conviviamo.
    Io sono arrivato al punto di non tollerare più questa donna….vorrei sapere a cosa vado incontro……
    Potrei avere l’affidamento unico di mia figlia, in quanto la madre non percepisce uno stipendio?

  365. separatamente dice:

    Buongiorno Daniela,

    prima di tutto, Le consigliamo vivamente, nel caso Lei sia vittima di violenza, di sporgere denuncia in sede penale.
    Per quanto riguarda invece i Suoi diritti in relazione all’appartamento in cui attualmente risiede, precisiamo che nonostante i Suoi figli non siano figli del Suo compagno, non si può non tenere in considerazione che, quest’ultimo, ha acconsentito a convivere per un certo periodo di tempo con Lei e i bambini, con tutte le responsabailità conseguenti. Ne deriva che, seppur il Suo compagno non sarà tenuto a corrispondere alcun assegno di mantenimento né a Lei né ai Suoi figli, non potà certamente obbligarVi ad abbandonare l’appartamento dall’oggi al domani: l’interesse dei minori ed il loro conseguente diritto alla salvaguardia del medesimo habitat familiare in cui si è esplicata la vita domestica sono infatti sempre oggetto di principale tutela.
    Ci contatti in studio al numero di telefono 02.72022469, per ulteriori approfondimenti o per un incontro in studio (primo incontro gratis).
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  366. Daniela dice:

    Buongiorno convivo con i Un uomo agressivo ha voluto prendere una casa in affitto insieme ma il contratto per motivi di stipendio e ‘intestato a lui io sono il suo garante
    Ho due figli del precedente matrimonio uno dei quali è minorenne lui minaccia spesso di vutrarci fuori di casa. Ho qualche tutela nei suoi confronti o no
    Grazie per la risposta

  367. separatamente dice:

    Gentile Patrizia,
    in sede di separazione Lei ha diritto alla assegnazione della casa coniugale almeno sino a quando i figli con Lei conviventi non diventeranno autonomi da un punto di vista finanziario.
    Il tradimento perpetrato da suo marito giustifica l’addebito della separazione che ha rilevanza anche con riguardo alla quantificazione dell’assegno di mantenimento in suo favore.
    Se vuole percorrere la strada della separazione di fatto con una semplice scrittura privata rischia di non tutelare adeguatamente i suoi diritti e quelli dei suoi figli.
    Si possono prendere in considerazione soluzioni alternative alla separazione in occasione di apposito incontro con i nostri Avvocati a Milano (02.72022469). Primo incontro gratis !
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  368. patrizia dice:

    buongiorno
    sono sposata da una ventina di anni, ho 3 figli (2 conviventi una all’estero).
    casa in comproprietà e debiti vari. comunione dei beni.
    lui ha la fidanzata ed io lo lascerei andare molto volentieri.
    unico dilemma il lato finanziario.
    ovviamente servirà la separazione dei redditi.
    pensavo ad una scrittura privata per delimitare i rispettivi impegni economici col pregresso e che riporti la destinazione finale della casa (ovviamente ai figli).
    è una via percorribile? rimane comunque l’obbligo di adempiere al restante 50% se lui non paga? può ricadere sui figli qualche onere economico?
    grazie1000
    saluti
    p

  369. separatamente dice:

    Buongiorno Sabrina,

    in linea generale il diritto a trasferirsi è un diritto fondamentale costituzionalmente garantito. Nel caso in cui sia un genitore a volersi trasferire con il figlio tuttavia questo diritto potrebbe essere in parte contemperato soprattutto in caso di disaccordo tra i genitori sulla residenza abituale dei minori. In questi casi la scelta è rimessa al Giudice: nella controversia, l’organo giudicante dovrà valutare e decidere tenendo in considerazione esclusivamente il preminente interesse del minore ad una crescita armonica e sana; fermo restando, pertanto, il principio di diritto, ribadito anche da recenti sentenze della Cassazione, secondo cui l’affidamento condiviso non preclude il trasferimento del coniuge, il giudice di legittimità dovrà limitarsi a valutare se sia più funzionale al preminente interesse dei minori il collocamento presso l’uno o l’altro genitore.
    In parole pavore: se Lei si trasferisce perché ha trovato un nuovo lavoro, se vuole stare più vicino ai nonni materni, non ci sono problemi.
    Ed in verità riteniamo che non ci siano problemi anche se si trasferisce perché ha instaurato in quel paese una nuova relazione affettiva. Di certo, in quest’ultima ipotesi, è probabile che un Giudice la obblighi a portare i suoi figli dal padre quando quest’ultimo deve esercitare il diritto di visita.
    Aggiungiamo anche che 23 km non sono molto ed un Giudice potrebbe anche ritenerlo un trasferimento con inconvenienti tollerabili ai fini dell’esercizio del diritto di visita.
    Cordialità.
    Lo Staff di Separatamente

  370. Sabrina dice:

    Buongiorno, sono separata dal mio ex marito da novembre. A fine giugno devo trasferirmi di solo 23 km dalla abitazione del padre. Ieri comunicandoglielo mi ha fatto un casino dicendomi che io non porto la bambina da nessuna parte. La bambina ha 4 anni e L anno prossimo la iscriverei all asilo comunale del nuovo paese. Lui può farmi realmente storie?
    Grazie

  371. separatamente dice:

    Gentile Ilaria,
    non ci sono dubbi che la casa le spetta ! C’è un diritto alla assegnazione della casa familiare in favore del genitore collocatario della prole (sino a quando quest’ultima non diventerà autonoma). Questo non significa che Lei non possa prendere in considerazione altre soluzioni. Ma occorre valutare i “numeri” della proposta del suo convivente con attenzione.
    E come da Lei già suggerito occorre che l’accordo in sede di separazione consensuale sia formalizzato nero su bianco innanzi ad un Giudice.
    Ci contatti al n. 02.72022469 per un appuntamento (il primo incontro non fa maturare spese a suo carico) se lo desidera. Se Lei personalmente non ha redditi può chiedere la nomina di un difensore con il gratuito patrocinio. Ed i nostri professionisti possono aiutarla anche in occasione della redazione e deposito in Tribunale della domanda di gratuito patrocinio.
    Cordiali saluti,
    per lo staff di Separatamente
    Avv. Marco Pola

  372. ilaria dice:

    Buongiorno. Mi trovo in una situazione difficile da risolvere. Sto convivendo col mio compagno da otto anni. Abbiamo un bimbo di 4 anni e mezzo. La casa è di sua esclusiva proprietà. Non ha mutuo. Lavoriamo entrambi a tempo indeterminato. Lui full time e io part time. È tempo che abbiamo problemi e, dopo moltissime discussioni , finalmente si e’ convinto che la separazione è la cosa migliore. Ora, apparentemente, non ci sono problemi. Se non che mi ha fatto una “proposta” ai miei occhi sospetta (considerando che fino a pochi giorni fa la sua idea era quella di “sbattermi fuori casa” e spendere tutti i suoi soldi per portarmi via il bambino e lasciarmi senza nulla, o “sbatterlo” dagli assistenti sociali pur di non saperlo con me). La proposta ultima consiste nel vendere l’abitazione nella quale stiamo; col ricavato vorrebbe comprare un appartamento per se’ (che ha già visto più volte, anche con me e figlio presente , e già fermato con una piccola cifra) e dare una parte a me per poter prendere una piccola casa aggiungendo un mutuo. Questo “buonismo generoso” mi ha insospettita. La mia domanda è: È vero che l’abitazione è sua, ma può venderla essendoci la presenza di un minore? Se si, può scegliere lui quanto darmi del ricavato o c’è una percentuale ben precisa e regolamentata alla quale si deve attenere per darmi la possibilita’ di acquistarne un’altra? O mi deve pagare una parte di mutuo, o una parte di affitto? Se non può vendere, ma ci si vuole separare, come mi devo comportare? A chi rimane l’abitazione? Si può fare un ” accordo ” scritto tra noi e andare a farlo firmare direttamente dal giudice ( co.e vorrebbe fare) o si deve avere un avvocato?
    Mi scuso per essermi dilungata.
    Ringrazio anticipatamente per la disponibilità.
    Cordiali saluti. Ilaria

  373. separatamente dice:

    Buongiorno Simona,

    in linea di massima, a differenza del matrimonio, la fine della convivenza non comporta particolari obblighi reciproci tra gli ex compagni.
    In particolare, l’ex convivente in stato di bisogno non ha diritto a percepire un assegno di mantenimento da parte dell’altro compagno che lavori e percepisca un reddito.
    Per quanto riguarda i figli, invece, i diritti di questi ultimi sono totalmente equiparati ai diritti sorti in capo alla prole nata all’interno del matrimonio.
    Detto ciò, nel caso di specie, non sembra che il Suo ex compagno possa in alcun modo impedirLe di iniziare una nuova relazione, proprio perché tra gli ex conviventi non sussistono quegli obblighi civili che invece permangono a seguito della separazione tra coniugi.
    Da ultimo, con riferimento a Sua figlia, bisognerebbe – innanzitutto – comprendere l’età della stessa, distinguendo a seconda che sia ancora minorenne o maggiorenne.
    In ogni caso, tendenzialmente, il Suo compagno potrebbe ostacolare una Sua nuova convivenza soltanto laddove sia in grado di provare un effettivo turbamento della ragazza.
    Se poi la sua nuova convivenza determinerà un sostanziale miglioramento del suo tenore di vita in ragione del fatto che il nuovo convivente contribuisce economicamente al ménage familiare, il suo ex convivente potrebbe intentare causa per provare a chiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento in favore della figlia.
    Siamo a disposizione al numero di telefono 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  374. simona dice:

    Buongiorno, mi trovo in questa situazione: casa con mutuo cointestato a me e al mio ex convivente padre di nostra figlia che vive con me. Non siamo sposati e ora da 3 anni siamo separati nel senso che lui e’ fuori casa. Ora ho un nuovo compagno e mi chiedo se posso farlo entrare in casa visto che mia figlia e’ d’accordo, ma il mio ex compagno no. Che diritti ho ? Grazie per una risposta. Simona

  375. separatamente dice:

    Buongiorno Emanuele,
    in linea di massima non esistono regole immutabili e univoche per il calcolo dell’assegno di mantenimento ma, piuttosto, è il Giudice, secondo il proprio libero convincimento, a determinarlo.
    Il Giudice determina l’assegno di mantenimento tenendo conto del reddito complessivo della famiglia, tutelando il coniuge economicamente più debole ed i figli nonché eliminando quegli squilibri reddituali che possono incidere sul tenore di vita al momento della cessazione del rapporto coniugale.
    Per fare ciò, il Giudice si avvale dei documenti contabili/fiscali delle parti (es. Certificazione Unica dei Redditi, Busta paga ecc.) e, pertanto, le indennità accessorie e gli straordinari incidono sul calcolo dell’importo dell’assegno.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatamente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  376. Emanuele dice:

    Salve
    Io mi sto separando da mia moglie e abbiamo una figlia di 3 anni..
    Io faccio l’infermiere e quindi faccio straordinari tutti i mesi con una busta paga in media di 1800 euro..
    Per l’assegno di mantenimento di mia figlia devo calcolare la busta paga con straordinari o la retribuzione basa di circa 1500 euro??
    Grazie

  377. separatamente dice:

