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Domande e risposte (RISERVATO AGLI UTENTI DI MILANO, MONZA, LODI)

L’ultimo commento e11 altri commenti devono essere approvati.
1912 commenti
  1. Efimia dice:

    Buongiorno sono da 15 anni insieme a mio convivente italiano abbiamo sempre condiviso le spese e non ho ricevuto regali anno scorso ho fatto un prestito dal mio compagno e mi ha accordato un prestito ogni mese io ho rispettato i nostri accordi ma adesso dopo un litigio luì richiede i soldi e minaccia mio figlio il prestito e stato fatto a me io posso dare tutto indietro ma non voglio gli accordi erano di 400€al mese.Mi sono sempre presa cura di lui e non mi aspettavo questo.A che cosa vado incontro se rifiuto di dare tutti i soldi subito?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      il mio suggerimento è quello di agire in giudizio con ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
      Prima di tutto deve essere riconosciuto il mantenimento per suo figlio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  2. Piera vaiani dice:

    Buongiorno, mio figlio si sta separando dalla moglie, che ha abbandonato il tetto coniugale per un altro compagno. Hanno una bambina di 5 anni, che in orari lavorativi è sempre stata curata dai nonni paterni. La separazione è ancora agli inizi delle trattative. La bambina verrebbe affidata al papà. Lei adesso vorrebbe portare la bambina con lei qualche giorno. Lontano da casa e con un’altra persona estranea in casa. È possibile questo? È libera di farlo O ci vuole il permesso del papà, anche se gli atti della separazione non sono ancora conclusi? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      immagino che ci siano dei provvedimenti provvisori del Giudice e occorrerebbe verificarli.
      Allo stato attuale, comunque, padre e madre conservano i propri diritti di genitori e immagino li conserveranno anche in futuro (un tradimento non fa venire meno la responsabilità genitoriale di padre e madre). Compreso il diritto di stare in compagnia con i figli senza, tuttavia, turbare la loro serena crescita. Per esempio, è sconsigliabile presentare al figlio partner occasionali. Lo stesso non si può affermare laddove la relazione affettiva con il nuovo partner sia consolidata nel tempo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  3. Paolo dice:

    Buonasera avvocato,

    Io e la mia compagna (non siamo spostati) conviviamo e abbiamo una bambina di 3 anni.

    Stiamo procedendo con separazione consensuale. Io ho un reddito mensile netto di 2500€, lei ha un part-time da 800€ netti al mese.
    Finora ho sostenuto io le spese per asilo, piscina, centri estivi, abbigliamento, giochi. Non abbiamo la casa di proprietà ma siamo attualmente in affitto.

    La mia compagna andrebbe a vivere da sua madre con mia figlia e ipotizziamo di accordarci con un affidamento di 4 giorno alla settimana con la mia compagna e 3 giorni con me nell’attuale casa con affitto da 650€ al mese più spese condominiali si circa 2000€ all’anno.

    Non abbiamo alcuna priorità in comune.

    Potrebbe essere adeguato un assegno di mantenimento da parte mia per mia figlia di circa 500€ mensili? Cosa potrebbe chiedermi?

    Grazie mille

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      davanti ad un Giudice rischia un assegno per un importo anche sensibilmente più alto.
      Il tutto dipende anche da come suddividerete le spese straordinarie (mediche, scolastiche, ricreative).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  4. Luca dice:

