Se hai dei dubbi e risiedi nelle province di MILANO, MONZA e LODI, compila il form di seguito riportato e sottoponici i tuoi quesiti. Le risposte che riterremo più interessanti saranno pubblicate in forma anonima nel nostro forum (consultabile qui di seguito), e magari aiuteranno a risolvere anche i dubbi di altri visitatori del nostro sito.

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Domande e risposte (RISERVATO AGLI UTENTI DI MILANO, MONZA, LODI)

1178 commenti
  1. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la revocatoria della donazione indiretta (nel caso da lei descritto la cointestazione della casa tra coniugi rientra in questa fattispecie), può essere giustificata per ingratitudine (anche tra coniugi). Ma in questo caso la relazione extraconiugale intrattenuta dal coniuge donatario costituisce ingiuria grave (che giustifica la revocatoria) solo se ad essa si accompagna un atteggiamento di disistima ed avversione da parte del donante. In pratica, deve sfociare in un’offesa all’onore e al decoro della persona che si concretizzi in una manifestazione esteriore del comportamento del donatario, che deve dimostrare un durevole sentimento di disistima delle qualità morali del donante e mancare di rispetto alla dignità di questo. Così si è espressa la cassazione nel 2018.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  2. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    quello che il padre delle sue figlie vorrebbe fare è a tutti gli effetti una donazione.
    Le figlie nate dal matrimonio e quelle del rapporto con lei intercorrente hanno uguali diritti.
    Nessuno potrà essere privilegiato. L’unica che non ha diritti successori in questa complessa situazione è proprio lei signora. Quindi in caso di premorienza del suo compagno dovete solo augurarvi che i movimenti di banca non vengano analizzati con attenzione dagli eredi (le sue figlie, le figlie nate dal matrimonio che ci ha descritto e dalla moglie del suo compagno). Per una analisi più dettagliata e mirata ad evitare problemi di collazione e revocatoria, occorre ricevere maggiori informazioni sulla situazione patrimoniale del suo compagno.
    Ricordo che la collazione è l’atto con cui i figli, i loro discendenti e il coniuge del defunto, conferiscono alla massa ereditaria – intesa come l’insieme dei beni che saranno oggetto di eredità – tutti i beni mobili e immobili ricevuti a titolo di donazione dal defunto quando questi era in vita. Le donazioni fatte dal defunto quando era in vita possono infatti incidere anche significativamente sia sul complesso dei beni lasciati dal defunto, sia, di conseguenza, sull’entità delle porzioni di beni spettanti a ciascuno degli eredi. Con la collazione, la legge intende pertanto ripristinare, a favore dei parenti più stretti del defunto, l’uguaglianza di trattamento nella ripartizione del patrimonio ereditario.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

  3. separatamente dice:

    Buongiorno,
    ingiurie e diffamazione possono giustificare una causa di risarcimento del danno se Lei ha subito un pregiudizio tramutato in una vera e propria sofferenze psico-fisica accertata in ambito medico-legale.
    Il semplice tradimento, di per sé, non giustifica un risarcimento del danno. Quest’ultimo matura soltanto quando il tradimento, per le sue modalità o per la gravità dello sconvolgimento provocate nell’altro coniuge/fidanzato, si traduca nella violazione di un diritto costituzionalmente protetto. La risarcibilità, quindi, potrebbe trovare applicazione nel caso in cui vengono violati alcuni diritti fondamentali: diritto alla dignità; diritto alla salute; diritto all’onore.
    Solo un approfondito del caso di specie ci potrebbe permettere di verificare se nel suo caso sussistono i presupposti del risarcimento del danno.
    Restiamo a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  4. Martina dice:

    Buongiorno,

    un mio caro amico si sta separando dalla sua compagna dopo 8 anni di storia e 3 di convivenza. La casa è stata pagata al 50 come anche il mutuo ma sia casa che mutuo sono intestate a lei. Come può lui fare valere i suoi diritti? La casa va a lei a livello legale se non si accordano?

    Grazie.

  5. Marwa dice:

    Buongiorno ho un quisito se mi potete aiutare…il mio compagno o ex compagno perché ci siamo lasciati da poco(le condizioni i problemi le pressioni)lui è tutt’ora sposato legalmenTe,abbiamo due figlie piccole insieme e adesso a giorni dobbiamo comprare casa che intesterà a me con usufrutto delle due bimbe avute insieme…premetto lui ha già due figlie(vipere)dal matrimonio …sotto che forma è preferibile i passi i soldi dell’acquisto senza che loro vengano a reclamare niente ne adesso ne in futuro come eredità ecc??
    Ps:Stiamo insieme da 12anni

  6. Elisabetta dice:

    Buongiorno, mi chiamo Elisabetta. Il giorno 10 gennaio di quest’anno io e il mio ex fidanzato ci siamo lasciati per un continuo tradimento da parte sua oltretutto mettendo a rischio sia la mia che la salute di un mio zio ammalato visto il dramma COVID. Inoltre la sua attuale fidanzata commenta in modo sgradevole la mia persona sui social. Tengo precisare che questa rottura mi sta sconvolgendo molto obbligandomi ad andare anche da uno psicologo perché ho perso molto peso devo prendere degli ansiolitici. Avevo chiesto delle scuse da parte di entrambi per poter tornare alla serenità ma questo non si è mai verificato posso fare causa ad entrambi ?

  7. separatamente dice:

    Buongiorno,
    c’è un legale che l’assiste immagino. Dovrebbe fidarsi del consiglio di quest’ultimo.
    In ogni caso, se la nuova casa viene intestata a Lei direi che occorre valutare i vantaggi rispetto all’assegnazione della casa coniugale da parte di un Giudice (temporanea sino al raggiungimento dell’autosufficienza economica di sua figli).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  8. Marilena dice:

    Buongiorno,
    Sto affrontando una separazione giudiziale, in cui dopo l udienza presidenziale mi è stata assegnata la casa coniugale, di proprietà del mio ex compagno, con collocamento xella bambina, e 400 euro di mantenimento. In più il giudice ha nominato ctu fiscale per il mio ex. Ora stiamo tentando un accordo perché stanchi entrambi e volevo sapere visto che il mio ex, si offre di acquistare una casa per me e nostra figlia, in modo da lascirgli la coniugale, come posso tutelarmi? E quanto mantenimento posso chiedere considerando che il mio reddito è di 1000 eurp ed il suo di 3000,oltre a beni immobiliari?
    Grazie

  9. separatamente dice:

    Buongiorno,
    l’accesso all’abitazione privata del Suo compagno, senza benestare da parte di quest’ultimo, comporta violazione di domicilio.
    Se non vuole che i suoi effetti personali vengano toccati dal Suo ex, potete provare a cercare un compromesso nominando di comune accordo la persona che si occuperà di asportare i suoi effetti personali ed il mobilio.
    Utile anche una diffida che preveda il termine entro il quale dovranno essere restituiti i suoi effetti personali ed il mobilio riservandosi di agire per appropriazione indebita in caso di mancato riscontro.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  10. Elena dice:

    Buongiorno, ho convissuto per 4 anni con il mio compagno. La relazione purtroppo si è conclusa, in modo pessimo. Ho ancora vestiti e mobili di mia proprietà da recuperare, ma lui mi nega l’accesso dicendo che imballerà e spedirà tutto. Io non desidero che i miei effetti personali vengano toccati da altri. Come posso fare?

  11. separatamente dice:

    Buongiorno,
    conservare l’usufrutto della casa in cui poi lei farà entrare suo figlio, la sua compagna e suo nipote, direi che non la tutela innanzi ad un futuro provvedimento di assegnazione della casa familiare al genitore collocatario dei figli.
    Prevale la situazione di fatto: il diritto di abitazione, infatti, lei lo concederebbe alla famiglia di suo figlio conscio del fatto che esiste anche un minore con dei diritti da salvaguardare in base alla legge italiana.
    Già solo per questa ragione, laddove suo figlio voglia interrompere la relazione affettiva ci sarebbero i presupposti affinché il genitore collocatario dei figli possa chiedere l’assegnazione della casa familiare. Ci sono varie sentenze sul punto che legittimano la riduzione del diritto del proprietario o dell’usufruttario per tutelare il genitore collocatario dei figli – soprattutto quanto il proprietario o l’usufruttuario coincidano con una parente della famiglia che vive nell’abitazione oggetto di contesa -.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  12. Lola Lucia dice:

    Buongiorno, sto acquistando casa a mio figlio, convive ed ha un bambina di pochi mesi, vorrei tutelarlo perché in caso di separazione non avrebbe le condizioni economiche da potersi permettere un altra abitazione. Stavo pensando di tenermi L usufrutto, questo lo tutelerebbe in caso di separazione ? O non serve a nulla
    Grazie

  13. separatamente dice:

    Buongiorno,
    per rispondere alla Sua domanda dovrei visionare gli atti della separazione.
    In ogni caso, di solito, le spese ordinarie di manutenzione competono al genitore che abita la casa coniugale con il figlio e quelle straordinarie a chi risulta proprietario.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  14. Giordano dice:

    Buongiorno Avvocato, mi sono separato 7 anni fà (mai sposato) e nella casa di comproprietà ci vive lei e i nostri figli. io partecipo al loro mantenimento ma vorrei farle una domanda: si sono rotti i rubinetti della casa e una parete è scrostata, da intonacare. Essendo parti non strutturali e io per molti anni non potrò tornare in possesso della mia parte, sono obbligato a partecipare a queste spese?
    La ringrazio in anticipo
    Saluti

  15. separatamente dice:

    Gentile Barbara,
    in sede giudiziale Lei otterebbe (senza dubbi) il rispetto di alcuni diritti nella sua qualità di madre: assegnazione della casa familiare al genitore collocatario dei figli; mantenimento dei figli; regolamentazione del diritto di visita del padre.
    Di solito, dopo la prima lettera dell’avvocato anche un padre “ostinato” perviene a più miti consigli.
    Mi può contattare telefonicamente per avere le indicazioni relative alle spese legali. Comunque se raggiungiamo un accordo potremmo sicuramente contenere le spese legali.
    Se lo desidera (senza impegno) mi può contattare al numero 349.8197797 oppure in studio al n. 02.72022469.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  16. separatamente dice:

    Buongiorno,
    direi che anche i vostri figli non hanno colpe per la vostra separazione.
    Se comunque sussiste una grave motivo l’assegno può essere ridotto ma la riduzione deve essere ammessa da un Giudice. In difetto di provvedimento giudiziale dovrebbe trovare una intesa con la Sua ex moglie.
    Potrei fornire ulteriori informazioni dopo avere appreso l’età dei suoi figli e la loro situazione scolastico/lavorativa.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  17. Beatrice dice:

    Buongiorno,
    Convivo con mio compagno in una casa intestata a lui con mutuo che va sul suo conto , ma di cui io do sempre la metà.
    Abbiamo un figlio di 12 anni . Non siamo sposati.
    I rapporti sono molto tesi e vorrei che lui uscisse di casa, ma lui non sente ragione . Come posso mandarlo via di casa ? Premetto che mi offende denigra ed insulta in continuazione, percui non ci sono i presupposti per una crescita in un ambiente sereno per il bambino. Quanto mi costa intraprendere una azione legale in tal senso nei suoi confronti ? La ringrazio B.

  18. Eugenio dice:

    Buongiorno mi chiamo sivieri Eugenio sono ormai divorziato pago mensilmente gli alimenti miei figli La mia domanda è in questo momento ho bisogno di mettermi a posto i denti mi stanno cadendo e non ho i soldi per andare dal dentista potrei bloccare gli assegni per i figli e mettermi a posto i denti premetto che la separazione divorzio non è stata colpa mia visto che sono dovuto uscire di casa per una colpa che non ho visto che la giustizia tutte dalle donne premetto che lei mi ha tradito che incinta di mio figlio grazie alla giustizia italiana sono dovuto uscire di casa io

  19. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    ha mai fatto una diffida al Suo ex intimandogli per iscritto di cambiare residenza.
    In questa diffida è sicuramente opportuno ricordare che chi dichiara una residenza diversa da quella reale commette il reato di Falso. La Cassazione penale (sentenza n. 29469/2018) ha ricompreso la falsa dichiarazione di residenza all’interno del reato di “Falso ideologico” previsto all’articolo 483 del Codice penale per il quale è prevista la reclusione fino a due anni (se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile, la reclusione non può essere inferiore a tre mesi).
    Dopo la diffida, se il suo ex non cambia residenza, reputo che sia anche coerente e giustificata un’azione di risarcimento del danno per il nocumento economico che Lei sta subendo correlata alla residenza fittizia del Suo ex marito. Ovviamente nella diffida preciserei anche quest’ultima circostanza.
    Queste iniziative che si sommano ovviamente alla indispensabile segnalazione presso l’anagrafe comunale.
    Restiamo a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  20. Elena Mea dice:

    Buongiorno
    Il mio ex non vuole togliere la residenza dalla abitazione dove vivo.
    Ho fatto domanda all’anagrafe ma mi hanno detto che i tempi sono lunghissimi perché devono uscire i vigili a controllare che lui effettivamente non viva più con me.
    Nel frattempo io non posso fare l’isee perché sono nel suo stato di famiglia e non ho entrate in quanto ho perso il lavoro a marzo 2020 e ho finito la disoccupazione.
    Vorrei sapere se c’è un modo per uscire da questa situazione.
    Potrei chiedergli un risarcimento per tutti i bonus statali a cui non ho e a cui non potrò accedere fino a quando lui risulterà residente da me??
    Grazie

  21. separatamente dice:

    Buongiorno,
    anche in caso di convivenza la Legge prevede che la casa familiare venga assegnata (con i mobili che l’arredano) al genitore collocatario dei figli.
    Il consiglio è quello di disciplinare con apposito ricorso congiunto presso il Tribunale, il suo diritto di visita ed il mantenimento di sua figlia, quest’ultimo tenendo in considerazione che Lei dovrà sostenere le spese per un affitto. Solo una riflessione in più: a San Zeno Naviglio vive sua figlia di 3 anni quindi suggerisco di non trasferirsi troppo lontano da tale località. Per almeno venti anni o più sua figlia avrà ancora bisogno di lei.
    In questi frangenti mi permetto anche di consigliare un supporto psicologico per entrambi i genitori.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  22. Marco dice:

    Buonasera, purtroppo abito da anni in un paese che non mi fa sentire bene, sto morendo dentro, sto cadendo in depressione. Abito a casa della mia compagna, ed abbiamo una bambina di 3 anni. Abbiamo sempre contributo in parti abbastanza uguali alle spese( dico abbastanza perché io avendo lo stipendio più alto,mettevo qualcosa in più..). Ora le cose non vanno bene , non sopporto più di vivere in una zona artigianale in un luogo turistico, non mi sembra il posto adatto dove far crescere la mia bambina. La mia compagna non è dell’idea di cambiare casa e mi ha invitato ad andarmene per trovare la mia felicità…come scritto prima, tutte le spese di casa , come ad esempio il divano, la lavatrice, l’aspirapolvere, le abbiamo sempre sostenute con la cassa comune, ora mi ritrovo ad andarmene con uno zaino… la mia domanda è la seguente , la mia compagna dovrebbe liquidarmi con una somma di denaro ? Dopotutto qualsiasi oggetto rimane a lei, non possiamo tagliare a metà tutte le cose che abbiamo acquistato negli anni, né tantomeno lasciare la mia bambina senza lavatrice aspirapolvere ecc…in che modo potremmo procedere senza giungere alla discussione? Grazie

  23. separatamente dice:

    Non credo di porterla aiutare (esercito principalmente a Milano). Comunque se la sua compagna si consulterà con un legale molto probabilmente riceverà il consiglio di fare immediatamente ritorno nella casa familiare sulla quale potrebbe avere diritti di abitazione (con i figli) in caso di assegnazione della casa familiare al genitore collocatario dei figli. Se invece non farà ritorno in quella abitazione perderà ogni diritto di chiederne l’assegnazione. A meno che si sia allontanata per motivi gravi che possano giustificare il temporaneo allontanamento.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  24. Eddy dice:

    Buongiorno.
    La mia ex compagna mi ha lasciato ed è andata a vivere con il suo nuovo compagno e le mie 3 bambine in un residence in cerca di una casa in affitto.
    Domanda: Considerato che la casa dove vivevamo e dove pago il mutuo è intestata solo a me e loro risultavano altrove, a qualche diretto di rivalsa o comunque potrebbe tornare all’attacco per casa?
    resto in attesa..
    Grazie

  25. separatamente dice:

    Buongiorno,
    anche in caso di DAD, con riferimento alla collocazione dei minori ed all’esercizio del diritto di visita, non sono previste diverse indicazioni rispetto a quelle indicate negli accordi di separazione e/o divorzio.
    E’ anche vero però che in taluni casi si può agire in giudizio per chiedere una modifica delle condizioni della separazione laddove la collocazione dei minori non soddisfi gli interessi di questi ultimi come per esempio quando la collocazione comporti molte ore con persone e/o familiari diversi dal genitore collocatario ed in presenza di un genitore non collocatario più disponibile per occuparsi dei minori.
    Con i migliori saluti,
    Avv. Marco Pola

  26. separatamente dice:

    Buongiorno,
    è sicuramente vero che gli assegni familiari spettano al genitore collocatario dei figli.
    Occorre, tuttavia, verificare che con i provvedimenti giudiziari (separazoone conseunsuale e/o giudiziale, divorzio congiunto e/o giudiziale) non siano state previste disposizioni diverse con riferimento alla percezione di assegni.
    Fatte queste verifiche, si può agire con atto di precetto e, in seguito, pignoramento (anche presso il datore di lavoro del coniuge) per chiedere gli importi maturati a titolo di assegno di mantenimento non versati al genitore non collocatario.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02..72022469 – 349.8197797)

  27. Pasquale dice:

    Mia figlia. Minore è stata colocaata prso la mia abitazione e nonostante il cambio di residenza la mia ex continua a prendere gli assegni e nn vuole firmare la dovuta documentazione per poter girare a me gli assegni cosa si fa

  28. ross dice:

    Buonasera,
    in caso di genitori separati, come ci si deve comportare in caso di dad del figlio e possibilità di uno dei due genitori di gestirlo anche se non è previsto dall’accordo di separazione ? ho letto ovunque che piuttosto che lasciarlo ai nonni, in questa situazione emergenziale, è preferibile che venga gestito dal genitore in smart working.
    E’ corretto ? grazie

  29. separatamente dice:

    Buonasera,
    cerchi un avvocato a Brescia che possa aiutarla. Se non sa come pagarlo ci sono gli avvocati iscritti alle liste di gratuito patrocinio che possono assisterla.
    comunque si ricordi che lei ha il diritto di chiedere l’assegnazione della casa coniugale ed il mantenimento per sua figlia. Magari sarà più difficile ottenere un mantenimento personale ma chieda anche quello in giudizio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  30. separatamente dice:

    Buongiorno,
    gli eredi legittimi, per intendersi, i figli ed il coniuge della persona deceduta, ma nel suo caso, anche Lei, considerato che in virtù dell’istituto della rappresentazione, lei ha uguali diritti, a livello ereditario, a suo padre, potrà avanzare richiesta, personalmente o tramite un avvocato, alla banca per chiedere i movimenti del conto intestato al nonno. Di solito io avanzo questa richiesta per gli ultimi tre anni di movimenti ma si può fare richiesta anche per gli ultimi dieci anni. Ovviamente la banca chiede un rimborso delle spese vive per raccogliere queste informazioni.
    Se, dopo la disamina di questi documenti si evincono delle irregolarità si può valutare se agire in giudizio nei confronti dell’erede che ha beneficiato di una quota di eredità superiore a quella che gli spetterebbe per Legge.
    Resto a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (3498197797)

  31. Adriana dice:

    Salve avvocato sono una mamma con una bambina di tre anni e mezzo che non va ancora al asilo perche a settembreho rifiutato un posto in un asili lontano da casa mia e diverso da quello che avevo infocato nel iscrizione al asilo quindi impossibilitata di portarci la bambina ho rifiutato adesso da sei mesi sono in crisi con mio marito che in questi mesi mi ha fatto violenza psicologica e fisica per un mio adulterio lui mi ha chiesto la separazione adesso ma io sono senza lavoro e nn ho un avvocato ho la bambina con me in casa siamo comproprietari dell casa coniugale e anche del mutuo possono togliermi il collocamento di mia figlia perché sono senza lavoro

  32. Mario dice:

    Buongiorno

    Volevo promuovere un indagine finanziaria di controllo sul conto di mia nonna.
    Mio padre è morto e restano 2 fratelli e una sorella.
    La sorella è avida e so che da anni ha la delega sul conto di mia nonna , la quale prima era al fratello più affidabile.
    La mia domanda è posso avviare una indagine finanziaria di controllo sui prelievi del conto di mia nonna? Sono sicuro che lei prelevi tutta la pensione e si nasconda i soldi come è già successo. Palesemente un giorno mi disse che a me non spettava nulla perché io non sono parte della famiglia e che avrebbe fatto sparire tutto. Infatti così sta succedendo.
    Come potrei muovermi ?

  33. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se Lei è di Roma cerchi un avvocato a Roma senza esitazioni.
    In giudizio verrà regolamentato il collocamento della minore, l’affidamento di quest’ultima, l’ammontare dell’assegno di mantenimento e non ultimo il diritto di visita del genitore non collocatario di Sua figlia.
    Di solito, un Giudice non stabilisce importi inferiori ad 250,00 al mese per ogni figlio, oltre al rimborso delle spese straordinarie.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  34. IVANOM91 dice:

    Buongiorno giorno avvocato volevo chiedere un informazione io ho avuto una figlia con la mia ex fidanzata non siamo sposati, poco prima che la bambina fece un anno ci siamo lasciati per adulterio nei miei confronti da parte della mia ex. Da quel momento la mi oa ex non mi ha mai fatto tenere la bambina con me neanche per qualche ora ma dovevo vederla in sua presenza anche in luoghi come casa sua o in presenza del suo compagno …. tutto questo senza una sentenza di un giudice io nel mio piccolo siccome lavoravo con poca continuità passavo qualche soldino per mia figlia ma mai ho avuto la possibilità di tenerla con me ora mi è arrivata una lettera del suo avvocato dove mi chiede arretrati e che vuole togliere il mio cognome alla bimba come posso procedere? Grazie per la pazienza distinti saluti

  35. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    semplicemente … il comproprietario non può fare finta di niente. Esiste la possibilità che si arrivi addirittura alla vendita all’asta dell’immobile se il suo ex non si vuole mettere d’accordo. Lo strumento giudiziario è un atto di divisione. Di solito, dopo la lettera dell’avvocato il comproprietario potrebbe essere indotto a fare un’offerta economica per diventare proprietario esclusivo.
    Se vuole possiamo approfondire (349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

  36. C.C. dice:

    buongiorno,
    11 anni fa mi sono lasciata con un uomo con cui dovevo sposarmi, abbiamo una casa mia al 30% e sua al 70%, siamo cointestati nel mutuo che paga lui, i miei genitori sono garanti del mutuo. Lui ha sistemato la casa ed entrerà a viverci a breve, io voglio essere liquidata e tolta dal mutuo e dalla proprietà ma lui fa finta di niente.

  37. separatamente dice:

    Buonasera Stefano,
    il mantenimento per Sua figlia è sempre dovuto anche in caso di nuova convivenza della madre di sua figlia.
    Un eventuale riduzione per difetto dell’assegno dipende da quali concreti vantaggi economici potrà trarre dalla nuova convivenza la sua ex compagna.
    Occorre anche leggere tutte i precedenti provvedimenti ed accordi per verificare su quali presupposti avete quantificato l’ammontare del mantenimento in favore di sua figlia.
    Le consiglio, tuttavia, di rivolgersi ad un difensore in loco, io esercito a Milano e dintorni.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  38. stefano dice:

    Buongiorno;
    sono separato da tanti anni e mensilmente verso assegno di mantenimento per figlia.
    La mia ex compagna (non eravamo sposati), andrà a convivere con una nuova persona.
    l`assegno di mantenimento di nostra figlia rimane invariato? se si cosa devo fare per attivare iter? basta mettersi d accordo tra le parti?
    Grazie

  39. separatamente dice:

    Buongiorno,
    da dove ci scrive Marcela ?
    Occorre valutare una separazione dei coniugi con richiesta di assegnazione della casa coniugale (quindi, con richiesta che sia il padre ad uscire di casa).
    Resto a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

  40. separatamente dice:

    Buongiorno,
    sono disponibile per un confronto telefonico se lo desidera.
    Occorre comprendere i suoi obbiettivi. Se non vuole accettare l’eredità si può formalizzare tale rinuncia con accrescimento delle quote degli altri eredi. Se vuole invece beneficiare dell’eredità vorrei capire con quali scopi.
    Se vuole ci possiamo sentire per un approfondimento (349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  41. Marcela Caiza dice:

    Buongiorno Avvocato,
    Premettendo che sono Ecuadoriana, mio padre ci ha comunicato che avrà un figlio con un altra donna.
    Lui è legalmente sposato con mi madre. Mi madre è casalinga e non possiede nessun reddito. La casa dove viviamo ha il mutuo a nome dei due. Mia madre ha quasi 60 anni. Come dobbiamo comportarci legalmente? Attualmente io e mia sorella a causa della pandemia non abbiamo più lavoro. Può buttarci fuori di casa? La prego per favore di aiutarci.

  42. Carlotta dice:

    Buon giorno
    vorrei separarmi da delle sorelle nonché parenti ,i quali per costruire una comproprietà anche se c’è un testamento un po’ particolare perché non assegna , hanno fatto fare variazioni catastali a un geometra inoltrando una mia firma falsa e un documento scaduto , questo atto sembra sia stato effettuato dal marito di una sorella . Mi dicono , notai, che anche uno solo può far fare variazioni catastali . Mi domando ma devo accettare tale falsa variazione e accatastamento e pagare nella misura di 1/3 imu tari tasi per immobili inabitabili ma non resi da loro non abitabili ? Devo pagare nella misura di 1/3 tale geometra da loro ( cognato?) istituito ? Non riesco a capire ed accettare il senso ne della comproprietà che utilizzano per farmi pignoramenti di ogni genere perché mi oppongo ad essa e alle loro volontà senza risultati però ! Ne il senso di effettuare accatastamenti e variazioni catastali senza consenso o accordo ! Ma poi occorre accordo per dividersi se no si va in causa sulla base dei loro accatastamenti anche ?

  43. separatamente dice:

    Buongiorno,
    l’obbligo di mantenimento del figlio a carico del genitore non collocatario viene meno laddove il figlio (maggiorenne) decida di vivere con il genitore onerato dell’obbligo di mantenimento.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  44. separatamente dice:

    Buonasera,
    non mi risulta che ci siano divieti di trasferimento (anche transfrontalieri) che facciano maturare i propri effetti anche con riferimento al diritto di visita dei figli da parte del genitore non collocatario.
    Per il resto mi spiace ma faccio fatica a comprendere tutti i suoi quesiti. Sono disponibile per un confronto telefonico. La madre ed il padre dove vivono e risiedono ?
    Cordiali saluti,
    Marco Pola (349.8197797)

  45. Isabelle dice:

    Come si fa quando il padre abita a l’estero e adesso con il Covid il figlio si rifiuta a fare un test COVID per il rientro in Italia dopo il week-end? Il papà non ha la possibilità di rimanere in una stanza d’albergo tutto il week-end, la madre non vuole sapere niente. Anche per le vacanze di pasqua visto che c’è lokdown il padre non può prendre il figlio da lui a l’estero cosa si deve fare? La madre non vuole tenere la propria figlia

  46. Sal dice:

    Buongiorno Avvocato ,
    sono divorziato legalmente ed ho due figli uno 19 anni e uno di 16 anni.
    Io mi sono trasferito in UK , e mio figlio minore ha deciso di vivere con me e si e’ trasferito , purtoppo il figlio maggiore per via dello studio e’ stato costretto a rimanere con la madre.
    La madre da quest’anno convive con il suo nuovo compagno e quindi sta creando un pregiudizio visto che mio figlio vive con loro.

    Mio figlio tra qualche mese si trasferira’ anche lui qui in UK con me e quindi mi ponevo questo quesito.
    L’assegno di mantenimento che io sto pagamento per mio figlio maggiore visto che vive in italia con la madre , quando si trasferisce qui in UK , la madre e’ tenuta ha versare l’assegno di mantenimento ?
    Premetto che mio figlio maggiore verra’ in UK per studiare e lavorare ma vivra’ con me.

    Cordiali saluti
    Sal

  47. separatamente dice:

    Buongiorno,
    i debiti sono contratti a titolo personale e non estendono i propri effetti su soggetti che non hanno contratto quel debito, salvo che questi ultimi siano comproprietari di beni con il debitore con possibilità dei creditori di quest’ultimo di aggredire i suindicati beni in comproprietà.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  48. Loredana Giampa' dice:

    Salve il mio compagno ha fatto da garante alla sua ex moglie lei ovviamente non ha pagato nulla ed ora tocca a lui pagare…vorrei sapere può rivalersi sull’attuale marito di lei visto che lei non lavora? grazie mille
    Cordiali saluti

  49. separatamente dice:

    Buonasera,
    non credo ci siano gli estremi per una denuncia e/o un risarcimento.
    Se Suo marito è il padre naturale direi anche che si tratterebbe di un legame di una certa rilevanza che giustifica una visita in ospedale.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  50. separatamente dice:

    Buonasera,
    farei una diffida stragiudiziale indicando la data ultima entro la quale dovrà ritirare gli oggetti che sono di proprietà del Suo ex. Non mi riferisco agli arredi ovviamente che molto probabilmente le sono stati assegnati insieme alla abitazione coniugiale. Nella diffida preciserei che se entro sessanta giorni non provvederà all’asporto Lei farà trasferire il tutto in un deposito con servizi di magazzinaggio pagando solo il primo mese di canone e specificando che non sarà assolutamente responsabile di quello che accadrà ai predetti beni in caso di mancato pagamento (da parte di Suo marito) degli ulteriori canoni. Poi specificherei che agirà in giudizio anche per il pagamento del canone per il predetto deposito.
    Quest’ultimo ritengo che sia un approccio prudenziale ma potrebbe anche essere più aggressiva: inviare la predetta raccomandata sempre con ricevuta di ritorno e precisare che dopo 60 giorni, i beni mobili verranno recapitati all’indirizzo del suo ex e scaricati davanti a casa sua se lui non sarà disponibile a riceverli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  51. Laura Pirelli dice:

    Buongiorno, posso denunciare e magari chiedere il risarcimento a una donna che ha chiamato in ospedale alla mia insaputa chiedendo informazioni su come stava mio marito( ricovero per covid )ovviamente facendosi passare per una parente o addirittura per me sua moglie ? L’unico legame è un bambino non riconosciuto

  52. Francesca dice:

    Buongiorno,
    Ho una separazione consensuale già omologata. Per evitare una giudiziale, ho acquistato io la nostra casa dove ora risiedo con la bambina. Casa mia é piena di cose del mio ex marito. Più volte gli ho chiesto a voce o tramite messaggi, di venire a prendersele. Ma lui non lo fa. Ho impacchettato tutto bene e messo in magazzino. Ma non riesco nemmeno ad entrarci ormai ed io necessito di ulteriore spazio. Come posso obbligarlo a prendersi le sue cose? Lui ormai ha casa sua da mesi e il rogito di casa mia duale a Novembre.

  53. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il giudizio che lei vorrebbe incardinare è previsto dall’art. 235 del codice civile:

    L’azione per il disconoscimento di paternità del figlio concepito durante il matrimonio è consentita solo nei casi seguenti:
    1) se i coniugi non hanno coabitato (3) nel periodo compreso fra il trecentesimo e il centottantesimo giorno prima della nascita;
    2) se durante il tempo predetto il marito era affetto da impotenza, anche se soltanto di generare;
    3) se nel detto periodo la moglie ha commesso adulterio o ha tenuto celata al marito la propria gravidanza e la nascita del figlio.
    In tali casi il marito è ammesso a provare che il figlio presenta caratteristiche genetiche o del gruppo sanguigno incompatibili con quelle del presunto padre, o ogni altro fatto tendente ad escludere la paternità.
    La sola dichiarazione della madre non esclude la paternità.

    Servono delle prove, è vero, ma anche semplici indizi. Se il Giudice dispone l’esame e poi la madre si oppone al test potrebbe maturare il disconoscimento anche in assenza del test.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  54. separatamente dice:

    Buongiorno,
    nel 99% dei casi la casa coniugale viene assegnato al genitore collocatario del figlio (spesso la madre).
    Il diritto di assegnazione della casa coniugale NON viene condizionato od influenzato dal fatto che lei abbia o meno un lavoro.
    Quest’ultima circostanza potrebbe essere rilevante laddove lei voglia avanzare una richiesta di mantenimento anche a titolo personale (oltre a quello per il figlio).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  55. separatamente dice:

    Buonasera,
    in sede giudiziale, potrà chiedere che venga confermata l’assegnazione della casa familiare. Non conosco i vostri redditi ma di solito l’importo minimo per ogni figlio risulta intorno ad € 250,00 / 300,00.
    Per la casa non è davanti al Giudice della sezione famiglia che potrete risolvere eventuali questioni inerenti la proprietà dell’immobile ed eventuali pretese restitutorie.
    Per le spese straordinarie ormai in quasi tutti i procedimenti di separazione anche con riferimento ai conviventi con figli si richiama espressamente il Protocollo di Milano sulle spese straordinarie per i figli che regolamenta analiticamente quali spese devono essere rimborsate.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  56. Giovanni dice:

    Buonasera,
    mi sto per separare da mia moglie e abbiamo un figlio di 3 anni. Inizio ad avere dei dubbi che il figlio sia effettivamente mio e vorrei richiedere un test del DNA. Mia moglie ha già detto che si opporrà in ogni modo a tale richiesta. Tengo a precisare che non ho alcuna prova di eventuali tradimenti.
    Per avviare la pratica ti disconoscimento della paternità ed effettuare il test del dna è sufficiente una mia richiesta basata su un mio semplice dubbio oppure il giudice richiede delle prove concrete?
    Nel caso il giudice approvi tale richiesta ma la madre si opponga fisicamente al prelievo dei campioni del dna del figlio cosa succede?
    Voglio evitare di affidarmi ai test su internet perché non mi sembrano molto affidabili e in ogni caso non avrebbero alcun valore legale.
    Procedimenti di questo tipo generalmente quanti mesi o anni durano?
    I miei migliori saluti
    Giovanni

  57. Gloria dice:

    Buongiorno.
    Sono sposata da 2 anni e ho una bimba di 4 anni. Viviamo nella casa di proprietà di mio marito e io non lavoro.
    In caso di separazione è vero che entro 6 mesi devo trovare un lavoro altrimenti vengo mandata via e lui non darebbe più il mantenimento?
    Posso avere informazioni a riguardo?
    La ringrazio tanto.

  58. Didi dice:

    Buonasera Avvocato, la ringrazio per le risposte celeri ed esaustive ad alcune domande fatte un pò di tempo fa in relazione a un accordo di separazione tra conviventi con prole e non raggiunto dopo otto mesi di ritrattazioni. Le espongo la situazione: io e il mio ex compagno abbiamo convissuto per quasi 18 anni, di cui 10 nella casa nella quale vivo adesso con le mie figlie; lui è uscito di casa due settimane fa. La casa è intestata a lui, ma io ho contribuito con l’anticipo del 20 per cento, purtroppo non provabile perché il versamento effettuato su conto cointestato riporta la dicitura “in contanti” e non ha causale. Se ricordo, tale cifra è stata poi versata sul suo conto corrente per emettere gli assegni circolari dati ai venditori, potrei chiedere di verificare i passaggi. Inoltre, ho sempre pagato il 50 per cento del mutuo, e questo è provabile dal fatto che gli addebiti venivano effettuati sul conto corrente cointestato, sul quale venivano accreditati i nostri stipendi. Ora, il fatto è che nell’accordo io ho chiesto 400 euro per due figlie (9 e 16 anni) più metà mutuo (150 euro) più la metà della mensa e della babysitter che al momento è necessaria per portare piccola a scuola, non avendo il comune attivato il servizio di prescuola. Ovviamente nell’accordo avevo chiesto di dettagliare il più possibile le spese comprese nel mantenimento e quelle straordinarie perchè ogni volta che chiedo qualcosa devo sempre far notare che si tratta di spese da condividere. Ora, nonostante l’accordo sia saltato, lui ha detto che mi avrebbe comunque versato quanto pattuito (pattuito in un accordo non firmato e decaduto), ovvero 400 euro, dai quali devo scalare 180 euro di babysitter, ma io devo pagare la metà del mutuo (150 euro) di una casa che non è neanche intestata a me. Questa situazione andrebbe avanti fino all’udienza col Giudice, che non so quando avverrà.
    Mi chiedo, ma io DEVO pagare metà del mutuo senza aver firmato nessun accordo? E la quota intera della babysitter? Come faccio con 400 euro a pagare babysitter, vitto, abbigliamento, mensa, telefono, e altre spese?
    Inoltre, Avvocato, andando in giudiziale, posso richiedere che mi venga ceduto il 50 per cento della casa?
    La ringrazio
    Cordialmente
    Didi
    Carate Brianza

  59. separatamente dice:

    Buongiorno,
    un penalista risponderebbe meglio di me alla Sua domanda. Comunque, le difficoltà sono state temporanee ed il pagamento dell’arretrato possono sicuramente ridurre il rischio di una condanna. Meglio ancora, sempre da un punto di vista penalistico, sarebbe stato non cessare completamente il pagamento dell’assegno mensile ma ridurlo in ragione delle temporanee difficoltà economiche.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  60. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non posso assisterla da Milano.
    Comunque, non lasci l’immobile. Ci resti dentro con Suo figlio. E’ un suo diritto.
    Si rivolga ad un legale. Lei se ha reddito sotto € 11.500,00 all’anno ha diritto ad un avvocato con il grauito patrocinio !
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  61. Vincenza dice:

    Buonasera,
    un parente è stato denunciato ai carabinieri dalla ex compagna per non aver corrisposto l’assegno di mantenimento in quanto durante il lockdown è stato messo in cassa integrazione e non ha percepito lo stipendio se ritardo rilevante. Nel corso di questo periodo a causa della situazione lavorativa ha avuto un forte esaurimento nervoso che si è protratto da agosto 2020 a dicembre 2021. A gennaio ha cambiato lavoro e ha ripreso il versamento non integrale di quanto dovuto.
    1) cosa succederà ?
    2) il versamento degli arretrati può essere un elemento in suo favore in sede di processo ?
    3) come deve comportarsi?
    ringrazio anticipatamente.
    V

  62. Giselle dice:

    Ho vissuto per tre anni e 4 mesi insieme a mio figlio di 17 anni (solo mio), e un compagno divorziato sono ancora sposata con il mio marito che non ha accettato la separazione e io soldi per farla giudiziale non ne ho, ho la residenza anche mío figlio in casa del mio compagno ma litighiamo speso e ieri stato brutto per tante offese e umiliazioni verso di me chiamandomi puttana ecc che a questo punto mio figlio non se e trattenuto e l’ho ha insultato chiamandolo vecchio di merda che non ne può più del suo atteggiamento ecc ci ha mandato via di casa sua io lavoro nel suo ristorante così che rimarrò anche senza lavoro ma lui mi ha lasciato una lettera dove c’era scritto che io e mio figlio siamo ospiti fino ad oggi è che dobbiamo lasciare l’immobile o pagare il 50% per cento dell’affitto e spese varie ma io ho la Residenza cosa dovrei fare ??