    Buonasera Sonia,
    in linea di massima, nell’ipotesi di cessazione di rapporto di convivenza more uxorio, è prassi che il giudice disponga l’affidamento condiviso dei figli, con collocamento prevalente presso uno dei genitori al quale verrà anche assegnata la casa familiare, anche se, come nel suo caso, è di proprietà esclusiva dell’altro genitore. La casa familiare, infatti, appartiene a tutti gli effetti solo al legittimo proprietario; tuttavia, in presenza di figli, l’assegnazione in godimento della casa familiare può essere riconosciuta dal giudice al genitore naturale affidatario del minore, al fine di garantirgli il diritto a conservare l’habitat domestico, fino al raggiungimento della maggiore età o dell’indipendenza economica.
    Infine, il tuo compagno sarà tenuto al mantenimento di vostro figlio fino a quando non diventi economicamente autosufficiente. Tuttavia, Lei, anche se sprovvista di mezzi economici sufficienti per il suo sostentamento e indipendentemente dalla durata del periodo di convivenza, non può vantare nei confronti del suo ex compagno alcuna pretesa di ordine economico, pertanto, non avrà diritto a vedersi riconoscere alcun assegno di mantenimento.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  378. Sonia dice:

    Buongiorno,
    Io ed il mio compagno conviviamo da 3 anni ed abbiamo un figlio di 2 anni(non abbiamo mai sottoscritto un contratto ed io e mio figlio abbiamo la residenza anagrafica iscritta in un altro comune). Mi ha detto che non mi ama più e di andarmene di casa (che è di sua proprietà) io però in questo momento non ho un lavoro, posso chiedere l’assegnazione della casa con affidamento del bambino? Oltre all’assegno di mantenimento del bambino e’ tenuto anche a mantenere me fino a che non troverò un lavoro.
    Grazie

  379. separatamente dice:

    Buonasera Tamiro,

    in linea di massima la fine della convivenza comporta gli stessi obblighi della fine di un matrimonio relativamente a quanto dovuto nei confronti dei figli.
    Diversa è, invece, la situazione relativa ad un eventuale assegno di mantenimento o agli alimenti da corrispondere all’ex partner, dovuti esclusivamente in caso di separazione a seguito di un matrimonio.
    Nel Suo caso, dunque, la Sua ex compagna non avrà diritto ad ottenere né un assegno di mantenimento né gli alimenti, al contrario dei bambini.
    Con riferimento, invece, alla casa in cui abitate, la Sua ex compagna potrebbe obbligarLa ad andare via solo nel momento in cui il Giudice dovesse decidere ( come di solito avviene) di disporre l’affido prevalente dei minori alla madre. In tale situazione la Sua ex avrebbe diritto di abitare con i bambini, senza di Lei, indipendentemente dalla proprietà dell’abitazione.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  380. Tamiro dice:

    Buongiorno
    dopo 8 anni di convivenza dalla quale ho avuto 2 figli dalla mia ex compagna , la convivenza si e’ interrotta tramutandosi in coabitazione a causa di un tradimento . La coabitazione implica dormire in letti diversi , in stanze diverse e non avere alcun tipo di rapporto sentimentale /affettivo.Nella coabitazione continuo a garantire spese illimitate e un cash mensile [ 750 euro ] alla mia ex convivente che non ha alcun reddito/lavoro o proprietà’.
    Lei continua ad insistere perché’ io me ne vada – con relativa sofferenza dei figli – ma io non intendo farlo ne tanto meno voglio che lei se ne vada sempre per mantenere la serenata’ dei figli e privarli della presenza di una madre.
    Potrebbe obbligarmi a farlo ? Potrebbe chiedere degli alimenti ?
    Grazie per la risposta

  381. separatamente dice:

    Buongiorno Francesco,

    ebbene sì, il dovere dei genitori di mantenere i figli non cessa con la maggiore età ma solo quando questi raggiungono l’autosufficienza economica.
    Nel caso di specie, dunque, in sede di divorzio dovrà essere tenuto in considerazione il tipo di lavoro di sua figlia, la remunerazione e la Sua capacità economica.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  382. francesco dice:

    Buonasera volevo chiedere io sono separato da molti anni,volevo chiedere il divorzio ma ho una figlia,di qui passo tutti i mesi un assegno di mantenimento di 275 euro. Mia figlia lavora so che lei percepisce sulle 500 euro al mese inoltre adesso vive con il ragazzo però senza contratto di casa. Mi è stato detto che se faccio il divorzio dovranno rivedere anche il discorso di mia figlia e io devo continuare a passare questi soldi fino a quando mia figlia non trova un lavoro più soddisfacente.Sinceramente non so che fare potete consigliarmi grazie buongiorno

  383. separatamente dice:

    Buonasera Stefano,

    in caso di separazione, lei sarà sicuramente tenuto al mantenimento di sua figlia fino a quando non diventi economicamente autosufficiente, mentre alla sua compagna non dovrà riconoscere alcun mantenimento. Tuttavia è bene chiarire che, in caso di cessazione di convivenza more uxorio, è prassi che il giudice disponga l’affidamento condiviso dei figli, con collocamento prevalente presso uno dei genitori (generalmente la madre) al quale potrà essere assegnata la casa familiare, anche se di proprietà esclusiva dell’altro genitore. La casa familiare, infatti, appartiene a tutti gli effetti solo al legittimo proprietario. Tuttavia, in presenza di figli, l’assegnazione in godimento della casa familiare può essere riconosciuta dal giudice al genitore naturale affidatario del minore, al fine di garantirgli il diritto a conservare l’habitat domestico.
    In questi casi, comunque, è opportuno che le parti raggiungano un accordo in relazione alla casa familiare, all’affidamento dei figli e al loro mantenimento dinanzi ad un Giudice. A tal fine, le consigliamo di leggere i nostri contributi http://www.separazioneconviventi.it/separazione-conviventi/affidamento-esclusivo-e-condiviso-dei-figli-nati-dalla-convivenza/ e http://www.separazioneconviventi.it/separazione-conviventi/assegnazione-della-casa-familiare-in-presenza-di-figli-nati-dalla-convivenza/
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  384. Stefano dice:

    Salve
    Convivo con la mia ragazza da 6 anni in una casa di proprietà con mutuo cointestato e da 2 abbiamo una bambina,io ho un lavoro a tempo indeterminato mentre lei no lavora saltuariamente..io non mi trovo più bene con lei e vorrei andarmene a cosa vado incontro oltre all obbligo di mantenere mia figlia? Devo dare soldi anche a lei?

  385. separatamente dice:

    Buongiorno Maurizio,

    in linea di massima, un immobile in comproprietà può essere venduto soltanto con il consenso di tutti i proprietari, i quali avranno diritto ad avere parte del ricavato secondo la rispettiva quota.
    Nel caso di specie, dunque, la Sua ex compagna dovrebbe prestare il consenso alla vendita dell’immobile.
    Con riguardo al ricavato della vendita, invece, in un eventuale confronto, dapprima stragiudiziale, ed in seguito, laddove non si raggiunga un accordo amichevole, in giudizio, occorrerà dimostrare che lo spirito di liberalità che sussisteva al momento del rogito ora non sussiste più, nonché che Lei ha pagato la maggiore parte del corrispettivo e del mutuo, ovvero che la sua ex ha disatteso le Vostre intese con riguardo ad un ripartizione al 50% delle spese per l’acquisto.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  386. Maurizio dice:

    Buon giorno,
    Vi espongo la mia situazione per chiedervi un aiuto:
    Con la mia ex fidanzata nel 2000 abbiamo acquistato un immobile cointestando sia la casa che il mutuo. Lei ha versato una piccola somma iniziale ma poi non ha più pagato nulla e io ho sopperito a tutte le spese. Dopo 7 anni ci siamo lasciati e lei ha abbandonato la casa e tolto la residenza. Io ho dovuto pagare comunque l’intero mutuo e le varie spese condominiali oltre alle spese che l’immobile nel tempo ha richiesto. Oggi (7 anni dopo) sono riuscito ad estinguere il mutuo e vorrei vendere la casa e chiudere questo capitolo della mia vita recuperando tutto il denaro speso. Posso farlo? La mia ex compagna potrebbe impedirmelo o peggio pretendere soldi?
    Grazie

  387. separatamente dice:

    Buonasera Gabriella,
    in linea generale, l’assegnazione della casa familiare al genitore con il quale vivono i figli, a seguito del provvedimento di un giudice, configura l’insorgere di un diritto di abitazione a favore del genitore stesso, indipendentemente dalla proprietà sull’immobile. Tale diritto fa sorgere l’obbligo del versamento Imu in capo all’assegnatario dell’immobile. Tuttavia, poiché dall’entrata in vigore della legge di stabilità 2016, è stata abolita l’Imu sull’abitazione principale, l’assegnatario dell’immobile nulla dovrà pagare per la suddetta imposta. Inoltre, la casa in cui vive la madre assegnataria della casa, non deve essere considerata una seconda casa per il proprietario dell’immobile, in quanto la ex compagna ne ha un diritto reale di godimento, indipendentemente da chi sia il proprietario.
    La legge di stabilità 2016, inoltre, ha previsto l’abolizione anche della Tasi sulla prima casa, pertanto, anche quest’ultima, per l’anno 2016 non dovrà essere versata né dal proprietario dell’appartamento né dalla sua ex compagna. Al proprietario dell’immobile, tuttavia, rimangono gli obblighi di pagamento connessi alla Tari, che viene richiesta direttamente dal Comune.
    Siamo a disposizione (mail : info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    Lo Staff di Separatamente

  388. Gabriella dice:

    Nel caso di separazione di conviventi con una figlia, affidata alla madre, alla quale è stata assegnata dal tribunale anche la casa familiare che era di proprietà esclusiva del padre.
    Si può ritenere che la madre in questo caso abbia il possesso dell’immobile al 100% ai fini IMU/TASI , come succede per gli ex coniugi ? In effetti se il padre non ha la disponibilità dell’immobile per ordine di un giudice, non ne ha nemmeno il Possesso (requisito sul quale si paga IMU e Tasi), per cui non dovrebbe pagare l’imu su questo immobile.
    D’altra parte per la madre, che ne ha il possesso, questa è l’abitazione principale per cui ne sarebbe esonerata.
    Così è ? oppure così sarebbe solo se fossero stati sposati ?
    Sembra impossibile al giorno d’oggi …
    Grazie

    Gabriella

  389. separatamente dice:

    Buongiorno Daniele,

    il matrimonio comporta il sorgere di obblighi reciproci, tra cui la fedeltà.
    Di conseguenza, sarebbe consigliabile intraprendere una nuova convivenza dopo la separazione o, in caso di separazione giudiziale, dopo l’udienza presidenziale.
    Ad ogni modo, estremamente opportuno, sarebbe non violare l’obbligo di fedeltà prima che sia di fatto cessata la convivenza con il coniuge, pena il rischio di addebito della separazione in capo all’adultero.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  390. daniele dice:

    buongiorno io sono sposato con tre figli di cui due minorenni ho lasciato mia moglie per un altra donna anche lei sposata e separata ma non legalmente con un figlio minore.possiamo iniziare una convivenza? che problemi potrebbero sorgere a livello giuridico?