    Buonasera,
    Io e mia moglie siamo sposati da 15 anni con un figlio di 5. Lei vorrebbe la separazione.
    Siamo in separazione dei beni e lei è proprietaria della casa coniugale senza mutuo. Ha sempre fatto la casalinga in quanto di famiglia benestante. Io ho un lavoro dipendente con stipendio fisso + variabile senza nessun tipo di altra liquidità o immobili.
    Il mantenimento verrà calcolato solo sulla parte fissa dello stipendio o anche su quella variabile?
    Visto che Lei ha un immobile potrebbe essere che il mantenimento sarà il contrario? Ossia che lei lo debba dare a me?
    Grazie.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Luca,
      il mantenimento verrà proporzionato al reddito ed al patrimonio dei coniugi. Con riferimento al reddito, il documento che si allega al giudizio è un CUD oppure la dichiarazione dei redditi (quindi, comprensivo del variabile).
      Il mantenimento per il figlio dovrà essere versato dal genitore che non risulterà collocatario prevalentemente di quest’ultimo, in favore dell’altro genitore. Ovviamete occorrerebbe mettere in evidenza la migliore situazione patrimoniale di sua moglie per cercare di contenere l’entità dell’assegno di mantenimento e sempre che non sia il padre ad occuparsi prevalentemente del figlio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola
      Cordiali saluti

      Rispondi
  5. Roberta dice:

    Buonasera, vorrei sapere come chiedere il riproporzionamento del mantenimento dei figli.
    Ho una figlia di 7 anni, il papà versa un mantenimento minimo. Non ho mai richiesto il riproporzionamento e so che si dovrebbe fare ogni anno. Posso richiederlo direttamente senza passare per avvocati?
    Grazie mille

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      se sta parlando dell’aggiornamento ISTAT, Lei ha diritto di chiederlo ogni anno.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  6. Sabrina dice:

    Buonasera, siamo due conviventi con 2 figli minorenni che abbiamo deciso di lasciarci. Abitiamo a milano ed essendo comunque in buone rapporti abbiamo trovato un accordo su tutto. Io ho comprato la metà della casa in cui risiediamo e lui con i soldi che ha preso si è comprato una casa per conto suo dove andrà a vivere a gennaio. Siamo d’accordo sul mantenimento e la gestione figli ma credo che comunque, soprattuto ai fine isee, sia necessario un documento legale che certifichi la separazione. Possiamo farlo adesso o dobbiamo comunque aspettare che lui cambi residenza a gennaio? Grazie per la risposta

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      ai fini isee, serve solo che gli ex conviventi non risultino più con la medesima residenza anagrafica.
      Ai fine della formalizzazione delle Vostre intese (sull’affidamento, sul collocamento dei minori, sul diritto di visita, sul contributo al mantenimento per i figli) potete presentare in Tribunale un ricorso congiunto per la regolamentazione dei figli nati fuori del matrimonio. Servono due avvocati, uno per parte.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  7. Micaela dice:

    Buongiorno,
    Scrivo dalla provincia di Monza Brianza. Mio padre ha un’appartamento di proprietà che in questo momento è in affitto con un contratto di affitto 4+4 ( con scadenza nel 2025) . L’affittuaria, paga il mese, ma non con eccellente regolarità, diciamo che possono passare anche 2 mesi e mezzo prima del pagamento degli arretrati. Ma, a prescindere da questa situazione, in questo momento ne avremmo bisogno per poter dare un alloggio alla badante di mia mamma, che in questo momento è praticamente disabile e assistita durante tutto il giorno.
    La badante è assunta con regolare contratto di lavoro, ha la residenza qui in casa ma avremmo piacere che anche lei possa avere uno spazio suo per poter vivere con la sua famiglia quando non lavora con mia mamma.
    Chiedo cortesemente se esistano delle possibilità a livello legale di intercedere facendo decadere il contratto di affitto con anticipo.
    Ringrazio in anticipo ,
    Cordiali Saluti
    Dott.ssa Micaela Placentino