  63. separatamente dice:

    Buongiorno,
    occorre subito precisare che Lei ha il diritto di sapere dove dimorano i figli quando sono in presenza dei figli.
    L’esercizio del diritto di visita del padre, infine, potrebbe anche essere realizzato, in talune situazioni, in presenza della nuova compagna, soprattutto quando la nuova relazione affettiva è consolidata nel tempo.
    Infine, l’esercizio del diritto di visita può essere realizzato con l’aiuto dei nonni paterni ma non delegato esclusivamente a questi ultimi.
    Resto a disposizione per chiarimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  64. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la banca con la quale avete contratto il primo mutuo in questo momento ha due debitori. Non credo che la banca si accontenterà di un impegno per il futuro da parte della sua ex al fine dell’accollo esclusivo del mutuo a carico di quest’ultima.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  65. separatamente dice:

    Buongiorno,
    denunciare, denunciare, denunciare. Non posso darle altro suggerimento che questo. Consiglio anche di farsi assistere da un penalista.
    Per farlo uscire di casa il procedimenti in sede civile è piuttosto lungo.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  66. TRIGILA VALENTINA dice:

    Buongiorno, volevo fare due quesiti.
    1) Io so che i ragazzi vanno dalla nonna, ubicazione attuale del padre, ma vengo a sapere che invece di andare dai nonni il padre li porta a dormire dalla nuova compagna è corretto? o dovrei comunque essere informata.

    2) I ragazzi vengono portati dal venerdì sera dai nonni (con il padre presente) ma vengo a sapere che i ragazzi vengono lasciati dal sabato pm alla domenica mattina dai nonni (in quanto il padre è andato dalla compagna, per poi la mattina della domenica tornare con lei).

    Volevo sapere se sono cose che il padre può fare essendo il suo week coi ragazzi, e soprattutto senza dire nulla.

  67. Vivi dice:

    Buongiorno
    la mia ex compagna ha deciso tenere la casa di proprietà intestata a entrambi (con mutuo) e di liquidarmi la mia parte, accollandosi l’intero mutuo.
    Al momento è in cassa integrazione e non le concedono l’accollo del mutuo, nemmeno con i garanti. Io sto per acquistare un altro appartamento e ho bisogno di svincolarmi dal precedente.
    sul rogito di vendita della mia parte di casa è possibile indicare che lei si impegna ad accollarsi il mutuo entro tot mesi? se dovesse essere ancora in cassa integrazione e la banca non glielo dovesse concedere, cosa succederebbe? c’è un modo per svincolarmi?
    grazie

  68. Sara dice:

    Salve avvocato ne sarei grata se mi rispondesse da un anno e due mesi vive con noi mio cognato che si è rivelato un psicopatico continua a minacciare a morte sia me che il mio marito ma la cosa più terribile che è successo stamattina e che ho trovato con un coltello in cucina messo al collo la mia figlia di 6 anni Lui però ha la residenza con noi parlando con il mio marito abbiamo deciso che è l’ora di liberarsene però vorremmo evitare di fare la denuncia visto che lui non se ne vuole assolutamente andare Come possiamo procedere dobbiamo fare per forza la denuncia dai carabinieri se si Come funziona grazie

  69. separatamente dice:

    Buongiorno Teresa,
    se suo marito non ha beni in comune con Lei ed i suoi figli non ci sono rischi che una causa persa da suo marito abbia conseguenze dirette per i figli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  70. separatamente dice:

    Buongiorno,
    l mantenimento deve essere corrisposto anche per il periodo durante il quale la prole è in vacanza, o comunque permane per un lungo periodo, col genitore obbligato al relativo versamento. E’ quanto stabilito della Corte di Cassazione (Corte di Cassazione Sez. I Civile, sentenza del 8 settembre 2014, n. 18869) e confermato nelle recenti pronunce di altri importanti Tribunali, tra i quali Milano (sentenza 1 Luglio 2015).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  71. separatamente dice:

    Buongiorno,
    i trasferimenti del genitore separato collocatario dei figli è consentito se supportato da comprovate ragioni, in particolare, quelle di lavoro.
    In ogni caso, sembra opportuno che si sia in presenza di un’offerta di lavoro per iscritto.
    In questi casi, infatti, l’occasione di lavoro ed il contesto in cui la madre può beneficare di relazioni parentali dovrebbe consentire alla madre il trasferimento.
    Per approfondimenti, restiamo a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  72. separatamente dice:

    Buongiorno,
    immagino che Lei stia ipotizzando un trasferimento tra Regioni di colore diverso. Come sa, invece, i trasferimenti tra regioni dello stesso colore giallo sono consentiti. Ricordo anche che il transito (in una zona rossa o arancione) per trasferirsi da una zona gialla ad un altra gialla, è consentito. Dopo il DPCM del 21 febbraio 2021 sono gialle le seguenti regioni: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Lazio, Basilicata, Puglia, Sicilia, Calabria e Sardegna.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  73. separatamente dice:

    Buongiorno,
    direi che l’accordo sottoscritto tra i genitori è criticabile sotto diversi punti di vista, primo fra tutti, quello relativo alla lesione dei diritti della minore.
    Non mi ha riferito quale sia stata la motivazione della rinuncia al pagamento del mantenimento ma ritengo sussistano i presupposti per chiedere il pagamento del mantenimento al padre.
    Occorre dapprima inviare una comunicazione tramite avvocato ed in seguito, in caso di riscontro negativo, agire in giudizio nei confronti del padre.
    Resto a disposizione.
    cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  74. separatamente dice:

    Buongiorno,
    quanto da Lei riferito è abbastanza abituale nei procedimenti di separazione.
    Tra l’altro il trasferimento gode di agevolazioni fiscali se occasionato da una separazione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  75. separatamente dice:

    Buongiorno,
    gli obblighi di mantenimento sono connessi al raggiungimento dell’autosufficienza economica di sua figlia.
    Come già precisato più volte, tuttavia, laddove si sia in presenza di figli maggiorenni, questi ultimi, per mantenere il diritto al mantenimento, devono dimostrare di frequentare attivamente gli studi universitari ovvero di adoperarsi concretamente per cercare un lavoro.
    Se lo desidera possiamo approfondire.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  76. TINO TERESA dice:

    Mio marito sta per perdere una causa e sicuramente dovrà pagare dei dammi alla controparte, mi chiedevo se il tribunale per saldare la somma pattuita per i danni può rivalersi sui figli.

  77. Ester Iuliano dice:

    Buon giorno… io e il mio ex marito siamo legalmente separati mi ha dato sempre il mantenimento ma adesso mia figlia(che ha19anni ma nn lavora) è partita un mese per il Brasile dal suo ragazzo e per questo mese lui non vuole darmi il mantenimento.. è giusto?
    Vorrei precisare che mia figlia per le spese del viaggio è stata aiutata dal ragazzo e in più ha fatto qualche lavoretto… la ringrazio in attesa di una Sua risposta .saluti.

  78. Gloria dice:

    Buongiorno,
    Io e mio marito non andiamo d’accordo da tempo. Abbiamo una bimba di 4 anni e io NON lavoro.
    Viviamo a lodi ma io sono piemontese e i miei genitori e tutti i miei affetti sono li.
    Io potrei tornare nella mia città in caso di separazione anche se lui non fosse d’accordo?
    Io lì avrei l’appoggio dei miei genitori mentre qui sono sola (sua mamma non può badare alla bambina per problemi di salute) e avrei possibilità di vivere con loro avendo lo spazio a casa (inizialmente ) e in più avrei molte possibilità in più di trovare lavoro.

    Un’altra domanda se posso, mio marito sostiene che se ci separassimo io potrei rimanere in casa (di sua proprietà) ma ENTRO 6 MESI devo lavorare altrimenti non potrei più rimanere. È vero???
    Premetto che chi ha spinto per il non lavorare è badare a casa e figli è stato proprio lui.
    La ringrazio.

  79. Gloria dice:

    Buonasera. Avrei bisogno di una informazione.
    Ho una bimba di 4 anni e con mio marito non si va per nulla d’accordo. Avrei bisogno di andare dai miei genitori per un po ma purtroppo vivono fuori regione.. come si può fare se una donna ha problemi in casa col marito?? È una situazione pesantissima. Vorrei solo stare almeno 1 settimana dai miei genitori anche per dare serenità e allegria alla mia bimba che non li vede ormai da mesi.
    C’è un modo per avere un permesso??
    Grazie.

  80. Beatrice dice:

    Buongiorno,
    La situazione è la seguente: lui e lei divorziati con figlia di 16 anni. A seguito del divorzio i due genitori hanno stipulato una scrittura privata in cui la madre è d’accordo sul fatto che il padre si disinteressi anche a livello economico della figlia. In sostanza non pretende nulla dall’ex coniuge.
    Ora la donna è malata terminale e vorrebbe che l’ex coniuge cominciasse a mantenere la figlia!
    Che fare?
    Grazie

  81. jenje dice:

    Salve,
    posso inserire negli accordi di una separazione consensuale un trasferimento immobiliare alla moglie a titolo gratuito e successivamente ricorrere al notaio solo per la trascrizione nei registri immobiliari?
    grazie

  82. Paolo dice:

    Buonasera
    Mia figlia maggiorente si è ritirata da scuola e non viene piu a trovarmi da 8 mesi
    Debbo ancora pagare il mantenimento
    Grazie

  83. separatamente dice:

    Buongiorno,
    per fare in modo che i Vostri redditi siano autonomi a tutti gli effetti non è sufficiente la separazione di fatto.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  84. GIAMPIERO MARINO dice:

    Buongiorno. Io e mia moglie siamo in una fase di separazione di fatto. Lei sta percependo una pensione di invalidità di importo minimo perché è mia moglie ed a mio carico. Vista la separazione di fatto, potrebbe richiedere un adeguamento della pensione di invalidità non avendo altri redditi? Vi ringrazio.

  85. separatamente dice:

    Buongiorno,
    ne ho visti tanti di padri che dicono non me andrò mai di casa ma prima o dopo escono: il genitore collocatario dei bambini ha diritto a ricevere l’assegnazione della casa familiare (senza se e senza ma).
    Prima si deve provare a farlo ragionare con le buone (con una lettera) se non si trova l’intesa si chiederà l’aiuto al Giudice.
    Se lo ritiene possiamo approfondire (349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  86. separatamente dice:

    Buongiorno Samuele,
    quello che deve considerare è che la madre collocataria dei figli può chiedere in giudizio l’assegnazione della casa familiare sino all’autosufficienza economica dei figli.
    In questi casi, considerati i rischi del giudizio, meglio trovare una intesa amichevole che dovrà essere formalizzata davanti al Giudice con apposito ricorso congiunto per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  87. separatamente dice:

    Buongiorno Angelica,
    il trasferimento di un genitore con la prole della quale risulta collocatario in sede giudiziale, deve essere giustificato e preavvisato (con apposita comunicazione all’altro genitore). Meglio ancora, se il trasferimento viene prima autorizzato da un Giudice (come potrebbe avvenire in occasione di un procedimento per la regolamentazione della prole nata fuori dal matrimonio).
    Tra le giustificazioni, quella principale consiste nel fatto che la madre ha trovato un lavoro nel luogo di destinazione dove, come nel suo caso, può contare sull’aiuto dei propri parenti per l’accudimento del figlio.
    Resto a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  88. separatamente dice:

    Buongiorno,
    come Lei mi sembra abbia già compreso la donazione può essere contestata dagli eredi del donante dopo il decesso di quest’ultimo. Gli eredi hanno a disposizione tre diverse azioni: 1) Azione di lesione di legittima (se la donazione ha sottratto agli eredi quelle quote minime che riserva la legge al coniuge e ai figli o, in loro assenza, ai genitori, essi possono chiedere la revoca della donazione entro dieci anni, e dividere il bene nel rispetto delle predette quote; 2) Azione di simulazione (se il proprietario ha venduto il bene con atto formale a un’altra persona, ma a un prezzo irrisorio o se lo stesso prezzo non è mai stato pagato, gli eredi legittimari possono impugnare l’atto perché simulato); 3) Azione di inadempimento (se il titolare di un bene, per esempio una casa, ne ceda la proprietà, a volte riservandosi l’usufrutto, in cambio di assistenza morale e materiale sino alla sua morte laddove l’assistenza in questione non sia mai avvenuta o se la donazione è avvenuta quando il donante era sul punto di morire), c’è sproporzione tra le due prestazioni e gli eredi potranno impugnare la donazione.
    Occorre, quindi, verificare con attenzione le modalità e le caratteristiche con le quali è stata realizzata la donazione per poi individuare l’azione più opportuna.
    Restiamo a sua disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  89. daria dice:

    Buongiorno,
    convivo con il mio compagno dal 2005, abbiamo due figlie di 8 anni. Vorrei tantissimo separarmi da lui, da tempo ormai, e ora la situazione in casa è diventata insopportabile. Il problema che lui mi da della matta e dice che “non se ne andrà mai”. Le bambine risentono la situazione, non sono serene, il rapporto con loro sta deteriorando velocemente e non riesco più a controllarlo. Io al momento non lavoro, abitiamo in una casa in affitto ma lui ne ha un’altra casa di proprietà sua nello stesso comune e non lontano da qui dove volendo potrebbe trasferirsi. Come devo procedere, quali sono i passi da compiere? Vorrei che se ne vada e ci lascia in pace senza danneggiare le nostre figlie

  90. Samuele dice:

    Buonasera , mi chiamo samuele , convivo con la
    Mia compagna e ho un bimbo di 4 anni .
    Ci stiamo separando .

    Vorrei capire a grandi linee come funziona ..
    Abbiamo due case , una sua completamente intestata al100 % a lei ora in affitto con mutuo intestato a Lei una insieme intesta 90% me e 10%a lei con mutuo cointestato .
    Ci vorremmo separare quale può essere la soluzione migliore ?
    Posso rimanere nella mia casa accollandomi il mutuo e lei ritornare nel sua con il bimbo?grazie

  91. Angelica dice:

    Buongiorno, ho una figlia di un anno e mezzo nata in provincia di Milano. Dato che io e il mio compagno non andiamo d’accordo, vorrei sapere se decido di lasciarlo sono costretta a vivere in Lombardia?oppure posso ritornare nella mia città natale al Sud? Non vorrei perdere mia figlia prima di fare un passo del genere.
    Grazie tante.

  92. Monica dice:

    Buongiorno ho un quesito da porle e forse lei mi può chiarire le idee. La ringrazio in anticipo per il tempo dedicatomi. Il quesito in questione tratta di eredità e donazioni. Le spiego. Mia mamma era proprietaria di una rivendita di giornali e ci lavoravano mamma e papà. Quando hanno raggiunto l’età pensionabile i miei si sono ritirati ma, invece che vendere è subentrata mia sorella perché sia lei che il marito erano senza lavoro, ma ovviamente sono riusciti a farla fallire. So che mia madre non risultava più proprietaria ma bensì mia sorella. Perché lei non aveva più nulla di intestato. Può aver fatto una donazione a favore di mia sorella? Ora mi domando, mio papà aveva una casa intestata solo a lui, anche se comprata dopo il matromonio, e ovviamente dopo la sua morte noi tre figlie e la mamma siamo rientrate nell’asse ereditario. Quando verrà a mancare la mamma la sua quota dovrà essere divisa per tutte e tre in eguale misura o visto che mia sorella ha già percepito qualcosa, anche se poi ormai ha perso tutto il suo valore, si dovrà procedere ad una suddivisione diversa? Mi spiace ma buona si fessa no!

  93. separatamente dice:

    Buongiorno,
    mi sembra di capire che la richiesta di sua moglie sia connessa al fatto che i figli non cenino con il padre quando quest’ultimo potrebbe esercitare il diritto di visita ma, con la nuova situazione lavorativa, è impossibilitato a farlo.
    Su queste premesse la richiesta della madre potrebbe considerarsi fondata ma occorre considerare che per ottnere la modifica delle condizioni del divorzio occorre agire in giudizio con apposita istanza di modifica.
    Ha mai pensato di suggerire ai nonni di fare una autonoma iniziativa giudiziaria per chiedere di stare in compagnia delle nipoti ?
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  94. separatamente dice:

    Buongiorno,
    credo di avere già messo in evidenza gli obblighi dei genitori in caso di figli cosiddetti fannulloni. Nel suo caso posso aggiungere che quando suo figlio raggiungerà la maggiore età sarà libero di scegliere se stare con la madre e/o con il padre. Le suggerisco un percorso di avvicinamento a suo figlio tramite supporto psicologico per comprendere se il fatto che suo figlio si rifiuti di stare in sua compagnia è riconducibile soltanto alla volontà della madre ovvero se vi siano altre ragioni. Se anche lo specialista converrà che le colpe sono della madre allora ricordo che esiste la possibilità di agire (anche a livello risarcitorio) nei confronti del genitore che ha causato volontariamente una sindrome da alienazione parentale.
    Resto a sua disposizione per approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  95. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non forsnisco assistenza al di fuori della Lombardia salvo rare eccezioni.
    Comunque, LEI NON DEVE LASCIARE QUELLA CASA.LA CASA FAMILIARE DOVE LEI RADICHERA’ LA SUA RESIDENZA CON LE MINORI E’ QUELLA SULLA QUALE POTRA’ VANTARE DIRITTI DI ASSEGNAZINE IN SEDE GUDIZIALE (se necessario).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  96. matteo dice:

    buongiorno avv.
    premessa sono divorziato dal 2016 co due figli 12 e 10 anni, sono da qualche mese in trasfeta e torno ogni 15 giorni, la mia ex moglie ora chiede un contributo per fare la spesa, nonostante io gli abbia proposto far venire a prendere i ragazzi due volte alla settimana dai nonni.
    questa idea è stata bocciata ed in più nega ai ragazzi di incotrare i nonni.

    ora chiedo è possibile fare ciò?
    grazie

  97. Gianluca dice:

    Buongiorno Avvocato, ho visto la Sua esplicita risposta sull’obbligo di mantenimento dei figli dell’altro utente. Vorrei chiedere, come si regola la questione del mantenimento se il figlio rifiuta di vedere il padre (purtroppo, la mia ex-moglie fa di tutto per mettermi contro il mio figlio). Abbiamo il figlio di 17 anni e la sua madre continua a dire che ”dopo 18 anni può non andare dal padre, intanto ti deve mantenere lo stesso”. Dunque, dopo 18 anni come si regola la questione di mantenimento: se il mio figlio rifiuta di venire da me, anche io posso rifiutare di darli il mantenimento? Vorrei precisare che non ho nessuna intenzione di non pagare l’università al mio figlio o di non aiutarlo, però voglio conoscere i miei diritti. Anche perchè a questa età il mio figlio purtroppo non ragiona ancora con la propria testa ma è influenzato dalla madre con chi per legge passa la maggior parte di tempo . Grazie.

  98. Chiara dice:

    Buonasera, sono all ottavo mese di gravidanza e il mio compagno (non siamo sposati) mi ha detto che per tutelare i suoi 2 figli ( dal 1 matrimonio) devo uscire di casa prima che nasca (finito in trasloco da 2 mesi e altri 2 figli minori dal 1 matrimonio) cosa posso fare? Abbiamo qualche diritto e lui qualche dovere?
    Grazie buona serata

  99. separatamente dice:

    Buongiorno Carmela,
    lei ha già studiato la soluzione del problema e le confermo che lei può chiedere, davanti ad un Giudice, il pagamento del contributo per il mantenimento familiare direttamente al datore di lavoro del coniuge, qualora il suo ex persista nel suo inadempimento. Il Giudice deve emettere specifico provvedimento in tal senso se viene confermato l’inadempimento del genitore.
    Resto a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  100. separatamente dice:

    Buonasera,
    dove risiedono sua moglie ed i suoi figli ? In ogni caso, la madre non può cambiare la numerazione telefonica del figlio senza fornirle il numero.
    Davanti ad un Giudice si può chiedere che questo comportamento venga sanzionato ex art. 709 ter cod. proc. civ.
    Se serve approfondire, resto a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  101. separatamente dice:

    Buonasera,
    Mi servirebbe qualche altra informazione.
    Vi siete separati? Quindi, c’è un provvedimento giudiziario che regola la separazione.
    Ed è in quest’ultimo che si deve indicare la caa familiare dove il genitore collocatario dei figli vive con i figli.
    Le lascio i miei recapiti (349.8197797), così forse riusciamo ad aiutarla concretamente.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  102. Carmn dice:

    Buongiorno avvocato sono una mamma divorziata con 2 figli disabili il mio ex marito con modifica di diorzio abbiamo chiesto aumento degli alimenti per i figli cosa che lui a solo dato il primo mese poi i mesi succesivi a dato quello che vuoleva abbiamo gia fatto il pignoramento al suo stipendio ma da ottobre il giudice ancora non a emanato il decreto per farmi addebitare i soldi ora a breve dovremmo tornare dinanzi al giudice peche vedra le relazioni del servizio per la genitorialita io dal anno scorso mi e scaduto il contratto di lavoro a termine al epoca il giudice mi avveva sospeso visto che lavoravo il mio mantenimento ora io potrei richiedere il mantenimento e chiedere che sia il datore di lavoro a darmk gli alimenti visto che lui fa cio xhe vuole e un mese paga la kmeta della cifra e il mwse dopo non paga perché continua a far prestitk che non si sa per cosa e non cintribuisce la ringrazio

  103. Vincenzo dice:

    Salve, sono un un papà separato che trova ostacoli ogni qualvolta cerca di vedere i figli minori. Vorrei sapere se cambiare il numero di telefono del figlio minore senza comunicarlo all’altro genitore sia possibile e legale? All’ex moglie viene giustamente assegnato la casa coniugale, ma vengo a sapere con certezza che lei ha acquistato un’alta casa. Con questo vorrei sapere se è giusto che lei abbia a disposizione due case e io in fitto?
    Grazie per l’attenzione

  104. Antonietta Di Ponziano dice:

    Se si partorisce a Milano e subito dopo vi e’ separazione dal marito, la moglie e costretta a vivere a Milano o può raggiungere la casa paterna in Puglia

  105. separatamente dice:

    Buongiorno
    se suo padre si sposa, tra gli eredi, come lei sa già, deve essere inclusa la moglie.
    Anche se la nuova casa che vuole comprare suo padre fosse intestata solo a quest’ultimo, la moglie diventerebbe erede (insieme ai figli), al momento del decesso del coniuge.
    Per quanto ovvio, l’unico modo in cui lei potrebbe non vedere pregiudicata la sua porzione di eredità è quella di essere nominato (da parte di suo padre) intestatario dell’abitazione.
    Sono comunque disponibile per approfondire. Mi chiedo infatti se al momento del decesso di sua madre avete suddiviso correttamente il patrimonio ereditario. Lei è diventato erede di qualcosa ?
    Se lo ritiene possiamo approfondire.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  106. separatamente dice:

    Buongiorno Pamela,
    mi sembra che lei voglia manifestare il suo dissenso contro un sistema giuridico che tutela la madre a volte in maniera che potrebbe apparire eccessiva.
    Le argomentazioni per limitare il contributo del padre alla madre per il mantenimento dei figli sono molteplici. Anzitutto si considerano il reddito ed il patrimonio dei coniugi poi si possono anche prendere in considerazione altre circostanze (le spese che deve sostenere il padre per una sistemazione abitativa e le altre spese che quest’ultimo sostiene per provvedere ai suoi bisogni primari). Con riferimento alla abitazione dove vive il padre e dove quest’ultimo eserciterà il diritto di visita, occorre precisare che la madre può chiedere informazioni aventi ad oggetto la sicurezza e la salubrità di quest’ultima (una cartina dell’abitazione ed alcune foto sono sufficienti a tale scopo) ma non può esigere di accedervi fisicamente.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  107. Silvano dice:

    Buongiorno, mio padre a breve acquisterà un appartamento e convive con una donna straniera.
    Io sono l’unico figlio avuto da mio padre e da mia madre deceduta anni fa.
    Chiedo un consiglio per come intestare la proprietà dell’appartamento per avere la garanzia totale di poterla ereditare quando, spero più tardi possibile, mio padre decederà. Non vorrei che prima di questo triste evento mio padre si sposi con la sua convivente ed io perda una buona parte del valore dell’appartamento se dovessimo intestarlo a mio padre.
    Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti e ringrazio anticipatamente per la Vostra risposta.
    Cordiali saluti.

  108. Pamela dice:

    Buongiorno
    Chiedo per mio fratello:
    Puo’ la ex convivente ,e madre della bimba che hanno in comune, voler andare a controllare la casa in cui mio fratello e’ andato ad abitare con la scusa di voler vedere dove sta la bambina bei giorni a lui spettanti?
    Ed in più se posso, si sono aggiunte le spese della casa che prima non aveva, e lei non vuole scendere con la cifra che le passa per il mantenimento, perché la madre e’ sempre tutelata e il papà deve arrivare a fine mese con L acqua alla gola, pure essendo un padre presente, attento e partecipante in tutto?
    Grazie in anticipo

  109. separatamente dice:

    Buongiorno,
    esiste giurisprudenza che salvaguardia il diritto del genitore collocatario dei figli di abitare la casa coniugale anche con restrizione dei diritti di proprietà dei parenti che hanno concesso in comodato la predetta abitazione (gratuito ed anche senza contratto).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  110. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la sorella maggiorenne può sicuramente accudire suo figlio senza problemi di natura legale.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  111. separatamente dice:

    Buongiorno Barbara,
    l’obbligo dei genitori di mantenere il figlio non cessa dopo i suoi 18 anni, ma solo quando questi raggiunge l’indipendenza economica.
    Questo non vuol dire neanche che l’obbligo di versare l’assegno dura in eterno se il giovane non ha voglia di studiare o di intraprendere un’attività lavorativa. In altre parole: nessun mantenimento al figlio fannullone. È infatti possibile negare l’assegno mensile al figlio che, puntualmente, non supera gli esami.
    Il genitore si libera dall’obbligo di versare il mantenimento se dà prova di una delle due seguenti circostanze:
    1. che il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica
    2. oppure che è stato posto nelle concrete condizioni per potere essere economicamente autosufficiente, senza averne però approfittato per sua colpa o per sua scelta.
    Aggiungo che non siete obbligati a pagare l’università se non ci sono i risultati sperati e che l’obbligo di mantenimento viene meno quando i figli iniziano un’attività lavorativa che consente loro di mantenersi: non necessariamente un contratto di lavoro full time, potendo essere anche part time. Non deve però trattarsi di lavoro precario o occasionale (come quello a tempo determinato o stagionale). L’obbligo del mantenimento viene altresì meno se il mancato svolgimento di un lavoro dipende da inerzia, rifiuto o abbandono ingiustificato del lavoro stesso da parte del figlio.
    Dunque il figlio maggiorenne fannullone dipende dai genitori perché non svolge un’attività lavorativa per inerzia nella ricerca o perché rifiuta ingiustificatamente offerte o abbandona volontariamente i posti di lavoro, non ha più diritto al mantenimento.
    Nell’eventuale giudizio spetta al genitore provare la condotta colpevole del figlio per potersi liberare dall’obbligo di mantenimento. In particolare il genitore deve dimostrare che il figlio è stato posto nelle concrete condizioni per poter essere economicamente autosufficiente, senza averne però tratto utile profitto per sua colpa o per sua scelta.
    Se il figlio non ha terminato gli studi e ha immotivatamente rifiutato un’offerta di lavoro anche se fuori sede non ha diritto al mantenimento; lo stesso dicasi per il figlio in forte ritardo con gli studi universitari che rifiuta ingiustificatamente un posto di lavoro.
    Mi auguro di esserle stato di aiuto.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  112. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non conosco i provvedimenti (provvisori) che hanno comportato la sospensione della responsabilità genitoriale.
    Dovrei leggere gli atti di causa, quindi, per esprimere un opinione.
    Immagino comunque che siate davanti allo stesso Giudice che ha sospeso la responsabilità genitoriale, quindi, se questo giudice ratifica l’accordo, in pratica, sta anche provvedendo a modificare i suoi precedenti provvedimenti.
    Resto a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  113. separatamente dice:

    Buongiorno,
    dipende da quelle che sono state le Vostre intese (il suo contributo era da considerarsi un prestito?) ed in verità anche dalle prove che possono essere allegate in un eventuale giudizio.
    Davanti ad un Giudice, ritengo anche che sia rilevante anche considerare quali sarebbero stati i costi che lei avrebbe dovuto sostenere per una sistemazione abitativa durante il periodo di convivenza. Costi che Lei ha evitato in considerazione del fatto che viveva nella abitazione intestata alla Sua ex compagna.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  114. Gianluca dice:

    Buongiorno ,mia moglie mi ha chiesto la separazione il grosso problema e’ che abbiamo 2 figli(minorenni) e la casa dove abitiamo e dei suoi genitori . Noi siamo in usufrutto gratuito senza contratto scritto. Non ho la possibilità di andare altrove cosa posso fare?

  115. Letizia Cappelli dice:

    Buongiorno! Vorrei sapere se posso lasciare la notte saltuariamente mio figlio 14enne con sua sorella maggiorenne.
    Grazie, Elisa.

  116. Barbara Marchese dice:

    Buongiorno, ho un figlio 21enne con poca voglia di fare, si è scritto all università e dopo un anno aveva dato solo due esami spingendolo, lavoricchia, ma nulla di che e sempre tramite contatti trovati da me, in casa non fa praticamente nulla. la sua maggiore attività è stare al pc a giocare, nonostante sia iscritto per prendere la patente, non studia. che obblighi legali ho nei suoi confronti? Sinceramente vorrei si responsabilizzasse ed agire in un modo che lui capisca che non può andare avanti così non facendo nulla con noi che lo manteniamo in tutto e per tutto.

  117. Grimaldi Carlo dice:

    Buonasera
    Premetto che non vivo nei posti sopra indicati,ma mi trovo in una situazione molto particolare e non so a chi rivolgermi perché non mi fido più di nessuno.
    Ho avuto problemi con la madre dei miei figli accadute tante cose ma mai non ho fatto alcuna cosa di male,anche se non e stato firmato ancora nessun accordo ,dovremmo farlo questo mese,ho sempre dato il mantenimento chiesto dall’avvocato della mia ex
    Per varie avvenimenti accaduti, comportamenti e risposte date indicatemi dai miei legali mi è stata sospesa la patria genitoriale fino al 1 marzo data di un udienza al tribunale minorile
    Ora il 12 febbraio dovremmo firmare l’accordo che già da tempo e stato fatto e solo per emergenza covid non si era ancora potuto firmare,
    Cosa devo fare andare lo stesso il 12 febbraio a firmare l’accordo o rimandare attendendo il 1marzo?
    In tutto questo ora i rapporti con la mamma dei bambini sono buoni li vedo tutti i giorni,gi do sia il mantenimento e qualsiasi cosa le serve io ci sono.
    Spero in una vostra risposta non so come fare.grazie mille

  118. Nazli Birgen dice:

    Sono una donna di 40 anni, sono stata lasciata dalla mia compagna dopo circa 4 anni di relazione e circa 3 di convivenza. Ci tengo a precisare che non eravamo una coppia di fatto, nel senso che non avevamo fatto nessun’unione civile ma stavamo semplicemente insieme e vivevamo con i suoi 2 figli in casa. Durante la convivenza ho sempre pagato la metà del mutuo per le case in cui abbiamo vissuto, che erano però intestate a lei. Adesso con la separazione le ho chiesto di restituirmi i soldi del mutuo, dato che la casa rimane a lei, ma lei si è rifiutata dicendomi che non avevo pagato il notaio né l’agenzia e quindi e che durante i primi anni di mutuo si pagano solo gli interessi, quindi non sono mai realmente arrivata a pagare la casa.
    Esiste un modo per poter riavere quei soldi, o devo considerarli persi?
    Attendo un Vostro cortese riscontro, grazie mille.

  119. separatamente dice:

    Fino a quando non firmate la consensuale (lei ha scritto consenso forse intendeva separazione consensuale) non avete formalmente manifestato l’intenzione di separarvi.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  120. separatamente dice:

    Buongiorno,
    sussistono i presupposti reddituali per fruire del gratuito patrocinio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  121. Marianna Nobiletti dice:

    Salve vorrei un informazione e da un mese che sto dall avvocato e a breve ci deve chiamare per la firma del consenso..io mi sto rivedendo cn il mio ex anche padre dei miei figli…la domanda e questa se nn metto la firma si puo annullare tutto?e quindi nn andare dal giudice?fino adesso ho dato dei soldi poi devo pagatr lo stesso il lavoro concluso?grazie.

  122. Stefania dice:

    Buon giorno vorrei sapere io vivo con mia mamma che ha una pensione di 800 euro al mese il suo compagno che non lavora e io che guadagno 500 euro al mese e ho una figlia di 14 anni dovrei fare il divorzio posso fruire dell avvocato di libero patrocinio? Grazie per la risposta

  123. separatamente dice:

    Buongiorno Anna,
    alcuni Giudici non concedono pernottamenti del figlio con il padre prima dei tre anni altri già dopo i due anni concedono questa possibilità.
    Il padre deve mantenere la bambina ed esercitare il diritto di visita che è anche un dovere non solo un diritto. Il tutto può essere regolamentato con ricorso congiunto per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio. E quest’ultima iniziativa io ve la consiglio anche alla luce dell’instabilità abitativa del padre.
    Resto a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  124. Manu dice:

    Buonasera, dalla relazione con il mio compagno è nata una bambina che adesso ha due anni, ci siamo lasciati che lei aveva pochi mesi. Nel frattempo io ho acquistato una casa per noi( me e la bambina) ed il padre dorme dalla madre e da poco mi ha comunicato che ha intenzione di prendere una casa in affitto con un suo amico. É possibile che la bambina possa andare a dormire in quella casa con anche L amico del padre che personalmente conosco proprio poco?

  125. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se nelle condizioni di divorzio non avete disciplinato il mantenimento della figlia maggiorenne direi proprio che non servono altre iniziative.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  126. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non sono un penalista comunque ritengo che la denuncia avrebbe dovuto essere presentata entro 90 giorni dal ricevimento dalle intimidazioni.
    Magari, parlandone con un penalista si potrebbe sostenere che il timore causato dalle minacce vi abbia indotto a tacere sino ad oggi. Ma ripeto, meglio parlarne con un penalista.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  127. separatamente dice:

    Buongiorno,
    in caso di morte del comodatario, infatti, non vi sono dubbi sul fatto che il contratto di comodato si estingua automaticamente: infatti, ciò e sancito a chiare lettere dal codice civile all’art. 1811 cod. civ.
    Gli eredi, quindi, possono risolvere il contratto di comodato ed agire in giudizio per la liberazione dell’immobile. In alternativa possono provare a formalizzare un contratto di affitto ma non sono obbligati in tal senso.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  128. separatamente dice:

    Buongiorno,
    posso risponderle con alcuni punti fermi in diritto ed in giurisprudenza: Lei ha diritto a chiedere ad un Giudice la collocazione dei figli presso di lei e la conseguente assegnazione della casa familiare ma quest’ultima coincide esclusivamente con quella da Voi abitata sino ad oggi.
    Non mi sembra opportuno un trasferimento prima che ci sia un provvedimento di un Giudice ovvero prima di avere raggiunto un accordo tra i conviventi formalizzato davanti ad un Giudice perchè lei, come madre, ha anche il dovere di non compromettere il diritto di visita del padre. L’abbandono del tetto coniugale non c’entra, non siete sposati.
    Aggiungo che se lei oggi esce di casa in un certo senso sta facendo un favore al suo compagno nel senso che perderebbe i diritti di chiedere l’assegnazione della casa familiare con un prolungato allontanamento da quest’ultima.
    Una soluzione si può trovare e gli avvocati servono anche a firmare armistizi non solo a dare battaglia.
    Il mio consiglio, quindi, è quello di trovare un accordo con il Suo compagno da formalizzare davanti ad un Giudice.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  129. GIOVANNA dice:

    Buongiorno avrei bisogno di una risposta a quanto segue,io e mio marito in separazione consensuale abbiamo dichiarato che la figlia maggiorenne sarebbe rimasta a vivere con me e mio marito avrebbe dovuto dare un mantenimento,che puntualmente ha sempre dato fino a quando la ragazza ha aperto partita iva ed è diventata autonoma. Ma in questo caso va fatta una modifica in tribunale? Premetto che in seguito abbiamo divorziato e in comune abbiamo dichiarato a voce che la ragazza era maggiorenne e autonoma.

  130. Marilyn dice:

    Buongiorno
    Una domanda, mio ex compagno ha minacciato mia figlia di 17 anni, un anno fa, non è sua figlia, posso fare ancora le denuncia contro di lui? Grazie

  131. Luca dice:

    Buongiorno, sono divorziato con 2 figli minorenni. La mia ex moglie e i figli stanno in casa del mio zio deceduto alcuni mesi fa. Fra la mia ex e mio zio è stato sottoscritto il contratto di comodato d’uso gratuito. Gli eredi della casa (i miei zii) chiedono alla mia ex-moglie pagamento dell’affitto. Io come da accordo di divorzio devo partecipare con una quota all’affitto. Ma la ex-moglie rifiuta la sua parte del pagamento. Il contratto probabilmente aveva la scadenza alla età di 18 anni di ragazzi. Manca 1 anno e 3 anni. La mia ex può rifiutare a non pagare la casa ? Vorrei precisare che nella casa vive anche suo compagno. Cosa si può fare, gli zii (gli eredi) pretendono (giustamente) l’affitto. Qual’è la procedura per richiedere l’annullamento del comodato a causa del decesso dello zio, nonostante cè il termine di scadenza?
    grazie.

  132. NICOLETTA dice:

    Buongiorno,
    convivo dal 2002 con il mio compagno, trasferendomi dall’Emilia alla Lombardia. oggi vorrei separarmi ed abbiamo tre figli minorenni.
    Separandomi tornerei in Emilia e lui rimarrebbe in Lombardia. Vorrei una separazione congiunta ( dove entrambi i genitori si occupano dei figli e non solo io) ma come può avvenire se siamo in due regioni differenti? Volevo inoltre capire cosa devo fare per andarmene dalla casa di nostra proprietà in modo regolare e senza che diventi abbandono del tetto coniugale. ( devo per forza avere un avvocato o posso farlo personalmente?). inoltre volevo capire, siccome in Emilia abbiamo una cosa intestata solo a lui, se posso ottenerla per viverci con i bambini o se non mi spetta, se lui è obbligato a darci un’altra dimora. Io non posso permettermi nulla!!!
    Ovviamente in questi anni per accudire ai bambini, non avendo nessuno, ho un lavoro part-time e non ho messo via nessun soldo, cosa che lui, invece ha potuto fare. Non ho nulla se non la cointestazione della casa di Milano dove risiediamo.
    Mi spetta qualcosa? Mantenimento anche con un affidamento a due?
    grazie saluti.

  133. Renato Baldissera dice:

    Buongiorno,
    Non ho ben capito se mi trovo nel posto giusto ma ho una domanda che mi sta molto a cuore.
    Siamo una coppia felicemente convivente con 2 bambini di 1 e 5 anni. Cosa succederebbe se uno dei due dovesse morire? Mi sembra di avere capito che che la persona convivente non avrebbe diritto alla pensione di reversibilita’ ma i figli si. In questo caso il genitore sopravvissuto diventerebbe il soggetto che gestisce autonomamente la quota alla quale pensione hanno diritto ai figli? A quale percentuale avrebbero diritto?