  391. separatamente dice:

    Buongiorno Silvano,

    in caso di divorzio, è prassi che il Giudice assegni la casa familiare al coniuge collocatario dei figli minori, al fine di garantire a questi ultimi il mantenimento dell’habitat domestico in cui sono cresciuti. In questo caso, quindi, Lei, in qualità di proprietario dell’immobile, nella maggiore parte dei casi, sarà tenuto al pagamento delle imposte e delle spese condominiali straordinarie, esattamente come avviene nei rapporti tra locatore e conduttore. Tuttavia, tutte le spese di ordinaria amministrazione, così come le spese di utilizzo della casa, dovrebbero rimanere di spettanza esclusiva del soggetto assegnatario, quindi di sua moglie. Chiarissima, sul punto, la Cassazione: “l’assegnazione della casa coniugale esonera l’assegnatario esclusivamente dal pagamento del canone, cui altrimenti sarebbe tenuto nei confronti del proprietario esclusivo dell’immobile assegnato. La gratuità di tale assegnazione si riferisce solo all’uso dell’abitazione medesima (per la quale, appunto, non deve versarsi corrispettivo), ma non si estende alle spese correlate a detto uso (ivi comprese quelle, del genere delle spese condominiali, che riguardano la manutenzione delle cose comuni poste a servizio anche dell’abitazione familiare), onde simili spese – in mancanza di un provvedimento espresso che ne accolli l’onere al coniuge proprietario – sono a carico del coniuge assegnatario”.
    Diverse regole potrebbero trovare applicazione solo laddove, vi sia notevole disparità tra i redditi dei coniugi, ovvero, laddove, per esempio, la moglie non abbia alcun reddito.
    Se lo ritiene, può venire a trovarci in studio (il primo incontro è gratuito, Tel. 02.72022469).
    Avv. Marco Pola

  392. separatamente dice:

    Buongiorno David,

    Sua moglie non può vendere la casa coniugale soprattutto se anche Lei è proprietario dell’immobile e/o se la casa è stata comprata in comunione dei beni.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  393. david dice:

    Buongiorno ho una separazione consesuale firmata solo davanti agli avvocati e a fine maggio ho la sentenza, ma gia so che è stata depositata una giudiziale per fine luglio , ieri sono venuto a sapere che sta vendendo la casa coniugare, che in teoria aspetta a mia figlia di tre anni che già risente della separazione, la domanda lo può fare, grazie anticipatamente

  394. silvano dice:

    salve vorrei sapere ,sicome mia moglie mi ha chiesto il divorzio ,volendo restare nella mia casa con i figli ed io andare via ,se le spese della casa luce gas ec ecsono a carico di lei o mie sicome io non usufruisco più grazie

  395. separatamente dice:

    Buongiorno Alessandro.

    In linea di massima, soprattutto a seguito della riforma del 2006, il Giudice predilige l’affidamento condiviso del minore.
    L’affidamento esclusivo viene, infatti, concesso solo in casi limite nei quali il Tribunale valuti che l’affidamento ad entrambi i genitori sia contrario all’interesse del minore stesso:
    1) in caso di violenza sui figli;
    2) in caso di violenza sul coniuge (o compagno) anche in presenza del figlio o, comunque, di un atteggiamento denigratorio tenuto da uno dei genitori nei confronti dell’altro;
    3) se vi sono forti carenze di un genitore sul piano affettivo (violazione degli obblighi di assistenza, irreperibilità del genitore, uso di alcool, di sostanze stupefacenti, ecc.…)
    4) In caso di elevata conflittualità tra i coniugi, tale da pregiudicare il benessere e la salute psico-fisica dei figli.
    Nel suo caso, da quello che Lei descrive, potrebbe forse ricorrere il caso indicato nell’ipotesi n. 2.
    Consideri, però, che l’affido esclusivo è un provvedimento limite, difficilmente concesso.
    Con riguardo alla casa, invece, questa viene solitamente garantita al genitore con cui convivono i figli minori o maggiorenni ma non autosufficienti, indipendentemente dal fatto che l’abitazione sia di proprietà esclusiva di un coniuge/convivente, di proprietà comune oppure in locazione.
    Di conseguenza, laddove Lei decidesse di adire la via giudiziaria ed il Giudice disponesse l’affidamento condiviso, la sua ex convivente molto probabilmente sarebbe legittimata ad occupare la casa con la bambina.
    Peraltro, a parere della Cassazione, una volta che la casa sia stata affidata ad uno dei coniugi/ conviventi, l’altro – seppur legittimo proprietario – non può venderla perché ciò impedirebbe ai minori di continuare a vivere in un ambiente a loro familiare, cosa importantissima a seguito del trauma che hanno subito a causa della rottura del rapporto tra i genitori. (nell’ipotesi, invece, in cui il coniuge proprietario decidesse comunque di vendere, l’acquirente avrebbe il diritto di occupare l’immobile solo dopo aver dimostrato il venir meno dei presupposti che avevano portato all’affidamento della casa all’altro coniuge).
    Da ultimo, nell’eventualità in cui Lei decidesse di vendere la casa prima dell’intervento di un giudice o dell’accodo tra le parti, in ogni caso, in quanto unico percettore di reddito dovrebbe comunque garantire un’abitazione alla sua bambina e alla sua ex compagna.
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  396. Alessandro dice:

    Buongiorno,
    ho alle spalle una convivenza con una cittadina extracomunitaria. Dalla nostra unione è nata una figlia. Attualmente la madre e mia figlia vivono nella casa di mia proprietà di cui pago il mutuo al 100% e tutte le spese e passo pure il mantenimento di 400€ al mese. Io mi sono rifugiato dai miei genitori dopo che sono stato aggredito fisicamente ripetutamente di fronte a mia figlia, la madre si è beccata una denuncia per aggressione che poi ho ritirato per il bene della nostra piccola. Ora sua madre lavora, vorrei impossessarmi della mia casa, visto che non ricevo un centesimo dalla sua permanenza, sarei anche disposto ad aiutarla nel fare un contratto di affitto nel caso se ne andasse, ma lei si ostina a non volere uscire dalla mia casa perchè dice che quella è la casa di nostra figlia e sua madre deve stare con lei.
    1. Posso chiudere il mutuo e vendere la casa o obbligarla ad uscire?
    2. Essendo lei nullatenente posso chiedere l’affidamento esclusivo di mia figlia dato che pago tutto io al 100% e fare in modo che lei si organizzi la sua vita?

    Grazie

  397. separatamente dice:

    Buongiorno Monica,

    la ratio dell’assegno di mantenimento è quella di tutelare il coniuge economicamente più debole di fronte agli squilibri determinati dalla separazione, garantendo il mantenimento del tenore di vita esistente prima della cessazione del matrimonio. Tuttavia, l’assegno di mantenimento non è immutabile nel tempo, ma, al contrario, può essere modificato o revocato.
    In particolare, quando l’avente diritto all’assegno di mantenimento costituisce un nuovo nucleo familiare (sia che si tratti del passaggio a nuove nozze, sia che si tratti di una convivenza), si crea una situazione di sostanziale modifica della condizione personale dell’ex coniuge che implica il venir meno dell’assegno di mantenimento.
    Sul punto, infatti, la Cassazione ha affermato che il diritto al mantenimento viene meno quando si crea una nuova famiglia (anche di fatto), la quale rescinde ogni connessione con la pregressa vita matrimoniale, poiché la convivenza e la relativa prestazione di assistenza da parte del convivente medesimo, costituisce un nuovo elemento da valutare in ordine alla disponibilità di “mezzi adeguati”, rispetto al parametro rappresentato dal tenore di vita goduto nel corso delle nozze. Ovviamente, deve trattarsi di una relazione avente i caratteri della stabilità e della continuità, mentre una convivenza priva di questi requisiti non potrà avere alcun effetto sull’esclusione del contributo al mantenimento.
    Se lo ritiene, può venire a trovarci in studio (il primo incontro è gratuito, Tel. 02.72022469).
    Avv. Marco Pola

  398. separatamente dice:

    Buongiorno Giovanni,
    se non ci sono figli, la casa coniugale non viene assegnata dal giudice; il diritto di abitazione segue pertanto il titolo di proprietà.
    Detto ciò, è necessario precisare che esistono dei doveri di solidarietà tra coniugi e conviventi e la signora non potrà certo uscire di casa da un momento all’altro, ma avrà bisogno di un congruo periodo di preavviso.
    Per quanto riguarda l’assegno a favore della signora non esistono criteri quantitativi così certi come le vorrebbe far credere sua moglie, ma dovrà essere valutato caso per caso in relazione alla durata del matrimonio (nel vostro caso brevissima) e alla capacità di reddito (anche solo potenziale) della signora. Da quel che ci dice (matrimonio di brevissima durata e assenza di figli), i fatti non giustificano un assegno a tempo indeterminato a favore di sua moglie; mentre un assegno di mantenimento limitato nel tempo (per dar tempo alla signora di inserirsi nel mondo del lavoro) possa essere la soluzione da caldeggiare in caso di separazione giudiziale.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    lo staff di separatamente

  399. Giovanni dice:

    Buongiorno avvocato, sono sposato da circa due anni, io e la mia attuale moglie stiamo attraversando un brutto periodo, tanto che stiamo pensando alla separazione, la quale però non sembra essere molto accettata da mia moglie, la stessa ogni volta che affrontiamo l’argomento minaccia di volere andare dinnanzi al giudice per il mantenimento che secondo lei ammonterebbe alla metà di quello che guadagno io cioè 1300 netti al mese senza calcolare il mutuo di 500. Bello stesso tempo reclama anche la casa dove noi abitiamo e che acquistai io durante il matrimonio. Lei non lavora, avrebbe delle occasioni ma purtroppo ha deciso di non volerne sapere, non abbiamo figli. Detto ciò a questo punto cosa davvero spetterebbe a lei?casa pagata da me? Alimenti più casa? Alimento senza casa? Nel caso in cui il giudice decida di dare a lei alimenti più casa io sono obbligato ad andare via? E dove no avendo altro posto?
    Grazie mille per la sua attenzione.

  400. separatamente dice:

    Buonasera Pietro,
    il calcolo dell’ammontare dell’assegno di mantenimento dei figli, mancando nella disciplina legislativa un criterio matematico o tabelle precise che consentano di individuarlo con certezza, andrà effettuato considerando principalmente: la situazione patrimoniale e reddituale dei coniugi, l’eventuale presenza di un assegno di mantenimento del coniuge presso il quale sono collocati i figli e l’eventuale beneficio dell’assegnazione della casa coniugale al coniuge collocatario dei figli.
    Ciò premesso, Ti informiamo, tuttavia, che la legge sancisce il principio secondo il quale quando, successivamente alla quantificazione dell’assegno di mantenimento, si verificano, come nel Tuo caso, variazioni sopravvenute nella situazione economica dei coniugi, entrambi sono legittimati a richiedere una revisione dell’importo, al fine di ottenere un adeguamento alla mutata condizione.
    Ciò detto, nel Tuo caso, Ti consigliamo di intraprendere una causa di divorzio e, in quella sede, rivolgerti al Giudice civile per chiedere una riduzione dell’importo stabilito con la sentenza di separazione, dando prova delle difficoltà finanziarie in atto, nello specifico, della perdita di lavoro.
    Tieni presente però che, per giurisprudenza costante, non basta la sola perdita di un’attività produttiva di reddito per giustificare una modifica delle condizioni stabilite al tempo della separazione. Ciò in quanto, permane a carico dell’interessato, l’onere di dimostrare che la perdita del rapporto di lavoro abbia determinato una riduzione complessiva delle proprie risorse economiche, venendo poi in considerazione anche la capacità effettiva di reperire un’ulteriore occupazione, anche saltuaria, oltre ad altre variabili, quale l’età dell’obbligato.
    Siamo a disposizione all’indirizzo info@separatamente.it per qualsivoglia ulteriore necessità.

    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  401. Pietro dice:

    Buonasera. Sono un padre di una splendida figlia quindicenne. Dopo quattro anni di separazione io e la madre abbiamo deciso di divorziare.
    Chiedo semplicemente se esiste la tutela dei padri. Ho perso il lavoro da novembre 2015 ed ad oggi ancora non ho percepito uno stipendio . Ad aprile forse comincerò a prenderlo. Sarà di circa 950,00 euro per un anno in quanto sono in cigs e dopo l’anno non si sa come andrà a finire.
    La mamma lavora in un azienda privata e percepisce circa 1.500 euro mensili oltre a percepire 600,00 di fitto di un locale, mentre come costi paga un fitto di 450,00 per la casa dove vive con mia figlia .
    Nonostante le mie serie difficoltà economiche (pago anche un mutuo di 450,00 euro mensili per l’acquisto di casa mia) continuo a versare solo per mia figlia 500,00 euro mensili come assegno per il mantenimento del minore come stabilito dalla sentenza di separazione.
    In base alla mia situazione economica se facessi una causa di divorzio in questo momento quanto sarebbe “giusto” che io versassi per mia figlia considerando anche che se facessi valere il mio diritto di visita a mia figlia dovrei fare 400 km per andare a trovarla dove vive?
    Grazie per la risposta e Vi auguro buon lavoro.