    Grazie mille

  134. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se quanto mi riferisce corrisponde a verità (Suo padre non ha avuto contatti diretti con Lei per avanzare richieste di aiuto e non fa parte della Sua vita da oltre 24 anni) in assenza di una richiesta formale e per iscritto da parte di Suo padre, ovvero, quanto meno a Lei rivolta, non mi preoccuperei (quanto meno da un punto di vista legale).
    Se pervenisse una richiesta formale, ovviamente, occorrerebbe approfondire.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  135. Giusi dice:

    Buongiorno,
    Mi scusi il disturbo, mio padre mi ha abbandonata quando avevo 16 anni, ora ne ho 40 e per tutto questo tempo non si è mai preoccupato di sapere se fossi viva o meno.Il mese scorso si è fatto vivo comunicando alla mia famiglia, io non intendo avere rapporti con lui, di avere un tumore e di vivere in macchina. Cosa mi consiglia di fare? Io non ho nessuna intenzione di assisterlo in nessun modo, però non voglio neanche avere problemi legali dovuti alla mancata assistenza.
    Grazie mille e scusi ancora

  136. separatamente dice:

    Buongiorno Loredana,
    ritengo che la denuncia penale possa essere avanzata ugualmente (per il mancato pagmento del mantenimento del minore).
    Per il resto, agire sul conto corrente anche se non ci sono fondi arreca un pregiudizio al debitore che rischia di diventare un “cattivo pagatore”, con svariate possibili conseguenze:
    – la revoca dell’autorizzazione all’emissione di assegni;
    – la revoca delle carte di credito e del bancomat;
    – la segnalazione alla Centrale Rischi, alla Crif e alle altre società che registrano la “reputazione” dei correntisti (solo quando è in atto una conclamata difficoltà economica);
    – la revoca dei fidi e dei prestiti in essere (solo nei casi di inadempienza particolarmente grave);
    – segnalazione al CRIF.
    In pratica, dopo il pignoramento il suo ex potrebbe avere difficoltà per ottenere un prestito o comprare un elettrodomestico con rateizzazione finanziata.
    Per evitare tutto questo, potrebbe, quindi, essere indotto a pagare quanto dovuto.
    Mi permetto, infine, di ricordare che si possono effettuare indagini mirate a scoprire nuovi conti correnti e nuovo posto di lavoro.
    Mi auguro di esserle stato utile e rimango a disposizione (349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  137. Loredana dice:

    Salve,
    sono separata dal mio ex marito da circa un anno. Il giudice ha deciso che il mio ex deve versare un mantenimento di 400 euro ogni mese per la figlia. Lui invece non vuole pagare perché ritiene la cifra troppo alta. Ora mi sta versando circa 100-150 euro ogni 2 o 3 mesi giusto per non cadere nel penale. Ho saputo che si è licenziato dal lavoro ed ha svuotato il suo conto in banca e venduto la macchina. L’unico bene che gli è rimasto è la casa coniugale di sua esclusiva proprietà a me assegnata. Ora se procedo in tribunale con la richiesta di pignoramento la casa dovrebbe essere messa all’asta, ma una volta venduta io e mia figlia saremmo costrette a lasciare la casa al nuovo proprietario?
    Il mio ex mi dice che se procedo in questo modo la casa sarà venduta per una piccola parte del suo valore, ed ammesso che ci viene permesso di stare dentro dopo la vendita, in questo modo starei bruciando la futura eredità di mia figlia.

  138. separatamente dice:

    Buongiorno,
    mi ha riferito che ha due figli e questo comporta che Lei può chiedere l’assegnazione della casa familiare sino a quando i figli non diventareranno autosufficienti.
    Se poi non è interessata alla casa ma ai soldi, direi che la strategia migliore sia quella di ottenere i soldi sostenendo almeno in un primo momento che vuole restare nella casa.
    Se esce di casa con i figli, diventerà sicuramente più difficile per lei ottenere una contropartita in denaro.
    Occorre ovviamente siglare le intese davanti ad un Giudice con le condizioni del mantenimento dei figli, il diritto di visita e .. la regolamentazione dell’assegnazione della casa familiare.
    Resto a disposizione per approfondimenti. Il primo consulto è gratuito (3498197797).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  139. separatamente dice:

    Buongiorno,
    l’interruzione della convivenza deve essere preceduta da una comunicazione per iscritto fornendo un preavviso. Preavviso proporzionato alla durata della convivenza e che potrebbe essere ampliato laddove la sua malattia sia particolarmente debilitante.
    Per una risposta più esauriente occorre analizzare la Vostra situazione reddituale e patrimoniale.
    Direi che si potrebbe anche valutare la revoca della donazione per ingratitudine.
    Resto a disposizione. Il primo consulto è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  140. separatamente dice:

    Buongiorno,
    mi servono maggiori dettagli per fornirle una consulenza.
    Vorrei comprendere se esiste un provvedimento del Tribunale che regolamenta il mantenimento di suo figlio da parte sua ed il diritto di visita.
    Vorrei anche ricevere maggiori dettagli sul fatto che sino ad oggi sia stato il nonno ad offrire una soluzione abitativa a madre e figlio.
    Da una prima disamina direi che se non esistesse un padre, il comportamento del suocero sarebbe molto grave.
    Se vuole possiamo incontrarci in studio oppure mi può contattare telefonicamente. Il primo confronto è gratuito (3498197797).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  141. Desire dice:

    Buongiorno
    Io vorrei separarmi dal mio compagno (non siamo sposati),ma abbiamo la casa di nostra proprietà è intestata a entrambi, io non sono interessata alla casa e vorrei tornare a vivere vicino ai miei genitori…. posso chiedere la mia parte in soldi e lasciare la casa a lui?
    E avendo due bimbi piccoli c’è possibilità che me li portano via solo perché non ho un lavoro? Io avevo il mio lavoro, ma L ho perso perché sono rimasta incinta…. e non avendo nessuno che mi cura i bambini, non ho più potuto cercarmi un lavoro ed essere indipendente…

    Grazie

    Saluti

  142. Giuseppe Indelicato dice:

    Buonasera.
    Convivo da sei anni con la
    Mia compagna, nella casa che le ho “regalato” io…
    Circa un mese fa mi ha lasciato fuori di casa mentre stavo facendo il controllo dei contatori.
    Ho da poco anche un tumore in corso di trattamento terapeutico.
    Vorrei sapere se posso denunciarla per violenza privata o qualcosa del genere

  143. vincenzo enzo nigro dice:

    Avv. Buongiorno, io sono separato da una convivenza ed ho un figlio di anni 13 che vive con la mamma a casa dei nonni a Milano. ieri il nonno di mio figlio ha cacciato di casa mio figlio e la mamma, a questo punto gli ho presi e portati da me.preciso che il signore, nel tempo ha fatto pressioni psicologiche, su mio figlio, sulla madre tanto da renderlo insicuro di sè. mi so o recato presso i Carabinieri che non hanno accolto una denuncia querela, preciso che mio figlio è residente e nello stato di famiglia di costui. la domanda è lo poteva fare? è reato perchè voglio adire per le vie giudiziarie. In attesa porgo Cordiali ed Ossequiosi saluti.

  144. separatamente dice:

    Buongiorno Elisa,

    lei può decidere di separarsi da Suo marito non può di certo chiedere l’allontanamento del figlio di quest’ultimo nato dalla precedente relazione. Se ho ben compreso, questo figlio ha poco più di sei anni. Vi consiglio un percorso con uno psicoterapeuta per affrontare insieme la ricerca della migliore soluzione dei Vostri problemi.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  145. separatamente dice:

    Mi dispiace ma questo forum è riservato agli utenti di Milano e dintorni.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  146. separatamente dice:

    Buongiorno Silvia,
    nel caso che Lei mi ha descritto sembrano sussistere i presupposti per chiedere, ovviamente, il mantenimento per i figli ma anche il mantenimento personale del coniuge che ha dovuto fare delle rinunce per fare crescere i figli.
    Questi sono i provvedimenti che possono essere richiesti ad un Giudice in sede di separazione; per il resto, l’entità del mantenimento potrebbe essere influenzata dalle spese che Lei deve sostenere per abitare nella casa di proprietà di Suo padre.
    Resto a disposizione per approfondimenti (349.8197797 – 02.72022469).
    A presto,
    Avv. Marco Pola

  147. Elisa dice:

    Salve, io e mio marito abbiamo un bimbo di tre mesi, lui aveva già un figlio di 6 anni da precedente relazione.
    Il figlio e la ex non fanno altro che creare motivo di litigio tra noi due rendendo la situazione pesante sia per me che per il nostro bambino che ne risente del cattivo umore di entrambi. Nel corso degli anni ci sono stati parecchi episodi da parte della ex per cercare in tutti i modi di allontanarci.
    Voglio tutelare la mia famiglia e fare a mio figlio un futuro sereno con entrambi al suo fianco.
    È possibile da parte mia, chiedere un “allontanamento” per il figlio di mio marito?

  148. GUIDO dice:

    Buonasera, mi sono separato ormai da tre anni , con figlia di 11 anni,sono un lavoratore precario della scuola, guadagno ora 1400 euro di media (compreso tfr), generalmente perdo circa un mese di lavoro ogni anno per i ritardi nelle chiamate del Ministero dell’istruzione.La mia ex convivente, proprietaria di casa, mentre io sono in affitto, ha ottenuto 350 euro al mese, più spese straordinarie al 50% (in cui vengono messi pure i libri scolastici e il materiale scolastico, il bollo della sua auto, seppur spese normalmente considerate ordinarie), ha rifiutato la possibilità di una gestione al 50% della figlia. La mia ex convivente ha un lavoro fisso statale, dove percepisce più del mio stipendio, quando trovo lavoro, più relativi bonus, ed ha intestato villa in Sicilia alla madre, x ottenere mutuo su prima casa. Da quella villa prende (o prendeva) affitto in nero, e la clausula di donazione implica che non si possa dividere la proprietà con suo fratello nel caso di eredità. Una vera e propria truffa ai danni del fisco e nei miei confronti. il giudice dell’epoca non tenne conto dei miei cud dei tre anni precedenti, nei quali restai disoccupato per diverso tempo, ma, cosa incredibile a dirsi, si basò sulla possibilità futura di poter essere assunto di ruolo. Quindi il calcolo è stato fatto sul futuro,e in barba ai debiti legati al mantenimento di un alloggio dove vivere , più altre difficoltà della stessa natura. Sono nullatenente ed ho accumulato debiti con i famigliari ed amici di 4000 euro, che sto cercando di restituire a fatica. Purtroppo non ho potuto curarmi i denti in questi anni e pochi giorni fa ho perso un altro molare, indebolito dal buco che c’è di fianco dovuto ad un dente perso anni fa, prima della separazione. A breve non sarò neppure presentabile sul luogo di lavoro, e mi risulta impossibile vivere una vita dignitosa. Ora la mia ex vuole aumentare a 400 l’assegno di mantenimento, perché il giudice ha ritenuto corretto correggere il mantenimento dal momento che ho finito di pagare un prestito alla banca di 5000 euro (utilizzato per sopravvivere). La mia giacenza media mostrerà con evidenza il mio stato di indigenza. Vorrei chiedere se a voi risulti una sentenza corretta e se ci sia modo di rivedere l’accordo. Grazie per la risposta.

  149. Silvia dice:

    Buona sera il mio quesito riguarda in fase di separazione L abitazione ad uso familiare :vivo con il coniuge in un immobile di proprietà di mio padre a cui tutte le spese ordinarie e straordinarie adempie il coniuge stesso.non ho nessun contratto con mio padre,neanche un comodato d uso gratuito.
    Sono disoccupata e nulla tenente pee colpa del coniuge avevo un lavoro che ho dovuto lasciare poiché in fase di seconda maternità il coniuge aveva la possibilità di fare carriera all estero ed è partito lasciandomi con due bambini molto piccoli da accudire.dopo 22 anni quindi non potendo garantire le mie presenze in ufficio mi hanno lasciato a casa nell interesse dei mie bambini.
    La domanda qui di e’ la seguente :chi pagherebbe le spese dell immobile in fase di separazione???se fosse il proprietario cioe mio padre,ci potrebbe essere un modo peeche non fosse così e lo continuasse a fare il coniuge come ha sempre fatto????ho letto che anche facendo un comodato d uso gratuito spetterebbe comunque all assegnatario il mantenimento della casa (in qiesto caso io che non posso permettermi )
    Grazie Avvocato

  150. separatamente dice:

    Buongiorno,
    trattasi di una spesa straordinaria che per essere sostenuta da entrambi i genitori deve essere prima concordata.
    Occorre, tuttavia, leggere con attenzione il ricorso prima di affermare quanto sopra con certezza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  151. separatamente dice:

    Buongiorno,
    c’è un difensore che l’assiste e che ha redatto la clausola, dovrebbe chiedere consiglio a quest’ultimo.
    In linea di massima, di solito, queste clausole mirano a non fare entrare nella casa familiare il nuovo compagno per un limitato periodo di tempo con la possibilità di frequentare nuovi compagni al di fuori delle mure domestiche. Comunque, sei mesi, non mi sembrano molti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  152. separatamente dice:

    Buonasera Concetta,
    se sua figlia, anche tramite un lavoro part-time, raggiunge a fine mese un importo che le consente di provvedere a sè stessa l’interruzione del mantenimento potrebbe considerarsi lecita.
    Se sua figlia (18 anni), invece, sta proseguendo gli studi e saltuariamente fa qualche lavoretto, persiste il diritto al mantenimento.
    Questo è l’orientamento attuale della giurisprudenza, infatti, il giudice di merito deve valutare con insindacabile apprezzamento, caso per caso e con criteri di rigore proporzionalmente crescenti in rapporto all’età dei beneficiari, le circostanze che giustificano il permanere dell’obbligo di mantenimento, poiché tale obbligo non può prolungarsi oltre ragionevoli limiti di tempo e di misura (cfr. Cass. Civ. n. 12952/2016).
    Con maggiori informazioni, potrei essere più preciso.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  153. Roberto dice:

    Buongiorno, gentilmente vorrei sapere se sono obbligato a sostenere le spese del figlio per master di 2 anni all’estero quando da omologa di divorzio risulta una spesa extra che deve essere concordata. Nel caso di obligatorieta’ il mantenimento mensile che viene erogato al genitore affidatario viene sospeso?
    Grazie per gentile risposta
    Roberto

  154. Veronica dice:

    Buongiorno avvocato… Io mi sono separata dal mio compagno e abbiamo un bambino di due anni e mezzo insieme.. Abbiamo firmato un accordo tramite avvocati e siamo in attesa della forma del giudice.. Nel accordo mi è stata inserita una clausole che dice che non si può fare entrare nella vita del bambino nuovi partner decorsi almeno sei mesi da una frequentazione stabile… Clausola che io non avevo accettato ma che mi hanno detto che non aveva molta importanza… La mia domanda è se dovesse succedere di conoscere una persona e iniziare a farla entrare nella vita del bambino prima dei sei mesi ovviamente prendendo tutte le precauzioni per il bambino come mi devo comportare? Perché mio figlio dice tutto e questo mi impedisce anche di far venire in casa amici (maschili) perché quando poi lo dice a suo papà lui pensa che io faccio venire in casa tutti in presenza del bambino grazie mille

  155. Concetta dice:

    Buonasera,sono divorziata da parecchi anni,il mio ex marito però da quando mia figlia ha compiuto 18 anni non le passa più l assegno di mantenimento e mia figlia dato che sono una monoreddito si cerca dei lavoretti per potersi mantenere astento!!cosa devo fare?

  156. separatamente dice:

    Buongiorno,
    i debiti del Suo compagno non sono i suoi debiti.
    La ex del suo compagno può agire con precetto e pignoramenti ma questi ultimi potranno agredire solo il patrominio ed il reddito del Suo compagno. La macchina è uno strumento di lavoro e non può essere pignorata nel caso di occupazione lavorativa come conducente taxi.
    Ci sono comunque i presupposti per agire in giudizio e chiedere una riduzione dell’assegno di mantenimento per la figlia. Preciso, tuttavia, che gli effetti di una simile domanda potrebbero avere effetti positivi solo per il futuro non per il passato.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  157. Francesca dice:

    Buongiorno Avvocati.
    Sono una monzese separata da due anni, e il mio buonsenso è prevalso sui momenti di rabbia, tanto da accordarmi con il mio ex marito (stesso stipendio da dipendente da 1500 euro mensili) per 100 euro al mese più spese straordinarie per il mantenimento del nostro bambino di 8 anni.
    La casa è sempre stata solo di mia proprietà e ho sempre provveduto io al paamento del mutuo. Quella che per voi è una separazione facile, insomma.
    Il contrario sta accadendo al mio attuale compagno, che è proprietario di una ditta individuale (tassista) ed è fermo . completamente fermo – da marzo causa Covid.
    Lui dovrebbe versare 450 euro mensili alla ex moglie per la “bambina” di 12 anni, di cui 100 per un mutuo di una casa di cui lui non è intestatario e in cui è già residente il nuovo compagno di lei.
    Tra marzo e aprile, considerate le entrate pari a ZERO, lui (SBAGLIANDO) ha preso accordi verbali e ha costantemente versato 150/200 euro mensili per la figlia, fino a ricevere, una settimana fa, la richiesta della ex moglie di 2000 euro di arretrati più, a partire da questo mese, i 450 euro pieni.
    Inutile dirvi che questi soldi NON CI SONO e che io, con 1500 euro al mese, sto già mantenendo me stessa, mio figlio, la casa e pure il mio compagno.
    Lei ha minacciato di andare in causa nonostante il tentativo di accordo fra avvocati, e non cede di mezzo millimetro. Vuole tutti i soldi e da subito.
    Io vorrei quindi sapere a cosa andremmo incontro io e il mio compagno, se lei si potrebbe rivalere su di me considerato che lui è nullatenente (ha di proprietà solo la macchina, ma che gli serve per lavoro, e dei conti correnti che sono praticamente a secco).
    Grazie.

  158. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    può chiedere l’affidamento esclusivo della minore che presso di lei è collocata. Può denunciare suo marito per mancato pagamento del mantenimento della minore. Può agire con precetti e pignoramenti se esiste un provvedimento giudiziario che obbliga il padre di sua figlia a pagare il mantenimento. Per il cognome, la decisione spetta a sua figlia quando diventerà maggiorennne a meno che lei riesca ad ottenere in giudizio l’affidamento esclusivo rafforzato e la decadenza della responsabilità genitoriale del padre (concessa in casi MOLTO gravi) di sua figlia. In quest’ultimo caso, Lei potrebbe presentare la domanda per il cambio del cognome senza il consenso del padre.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  159. separatamente dice:

    Buongiorno,
    occorre lavorarci sopra, nel senso che il trasferimento è possibile ma deve essere coerentemente giustificato.
    Possono giustificare il trasferimento 1) la necessità di una sua occupazione lavorativa che consenta ai suoi figli una vita più dignitosa, considerato che non ha trovato analoghe opportunità lavorative nel luogo in cui attualmente vive; 2) l’esigenza di continuare a collocare i minori presso di lei visto il forte legame affettivo che vi lega; 3) un eventuale distacco dalla figura materna potrebbe comportare un trauma per gli stessi; 4) la distanza non eccessiva tra il luogo di residenza del padre e la città dove vorrebbe trasferirsi con i minori; 5) tale distanza non pregiudicherebbe il rapporto del padre con i figli stessi; basterebbe apportare delle modifiche al provvedimento giudiziale relativo al diritto di visita del genitore non collocatario che pertanto potrebbe vedere i figli nel weekend; 6) la presenza di parenti, la nonna dei minori nella città dove verrebbe a trasferirsi, che costituirebbe un importante sostegno ed aiuto anche affettivo, utile per lo sviluppo e la crescita dei minori.
    Queste argomentazioni dovrebbero essere esposte e supportate in un procedimento giudiziario se non siete già separati (giudizio di separazione ovvero ricorso per la regolamentazione nati fuori dal matrimonio se siete solo conviventi con figli).
    Resto a disposizione per un primo confronto gratuito (349.8197797).
    Cordiali saluti.
    Avv. Marco Pola

  160. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il procedimento che può intentare è quello previsto dall’art. 709 ter cod. proc. civ. utilizzato per sanzionare i comportamenti del (ex) coniuge in caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore. Le circostanze che mi ha riferito, laddove vengano provate in giudizio, potrebbero rientrare in queste ipotesi.
    Per i pagamenti non rimborsati si può agire con atto di precetto e pignoramento e non ultimo c’è anche la possibilità di presentare denuncia penale per il mancato pagamento del mantenimento del minore.
    Restiamo a disposizione per approfondire.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  161. Yulia dice:

    Salve,posso levare il cognome del padre a mia figlia di 5 anni visto che non la sostiene ni economicamente ni fisicamente,da l primo mese di vita è andato via è non sia più fatto vedere, grazie

  162. Elisa dice:

    Buongiorno
    Sono una mamma di 3 figli vivo a Milano ma sono romana con lui siamo hai ferri corti
    Non ho nessuno qui sono sola … senza lavoro vorrei tornare da mia madre con i bambini e ricominciare
    Ma lui non mi dà il consenso
    Cosa mi consiglia grazie buona giornata

  163. Laura Pirotta dice:

    Buongiorno, io vorrei chiedere come posso fare con il mio ex marito che continua ad avere atteggiamenti oppositivi su ogni decisione da prendersi a discapito del bene dei figli per fare ripicche alla madre. Inoltre versa sempre il mantenimento figli in ritardo e a volte non paga le spese straordinarie dei figli a lui imposte dal giudice per il 70%. Cosa si puo’ fare sono ormai 5 anni che si va avanti cosi!

  164. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se Lei ha un avvocato, se esiste un accordo di separazione (quanto dei provvedimenti giudiziari provvisori con riferimento al mantenimentod della figlia), Lei può denunciare suo marito e può anche chiedere, con procedimento ex art. 709 ter cod. proc. civ., che il comportamento di Suo marito venga sanzionato a livello pecuniario.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  165. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la mia risposta è semplice: raramente un tradimento durante il matrimonio determina anche un risarcimento del danno. Occorrerebbe dimostrare il grave patimento psico-fisico subito da chi è stato tradito provato tramite supporti medico-legali. Cosa diversa è l’addebito della separazione in caso di separazione che comporta differenti quantificazione dell’assegno di mantenimento/per alimenti in favore del coniuge che ha tradito, nonchè le note in ambito successorio in caso di decesso di uno dei coniugi.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  166. Tiziana dice:

    Buongiorno, Mio marito ha 2 figli maggiorenni che vivono con la madre in un altra citta e che non ha mai mantenuto , uno dei figli ha fatto sempre lavori precari ma non è stato mai in alcun modo aiutato dal padre.
    Io e mio marito siamo tutt’ ora sposati ma stiamo cercando di separarci, c è una minore e io sono in cassa integrazione e non percepisco stipendio da 2 mesi, in questo momento mio marito facendo il furbo della situazione non ha pagato le visite e i farmaci a mia figlia 15 anni e neppure il PC per la dad e ha ritardato 2 mesi l acconto sul mantenimento non passando nulla neppure a me che ancora non ho percepito nulla dall’ Inps adducendo al fatto che ha dovuto aiutare il figlio.
    Mai aiutato fino ad oggi.
    Può lasciare noi nell’ indigenza e aiutare un figlio maggiorenne?
    Grazie

  167. Tradito dice:

    Buongiorno, vorrei cortesemente chiedervi secondo quella che può essere la giurisprudenza consolidata/vostra esperienza da professionisti, a quanto può ammontare la somma a titolo di risarcimento definita dal giudice in sede civile, addebitata alla persona che ha comunicato ad un coniuge il tradimento da parte dell’altro. In sede civile mi sembra di aver capito non esistano delle “tabelle” (o almeno non le ho trovate) ma è possibile avere un ordine di grandezza dell’importo cui si può essere chiamati a risarcire in sede civile (ovviamente sarebbe solamente indicativo e sulla base della vostra esperienza). Grazie in ogni caso. Distinti saluti.

  168. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il forum è riservato agli utenti di Milano e dintorni. Comunque no, una madre non può obbligare il padre a vedere i figli presso la casa materna, salvo che si tratti di neonati o di figli veramente molto piccoli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  169. Alessandra dice:

    Può una madre imporre di vedere i propri figli solo a casa dove vivono con la madre e obbligare a non andare a casa del padre? (Coppia non sposata)

  170. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il Giudice della separazione non ha potere di dirimere le controversie che riguardano accordi di carattere finanziario. Siete coniugi ma siete anche due persone fisiche che hanno raggiunto delle intese con riflessi economici che ora devono essere rispettati.
    Nel giudizio della separazione occorre fare presente al Giudice queste circostanze ma occorre agire con separato giudizio.
    Per eventuali approfondimenti, il primo incontro in studio è gratuito (02.72022469 – 349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola
    Cordiali saluti,

  171. Tiziana Formiconi dice:

    Buongiorno, sto cercando di separarmi da mesi e forse mi ritroverò a fare un ricorso giudiziale, io ho chiesto un prestito a nome mio per aiutare mio marito(lui ne è garante) a estromettere i fratelli(liquidandoli)da un eredità e essere unico erede di una casa lasciatagli dalla madre.
    Il prestito doveva essere chiuso con la vendita di quella casa per comprarne un altra da adibire a casa coniugale, adesso che ci stiamo separando si è trasferito in quella casa e non sta più pagando le rate del prestito e sono costretta a pagare io.
    Inoltre Abbiamo fatto un 730 congiunto il cui rimborso spettava a me, invece avendolo ricevuto il rimborso lui sulla sua busta paga, se lo è trattenuto e non me lo rimborsa.
    Cosa posso fare?
    Vado in giudiziale sperando che il giudice valuti anche questi aspetti , oppure devo fare prima una causa.
    Mi sento frodata e forse il mio avvocato non riesce a trovare la giusta direzione.
    Mi può illuminare la strada da percorrere.
    Grazie

  172. separatamente dice:

    Buongiorno,
    io consiglio sempre di regolamentare la separazione dei conviventi con figli al fine di evitare di litigare in futuro.
    La procedura è un ricorso congiunto (se avete un’intesa) per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio con specifiche pattuizioni aventi ad oggetto il diritto di visita ed il mantenimento del figlio.
    In caso di disaccordo, Le anticipo sin da ora che è praticamente impossibile che un Giudice consenta l’esercizio del diritto di visita del padre presso la casa dove vive la madre con il figlio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

  173. separatamente dice:

    Mi dispiace ma questo forum è riservato agli utenti di Milano e dintorni.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  174. separatamente dice:

    Mi dispiace ma questo forum è riservato agli utenti di Milano e dintorni.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  175. Federico dice:

    Buongiorno avvocato,

    Chiedo delucidazioni riguardo la mia situazione con la mia ex compagna e mio figlio di 9 mesi.
    Convivevo con lei con il piccolo e la casa era intasata completamente a lei.
    Io sono tornato a vivere da mia madre dove ho il domicilio e ovviamente vedo il bambino 2 giorni a settimana più un weekend ogni 14 giorni ma nulla di scritto, al momento non siamo andati da avvocati.
    Volevo chiedere se, siccome la nonna del bambino si rifiuta di tenerlo a casa nostra perché dice che è troppo piccolo ( tutto ciò nel mio weekend ) e la mamma si rifiuta di tenermi in casa sua nel mio weekend per stare con il bambino, cosa posso fare?
    Grazie per l’attenzione e consigli eventuali.

  176. Rita dice:

    Vorrei un informazione per conto di un’amica
    Il suo ragazzo ha 19 anni, e lei ne ha16, ed a febbraio compirà 17 anni..
    Vorrebbero andare a vivere insieme perché i loro genitori non vogliono che stiano insieme, vivono in due paesi diversi, c’è qualche problema se andranno a stare insieme? Può succedere qualcosa? Ci sono delle conseguenze?

  177. Alessia dice:

    Buonasera.. Da 4 anni sono fidanzata, ho il mio ragazzo che sta vivendo un momento difficile perché ha subito un intervento ed ha la gamba rotta, quindi non può muoversi.. Comunque andiamo al punto, ho trovato un lavoro da mio zio, mi paga 400 e faccio più ore di quelle che facevo in un altro posto con lo stesso salario o anche più, ed ho accettato di lavorarlo proprio quando lui é a letto senza muoversi, noi due non conviviamo e non conosciamo i rispettivi genitori, quindi non vuole che vado quando ci sono i suoi, ma allo stesso tempo si a arrabbia perché non ci sono nel momento del bisogno perché ci possiamo vedere solo la domenica e crede che me ne frego di lui e che dovrei lasciare il lavoro o trovare un compromesso con mio zio per lavorare solo la mattina (lui dice che il problema non è il lavoro ma il momento in cui ho scelto di trovarlo).. Ma io non so come dire a mio zio che non lavoro proprio nel periodo delle feste natalizie eppure a capodanno… Ora lui ha intenzione di lasciarmi, mi avvisa che “ciò che trascuro diventa di qualcun altro”, dice di amarmi ma non si può stare così.. Io lo voglio sono disperata e non so come fare, piango da giorni ma non riesce a capire, dice che é colpa mia se la relazione finisce.. Ditemi cosa fare.. Tutti a dire che lui é egoista e che se mi lascia me ne dovrei fregar perché devo lavorare, ma questo lavoro comunque avevo intenzione di lasciarlo subito dopo le feste, ma non vuole aspettare perché dice che quando lo lascerò lui starà e bene e io non mi sono presa cura di lui… Mi sento in colpa perché sembra avere ragione, ed io voglio stare con lui.. Ditemi cosa fare

  178. separatamente dice:

    Buongiorno,
    per rispondere è indispensabile leggere i Vostri accordi ovvero la sentenza di separazione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  179. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il forum è riservato agli utenti di Milano e dintorni.
    In ogni caso, occorre procedere con una diffida per iscritto; se non riscontra, si può procedere per chiedere una sanzione del comportamento della madre ex art. 709 ter c.p.c.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  180. Raffaello dice:

    Buongiorno, vorrei chiedere un chiarimento per una banalità che si trascina da oltre 2 anni:
    Sono un padre separato non collocatario ma affidatario al 50% dei miei 2 figli di 11 e 15 anni.
    Sono intervenuto sempre io per le esigenze della mia prima figlia riguardo le spese per le sue uscite serali ( feste di compleanno, giostre,ecc), alla richiesta di rimborso fatta alla ex moglie mi è stato risposto che sono “fatti miei”…. non dovrebbero essere spese da suddividere o peggio che facciano parte della quotidianità e quindi spese ordinarie?
    Grazie mille della disponibilità, spero di fare chiarezza.
    Buona giornata

  181. Ikhechi Mohamed dice:

    La mia ex moglie ha cambiato il luogo di residenza per quasi un mese e mezzo, e non mi ha informato del nuovo indirizzo. Oggi ho visitato i bambini, ma non li ho trovati, quindi l’indirizzo lo so , Quali sono le procedure legali in questa materia?

  182. separatamente dice:

    Buongiorno,
    credo di avere già trattato forse proprio con Lei questo argomento.
    Lei ha uno strumento per stimolare la vendita dell’immobile, si tratta di un’azione di divisione, una vera e propria causa che come fine ultimo può condurre le parti del giudizio a vendere l’immobile del quale risultano cointestari. Di solito, prima di questa iniziativa si cerca di fare ragionare il comproprietario con una formale comunicazione tramite avvocato.
    Resto a disposizione. Il primo confronto è gratuito.
    Avv. Marco Pola (349.8197797 – marcopola@npassociati.com).

  183. separatamente dice:

    Buongiorno,
    le spese sostenute per una locazione ovvero per il pagamento della rata del mutuo hanno sicuramente rilevanza con riferimento alla quantificazione dell’assegno di mantenimento. E’ tuttavia veramente difficile esprimere un parere su quanto Lei ci riferisce perchè non conosciamo le condizioni che hanno giustificato l’aumento dell’importo dovuto a titolo di mantenimento, nè tanto meno conosciamo i redditi dei genitori (sia quelli che hanno giustificato la prima quantificazione dell’assegno di mantenimento sia quelli esistenti al momento della modifica dell’assegno di mantenimento).
    Restiamo a disposizione per eventuali approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  184. Mirko dice:

    Buongiorno avvocato le ho già scritto un po’ di tempo fa il problema è che mia moglie nn vuole liquidare il mio 50 %e nn ha intenzione di fare nessuna offerta io sono andato via di casa sapendo che lei aveva un amante e comunque loro adesso vivono lì io sono proprietario al 50% e sono tornato a vivere da mamma e posssibile che sia così grazie avvocato mi Sto arrivando! Che la contatterò telefonicamente per un appunta,entro

  185. Silvia dice:

    Buongiorno, espongo la mia situazione, il mio compagno ha un figlio di 9 anni da una precedente relazione, a inizio 2019 gli è stato alzato il mantenimento e per via di tale aumento, non ha potuto piu sostenere le spese di affitto di una casa ed è dovuto tornare a vivere con i genitori, il giudice ha ritenuto di non tener conto delle spese sostenute per la casa nella determinazione dell’assegno, la mia domanda é, nel caso di un mutuo vale la stessa cosa? Perché se una persona accende un mutuo per comprare una casa, con fatica e magari con i soldi tirati, dopo tot mesi/anni viene richiesto l aumento del mantenimento, e l eventuale aumento rende non più sostenibili tutte le spese, non credo sia corretto. Il giudice nell’accordare o negare l aumento del mantenimento tiene conto dell’eventuale mutuo o no?

  186. separatamente dice:

    Gentile Sabrina,
    se lo desidera le possiamo fornire i dati di una psicoterapeuta che merita la nostra stima professionale che lavora con tariffe convenzionate e calmierate. Se interessata potreste avere un primo colloquio conoscitivo.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

  187. Sabrina dice:

    Sono una donna divorziata molto depressa non ho un lavoro i miei figli vivono in un altra regione con il loro padre benestante . Non so più cosa fare per poter riconquistare un po’ di fiducia da parte dei miei figli, nn lavorando li vedo pochissimo,la prego mi può aiutare, la ringrazio tanto.
    Sabrina

  188. separatamente dice:

    Buongiorno Roberto,
    se siete separati ci sarà anche un accordo di separazione o una sentenza di separazione. Occorre esaminare questo documento prima di fornire suggerimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  189. Roby dice:

    Buongiorno,
    Vorrei sapere se quando due genitori separati con un minore disabile , i soldi dell invalidità possono essere totalmente gestiti dalla solo mamma senza far sapere al padre su che conto vanno e come vengono gestiti ? Inoltre, se la mamma percepisce il caragiver, questi soldi li può gestire in assoluta autonomia senza dare conto al padre? Purtroppo mi trovo un questa situazione inverosimile.. potete darmi informazioni certe? Grazie

  190. separatamente dice:

    Buongiorno,
    difficile, anzi illegittimo, escludere un erede legittimo (come un figlio o una figlia) dal proprio testamento.
    Io inizierei con l’intestare la casa a Lei.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  191. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il bimbo è troppo piccolo. Al massimo, un Giudice, con un neonato, concede un giretto al parco con il bambino ma tutta la giornata no.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  192. Inga dice:

    Buongiorno.. Io vorrei sapere cosa posso fare nella nostra situazione. Io con mio compagno abbiamo 8anni da quando siamo insieme ma da tre ani conviviamo e abbiamo una figlia da 2 anni e lui da prima sua compagna ha una figlia di 9anni dove lui con la sua ex compagna ha fatto una casa per la sua figlia dove adesso la figlia sta inseme alla sua mamma in più lui gli dà il mantenimento. Adesso io con mio compagno vogliamo comprare una casa ma io vorrei sapere se possiamo fare che quandnto compriamo la casa di fare un testamento che la casa gli lasciamo solo alla nostra figlia non voglio che la sua griglia dalla sua ex compagna non c’entra se niente.. si po fare? Grazie

  193. Fiorella Lettieri dice:

    Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni ed ho un bimbo di quasi due mesi, riconosciuto dal padre con il quale non ho mai convissuto. Da circa un mese abbiamo rotto la relazione ed il padre vorrebbe prelevare il bimbo per portarlo a casa sua nella giornata che ha libera dal lavoro. Non vuole venire a vederlo a casa mia in quanto dice di non volermi vedere. La mia domanda è: nonostante sia così piccolo, il padre può prelevare il bimbo e portarlo nella casa in cui vive con i suoi per l’intera giornata? Grazie

  194. separatamente dice:

    Buonasera Paola,
    di solito non rispondo agli utenti fuori distretto: io esercito la professione di Avvocato a Milano e dintorni. Faccio una eccezione per Lei.
    Lei è la madre ma è anche minorenne quindi prima di tutto deve farsi aiutare da persone che possono accompagnarla durante questo percorso che l’avvicinerà alla nascita di Suo figlio. Ci sono tante associazioni a Catania che possono aiutarla tra le altre anche questa: http://www.accoglienzaesolidarieta.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4&Itemid=113.
    Poi i suoi diritti: il padre ha ovviamente il dovere di riconoscere il figlio, nonchè di mantenerlo. Quindi il nostro suggerimento è quello di lottare per garantire a Suo figlio una madre ed anche un padre. Il padre, peraltrom son può sottrarsi ai propri obblighi neanche se ha ricevuto il consenso della madre. L’uomo che non riconosce il figlio nato da un rapporto di fatto può essere citato in causa dalla madre del bambino o dal figlio stesso divenuto maggiorenne, con la cosiddetta «azione di riconoscimento della paternità».
    La prova della paternità non può essere costituita dal semplice fatto che l’uomo e la donna si frequentavano, né dall’esistenza di rapporti sessuali tra questi. Pertanto, di solito, si procede all’esame del Dna. Ma se il padre rifiuta di sottoporsi al prelievo del sangue il suo comportamento viene considerato una sorta di ammissione di responsabilità e tanto basta al giudice per dichiarare la sua paternità.
    La donna può cioè esigere che l’uomo le dia i soldi per provvedere a far crescere il bambino. L’obbligo di mantenimento ricade su entrambi in genitori, ma in proporzione alle rispettive capacità economiche. Il fatto che l’uomo sia senza reddito, disoccupato o con stipendio basso non lo giustifica dal trovare una occupazione che gli consenta di versare il mantenimento al figlio. Diversamente risponde del reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare. Peraltro sul tema è di recente intervenuta la Cassazione stabilendo che la responsabilità penale per il genitore che non mantiene il figlio scatta anche se il minore non si trova in condizioni di estremo bisogno. Se il padre non vuol provvedere al mantenimento del figlio, la ragazza madre può agire nei suoi confronti in due modi: con una denuncia ai carabinieri e con un ricorso al giudice civile affinché quantifichi l’importo da versare in favore del figlio. Lo può fare con il gratuito patrocinio se il suo reddito annuo non supera 11.369,24 euro. Nel caso in cui, anche all’esito della condanna, il padre non voglia provvedere al mantenimento, contro di lui potrà essere promosso il pignoramento.
    Al di là dei rapporti con il padre, lo Stato riconosce alcuni diritti alla ragazza madre in ambito di assistenza sociale. Il primo è l’assegno di maternità (anche detto bonus bebè). Attualmente, chi ha un Isee non superiore a 7mila euro ha diritto a 320 euro al mese per il primo figlio ed a 400 euro al mese per il secondo; invece chi ha l’Isee superiore a 7mila euro ma inferiore a 25mila euro ha diritto a 160 euro mensili. Il bonus può essere erogato solo se il bambino non ha più di 5 anni.
    La domanda va inoltrata all’Inps anche in via telematica o con il contact center.
    Alcuni Comuni riconoscono un assegno speciale per le ragazze madri da chiedersi entro 6 mesi dalla nascita del bambino purché non si superino i limiti di reddito fissati dal Comune stesso. A tal fine sarà necessario informarsi presso l’ufficio comunale di propria residenza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  195. separatamente dice:

    Buongiorno,
    esiste un procedimento giudiziario (ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio). Lei ha diritto di ricevere un contributo fisso mensile per il mantenimento di Sua figlia oltre al rimborso delle spese straordinarie nelle misure percentuali da concordarsi.
    Se vuole siamo disponibili per un primo confronto gratuito (di persona in studio, in teleconferenza, oppure, semplicemente, telefonicamente).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797 – 02.72022469)

  196. Paola dice:

    Sono una ragazza di 16 anni, ho scoperto di essere incinta da pochi mesi, a febbraio compio 17 anni, a fine maggio dovrà nascare il mio bambino. Volevo chiedere siccome il padre ha 20 anni, alla nascita del bambino sono insicura a mettere il cognome del padre, perché ho paura che potrà portarselo e levarmelo. Non so più cosa fare, mi potreste aiutare a dirmi chi ha più diritti per il bambino.