  402. separatamente dice:

    Buongiorno Antonio,

    in linea di massima, la scelta di uno dei coniugi di trasferirsi in un altro paese è così importante da richiedere, prima di essere attuata, una formale modifica delle condizioni di separazione e, dunque, anche dell’assegno di mantenimento.
    Ad ogni modo, nel Suo caso, è indubbio che nelle condizioni patrimoniali di separazione abbia inciso l’assegnazione della casa alla moglie e ai bambini.
    In altre parole, molto probabilmente, laddove Sua moglie non fosse rimasta nella casa coniugale, Lei sarebbe stato tenuto a corrispondere un importo mensile maggiore rispetto a quello poi concordato.
    Detto ciò, fino alla formale modifica delle condizioni di separazione Lei non è giuridicamente tenuto a versare nulla di più di quanto precedentemente stabilito.
    Tuttavia, se Sua moglie chiedesse una modifica delle condizioni di separazione avrebbe facoltà di chiedere un aumento dell’assegno
    Siamo a disposizione al per qualsivoglia ulteriore necessità all’indirizzo mail info@separatemente.it.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  403. Antonio dice:

    la mia ex moglie mi ha comunicato che vuole trasferirsi nel paese dove ha attualmente una attività lavorativa (con i nostri figli di cui uno minorenne) e mi ha chiesto la stessa somma dell’affitto che pago ora dove vivo da solo, nel contribuire all’affitto che andrebbe ha pagare visto che ritornerei nella casa che lascerebbe di mia proprietà acquistata prima del matrimonio. Vorrei sapere se sono tenuto ha dare questo contributo visto che è una sua scelta di trasferirsi.

  404. separatamente dice:

    Buongiorno Federico.
    fornire data certa alle Vostre intese con l’autentica delle firme è sicuramente utile.
    La scrittura privata autentica ha valore di prova legale solo relativamente alla sottoscrizione delle parti ed alla data, tuttavia determina una presunzione di veridicità (superabile con gli ordinari mezzi di prova) anche riguardo al contenuto.
    Peraltro, per quanto La riguarda, un’effettiva e adeguata forma di tutela potrebbe aversi, come correttamente da Lei individuato, tramite l’intestazione di una porzione dell’immobile.
    Al riguardo, ci permettiamo di ricordarLe come le oscillazioni del mercato non comportino necessariamente che nel corso del tempo vi sia una rivalutazione del bene.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  405. Federico dice:

    Salve,
    Ho una domanda: dovrei andare a vivere con la mia fidanzata a casa sua. La casa è da ristrutturare completamente, io ho un po di liquidità e abbiamo deciso che pagherò io i lavori. La mia domanda è la seguente: come posso tutelarmi? Lei proponeva o di fare una scrittura privata autenticata dove diciamo che le ho dato tot soldi, oppure diceva di intestarmi una parte di casa, in base a quanto spendiamo. Il problema è che, nel a caso le cose vadano male e la casa si rivaluta, mi dovrebbe dare più di quanto ho speso, mentre se facciamo la scrittura, abbiamo pura che non sia tutelato al 100%! Come possiamo fare per essere legalmente tutelato? Grazie mille

  406. separatamente dice:

    Buonasera Anna,

    secondo l’orientamento giurisprudenziale prevalente, l’assegno di mantenimento in favore del coniuge, fissato in sede di separazione, decorre dalla data della domanda giudiziale (ossia da quando viene presentato l’atto in tribunale) e non dalla data di emissione della sentenza e tanto meno dalla prima udienza presidenziale nella quale vengono emessi i provvedimenti provvisori.
    In considerazione di quanto sopra, il Tuo amico sarà tenuto a pagare in ogni caso dalla data della domanda di separazione e non dalla sentenza.

    Siamo a disposizione all’indirizzo info@separatamente.it per qualsivoglia ulteriore necessità.

    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  407. anna dice:

    Un mio amico ha ricevuto un precetto per il mancato pagamento del mantenimento alla moglie a seguito di sentenza di separazione stabilito in Euro 150,00 mensili ma con il precetto vengono richiesti i mesi dalla domanda di separazione. E’ giusto? Dovrà pagare in ogni caso? Grazie

  408. separatamente dice:

    Buonasera Sergio,

    in primo luogo, Ti informiamo che la legge sulle unioni civili non è ancora entrata in vigore (ad oggi, esiste solo una proposta di legge “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” approvata dal Senato il 25 febbraio 2016, ed attualmente in corso di esame in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati).

    Riteniamo opportuno approfondire l’argomento non appena la legge verrà pubblicata ma, nel frattempo, Ti comunichiamo che, secondo la nuova proposta di legge, ai conviventi “di fatto” viene data la possibilità di disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un ‘contratto di convivenza’, redatto in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato. Il contratto può contenere l’indicazione della residenza, le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo, nonché il regime patrimoniale della comunione dei beni come da codice civile. Tuttavia, ai sensi dell’art. 65 del progetto di legge: “in caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento. Gli alimenti sono assegnati per un periodo proporzionale alla durata della convivenza”.
    Personalmente riteniamo che sarà compatibile con il citato dettato legislativo l’una tantum da Te menzionata (ovviamente frutto di intesa tra i conviventi e mai unilateralmente determinata dal Giudice).
    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  409. sergio dice:

    Salve, considerando l’ultima legge sui diritti civili, dove se non erro si prevedono assegni di mantenimento anche per la cessazione di convivenze, vorrei sapere se è prevista anche in questo caso la possibilità di una somma una tantum per la convivente e la figlia(figlia avuta dalla relazione tra i 2 conviventi). Grazie

  410. separatamente dice:

    Buongiorno Patrizia.

    I dati da Lei forniti sono troppo limitati per fornire una risposta precisa a tutte le domande da Lei formulate in quanto sarebbe necessario analizzare il contratto di mantenimento, conoscere nel dettaglio la situazione patrimoniale di entrambi i coniugi e verificare l’età della figlia ( e/o la relativa capacità di autosufficienza economica).
    In linea di massima, però, possiamo dirLe che, laddove Sua figlia e Suo marito siano d’accordo, si potrebbe pensare di stipulare un contratto di risoluzione del precedente contratto di mantenimento.
    Fatto ciò, l’assegnazione della casa coniugale ed il mantenimento seguirebbero le comuni regole in tema di separazione e divorzio.
    A tal proposito, Le consigliamo di leggere i nostri contributi all’indirizzo web:
    http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/assegnazione-della-casa-coniugale-in-presenza-di-figli-2/
    http://www.separazioneconviventi.it/alimenti-e-mantenimento/leventuale-estinzione-dellobbligo-di-mantenimento-per-i-figli-maggiorenni/
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  411. patrizia dice:

    salve,avevamo una casa in comunione dei beni con mio marito e due anni fa abbiamo dato la casa alla nostra unica figlia con un contratto di mantenimento, ora io vorrei separarmi da mio marito posso chiedere l allontanamento da quella casa e chiedere il mantenimento per me e mia figlia …grazie mille

  412. separatamente dice:

    Buonasera Antonio,

    per rispondere alla Tua domanda abbiamo bisogno di sapere, innanzitutto, se l’obbligo di corrispondere un assegno di mantenimento per Tua moglie oltre che per la bambina rientra tra le condizioni indicate nel ricorso per separazione personale che avete presentato dinnanzi al Giudice circa due anni fa. Nel caso in cui non ci fosse alcun riferimento in tal senso, NON sei tenuto a versare alcun assegno di mantenimento a Tua moglie.
    In caso contrario, sei obbligato a corrispondere il mantenimento. Tuttavia, l’unica possibilità che hai per sottrarti a tale obbligo è quella di presentare, tramite un avvocato, un ricorso in Tribunale ex art. 711 cod. proc. civ., per chiedere al giudice la modifica delle condizioni di separazione dimostrando che sei disoccupato e non hai la possibilità di contribuire al mantenimento di Tua moglie.
    Siamo a disposizione(info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  413. antonio dice:

    Buonasera avv.Volevo chiedere io sono separato da circa 2anni ogni mese da allora verso regolare assegnò alla bambina tutti i mesi pure essendo disoccupato,ma non ho mai versato il mantenimento a mia moglie,mo tramite il suo avv.mi hanno chiesto gli arretrati che io non posso dare cosa rischio?e poi devono corrispondere la mia famiglia?mi scuso e la ringraziò anticipatamente.

  414. separatamente dice:

    Buonasera Federica,

    in caso di separazione, tua madre avrà diritto ad un assegno di mantenimento.

    Tieni presente che la giurisprudenza maggioritaria ritiene che l’importo dell’assegno deve tenere conto del tenore di vita goduto dai coniugi durante la convivenza matrimoniale. Tuttavia, la legge garantisce il diritto ad un assegno di mantenimento anche per i figli minori o i figli maggiorenni ma non ancora autosufficienti.

    Nel vostro caso, quindi, se non siete ancora autonomi ed autosufficienti avrete senz’altro diritto ad un assegno di mantenimento da parte di vostro padre. Per quanto riguarda la casa coniugale, l’assegnazione della casa di famiglia è possibile solo in presenza di figli minorenni o maggiorenni economicamente non autosufficienti (indipendentemente dal fatto che la casa sia di proprietà esclusiva di uno solo dei coniugi o in comproprietà).

    A tal proposito, Ti consigliamo di leggere il nostro contributo all’indirizzo web: http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/assegnazione-della-casa-coniugale-in-presenza-di-figli-2/

    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  415. Federica dice:

    Salve, sono una ragazza di 19 anni. Scrivo riguardo la mia questione familiare. Mio padre è dipendente e mia madre casalinga da quando si è fidanzata e sposata con lui. 3 figli: 28anni, 26anni e 19anni. Vorrei avere dei chiarimenti riguardo un’ipotetica separazione. Cosa toccherebbe a mia madre e a noi figli?

  416. separatamente dice:

    Buongiorno Giulia,
    l’obbligo di mantenimento dei figli da parte dei genitori non cessa con il raggiungimento della maggior età, ma persiste finché essi non abbiano raggiunto l’autosufficienza economica, che si ritiene conseguita quando sia provato lo svolgimento di un’attività lavorativa con concrete prospettive di indipendenza. Tale obbligo, tuttavia, viene meno se il mancato svolgimento di un’attività lavorativa dipenda da un atteggiamento dei figli colposo o inerte. E’ il genitore interessato alla cessazione dell’obbligo, a dover fornire la prova che il figlio abbia raggiunto l’indipendenza, o che il mancato svolgimento di un’attività lavorativa dipenda da un suo rifiuto.
    Precisiamo che, ai fini della cessazione dell’obbligo di mantenimento, non occorre necessariamente la sussistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ma neppure basta un lavoro precario, limitato nel tempo, non potendosi affermare, in tal caso, che i figli abbiano raggiunto quell’indipendenza economica che, invece, richiede una concreta prospettiva di continuità.
    Se lo ritiene può contattarci per ulteriori approfondimenti (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  417. GIULIA dice:

    Salve mi chiamo Giulia,mio marito ha un figlio con un precedente matrimonio, ora ha 16 anni ,la domanda é questa fino a che età bisogna dare il mantenimento? Premetto che ho due bambine di 9 anni ed economicamente é difficile andare avanti.Quali sono i miei diritti?Mio marito può smettere di dare gli alimenti all’età di 18 anni? o fino a che età dovrà continuare a pagare?

  418. separatamente dice:

    Buongiorno Maria Teresa.