  197. Angela dice:

    Buongiorno,
    ho una figlia di due anni. Io e il padre di mia figlia ci siamo lasciati un paio di mesi fa(non siamo sposati). Ora viviamo dai miei genitori. Il padre non dá il mantenimento ma compra dei beni alimentari per la bimba quando capita. Si presenta quando vuole e si fa sentire quando capita. Si presente a scuola un giorno e sparisce per altri 3/4 giorni senza farsi sentire. In questo caso io da madre quali sono i miei diritti nei confronti di mia figlia.

  198. separatamente dice:

    Buongiorno,
    i comportamenti del padre possono essere sottoposti alla attenzione di un Giudice con un procedimento ex art 709 ter cod. proc. civ. al fine di essere eventualmente sanzionati laddove contrari agli interessi ed alla serena crescrita dei figli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  199. separatamente dice:

    Buongiorno,
    le quote di intestazione della casa dovrebbero rispettare l’entità degli investimenti dei conviventi.
    Anche se non ho capito le ragioni, laddove non vi sia questa possibilità, una scrittura privata nella quale viene espressamente previsto che in caso di interruzione della convivenza il suo compagno dovrà restituirle gli importi da lei versati è una possibile soluzione. Mi permetto solo di aggiungere che la scrittura dovrà essere stilata diligentemente. E si ricordi, laddove nascano figli, cambia tutto: lei può chiedere l’assegnazione della casa familiare in quest’ultimo caso.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  200. Cristina dice:

    Buongiorno,
    sono separata consensualmente dopo una negoziazione assistita dal luglio 2019, con una figlia piccola. Da subito ho avuto problemi di ogni sorta sia nel fare rispettare gli accordi sottoscritti che nella quotidiana comunicazione e gestione di nostra figlia.
    A seguito della mia richiesta di scioglimento del matrimonio la situazione è peggiorata ulteriormente arrivando il papà di mia figlia addirittura a bloccare il mio profilo whatsapp impedendomi di poter comunicare con mia figlia (5anni) in quanto da 3 anni mezzo utilizzato per fare chiamate e soprattutto videochiamate tra noi. È legittimo da parte sua? Ho richiesto di essere riabilitata ma invano. Cosa posso fare?

  201. Giulia dice:

    Salve,
    attualmente sto cercando casa con il mio compagno con il quale non sono sposata.
    Lui ha una buona disponibilità economica e metterebbe circa l’80% della cifra necessaria, io invece potrei mettere solo la parte rimanente.
    Lui non vuole cointestare la casa nemmeno nelle percentuali di 80-20 ma vorrebbe che la casa fosse intestata solo a lui.
    E’ invece disponibile a fare una scrittura privata in cui dice che se la nostra relazione dovesse finire si impegna a restituirmi la cifra che io ho messo per l’acquisto della casa.
    In questo modo sarei tutelata? In casa la relazione dovesse finire riavrei i soldi spesi?
    Grazie

  202. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se c’è un accordo o una sentenza occorre rispettare le condizioni di mantenimento ivi indicate.
    Ovvio, poi, che la collocazione dei figli non rispetta le predette condizioni possa essere avanzata (anche in giudizio, se necessario) domanda per diversamente quantificare l’assegno di mantenimento per i figli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  203. Luisella dice:

    Buongiorno, ho bisogno di avere una conferma su un fatto che sta capitando a una mia conoscente. Separata con due figli, con collocamento anagrafico presso di lei ma affidamento condiviso. I lavori di sistemazione della casa sono andati per il lungo e ad oggi non è ancora pronta. Per ora vive a casa di parenti con un figlio (che si alterna i giorni con il padre come da sentenza) mentre l’altro figlio è stabile tutti i giorni da quasi tre mesi con il padre. É probabile che la casa non sarà pronta per altri due mesi (al momento non è ancora definibile)
    Lui ora vorrebbe decurtare il mantentimento del 50%, cioè della quota di un figlio oppure richiedere che lei versi a lui il 50% del mantenimento ( finché non si insediereanno nella nuova casa) poiché al momento lui si sta facendo carico della gestione ordinaria del figlio e anche di quella straordinaria al 50%. Può richiedere ciò alla sua ex moglie?

  204. separatamente dice:

    Buonasera,
    NON ABBANDONI LA CASA FAMILIARE. Il tradimento, di per sè, non le fa pardere diritti (e doveri) nei confronti dei figli. Si rivolga ad un avvocato a Treviso. Io esercito a Milano e dintorni e la mia assistenza potrebbe per lei risultare antieconomica.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  205. separatamente dice:

    Buongiorno,
    anzitutto, occorre capire se avete firmato una proposta di acquisto per la casa. Lei avrebbe diritto all’assegnazione della casa familiare oltre ad un assegno di mantenimento per le sue figlie. Sarebbe opportuna una intesa tra avvocati. In difetto, in ogni caso, si può chiedere aiuto ad un Giudice. Quindici anni di convivenza non sono pochi ed il padre, ovviamente, non può sparire da un giorno all’altro.
    Sono disponibile per approfondimenti. Occorre, infatti, esaminare con attenzione reddito e patrimonio dei genitori per comprendere gli importi dovuti a titolo di mantenimento per i figli (anche per il nascituro).
    Il primo confronto (al telefono, in studio o in teleconferenza) è gratuito (02.72022469 – 349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  206. separatamente dice:

    Buongiorno,
    di solito ci si trova di fronte a genitori che si contendono i figli in caso di separazione. In caso di contenzioso, comunque la collocazione dei figli sarà quella della separazione salvo che la madre per ragioni gravi (salute, assenza di una abitazione in cui vivere con i figli, altri motivi gravi) non sia più in grado di tenerli con sè.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  207. separatamente dice:

    Buongiorno,
    con figli di maggiore età, ritengo che si possa ipotizzare una alienazione parentale soltanto se tale opera di convincimento da parte del genitore collocatario sia iniziato in data precedente al raggiungimento della maggiore età. Ma se tale accertamento potrebbe sortire qualche risultato con riferimento alla PAS da un punto di vista psicologico, ben diverso sarebbe l’utilità di un simile accertamento da un punto di visita legale. Meglio ipotizzare procedure sanzionatorie ex art. 709 ter cod. proc. civ. laddove ne sussistano i presupposti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  208. Sara dice:

    Buongiorno avvocato, convivente da 9 anni con una figlia di 7 anni e mezzo ,lui ha scoperto il tradimento e minaccia di portarmi via la bambina.
    Ultimamente sta manipolando la bambina parlando male di me e istigandola a venirmi contro.
    Come mi devo comportare?perdo mia figlia per un tradimento?ha detto che mi devo fare le valigie

  209. Anna dice:

    Salve ho un problema molto confusionale,ho una figlia piccola con il mio convivente, sono rimasta incinta Da poco glie l’ho detto ed ha deciso di andarsene, mi vuole obbligare ad abortire ma io non voglio; mi stava per comprare una casa ma ancora non siamo andati a roggito..premetto avevamo dei problemi di sua i fedeltà crudele quasi ed altri problemi caratteriali,la gravidanza è successa e io a prescindere ho deciso di tenerlo/a… lui è benestante ma molto tirchio passatemi la parola,stiamo insieme da 15anni con nessun avere materiale proprio due cuori e una capanna… quali diritti potrei avere io e i miei figli quali richieste?! Se volete contattarmi sulla mia mail perché avrei bisogno di un avvocato visto che anche lui si vuole rivolgere a uno. È imbarazzante da parte sua, mi ha fatto tanto male in anni insieme e nno c’è mai limite al peggio

  210. Miriam Ficarra dice:

    Buonasera, vorrei sapere se in caso di divorzio, la moglie può decidere di lasciare i figli col marito, anche lui risulta essere il genitore più vecchio e senza un lavoro sicuro????grazie

  211. Dell'oro massimo dice:

    Buonasera. Sono probabilmente di fronte ad un caso di alienazione genitoriale. Separati e divorziati da 12 anni. Da anni l’ex moglie ha parlato male di me ai miei figli nonostante la mia puntualità nel fornire il mantenimento. Ad oggi causa covid inutile dire che si sono create delle serie difficoltà per tutti, ma ho adempito come potevo versando la quasi totalità dell’assegno. Da marzo è nata l’ennesima guerra nella quale sono stati coinvolti come sempre i miei figli (da parte della mia ex). Da luglio non li vedo, non riesco quasi più a comunicare con loro. Sicuramente sono stati “obbligati” dalla madre ad avere questo cambiamento repentino nei miei confronti.. e sicuramente non ci sono giustificazioni ad un atteggiamento così svantaggioso e doloroso per me e per i miei figli, che a fine giugno nel mentre sono diventati maggiorenni.
    Mi chiedo se la prole verrebbe tutela in egual modo.. cioè potrebbe considerarsi scorretto il comportamento della madre anche con figli di maggiore età?

  212. separatamente dice:

    Buongiorno,
    per rispondere esaustivamente e diligentemente alla Sua domanda dovrei leggere le condizioni del divorzio.
    Comunque se avete concordato un assegno una tantum la natura e le ragioni di quest’assegno non giustificano, salvo casi eccezzionali (grave stato di bisogno per esempio), altri importi in favore del coniuge divorziato beneficario dell’una tantum.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  213. separatamente dice:

    Buonasera Lara,
    se i suoi figli sono autosufficienti e maggiorenni direi che sussiste il divieto. Se invece esercita il diritto di visita come stabilito nell’accordo divorzile ritengo che ci siano spazi per giustificare il trasferimento.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  214. separatamente dice:

    Buongiorno Mirko,
    se non ci sono figli, non vi sono ragioni per le quali la casa non possa essere venduta (con il ricavato suddiviso nel rispetto del quote di proprietà). Se non si trova un accordo amichevole (che si può stimolare con lettera del legale), suggerisco di intraprendere due iniziative giudiziarie: la separazione e la divisione. Con la seconda si ottiene la vendita all’asta della moglie.
    Resto a disposizione e saluto cordialmente,
    Avv. Marco Pola (349.8197797).

  215. Marina dice:

    Buona sera avrei bisogno di un chiarimento se possibile da parte vostra,sono divorziata dal 2018,da questo divorzio ho ottenuto una cifra di denaro chiamato “Una tantum” ,io ho 50 anni e non lavoro da diversi anni, lavoravo con il mio ex marito, essendo disoccupata dopo la somma che mi spetta nn percepirò più nulla da lui? Premetto che il mio ex è una persona molto agiata economicamente, io nn ho nessuna proprietà e pago un affitto mensile.
    Grazie dell’ ascolto, chiedo gentilmente una vostra risposta

  216. Lara Sartorio dice:

    Buon giorno sono una donna divorziata, risiedo in Lombardia zona rossa,i miei figli in Emilia Romagna zona gialla, chiedo è possibile in questo periodo vedere i miei figli?
    Grazie, attendo una vostra risposta.

  217. Mirko dice:

    Buongiorno io sono padrone del 40%per cento di una casa dove è io e mia moglie abbiamo passato circa 10anni me ne sona andato sapendo che lei aveva un amante subito dopo lui è entrato in casa anche mia convivere con lei premetto che nn abbiamo figli e circa 2 anni che vivono lì insieme e anche dopo la separazione nn ha voluto farmi nessuna offerta per il mio 40% e mi ha pure denunciato per minacce vorrei una consulenza per sapere come fare ad arrivare al più presto ha una soluzione grazie 🙏

  218. separatamente dice:

    Buongiorno,
    Le confermo il divieto. Chi vive nelle regioni che rientrano nello scenario rosso («massima gravità e alto rischio») ma anche chi risiede in fascia arancione («elevata gravità e alto rischio») non può uscire dal proprio comune di residenza o domicilio. Quindi gli spostamenti tra regioni rosse (per esempio tra Lombardia e Piemonte) e arancioni, o tra una regione rossa e una arancione sono vietati. A meno di «comprovate esigenze lavorative, di necessità o salute». Ci si chiede se la visita ai congiunti possa rientrare tra le esigenze di necessità. La risposta è negativa. Non è consentito far visita o incontrarsi con parenti o amici non conviventi, in qualsiasi luogo, aperto o chiuso. Questo significa che la “visita ai congiunti” non solo non è ammessa per un fidanzato che voglia da Verona (zona gialla) raggiungere la sua fidanzata a Mantova (zona rossa), bensì persino due fidanzati che abitino nella stessa città di una Regione rossa, ma senza essere conviventi, non possono incontrarsi. Stessa cosa anche per quanto riguarda l’eventualità (non ammessa) di spostamenti in zona rossa, o da zona gialla a zona rossa e viceversa, per fare visite ai parenti. Pervengo a queste conclusioni leggendo le FAQ rivolte al Governo dopo l’emissione del recente DPCM.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  219. Angelo dice:

    Buongiorno,in,caso di separazione un coniuge puo’ abbandonare la propria citta’ di residenza con 2 minori senza il consenso dell’altro genitore?per raggiungere il nuovo fidanzato?pur non avendo un lavoro?sto leggendo su internet ma senza trovare la giusta risposta.

    Grazie saluti

  220. separatamente dice:

    Buongiorno,
    l’usufruttuario sino ad oggi ha tollerato la presenza della coppia sposata, quindi, coerenza (giuridica) comporta che sia il coniuge a prendere iniziativa con apposita procedura di separazione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  221. separatamente dice:

    Buongiorno,
    Le confermo il divieto. Chi vive nelle regioni che rientrano nello scenario rosso («massima gravità e alto rischio») ma anche chi risiede in fascia arancione («elevata gravità e alto rischio») non può uscire dal proprio comune di residenza o domicilio. Quindi gli spostamenti tra regioni rosse (per esempio tra Lombardia e Piemonte) e arancioni, o tra una regione rossa e una arancione sono vietati. A meno di «comprovate esigenze lavorative, di necessità o salute». Ci si chiede se la visita ai congiunti possa rientrare tra le esigenze di necessità. La risposta è negativa. Non è consentito far visita o incontrarsi con parenti o amici non conviventi, in qualsiasi luogo, aperto o chiuso. Questo significa che la “visita ai congiunti” non solo non è ammessa per un fidanzato che voglia da Verona (zona gialla) raggiungere la sua fidanzata a Mantova (zona rossa), bensì persino due fidanzati che abitino nella stessa città di una Regione rossa, ma senza essere conviventi, non possono incontrarsi. Stessa cosa anche per quanto riguarda l’eventualità (non ammessa) di spostamenti in zona rossa, o da zona gialla a zona rossa e viceversa, per fare visite ai parenti. Pervengo a queste conclusioni leggendo le FAQ rivolte al Governo dopo l’emissione del recente DPCM.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  222. separatamente dice:

    Buonasera,
    anzitutto, se rimette la decisione ad un Giudice la casa familiare verrà assegnata a Lei insieme a Sua figlia. Questo epilogo nel 99% dei casi (salvo che lei sia una madre irresponsabile …).
    Per il mantenimento, direi che occorre anche ricordarsi che il padre è tenuto al rimborso in misura percentuale di molte spese cosiddette straordinarie per i figli indipendentemente dal fatto che esista un contributo fisso mensile.
    Il procedimento giudiziario si chiama ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio. Si può evitare una fase contenziosa (un genitore contro l’altro) con il medesimo ricorso presentato congiutamente. Quindi dopo avere trovato un accordo che sarebbe poi la strada per risparmiare tempo e denaro.
    Resto a disposizione (02.72022469). Il primo confronto è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  223. separatamente dice:

    Buonasera,
    anzitutto, se rimette la decisione ad un Giudice la casa familiare verrà assegnata a Lei insieme a Sua figlia. Questo epilogo nel 99% dei casi (salvo che lei sia una madre irresponsabile …).
    Per il mantenimento, direi che occorre anche ricordarsi che il padre è tenuto al rimborso in misura percentuale di molte spese cosiddette straordinarie per i figli indipendentemente dal fatto che esista un contributo fisso mensile.
    Il procedimento giudiziario si chiama ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio. Si può evitare una fase contenziosa (un genitore contro l’altro) con il medesimo ricorso presentato congiutamente. Quindi dopo avere trovato un accordo che sarebbe poi la strada per risparmiare tempo e denaro.
    Resto a disposizione (02.72022469). Il primo confronto è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  224. jenje dice:

    Salve. Coppia sposata (figli ormai maggiorenni e indipendenti) vive da anni in immobile di cui la sola moglie ha nuda proprietà e il di lei padre ha l’usufrutto (attualmente risiede in una RSA). La signora è intenzionata a separarsi a causa anche delle violenze verbali e fisiche del marito (mai denunciate) ma, visti i tempi lunghi della separazione, vorrebbe nel frattempo far uscire di casa il marito “in via indiretta”: può e come il padre di lei diffidare il marito ad andarsene anche in costanza di matrimonio? E con quali motivazioni?

  225. Andrea dice:

    Buongiorno
    Sono separato ed essendo in zona rossa vorrei capire se la mia ex moglie residente a Torino come me, può andare nel week end dal suo compagno fuori Torino con mia figlia eludendo il decreto

  226. Valentina dice:

    Buongiorno
    Vorrei cortesemente delle delucidazioni in quanto mi trovo in una situazione in cui capisco poco.
    Mi sono lasciata con il papà di mia figlia di 5 anni non siamo sposati ma abbiamo un mutuo e una casa cointestata. Lavoriamo entrambi indeterminati e percepiamo 1200€ io e 1400€ lui.
    Per ora siamo separati in casa ma per me questa situazione è assurda lui ha detto che se ne andrà di casa se gli do la parte che ha pagato fino ad ora e che il mutuo lo dovrò accollare da sola( ma è quasi impossibile che me lo lascino finché non trovo un garante) e per quanto riguarda il mantenimento per la bambina dato che ho un lavoro a turni e lavoro sia il week che a volte in settimana finisco anche alle 22 la terrà spesso anche lui quindi praticamente per il mantenimento saranno massimo 200€.
    È giusto così? Io vorrei rimanere in buoni rapporti ma così mi sembra assurdo.
    Grazie in anticipo

  227. Valentina dice:

    Buongiorno
    Vorrei cortesemente delle delucidazioni in quanto mi trovo in una situazione in cui capisco poco.
    Mi sono lasciata con il papà di mia figlia di 5 anni non siamo sposati ma abbiamo un mutuo e una casa cointestata. Lavoriamo entrambi indeterminati e percepiamo 1200€ io e 1400€ lui.
    Per ora siamo separati in casa ma per me questa situazione è assurda lui ha detto che se ne andrà di casa se gli do la parte che ha pagato fino ad ora e che il mutuo lo dovrò accollare da sola( ma è quasi impossibile che me lo lascino finché non trovo un garante) e per quanto riguarda il mantenimento per la bambina dato che ho un lavoro a turni e lavoro sia il week che a volte in settimana finisco anche alle 22 la terrà spesso anche lui quindi praticamente per il mantenimento saranno massimo 200€.
    È giusto così? Io vorrei rimanere in buoni rapporti ma così mi sembra assurdo

  228. separatamente dice:

    Buongiorno,
    si era acceso un interessante dibattito sul punto agli inizi del primo lockdown.
    Buona parte dei Tribunali (primo fra tutti quello di Milano, con decreto dell’11 marzo 2020) avevano deciso che il regime del diritto di visita non era sospeso durante il lockdown ma non sono mancate sentenze di parere contrario.
    Ritengo che il problema sia stato superato dalle precisazioni (credo di aprile 2020) del Ministero della Salute che ha confermato tale diritto del genitore non collocatario. Precisazioni confermate anche dopo il recente DPCM: “Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.” Io consiglio di fare portare con sè al minore il provvedimento del Giudice.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  229. separatamente dice:

    Buongiorno,
    occorre valutare se il gioco vale la candela. Mi spiego meglio: esiste un procedimento, previsto dall’art. 709 ter cod. proc. civ., con il quale può essere contestato e sanzionato il comportamento del coniuge separato.
    I compensi per questo procedimento di solito non sono alti ma si tratta pur sempre di una causa.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  230. marcella lisi dice:

    Buongiorno,
    il mio ex compagno vive in liguria. Io e mio figlio quindicenne viviamo in Lombardia.
    Con il nuovo decreto (3.11.20), mio figlio può recarsi presso il padre come sempre o non è un motivo valido?
    Andrebbe col treno.
    Deve venire il padre a prenderlo?

  231. Michele Buongiorno. dice:

    Buongiorno. La mia ex moglie, con la quale sono divorziato e a cui passo 600€ per il mantenimento dei figli, continua a chiedere extra non dovuti ossia spese di cancelleria , che non sono previsti secondo la sentenza del tribunale. La cosa mi causa continui litigi e stress. Ho pensato di risolvere la questione per via legale per dare fine a questa situazione. Vorrei un consiglio. Grazie

  232. separatamente dice:

    Buongiorno,
    quanto risulta nei certificati di residenza dovrebbe coincidere con le statuizioni dei Giudici. Sarebbe molto anomalo se un Giudice avesse tolto la responsabilità genitoriale ad uno dei genitori e gli permettesse di vivere sotto lo stesso tetto con i figli. Le risultanze anagrafiche, peraltro, se non corrispondono alla realtà delle effettive dimore dei componenti della famiglia, potrebbe essere oggetto di sanzioni.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  233. separatamente dice:

    Buongiorno Giovanna,
    la residenza deve coincidere con la dimora abituale per buona parte dell’anno.
    Le faccio un esempio: se Lei dimora nella struttura di riabilitazione per oltre un anno dovrà mutare la sua residenza.
    E’ un obbligo giuridico con conseguenze civili ed ammnistrative se non rispettato.
    Cordiali saluti
    Avv. Marco Pola

  234. separatamente dice:

    Buongiorno Marisa,
    il tradimento, nella coppia non sposata, non ha conseguenze giuridiche.
    I conviventi si devono mettere d’accordo, con riferimento alla casa, per decidere chi deve continuare a viverci. Se non trovate una intesa un Giudice può aiutarvi a venderla ma non deciderà chi dei due deve restare in quella casa. Con un atto di divisione arriverete alla vendita all’asta dell’immobile. Di solito, dopo le prime schermaglie, parlando tra legali, si riesce a trovare una intesa.
    Resto a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  235. separatamente dice:

    Buongiorno,
    questo forum è riservato ai clienti di Milano e dintorni (Monza, Lecco, Como, Varese, Pavia).
    Direi comunque che il problema nasce dal fatto che l’intestazione della casa coniugale è stata fatta in capo a Sua moglie. Occorre dimostrare in giudizio che si trattava di una intestazione fittiza e che la proprietà è invece riconducibile ad entrambi. Non è semplice ma non impossibile. Si trovi un bravo avvocato a Modena, io da Milano dovrei gravare di troppi costi la sua assistenza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  236. Alessandro Sabatino dice:

    Buongiorno, perdendo la responsabilità genitoriale decretata dal Tribunale dei minori, non si ha più diritto agli assegni familiari, pure se i figli risultano ancora come residenza nella mia abitazione e risultano ancora sullo stato di famiglia?

  237. Giovanna Frusteri dice:

    Buonasera volevo sapere per gentilezza quando avviene la separazione tra 2 coniugi e uno dei 2 è in una struttura di riabilitazione mentale dove però in quest ultima non può mettere la residenza, la può lasciare nella casa coniugale dove vive la moglie con figli? E cosa si deve dichiarare per fare l isee? Grazie

  238. Marisa dice:

    Buongiorno,
    Due conviventi senza figli, in cui Uno dei due ha tradito ed entrambi sono proprietari della casa ci sono delle conseguenze legali per quanto riguarda la casa ?? Se il convivente tradito vuole rimanere nella sua abitazione come funziona? Grazie

  239. Simo dice:

    Buongiorno, la storia e un po contorta e complicata, proverò a spiegarmi.
    Dopo un primo divorzio in Spagna ho ritrovato uno dei miei primi amori , e si e riaccesa la fiamma, io abitavo in Spagna lei a modena dove abitava col suo compagno padre di suo figlio.dopo una relazione a distanza x un anno ,abbiamo deciso di vivere insieme, così io ho lasciato il mio lavoro in Spagna ho venduto le mie cose x racimolare un po di fondi e l ho raggiunta a modena.lei aveva una casa di proprietà acquistata con il suo compagno cointestatario, quindi io ho preferito prendere un apoartamento in affitto.quindi x un anno abbiamo vissuto in un appartamento pagando affitto e meta mutuo della sua casa dove ha continuato a vivere il suo ex compagno.
    Io mi sono integrato subito un buon lavoro ,e abbiamo vissuto come una famiglia io lei e suo figlio.dopo un anno circa, il compagno ha chiesto di vendere la proprietà, e siccome i prezzi di mercato si erano notevolmente abbassati , vendendo e pagando il residuo del mutuo rimanevano solo 10000€ abbiamo deciso di liquidare l ex e prenderci noi la casa.ovviamente per facilitare le cose e pagare meno spese l abbiamo intestata a lei ,anche perché io venivo da un divorzio e quindi pensavo fosse meglio cosi, insomma tutto bene…e stata una grande storia , per più di 5 anni abbiamo vissuto come una famiglia e addirittura ci siamo sposati, ma solo in chiesa x vari motivi in attesa di trascrivere l atto civilmente,ho lavorato e fatto tanti sacrifici , ma ora che le cose sono andate male, lei mi ha costretto ad andare via e che tutto e di sua proprietà, lo trovo profondamente ingiusto, perché a 47 anni mi sono ritrovato con 2 valige in mano guoti dalla porta…..ho diritto a qualcosa o come dice lei e tutto suo perché e lei l inteststaria…..ribadisco che ho sempre lavorato e portato lo stipendio a casa cercando fi montare mancare niente ne a lei ne a suo figlio.
    Spero di essermi spiegato….
    Gradirei una risposta
    Un saluto

  240. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se la coppia risulta sposata in regime di comunione dei beni e l’auto acquistata dopo il matrimonio, quest’ultima rientra tra le proprietà comuni dei genitori.
    Anche laddove, tuttavia, si sia optato per il regime della separazione dei beni, un Giudice potrebbe assegnare l’autovettura al genitore collocatario del figlio quando quest’ultima abbia particolari necessità (disabilità, lunghe distanze da percorrere per portare il figlio a scuola in assenza di mezzi pubblici, etc.). Sebbene non credo esistano dei precedenti giurisprudenziali ritengo che i medesimi principi, in presenza di figli, si possano applicare anche alle coppie non sposate.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  241. Francesco dice:

    Buongiorno,
    al momento sto valutando l’acquisto di un auto costosa da intestare soltanto a me e pagandola di tasca mia.
    Ho letto su internet che in caso di separazione e divorzio l’auto può essere assegnata al coniuge non proprietario nel caso ci siano figli, anche se si è in regime di separazione dei beni. Subito dopo l’assegnazione è necessario fare un passaggio di proprietà e intestarla al coniuge.
    Mi conferma la veridicità?
    Se invece non dovessi sposarmi e semplicemente continuare a convivere con un figlio rischierei comunque che un giudice possa espropriarmi la macchina se l’unica del nucleo famigliare?
    Grazie per la risposta.

  242. separatamente dice:

    Buonasera,
    ritengo che la sede dove avreste dovuto trattare l’argomento relativo alla ripartizione della TARI (con le maggiorazioni derivanti dal fatto che lei risulta residente con i figli nell’abitazione oggetto della tassa TARI) avrebbe dovuto essere il Tribunale in occasione del procedimento di separazione. Oggi, potrebbe considerarsi una richiesta tardiva. In ogni caso, ritengo che non si possa mettere in discussione che buona parte del tributo sia esclusivamente a lei imputabile (quello riconducibile alla proprietà dell’immobile ed alla sua presenza nello stesso). Si può eventualmente disquisire sulla differenza tra questo costo e la maggiorazione della TARI riconducibile alla presenza di due figli che risultano residenti in quella abitazione.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  243. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    suo marito può depositare istanza di modifica delle condizioni della separazione e se è disposto a pagare le spese legali potreste anche fare una istanza congiunta con un unico avvocato.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  244. separatamente dice:

    Buongiorno,
    tramite autorizzazione del Giudice si potrebbe accedere ai tabulati telefonici. Difficile tuttavia che un Giudice autorizzi una simile iniziativa in un procedimento di separazione. Meglio rivolgersi ad una agenzia investigativa autorizzata: i risultati delle indagini sono producibili in giudizio.
    Cordiali saluti
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  245. separatamente dice:

    Buonasera,
    la ripartizione che si è verificata in passato delle spese (anche non pariteticamente tra i conviventi) relative alla Vosrta convivenza può essere messa in discussione tramite prove che dimostrino che le vostre intese erano diverse. Riavvolgere il nastro e sostenere che in considerazione dell’interruzione del legame affettivo si devono rivedere tutte le ripartizioni delle spese fatte durante la convivenza non è semplice soprattutto se non si hanno prove che i pagamenti non erano riconducibili a liberalità/donazioni.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  246. serena lenarduzzi dice:

    buongiorno
    vorrei chiedere delucidazioni in merito alla tari. sono separata e ognuno di noi vive in casa di proprietà e teniamo i figli al 50%. i figli per il comune risultano formalmente residenti da me (madre) addebitandomi la tari al 100% nonostante loro per sentenza di separazione stiano, nello stesso comune, al 50%.
    sto cercando di capire se è corretto spartire la tari, per quanto concerne la quota relativa ai figli.
    vi ringrazio
    serena

  247. Patrizia dice:

    Buongiorno, mio figlio 24 lavora a tempo determinato part time guadagna 800€ al mese ,ha deciso di andare a convivere con la compagna, dato che sono disoccupata momentaneamente ho scritto 2 righe al suo avv. chiedendo la rinuncia, se il mio ex vuole la modifica dinanzi al giudice può farlo a spese sue? Grazie per L attenzione

  248. Gianfranco dice:

    Volevo sapere se in caso di tradimenti virtuali con un secondo fine per proseguire la relazione fisica con l’amante (anche se non si riescono ad accettare) se si può accedere pure a chat, web, telefonate e applicazioni anche se cancellate dal telefono…ovviamente ed eventualmente richieste dal giudice. Grazie

  249. Simone Di Giacomo dice:

    Buongiorno,
    La mia convivenza è terminata, attualmente con la mia ex stiamo discutendo su due cose:
    La divisione di affitto e utenze della casa dove abbiamo vissuto(nella pratica lei sostiene di dover pagare solo metà dell’affitto e non vuole pagare metà delle utenze).
    Il fatto che io negli ultimi 5 anni ho pagato tutte le spese per la macchina che era ed è intestata a lei
    (Bollo, assicurazione, manutenzione ordinaria e straordinaria per un totale di 11000€).
    Ho diritto al rimborso di queste somme?

  250. separatamente dice:

    Buongiorno,
    abbiamo pochi elementi per valutare l’attendibilità delle minacce/pretese della ex moglie del suo attuale compagno.
    Possiamo comunque confermare che se non vi è stato un assegno di mantenimento per 11 anni, il coniuge che avanza la richiesta di mantenimento dovrebbe dimostrare una grave peggioramento della propria situazione economica (reddituale e patrimoniale).
    Occorre poi verificare se la firma delle nuove intese è stata raggiunta con l’aiuto di due distinti avvocati. In quest’ultima ipotesi diventa difficile sostenere che dopo pochi giorni uno dei coniugi ha cambiato “idea”.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  251. separatamente dice:

    Buongiorno,
    gli effetti dei provvedimenti che riguardano il mantenimento (di coniugi e/o figli) maturano i propri effetti dal momento in cui è stata depositata la domanda giudiziale.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  252. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se suo figlio è diventato autosufficiente può semplicemente scrivere al Suo ex marito il verificarsi di tale circostanza esonerandolo dal pagamento di quanto dovuto.
    Aggiungo che Suo marito potrebbe pretendere una modifica in sede giudiziale ma per risparmiare potete anche procedere come sopra indicato.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  253. Antonella dice:

    Buongiorno il mio compagno e’ separati da 11 anni , un mese fa il mio compagno ha chiesto il divorzio, e firmato entrambi davanti all’avvocato, dopo aver accettato tutte le richieste da lei chieste, rinunciando all’assegno divorzi le. Dopo alcuni giorni la ex moglie manda messaggi minacciosi dicendo di non essere più convinta e di volere l’assegno perché lei deve tutelarsi e che davanti al giudice si opporrà a ciò che ha sottoscritto. Premetto che non ha mai preso neppure l’assegno di separazione e che la casa coniugale acquistata dal mio compagno e intestata metà a lei ha deciso di non venderla fino a che il figlio 21 enne non diventi indipendente e di sostenere al 100% tutte le spese dell’immobile come ha sempre fatto in questi anni perché lei non lavora e neppure ne ha voglia . Grazie mille . Attento un riscontro . Buona giornata

  254. Fabiola dice:

    Salve volevo un chiarimento.. Posso chiedere il mantenimento arretrato abbiamo avuto una prima udienza a settembre ma non ho fatto richiesta per gli arretrati posso provare a chiederla? Anche perché a marzo ne abbiamo un altra di udienza!

  255. Angelica dice:

    Salve, cortesemente come posso scrivere una lettera di rinuncia per mantenimento figlio Maggiorenne ? Grazie per L attenzione

  256. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    il rischio c’è se e quando nascerà un figlio. Ma forse è giusto così, i bambini vanno tutelati prima di ogni altra cosa.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  257. separatamente dice:

    Buongiorno,
    io consiglio sempre di regolamentare davanti ad un giudice, il mantenimento (comprensivo di una quota fissa mensile ma anche del rimborso in misura percentuale delle spese straordinarie in favore del figlio), della collocazione abitativa, dell’affidamento e del diritto di visita. Spesso, con le intese raggiunte “amichevolmente” accade che prima o poi si litiga. Lei deve sapere esattamente quando il padre di suo figlio potrà stare con quest’ultimo senza che questi incontri siano rimessi al libero arbritrio dei genitori.
    Esiste un procedimento giudiziaro utile a tali scopi: ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  258. separatamente dice:

    Buongiorno,
    è sufficiente una sua dichiarazione per iscritto da rivolgere al Suo ex. In questo modo risparmiate i soldi di una modifica delle condizioni della separazione innanzi ad un Giudice che alcuni avvocati consigliano ….
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  259. separatamente dice:

    Buonasera,
    per la domanda di gratuito patrocinio, non si deve guardare il reddito del nucleo familiare per i procedimenti di separazione e divorzio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  260. separatamente dice:

    Buongiorno,
    l’accesso ai dati relativi al suo conto corrente sono consentiti soltanto se un Giudice autorizza tale indagine. Tra l’altro in un procedimento giudiziario in cui la disclosure relativa ai redditi ed al patrimonio dei genitori viene fatta in maniera trasparente, il Giudice, di solito, non autorizza ulteriori indagini.
    Cordiali saluti
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  261. separatamente dice:

    Buonasera,
    quel genere di clausole non viene mai inserita da un Giuidice ed ho anche qualche dubbio che sia legittima anche se frutto d’intesa tra i genitori.
    Sino a quando il figlio non avrà raggiunto l’autosufficienza economica non sarà possibile evitare il mantenimento.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  262. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il mantenimento dei minori in capo ai genitori è un obbligo di legge. Sanzionato civilmente e penalmente laddove non si ottemperi al relativo obbligo. A meno che i figli siano diventati autosufficienti …
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  263. separatamente dice:

    Buongiorno,
    le condizioni di divorzio sono quelle che regolano affidamento, collocazione e diritto di visita.
    Per chiedere la modifica di quanto stabilito con il divorzio, la Sua ex dovrebbe dimostrare di avere serie difficoltà a gestire le minori. Non basta dire, ovviamente, che si è stufata. Mi sembra una causa in salita … per la sua ex.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  264. separatamente dice:

    Buonasera,
    occorre capire quanto guadagna suo figlio ogni mese. Importi intorno ad € 800/1000 sono stati ritenuti sufficienti per rienere autosufficiente un figlio, soprattutto laddove i genitori non abbiano redditi medio/alti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola
    Avv. Marco Pola

  265. separatamente dice:

    Buongiorno,
    forse la sua domanda è ironica. Comunque, laddove ci siano più denunce di solito vengono riunite in un unico procedimento. Lei ha provato ad agire per il recupero dell’assegno di mantenimento in sede civile con atto di precetto e pignoramenti (presso il datore di lavoro, presso un istituto di credito dove il suo ex ha aperto un conto)?
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  266. separatamente dice:

    Buongiorno,
    lei non è responsabile per i debiti dei suoi genitori. Lo potrebbe diventare in caso di decesso di questi ultimi ed accettazione, da parte sua, dell’eredità.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  267. Salvatore Savastano dice:

    Buongiorno , mio figlio convive con una donna che non mi da tanto affidamento . A mio figlio avevo promesso di donare una casa . Dovranno chiedere un mutuo perché quella da loro scelta va oltre le mie possibilità economiche . La casa a questo punto viene cointestata .
    Ho il dubbio che una volta comprata la casa possano lasciarsi e mio figlio potrebbe ritrovarsi con un pugno di mosche , visto che io gli darei circa il 70% come posso tutelare mio figlio .

  268. Monica dice:

    Buongiorno sono Monica e vivo a Senago in provincia di Milano. Ho un po’ di domande da porle e se potesse illuminarmi avvocato le sarei grata…
    Io e il padre di mio figlio di 4 anni non conviviamo più da gennaio 2020 e ci siamo lasciati a marzo 2019, la casa è mia di proprietà e pago il mutuo, lui mi dà un mantenimento di 250 euro per accordi nostri e il suo stipendio prima della pandemia era 1,100 euro… Che già a me sembravano pochi ma ho accettato ugualmente per quieto vivere senza mettere avvocati in mezzo… Ma ora mi chiedo, è stato giusto percepire quella cifra? Io non ho più un lavoro, lui ora è in cassa integrazione e mi dà comunque quella cifra… Pur vivendo con i suoi genitori pensionati e un fratello con un lavoro a tempo indeterminato…
    Un’altra domanda, sempre in accordo tra di noi lui vede il bambino 5 giorni ogni 10, ora non gli va bene più niente, ne quanto mi dà di mantenimento e cioè che vuole darmi meno e ne che veda il figlio così poco che a mio parere non è così poco… Secondo la legge lui avrebbe gli stessi diritti che abbiamo concordato?
    Ultima domanda mi perdoni…
    Posso decidere di non fare vedere mio figlio alla partner del fratello del mio ex compagno? In quanto è una persona che crea dinamiche di litigio sia per me che per il mio ex e siamo entrambi i genitori d’accordo? La ringrazio in anticipo

  269. Faustina dice:

    Gentile avv. vorrei fare la rinuncia al mantenimento di mio figlio che è andato a convivere con la fidanzata qual è là procedura ? Posso scrivere all avv. del mio ex chiedendo il rifiuto? Voglio stare nel giusto e non incorrere a troppe spese legali. Grazie

  270. Ale dice:

    Buonasera, una mia amica vorrebbe portare la famiglia in tribunale per fargli causa. Tuttavia non lavora quindi non si può permetter un avvocato. inoltre non può richiedere il patrocinio gratuito in quanto il reddito dell’intera famiglia è superiore a quello consentito per fare domanda. Cosa potrebbe fare?

  271. Alberto dice:

    Buongiorno,

    ho letto in alcuni articoli su internet che in fase di separazione la moglie può chiedere in banca gli estratti conto del marito senza la sua l’autorizzazione e senza nemmeno quella del giudice. Questi estratti conto sono poi usati per ottenere un mantenimento più alto.
    Ora avrei alcune domande a proposito:
    1) Nel mio caso siamo una coppia di conviventi NON sposati con un figlio. Nel caso cessassimo la convivenza, vista la presenza di un figlio, la mia compagna può farsi dare in banca gli estratti conto del mio conto personale senza prima avere l’autorizzazione del giudice pur non essendo sposati?
    2) Nel caso il giudice dia l’autorizzazione la banca fornisce solo i saldi di entrate e uscite mensili oppure viene indicata ogni singola voce di spesa? Per esempio se ho pagato con la carta un ristorante sarà indicato il nome dell’esercizio commerciale, giorno e ora della spesa?
    3) Se affittassi una cassetta di sicurezza in un’altra banca senza dire nulla alla mia compagna sarebbe facilmente tracciabile durante la causa di mantenimento? Il giudice potrebbe ordinare di verificarne il contenuto solo in fase di un processo penale oppure anche in un procedimento come quello di quantificazione del mantenimento?