    Dal momento della celebrazione del matrimonio i coniugi assumono reciprocamente tra loro alcuni doveri, emblematicamente riassunti dal nostro legislatore in : fedeltà, assistenza, coabitazione e collaborazione. Tali doveri vengono, poi, meglio interpretati dalla giurisprudenza anche al fine di comprendere se la separazione possa essere addebitata ad uno dei coniugi.
    Detto ciò, Le ricordiamo che la separazione non sempre deve avvenire tramite accordo tra coniugi ( separazione consensuale) ma, al contrario, rientra nella libera scelta di ciascuno chiedere la cessazione degli effetti civili del matrimonio, a prescindere da ogni qualsiasi forma di giustificazione sul comportamento tenuto dall’altro.
    In altre parole, Lei ha in ogni caso la possibilità di chiedere ed ottenere la separazione a prescindere dalle motivazioni che La portano a tale decisione e dal consenso di Suo marito.
    (fermo restando che, laddove il coniuge non fosse d’accordo, sarà necessario avvalersi della più lunga e tortuosa separazione giudiziale).
    Quanto, invece, ad un possibile addebito della separazione a Suo marito, purtroppo, i dati da Lei forniteci sono veramente troppo pochi per poter dare una risposta precisa.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  419. Monica dice:

    Buongiorno, devo effettuare divorzio, essendo trascorsi i tre anni di separazione, avvenuta in modo consensuale il 19/11/2012. Durante le pratiche per la separazione mi era stato riconosciuto dall’avv.to assegno di mantenimento in quanto percepivo stipendio nettamente inferiore rispetto all’ex coniuge, anche se prima di fissare udienza io persi il lavoro, ma non venne preso in considerazione in quanto il licenziamento partì da parte mia, anche se era per giusta causa, aiutata da sindacati, in quanto non venivo più stipendiata e c’era un probabile fallimento della società per cui lavoravo. Da gennaio 2015 convivo con una persona. Non ci sono figli né dall’unione coniugale, né dalla convivenza. Senza avvisi ricevo poco tempo fa una raccomandata da parte di un avv.to interpellato dall’ex coniuge. Contatto l’avv.to e telefonicamente mi dice che avendo scoperto della mia convivenza non sono più tenuta a percepire mantenimento, d’accordo con l’ex coniuge che non vuole più sostenerlo. Premetto che la mia convivenza non mi permette di avere una vita agiata a livello economico, altrimenti sarei stata io stessa a non voler più mantenimento, non abbiamo una casa di proprietà, non ho ad oggi un impiego e non ho nessun’altra entrata al di fuori dell’assegno dell”ex. Quindi vi chiedo gentilmente, è possibile che perda il mantenimento a causa di una convivenza? Grazie.

  420. maria teresa dice:

    buonasera, sono Maria Teresa, sono sposata dal 26 luglio 2016, ho due figli uno di 29 anni e uno di 27 anni, ho sopportato il mio matrimonio per amore dei figli, oggi vuoi che sono cresciuti, e spero si facciano una loro vita sto meditando di lasciare il mio coniuge, stanca, di essere umiliata e non rispettata,lavoro come impiegata statale da oltre 37 anni, mio marito ha lavorato in fabbrica poi cassa integrazione, mobilità e poi pensionamento da circa dieci anni,ma il suo carattere è peggiorato negli ultimi dieci. Da premettere che ho sempre dato il mio stipendio a lui, un anno prima del matrimonio abbiamo comprato una casa quindi 50% proprietari entrambi. Nel 2005 abbiamo comprato una seconda casa, a questo punto abbiamo fatto separazione dei beni e la casa antecedente al nostro matrimonio è passata a me come unica proprietaria, oggi non sono padrona di un gelato, una piazza e qualcosa per me. Quindi sto meditando di separarmi spero con il suo consenso in quanto mi sento molto umiliata, offesa nella mia persona come donna. Vorrei sapere se sussistono motivazioni per lasciarlo visto che non dormiamo neanche più nello stesso letto e non dialoghiamo da mesi perchè mi ha trovato con una sigaretta. Chiedo consiglio a come comportarmi. ringrazio anticipatamente

  421. separatamente dice:

    Buonasera Pietro,

    in questi casi, è opportuno che le parti raggiungano un accordo in relazione alla casa familiare, all’affidamento dei figli e al loro mantenimento dinanzi ad un Giudice. In linea generale, comunque, nell’ipotesi di cessazione di rapporto di convivenza more uxorio, per quanto riguarda l’affidamento dei figli, è prassi che il giudice disponga l’affidamento condiviso, con collocamento prevalente presso uno dei genitori al quale potrà essere assegnata la casa familiare. In presenza di figli, infatti, l’assegnazione in godimento della casa familiare viene solitamente riconosciuta dal Giudice al genitore naturale affidatario del minore, al fine di garantirgli il diritto a conservare l’habitat domestico. Il godimento della casa familiare, verrà meno solo nel caso in cui l’assegnatario cessi di abitare stabilmente nella casa familiare, conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio. Tuttavia, è bene precisare che, laddove nel provvedimento del Giudice nulla sia riferito con riferimento alle spese della casa familiare, nel caso in cui il contratto di locazione sia stato originariamente stipulato dal soggetto diverso da quello a cui poi il giudice assegna l’appartamento, si ha una estinzione del rapporto d’affitto in capo all’originario conduttore e una successione automatica nel contratto dell’assegnatario. Pertanto, sarà l’assegnatario dell’immobile e non invece l’originario conduttore a essere tenuto all’onere del canone di locazione.
    Precisiamo, infine, che l’ex compagno della signora sarà sicuramente tenuto al mantenimento dei figli fino a quando non diventino economicamente autosufficienti.
    Se lo ritiene può contattarci per ulteriori approfondimenti (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  422. Pietro dice:

    Egr. Avvocato,
    Scrivo per conto di un amica di famiglia che è stata convivente da più di 15 anni con un uomo, con il quale ha avuto 2 figli minorenni e con loro conviventi (che hanno assunto il cognome del padre). Tuttavia 2 mesi fa l’uomo è tornato con i figli (maggiorenni) del precedente matrimonio da cui si trovava in stato di separazione. La nostra amica è chiaramente disperata, per adesso continua a vivere nella casa del comune intestata all’uomo ma teme di dove essere sfrattata o dall’uomo stesso o dal comune. Inoltre da quando l’uomo è andato via non riceve assolutamente nulla. Può darci un consiglio?
    Saluti

  423. separatamente dice:

    Buongiorno Silvia.

    Salvo alcuni specifici procedimenti, Il nostro diritto procedurale prevede che una parte possa stare in giudizio solo rappresentata da un procuratore legittimato.
    Proprio per questo motivo Lei, in quanto non costituita in giudizio a mezzo di un difensore, è stata correttamente dichiarata contumace.
    Il fatto, poi, che sia stata ascoltata e sia stato messo a verbale quanto da Lei riferito non incide sulla Sua situazione processuale.
    Per questi motivi, in linea di massima, Lei non dovrebbe/potrebbe esprimere personalmente le proprie difese.
    Consideri che può valutare se costituirsi tardivamente nel procedimento (con un difensore).
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  424. Silvia dice:

    Buonasera, avrei un dubbio in merito alla prima udienza del divorzio giudiziale, il mio legale non si è costituito, l’ udienza si è comunque tenuta io ero presente , nonostante abbia chiesto un rinvio dell’ udienza sono stata ascoltata e dichiarata in contumacia inoltre è stato messo a verbale da parte mia di oppormi alla proposta dell’ex coniuge. La procedura è valida dato che il mio legale era assente e io sono stata ascoltata e dichiarata allo stesso tempo in contumacia? Oppure verrò richiamata in altra seduta per poter parlare nuovamente ?

  425. separatamente dice:

    Buongiorno Paolo,
    dal mio punto di vista, questa per Lei è una occasione.
    Sua figlia ha due anni. Lei avrebbe di nuovo la disponibilità dell’immobile, se sua figlia frequenterà l’università e se uscirà di casa intorno (per esempio) a 28 anni, nel 2042 (!).
    Quindi, cercare insieme altre soluzioni potrebbe essere una opportunità anche per Lei. Altre soluzioni potrebbero essere un contributo economico oppure il corrispettivo per la locazione di un altro immobile.
    Per tornare alla casa familiare, in ogni caso, nessuno può obbligarla a comprare un altro appartamento.
    La casa familiare, l’unica sulla quale sua moglie può vantare dei diritti di abitazione insieme a Sua figlia, è la villetta a schiera da Lei menzionata.
    Se lo ritiene può contattarci per ulteriori approfondimenti (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  426. Paolo dice:

    Buonegiorno, mi chiamo Paolo ho 39 anni e e sono prossimo alla separazione; ho una figlia di 2 anni.
    Siamo in regime di separazione dei beni, e la casa coniugale è interamente di mia proprietà senza mutuo,
    La legge prevede che la casa coniugale rimanga alla moglie per la piccola, e che io paghi un mantenimento, fin qui non ci sarebbe nessun problema; il problema è che essendo una villetta a schiera alle porte di Milano, mia moglie NON LA VUOLE (in quanto troppo grande e scomoda da Milano) e pretende che gliene compri una apposita di x metri quadri a Milano, e vicino ai mezzi pubblici, perché lei da sola con la bimba nella casa coniugale è disagiata o che in alternativo all’ acquisto della seconda casa gli dia al limite dei soldi sufficienti per comprarsi un’ altra casa.
    Io sono pronto a vendere la casa coniugale per comprargliene una vicino ai nonni e a Milano, e come lei vuole, ma senza la vendita della casa coniugale (che di una villetta non è facile in questi tempi) se dessi retta alle sue richieste dovrei dare fondo a tutti i miei risparmi, e un mutuo o un affitto considerando il mio stipendio e le mie uscite (compreso un eventuale mantenimento) non sono per me sostenibili.

    Il problema è che con qualche risparmio posso permettermi di rifarmi una vita, di mantenere mia figlia e anche le spese scolastiche, senza risparmi finisce (se dovessi dar seguito alla sua richiesta) andrei a svendere la casa coniugale con gravi danni patrimoniali perché non avrei soldi per mantenere la bambina ne per mantenermi(se devo comprargli un’ altra casa oltre a quella coniugale che lei non vuole)

    Volevo sapere se è lecito pretendere che io gli compri una casa se non vuole la casa coniugale, considerando che ho uno stipendio normale e qualche risparmio (ma non cifre importantissime).

    Grazie e saluti
    Paolo

  427. separatamente dice:

    Buongiorno Raffaele.