    Grazie per le risposte

  272. Federica Grassi dice:

    Buongiorno,
    abito in provincia di Como.
    In sede di separazione (2917) io e il mio ex marito abbiamo concordato un mantenimento a favore di nostro figlio pari a 360,00 euro. Tale cifra fu proposta dall’Avvocato sulla base dei nostri stipendi: il mio di 1200,00 euro è quello drl mio ex pari a 1500,00 euro.
    Ora ci accingiamo al divorzio. In primis il mio ex chiede che venga ridotto l’importo del mantenimento.
    Di fronte al mio no chiede di inserire nel ricorso una clausola con la quale si specifica che: qualora il figlio raggiunta la maggiore età non abbia concluso il percorso di studi e/o abbia risultati scarsi, i genitori devono impegnarsi a trovargli un’occupazione per essere indipendente e che comunque il padre sarà esonerato dal mantenimento.
    Chiaramente io rispondo picche: ho torto o ragione a riguardo?
    Le richieste del mio ex potrebbero essere accolte da un giudice?
    Grazie per la delucidazione
    Federica

  273. Manuela dice:

    Buongiorno
    Siamo divorziati senza comunione dei beni.
    La casa l ho pagata io per il 70% , non mi vuole più dare mantenimento figli, io disoccupata.
    Potrei richiedere revisione o causa per rogito impari?
    Grazie

  274. Stefano dice:

    Buonasera… Cercherò di descrivere brevemente la situazione. Sono padre di due figli divorziato da 7 anni e verso regolarmente assegno di mantenimento figli frequentando regolarmente come da sentenza del giudice.
    La ex nel frattempo (a cui ho lasciato la casa coniugale che ora tiene in affitto… vendendole la mia parte) si è trasferita a Milano col l attuale uomo da cui ha avuto da poco una figlia.
    La donna oltre ad aver notevolmente migliorato il suo tenore di vita ora, dopo 7 anni appunto pretende che io mi prenda i bambini…. Perché lei è STUFA…. Che diritto ha di chiedermi questo? Io nel frattempo mi sono fidanzato e vivo con la mia compagna. E di certo non voglio dare un nuovo scossone alla mia vita… Oltretutto i bambini dove vivono hanno camerette separate e vanno a scuola mentre noi non abbiamo nemmeno una cameretta.
    Grazie a presto

  275. Loredana dice:

    Buona sera , si può parlare di indipendenza economica per un ragazzo 24 anni che lavora a part time tempo determinato 1 mese? Il mio ex vuole fare ricorso perché mi sono rifiutata di richiedere L annullamento dei 230€ mensili che versa , inoltre a me non è stato rinnovato il contratto quindi sono disoccupata , ha detto che gliela suggerito il suo legale e verrà sicuramente accolta la sua richiesta , ma è possibile? Grazie per la risposta

  276. Luisa dice:

    Quante volte si può denunciare un ex marito x mancato pagamento mantenimento Grazie

  277. Diego dice:

    Buonasera ,volevo chiedere gentilmente,se i miei genitori non pagano più l’affitto da almeno un paio di anni il proprietario può rivalersi su di me visto che sono l’unico figlio che vive in una casa di proprietà,con moglie e figli a carico? Grazie per l’attenzione e buonasera.

  278. separatamente dice:

    Buongiorno,
    le richieste del Suo ex potrebbero considerarsi fondate laddove suo figlio riesca a guadagnare importi di una certa rilevanza. Non esiste un importo ben preciso: uno stage con un rimborso spese di 3/400 al mese euro non dovrebbe essere considerato sufficiente per considerare autonomo ed autosufficiente suo figlio; diversamente, un contratto di apprendistato, ovvero un contratto della durata di un anno, con compenso mensile di euro 800,00 potrebbe considerarsi sufficiente per escludere l’assegno di mantenimento in favore del figlio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  279. Francesca dice:

    Buona sera volevo un informazione è un consiglio come difendermi : ricevo regolarmente un assegno per un figlio 24 enne di 250€ il mio ex invia continuamente lettere dell avv. per togliermi il mantenimento sostenendo insieme al suo avv. che mio figlio ha raggiunto L indipendenza economica con un lavoro part time a tempo determinato di 1 mese tramite agenzia , io attualmente sono disoccupata e non me la sento di rifiutare , gli ho chiesto vediamo se almeno glielo rinnovano di 1 anno, ma no sta situazione e continua in 1 anno mi sono arrivate 4 lettere , in un mese 3 , volevo sapere c’è un modo per difendersi da queste persecuzioni? Mio figlio sta entrando in depressione per questa situazione , cosa mi consigliate? Grazie

  280. separatamente dice:

    Buongiorno,
    credo che ci servano ulteriori informazioni: se avete comprato la casa coniugale dopo il matrimonio e siete in regime di comunione dei beni, esistono i presupposti per sostenere che quella casa è anche sua.
    Restiamo a disposizione per approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  281. Amelie dice:

    buongiorno avvocato vorrei avere alcune informazioni sono in procinto di separarmi da mio marito, non ho figli con lui, io e il mio ex abbiamo comprato una casa dopo esserci sposati non avevo un lavoro quella volta quindi non sono in grado di condividere le spese, lui paga tutte le spese per la casa e tutto, voglio sapere se ho dei diritti su quella casa anche se non spendo soldi per costruirla? grazie

  282. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non esca di casa. La madre collocataria dei minori ha diritto alla assegnazione della casa familiare ed il tradimento non fa venire meno questo diritto. Non eravate sposati.
    Esiste un procedimento che permette di tutelare i suoi diritti di madre ed è il ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
    Se vuole il primo incontro in studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  283. Sara dice:

    Buongiorno, sono una donna con due bambini di 3 e 5 anni. Durante la convivenza il mio compagno ha scoperto un mio tradimento e vuole la separazione. Abbiamo un mutuo cointestato per 25 anni, ma metà della casa l’ha pagata lui. Questo il motivo per cui vuole che da casa esca io ovviamente senza figli.
    I ns stipendi sono simili, 1200 io e 1400 lui, con la differenza che io ho un contratto a tempo determinato e lui indeterminato.
    È vero che probabilmente i figli saranno collocati presso di lui nella sua/ns casa??
    Cosa posso fare per avere l’affido dei figli?
    Grazie

  284. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il forum è riservato agli utenti vicino al mio distretto giudiziario (Milano). Le rispondo in sintesi che avete bisogno di un affiancamento specialistico (uno psicoterapeuta). Di solito la madre non può negare o limitare il diritto del padre di stare con il figlio a meno che ci siano circostanze gravi che possano indurre un Giudice a restringere i diritti del padre con un affidamento esclusivo in favore della madre ovvero con un esercizio del diritto di visitato limitato in ragione di supporti clinici/medici per l’appunto forniti da uno specialista.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  285. Valeria dice:

    Buonasera, io e il mio ex compagno ci siamo separati a dicembre 2019. non eravamo sposati, lui è uscito di casa a fine anno scorso. Ha diritto di vedere il bimbo di 8 anni 1 volta ogni 15 gg e 1 volta la settimana. Il bambino non vorrebbe mai stare con il padre, tant’è che ha episodi di vomito e pianto prima di uscire con lui. Ieri il padre mi comunica che per il ponte di Sant’Ambogio, porterà via il bambino per un week end. il bambino insiste nel non volerci andare e il padre dice il contrario. La mia domanda è: fino a che punto può spingersi, il padre, nel volerlo portare con sè, se il figlio si rifiuta? Può portarlo fuori di casa anche con maniere brusche? Vorrei capire come funziona e se mi posso opporre in qualche modo.
    Grazie dell’informazione, cordiali saluti.
    Valeria

  286. separatamente dice:

    Buongiorno,
    sconsiglio vivamente di cessare il pagamento dell’assegno di mantenimento. Se sussistono i presupposti a livello economico (riduzione delle sue entrate) lei potrebbe agire in giudizio per chiedere la modifica delle condizioni della separazione ma raramente si scende al di sotto del contributo fisso mensile di € 250,00 per ciascun figlio. Fra non pagare nulla e pagare qualcosa meglio quest’ultimo comportamento, anche al fine di contenere la rilevanza penale del mancato pagamento del mantenimento per i figli minorenni (e sempre che sua moglie sporga denuncia penale sul punto).
    Esercito a Milano, se ha bisogno, resto a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  287. Roberto C. dice:

    Buonasera avvocato, sono un uomo separato da circa due anni. La mia ex moglie, lavora e da poco e’ andata a convivere con il compagno. Ho due figli che mi hanno letteralmente voltato le spalle. Ho un lavoro partime ma la mia azienda da domani mi metterà in cassa integrazione. Vorrei chiederle, visto che io fatico ad arrivare a fine mese, posso non dare più il mantenimento di 300€ per i miei figli ?? O in caso darne la metà. Grazie mille

  288. separatamente dice:

    Buongiorno,
    c’è una causa in corso, c’è un difensore che l’assiste, chieda a quest’ultimo come comportarsi. Io non conosco a sufficienza il caso.
    Vedrà che dopo l’udienza presidenziale sarà più semplice vedere sua figlia e per ora discuta con il suo avvocato delle iniziative che potreste intraprendere ex art. 709 ter cod. proc. civ.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  289. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la residenza abituale del minore presso un’abitazione giustifica eventuali domande di assegnazione di quest’ultima da parte del genitore collocatario del figlio. Sulla scorta delle informazioni che lei ci ha fornito e con il tempo che passa la residenza abituale del minore si stabilizzerà presso un’unità abitativa diversa da quella di sua proprietà.
    Difficile, inoltre, che un padre riesca ad ottenere una collocazione paritetica del figlio con la madre in un eventuale confronto giudiziario. Si consideri anche che nel caso di specie la tenera età del minore giustifica almeno un altro anno con presenza materna prevalente rispetto a quella del padre (secondo alcuni giudici, anche senza pernottamento del padre con il figlio sino al raggiungimento dell’età di tre anni).
    In queste situazioni, suggerisco di trovare un’intesa amichevole con la madre di sua figlia da riversare in un ricorso congiunto per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
    Resto a disposizione qualora abbia bisogno dell’aiuto del nostro studio (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  290. Paolo dice:

    Buongiorno
    Siamo in fase di separazione e in attesa della data di prima udienza, viviamo nella stessa abitazione al momento.
    Nel frattempo mia moglie mi impedisce di gestire la figlia disabile
    Mi estromette dalla sua vita
    Non mi consegna i documenti medici della bambina
    Non mi comunica gli orari della scuola e del centro dove la bimba va dopo la scuola.
    Non mi comunica eventuali esami medici che la bimba deve sostenere.

    Esiste un articolo di legge per poterla denunciare ?
    Grazie

  291. Luca dice:

    Buongiorno, sono un padre separato, non sposato con un figlio di poco più di 2 anni.
    La mia ex compagna da 2 mesi è tornata a vivere con sua madre col minore ( Anche lei è in possesso di una sua casa di proprieta dove residenza e domicilio suo è del minore risultano li) di lasciando la mia casa di proprietà. Io vorrei chiedere affidamento paritario, settimane alterne, in quanto lavoro su turni e prima della separazione ero sempre presente nella vita di mio figlio avendo sempre più di mezza giornata libera E ho i miei genitori pensionati che mi aiutrtebbero.
    tra casa mia È della mia ex sono meno di 10 km. Potrei farcela ad ottenerlo? Nel caso di una giudiziale rischierei di perdere la mia casa? grazie

  292. separatamente dice:

    Buongiorno,
    mi spiace ma questo forum è riservato agli utenti di Milano e dintorni (Monza, Como, Pavia, Lodi).
    Comunque è improbabile che un Giudice disponga un collocamento paritetico dei figli presso i genitori nella situazione che Lei ci ha descritto.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  293. Anonima dice:

    Buongiorno
    In un caso di separazione giudiziale, il giudice può imporre collocamento paritario di tre figli con il padre che negli anni ha sempre delegato alla madre e adesso si sveglia che vuole essere padre?
    La gestione paritaria di tre figli è complicata e non permette loro di avere ritmi consolidati ma sempre diversi.
    Esistono tribunali che impongono la collocazione paritaria anche se uno dei due genitori non è d’accordo per il bene dei figli?

  294. separatamente dice:

    Buongiorno,
    Lei ha il diritto di chiedere l’assegnazione della casa coniugale chiedendo l’allontanamento di Suo marito dalla predetta abitazione; Lei ha il diritto di chiedere il mantenimento per i suoi figli che tenga in considerazione il tradimento (addebito della separazione), le esigenze del nascituro (che per un bel po’ avrà bisogno della mamma) e dell’ammontare dell’affitto.
    Potrei essere più preciso dopo avere raccolto maggior informazioni (soprattutto reddito e patrimonio dei genitori).
    Resto a disposizione. Il primo incontro in studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  295. Lucrezia dice:

    Buongiorno, convivo col padre di mia figlia e di mio figlio che nascera tra pochi giorni. Da un mese ha incominciato a dire che non mi ama, fatto sta che ho trovato che il motivo era per una ragazza de suo lavoro. Ora io vorrei sapere visto che non lo voglio più in casa , cosa mi potra aspettare per i miei figli e per la casa? Noi abitiamo in un affitto , lui ha un lavoro di 8 ore indeterminata e io un lavoro di 3 ore indeterminado ma ora sn in maternità e mi vorrei dedicare a mio figlio che nascerà. Spero possa aiutarmi.
    Grazie

  296. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non ho controindicazioni sui suoi progetti tranne una: non lasci la sua compagna all’oscuro delle sue intenzioni, più che altro perchè è con quest’ultima che dovrà raggiungere un’intesa avente ad oggetto il mantenimento del figlio. E’ vero che il figlio maggiorenne potrebbe beneficiare direttamente del mantenimento ma è anche vero che un Giudice può disporre il versamento diretto del mantenimento al figlio maggiorenne solo su istanza del figlio stesso (Cass. 25300/2013); il coniuge obbligato al mantenimento non può, quindi, chiedere di versarlo direttamente al figlio. Cerco di spiegarmi meglio: lei inizia il procedimento giudiziario (regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio), ovviamente nei confronti della Sua compagna; a quel punto suo figlio DEVE intervenire nel giudizio per avanzare richiesta di mantenimento diretto. Diversamente, meglio trovare una intesa con la sua compagna e formalizzarlo davanti ad un GIudice.
    Spero di esserle stato utile .
    Saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  297. Alberto dice:

    Buonasera,
    vivo con la mia compagna da 20 anni ma non siamo sposati. Abbiamo un figlio che tra poche settimane sarà maggiorenne.
    Ho scoperto che ha avuto una relazione parallela, quindi vorrei chiudere il rapporto.
    La casa dove viviamo con nostro figlio è di esclusiva proprietà della mia compagna senza mutuo, mentre io ho un piccolo appartamento di mia proprietà vuoto. Lavoriamo entrambi.
    La mia intenzione è di trasferirmi lasciando la casa dove vivo e andare a vivere nel mio appartamento a breve, appena mio figlio sarà maggiorenne.
    Vorrei procedere in questo modo: appena compiuti i 18 anni comunicare solo a mio figlio le mie intenzioni e trovare un accordo con lui per il mantenimento fino a quando non lavorerà. Lui continuerebbe a vivere dalla madre visto che l’altro mio appartamento è piccolo. Mettere l’accordo per inscritto davanti un avvocato (o un giudice) e versare la cifra concordata sul suo conto corrente personale che gli farò aprire. Il tutto senza coinvolgere la mia compagna.
    Una volta firmato lascerei casa e metterei la mia compagna sul fatto compiuto (non essendo sposati non dovrebbe esserci il reato di abbandono del tetto coniugale?)
    Io non so se mio figlio vorrà dare una parte di quei soldi alla madre per le spese varie (tipo mangiare) oppure se deciderà di tenere tutto per se, io della cosa voglio disinteressarmene completamente.
    Le miei domande sono:
    1) Se io e mio figlio maggiorenne troviamo un accordo sulla cifra, possiamo firmare questo accordo senza informare la madre?
    2) Una volta messo in pratica quanto descritto sopra la madre volesse che questi soldi (tutti o una parte) fossero dati a lei potrebbe fare causa a me? Oppure io avendo assolto il mio obbligo di mantenimento sarebbe una faccenda che riguarda che riguarda mio figlio e la madre, quindi dovrebbe fare causa a lui senza coinvolgere me?
    Grazie in anticipo.

  298. separatamente dice:

    Mi spiace, il forum è riservato agli utenti residenti nei pressi dei distretti giudiziari dove opero (Milano, Lombardia).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  299. separatamente dice:

    Buongiorno Roberto,
    sembrano sussistere i presupposti per presentare una domanda di modifica delle condizioni del divorzio giustificata dalle novità sul reddito dei genutori da Lei evidenziate.
    Restiamo a disposizione (02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  300. Roberto Valentini dice:

    Buonasera, la domanda e’: l’assegno di mantenimento al figlio maggiorenne, prossimo alla laurea, puo’ essere rivisto, ridotto, dovuto al fatto che il reddito della madre affidataria e’ raddoppiato dal divorzio , mentre quello del padre obbligato pensionato e’ rimasto invariato. Il mantenimento era stato calcolato in fase di divorzio 5 anni fa.
    Grazie per vs risposta
    Roberto

  301. separatamente dice:

    Buongiorno,
    quando il Giudice emetterà i provvedimenti provvisori, il suo avvocato dovrà avere l’accortezza di ricordare al Giudice che l’assegno di matenimento venga onorato con decorrenza dalla deposito del ricorso giudiziale. I Giudici di solito se lo ricordano ma sempre meglio non rischiare …
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  302. Annuzzo Marlene dice:

    Buongiorno,
    Volevo sapere se è giusto cje in attesa di prima udienza per separazione giudiziale, il mio ex compagno paghi le utenze della casa familiare, di sua proprietà, ma dove vivo io con nostra figlia di 8 anni, ma non versi alcun mantenimento. Considerando che tra il suo reddito e il mio c è molta sproporzione.
    Grazie

  303. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la sua ex compagna può fare il tentativo in giudizio di chiedere l’assegnazione della casa familiare ma dovrebbe essere ben motivata.
    Cerco di spiegarmi meglio: il diritto della madre di vedersi assegnata la casa familiare (in ragione della collocazione della figlia presso di sè) dipende dalla esatta individuazione di quest’ultima. Si tratta di individuare la residenza abituale (di fatto) della madre e della minore.
    Se questa non coincide con la Sua abitazione, la madre non ha diritti di chiedere l’assegnazione. A meno che la madre si stata cacciata di casa e non possa farvi ritorno perchè qualcuno le vieta di entrarvi.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola
    Avv. Marco Pola

  304. separatamente dice:

    Buongiorno,
    è vero che siete eredi in eguale misura ma è anche vero che Vostra madre ha un diritto di abitazione che prevale sui diritti delle figlie.
    Mi spiego meglio, Alla morte di una persona, il coniuge superstite – quello cioè rimasto in vita e, per l’effetto, anche vedovo/a – ha diritto a continuare ad abitare nella casa intestata al defunto e di utilizzare la relativa mobilia.
    Se stiamo quindi parlando della casa coniugale, queste sono le regole e sua madre può anche decidere di ospitare qualcuno, o un nuovo compagno. Se stiamo invece parlando della casa della figlia (mi scusi ma nella sua domanda non si comprendeva bene quest’ultima circostanza) cambia tutto e sua madre non può fare quello che vuole a casa sua.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  305. separatamente dice:

    Buongiorno,
    Lei può ovviamente interrompere la convivenza. Non avete figli. Potete fare quello che volete.
    L’obbligo degli alimenti tra l’altro viene meno proprio in ragione della presenza di ascendenti (i genitori della Sua ex compagna) che, se richiesto ad un Giudice, potranno essere obbligati al pagamento degli alimenti.
    Magari dare un preavviso (basta un whatsapp) mi sembra corretto … indipendentemente dagli obblighi di legge.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  306. Alberto dice:

    Salve,
    ho una relazione con una donna da circa 3 anni. Io ho una casa di mia esclusiva proprietà mentre lei vive con i genitori e non è proprietaria di altri immobili.
    Lei veniva quasi tutti i weekend a casa mia ma non si è mai trasferita in modo stabile.
    Da pochi mesi è nata nostra figlia, però purtroppo il rapporto si è deteriorato in modo irrimediabile.
    Io ho intenzione di dare una cifra a lei ogni mese per nostra figlia. Vorrei però capire cosa succede per il mio appartamento.
    Lei può avere pretese per la mia casa?
    Lei non ci ha più messo piede da quando è nata nostra figlia, mentre prima veniva da me solo nel weekend.
    La sua idea sarebbe quella di venire ad abitare a casa mia con la figlia e secondo lei io me ne dovrei andare via. Ovviamente io sono contrario e vorrei che continuasse a vivere con i genitori ed io gli verso solo il mantenimento della figlia.
    Nel mio singolo caso può chiedere al giudice di assegnare la casa a lei?
    Rischio di perdere la casa?

    Grazie in anticipo per il riscontro

  307. Paolo dice:

    Buongiorno,
    convivo con la mia compagna da alcuni anni, sto prendendo la decisione di interrompere la relazione ed andarmene a vivere da un’altra parte.
    Siamo senza figli.
    Io lavoro, mentre lei è da poco disoccupata. Il contratto d’affitto è intestato solamente a lei e i pagamenti partono da sul suo conto corrente. Non ho nessuna intenzione di tenermi l’appartamento.
    So che con la legge Cirinnà si è obbligati a versare gli alimenti all’ex convivente in caso si trovi in stato di indigenza (ma non il mantenimento).
    I suoi genitori hanno risorse sufficienti per pagarle l’affitto e dargli qualcosa per le spese per vivere oppure in alternativa lei potrebbe benissimo interrompere il contratto d’affitto e tornare a casa dei genitori nella stessa città dove avrebbe la sua stanza.
    Ora la domanda è questa: visto che dal momento in cui lascio l’appartamento lei si ritroverebbe in stato di indigenza, l’obbligo ricadrebbe prima su di me oppure prima sui genitori?
    Io sono obbligato a versargli gli alimenti anche sei lei potrebbe benissimo tornare a vivere dai genitori a costo zero?

  308. Valter dice:

    Mia madre stava a casa mia ora dopo tre anni che cerco di aiutarla lei a deciso di mettersi un estraneo in casa può farlo .
    La casa di mio padre defunto non a testamento io e mia sorella possiamo fermarla essendo eredi come lei

  309. separatamente dice:

    Buongiorno questo sito è riservato agli utenti del mio distretto giudiziario, in ogni caso, non troppo distanti da Milano.
    Fatta questa precisazione, in sintesi, se la figlia vive da tre anni in un altra abitazione con la madre, quest’ultima deve considerarsi l’abitazione familiare con conseguente venire meno della possibilità per la la madre di chiedere l’assegnazione della casa coniugale.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  310. mauro dice:

    buonasera. sono sposato e vivo con mia mamma e (in teoria con mia moglie e mia figlia)
    dico in teoria perche’ praticamente sono 3 anni che mia moglie sta a casa dalla madre (mia suocera).
    se chiedo la separazione lei puo rivalere il diritto della casa o no? grazie

  311. separatamente dice:

    Buongiorno,
    sono disponibile per un confronto telefonico. Comunque l’iniziativa giudiziaria che lei può fare è per l’appunto un atto di citaizone teso al rilascio dell’immobile. Altre strade sono quelle che non prevedono l’intervento di un Giudice e della Forza pubblica …
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  312. GIOVANNA dice:

    Non ho avuto risposte in merito ?Non ho compreso bene riassumo niente patto di convivenza niente figli ha solo residenza per essere certo e averne prova interrotto da 2 anni con lettera da parte di un avvocato mi sembra un congruo tempo! relazione diciamo che verbalmente sono più di 7 anni casa di proprietà di lui! lui intraprende un altra convivenza ma lei non se ne vuole andare chiede denaro dicendogli che non sa dove andare e vuole denaro per andarsene peccato che lui non ne ha già paga tutte le spese in più lei occupa tutta casa e lui pur di non avere rapporti che possono sfociare in liti e costretto a vivere in una stanza e non gli consente di vivere la casa di sua proprietà e disporla a suo piacimento non è essere sotto sequestro?mi chiedo non é normale perché spendere tempo 1 anno ancora e denaro con un’azione di rilascio che costa e non avendo denaro non puo pagare? Non esiste altro modo per mandarla via questa opportunista ? sono passati quasi tre anni e non sente ragioni ma la legge dov’è? rimango sempre in attesa grazie.

  313. separatamente dice:

    Mi dispiace ma questo forum (come specificato nel sito) è riservato agli utenti territorialmete vicini al mio distretto giudiziario di compentenza (Milano).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  314. separatamente dice:

    Buongiorno,
    credo di avere compreso solo in parte la Sua richiesta. Se vuole sono disponibile per un confronto telefonico per i primi chiarimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  315. separatamente dice:

    Mi dispiace ma questo forum (come specificato nel sito) è riservato agli utenti territorialmete vicini al mio distretto giudiziario di compentenza (Milano).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  316. separatamente dice:

    Mi dispiace ma questo forum (come specificato nel sito) è riservato agli utenti territorialmete vicini al mio distretto giudiziario di compentenza (Milano).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  317. Vincenzo dice:

    Buongiorno, mia figlia ha percepito il reddito di cittadinanza con residenza insieme al marito e figlia di 5 anni.
    Da pochi mesi si sono separati ed hanno già avuto la sentenza dal giudice, lei ora deve provvedere a inoltrare al comune la richiesta per il cambio di residenza presso la mia abitazione, che sono il genitore e percepisco un reddito da lavoro di pubblico dipendente .
    c’e il rischio che non gli venga riconosciuto più il reddito attuale?
    se cosi fosse dovrebbe cercare un’altra residenza che al momento non ha trovato ancora e che richiederebbe un po di tempo (3 mesi circa)
    Nel frattempo considerato che dovrà inoltrare la domanda di rinnovo presso quale indirizzo dovrebbe fare residenza?
    Grazie

  318. GIOVANNA dice:

    Non ce una soluzione ?interrotta convivenza da anni ma ultima lettera 2anni fa congruo termine per lasciare casa di sua proprietà senza figli ma niente minacce se vuoi che me ne vado devi darmi soldi figura che non può mantenersi e non può prendersi casa con la scusa della residenza ora io sono forzatamente recluso in casa mia ho intrapreso con un altra compagna che per aspettare che lei se ne andasse tre anni ha perso casa vorrei farla venire da ME ma si può che proprietario debba vivere recluso lei non se ne va e io non posso vivere non voglio piu avere questa persona in casa e con la scusa se vuoi che me ne vada devi darmi soldi ma se non ce l’ha lui non ha più neanche denaro per pagare tutte le spese di casa e fare un’azione di rilascio e neanche più tempo anni?cosa si può fare ? senza violenza le ha provate tutte in forma bonaria ma sequestrato in casa sua e lei la occupa tutta e non sente ragioni non se ne va gli impedisce di vivere e subire la sua presenza? Chi la fa uscire non so con un documento con la legge?rimango in attesa grazie.

  319. Simona dice:

    Buongiorno,Il mio compagno si è separato e ed è in attesa di divorzio,con la sua ex moglie ha avuto due gemelle che al momento hanno 17 anni,paga regolarmente 600 euro mensili per le ragazze ,lei si tiene gli assegni familiari,vive nella casa in cui lui paga il mutuo e non le interessa trovare un nuovo appartamento,lui guadagna 220 euro mensili ,lei 1300 ma da prossimo mese avrà una promozione e arriverà a guadagnare 1800 euro mensili.
    Lui può chiedere una riduzione degli assegni per le ragazze?
    E la ex moglie è obbligata a dichiarare il suo innalzamento di stipendio?tra mutuo e mantenimento paga 1100 euro mensili
    Grazie mille
    Simona

  320. separatamente dice:

    Buongiorno,
    buttarla fuori ? Molto, molto difficile. Il diritto di abitazione sulla casa del Suo compagno discende dal fatto che c’è una figlia. Poi si può rivedere il contributo per il mantenimento ma occorre valutare con attenzione l’attuale situazione di entrambi i genitori e le carte dei giudizi che hanno coinvolto il suo compagno.
    Forse meglio rivolgersi ad un avvocato a Brescia. Io esercito a Milano, qualche volta anche a Brescia ma potrebbe risultare antieconomico affidarsi al sottoscritto considerati i costi delle trasferte.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  321. separatamente dice:

    Buongiorno,
    troppo poche informazioni. Se la casa è intestata a Sua figlia, comunque si potrebbe ipotizzare una iniziativa giudiziaria per sostenere il grave stato di bisogno che potrebbe giustificare un aiuto alimentare (a volte sostituibile da prestazione alternativa come per esempio, il diritto di coabitazione).
    Resto a disposizione. Il primo incontro in studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797 – 02.72022469).

  322. separatamente dice:

    Buongiorno,
    direi che ci sono i presupposti per una denuncia penale (tra l’altro, considerato lo stato di salute di Vostra figli, il Giudice potrebbe non essere molto magnanimo).
    Capisco tuttavia che Lei ha un avvocato: si faccia consigliare da lui e se non si fida cambi avvocato. Non pensi al sottoscritto: esercito a Milano.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  323. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se sua moglie lavora, ed i figli stanno 15 giorni con il padre e 15 giorni con la madre, ci sono i presupposti per chiedere ad un Giudice che non ci siano contributi fissi mensili in favore della madre.
    Consideri tuttavia che le spese straordinarie, invece, possono essere ripartite in diversa misura percentuale in funzione del diverso reddito dei genitori.
    Da Milano, non credo di poterla ulteriormente aiutare.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  324. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non credo che io posso esserle di aiuto. Esercito a Milano, al massimo nei distretti giudiziari intorno a Milano (Monza, Como, Lecco, Pavia, Varese, etc.).
    In ogni caso, Lei, oggi, deve avvisare gli assistenti sociali, telefonicamente e soprattutto per iscritto. Deve informarli che sua figlia non vuole tornare a casa dal padre. Poi tramite il suo avvocato deve fare un’istanza al Giudice per rivedere l’affidamento e la collocazione di sua figlia. Un’ultima riflessione: sua figlia tra 18 mesi sarà maggiorenne, quindi, deciderà in autonomia con chi vivere. Resistere ancora per 18 mesi ?
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  325. Isabella dice:

    Buongiorno, il mio compagno ha una casa di proprietà di cui paga ancora il mutuo. Questa casa è intestata solo a nome suo, dopo averla comprata ha conosciuto la sua ex da cui ha avuto un figlio. Si sono lasciati e la sua ex vive in casa sua con sua figlia di 18 anni e il bambino nato dalla loro relazione di 7 anni. Lui paga mutuo e mantenimento e lei nn paga nulla, solo le bollette nonostante lei abbia un lavoro e due mantenimenti, uno dal padre della figlia e uno per il bambino del mio compagno….. la cosa è diventata insostenibile dato che il mio compagno oltre mantenere lei deve vivere lui… cosa fare? Come buttarla fuori visto che lei ha la possibilità di mantenersi? (Non erano sposati)

  326. elisabetta muzzi dice:

    Buongiorno,
    Sono divorziata da quando mia figlia aveva 3 anni, soffre di un ritardo psichico e cognitivo ed è invalida al 46%, e’ in corso il procedimento di aggravamento.
    Nel frattempo il padre ha cominciato a versare un terzo degli alimenti approfittando del lockdown.
    L’udienza davanti al giudice deve ancora essere fissata e i tempi sono lunghi.
    Inoltre sto perdendo il lavoro e tra meno di due mesi, non lo so come faremo.
    Vorrei sapere se posso denunciarlo ai carabinieri, tenendo conto che è un uomo benestante con Villa a Roma e in Sardegna.
    Spero in una vostra risposta.
    Grazie

  327. Annalisa dice:

    Sono ospitata a casa di mia figlia e no ho reditto ma la casa stessa e stata acquistata anche con una grossa somma di denaro che ho aggiunto senza atto notarile alla minaccia di cacciarli che diritti ho legalmente? Grazie

  328. Edmondo dice:

    Vorrei un informazione per quanto riguarda il mantenimento di 2 figli maggiorenni. Stiamo facendo una separazione consensuale. Se ci sono i presupposti per un’affidamento condiviso, cioè vivono 15 con me e 15 giorni con la mia ex, ho obblighi di assegni di mantenimento?

  329. Tabata dice:

    Buona sera sono madre si una ragazza di 16 anni emmezzo,con il padre sono separata ma mai sposata,da anni,oramai..lui ha sempre ostacolato il nostro stare insieme.. abbiamo la affido condiviso..mia figlia abita con lui e i Nonni,perché io sono una ragazza sola e senza aiuti famigliari..risiedono in Piemonte,mentre io le lavoro in Liguria..ha fatto 2 mesi di vacanza con me..ora bisognerà rientrare pr le inizio della scuola..ma lei nn vuole tornare..mi chiede di cambiare scuola e di voler stare con me..in questi ultimi GG al risveglio vomita dallo stress del rientro..se nn dovessi riportarla cosa capita?…e anziché punirmi perché nn mi aiuterebbero a mettermi in condizioni (siccome ho un lavoro precario)di poter stare insieme a mia figlia?( Siamo affiancati da assistenti sociali e psicologi).. grazie per il vostro tempo…attendo con ansia una vostra risposta…

  330. separatamente dice:

    Buongiorno,
    devo ammettere che si tratta di una domanda complicata: comunque dovrebbe prevalere l’interesse del minore e del genitore che hanno maggiore necessità (anche a livello economico) di beneficiare dell’abitazione. Mi sembra, tuttavia, indispensabile domandare se il figlio del suo compagno è stato collocato (con provvedimento giudiziario) presso il padre. Non è rilevante, infatti, la residenza anagrafica del figlio ma la effettiva collocazione prevalente del figlio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  331. separatamente dice:

    Buongiorno,
    siete meri conviventi quindi da tale rapporto non discendono obbligazioni di mantenimento, salvo quelli nell’interesse del figlio.
    Esiste un procedimento giudiziario (regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio) con il quale viene disciplinata l’assegnazione della casa familiare, il mantenimento dei figli ed il diritto di visita dei figli da parte del genitore che esce di casa.
    Mi permetto di aggiungere che di solito si cerca di privilegiare un accordo amichevole da formalizzare con ricorso congiunto.
    Quindi, il suo convivente DEVE uscire di casa, volente (con accordo) o nolente (dopo iniziativa giudiziaria).
    Resto a disposizione per un primo confronto (gratuito).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  332. Allegra dice:

    Buongiorno,

    convivo con il mio compagno da 5 anni. Non siamo sposati.
    Lui ha un figlio di 10 anni avuto dalla relazione precedente (non si sono sposati).
    Il figlio di 10 anni ha la residenza con lui (e non con la madre). La casa è di proprietà del mio compagno.
    Io e lui abbiamo avuto un figlio 2 anni fa.
    Io ho in essere un mutuo di un’altra casa (ho acquistato parte della casa di un parente)
    Premesso ciò, se ci lasciamo, dato che il figlio avuto prima della nostra relazione ha la residenza nella stessa casa dove viviamo io, lui e nostro figlio piccolo… chi rimane in quella casa e chi se ne deve andare?

    Grazie!
    Cordiali saluti

  333. separatamente dice:

    Buongiorno,
    si tratta di scelte rimesse all’individuo (sua madre) sindacabili ma non giuridicamente coercibili. Senza usare il giuridichese: sua madre può fare quello che vuole, se desidera ospitare in casa i figli anche se autosufficienti da un punto di vista economico può farlo. Ciò che potrebbe essere giuridicamente rilevante sono le donazioni effettuate da sua madre privilegiando solo alcuni figli.
    E’ anche vero che con gli anni che passano potrebbe arrivare un giorno in cui sua madre avrà bisogno di assistenza giorno e notte e, quindi, i familiari in casa potrebbero essere utili. Per i beni di sua proprietà (che sono stati buttati via dai suoi fratelli), trattasi di iniziativa illegittima; se il valore di questi beni è ingente può agire in giudizio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  334. separatamente dice:

    L’assistenza degli avvocati è sempre richiesta nella circostanza in cui i figli della coppia siano minori o, benché maggiorenni, non siano economicamente autosufficienti. Ove dalla coppia non siano nati figli o questi siano economicamente autosufficienti, è possibile separarsi anche senza l’assistenza dell’avvocato, laddove non siano previsti trasferimenti patrimoniali. In questo caso ai coniugi sarà sufficiente recarsi, senza avvocato, presso l’ufficio di stato civile del Comune dove risiedono oppure in quello dove hanno contratto matrimonio. I costi, senza l’assistenza dell’avvocato quando ciò è possibile, sono di 16 euro da versarsi all’ufficio di stato civile del Comune competente.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  335. Sole dice:

    Salve,
    Sono di Milano, convivo da 13 anni con il mio compagno in casa in affitto a mio nome, abbiamo un figlio di 3 anni.
    Da anni ormai non andiamo d’accordo perché lui é poco collaborativo e non ha un lavoro proprio, io ho un attività.
    Voglio lasciarlo perché é una persona aggressiva e asociale e non lavora.
    Cosa succede in questi casi? Se ci separiamo ho qualche dovere nei suoi confronti?
    Io ho già intenzione di lasciare a lui l’auto di cui sto pagando il leasing. Non ho altro…
    Se non vuole andare via di casa che faccio? Il bambino a chi verrà affidato?
    Grazie mille

  336. Andrea dice:

    Salve vorrei capire cosa fare nella famiglia mia, a casa siamo 3 fratelli e una sorella, io da circa 5 anni non vivo più con loro, vorrei che gli altri facessero la stessa cosa, posso dire che mia madre è molto influenzata da loro, o provato a spiegare che se lei li obligasse ad andare via le farebbe solo del bene ma lei sembra non ascoltarmi, ho sempre casini ogni volta che vado a trovare i miei addirittura si sono permessi di buttarmi via anche alcuni oggetti di mia proprietà senza permesso, mia madre non vuole capire io non so cosa fare? Per favore mi potete dire cosa devo fare grazie?

  337. Buongiorno dice:

    Buona sera , è possibile in presenza di figli e di totale accordo tra le parti separarsi anche senza ricorrere al supporto di un avvocato ?

  338. separatamente dice:

    Mi spiace: possiamo riservare risposta gratuite agli utenti della Lombardia.
    La nuova convivenza ha comunque effetti sulle condizioni della separazione.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  339. Simone dice:

    Buongiorno, vorrei porre una domanda che penso sia frequente ma sulla quale ho trovato risposte discordanti.
    Mi sto separando da mia moglie con un procedimento giudiziale che va avanti da 3 anni. La casa coniugale è di mia proprietà esclusiva ma è stata assegnata alla mia ex moglie perché collocataria prevalente dei figli.
    Io sono quindi dovuto uscire da casa mia 2 anni fa, che era della mia famiglia, affittarmene una nuova ed arredarmela da zero.
    La mia ex moglie ha posto in essere, dal lockdown, una convivenza con il suo amante ed ha portato dentro casa il suo compagno con la figlia che ha preso possesso della stanza di mio figlio che a sua volta è andato a dormire con la madre.
    Casa mia che è stata quindi assegnata alla mia ex moglie per i miei figli, viene in realtà utilizzata da mia moglie, dal suo compagno e della figlia.
    Vorrei capire se la legge consente alla mia ex moglie di porre in essere una convivenza con il suo compagno o se posso fare qualche cosa (chiedere la restituzione della casa? chiedere che mi paghino un affitto? altro?)
    Vorrei anche capire se la convivenza si configura come tale solo se il suo compagno prende la residenza/domicilio in detta abitazione o basta semplicemente che viva in quella casa anche senza residenza/domicilio formale?
    Grazie

  340. separatamente dice:

    Buongiorno,
    troppo poche informazioni. E poi non capisco assolutamente perchè lei non avrebbe diritto al mantenimento di sua figlia da parte del padre !
    Se Lei risiede in Lombardia, ci possiamo sentire per un primo confronto gratuito (349.8197797 – 02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  341. separatamente dice:

    Gentile M.
    gli strumenti per tutelare i suoi diritti ci sono sia in ambito civilistico sia in ambito penale.
    Lei ha diritto di riprendere possesso della Sua casa. Ovviamente deve avviare una pratica di separazione richiedendo l’immediata fissazione di un’udienza affinchè venga ordinato a Suo marito di lasciare l’abitazione coniugale.
    Se non ha un reddito, possiamo gestire la sua posizione con un gratuito patrocinio (spese legali a carico dello stato).
    Il primo incontro in studio è gratuito (349.8197797 – 02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  342. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la cosa più giusta da fare in questi casi è chiedere consiglio a chi la sta seguendo come professionista per la giudiziale.
    Al momento, infatti, io non ho sufficienti informazioni: per esempio, c’è stata la prima udienza presidenziale ?
    Se intende cambiare avvocato, sono a disposizione se Lei risiede in Lombardia.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  343. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    non credo di poterle essere utile da Milano. Soprattutto perché io suggerisco sempre di formalizzare una separazione (se possibile, consensuale) davanti ad un Giudice in questi casi. Il diritto di visita a mio avviso deve trasformarsi talvolta in un obbligo perché, senza un provvedimento giudiziario, alcuni genitori se ne infischiano delle regole …
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  344. separatamente dice:

    Buongiorno Mario,
    “una figlia maggiorenne con disturbi della personalità” per me è un’informazione troppo generica. Ha una invalidità accertata sua figlia ? Ha un posto di lavoro sua figlia ? E’ in grado di autodeterminarsi, di intendere e volere, Sua figlia ?
    Con queste risposte potrei cercare di ipotizzare un quadro giuridico dei rapporti padre e figli molto più corrispondente alla realtà.
    Se ha un lavoro ed è in grado di mantenersi lei non dovrebbe avere obbligo di mantenimento. Ma mi chiedo anche se Lei ha formalizzato una donazione in favore della figlia con riferimento alla abitazione che lei menzionava.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  345. separatamente dice:

    Mi dispiace, questo sito è riservato agli utenti di Milano e Monza; al più, Pavia, Varese, Como, Bergamo, Lodi.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  346. paki dice:

    salve, sono separata da circa due anni, e ho una bambina di 3anni e mezzo, la nostra sentenza di separazione é congiunta,
    ma il mio ex poteva vedere la bambina solo in presenza di un assistente sociale.
    Il mio ex ha diverse denunce per stalker, e aggressione,
    Siccome vivo con mio padre, e il mio ex non mi passa nessun alimento per la bimba, e comunque vivo sempre con l’ansia di poterlo incontrare, la mia domanda e : come posso fare per trasferirmi a l’estero cioè quali diritti o? Grazie anticipatamente.

  347. Maria dice:

    Buongiorno,
    sono incinta, scappata da un marito violento e ora vivo a casa dei miei genitori. Lui attualmente occupa un appartamento di proprietà dei miei genitori concesso a me in comodato d’uso e si rifiuta di pagare le bollette. Come posso fare? Inoltre, tra 4 mesi è previsto il parto come potrò riavere casa mia? Mi hanno intanto consigliato di sporgere denuncia contro di lui…
    Grazie
    Saluti
    M.

  348. Marle dice:

    Buongiorno,
    Sono separata dopo 7 anni di convivenza, con un bimbo di 6 anni. Abbiamo tentato consensuale, ma lui vuole che io lasci casa perché di sua proprietà e quindi abbiamo iniziato una giudiziale. Causa covid tutto è a rilento, lui paga le bollette di casa, ma da febbraio non dà mantenimento, è giusto denunciarlo? E poi lui può usare il fatto che io abbia una nuova relazione per screditarmi?
    Grazie

  349. Marzia Demarte dice:

    Salve, sono una mamma separata, ho una figlia di quasi 11 anni, la separazione avvenuta in maniera pacifica, senza ricorrere a vie legali. Lavoro in supermercato, e i turni mettono in difficoltà la gestione del tempo con mia figlia, posso nella mia situazione ricorre ad una lettera fatta da un legale che regolamenti la turnazione per poter svolgere più serenamente il ruolo di genitore?

  350. Mario dice:

    Buonasera,
    la domanda in questione riguarda un padre ed una figlia, la quale soffre di possibili disturbi della personalita’ e viverci assieme e’ veramente difficile. Il padre le ha acquistato una casetta attigua alla sua,ma ogni tanto esplode e minaccia di mandarla “sotto i ponti”. Se veramente attuerebbe tal proposito, a cosa va incontro, quali sarebbero le conseguenze?
    La ringrazio anticipatamente e le auguro un buon weekend.
    Mario

  351. Tati dice:

    Salve avvocato. Le scrivo perchè vorrei sapere come comportarmi con i miei suoceri. Ho un bambino autistico di 8 anni, con la L.104 art.3 comma 3; di sicuro vorrei che continuasse a frequentare i nonni, ma il minimo indispensabile. Loro sono persone fuori luogo, che mi hanno calunniata, oltraggiata e trattata male durante un periodo di rilflessione che ho avuto con il mio compagno (lui mi ha tradita, ha contratto malattie veneree, che mi ha anche attaccato). Nonostante fossi dalla parte della ragione si sono scagliati contro di me, pretendendo che perdonassi il figlio, “perchè le donne devono capire”. Tendo a precisare che prima di questo tradimento del mio compagno, i rapporti con i suoceri erano distesi e affettuosi. Adesso sono tornata insieme al mio compagno, vorrei mettere in chiaro che i suoi genitori non faranno più parte della mia vita, e che potranno vedere il bambino, ma a determinate regole. Sono disposta anche a “ufficializzare” la cosa con un documento scritto (tra me e il mio compagno). Mi dia un consiglio. Grazie

  352. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non voglio illuederla: chiedere l’affidamento e la collocazione del minore presso il padre presuppone mancanza gravi (da un punto di vista genitoriale) della madre. Detto questo, la madre commette un reato laddove non consente al padre di esercitare il diritto di visita che, per fortuna, oggi, è molto esteso sino ad arrivare quasi al 40% del tempo con il padre ed il 60% con la madre.
    Nell’interesse del minore occorre prima infondere energie nella ricerca di una soluzione amichevole per formalizzare un ricorso congiunto per la regolamentazione del minore da presentare in giudizio. Gli avvocati, spesso, servono anche per trovare soluzioni amichevoli non solo per fare guerra in Tribunale.
    Resto a disposizione. Il primo incontro in Studio non comporta spese (02.72022469-349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  353. Luca dice:

    Salve, convivo da 6 anni con la mia compagna nella casa di mia proprietà di cui io pago il mutuo. Abbiamo un bimbo di 5 anni. Tra noi le cose vanno malissimo da anni tanto che dormiamo in letti separati, non resisto più così e mi vorrei separare, ma ho paura per mio figlio, non vorrei non me lo facesse più vedere. Posso chiedere l’affidamento io visto che vive nella casa di mia e solo mia proprietà e fare uscire la mia compagna da casa?
    Grazie per l’attenzione
    Luca

  354. separatamente dice:

    Gentile Giulia,
    spetta al Suo compagno prendere iniziativa. Io se fossi il difensore di quest’ultimo leggerei con attenzione i predetti messaggi, cercherei eventuali minacce negli SMS, nei messaggi Whatsapp, osserverei la tempistica con la quale vengono inviati e valuterei se produrli in giudizio nel procedimento divorzile. Ovviamente come dice lei valuterei anche se il comportamento della madre integra i presupposti del reato di stalking per una eventuale denuncia.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  355. Antonella dice:

    Buongiorno , il mio compagno e’ separato da 11 anni ma da poco ha chiesto il divorzio da un ex moglie a cui ha lasciato casa , pagandogli tutte le spese di essa più bollette e mantenimento al figlio di 21 anni. Perché tale signora con rispettivi figlio non hanno molta voglia di lavorare. Da tre anni a questa parte , ovvero da quando nella sua vita sono presente io, ha il timore che questi benefici non obbligati le vengano tolti , quindi minaccia di non firmare , di farle la guerra e manda spesso messaggi lunghi e offensivi , facendogli pressione psicologica dicendogli che perde il figlio ormai maggiorenne da tre anni . Tutto perché il mio compagno caratterialmente succube di questa donna . Vorrei sapere se è considerato stalking e se è il caso di mostrare tutti i messaggi all’avvocato a cui si è rivolto per il divorzio così da richiamare la ex moglie . Grazie infinite e buona giornata

  356. separatamente dice:

    Mi dispiace, io non conosco lo stato del procedimento da voi incardinato. Il Suo difensore, invece, dovrebbe conoscere le tempistiche per l’emissione del provvedimento finale. Sino a quel momento le intese raggiunte informalmente non sono coercibili come invece lo sarebbero se fossero contenute nel provvedimento giudiziario che recepisce le intese raggiunte tra i genitori, ex conviventi.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  357. Francesca dice:

    Buongiorno Avvocato. Convivevo fino a due anni fa con il mio compagno da cui ho avuto due figlie, una di sei è l’altra di 15 anni. Entrambi lavoriamo nella pubblica amministrazione. Per risolvere vari problemi organizzativi ci siamo rivolti a due avvocati che ci hanno fatto firmare un accordo ( 1 week end libero a testa e altre clausole) in attesa della sentenza del giudice. Purtroppo la controparte non è molto collaborativa e non rispetta gli accordi presi. Come si può risolvere questo problema secondo lei? Le sarei davvero grata avere un suo parere in quanto c’è molta confusione a riguardo. Distinti saluti.
    Francesca.

  358. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il matrimonio farà venire meno gli effetti del provvedimento del Giudice ed ovviamente gli obblighi di mantenimento in favore dei figli saranno quelli previsti dal Codice Civile.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  359. matteo dice:

    Buongiorno, io e la mia convivente abbiamo avuto 2 bambine, poi per motivi di idee contrastanti abbiamo fatto una carta dall’avvocato e poi in tribunale (ordinanza) nella quale è riportato che io in qualità di padre devo corrispondere alla madre delle bambine 250€ a bambina per un totale di 500€ mensili.
    Dopo qualche anni i rapporti sono migliorati molto e adesso abbiamo deciso di sposarci in comune, è fattibile la cosa con l’ordinanza in essere oppure prima bisogna fare qualcosa?

  360. separatamente dice:

    Buonasera,
    la quantificazione del contributo per il mantenimento di Suo figlio è influenzato da parecchi fattori tra i quali rientra sicuramente la pendenza di un mutuo a carico esclusivo di un solo genitore, la sproporzione dei redditi tra i genitori, le spese che deve sostenere il genitore che è costretto ad abbandonare la casa familiare, non ultimo, il tempo di permanenza mensile del figlio con il padre e con la madre. In pratica, lei non sarà mai obbligato a pagare il mutuo della casa di sua moglie ma la circostanza potrebbe influire sulla quantificazione dell’assegno di mantenimento per il figlio.
    Per il resto ricordo che esiste sempre la facoltà di fare istanza al Giudice per chiedere la modifica delle condizioni economiche stabilite con il procedimento di regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio in presenza di rilevanti mutamenti delle condizioni economiche dei genitori.
    Se avrà bisogno di assistenza, resto a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  361. Paolo dice:

    Buongiorno,
    convivo da alcuni anni con la mia compagna e abbiamo un figlio ma NON siamo sposati.
    La casa in cui viviamo è di esclusiva proprietà della mia compagna sulla quale lei sta pagando il mutuo di tasca sua. Tengo a precisare che lavoriamo entrambi.
    Io ho un altro piccolo appartamento dove vivevo prima da solo, sul quale non ho nessun mutuo o debito.
    Vorrei separarmi e tornare ad abitare nel mio appartamento. Sono sicuro che separandoci ci sarà un affido condiviso con collocazione principalmente dalla madre e la cosa mi va bene cosi. Ho intenzione di dare un contributo per mantenere mio figlio e su questo non ho intenzione di sottrarmi.
    Avrei però due dubbi:
    1) Con la scusa di avere la collocazione principale del figlio, la mia compagna può pretendere che paghi in tutto o in parte il mutuo di casa sua?
    2) Nel caso lei perda il lavoro (viene licenziata, da le dimissioni, chiude l’azienda ecc.) può avere pretese economiche per lei o che gli paghi il mutuo di casa sua?
    Saluti
    Paolo

  362. separatamente dice:

    Buonasera Francesca,
    in caso desideriate interrompere la convivenza, Lei può chiedere l’assegnazione della casa familiare oltre ad un contributo al mantenimento della figlia.
    Sempre che la figlia venga collocata presso la madre, come capita nel 99% del casi.
    Il procedimento giudiziale per pretendere il rispetto di queste regole è un ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio che potrebbe essere presentato al Giudice anche congiuntamente (con l’intesa già raggiunta tra i genitori).
    Resto a disposizione per approfondimenti (349.8197797 – 02-72022469).
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  363. Kikka dice:

    Salve siamo una coppia di conviventi con una figlia di 13 mesi, entrambi lavoriamo e guadagniamo lo stesso stipendio.. La casa è di lui e paga ancora il muto, volevo sapere se spetta casa familiare più mantenimento.. Grazie mille

  364. separatamente dice:

    Mi spiace, questo forum è riservato agli utenti di Milano, Monza, Bergamo, Como, Varese ma questa volta faccio un’eccezione. Il figlio naturale ha gli stessi diritti successori degli altri figli (una volta definiti legittimi).
    Fino a poco tempo fa, le norme del codice civile che disciplinavano la successione dei figli del defunto specificavano la distinzione fra “figli legittimi”, ossia nati in costanza di matrimonio, e “figli naturali”, ossia nati fuori dal matrimonio. In materia di filiazione, il Legislatore ha tuttavia progressivamente abolito ogni distinzione fra figli nati in costanza di matrimonio e non.
    Inizialmente, a seguito dell’emanazione della Legge 10 dicembre 2012 n. 219, il Legislatore ha introdotto il principio della piena uguaglianza fra figli legittimi e figli naturali: ai figli legittimi erano già equiparati (ai sensi dell’art. 567 cod. civ.) i figli adottati e i figli legittimati, ossia nati fuori dal matrimonio da due persone unitesi poi in matrimonio. La Legge 219/2012 aveva quindi abrogato lo strumento della legittimazione dei figli naturali.
    Successivamente, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 154/2013 in materia di filiazione, sono state apportate numerose modifiche al codice civile ed è venuto definitivamente meno ogni genere di distinzione tra figlio legittimo, legittimato o naturale, per cui ora la legge parla semplicemente di “figlio”. Il padre comunque potrà riservarsi il diritto di disporre come vuole della quota disponibile se farà testamento. Si potrebbe anche aprire lo scenario di revocatorie post mortem laddove si scoprisse che il genitore in vita ha effettuato donazioni per privilegiare un figlio rispetto ad un altro ma mi sembra oggi prematuro ipotizzare questi scenari. Buona vita,
    Marco Pola

  365. PAOLA dice:

    Buongiorno, ho avuto una relazione durata 20 anni con un uomo che si è separato 15 anni fa. Dalla nostra relazione è nato un figlio e lui ne ha due dal suo matrimonio. Non vuole chiedere il divorzio, posso io in qualche modo tutelare mio figlio rispetto ad una futura eredità che non verrà divisa in parti uguali fra i tre fratelli ?

  366. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la Sua compagna, laddove risulti proprietaria della casa familiare e laddove desideri cessare al convivenza ha il diritto di chiedere il suo allontanamento dalla casa familiare ma ha l’obbligo di rispettare un congruo preavviso per iscritto.
    Nel suo caso, inoltre, laddove venga dimostrato che la sua impossibilità di provvedere a sè stesso non dipenda da colpa, potrà adire il Tribunale per chiedere un piccolo aiuto finanziario dimostrando lo stato di bisogno.
    L’elenco dei soggetti obbligati a prestare gli alimenti è tassativo e la legge prevede che l’alimentando si debba rivolgere all’obbligato più prossimo e solo in caso di impossibilità procedere con gli obbligati di grado più remoto.
    La legge 2016, n. 76, nota come legge Cirinnà, prevede il riconoscimento, all’articolo 1, comma 65, del diritto del convivente, che versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento, di ricevere dall’altro, in caso di cessazione della convivenza, un assegno alimentare a suo favore.
    La legge 2016, n. 76, nota come legge Cirinnà (costituita da un solo articolo e 69 commi), prevede, fra le sue novità, il riconoscimento, all’articolo 1, comma 65, del diritto del convivente, che versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento, di ricevere dall’altro, in caso di cessazione della convivenza, un assegno alimentare a suo favore.
    L’assegno va corrisposto per un periodo limitato, proporzionale alla durata della convivenza. L’obbligo di versamento durerà quindi tanto più a lungo quanto più la stessa si è protratta nel tempo.
    Al fine della determinazione dell’ordine degli obbligati di cui all’articolo 433 codice civile, l’obbligo del convivente è adempiuto con precedenza su fratelli e sorelle, rimanendo comunque posposto a quello di discendenti e ascendenti ed eventualmente a quello dell’ex coniuge in caso di annullamento del matrimonio (articolo 129 bis c.c.).
    La domanda può essere avanzata anche beneficiando del gratuito patrocinio (spese legali a carico dello Stato) ed il nostro studio può curare la presentazione sia della domanda di gratuito patrocinio sia della richiesta del contributo per il contributo economico. A volte quest’ultimo può essere sostituito da una obbligazione in natura (ospitare a casa l’alimentato) ma solo in casi eccezionali.
    Resto a disposizione per approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797).

  367. Daniele dice:

    Salve, convivo con la mia compagna da 8 anni e da 7 risiedo nella sua proprietà come da comune accordo. Ultimamente ho perso il mio lavoro e lei vuole che vada via da casa sua senza nessun motivo, il suo unico vizio e quello di bere ed io l’ho richiamata spesso perché è fuori controllo quando lo fa.
    Premetto che nell’abitazione ho le mie cose vestiti e mobili di antiquariato di famiglia
    Volevo gentilmente chiedere come dovrei comportarmi in questa situazione tenendo presente che al momento lei a un posto di lavoro fisso ed io sono senza lavoro e senza soldi.
    Grazie

  368. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non ho compreso se lei ha già incardinato il procedimento di separazione. Lei vive ancora con Suo marito ? Con la separazione avrebbe diritto di chiedere l’assegnazione della casa familiare, il mantenimento per i figli ed in alcuni casi il matenimento personale.
    Per la causa di lavoro, occorre semplicemente verificare se ci sono le prove della sua collaborazione e verificare se quanto da lei percepito è inferiore alle sue spettanze come previste dalla contrattazione collettiva applicabile al caso di specie.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  369. separatamente dice:

    Buongiorno,
    faccio fatica a comprendere le ragioni per le quali non è riuscita ad ottenere il riconoscimento della paternità naturale: con la prova del DNA (anche post-mortem) si può ottenere quello che desidera.
    Per il resto, un procedimento di disconoscimento di paternità ai sensi dell’art. 234 bis cod. civ. dovrebbe consentirle di cambiare il suo cognome dopo l’esito positivo del procedimento. Ci sono anche altre strade, se vuole approfondiamo.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  370. Martina dice:

    Buongiorno, abito in provincia di Cremona ma non avrei problemi a venire a Milano. Sono sposata da 15 anni in separazione dei beni, ho due figli di 11 e 10 anni. Ho subito maltrattamenti dai primi mesi di matrimonio, fino a quando l’anno scorso ho sporto denuncia, ora il PM ha aperto un processo penale nei confronti di mio marito. Ho lavorato nella didda individuale di mio marito per quasi 4 anni senza nessun contratto (in nero), ma ho tanti testimoni, e per 5 anni come collaboratore familiare. Ora dopo aver sopportato di tutto e di più voglio separarmi, lui ti è tenuto tutto il guadagno dell’impresa, io nel frattempo ho trovato un lavoro per disperazione perché stanca dei continui insulti. Lui ha acquistato la casa in cui viviamo intestandola solo a lui con i soldi dell’impresa, fa molto nero e dice che vuole riconoscermi solo gli utili che ho maturato nei 5 anni e mezzo di impresa familiare come posso tutelarmi e dimostrare che anche la casa è frutto anche del mio lavoro e che i soldi guadagnati con il mio lavoro sono lti di più di quelli che vuole riconoscermi?

  371. Isabella dice:

    Buonasera,
    sono Isabella da Milano e, mi spiace ma non sono in grado di dare un mio parere
    Invece vorrei sottoporre un mio quesito all’ Avvocato Pola:
    Alla mia nascita (1964), mio padre al battesimo ha firmato con il cognome del marito di mia madre (divorziati) Lui non mi ha mai riconosciuto (e, dopo la sua morte ho intentato una causa x il riconoscimento di “post paternità” ma, ho perso in partenza) Adesso all’ età di 55 anni vorrei prendere il cognome della mia mamma deceduta (almeno avrei un vero cognome da portarmi a dietro)
    È possibile tutto questo e, se sì qual è la procedura?
    Nell’attesa di una Sua gentile risposta, Le porgo i miei più cordiali saluti
    Isabella

  372. separatamente dice:

    Buongiorno,
    io da Milano non credo di poterle prestare assistenza.
    Comunque lei non può cambiare le chiavi di casa nel senso che semmai è la madre di sua figlia che potrebbe chiedere l’assegnazione della casa familiare e farla uscire di casa.
    Quindi, il mio consiglio è quello di nominare un avvocato e trovare una intesa con la madre di sua figlia.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  373. andrea dice:

    buongiorno sono Andrea da Padova, sono papa’ di una bimba di 3 anni avuta da una ragazza brasiliana e conviviamo nella casa di mia proprieta. E’ stata per lei una gravidanza indesiderata fin da subito tante’ vero che non pendeva i farmaci per correggere i valori molto sfasati del sangue mettendo in grave pericolo il feto..la bimba e’ nata per fortuna sana, insomma ne ha combinate di tutti i colori, mi dilungherei all infinito nel descriverle tutte. Lei soffre di disturbi del comportamento alimentare (bulimia nervosa non controllata)e ha subito l intervento di by pass gastrico Un anno fa mi e’ arrivata una raccomandata dalla sua avvocata nella quale c era la richiesta da parte sua della separazione e dell affido della bimba. Tra la mia avvocata e la sua stiamo da 1 anno cercando soluzioni bonarie ma siamo ancora al punto di partenza. Da 3 mesi ha una relazione e si assenta da casa per 3-4 giorni alla settimana, dunque per meta’ del tempo lasciando la custodia della bimba a me e limitandosi a un paio di messaggi whatsapp al giorno quand si assenta nel sapere come sta’ la bimba. Avrei tanta voglia di buttarla fuori di casa, cambiare le serrature e farle trovare la porta chiusa all arrivo dal consueto weekend prolungato dal suo fidanzato . Lo potrei fare legalmente? grazie anticipato se mi risponde

  374. separatamente dice:

    Buongiorno,
    sua figlia ha diritto di essere mantenuta dal padre.
    Ed il mantenimento sarà commisurato al reddito del padre.
    Esiste un procedimento giudiziario con il quale il padre sarà obbligato a presentare le sue ultime dichiarazioni dei redditi. E aggiungo anche che in giudizio si potrà sicuramente rendere edotto il giudice con riferimento ai trasferimenti patrimoniali che sta attuando in questo momento il padre.
    Se vuole possiamo assisterla.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  375. Maria dice:

    Buongiorno, dopo storia di 3 anni rimango incinta lui mi abbandona, ha una azienda e sta con un’altra donna oggi io, chiedo alimenti per la bambina, ho saputo che cambierà intestazione azienda la intesterà a lei, e in più convive già con questa donna cosa mi aspetta, per la bimba che nascerà?

  376. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la figlia naturale deve essere mantenuta dal padre naturale. Aggiungo che questa figlia ha medesimi diritti (anche a livello successorio) qualora esistessero altre figlie.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  377. separatamente dice:

    Buongiorno,
    ritengo che le variabili che possono influire e determinare la riduzione dell’assegno di mantenimento in favore di sua moglie non possano ricondursi soltanto all’addebito della separazione. I criteri perequativi per la determinazione dell’assegno di mantenimento, infatti, non vengono meno anche in presenza di addebito. La durata del matrimonio, il tempo dedicato dai genitori alla crescita dei figli a discapito della propria occupazione lavorativa, il numero dei figli, l’età di questi ultimi, i redditi dei coniugi, infatti, saranno sempre tenuti in considerazione ai fini della determinazione dell’assegno divorzile anche in caso di addebito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  378. Maria dice:

    Mio marito ha avuto una figlia dalla amante ora la donna pretende il mantenimento si è rivolta a un avvocato. Lui ha riconosciuto la bimba? È giusto che lui sia obbligato a dargli ogni mese dei soldi

  379. paolo dice:

    Buon giorno
    Sono un padre separato da 5 anni con sentenza di un giudice che mi ha addebitato la separazione.
    I miei figli hanno 19 e 21 anni.
    Il matrimonio era già finito da tempo e il mio avvocato ha cercato di spiegarlo al giudice . Purtroppo il Giudice non considerò , tra le altre cose, le due più grosse:1) La sig.ra, laureata ma casalinga per scelta sua non condivisa, si appropriò indebitamente 3 anni prima del saldo del conto comune della famiglia e spostandoli su un proprio conto personale, fatto denunciato ai carabinieri, 2) Cambiò la serratura di casa della casa coniugale, senza che io avessi fatto nulla di male.
    Ora vorrei presentare il divorzio , ma mi dicono che le nuove normative sulla quantificazione dell’assegno divorziale non si applicano ai casi di separazione con addebito e vale ancora la giurisprudenza arcaica che prevede il mantenimento del tenore di vita.
    Che speranze ho di essere trattato come un ex marito normale e ottenere la cancellazione del mantenimento ? Posso in sede di divorzio cercare di far valere quelle motivazioni che in sede di separazione sono state ignorate?

    Paolo

  380. separatamente dice:

    Buongiorno,
    sebbene lei sia di Roma rispondo lo stesso perchè la risposta potrebbe essere utile ad altri utenti.
    Se avete optato per la comunione dei beni in occasione del matrimonio l’acquisto della autovettura (effettuato dopo il matrimonio) ricade nel patrimonio comune.
    Quindi siete entrambi legittimati ad utilizzarla.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  381. Dorotes dice:

    Ho la macchina acquistata doppo matrimonio, per risparmi di assicurazione abbiamo messo solo il proprietario mio marito, ci siamo lasciati, sto facciendo la separazione legale. Mio marito ha preso il furgone io la macchina, doppo una litiga lui mi ha detto che mi ritira la machina, che mi serve perché vado a lavoro e le bambini mi impegno solo io. Può fare?

  382. separatamente dice:

    Buongiorno,
    l’estensione del nucleo familiare deve essere resa nota all’ALER o alla diversa entità che gestisce le case in ediliza popolare. Ovviamente con l”estensione del nucleo devono comunque sussistere i requisiti redditurali che giustificano l’assegnazione della abitaizone con canone agevolato/calmierato.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  383. separatamente dice:

    Buongiorno,
    posso rispondere ad alcune delle Sue domande.
    Partiamo da questa: “se un domani le cose dovessero andare male sono tutelato in qualche modo? oppure lei potrebbe stare nella casa e io dover continuare a pagare la metà del mutuo oltre a dover lasciare l’immobile?” Vi è il rischio concreto che la madre dei suoi figli chieda l’assegnazione della casa familiare in caso di separazione e/o cessazione della mera convivenza. La casa resta intestata ai genitori, ma la madre avrebbe lo sfruttamento esclusivo sino all’autosufficienza economica dei figli.
    Il fatto che Lei abbia un figlio autistico ritengo possa influenzare non poco il Giudice con riferimento al contributo al mantenimento a suo carico degli altri figli.
    Se state ipotizzando un progetto di vita insieme, potreste anche ipotizzare di adottare i figli dell’uno e dell’altro. Ci sarebbe maggiore paretiticità di diritti dei figli. Ma questa è solo una ipotesi.
    Si scordi l’ipotesi di evitare gli obblighi nascenti dal rapporto di filiazione con una scrittura privata.
    Anche l’accordo di convivenza, peraltro, non potrebbe nuocere i diritti dei figli.
    Occorrebbe un po’ più di tempo per approfondire meglio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  384. separatamente dice:

    Gentile Fabiola,
    la legge italiana sulla riproduzione assistita permette solo alle coppie eterosessuali, e a certe condizioni, di beneficiare di un trattamento in un centro di fertilità se non hanno altra scelta a disposizione.
    Le coppie omosessuali, così come le donne single, non possono usufruire di una clinica di fertilità.
    Fatte queste precisazioni, in ogni caso, l’ipotesi da Lei ventilata (donazione del seme da parte del Suo ex marito) non garantirebbe nemmeno il requisito della donazione anomima del seme (la ricevente non deve conoscere l’identità del padre).
    Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  385. Cristina dice:

    Buongiorno, ho una mamma invalida in carrozzina, io sono disoccupata, provvedo solo a lei che percepisce una piccola pensione.da parecchi anni abitiamo in una casa comunale dove io fin dal principio ho sempre fatto parte del nucleo familiare. La mia domanda è.. se mi sposo con il mio compagno, e continuo a vivere in quella casa con mia mamma e mio marito, una volta che mia mamma non ci sarà più, la casa mi verrà sottratta o potrò continuare a vivere in quella casa con mio marito? Premetto che lui percepisce 1000 euro al mese. Grazie mille

  386. Leslie Lucherini dice:

    Buona sera, ringrazio anticipatamente per la risposta.
    Premetto che non sono riuscito a trovare un consiglio per una casistica come quella che le sto per presentare.
    Sono un ragazzo di 35 anni e scrivo da Cologno Monzese (MI).
    Vorrei prendere casa con la fidanzata, e i presupposti sono ottimi ma entrambi abbiamo figli avuti da precedenti relazioni. Ora vorremmo fare un mutuo intestato al 50%, mentre la proprietà della casa sarebbe al 60% mia per un aiuto familiare ed al 40% sua.

    la domanda che mi pongo è: se un domani le cose dovessero andare male sono tutelato in qualche modo? oppure lei potrebbe stare nella casa e io dover continuare a pagare la metà del mutuo oltre a dover lasciare l’immobile?

    se esiste questa possibilità, seppur remota, mi posso tutelare con una scrittura privata dal notaio/avvocato?

    Preciso: lei è una ragazza madre di minore e il padre non è presente(questa è la particolarità che più mi preoccupa);io padre con minore autistico grave a carico ma con residenza dalla madre.

    Ho sentito opinioni di avvocati di diverso parare e sono confuso; le premesse sono ovviamente di stare bene con la mia ragazza e i nostri bimbi però nn essendo sposati e non avendo figli in comune per un passo del genere volevo essere certo di tutelarmi sotto ogni fronte.
    Magari prendendo anche la residenza di mio figlio??
    Ho anche letto del contratto di convivenza in base alla legge Cirinnà; potrebbe essere una soluzione?!
    Grazie mille

    Leslie Lucherini

  387. Fabiola dice:

    Buonasera mi sono separata da un anno e mezzo da mio marito ho una bimba di cinque .Vorrei un altro figlio ma vorrei fosse come mia figlia potrei chiedere tramite il mio avvocato se mio marito mi aiutasse donandomi il seme e fare una fecondazione assistita?Mia figlia vuole un fratellino o sorellina ed io mi sento legata ancora a lui e non voglio fare figli con altri uomini..Potresti darmi un parere .GRAZIE

  388. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non conosco il reddito del Suo compagno, quindi, è difficile quantificare il contributo per suo figlio.
    Mi permetto però di considerare che se lei fosse rimasta nella casa familiare (quella del suo ex), avrebbe addittura avuto diritto di chiedere l’assegnazione di quella casa sino a quando suo non sarebbe diventato autosufficiente !
    Se vuole ne parliamo con calma.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  389. separatamente dice:

    Buongiorno Maria,
    Lei ha diritto al riconoscimento di suo figlio.
    Lei ha diritto al mantenimento di suo figlio (mantenimento che dovrà tenere in considerazione il reddito del Suo ex compagno ed il fatto che quest’ultimo non sta provvedendo al pagamento di una abitazione dove vivrà suo figlio).
    Non si preoccupi, la Legge è dalla Sua parte. Non si faccia intimorire dal Suo ex.
    In questi casi, di solito si avanza una richiesta al padre tramite una lettera di un legale.
    In seguito, lo strumento processuale è un ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio (anche congiunto, previo accordo tra i genitori).
    Se vuole resto a disposizione. Preciso che il primo incontro in studio è gratuito.
    Grazie e saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  390. separatamente dice:

    Buongiorno,
    affinché un terzo soggetto possa ottenere la voltura del contratto di assegnazione della casa popolare in proprio favore occorre che, prima del decesso, sia stato già riconosciuto come membro del nucleo familiare di appartenenza dell’originario conduttore da un espresso provvedimento dell’ente concedente e gestore.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  391. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se è in corso una separazione, significa anche che c’è già un avvocato che conosce meglio di me la “pratica” e saprà consigliarvi al meglio.
    Ricordo che moglie e figli hanno diritto al mantenimento, nonchè alla assegnazione della casa coniugale.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  392. separatamente dice:

    Buongiorno,
    io consiglio sempre di regolamentare l’interruzione del legame affettivo con un procedimento giudiziale.
    Considerato che ci sono dei figli, sembra opportuno ricordare che la convivente ha gli stessi diritti della moglie: può chiedere l’assegnazione della casa in cui vivete sino a quando i figli non diventeranno autosufficienti.
    Il resto (la quatificazione dell’assegno di mantenimento per il figlio) dipende da vari fattori tra cui il reddito dei conviventi.
    Resto a disposizione per qualsivoglia ulteriore chiarimento.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  393. Laura dice:

    Mi sono lasciata con il mio compagno con cui vivevo,sono tornata a casa dei miei genitori con il nostro bimbo di3 anni.io non lavoro lui è artigiano.ha deciso di passarmi 300 euro x il mantenimento del figlio .volevo sapere se potevo chiedere qualcosa in più non potendo ancora andare a lavorare .almeno finché non trovo un lavoro

  394. Maria dice:

    Buongiorno il mio ex mi ha lasciata ed sono incinta al 7 mese ora è insieme ad un altra. Io vivo da sola guadagno 1000 euro al mese e pago 400 di affitto…mi devo impegnare a fare riconoscere almeno la bimba, lui lavora in proprio con 6 dipenti quanto mi dovrà dare di mantenimento? Ovviamente do’per scontato che almeno il DNA lo faccia.. mah anche se non lo fa’ spero che qualcosa posso fare! Io con affido esclusivo quanti soldini mi deve ? Per curiosità?

  395. Luigi dice:

    Salve volevo aggiungere alla precedente richiesta che siamo entrambi invalidi civili al 67%

  396. Mattia dice:

    Buonasera! Vi scrivo per sparire più informazioni riguardo a una lunga storia extraconiugale riguardante mio padre. Mio padre ormai da due anni ha un’altra donna, e solo da pochi mesi abbiamo scoperto questo.
    Da quando questa nuova donna è presente, in casa sono iniziati i debiti, perché sono spariti migliaia di euro, molto probabilmente dati a questa nuova compagna.
    Moglie e figli di quest’uomo, possiamo fare qualcosa per rivalere i nostri soldi? È possibile denunciare o far iniziare delle indagini in modo da vedere dove sono spariti miglia e miglia di euro?
    È in corso una separazione giudiziale.
    Grazie!

  397. Lorenzo dice:

    Buonasera, vorrei sapere io convivo con la mia compagna con 2 figli nostri non siamo sposati ma abbiamo la casa al 50%. Il mutuo lo pago io poiché lei non lavora meglio non vuole lavorare. Le cose non vanno più bene cosa succede se ci separiamo? Io da padre che diritti avrei?

  398. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il mio primo consiglio è quello di formalizzare le Vostre intese. Il procedimento si chiama regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio (con regolamentazione del diritto di visita e quantificazione dell’assegno di mantenimento).
    Tre anni sono sufficienti per prevedere dei pernotti con il padre che dovrà trovare una sistemazione nel rispetto delle proprie condizioni economiche.
    Per approfondire sono disponibile anche telefonicmente (349.8197797).
    A presto,
    Avv. Marco Pola

  399. Renato dice:

    Buongiorno,
    Io e la mia compagna siamo in una fase di rottura in quanto le cose tra di noi non vanno più.La casa in cui viviamo è a nome suo e quindi più volte mi ha detto di andarmene e di cercarmi un altro casa.
    A questo punto avrei due domande:
    La prima è che mio figlio ha quasi 3 anni e vorrei sapere se esiste già la possibilità che lui possa venire a giorni prestabiliti a dormire nella mia eventuale nuova casa?io e lui siamo molto legati e nn sarebbe la prima volta che dormiamo insieme da soli. La seconda domanda è se mi devo per forza trovare una casa con due camere da letto per poter avere in affido lui nei giorni e notti prestabiliti?
    Grazie mille
    Renato

  400. separatamente dice:

    Buongiorno Alberto,
    la creazione di una nuova famiglia, la nascita di un figlio con i conseguenti obblighi di mantenimento possono giustificare la riduzione dell’assegno di mantenimento previsto in favore dei figli nati dalla precedente relazione affettiva, anche se tali circostanze non costituiscono presupposti automatici per la rideterminazione dell’assegno, ma devono essere valutati dal giudice.
    Con un procedimento teso alla modifica delle condizioni del divorzio verranno inoltre esaminate nuovamente le dichiarazioni degli ex coniugi per valutare se ci sono modifiche che possano giustificare la riduzione dell’assegno.
    Per una disamina più approfondita, occorre esaminare la separazione, il divorzio, anche al fine di comprendere quali sono le percentuali di rimborso per le spese straordinarie a carico dei genitori.
    Resto a disposizione per approfondimenti anche in occasione di un primo incontro (gratuito) in studio o tramite altra modalità (telefono, teleconferenza).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  401. Alberto dice:

    Buongiorno, sono divorziato da 6 anni, separato da 10, vivo in provincia di Milano, ho 2 figli dal precedente matrimonio che ora hanno 15 e 16 anni, affidamento congiunto, verso 660euro al mese alla mia ex moglie per i figli. Negli ultimi 5 anni sono cambiate molte cose, la mia ex moglie convive con un nuovo compagno praticamente dalla settimana dopo il divorzio, lei aveva un lavoro autonomo e da 3anni invece è stata assunta ed ha voluto che gli assegni inps dei figli fossero percepiti da lei (perché dice che prende di più) io quelli che percepivo (70euro) li davo a lei in percentuale del 70% oltre l’assegno di mantenimento, lei non vuole darmi nulla…. io in questi anni per poter “sopravvivere” ho dovuto richiedere prestiti etc che mi hanno portato ad avere spese fisse, oltre alle bollette, di 800euro al mese (compreso mutuo prima casa), percependo uno stipendio di 1900euro. Dopo anni ho finalmente trovato una donna che da 2 anni frequento stabilmente e di cui sono innamorato, a settembre formeremo una nuova famiglia, con la nascita di nostro figlio, per ora non conviviamo, ma stiamo cercando casa, lei ha un isee inferiore agli 8000euro…. Visti i cambiamenti, cosa posso fare a livello giuridico, che aiuti posso avere e sopratutto, posso richiedere di versare meno ai miei figli, a malincuore, ma perché non riesco ad arrivare a fine mese. Grazie

  402. separatamente dice:

    Buongiorno,
    direi che sussistono i presupposti per la revoca dell’assegno di mantenimento.
    Noi da Milano non possiamo prestarLe assistenza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  403. Giuseppe dice:

    Salve.
    Vorrei sapere se si può revocare l’assegno che verso a mia figlia dato che ha residenza in un ‘altra città e risulta convivere con il compagno in casa di lui.
    Tra l’altro al CAF mentre facevo il 730,è risultato che ha percepito reddito che non mi è dato sapere in che misura.
    Grazie.