    In linea di massima i beni acquistati prima del matrimonio rimangono della proprietà individuale ed esclusiva del coniuge che li ha acquistati.
    Quanto detto è, a maggior ragione, confermato nel Suo caso in cui, oltre all’acquisto della proprietà prima del matrimonio, si aggiunge il regime della separazione dei beni.
    Questo non significa però che il coniuge proprietario possa, a seguito della separazione, disporre in ogni caso e liberamente dei beni.
    Ad esempio, per quanto riguarda la casa coniugale, laddove i coniugi avessero della prole minorenne o comunque non autosufficiente, l’interesse dei figli ed il loro conseguente diritto alla salvaguardia del medesimo habitat familiare in cui si è esplicata la vita domestica potrebbe impedire la vendita dell’immobile al coniuge proprietario.
    Alla luce di quanto detto, non avendo tutti i dati relativi alla Sua situazione coniugale, non possiamo dare una risposta certa alla Sua domanda.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  428. Raffaele dice:

    Ho là separazioni di beni ho comprato una casa prima del matrimonio adesso non vado d’accordo con mia moglie dovremmo separarci la casa la posso vendere

  429. separatamente dice:

    Buonasera Angelo.
    In linea di massima le condizioni di separazione dopo l’omologazione possono essere modificate solamente quando, nel corso del tempo, la situazione personale/patrimoniale dei coniugi risulti cambiata rispetto a quella di fatto esistente al momento dell’accordo.
    Si richiede, in altre parole, che vi sia un mutamento delle iniziali condizioni di separazione tale da comportare una situazione di squilibrio nel rapporto tra coniugi.
    Per questi motivi, nel Suo caso, non avendo tutti i dati relativi all’accordo di separazione né alla Sua attuale situazione economica, non possiamo dare una risposta esaustiva sull’ effettiva possibilità di modificare quanto inizialmente stabilito consensualmente tra i coniugi.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore approfondimento.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  430. angelo dice:

    Buongiorno, sono un ragazzo di 35 e da circa un anno e mezzo mi sono separato in modo consensuale.La mia ex moglie mi ha lasciato per un altro uomo e mentre io ho dovuto accollarmi tutto il mutuo e tutto il resto lei ha lasciato tutto e mi ha chiesto i soldi dei beni che erano in comune.Inizialmente pensavo che riuscissi a sostenere tutto tra mutuo spese e mettere da parte i soldi da dare a lei ma nel quotidiano con il mio stipendio non arrivo a fine mese.La mia domanda è se potrei chiedere un mantenimento ora prima del divorzio anche se gia abbiamo fatto una separazione consensuale.Lei guadagna sui 2800 al mese io appena 1200.Grazie

  431. separatamente dice:

    Buonasera Lia,
    lei non rischia niente. Suo padre, invece, rischia che lei chieda due volte le stesse somme in futuro. A meno che si faccia rilasciare una ricevuta ogni volta che le versa il mantenimento in contanti.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessita.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  432. Lia dice:

    Salve , le espongo la mia questione , mio padre anziché darmi il denaro dell’ ASSEGNO DI mantenimento appunto con assegno ,me li dà in contanti . Questa pratica è valida ? O si incorre in sanzioni ?

  433. separatamente dice:

    Buonasera Valentina,
    in linea di massima, nell’ipotesi di cessazione di rapporto di convivenza more uxorio, per quanto riguarda l’affidamento dei figli, è prassi che il giudice disponga l’affidamento condiviso, con collocamento prevalente presso uno dei genitori al quale potrà essere assegnata la casa familiare, anche se di proprietà esclusiva dell’altro genitore (o, come nel suo caso, dei suoceri). La casa familiare, infatti, appartiene a tutti gli effetti solo al legittimo proprietario. Tuttavia, in presenza di figli, l’assegnazione in godimento della casa familiare può essere riconosciuta dal giudice al genitore naturale affidatario del minore, al fine di garantirgli il diritto a conservare l’habitat domestico.
    Infine, il tuo compagno sarà tenuto al mantenimento di vostro figlio fino a quando non diventi economicamente autosufficiente. In questi casi, comunque, è opportuno che le parti raggiungano un accordo in relazione alla casa familiare, all’affidamento dei figli e al loro mantenimento dinanzi ad un Giudice. A tal fine, le consigliamo di leggere i nostri contributi http://www.separazioneconviventi.it/separazione-conviventi/affidamento-esclusivo-e-condiviso-dei-figli-nati-dalla-convivenza/ e http://www.separazioneconviventi.it/separazione-conviventi/assegnazione-della-casa-familiare-in-presenza-di-figli-nati-dalla-convivenza/
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  434. Valentina dice:

    Convivo con il mio compagno da circa 4 anni, abbiamo una bimba di 15 mesi, e qualche gg fa ho scoperto l’ennesimo tradimento, con la sua ammissione di tale fatto, dicendo che adesso è, fidanzato! Noi viviamo nella casa che mia suocera ha acquistato per noi è di cui lei paga il mutuo, poiché risulta proprietaria. Io ho un lavoro da commessa da 1100€ , lui è disoccupato da tre anni ca , lavora saltuariamente presso privati come oss .vorrei sapere se io devo andar via da casa con la bambina , o se devo rimanere in quella casa con mantenimento alla bimba? Grazie mille
    Valentina

  435. separatamente dice:

    Buongiorno Raffaele.

    In linea di massima le condizioni di separazione (compresi gli aspetti patrimoniali) sono già ricompresi nell’accordo di separazione.
    Di conseguenza, essendo Suo figlio già separato, dovrebbe essere venuto a conoscenza delle condizioni patrimoniali della separazione sin dal momento dell’omologa.
    Se così non fosse, di certo la ex moglie potrebbe chiedere al giudice la corresponsione di un assegno di mantenimento, diretto a ripristinare le condizioni economiche e il tenore di vita esistente prima della cessazione del rapporto coniugale.
    Da ultimo, Le precisiamo che le condizioni patrimoniali di separazione anche se previamente stabilite possono essere sempre modificate previo accordo delle parti o, previa richiesta di un coniuge, da un provvedimento del giudice.
    Siamo a disposizione (info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  436. separatamente dice:

    Buongiorno Eugenio,

    purtroppo non sussiste alcuna obbligazione fra i conviventi more uxorio, mancando qualsiasi tutela giuridica in tal senso, in assenza di figli.
    Il fatto che manchi una regolamentazione, comporta notevoli conseguenze nella differenziazione di una coppia sposata ed una non sposata, soprattutto nel caso di crisi nel rapporto.
    Preme evidenziare, tuttavia, che secondo un recente orientamento giurisprudenziale, i conviventi possono comunque regolamentare, con la stipula di un contratto, preferibilmente autenticato da un notaio, i rapporti patrimoniali tra loro, costituire un fondo comune per far fronte alle spese e prevedere altri accordi in tema di gestione del denaro o dell’utilizzazione della casa comune, nell’ipotesi in cui il rapporto dovesse interrompersi.
    In mancanza di tutto ciò, il convivente non ha diritto ad alcun sostegno economico da parte dell’altro convivente e non viene tutelato giuridicamente anche se si trovi in stato di bisogno.
    Ad ogni modo, Ti consigliamo di leggere il nostro contributo all’indirizzo web: http://www.separazioneconviventi.it/convivenza/le-coppie-di-fatto-in-italia-la-convivenza-more-uxorio/
    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  437. eugenio dice:

    Buongiorno,
    più di un anno fa, dopo 8 anni di convivenza, la mia compagna senza preavviso di nulla, mi ha detto:”non ti amo più”.

    Da quel giorno vivo in un appartamento adiacente e di sua proprietà, non ho reddito per problemi legati alla crisi, non posseggo nulla e ora vuole che io lasci l’appartamento.

    Purtroppo la mia residenza è altrove e in nessun atto risulta che io sia stato il convivente.

    Lei ha un’attività e ha beni immobili.

    Cosa posso fare?

    Grazie

  438. raffaele dice:

    Gent.mi, mio figlio sposato dal 2004 fino al 2014 con signora con due figli e con figlio proprio nato il 14-08-2007, ha ottenuto la separazione consensuale (2014) ed è in fase di separazione con udienza in tribunale a breve. La moglie professoressa di ruolo da sempre stipendio intorno €2000 e mio figlio tecnico impiegato in una industria con stipendio iniziale intorno a € 2500-3000 fino al 2012 e, successivamente promosso a direttore con uno stipendio raddoppiato
    € 5000.
    L’azienda, come benefit, ha fornito il fitto di casa ed una macchina dal 2010 in poi.
    A parte i soldi che dovrà dare alla ex per il figlio, stante tale situazione reddituale, deve versare il “Mantenimento” alla ex? Nella speranza di conoscere la risposta, mi scuso per il disturbo e ringrazio per l’attenzione. Saluti cordiali raffaele

  439. separatamente dice:

    Buonasera Barbara,
    più volte, le sentenze della Cassazione hanno affermato che le unioni di fatto, quali formazioni sociali che presentano significative analogie con la famiglia formatasi nell’ambito di un legame matrimoniale e assumono rilievo ai sensi dell’art. 2 Cost., sono caratterizzate da doveri di natura morale e sociale di ciascun convivente nei confronti dell’altro, che si esprimono anche nei rapporti di natura patrimoniale. Quindi, le spese effettuate a favore del un convivente, potrebbero fare parte delle cosiddette obbligazioni naturali espressione della solidarietà tra due persone unite da un legame stabile e duraturo. Tuttavia non sempre è così, poiché a volte è possibile che vi sia un ingiustificato arricchimento da parte del convivente: ciò accade quando le prestazioni economiche di uno dei componenti della coppia a favore dell’altro esulano dal mero adempimento delle obbligazioni nascenti dal rapporto di convivenza. E vi sono sentenze che hanno confermato l’onnligatorietà della restituzione di tali importi pagati da un convivente per la ristrutturazione dell’immobile in cui viveva con il suo compagno. Siamo a disposizione per ulteriori approfondimenti (info@separatamente.it).
    Lo staff di Separatamente

  440. Barbara dice:

    Buonasera ho pagato x dieci anni un mutuo cointestato con il mio ex convivente x una ristrutturazione sulla casa dei suoi genitori .Vorrei riavere indietro la mia parte ho qualche possibilità di avere qualcosa indietro

  441. separatamente dice:

    Buongiorno Salvatore,
    in questi casi, è possibile presentare un ricorso per la modifica delle condizioni di separazione, così da poter rivedere gli accordi raggiunti in sede di separazione. Naturalmente, l’istanza dovrà essere adeguatamente motivata, ed è onere del ricorrente provare la sussistenza delle circostanze che ne giustificano la proposizione. A tal fine, le consigliamo di leggere il nostro contributo http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/la-modifica-delle-condizioni-della-separazione-prima-del-divorzio/
    Ci permettiamo, inoltre, di segnalare che, qualora decideste di divorziare, sarà possibile, in quell’occasione, rivedere le condizioni. Oggi, inoltre, è possibile divorziare senza recarsi dinanzi al Giudice, tramite la “convenzione di negoziazione assistita”. A tal fine, le consigliamo di leggere i nostri contributi http://www.separazioneconviventi.it/curiosita-e-novita-legislative/divorzio-breve/ e http://www.separazioneconviventi.it/curiosita-e-novita-legislative/separazione-divorzio-senza-giudice/ .
    Siamo a disposizione (mail : info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    lo Staff di Separatamente

  442. Salvatore dice:

    Buonasera …..sono separato da 6 anni circa e il mio lavoro e molto saltuario con contratti a termine,la mia ex lavora con un contratto indeterminato,volevo sapere se ha ancora diritto all’assegno di mantenimento di nostro figlio o posso revocarlo?

  443. separatamente dice:

    Buongiorno Antonio,
    in linea generale, l’assegnazione della casa familiare al genitore con il quale vivono i figli, a seguito del provvedimento di un giudice, configura l’insorgere di un diritto di abitazione a favore di quest’ultimo genitore, indipendentemente dalla proprietà sull’immobile. Tale diritto fa sorgere l’obbligo del versamento Imu in capo all’assegnatario dell’immobile (indipendentemente dal fatto che sia ex convivente o ex coniuge). Tuttavia, poiché dall’entrata in vigore della legge di stabilità 2016, è stata abolita l’Imu sull’abitazione principale, l’assegnatario dell’immobile nulla dovrà pagare per la suddetta imposta. Inoltre, la casa in cui vive la sua ex convivente, non deve essere considerata una seconda casa di cui è lei proprietario, in quanto la sua ex compagna ne ha un diritto reale di godimento, indipendentemente da chi sia il proprietario. La legge di stabilità 2016, inoltre, ha previsto l’abolizione anche della Tasi sulla prima casa, pertanto, anche quest’ultima, per l’anno 2016 non dovrà essere versata né da lei né dalla sua ex compagna. Al proprietario dell’immobile, tuttavia, rimangono gli obblighi di pagamento connessi alla Tari, che viene richiesta direttamente dal Comune.
    Siamo a disposizione (mail: info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    Per lo Staff di Separatamente
    Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)

  444. Antonio dice:

    Buongiorno,
    il comune di residenza reclama il pagamento dell’IMU di un immobile interamente di mia proprietà, di cui pago le rate di mutuo e non ho alcuna disponibilità essendo l’immobile assegnato con decreto del Giudice, in esclusiva alla mia EX CONVIVENTE, collocataria della minore nata da questa relazione. il Comune sostiene che l’esenzione è prevista solo per l’EX CONIUGE e NON ex convivente. Potete confermarmi se questa paradossale posizione dell’amministrazione trovo riscontro nel nostro ordinamento giuridico l’ultima legge di stabilità ha modificato qualcosa come ho sentito dire?