  404. separatamente dice:

    Buongiorno,
    sarei ben lieto di fornirle le prime indicazioni anche con riferimento alla quantificazione dell’assegno di mantenimento.
    A tale scopo mi servono i dati relativi al Suo reddito. Quello di sua moglie (ma mi ha già detto che non lavora).
    Per il mantenimento del figlio, oltre al contributo fisso mensile, è previsto anche un contributo in misura percentuale per il rimborso delle spese straordinarie.
    Occorre anche considerare che la madre ha diritto di chiedere l’assegnazione della casa familiare sino a quando suo figlio non avrà raggiunto l’autosufficienza economica.
    Ritengo che in un confronto in studio, oppure telefonicamente, sarei in grado di fornirle maggiori informazioni. Ovviamente il primo incontro è gratuito.
    A presto,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  405. Mirko dice:

    Buongiorno
    vi scrivo da Milano per avere un vostro parere. Sono sposato da 25 anni, ora io ho 51 anni e lei 47, un figlio di 17 anni; quando ci si sposa da giovani si crede (o spera) che l’amore sia per sempre ma molte volte finisce. Nel mio caso è finito un anno fa quando ho conosciuto una nuova persona (lei divorziata con un figlio) con la quale vorrei crearmi una nuova vita.
    La mia situazione è la seguente: mia moglie non ha mai lavorato in quanto insegnante precaria (francamente non c’è mai stato da parte sua un impegno a cercarsi un posto di lavoro), io sono l’unica fonte di reddito, il figlio inizierà la quarta superiore e non intende proseguire all’università.
    Tutto in condivisione (casa/auto/cc/etc.); io vorrei separarmi ma, a parte le problematiche psicologiche di un cambio di vita del genere dopo 25 anni tutto sommato decenti, a cos’altro potrei andare in contro?
    Ovvero:
    -) per la parte economica quanto dovrei corrispondere (indicativamente)? Non ho intenzione di lasciarli senza mezzi di sostentamento però devo pensare anche a me stesso
    -) In questi anni le ho sempre versato una quota per un fondo pensionistico: un giudice potrebbe obbligarmi a continuare con questi versamenti?
    -) oltre alle spese straordinarie, dovrei riconoscere altro per il figlio (a parte la quota di mantenimento)?
    -) la casa (ovviamente) la manterrebbe lei; a questo punto il 50% delle spese condominiali sarebbero a mio carico?

  406. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    questo forum è riservato ad utenti di Milano e Monza (al più, residenti in Lombardia).
    Rispondo ugualmente al Suo quesito: si può beneficiare degli assegni familiari per i figli a carico residenti nella abitazione (medesimo nucleo familiare).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  407. Rita dice:

    Buonasera, Convivo con il mio compagno, Mi sono trasferita in un’altra città dunque non faccio più parte dello stato di famiglia di mia madre. Volevo capire se mio padre, dato che io non lavoro, potrà percepire ancora l’assegno familiare da parte di mio padre e questo effettivamente quando lo perde. Grazie buona serata

  408. separatamente dice:

    Buonasera,
    non forniamo assistenza gratuita per gli utenti al di fuori della Lombardia. Ciononostante, la soluzione da Lei prospettata non mi sembra esente da rischi. Meglio la procedura di divorzio che si può incardinare anche se sua moglie vive all’estero.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  409. separatamente dice:

    Buongiono,
    direi che Lei ha ragione. Il nuovo protocollo del Tribunale di Monza NON si applica al Vostro divorzio.
    Se, quindi, ci sono spese straordinarie da Lei sostenute per Suo figlio non onorate (debitamente documentate e già inviate al Suo ex marito), possiamo agire con atto di precetto e se necessario un pignoramento. In questi casi, per contenere le spese legali, il nostro studio, prima di notificare l’atto di precetto, invia una diffida con raccomandata per verificare se ci sono margini per comporre amichevolmente la controversia.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  410. MARINA dice:

    Buongiorno,
    nel 2010 mi sono separata e nel 2013 ho divorziato. Allora mia figlio era monorenne, ora ha 20 anni e sta per iscriversi all’università.
    Da circa un anno e mezzo il mio ex marito non mi riconosce più determinate spese straordinarie, come, ad esempio, le spese per l’abbonamento ATM del tesserino studenti, che mio figlio ha sempre utilizzato per recarsi a scuola. Ed ora, dopo che ha conseguito la patente, pagata al 50% per accordo tra le parti, non intende versare un centesimo per il carburante (ad oggi mio figlio utilizza la mia auto, non gli ho mai chiesto alcun contributo se non di partecipare alle spese benzina, che sono notevolmente aumentate da quando mio figlio utilizza il mezzo). Per il tesserino ATM sostiene di non avere più alcun obbligo poichè il protocollo del Tribunale di Monza, dove noi abbiamo divorziato, è cambiato a maggio 2018. Cosa vera, ma non dovrebbe fare fede il protocollo dell’anno di separazione o divorzio?
    Oppure mi sbaglio?
    Relativamente alle spese di carburante sostiene che l’uso dell’auto è promiscuo, poichè la utilizziamo sia io che mio figlio, quindi non intende versare nulla. Ci tengo a precisare che attualmente l’auto viene usata indicativamente al 70% da mio figlio, il restante 30% da me. E’ lecito che lui si opponga? Grazie mille.
    Marina Bono

  411. separatamente dice:

    Buongiorno,
    devo confermarle che la madre di suo figlio ha il diritto di chiedere in giudizio l’assegnazione della casa familiare sino a quando suo figlio non diventerà autosufficiente.
    La tutela dei minori estende i propri effetti anche alle coppie di conviventi.
    A questo punto, consci del rischio, occorre percorrere altre strade per trovare soluzioni alternative all’assegnazione della casa alla Sua ex compagna.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  412. Marco dice:

    Buongiorno avvocato
    Convivo con la mia compagna e con nostro figlio di 20 mesi nella casa di mia proprietà appena acquistata e dove pago ancora un mutuo..
    Preciso che la mia compagna risulta essere ancora di nazionalità extracomunitaria in quanto il suo permesso di soggiorno sarà pronto solo per il mese di agosto dove è previsto appuntamento in questura.
    Purtroppo i rapporti tra di noi si sono decisamente inclinati da qualche mese e nel mentre continuo a ricevere minacce da parte sua di tutti i tipi e tra le tante quella di buttarmi fuori di casa perché essendo la mamma di mio figlio crede di avere tutti i diritti pensando di potersi fare scudo con lui..
    Premetto che l’unico che lavora in famiglia sono io in quanto lei è disoccupata e lo è sempre stata da quando si trova in Italia Grazie anche grazie anche ad una mia dichiarazione di ospitalità..
    Sinceramente sto pensando di usare la stessa moneta rimandandola a casa sua in Ucraina anche se lei giustamente non vorrebbe ma per me la cosa è diventata davvero insostenibile, l’unica cosa che mi preoccupa è la posizione di mio figlio..
    Non essendo ancora sposati,lei non risulta ancora residente in Italia,posso prendere questa decisione e fare questo? E lei può veramente inventare una qualsiasi scusa per mandarmi fuori da casa facendosi anche scudo solo con mio figlio?
    Resto in attesa di una sua risposta
    Grazie

  413. alessandro dice:

    buongiorno, sono separato e non divorziato da circa 20 anni (la mia ex vive all’estero). Circa 5 anni fa è morto mio padre, lasciando la casa di famiglia a me, mia mamma e i miei tre fratelli. Dato che i rapporti con la mia ex sono pessimi ed il divorzio sembra un miraggio, volevo tutelare la mia famiglia. Da quanto è a mia conoscenza, infatti, in caso di mio decesso la quota della casa andrebbe alla mia ex. Volevo perciò donare la quota ad un membro della famiglia (senza alcun corrispettivo): è possibile? Ringrazio anticipatamente.

  414. separatamente dice:

    Buongiorno,
    esiste un rischio concreto che Lei debba cercare una nuova sistemazione abitativa. Dipende da cosa deciderà suo padre. In questo momento, tuttavia, Lei è ancora studentessa, quindi, ha diritto di ricevere un aiuto economico da parte di Suo padre e da Sua madre indipendetemente dal fatto che sua madre abbia deciso di rinunciare alla assegnazione della casa familiare. Diritto, quest’ultimo, che non può essere richiesto dal figlio. Io consiglio di trovare una intesa con suo padre con l’aiuto di un avvocato. La procedura per liberare un immobile è lunga quindi si può fare leva anche su questa circostanza. Non ho letto l’accordo di separazione, quindi, sembra il caso di rivalutare le mie considerazioni dopo un eventuale confronto. Con il sottoscritto o con un altro difensore, ma si faccia aiutare da un avvocato.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  415. Francesca dice:

    Buongiorno, io (24 anni, studentessa) e mia madre abitiamo nella casa assegnata dal giudice al momento della separazione. La casa è di proprietà di mio padre e gravata da mutuo (già anni fa aveva manifestato la volontà di venderla ma abbiamo trascritto il provvedimento di assegnazione quindi ha dovuto desistere).
    Ora mia madre vuole andare a convivere con il suo compagno (senza di me) abbandonando di fatto la casa assegnata.
    Con mio padre non abbiamo rapporti da 8 anni (sebbene mi corrisponda un mantenimento mensile di €600 in quanto mia madre è disoccupata)
    Quali saranno le conseguenze? Potrà vendere la casa e costringermi ad andare a vivere con lui? O peggio, lasciarmi senza casa?
    La ringrazio

  416. separatamente dice:

    Bungiorno,
    il nostro consiglio è quello di formalizzare un contratto di convivenza.
    Con questo contratto potete disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla vostra loro vita in comune, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato. Successivamente, il professionista provvederà a trasmettere il contratto al Comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione all’ufficio anagrafe. In sintesi, il contratto può contenere: indicazione della residenza dei conviventi; modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo; il regime patrimoniale della comunione dei beni, salvo diverso accordo tra i conviventi.
    Il Contratto di convivenza tuttavia non vi tutela in caso di cessazione della convivenza. E’ previsto un contributo economico a titolo di alimenti (molto contenuto) soltanto se viene dimostrato lo stato di bisogno (gravi difficoltà economiche) di chi chiede l’aiuto economico.
    Utile anche la lettura del seguente contributo: https://www.separazioneconviventi.it/le-convivenze-di-fatto-legge-n-762016-vigore-dal-5-giugno-2016/
    Resto a disposizione per altri approfondimenti. Il primo incontro in studio è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  417. Carla dice:

    Buongiorno. Da 10 anni convivo con un uomo che non si è’ mai separato o divorziato. Abbiamo una palestra in affitto in cui lavoriamo tutti e due. Non abbiamo figli. Vorrei sapere se ho qualche diritto nel caso ci separassimo. Grazie per la gentilezza.

  418. separatamente dice:

    Buongiorno,
    mi spiace assicuriamo un riscontro gratuito agli utenti di Milano e Monza nonchè Pavia e Bergamo.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  419. valentina dice:

    Genitori non sposati.La madre non ha mai lavorato dalla nascita del figlio(14 anni) dal quale percepisce assegno di invalidità. Il padre paga interamente l’ affitto e interamente spese condominiali della casa nei pressi dei Navigli in cui ex compagna e figlio vivono.paga interamente energia elettrica, interamente metano, interamente acqua. Per fare ciò lavora 60 ore alla settimana. la madre può pretendere che il padre visiti il figlio per 12 ore la settimana? Il padre ha diritto ad avere del tempo libero? grazie

  420. separatamente dice:

    Mi spiace ma non riusciamo a garantire risposte gratuite agli utenti di tutta Italia. Questo Forum è riservato agli utenti di Milano e Monza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  421. Daliani poli antonella dice:

    Salve,sono separata da mio marito dal 2017, separazione avvenuta in comune e in attesa che lui di decida per il divorzio..in questi anni mi sono occupata io dei miei figli, mio figlio disoccupato di 27 anni e mia figlia 20…la ragazza frequenta un corso di estetica a pagamento..che ovviamente pago io,ora io non posso più sostenere da sola questa spesa perché ho bisogno di cure mediche a pagamento,lui è disoccupato ma lavora a nero..posso ottenere qualcosa senza sopportare grosse spese legali?… grazie sono disperata,!…

  422. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    il forum, senza maturazione di spese legali, è riservato agli utenti di Milano e Monza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  423. Roberta dice:

    Salve, convivo da tre anni con il mio compagno e abbiamo una bambina di 15 mesi.
    Da quando è nata la bambina, il nostro rapporto è molto conflittuale, addirittura siamo arrivati a vivere nell’indifferenza reciproca. Parliamo solo di ciò che concerne la bimba.
    Viviamo a Milano, ed io momentaneamente lavoro con un contratto part-time di 16 ore, quindi anche lo stipendio è poco. Ad agosto mi scade il contratto di lavoro e vorrei poter tornare in Puglia, affinché, mi possano aiutare economicamente i miei genitori, e soprattutto perche qui a milano, nessuno mi intesterebbe un contratto di casa.
    in Puglia ho una casa di mia proprietà e quindi non pagherei fitto.
    Il mio compagno non so se sia d’accordo sul trasferimento della bambina in Puglia, (premetto che lui lavora a tempo determinato e, nelle sue prospettive future c’è la voglia di tornare in Campania ).
    Adesso c’è il problema ferie, lui e la sua famiglia, pretendono che la bambina di 15 mesi ( che non ha mai dormito lontana da me, vada in vacanza con loro,) io non sono d’accordo nel fare dormire la bambina una settimana senza me, perché è in fase di dentizione e secondo me è ancora troppo piccola. Mi sapete dire in questi casi se è possibile che la bambina stia una settimana senza vedere la mamma, e soprattutto se è possibile che il giudice possa negarmi il trasferimento a vivere in un altra regione?

  424. separatamente dice:

    Mi dispiace ma come precisato nel Forum e nel sito http://www.separatamente.it possiamo riscontrare (senza maturazione di costi a Vostro carico) solo gli utenti di Milano e dintorni.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  425. Francesco Buscemi dice:

    Salve, io sono in separazione consensuale con mia moglie dal 1998 confermata con atto del giudice Dott.ssa Cucca del Tribunale di Tempio Pausania nel 2017, che, oltretutto vista la mia pensione bassa, ha sentenziato la cancellazione dei 500 Euro al mese da me dovuti a mia moglie. Ho in possesso anche un contratta di Comodato Gratuito del 2010 timbrato e certificato dall’Agenzia delle Entrate che mia moglie, usufruttuaria, e mio figlio, che gode della nuda proprietà, mi hanno concesso di abitare, nella loro palazzina, in una stanza con bagno. A distanza di anni l’INPS di Olbia, famosa acchiappa soldi, non ha riconosciuto valida la separazione consensuale e il contratto di Comodato gratuito, affermando che io dovevo vivere in un immobile diverso. Addebitandomi una cifra Contenzioso di circa 3.000.000 a rate, facendomi vivere da alcuni mesi da miserabile. Secondo mio nipote, giovane magistrato, l’INPS è passibile di truffa ed estorsione. Mi piacerebbe avere il Vostro parere. Grazie. Francesco.

  426. separatamente dice:

    Mi spiace. Questo forum è riservato agli utenti di Milano (oltre Monza e Bergamo).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  427. Maria dice:

    Ho presentato richiesta di separazione giudiziaria e dopo provvedimento presidenziale urgente ho firmato per consensuale per un eventuale riconciliazione prima che il giudice omologhi la separazione posso ritirare la richiesta di separazione o devo aspettare al giorno dell’udienza?

  428. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la prima consulenza gratuita è riservata agli utenti di Milano e Monza.
    Per rispondere alla Sua domanda occorre preliminarmente leggere quanto precisato nelle condizioni della separazione.
    Se nulla è previsto la Sua ex è tenuta a riportare i figli dove risiedono dopo il termine del periodo di vacanza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  429. Monica dice:

    Buonasera
    La mia ex moglie parte in vacanza e porta con sé i figli.
    Dopo 15 giorni gli stessi toccano a me ma lei si fermerà ancora in villeggiatura con il nuovo compagno e pretende che sia io a pagare il rientro degli stessi presso la mia abitazione dal luogo in cui passeranno la vacanza con la stessa. Cosa devo rispondere? Come devo compartarmi?

  430. separatamente dice:

    Buongiorno,
    occorre avviare una trattativa con Sua moglie. Difficile che un Giudice non assegni la casa coniugale alla madre con i figli. Ma vi sono argomenti che a volte inducono il coniuge collocatario dei figli a prendere in considerazione delle alternative. Si tratta tuttavia di mere questioni economiche e di quanto viene offerto come contropartita della rinuncia a vivere nella casa coniugale sino a quando i figli avranno raggiunto l’autosufficienza economica.
    Resto a disposizione per approfondimenti (349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  431. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non è perseguibile penalmente. La madre, tuttavia, è molto probabile che chiederà la tutela dei suoi diritti in Tribunale con un ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio: sino a quando la figlia non sarà autosufficiente il padre è tenuto al mantenimento. Se la figlia deciderà di proseguire gli studi, per esempio, sussiste l’obbligo del padre di mantenerla. E aggiungo che il Giudice per quantificare il contributo fisso mensile è molto probabile che prenda come riferimento quello che avete fatto fino ad oggi.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  432. separatamente dice:

    Buongiorno,
    sempre meglio che un provvedimento di un Giudice confermi i Vostri nuovi accordi. Nell’istanza di modifica delle condizioni del divorzio potrete inserire il diritto di visita della madre (in determinate occasioni, regolando anche le festività e le vacanze scolastiche della minore), nonchè il pagamento delle spese straordinarie. Tutto questo per evitare qualsiasi conflitto in futuro tra i genitori laddove non si trovino le intese, per esempio, su chi deve stare con la figlia il giorno di Natale (è solo un esempio). Si può fare una istanza congiunta con un solo difensore per entambi i genutori. Presso il nostro studio il costo di una simile iniziativa ammonta complessivamente ad € 1.000,00 per compensi professionali (oltre iva e cassa avvocati); quindi, € 500,00 per ogni genitore.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797)

  433. separatamente dice:

    Mi spiace non sono un penalista. Comunque credo che la sua richiesta possa essere accolta.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  434. Francesco dice:

    Buongiorno dott. Pola, vorrei un suo preliminare parere.
    Sono in procinto di separarmi, la situazione è questa:
    -siamo in separazione dei beni
    -Due figli di 10 e 7 anni di cui ci prenderemmo cura entrambi al 50%
    -io lavoro mia moglie al momento è disoccupata
    -casa coniugale di mia esclusiva proprietà (gravata da mutuo di 750,00€/mese)
    -sono disponibile a pagare per intero un affitto alla coniuge o acquistare un appartamento in cui farla vivere a patto di continuare ad abitare la casa coniugale, per essere libero di venderla qualora ne fossi costretto, causa eventuale difficoltà a pagare il mutuo, e ricomprarmene un altro più piccolo con i proventi ricavati (il valore attuale è simufficientemente superiore al debito residuo).
    Ciò detto lei vorrebbe rimanere nella casa coniugale ed io, per i motivi sopra evidenziati, altrettanto. Secondo lei potrei sperare di avere riconosciuto quanto da me considerata una legittima aspettativa?
    Grazie,
    Francesco.

  435. Gianni dice:

    Buongiorno
    Sono un padre separato ormai da 15 anni, non eravamo sposati, quindi per tutti questi anni ho passato l’assegno di mantenimento mensile di Euro 350 compreso di extra alla figlia che ora ha 18 anni e ha terminato gli studi. Premetto che è un accordo privato fra me e la mia ex. Nessun tribunale. Io nel frattempo mi sono sposato e ho avuto un altro figlio. Alla nascita di mio figlio non ho chiesto la riduzione dell assegno anche se di mio diritto. Ora però che la ragazza è a casa e ha terminato gli studi si deve trovare lavoro ovviamente. Ho chiesto alla mia ex di poter dare Euro 200 ora e ha rifiutato inviandomi lettera dal suo avvocato che pretendono la stessa cifra data in precedenza. Non essendoci nessun accordo tramite tribunale cosa potrebbero farmi? Sono perseguibile penalmente? Ringrazio anticipatamente.

  436. silvia dice:

    Buonasera,
    sono divorziata congiuntamente da 5 anni. Abbiamo una figlia di 14 anni con affidamento congiunto e con residenza (al momento) presso la mia abitazione. Ora la bambina (di comune accordo) ha deciso di andare ad abitare dal padre e di frequentare le scuole superiori nel Comune di residenza del padre (abitiamo in due città diverse). Per questo motivo ho deciso di rinunciare al mantenimento del minore ma di dividere comunque le spese extra (scolastiche, mediche, ecc.) . Per evitare costi e tempi, cosa possiamo fare? ricorso al Giudice per le modifiche della sentenza di divorzio mantenimento minore? o possiamo fare una scrittura privata depositandola alla Procura di Stato Civile?

  437. Iuliana s. dice:

    Salve.Sono stata convocata come testimone in un processo penale .Il problema e che il tribunale e a Roma ed io abito a Milano ,in piu ho due bambini :uno di 2 anni ed uno di 13 .Non ho nessuno con qui lasciare i bambini per potermi presentare all tribunale.Essiste la posibilita di farmi sentire da Milano senza andare a Roma?Se scrivo al giudice il l’impossibilità di andare causa bambini verra presa in considerazione?grazie

  438. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non ho ben compreso se siete separati di fatto e se avete formalizzato una separazione in Tribunale.
    in ogni caso, Il comportamento del padre che cambia repentinamente partner e non concorda con la madre le modalità con le quali comunicare al figlio la nuova relazione affettiva possono essere rimesse alla valutazione di un Giudice e di un consulente tecnico d’ufficio, nonchè essere sanzionate in forza dell’art. 709 ter cod. proc. civ.
    Restiamo a disposizione per approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (349.8197797 – 02.72022469)
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  439. Michela dice:

    Buongiorno,
    Sono separata da quasi un anno abbiamo raggiunto un accordo dopo 9 mesi. Abbiamo un bambino di 5 anni io per affrontare al meglio la separazione mi sto rivolgendo ad una psicologa dell’Età evolutiva il padre (un narcisista maligno) non partecipa non ha dato il consenso ha cambiato già due donne in pochi mesi l’ultima con cui è ritornato da un mese circa l’ha fatta trasferire in casa sua e io ho saputo il tutto al telefono dal bimbo che mi ha comunicato il fatto in modo agitato. Io posso fare qualcosa visto che l’affido è congiunto ammonirlo in qualche modo tramite avvocato e per non avermi informata direttamente e per non aver condiviso un’informazione così importante per per tutela del bimbo? Grazie

  440. separatamente dice:

    Mi spiace, come precisato, il Forum è riservato agli utenti di Milano e Monza.
    Le consiglio di rivolgersi ad un avvocato in loco per avviare un procedimento di divisione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  441. andrea dice:

    Buongiorno,
    sono separato, abbiamo due figli. Non eravamo sposati. Alla ex è stata assegnata la casa totalmente pagata da me, ma per amore l’ho cointestata anche alla ex e abbiamo un mutuo al 50% sul rimanente. Le bambine vivono tempo paritetico con i genitori, una settimana con il papa ed una con la mamma. Ho proposto di acquistare la sua quota (15 mila euro) ma ha rifiutato, ho proposto che lei comprasse la mia quota (124 mila euro) ma ha rifiutato, ho proposto la parificazione delle quote (dovrebbe darmi circa 60 mila euro) ma ha rifiutato…coso posso fare? sono costretto ad andare in tribunale? posso richiedere l’indebito arricchimento da parte della ex e costringerla a darmi i 60 mila euro? La casa non vogliamo venderla…

  442. separatamente dice:

    Buongiorno,
    direi che trattasi di una violazione di domicilio a tutti gli effetti. Risolverei il problema facendo cambiare le chiavi da una persona di fiducia.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  443. Eleonora dice:

    Salve,
    io e la mia ex partner ci siamo lasciate dopo 7 anni, attualmente viviamo a Sydney e qui stiamo facendo le pratiche per l’annullamento della relazione “de facto”. In Italia eravamo soltanto conviventi nella casa di mia proprietà. La mia ex partner tornerà in Italia e vuole riprendere le sue cose, io però vorrei essere presente al momento in cui prederà la roba per assicurarmi che non ci siano fraintendimenti sulle proprietà degli oggetti, mi domandavo se lei ha diritto ad entrare in casa senza di me o dovrà aspettare che io ritorni in Italia (anche se magari sarà tra molto tempo)?

  444. separatamente dice:

    Gentile signora,
    come Lei credo sia a conoscenza l’assegnazione della casa coniugale è concessa al genitore collocatario dei figli non autosufficiente da un punto di vista economico.
    Sembrerebbe, quindi, che il diritto sia dalla parte del Suo ex ma mi permetto di rilevare, sempre in mero diritto, che la tolleranza, da parte di Suo marito, della Sua presenza nell’abitazione coniugale ha rilevanza giuridica. Occorre approfondire (vorrei capire da quanti anni i figli sono usciti di casa, vorrei vedere l’accordo di divorzio, vorrei vedere, se ve ne sono, le richieste di suo marito di rientrare in possesso della casa).
    Resto a disposizione per approfondimenti (349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  445. Livia dice:

    Vivo da 35 anni nella casa di mio marito separata e divorziata da 19 anni adesso i figli vivono dassoli lui mi vuole buttare fuori io ho una pensione di 800 euro non posso permettermi un affitto lui non ha bisogno della casa e sta bene come può finire questa storia??

  446. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    mi sembra abbastanza riprovevole il comportamento del padre e direi che 250 euro al mese sono veramente pochi per il mantenimento di un figlio.
    Lei ha la possibilità di adire le autorità giudiziarie con un procedimento denominato ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio. Con questo procedimento regolerà il mantenimento del figlio ed anche il diritto di visita del padre.
    Se lo desidera mi chiami per approfondire (349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  447. Heydi dice:

    Buongiorno.
    Mi sono lasciato con il padre di mio figlio quando ero incinta di 8 mesi perché lui aveva un altra, adesso il bimbo è nato e ha due mesi, lui questi primi mesi mi aiutava con 500€ al mese giacche io ho un lavoro part time e non guadagno tanto E una casa in affitto da pagare dove abitavamo prima tutti e due, e adesso che il bimbo entra al terzo mese mi vuole dare la metà solo 250€
    Vorrei sapere come posso fare per chiedere la manutenzione del bimbo giacché lui guadagna quasi 2000€ al mese

  448. separatamente dice:

    Buongiorno,
    possiamo verificare se ci sono margini per modificare la collocazione abitativa della minore.
    Occorre leggere con attenzione l’accordo di separazione e verificare se oggi ci sono stati dei cambiamenti (rispetto a quando avete sottoscritto la separazione) che possano giustificare la modifica.
    Difficile comunque ipotizzare meno di 250 eruo al mese per il mantenimento (oltre al 50% delle spese straordinarie).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  449. separatamente dice:

    Mi dispiace, considerato l’alto numero di richieste, confermiamo che il forum è dedicato agli utenti di Milano e Monza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  450. separatamente dice:

    Mi dispiace, considerato l’alto numero di richieste, confermiamo che il forum è dedicato agli utenti di Milano e Monza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  451. separatamente dice:

    Mi dispiace, considerato l’alto numero di richieste, confermiamo che il forum è dedicato agli utenti di Milano e Monza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  452. separatamente dice:

    Mi dispiace, considerato l’alto numero di richieste, confermiamo che il forum è dedicato agli utenti di Milano e Monza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  453. separatamente dice:

    Mi dispiace, considerato l’alto numero di richieste, confermiamo che il forum è dedicato agli utenti di Milano e Monza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  454. separatamente dice:

    Mi dispiace, considerato anche l’alto numero di richieste, confermiamo che non possiamo rispondere agli utenti al di fuori della provincia di Milano e Monza.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  455. Rodolfo dice:

    buonasera.dopo 18anni di convivenza la mia convivente mi ha lasciato per un altro e se ne andata di casa per abitare con lui(una casa in affito).abbiamo una figlia di 7anni.fino adesso ci siamo occupati tutti due di lei.la casa dove abitavamo insieme era di proprietà di tutti due.dopo che se ne andata ho intestato la casa sul mio nome con il suo accordo(mutuo 700euro).una volta andata via di casa abbiamo fatto un accordo davanti al tribunale che che tutti due ci prendiamo cura della bimba.per via di lavoro perché tutti due lavoriamo in turni la bimba gira da un casa al altra.adesso io vorrei che la bimba come giusto che sia stare sempre dalla sua mama.io guadagno 1300euro più 150euro in ticket .la mia domanda è.come ho de debiti pure il mutuo da pagare quanto mantenimento devo dare alla mia figlia?grazie

  456. Giuseppe dice:

    Salve avv. POLA, mua figlia sposata e con una figlia di 18 mesi, abitano con il marito presso l’abitazione della nonna di lui. Adesso hanno deciso di separarsi, la mia domanda è la seguente: mia figlia può rimanere il quell’appartamento finchè il marito non le trova un’altra casa? Grazie

  457. Laura dice:

    Buongiorno vorrei sapere se è possibile vendere una casa assegnata ad un ex moglie convivente cin il figlio oramai maggiorenne sostituendola con una più economica che sarebbe possibile acquistare con la vendita di un altro immobile così da permette l estinzione del mutuo per la stessa dal momento che il mio compagno è costretto a pagarlo per intero unitamente al condominio ordinario e straordinario e che lacspesa comincia a diventare insostenibile. Ovviamente il mio compagno è unico proprietario dell immobile, l ex moglie ce l ha solo in uso dal 2011 fino all indipendenza economica del figlio, ma nella sostituzione si pensava all usufrutto esclusivo del figlio o addirittura la proprietà. Certa di una vostra risposta. Ringrazio e saluto

  458. Ludovico dice:

    Gentilissimi,
    io e la mia ex mia moglie siamo separati (separazione giudiziale poi trasformata in consensuale in sede di giudizio) da dicembre 2018. Non abbiamo figli. Io le corrispondo un assegno mensile di 500 euro.
    Io ho mantenuto e vivo nella casa di mia esclusiva proprietà (dove abbiamo convissuto per 15 anni), lei è andata a vivere in affitto in un’altra abitazione dove ha preso residenza. Dopo un anno, scaduto il suo contratto e per esigenze economiche (non lavora), si è trasferita in una stanza e condivide l’appartamento con altri coinquilini. Ora è subentrata la crisi dovuta al Covid 19 e ci troviamo entrambi in difficoltà economiche.
    La mia domanda è: può l’ex coniuge rientrare in casa mia (dormendo in una stanza separata) ed eventualmente prendervi residenza, mantenendo lo status di separati in quanto nessuno dei 2 ha intenzione di riprendere la vita coniugale? Si tratterebbe di una convivenza temporanea (è ovviamente difficile stabilire una scadenza al momento) dettata da situazioni economiche. Legalmente è fattibile o ci sono delle controindicazioni/impedimenti?
    Vi ringrazio fin d’ora per l’attenzione e per la risposta.

  459. Rossella dice:

    Buongiorno, scrivo per chiarire un dubbio che ho, che riguarda la madre naturale della figlia di mio marito, una ragazza di 12 anni che vive con noi da circa due anni (in precedenza viveva con la madre e mio marito ha sempre versato il mantenimento, circa 300€ al mese + spese extra).
    A differenza delle situazioni più diffuse, ho un dubbio sul mantenimento che una madre dovrebbe versare al padre per il mantenimento della figlia.
    La ragazza, ha espresso qualche anno fa (aveva 8anni), la volontà di venire a vivere con noi e, dopo due anni, la madre ha dato il suo consenso ed ora vive felicemente con noi, vedendo la madre ogni 15 giorni.
    La madre ha accettato il trasferimento della figlia solo “avendo la garanzia” che il padre non le avrebbe chiesto il mantenimento della figlia.
    Mio marito e la madre della ragazza hanno raggiunto un accordo (validato dal giudice), in cui si dice che “allo stato attuale (due anni fa), si richiede alla madre il pagamento mensile di una cifra simbolica pari a 100€ come mantenimento della figlia, ma considerando che la madre si trova in una situazione lavorativa ed economica difficile, si concorda che essa non versi il mantenimento, ma che comunque si impegni a migliorare la sua situazione lavorativa, in modo che possa in futuro contribuire”.
    Il punto è questo: negli ultimi due anni la madre non ha minimamente cercato lavoro e da qualche mese non vede e non sente neanche telefonicamente la figlia (da gennaio di quest’anno).
    Mio marito ora, sentendosi preso in giro, vorrebbe iniziare a chiedere 150/200€ al mese (simbolici) alla madre per il mantenimento. Potrebbe farlo? Anche se lei ancora non lavora? (O meglio lavora solo nei mesi di luglio, agosto e di dicembre come commessa in un negozio, con relativo stipendio). Per il resto dell’anno va avanti con assegni di disoccupazione o similari (scusate ma non me ne intendo).
    Come possiamo “chiederle” di cercare un lavoro in modo che possa iniziare a contribuire?
    Non ha alcuna disabilità o problema di salute che le potrebbe impedire di lavorare. È una sanissima donna di 41 anni, nullatenente, che vive nella residenza del nuovo compagno e da lui si fa mantenere.
    Preciso inoltre che io, mio marito e sua figlia siamo una “famiglia normale”, entrambi liberi professionisti con reddito medio (lui), basso (io).
    Vi ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità

  460. separatamente dice:

    Buonasera Nicoletta,
    in ragione della durata del matrimonio e del fatto che lei si è sempre occupata di sua figlia può chiedere un contrubito al mantenimento da parte del Suo ex marito, in occasione del procedimento di divorzio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  461. Nicoletta dice:

    Io sono legalmente separata consensualmente ma ho ancora la residenza con mio marito e mi da 350 euro al mese perché non ho mai potuto lavorare perché avevo da seguire mia figlia disabile che mi è mancata l’anno scorso aveva 34 anni.purtroppo il mio compagno ha una casa popolare e non posso richiedere la residenza li perché non sono divorziata.mi trovo in una situazione strana anche perché io ho seguito mia figlia per tanti anni e mio marito ha la sua bella pensione e io sono in un limbo diciamo .non so più che fare se mi date un consiglio grazie in anticipo

  462. separatamente dice:

    Buongiorno,
    Lei ha il diritto di portare con sè gli arredi di sua proprietà.
    Lei ha anche diritto di chiedere ed ottenere un congruo preavviso prima di lasciare l’abitazione.
    Senza figli, tuttavia, non ha diritti sull’immobile.
    Se lei lavora, non ha diritto di chiedere nemmeno un aiuto economico al suo ex compagno; auto riservato a quei casi in cui vi sia una vera e propria indigenza di chi chiede l’aiuto economico e non vi siano altri parenti che la possono aiutare.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  463. separatamente dice:

    Buongiorno,
    i casi in cui una madre può essere ritenuta negligente da un punto di vista genitoriale con conseguente affidamento della prole all’altro genitore sono molteplici e tra questi rientra sicuramente una deficienza da un punto di vista psicologico/psichico della madre. Nei giudizi che hanno ad oggetto una contestazione sul genitore affidatario dei figli interviene quasi sempre uno specialista (uno psicoterapeuta o talvolta uno psichiatra) per valutare l’equilibrio psichico dei genitori per poi decidere (insieme al Giudice) a chi affidare i figli.
    Si può quindi chiedere un aiuto ad un Giudice con un procedimento di separazione giudiziale.
    Per maggiori dettagli ed un primo consulto telefonico, rimango a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469 – 349.8197797)

  464. Rossella dice:

    Buongiorno,sono Polacca e vivo in Italia da circa 20 anni come assistente e badante. Dieci anni fa nella mia vita è entrato un uomo con il quale è inizata una relazione sentimentale, io vivevo in altro paese e su suo invito mi sono trasferita nella sua casa che era spoglia di tutto vivendo lui solo. Ho arredato la casa con mobili di proprietà e ho contribuito alle spese in quanto nei primi anni lui non aveva lavoro stabile.Ho la residenza presso la sua casa, ma oggi avendo lui altra relazione, mi vuole cacciare senza riconoscermi niente. Ho qualche diritto?

  465. Domenico dice:

    Buongiorno,
    ho una situazione di persona quale mia moglie che negli ultimi 8 anni ha avuto 3 aborti,nascita di un figlio, tradimento da parte di lei, ripresa coniugale e nuovamente ricontatto sui social con la persona con cui mi ha tradito.
    Il finale tra l’altro accaduto nel recente periodo del covid19.
    Ove la stessa ha vanificato ogni allontanamento dai suoi genitori mettendo a rischio vendita e acquisto casa nuova x la quale ho fatto intervenite(reiterato dal 2019) un legale.
    La situazione si ripercuote da anni, dove la signora (madre di un figlio di ca 6 anni) ha passato ca 10 anni a fare ciò che voleva. Usare violenza fisica sullo scrivente,violenza verbale sul minore.
    Prima di diventare madre gli eventi di aborti hanno dato a eventi di tentato suicidio e autolesionismo.
    Ora, non avendo prove ma sapendo che vi è una forma di malessere psicologico pesante, quali sono i passi da quando venderemo la casa e staremo in affitto in due case.
    La richiesta di separazione la voglio richiedere per colpa di lei. Il figlio è nomofobico,dipende esclusivamente da un telefono mobile.
    Voglio richiedere laffido esclusivo perché questa persona risulta dipendente dai genitori ad un’età prossima ai 35/40.
    Ci sono possibilità oggettive visto che il padre, in quanto tale ha poche tutele x se stesso,mentre la madre è già scontato affido,mantenimento ect.
    La signora ha problemi evidenti testimoniabili.
    Risulta immatura,irresponsabile perché già il fatto di un flirt reiterato, un annullamento di vendita e acquisto casa reiterato.
    Posso ottenere il più possibile e se si che cosa?
    È una bambina in un corpo di adulto ed necessario effettuare una visita psichiatrica per e psicologica x il figlio.
    Ringrazio

  466. separatamente dice:

    Mi scusi ma questo forum è riservato, come precisato, agli utenti di Milano e Monza.
    In ogni caso preciso che l’obbligo di mantenimento della prole persisterà sino a quando Sua figlia non diventerà autosufficiente. Dopo la maggiore età della figlia, lei potrebbe trovare un accordo con sua figlia da sottoporre al vaglio di un Giudice.
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  467. Matteo dice:

    Salve vi ringrazio fin da subito per il tempo che perderete riguardo la mia domanda, da conviventi abbiamo avuto una figlia e poi ci siamo separati alla separazione aveva 2 anni e mezzo e ora ne ha 16 di anni, vorrei smettere di versare l’assegno di mantenimento alla madre per la figlia per poi comprarle l’ appartamento dove io risiedo. Si può fare utilizzare la somma del mantenimento per pagare la rata del mutuo che poi diventerà di proprietà della figlia?
    Grazie ancora Saluti F. Matteo

  468. separatamente dice:

    Buongiorno,
    mi dispiace ma sono un avvocato e sconsiglio sempre di fare un passo così importante senza una assistenza qualificata.
    Tra l’altro se ci sono dei figli l’assistenza dei difensori è obbligatoria per Legge.
    Se avete un accordo di massima da correggere nei dettagli e rendere presentabile in Tribunale, con il nostro studio potreste anche contenere i costi ad € 1.000,00 (500 a testa). E saremmo noi ad occuparci della presentazione in Tribunale del ricorso e dei documenti.
    In questo periodo peraltro il primo incontro si potrebbe svolgere tramite teleconferenza via Whatsapp, zoom, skype, jitsi, teams, insomma l’app che preferite.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469 – 3498197797)

  469. Andrea dice:

    Buongiorno, sono in procinto di separazione. La situazione è la seguente:
    Io: stipendio circa 1800/2000 (+200 assegni familiari), casa intestata a me (con mutuo residuo 68000 a carico mio e sempre sostenuto da me con rate semestrali equivalenti a 520mensili). Ho sempre pagato bollette, spese di casa, assicurazioni, auto ecc. Massima presenza coi bambini.
    Lei: occupata di dicembre part-time a 490/mese.
    Figli: 11 e 9 (disabile per diabete).
    Proposta di separazione:
    500 euro per bambini (2×250)
    mutuo pago io fino al termine e cedo la proprietà ai figli minori con usufrutto a lei.
    Spese straordinarie al 50%
    Assegno familiare al 50%
    Mi ritroverei, quindi a vivere con 800/1000, pensate sia sufficiente?
    Vorremmo ricorrere alla separazione consensuale senza avvocati, direttamente al tribunale.
    Io sarei presente ogni giorno o quasi per prenderli a scuola e attività sportive, week end alternati.
    Cosa ne pensate?