  445. separatamente dice:

    Buongiorno Francesca,
    In tutta sincerità il problema é un altro: senza ricevuta come farà suo marito a dimostrare di avere onorato il pagamento ? Se e quando smetterà di pagare, é sufficiente che lei contesti la circostanza per iscritto con una raccomandata di cui si conserverà copia.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  446. Franca dice:

    Salve.
    nella stesura dell’atto di separazione legale, il mio ex marito ed io abbiamo scritto che mi versa gli emolumenti per il sostentamento dei figli in contanti il 30 di ogni mese. Non abbiamo specificato pero’ che per tale corresponsione dovesse essere rilasciata da parte mia una ricevuta. Fin ora tutto è stato fatto in forma regolare nel senso che mio marito mi ha sempre versato quanto dovuto ed io non ho mai rilasciato una ricevuta ne lui me l’ha mai chiesta. Ma se un giorno non dovesse piu’ onorare l’impegno come faccio a dimostrare che non mi ha dato i soldi?
    Saluti

  447. separatamente dice:

    Buongiorno Gabriella,
    riteniamo vi siano i presupposti per chiedere la restituzione delle somme da lei onorate per il pagamento del mutuo soprattutto in ragione del fatto che Lei attualmente non risulta proprietaria dell’immobile da Lei descritto.
    Ci contatti (02.72022460) se lo ritiene opportuno per approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  448. gabriella dice:

    Io sono separata legalmente ma quando ero sposata mio marito aveva ricevuto in eredità un suolo dove poi abbiamo costruito una casa chiedendo un mutuo..io per il mutuo che ho pagato insieme a lui fino alla separazione posso chiedere la mia parte???attendo risposta e in anticipo vi ringraziò.

  449. separatamente dice:

    Buongiorno Alessandro,

    nei casi di separazione dei coniugi, il godimento della casa familiare viene attribuito dal Giudice tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli. L’assegnazione della casa coniugale, infatti, è finalizzata a preservare la continuità delle abitudini domestiche nell’immobile costituente l’habitat familiare. Proprio per questo motivo, in presenza di figli, l’assegnazione in godimento della casa familiare viene, solitamente, riconosciuta dal giudice al genitore affidatario del minore, anche se è di proprietà esclusiva dell’altro coniuge, ovvero dei genitori di quest’ultimo.
    Conosciuti i rischi in giudizio occorre muoversi con accortezza e coltivare una intesa con sua moglie che includa la liberazione della casa familiare.
    Le consigliamo anche di leggere il nostro contributo: http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/assegnazione-della-casa-coniugale-in-presenza-di-figli-2/
    Siamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    Per lo Staff di Separatamente
    Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)

  450. Alessandro dice:

    In caso di separazione con due bambini minorenni la casa a chi aspetta faccio presente che lei a già una casa intestata e un lavoro da mille euro al mese un auto abbiamo la separazione dei beni e la casa dove viviamo e dei miei genitori noi siamo in uso gratuito

  451. separatamente dice:

    Buongiorno Roby,
    se avete già regolamentato l’affido del minore, il fatto che il convivente separato frequenti una persona sposata, dal punto di vista legale, non incide sull’affidamento congiunto del figlio minorenne. Per quanto riguarda l’inserimento del nuovo partner di uno dei conviventi separati nella vita del figlio minorenne, gli orientamenti giurisprudenziali maggioritari hanno sancito un vero e proprio “diritto” del genitore a coinvolgere il figlio nella propria nuova unione sentimentale, in assenza di pregiudizio purché l’inserimento sia “graduale”.
    Siamo a disposizione al n. 02.72022469 per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialità.
    Lo staff di separatamente

  452. Matto dice:

    Se uno dei conviventi separati con figlio minorenne frequenta una persona sposata può perdere l’affidamento congiunto?

  453. separatamente dice:

    Buongiorno Simonetta,
    l’abbandono del tetto coniugale non si conclama laddove vi siano necessità urgenti di assistere un altro familiare. Lei lasci traccia documentale di quello che sta accadendo (è sufficiente una mail a suo marito) e non sorgeranno problemi.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  454. Simonetta dice:

    Mia madre ha il morbo di parkinson e vive in sardegna.io sono figlia unica. Vorrei portarla in casa con me e la mia famiglia. Ma mia suocera e mio marito non mi concedono un domicilio o una residenza.premetto che la casa in cui vivo è nostra con l usufrutto della suocera.se x questo motivo fossi costretta a trasferirmi in Sardegna a casa di mia madre potrebbe mio marito accusarmi di abbandono del tetto coniugale e chiedere la separazione. ?

  455. separatamente dice:

    Buongiorno Maria,
    le iniziative e le richieste del Suo ex non trovano conforto nelle norme esistenti. Il divorzio non si concede. E’ un suo diritto. Difficile ipotizzare un rientro nella casa coniugale se esiste una sentenza di assegnazione di quest’ultima a lei ed ai suoi figli. Le minacce, peraltro, devono essere immediatamente rese note all’autorità giudiziarie (senza esitazioni e con apposita denuncia). E per la casa le suggeriamo un giudizio di divisione con l’assistenza di un legale.
    Con i migliori saluti,
    Lo staff di Separatamente

  456. maria dice:

    Buongiorno sono separata da quattro anni e il mio ex non vuole concedermi il divorzio.in fase di separazione avevano deciso di dividere la casa ma la cosa non è stata fattibile sia per motivibeconomivi sia perché il mio ex quando da qndo ho un nuovo compagno di ha reso la vita ompossibile con minacce inseguimenti e altro a cui sono seguite delle denunce. Con una modifica della separazione lui ha rinunciato alla casa fino alla maggiore età dei ragazzi…..ma ora lui vuole rientrare in casa….io voglio comprare la sua quota ma si rifiuta come faccio? Inoltre devo fare dei lavori in casa , come mi comporto?

  457. separatamente dice:

    Buongiorno Nadia,
    in questi casi, è possibile presentare un ricorso per la modifica delle condizioni di separazione, così da poter rivedere gli accordi raggiunti in sede di separazione. A tal fine, le consigliamo di leggere il nostro contributo http://www.separazioneconviventi.it/separazione-coniugi/la-modifica-delle-condizioni-della-separazione-prima-del-divorzio/
    Ci permettiamo, inoltre, di segnalare che con le recenti modifiche legislative, in caso di separazione consensuale, è possibile presentare la domanda di divorzio dopo sei mesi dalla separazione e, in quell’occasione, è possibile rivedere le condizioni. A tal fine, le consigliamo di leggere il nostro contributo (http://www.separazioneconviventi.it/curiosita-e-novita-legislative/divorzio-breve/ ).
    Siamo a disposizione (mail : info@separatamente.it) per qualsivoglia ulteriore necessità.
    Cordialmente,
    Lo Staff di separatamente

  458. nadia dice:

    Buongiorno sono separata dal 16 novembre 2015 con omologa il 23 dicembre 2015 io e il mio ex abbiamo fatto una separazione consensuale …o Lasciato tutto a lui casa mobili e non o chiesto neanche il mantenimento per mia figlia di 12 anni pero adesso sono in difficoltà economiche …posso chiedere il mantenimento x lei ,?se è si cosa devo fare ?Xche il mio ex marito oltre che controllarmi mi a detto che visto che me ne sono andata io non mi deve niente …cosa devo fare come mi devo proteggere grazie

  459. separatamente dice:

    Buongiorno Rosalba,
    occorre munirsi di un certificato di irreperibilità di questa persona. Poi si potrà notificare il ricorso per la separazione all’ultima residenza conosciuta di suo marito.
    E si farà un giudizio in contumacia (senza la presenza di suo marito).
    Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  460. rosalba dice:

    Buongiorno,volevo chiedere io sono separata non legalmente da ormai otto anni,vorrei inoltrare la separazione ,ma il mio ex marito non ha un documento valido,ne tantomeno residenza,come posso fare?

  461. separatamente dice:

    Buongiorno Sonia,
    nelle poche righe che ci ha scritto non ravvisiamo estremi per una collocazione di sua figlia presso il suo ex. É importante essere ben consigliati considerato il nuovo arrivo. Conoscere nel dettaglio la data del concepimento rispetto alla data della separazione potrebbe essere utile per più approfonditi suggerimenti. Se lo desidera ci contatti al n. 02.72022469. Cordiali saluti, Marco Pola

  462. sonia dice:

    Salve..dopo 8 mesi di matrimonio ci siamo lasciati..un anno fa sono andata via e abbiamo una bambina..da pochi mesi ho un nuovo compagno e ho scoperto di essere incinta..a breve inizioil divorzio..cosa potrebbe ssuccedere? ? Mi portano via la bambina?? Ho 25 anni aiutatemi x favore

  463. separatamente dice:

    Buongiorno Cristiano,
    Da un punto di vista civilistico lei ha diritto, ora, o quando la casa verrá venduta ad un rimborso delle rate del mutuo. D’altro canto occorre considerare che Lei, per cinque anni, ha abitato quella casa. Quindi la sua ex convivente potrebbe pretendere una specie di canone di locazione. Quest’ultima richiesta, tuttavia, ha scarso fondamento giuridico. Occorre anche verificare se la banca che ha concesso il mutuo le consente di recedere dal contratto senza pretendere ulteriori garanzie. Ci contatti per ulteriori approfondimenti (02.72022469). Lo staff di Separatamente

  464. Cristiano dice:

    Io e la mia convivente abbiamo una casa cointestata al 50% con mutuo ipotecario. La nostra storia è giunta al termine ed io a breve andrò via lasciando a lei il diritto di comprare la mia parte con conseguente addebito totale delle restanti rate del. mutuo lei.Visto che la proprietaria diventerà lei a tutti gli effetti e visto che io comunque per 5 anni ho pagato la mia parte delle rate del mutuo…come mi devo comportare? Mi spetta qualcosa? Grazie

  465. separatamente dice:

    Buongiorno Francesca,
    In mero diritto una convivenza senza figli non genera obblighi giuridici. Questo non significa che il comportamento del suo ex convivente non sia biasimevole. Ci chiediamo, se avevate un contratto di locazione ovvero un mutuo cointestato per verificare eventuali residuali obblighi giuridici a carico del suo ex. Comunque Lei ha sicuramente bisogno di assistenza da un punto di vista morale e psicologico. Ci chiami e la metteremo in contatto con uno psicoterapeuta che potrá aiutarla (02.72022469). Cordiali saluti, Lo staff di Separatamente

  466. Francesca dice:

    Il mio convivente non sposati mi ha tradita e andato via di casa lasciandomi in gravi condizioni economiche che devo fare per non suicidarmi

  467. separatamente dice:

    Buongiorno Simona,
    Ovviamente durante la convivenza si presume che lei sia stata ospitata gratuitamente. Per i mobili ha il diritto alla divisione od al rimborso (considerata l’usura degli arredi). Cordiali saluti. Lo staff di Separatamente.

  468. Simona dice:

    Salve, da poco più di un anno ho terminato una convivenza di 5 anni. Sono in possesso di fatture a me intestate per l’acquisto di mobili. Il mio ex si rifiuta di rimborsarmi. La casa è di sua proprietà,io però contribuivo pagando tutte le bollette, la spesa alimentare,e seguivo le faccende domestiche.lui mi ha risposto che se rivoglio i soldi dei mobili, lui mi chiederà dei soldi “d’affitto” per tutti i mesi che ho convissuto insieme (con residenza) nell’immobile di sua proprietà. Può realmente richiedermi questo? O è solamente una sua tattica per spaventarmi? Grazie
    Simona

  469. separatamente dice:

    Buongiorno Giovanni,
    Il regime della comunione dei beni matura i propri effetti soltanto con riferimento ai beni comprati dopo il matrimonio. Per maggiori chiarimenti siamo a disposizione (info@separatamente.it). Cordialitá. Lo staff di Separatamente

  470. Giovanni dice:

    Volevo sapere visto che devo contrarre matrimonio io se scegliendo la comunione dei beni ciò che si possiede prima del matrimonio come case soldi ecc resta di mia esclusiva propieta o vi entra a far parte anche la futura miglia grazie per la risposta

  471. maria dice:

    Il mio compagno porta la residenza a casa mia d’ accordo con me mi da un rimborso spese di 700. Visto che io ho un mutuo di 550 uno stipendio di poco piu.come faccio a dimostrare che lui ha queste spese visto che sta divorziando basta la prova di un bonifico sul mio conto?

  472. separatamente dice:

    Buonasera Rosalba,
    l’impressione è che che Lei abbia fatto tutto il possibile per preservare il rapporto tra il padre ed il figlio. E riteniamo che lo farà anche in futuro perchè una figura paterna, per quanto problematica, è sempre meglio che la completa assenza di quest’ultima. Deve stringere i denti ancora per qualche anno. Poi a 18 anni lascerà libero suo figlio di scegliere. Per il resto, affrontare una giudiziale non è la fine del mondo. Ed anche se Lei avesse tradito, ma così non è, non le toglierebbero l’affidamento del bambino.
    A Roma abbiamo un bravo legale. Se vuole le inviamo i suoi recapiti. Cordiali saluti,
    Lo Staff di Separatamente

  473. rosalba dice:

    Buongiorno. A settembre 2004 mi separo dal mio ex marito, con sentenza a marzo 2015. Resto con mio figlio di 10 anni nella casa coniugale, 700 euro di mantenimento per il bimbo e 300 per me (laureata ma scelto di non lavorare per la famiglia. marito medico ospedaliero con turni e genitori lontani). Dopo circa un anno dalla separazione, da una mia ex amica, il padre di mio figlio viene a sapere che il mio attuale compagno esisteva già al momento della separazione e che ho avuto anche un’altra relazione extraconiugale. Minaccia una sorta di giudiziale con addebito di colpa e affido del bimbo perchè io inaffidabile visto l’infedeltà. Per non creare nesssun disagio al bimbo e d’accordo con gli avvocati firmo una scrittura privata (il mio avvocato in realtà non era d’accordo, mi ha accontentata) dove rinuncio ai 300 euro. ovviamente per tre volte viene rigettata dal PM. Nostro figlio ora ha quasi 12 anni sta bene, ottimo andamento scolastico e sportivo, buon rapporto amichevole con il mio compagno (con il quale non convivo) e rapporto molto difficile con il padre, direi molto conflittuale, tant’è che io devo praticamente costringerlo a vederlo. Il padre tende a rinchiuderlo e allontanarlo dagli amichetti o da tutto ciò che non è lui. Ora, visto il rigetto del PM il padre minaccia nuovamente una giudiziale per addebito e affido minore. Dico subito 2 punti: non ci siamo lasciati per infedeltà, noi eravamo già 4/5 anni in forte crisi, senza nessun rapporto affettivo, solo molte litigate e tanta rabbia. Incompatibilità estrema e anaffettività totale. Il mio compagno ho iniziato a frequentarlo dopo qualche mese dalla separazione. L’altra infedeltà di cui parla non è altro che una fortissima amicizia, probabilmente molto affettuosa con cui ci si scambiava in particolar modo complimenti, frasi gentili, tenerezze, ma nulla di più. In un matrimonio ormai concluso di fatto. Oltrettutto di queste vicende avrei diverse testimonianze. Lui solo quella della mia ex amica. Altro punto importante non c’è un conflitto per una giudiziale, io non ho mai più avuto i 300 euro e nemmeno li voglio e lui mai più me li ha dati, dalla firma della scrittura privata, seppur rigettata. Chiedo il vostro parere su questa storia, soprattutto per quanto concerne il bambino che amo più di me stessa. Che il padre sta usando per vendicare non so quale torto e al quale parla continuamente male di me. Grazie

  474. separatamente dice:

    Buongiorno Elisabetta,
    anzitutto per il mantenimento dei figli vale il principio di diritto (e di solidarietà) per cui ciascun genitore partecipa in proporzione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo (in sostanza, in base ai redditi, ma anche ai diversi sforzi profusi nell’allevare ed educare i figli). Senz’altro, quindi sarà utile rivedere la suddivisione delle spese tra di voi proprio alla luce della diversa capacità di reddito e della distrubuzione dei compiti all’interno della famiglia. In caso di separazione, questa quantificazione la farà il Giudice, sulla base delle ultime tre dichiarazioni dei redditi, ma anche valutando il tenore di vita (la barca di 10 metri potrà essere un chiaro indice…). Per la casa coniugale, potrebbero esserci insistenze da parte di tuo marito per la divisione; ma – se, come ci pare, nel caso concreto – è da sempre (e per lungo tempo) stata utilizzata nell’insieme, e rappresenta il centro di affetti, interessi e relazioni interpersonali della famiglia, vi sarà l’assegnazione da parte del Giudice in favore del genitore collocatario dei figli.
    Lo Staff di Separatamente

  475. Elisa dice:

    Sono sposata con due bambini minori in separazione dei beni. La casa coniugale è formata da 2 appartamenti attigui riuniti, ma in realtà i 2 appartamenti non sono mai stati catastalmente uniti e dunque risultano dalle carte ancora due entità separate, di cui 1 intestato a me e 1 a mio marito. Ognuno di noi si è accollato il proprio muto (siamo entrambi lavoratori full-time), mentre dividiamo le spese delle utenze (lui telefono ed elettricità; io gas). I mobili erano stati acquistati da me per 1 appartamento e poi integrati da mio marito con l’acquisto e ristrutturazione del successivo appartamento. Ad oggi, mi chiedo perché io debba spendere il 100% del mio stipendio per le spese familiari, compresa la spesa, la baby-sitter, la donna delle pulizie, l’asilo di un figlio (l’altro lo paga lui) e tutto ciò che serve ai bimbi di vestiario ecc… Mentre lui, che guadagna 10 volte il mio stipendio, si rifiuta di aiutarmi con queste spese sostenendo di contribuire alle spese familiari già in misura più che sufficiente (paga il prestito di un’auto che uso io, mentre io ho finito di pagare il prestito di un’auto che usa lui). Inoltre, lui possiede una barca a vela 10m (senza passaggio di proprietà) che sta però rinovando da cima a fondo di tasca propria. Non è possibile riequilibrare la situazione???? Io non riesco a mettere da parte 1€ e mi sento anche dire che non devo chiedergli sempre soldi a fine mese e che devo arrangiarmi col mio stipendio. Però a lui fa comodo quando è in viaggio per lavoro poter fare affidamento sempre sulla sottoscritta che è casa a mandare avanti alla baracca con somma fatica….. Cosa mi spetterebbe in caso di separazione? La casa inquadrata come sopra sarebbe un problema? Grazie.

  476. separatamente dice:

    Buongiorno Paola,
    i diritti di visita possono essere esercitati anche via skype. Prevedetelo (o fattelo autorizzare dal Giudice) per il caso della malattia della bimba.
    Lo Staff di Separatamente.it

  477. paola dice:

    Buongiorno,
    mi sto separando da mio marito e ho una bambina di 4 anni.
    vorrei sapere se io dovessi acquistare casa con il mio nuovo compagno, il padre quando la bambina è malata ha il diritto di visita in casa anche del compagno?
    che consiglio puo’ darmi in quanto il mio compagno non consentirebbe mai il suo ingresso in casa?
    grazie mille
    paola

  478. separatamente dice:

    Buongiorno, oltre all’abbandono del tetto, immaginiamo che il ricorso preveda l’addebito della separazione a carico di sua moglie. E forse ne esistono davvero i presupposti. Quanto all’impedimento all’ingresso nella casa coniugale (di chi è tra l’altro, esclusivamente tua?), saremmo più prudenti, se non altro per il fatto che fino ad ora sua moglie ha potuto entrare liberamente. Mutare improvvisamente regime sarebbe controproducente, piuttosto stabilite delle regole ferree e la necessità del preavviso.
    Lo staff di Separatamente

  479. matteo dice:

    Salve a tutti , sono stato sposato con mia moglie 13 anni da cui ho avuto due figli di 18 e 17 anni. Sette anni fa lei se n’è andata da casa mia (lasciandomi i figli )
    per andare a vivere con un altro.Ho sempre cercato di mantenere un rapporto civile tanto che le ho sempre permesso di venire i pomeriggi per stare con i figli.
    Un giorno lei ci ripensa e vuole tornare ma dopo il mio tassativo rifiuto ha continuato a vivere con il suo compagno.
    Io mi sono sempre dedicato solo ai figli e quest’anno ho conosciuto la mia compagna , la mia ex non lo ha accettato , mai avrebbe pensato che mi potessi rifare una vita
    senza di lei e così ha cominciato a fare dispetti insultare e minacciare. Così ho chiesto la separazione offrendole per ben 2 volte 100.000 euro per una consensuale da lei
    rifiutata in quanto ha il solo scopo di rendermi la vita impossibile.
    Adesso si andrà in giudiziale. Vorrei sapere se è possibile in attesa dell’udienza non permetterle più di entrare in casa mia e se avendo lei abbandonato il tetto coniugale le
    dovrò passare un mantenimento .
    Grazie.

  480. separatamente dice:

    Buongiorno Giorgio,
    la mamma della Sua compagna non vanta alcun diritto di fare ingresso nella abitazione familiare senza il Vostro consenso. Il problema, nel caso di specie, tuttavia, è riconducibile al fatto che la sua compagna gradisce la presenza della madre nella casa familiare. Dovete trovare una intesa nella coppia. Se intesa non vi è temiamo che il contrasto possa generare motivo per sciogliere la convivenza. E’ quello che vuole ? Forse sarebbe meglio trovare un compromesso. Ricordiamo che in caso di cessazione della convivenza, spesso accade che la casa familiare venga assegnata alla madre insieme ai figli. Comunque, se ne ha bisogno, i nostri legali sono a Sua disposizione per ulteriori approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Lo staff di Separatamente

  481. Giorgio dice:

    Buon giorno,
    convivo da 3 anni con una ragazza con la quale sto per avere un figlio. Ora in previsione della nascita la madre della mia compagna è sempre più presente in casa e purtroppo, abitando a 1000 km da noi, quando viene a trovarci (per periodi sempre più lunghi ed indeterminati) viene a stare in casa con noi. Ora visto che tra le altre cose sta progettando di crescere lei nostro figlio (premetto che non ha il mio permesso) e visto i malumori nella coppia che si stanno creando a causa della sua presenza e modo di fare a dir poco invadente vorrei sapere se la legge tutela mia volontà di averla in casa il meno possibile. Mia suocera ha un attaccamento morboso con i propri figli e ottiene tutto da loro piangendo e ed ostentando i suoi piccolissimi problemi di salute. Purtroppo però la mia compagna è sempre più dalla sua parte e ho sentito che sua madre ha intenzione di venire a stare da noi quando andrà in pensione ( cioè tra un anno). Che diritto ha la mia compagna di impormi la presenza di sua madre per lunghi periodi di tempo?
    Grazie mille.
    Saluti Giorgio