  470. separatamente dice:

    Buongiorno,
    la rinuncia alla casa familiare da parte della madre collocataria dei minori, può sicuramente comportare una contropartita economica in suo favore.
    Mi permetto di aggiungere che anche la quantificazione del contributo al mantenimento dei figli non è correttamente calcolato: le spese straordinarie non devono incidere negativamente sul contributo fisso mensile. Aggiungo anche che nell’interesse dei figli gli accordi economici ed il diritto di visita del padre dovrebbe essere oggetto di apposita iniziativa giudiziaria (anche congiunta se trovate un accordo): ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio. In questo modo, in caso di mancato pagamento del contributo fisso mensile, il beneficiario di quest’ultimo avrebbe possibilità di agire in giudizio nei confronti dell’obbligato anche con atti di precetto e pignoramenti.
    Resto a disposizione per approfondimenti. Il primo incontro presso il nostro studio è gratuito (anche in teleconferenza).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469-3498197797)

  471. Sara Brembilla dice:

    Buongiorno,
    ex convivente (12 anni di convivenza) due figli 9 e 5 anni.
    Casa familiare appartamento sopra quello dei suoceri per il quale è stato acceso mutuo (io intestata 1% immobile, lui 99%) con obbligazione solidale nel mutuo con rata di circa 400,00 euro.
    28.12.2018 cessazione della convivenza, lui va abitare dai genitori sotto di lui.
    02.2018 lui inizia relazione con nuova persona.
    Gennaio 2019- Agosto 2019 versa per mantenimento bambini 400,00 euro di media.
    Da Agosto 2019 600,00 euro che spesso e volentieri si compensano con le spese straordinarie.
    Bambini con me martedì, giovedì venerdì e sabato e domenica (alterni).
    Bambini con papà lunedì sera e mercoledì sera e sabato e domenica (alterni).
    Scuola: Monza
    Mio stipendio 1500,00.
    Nessun risparmio (sempre messo busta paga sul conto cointestato)
    Spese fisse: 2100,00.
    Papa’ bambini: artigiano con molto lavoro in nero.
    Ha 200.000,00 euro su c/c
    vende energia elettrica con impianti fotovoltaici presenti sulla casa;
    sicure entrate extra non dichiarate
    investimento in Brasile con zio.
    Ultimi tre mesi ha fatturato 38.000,00 euro con costi di 5000,00.

    Dopo quasi due anni di quasi convivenza forzata tra io bambini, lui e i suoi vorrei rinunciare alla casa familiare e trasferirmi o nelle vicinanze dellla scuola dei bambini o cambiare totalmente.

    Quesito: Se io rinuncio alla casa familiare, ma non ho altro posto in cui stare lui può essere obbligato ad aiutarmi per affitto / mutuo.
    Con i 600,00 euro che mi versa ora non riesco a permettermi nulla ne’ per me ne’ per i bambini (non c’è perequazione rispetto al suo stipendio e alla sua proprietà immobiliare).

    Ringrazio per il cortese riscontro.
    Sara Brembilla

  472. separatamente dice:

    Gentile signora,
    il Suo compagno sta ignorando i suoi diritti di madre.
    Lei ha diritto di chiedere l’assegnazione della casa familiare sino a quando i figli non diventeranno autosufficienti. Sotto questo punto di vista non ci sono differenze tra le coppie sposate ed i conviventi.
    Non solo, Lei ha anche diritto a ricevere un contributo per il mantenimento dei figli da parte del padre.
    Non esca di casa ! E’ suo marito che deve uscire di casa.
    Resto a disposizione per approfondimenti (349.8197797 – 02.72022469).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  473. separatamente dice:

    Buongiorno,
    se non trovate un accordo sul valore dell’immobile e sulla liquidazione della quota del 50% di quest’ultimo, potete rivolgervi ad un giudice (è sufficiente l’iniziativa di uno dei due comproprietari): si tratta di un atto di divisione dell’immobile; in pratica, dopo avere stimato l’immobile con una consulenza tecnica gestita dal Giudice, l’immobile viene venduto all’asta.
    Resto a disposizione per approfondimenti (349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  474. Silvia dice:

    Buongiorno,
    sono della provincia di Monza Brianza, convivo da 15 anni col padre delle mie due bimbe di 8 e 15 anni. Sono diversi anni che siamo “separati” in casa e abbiamo deciso che la convivenza non è più possibile. L’appartamento nel quale viviamo è di sua proprietà e per poter andare via e acquistare una nuova casa, il mio ex compagno mi ha proposto di accollarmi il mutuo e restituirgli la quota finora versata in 10 anni di mutuo. Io ho sempre pagato la mia parte di mutuo al 50% e tale pagamento credo sia comprovabile dal fatto che abbiamo il conto cointestato sul quale vengono accreditati il mio e il suo stipendio e dal quale conto viene tutt’ora pagata la rata di mutuo, (ho anche anticipato il 20% iniziale per l’acquisto, ma quest’ultimo non risulta da nessuna parte), inoltre, mi ha chiesto di restituirgli anche la metà di ciò che è stato speso per la ristrutturazione della casa (fatta in nero), come suggeritogli dal suo avvocato.
    Ha anche ipotizzato di restituirgli la quota del mutuo e delle spese di ristrutturazione scalandole dall’importo dell’assegno di mantenimento delle bimbe che lui ha dichiarato essere di 250€ e dalle spese ordinarie e straordinarie.
    Il suo stipendio si aggira sui 1800 euro mensili, il mio sui 1400. Tra mutuo, utenze, spese ordinarie e straordinarie fino al raggiungimento della quota da lui richiesta io farei estrema fatica ad arrivare non a fine mese ma a metà mese.
    Sono ipotizzabili tali richieste? Ma soprattutto, sono legali?
    Cordialmente
    S. V.

  475. Davide dice:

    Buonasera
    Io e la mia ex compagna abbiamo comprato casa, con mutuo, 9 anni fa. Ora ci stiamo lasciando e lei non è intenzionata a vendere. La casa negli anni ha acquistato valore.. di quanto mi dovrebbe liquidare? Solo delle rate di mutuo pagate fino ad ora o l’importo si calcola sul valore attuale della casa?

  476. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il contributo per il mantenimento della prole deve essere definito valutando i redditi dei genitori. Quello con reddito maggiore (considerando anche l’eventuale assegnazione della casa familiare al genitore collocatario de figli) sarà tenuto al relativo pagamento. Laddove i genitori non trovino un accordo potrà essere incardinato un ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio rimettendo ad un giudice anche il diritto di visita del figlio da parte del genitore non collocatario del minore.
    Resto a disposizione (349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  477. separatamente dice:

    Buongiorno,
    comprenderà che non sarebbe corretto sovrappormi al suo avvocato.
    In ogni caso, il contributo al mantenimento mi sembra troppo basso e, sì, è ipotizzabile una domanda di risarcimento nel caso in cui il padre non sia stato presente nella sua vita.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (3498197797)

  478. ANGELINA dice:

    Buongiorno, una informazione per il mio cognato.
    Lui e su ex convivono in affitto e hanno un bimbo di un anno, ora mai non vanno più d’accordo e lei lo ha mandato via da casa dicendogli che resterà lì per un anno in quel affitto e che dovrà pagare tutto lui le spese. Invece il bimbo dovrà vederlo solo 1 volta al fine settimana.
    Come si può procedere?
    Deve pagare tutte le spese lui?
    Per quanto tempo lei può restare in quel affitto dato che il mio cognato vuole fare la disdetta di contratto?
    Grazie.

  479. IRENE dice:

    Buongiorno, sono una ragazza iscritta all’università che abita con il padre, mia madre manda mensilmente un assegno di mantenimento del valore di 200euro(al momento della sentenza non lavorava). Dopo che si è risposata e fatto altri due figli con il nuovo compagno non abbiamo più rapporti, ma negli ultimi due anni ha ricevuto in eredità parecchi beni immobili e denaro, so che hanno fatto la separazione dei beni e lei ha addirittura venduto la casa a lui, ora stiamo iniziando la pratica per farmi aumentare l’assegno essendo che sono cambiate le sue condizioni patrimoniali ed economiche. Il reddito del nuovo marito è possibile conteggiarlo per laumento? con la riforma genitoriale del 2012 si parla di sostegno morale oltre che economico, si può chiedere un ”indenizzo\risarcimento” per questi anni dove è stata assente?

  480. separatamente dice:

    Buongiorno,
    i margini per ottenere una riduzione dell’assegno di mantenimento per sua figlia ci sono ma per importi solo in parte rilevanti: i Giudici, salvo situazioni reddituali dei genitori con evidenti disparità, non concedono riduzioni per importi al di sotto di 250 euro mensili per ogni figlio.
    Importo che potrebbe ridursi ulteriormente laddove ci sia stata l’assegnazione della casa familiare alla madre.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (3498197797 – marcopola@npassociati.com)

  481. Roby dice:

    Buonasera,
    Sono separato dalla mamma di mia figlia disabile, senza mai essermi sposato.
    Da qualche mese, senza che io fossi stato messo al corrente , la mamma percepisce il carivinger , 600 euro dalla regione, oltre la pensione di invalidità di 500. Io verso da sempre 300 euro. Dato che la mia situazione economica è cambiata , in quanto io adesso ho una compagna che nn lavora e abbiamo un bimbo di 20 mesi, e la mamma di mia figlia , che ha un attività e un figlio maggiorenne che vive cn lei e lavora, cosa potrei ottenere da un giudice ,ci sono margini di azione?

  482. separatamente dice:

    Buongiorno Alessandro,
    un momento di difficoltà può capitare a tutti.
    E’ evidente che la Sua ex compagna sta mettendo in atto un comportamento ritorsivo a fronte del fatto che Lei non ha onorato una mensilità del mantenimento.
    Se non ha le possibilità economiche per pagare un legale, ricordiamo che esiste il gratuito patrocinio (spese legali a carico dello Stato). Se richiesto possiamo verificare insieme se possiamo agire in giudizio per sanzionare il comportamento della madre e se lei può beneficiare del gratuito patrocinio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  483. Alessandro dice:

    Buongiorno sono un papà di un bimbo di quasi 3 anni sono separato non legalmente visto che non eravamo sposati ci siamo lasciati con la mia ex dopo qualche mese dalla nascita del bimbo. Senza andare dai legali abbiamo deciso di fare carte scritte con firma che io versavo ogni mese 250 euro al mese per il mantenimento di mio figlio e che collocava da lei e io lo prendevo du volte a settimana senza pernottamento da lei deciso fino a quando non compie 3 anni..lei in questo momento abita con un compagno di cui e insieme in casa con mio figlio fin da subito che ci siamo lasciati e che anche lui ha dei figli..adesso in questi ultimi mesi lavoravo a chiamata e a causa coronavirus non ho nessuna entrata l unica cosa che ho potuto fare e richiesta di reddito di cittadinanza ma ancora niente sono al lastrico prima di poter iniziare a lavorare..quindi e la prima volta in quasi 3 anni del bimbo che salto un alimento…lei adesso adesso ha incominciato a non rispondermi più al cellulare e a non farmi fare videochiamate con mio figlio come devo comportarm?i cosa posso fare per vedere mio figlio?grazie

  484. separatamente dice:

    Buonasera Katia,
    occorre distinguere quello che Lei può ottenere di fronte ad un giudice (collocazione del figlio presso di Lei nella abitazione del padre che le verrebbe assegnata sino al raggiungimento della autosufficienza economica di suo figlio) da quello che potete concordare Lei ed il suo ex compagno. Queste ultime intese possono anche prevedere un contributo per il mantenimento proporzionato al fatto che laddove lei decida di non vivere più nella casa familiare, dovrà pagare un canone di locazione. Sempre meglio avviare le trattative ricordando i suoi diritti tra i quali vi è quello della assegnazione della casa familiare.
    Quindi sempre meglio non uscire di casa prima di avere trovato un accordo formale (di fronte ad un Giudice con un ricorso congiunto per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio).
    Esercito a Milano, quindi, meglio trovare un buon avvocato esperto in diritto di famiglia dove lei risiede.
    cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  485. Catia dice:

    Buonasera,
    Io e il mio compagno conviviamo da 7 anni,abbiamo un bimbo di quasi 6 anni.
    La casa dove viviamo è’ di proprietà di lui.
    Ora non riusciamo più a trovare un modo per andare d accordo,ma questo anche prima del coronavirus.
    La mia domanda è’:
    Io posso,nel caso mi venga dato il bimbo in affidamento rinunciare a vivere a casa sua,ma nello stesso tempo farmi pagare almeno metà affitto?
    Consideri che io lavoro. In partita iva e lui come dipendente,ma lui guadagna più di me.
    Le chiedo questo perché non vorrei vivere per conto mio,ma ho paura di non poter sobbarcarmi un affitto e relative spese.
    La ringrazio

  486. separatamente dice:

    Buongiorno,
    sebbene questo forum sia riservato agli utenti di Milano e Monza, questa volta faccio una eccezione perché ritengo utile fornire una risposta che potrebbe servire anche ad altri utenti.
    Le famiglie italiane stanno affrontando in questi giorni di emergenza sanitaria (connessa alla diffusione del corona virus) una situazione straordinaria che crea molteplici tensioni connesse ai tempi di permanenza prolungati negli spazi ristretti dei propri appartamenti ed alle nuove modalità di svolgimento delle giornate lavorative in modalità smart working. Nel Vostro caso, c’è anche un neonato di 6 mesi che anche senza considerare l’emergenza, può molto facilmente stravolgere la routine di una coppia. Il mio consiglio, in questo frangente, è quello di avere molta pazienza e resistere sino a quando questa emergenza non cesserà. Se proprio non riuscite a trovare una compromesso per superare i Vostri problemi, potete chiedere aiuto a chi fornisce assistenza alle coppie con problemi relazionali (psicologhi e psicoterapeuti) e avvocati.
    Se la situazione è definitivamente compromessa, potete formalizzare innanzi al Tribunale un ricorso per la regolamentazione della coppia nata fuori dal matrimonio. A tale ultimo proposito, tuttavia, Le ricordo che il genitore collocatario della minore (spesso o, quasi sempre, la madre) ha diritto di chiedere ed ottenere l’assegnazione della casa familiare nonché un contributo economico per il mantenimento del figlio.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  487. Marco dice:

    Buonasera,
    Io e la mia compagna non stiamo vivendo un bel periodo.
    I litigi sono frequenti, e la sopportazione da parte di entrambi é giunta al termine.
    Abbiamo un bimbo di 6 mesi.
    Abbiamo una casa intestata solo a lei, ma con mutuo cointestato.
    Una nel dicembre-2019 sera mi ha spinto e sono caduto sbattendo la testa, di questo episodio ho referto del 118 che é venuto a domicilio.
    Il referto me lo aveva fatto sparire, ma ho ritrovato e fotocopiato per sicurezza.
    Oggi mi ha tirato i capelli mentre avevo mio figlio in braccio.
    Minaccia di andarsene via. (Di questo sono cosciente che c’è il per lei il rischio di allontanamento con minore).
    Io sono un lavoratore dipendente con contratto indeterminato.
    Lei é autonoma con Piva che non sta fatturando e non ha mai fatturato, quindi non ha stabilità economica.
    Volevo sapere, se posso chiedere di rimanere in casa ed ovviamente quanta possibilità ho di avere l’assegnazione del bimbo.
    Inoltre, se può servire, la mia compagna é una persona ansiosa ed in passato é seguita da una psicoterapeuta, e fatto uso di psicofarmaci per i suoi attacchi di panico.
    Grazie per una risposta e disponibilità.

  488. separatamente dice:

    Buongiorno Serena,
    un accordo per iscritto tra i coniugi con riferimento al Suo trasferimento autorizzato dalla casa familiare con i figli, specificando che non implica un abbandono del tetto coniugale può sicuramente essere utile, anzi, la metterebbe al riparto da eventuali contestazioni future.
    Mi chiedo tuttavia per quale ragione non sia suo marito a trasferirsi ! Credo che Lei sappia che ha diritto di chiedere l’assegnazione della casa familiare laddove (come probabile) Lei venga riconosciuta collocataria dei figli. Trasferirsi oggi significherebbe sopportare il rischio che la sua nuova dimora venga ritenuta la sua nuova casa familiare, quindi, facendo venire meno il diritto di chiedere l’assegnazione della casa dove adesso vive con suo marito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  489. Serena dice:

    Buongiorno,vorrei un’informazione…ormai con mio marito le cose non vanno più,litighiamo di continuo e lui usa termini abbastanza pesanti nei miei confronti e delle volte minacciando di alzarmi le mani…io vorrei andare via di casa e abbiamo 2 bambine di 2 anni e 6 mesi…è possibile o meglio sarebbe valida legalmente una dichiarazione firmata da lui ke rinuncia a denunciarmi per abbandono di tetto coniugale e sequestro minori?

  490. separatamente dice:

    Buongiorno Felice,
    Le confermo che anche nei rapporti di convivenza la madre di suo figlio può chiedere ad un Giudice di restare nella casa familiare (anche se non è di sua proprietà) sino alla autosufficienza economica del minore con ulteriore diritto di pretendere che il padre esca di casa. In verità, sarebbe più corretto parlare di diritti in capo al genitore collocatario della prole anche se nella maggiore parte dei casi quest’ultimo coincide con la madre. Non mi sembra una buona soluzione la donazione ai suoi genitori.
    Resto a disposizione per approfondimenti.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  491. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non ci sono regole predeterminate. Dovete mettervi d’accordo e per farlo potreste semplicemente fare valutare l’immobile per stabilire l’attuale valore di mercato e stabilire poi quanto vale la quota del Suo ex. Si dovrebbe inoltre valutare se la quota parte del mutuo onorata sino ad oggi dal suo ex, sia più o meno corrispondete a qello che avrebbe dovuto pagare per una locazione. In quest’ultimo caso non si dovrebbero ipotizzare restituzioni, diversamente dovreste trovare un accordo amichevole. Un giudizio di divisione con vendita all’asta dell’immobile mi sembra inopportuno nel Vostro caso considerato che potreste trovare un accordo.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  492. felice dice:

    salve volevo una delucidazione. non sono sposato. io e la mia compagna abbiamo due case.la mia di proprietà, lei con un mutuo a suo carico che ha in parte in affito.pur avendo residenze diverse lei vive in casa mia con nostro figlio di sei mesi. entrambi abbiamo un lavoro a tempo indeterminato. Visto che vorremmo lasciarci lei puo accampare richieste su casa mia di proprietà? o devo dare solo mantenimento al bimbo. Potrei per evitare rischi fare donazione di casa mia ai miei genitori? grazie

  493. separatamente dice:

    Gentile Giovanna,
    Lei ha fatto bene a denunciare e continui a farlo. Lo so è Suo padre ma qualsiasi violenza verbale o fisica non deve mai essere tollerata senza chiedere aiuto a terzi e alle Forze dell’Ordine.
    La causa di separazione potrebbe essere trattata anche in questo frangente temporale di emergenza sanitaria: l’Avvocato di sua madre dovrebbe inviare apposita istanza per una trattazione urgente della causa.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  494. Giovanna dice:

    Salve, volevo chiedere una informazione.
    I miei genitori nn stanno più bene insieme, mio padre si ubriaca e dopo una lite mia mamma ha chiamato i carabinieri ed è scattata la denuncia. Mia mamma è andata dallavvocato che le. Ha detto che con una separazione consensuale I tempi sono più rapidi, mio padre ha accettato( premetto che cerchiamo di stare in stanze differenti per non vederci dormendo in tre in un letto con mia sorella e mia madre) ma dopo 8mesi che lui è in casa, nn vuole andarsene(noi siamo state due mesi in albergo ma ora nn abbiamo più soldi) stiamo aspettando ludienza di separazione, sono andata io a fare la denuncia perché la notte lo sentiamo urlare, si ubriaca ancora e nn sappiamo più che fare. Rischio qualcosa io che ho fatto la seconda denuncia visto che i miei avevano iniziato una separazione consensuale?
    Grazie mille Giovanna

  495. separatamente dice:

    Buongiorno Gianluca,
    i diritti del genitore collocatario dei minori in sede di separazione sono essenzialmente riconducibili alla possibilità di chiedere ad un Giudice l’assegnazione della casa familiare, il mantenimento dei figli, e qualora non indipendente da un punto di vista economico, anche un contributo per il proprio mantenimento. Nel Suo caso direi che un giudice, qualora la casa familiare venisse assegnata alla madre, e lei uscisse di casa, si potrebbe limitare a stabilire solo il contributo a suo carico per il mantenimento dei figli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  496. Gianluca dice:

    Salve vorrei sapere io pago un muto di 500 € a me intestato la casa e intestata solo a me e mia moglie lavora e percepisce uno stipendio di 650/ 700 le spetta il mantenimento? il mio stipendi e di 1600 con assegno e detrazioni. Con due bambini.

  497. separatamente dice:

    Buongiorno,
    salvo casi eccezionali, la madre viene designata quale collocataria della prole: sua figlia deve restare con la madre salvo che lei abbia, per esempio, gravi precedenti penali, patologie gravi anche a livello psicologico ovvero dipendenze da alcol o da stupefacenti.
    Giusta (e tutelabile innanzi ad un Giudice), quindi, la Sua decisione di restare presso la casa familiare con sua figlia e chiedere un mantenimento.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

  498. separatamente dice:

    Gentile Signora,
    devo purtroppo sottolineare che l’obbligo di mantenimento ricade su entrambi i genitori. Se poi lei non ha un reddito ed un lavoro questo contributo sarà contenuto nel suo complessivo ammontare ma davanti ad un Giudice Lei potrebbe essere obbligata a pagare tale contributo. Non è invece ipotizzabile una domanda diretta nei confronti del suo nuovo compagno da parte del Suo ex.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  499. separatamente dice:

    Buongiorno,
    il trasferimento del genitore collocatario dei figli in un altro comune (con cambio della residenza e dimora) è consentito sempre che sia connesso a comprovate e giustificate ragione, prima fra tutte un’esigenza lavorativa. Occorre anche ricordare che il trasferimento non deve essere repentino ma preannunciato anche per iscritto all’altro genitore anche al fine di concordare nuove modalità per l’esercizio del diritto di visita, ivi incluse quelle che regolano il trasferimento del minore in occasione dell’esercizio del predetto diritto di visita che, spesso, innanzi ad un Giudice, in considerazione delle distanze tra il genitore non collocatario del minore ed il figlio, vengono diversamente regolate (per esempio un Giudice, o i genitori, possono pattuire un solo fine settimana al mese ma periodi più lunghi con il figlio durante le festività e le vacanze estive.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  500. separatamente dice:

    Buongiorno Annalena,
    ritengo che Lei debba rimodulare i suoi obbiettivi in funzione dei suoi diritti e degli interessi di suo figlio: entrambi suggeriscono che lei resti nella casa familiare e sia il padre ad uscire di casa. Questo è quello che lei può chiedere ad un Giudice e che le verrebbe riconosciuto.
    Conosciuti i suoi diritti, il mio consiglio, almeno per ora, è quello di avanzare le sue richieste al suo ex compagno tramite un avvocato.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola (02.72022469)

  501. Anna dice:

    Buongiorno, ho bisogno di un consiglio. Convivo con il mio compagno in una casa di sua proprietà. Abbiamo una figlia di due anni. Abbiamo deciso di separarci, dopo continui litigi. Io ho una casa di famiglia dove potrei andare a vivere, portando mia figlia con me. Il problema è che il mio compagno non mi fa fisicamente andare via con mia figlia. Come posso fare? Grazie.

  502. Veronica dice:

    Buongiorno io e il mio ex compagno abbiamo comprato casa intestata al 50% a testa con mutuo cointestato. Ora ci stiamo separando e vorrei tenere io la casa liquidandolo della sua parte e accollandomi l intero mutuo. Come si calcola la sua metà? Dobbiamo far valutare l immobile e detrarre le rate pagate fino ad ora? O fa fede il prezzo di acquisto dell immobile? Grazie

  503. Marleen dice:

    Buongiorno avvocato, dopo una convivenza di 7 anni io ed il mio ex ci siamo separati. Abbiamo una splendida bimba di 6 anni e ad agosto 2019 lui è uscito do casa. Abbiamo tentato una consensuale con un unico legale in cui avevamo deciso che io avrei lasciato la casa, di sua proprietà, x amdare in affitto, con il suo assegno di 1000 euro al mese. Io guadagno 1100 euro e guardando gli affitti jo capito che non sarebbe una scelta giusta x nostra figlia, visto che lui è benestante. Ora ho chiesto di poter rimanere in casa con la piccola e un assegno di 1000 euro x la bimba. Lui pur di riavere la casa minaccia di chiedere il collocamento presso di lui della piccola, sbattendomi fuori. Secondo lei può farlo? Io sono sempre stata una mamma presente.
    Grazie

  504. Maria Ciliberti dice:

    Buonasera. Sono separata da 7 anni. Al momento della separazione io ho rinunciato all’assegno di mantenimento e all’assegno famigliare, ho lasciato tutto a mio marito perché mio figlio che all’epoca aveva 9 anni ha espresso il desiderio di restare a vivere con il papà e la sorella maggiorenne. Adesso mio genero mi minaccia dicendomi che mi fa scrivere dai suoi avvocati perché io non verso un mantenimento a mio figlio. Faccio presente che io non lavoro mi mantirne il mio attuale compagno. Ma il mio compagno ha l’obbligo di versare lui il mantenimento per mio figlio come dice mio genero? Grazie in anticipo per la risposta.

  505. separatamente dice:

    Buongiorno,
    un peggioramento della propria situazione finanziaria giustifica una revisione della quantificazione dell’assegno di mantenimento.
    Non le nego, tuttavia, che alcuni Giudici considerano un secondo figlio un “lusso” che taluni padri non possono permettersi ovvero affermano che la nascita del secondo figlio non deve influenzare il mantenimento del primo.
    Il mio consiglio è quello di non giustificare innanzi al Giudice la riduzione dell’assegno soltanto in ragione della nascita di un secondo figlio.
    Resto a disposizione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  506. Alessandra dice:

    Buonasera volevo un consiglio,

    Il mio compagno ha avuto un figlio da una donna 6 anni fa con cui non conviveva è stato un rapporto casuale. Non sono arrivati ad un accordo ed il giudice gli ha richiesto di pagare 350€ al mese di mantenimento del bambino che lui paga regolarmente. Ora noi conviviamo con un regolare contratto di affitto e da 13 mesi abbiamo avuto un bambino. La sua situazione economica non e’ mai mutata e prende 1200€ al mese. Può richiedere di abbassare l’assegno che hanno pattuito in precedenza alla nostra attuale situazione?

    Grazie

  507. lucia esposito dice:

    Buongiorno sono la compagna di un uomo divorziato con due figli, uno di 24 anni che, da qualche mese lavora al nord Garda dove ha in affitto un’abitazione; un ragazzo di 17 anni che vive con la madre al centro Italia dove lavora. Noi non viviamo a circa 200 km, il figlio piccolo, a settimane alterne, trascorre il sabato e la domenica con noi. Ora la madre, senza darne notizia, si trasferisce in una città del nord. Può farlo? Il mio compagno puù impedirglielo o comunque agire penalmente nei suoi confronti? In attesa di una risposta, ringrazio

  508. separatamente dice:

    Buongiorno Giusi,
    esistono varie iniziative che lei può intraprendere, riassumiamole brevemente: può agire con atto di precetto e poi con pignoramento (anche dell’auto e del conto corrente del Suo ex); intuisco inoltre che l’assegno sia stato determinato per il mantenimento di suo figlio, quindi, se quest’ultimo è minore di anni 18 il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento comporta conseguenze penali e lei può fare una denuncia. Prima di tutto questo, di solito, si interviene con una prima lettera tramite avvocato per cercare di capire se si possono evitare le lungaggini ed i costi di una procedura di recupero in sede giudiziale.
    Resto a sua disposizione. Il primo confronto con lo scrivente (anche telefonico, tramite skype, tramite zoom, o altri strumenti di teleconferenza) è gratuito.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  509. Giusy dice:

    Buonasera,
    Ho un decreto Ormai da 2 anni dove stabilito che il mio ex deve versarmi 250€ mensili più spese extra… ho avuto anche L affido super esclusivo…premetto che in quel periodo Il mio ex percepiva la disoccupazione ora non più e nel tempo ha fatto qualche lavoretto ma non mi ha mai dato niente, vivevo in affitto e purtroppo ho avuto lo sfratto perché ho perso il lavoro (tutt ora sono senza lavoro) sono quasi 2 anni che non mi passa niente e non si interessa del figlio… cosa posso fare per avere tutto il mantenimento e le spese extra arretrati??
    Grazie

  510. separatamente dice:

    Buongiorno,
    prima alcune informazioni di base considerato che è stato notificato un precetto: dalla notifica decorrono tre mesi durante i quali il presunto creditore può agire esecutivamente (aggredire i conti correnti oppure intentare pignoramenti mobiliari, anche delle automobili intestate al suo compagno). Nel contesto di emergenza sanitaria che stiamo vivendo occorre anche ricordare che i termini delle azioni esecutive sono sospesi sino al 15 aprile e ricominceranno a decorrere dopo questa data salvo ulteriori deroghe e rinvii.
    Occorre quindi proporre opposizione al precetto cercando di provare i pagamenti extra che sono stati effettuati che devono essere restituiti e, quindi, portati in compensazione con le richieste di pagamento azionate con atto di precetto.
    Resto a disposizione per eventuali approfondimenti. Il primo confronto è gratuito (349.8197797).
    Cordiali saluti,
    Marco Pola

  511. Federica dice:

    Buongiorno vi spiego la nostra situazione. Il mio compagno è padre di due figli avuti con una compagna con la quale aveva iniziato un rapporto famigliare; quindi una casa in affitto ,dove lei in accordo con lui si è preoccupata di arredare con mobili di sua proprietà e lui si è occupato di pagare l affitto fino ad un equilbrio equo .Però da Gennaio del 2007 fino all Agosto 2012 lui ha dovuto pagare oltre all’affitto anche tutte le utenze e le spese alimentari per un totale di € 75000 circa perché lei, lavorando per l’azienda vinicola dei genitori non ha mai “voluto”percepire reddito. In seguito lei lo ha tradito e di conseguenza ha abbandonato la casa portandosi via i figli di 3,5 e 5 anni e anche tutto il mobilio. Nello stesso anno lo ha portato in giudizio per stabilire quindi il termini del mantenimento ( che sono: € 600 mensili con due weekend al mese , una settimana di vacanze estive e le festività alternate). Io e lui conviviamo dal Marzo del 2014 e da allora fino a due settimane fa, ci siamo sempre preoccupati di tutelare il benessere dei figli e anche il rapporto con la madre . Da parte nostra c’è sempre stato di massima disponibilità per darle spazio perché potesse sviluppare i suoi interessi lavorativi e ludici. Infatti in tutti questi anni , ci siamo occupati del loro tempo/divertimento e anche di istruzione tutti i weekend  di tutti i mesi di tutti gli anni e per weekend  intendo dal Venerdì  pomeriggio fino alla Domenica sera e per diversi anni anche il Lunedì mattina. Tutte le estati in particolare il mese di Agosto i bambini sono stati a carico nostro per 20 giorni di vacanze in località turistiche e culturali per arricchimento e anche i rimanenti weekend; Tutte le festività  suddivise senza obiezioni . I bonifici sono stati effettuati tutti i mesi anche in Agosto nonostante i bambini fossero solo a carico nostro . Da parte del mio compagno non c’è mai stata una presa di posizione neanche sull’ arroganza e la presunzione da parte della madre sul trasferimento dei figli imposto a noi . Ci siamo dovuti organizzare sempre noi per prenderli da casa o da altrove e poi riportarli, oppure fare avanti e indietro per sua negligenza nella preparazione della loro valigia . Anche in questo caso abbiamo sempre soprasseduto per agevolare il tempo della madre. Abbiamo condiviso le sue esigenze organizzative anche quando si prestava a fare i mercatini di antiquariato . Per le feste di compleanno festeggiate in settimana, abbiamo sempre contribuito mentre dalla sua parte questo non é mai avvenuto. Tutto quello che ha sempre comprato il mio compagno per i bambini lo ha fatto sempre da padre senza pretendere la sua partecipazione, dentista, parrucchiere ,biciclette,  libri , sport agonistico ecc.. oltre a pagare la sua parte di extra quando gli veniva richiesto dalla madre.
    Per quanto riguarda la correttezza nell’organizzazione del nostro spazio tempo di coppia, abbiamo sempre lasciato correre li dove lei prendeva accordi per i bambini nel weekend  senza prima interpellarci, oppure stabilire il sabato di catechismo senza confrontarsi con noi ma mettendoci di fronte al dato di fatto. Insomma tutto questo per dire che adesso ci è stata recapitata tramite mail una diffida di pagamento da parte del suo avvocato per il mancato compenso di tutti gli anni dal 2014 ad oggi con recupero coattivo della somma di circa 11.000€ e spese legali di 800€ . Il mio compagno ha versato tutti i mesi dell ‘anno quando 450€ e quando 500 e la differenza che non ha versato a lei l’ha comunque spesa per i suoi figli. Vi chiedo come ci dobbiamo comportare? Può essere che con un tacito accordo tra le parti lei possa adesso arrivare con una diffida e avere ragione?attendo un vostro utile e gentile riscontro grazie mille

  512. separatamente dice:

    Buongiorno,
    con le poche informazioni a mia disposizione, mi sento di dire che l’assenza del padre, sin dalla nascita se ho capito bene, potrebbe concretare sia da un punto affettivo che da un punto di vista materiale un vero e proprio inadempimento del genitore con conseguente facoltà del figlio di chiedere anche un risarcimento del danno, non solo il mantenimento. Mi spingo oltre e raccomando al Suo amico di raggiungere una intesa amichevole con il figlio in quanto un Giudice potrebbe anche ritenere che se il padre fosse stato presente nella vita del figlio forse oggi quest’ultimo non sarebbe diventato uno spacciatore e tossicodipendente.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  513. Marina dice:

    Espongo una questione un pò spinosa. Ad una persona che conosco è stata notificata una citazione dal figlio naturale maggiorenne (avuto 20 anni fa da una relazione occasionale con una donna) per ottenere il riconoscimento della paternità.Il padre biologico non nega che sia il vero padre, anzi, c’è anche un test del dna che lo conferma….il punto è: questo ragazzo, che per un breve periodo ha anche vissuto con il vero padre, non ha mai studiato, non lavora, è sempre stato negligente e da diversi anni è un delinquente perché spaccia droga…per questo il padre non l’ha mai riconosciuto come suo figlio e l’ha cacciato di casa. Il ragazzo non vive nemmeno con la madre, perciò ora questo ragazzo vive dove e come gli capita.
    In questo caso, il padre deve per forza mantenere il figlio se all’esito del giudizio ci dovesse essere una sentenza che riconosce il cognome paterno?

  514. separatamente dice:

    Buongiorno,
    ci sono difese di interessi personali che a volte vengono vanificate dalla tutela di interessi superiori ed inderogabili e tra questi ultimi rientra sicuramente il diritto di assicurare un tetto sotto cui vivere ai propri figli.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  515. Giuseppe dice:

    Salve io convivevo con la mia compagna nella casa famigliare poi ci siamo lasciati io ho lasciato lei tutto la casa con 2 anni di contratto e passando 200 euro di mantenimento per mio figlio di 4 anni e mi sono tolto dal contratto di locazione e tolto la residenza ho comprato casa di proprietà cn mutuo e dopo 5 mesi che stavo da solo e metà settimana cn il bimbo mi contatta lei che era in difficoltà con la casa che doveva lasciarla perche sfrattata nonostante potesse chiedere di rispettare il contratto e che da la a poco le sarebbe finita la dissocapazione io gli l’ ho ospitata essendo madre di mio figlio e ad oggi nonostante nn sia neanche residente puo usufruire della casa se lo mandata via ad oggi lavora ma con contratto determinato

  516. separatamente dice:

    Buongiorno,
    non siete obbligati a formalizzare la separazione. Ma attualmente risultate a tutti gli effett di legge marito e moglie perchè la separazione di fatto non scioglie il vincolo matrimoniale (scioglimento che si ottiene solo con il divorzio).
    Con riferimento alla Sua residenza ricordo soltanto che fissare la propria residenza nel luogo nel quale si vive abitualmente è obbligatorio per legge (legge n. 1228/1954). Non provvedere alle necessarie dichiarazioni presso i competenti uffici comunali, nel caso di verifiche, può comportare, oltre alla correzione d’ufficio delle iscrizioni anagrafiche esistenti, anche all’applicazione di sanzioni pecuniarie (art. 11. l. n. 1228/1954).
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  517. Marco dice:

    Buongiorno,io e mia ex moglie siamo ormai divisi da qualche tempo,io vivo da un altra parte fuori dal comune dove vivevo con lei,non abbiamo intrapreso nessuna azione per la separazione e ancora io sono residente dove vive lei con i flgli entrambi maggiorenni che lavorano nell’azienda della quale sono socio,la mia domanda è questa,posso continuare a vivere cosi o devo obbligatoriamente cambiare residenza e intraprendere le azioni legali che porteranno al divorzio?premetto che do alla mia ex 1500,00 mensili.

  518. separatamente dice:

    Buonasera Concetta,
    mi permetto di ricordare anzitutto che non è possibile divorziare senza un avvocato. Il Suo ex sebbene in carcere deve conferire un mandato ad un avvocato. Se avete intenzione di firmare un divorzio congiunto il difensore può essere lo stesso sia per Lei che per il Suo ex. A queste condizioni, il suo ex può firmare tutto in carcere. Di solito è l’avvocato che raccoglie le firme.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

  519. Concetta dice:

    Buonasera mi scusi il mio ex e in carcere x il divorzio e solo necessario inviare le carte o ci vuole la mka presenza grazie

  520. separatamente dice:

    Buongiorno,
    può agire e tutelarsi sia in sede civile che penale.
    Dal primo punto di vista si possono ipotizzare revisioni delle condizioni del divorzio, e sull’affidamento dei minori, sulla scorta dei comportamenti dei genitori perpetrati con pregiudizio dei minori.
    Sempre dal punto di vista civilistico può ipotizzare una iniziativa ex art. 709 ter codice di procedura civile, per sanzionare i comportamenti di un genitore che non rispetta le condizioni del divorzio.
    Dal punto di vista penale si può valutare una denuncia per ingiurie e diffamazione.
    In ogni caso, sempre meglio partire con una “semplice” diffida per iscritto.
    Cordiali saluti,<