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il locatore può dare disdetta per finita locazione, tramite una comunicazione scritta a mezzo raccomandata o PEC al conduttore da inviare almeno 6 mesi prima della scadenza del contratto se si tratta di beni immobili ad uso abitativo ma devono sussistere ragioni prestabilite: quando il locatore intenda destinare l’immobile ad uso abitativo, commerciale, artigianale o professionale proprio ovvero del coniuge, dei figli o dei parenti entro il secondo grado;quando intenda destinare l’immobile all’esercizio di attività dirette a perseguire finalità pubbliche, sociali, mutualistiche, cooperative, assistenziali, culturali o di culto (il locatore deve essere persona giuridica società o ente pubblico e deve offrire al conduttore altro immobile idoneo di cui abbia la piena disponibilità); quando il conduttore abbia la piena disponibilità di un alloggio libero e idoneo nello stesso Comune; quando l’immobile sia compreso in un edificio gravemente danneggiato che deve essere ricostruito (o deve esserne assicurata la stabilità) e la permanenza del conduttore è di ostacolo allo svolgimento dei lavori, ovvero quando lo stabile debba essere integralmente ristrutturato, demolito o trasformato e si renda quindi necessario, per ragioni tecniche, lo sgombero dell’immobile; se il conduttore senza giustificato motivo non occupa continuativamente l’immobile locato; quando il locatore intenda vendere l’immobile a terzi e non abbia la proprietà di altri immobili ad uso abitativo tranne quello adibito a propria abitazione (in tal caso il conduttore ha il diritto di prelazione).
      Temo, quindi, che l’ipotesi da Lei esposta non possa includersi nelle suindicate ragioni.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  8. Marianna dice:

    Buonasera sono legalmente separata ma convivo con il mio ex e i tre figli sotto lo stesso tetto chiedo se io neI giorni in cui i figli devono stare con il padre posso allontanarmi da casa esenza rendere conto di dove vado grazie mille per la risposta.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      con la separazione è stato stabilito che marito e moglie possono convivere nella stessa abitazione ?
      Faccio questa domanda perchè con la ripresa della convivenza vi è il rischio che quest’ultima possa considerarsi riconciliazione facendo venire meno gli effetti della separazione.
      Sul punto la cassazione ha enunciato che per provare la riconciliazione tra coniugi separati, non è sufficiente che i medesimi abbiano ripristinato la convivenza a scopo sperimentale e provvisorio, essendo invece necessaria la ripresa dei rapporti materiali e spirituali, caratteristici della vita coniugale.
      Se siamo in quest’ultima situazione (convivenza senza ripresa dei materiali e spirituali tra i coniugi), quando i figli devono restare in compagnia del padre, lei può fare quello che desidera senza necessità di rendere conto a nessuno dei suoi spostamenti.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  9. Anna dice:

    Buongiorno, sono residente a Milano e mi sono sposata a Milano. È possibile chiedere la separazione consensuale in altro comune della lombardia?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se lei si riferisce alla procedura di separazione in Comune senza l’assistenza di legali, deve rivolgersi nel comune dove avete la residenza oppure nel comune dove è stato celebrato il matrimonio. Non è possibile la seprazione presso il Comune di residenza se esistono figli non autosufficienti da un punto di vista economico e non si possono, con tale procedura, effettuare disposizioni patrimoniali tra i coniugi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  10. Antonio santoro dice:

    Buongriono sono genitore convivente (non sposato) padre di tre figli della provincia di Monza, che sta vivendo una situazione di crisi con l’attuale compagna.
    La mia compagna non lavora. Fino ad oggi ho proveduto io alle spese della famiglia in larga parte e lei percepisce tramite un affitto una somma mensile (circa 1000€ non dichiarata)
    La casa (con ancora mutuo in corso) è intestata a me ma con mutuo cointestato.
    Premesso che le condizioni lavorative mi permettono di poter seguire i figli regolarmente in misure uguale alla madre (cosa che desiderei) che scenari possono dilenearsi (partendo dal presupposto che la casa probabilmente verrà assegnatra a lei)?
    mi saranno chiesti solamente gli assegni mantenimento per i figli o dovrò corrispondere anche alla madre (premesso che è perfettamente in grado di trovare un lavoro) e il mutuo sarebbe da suddividere tra le parti o dovrei continuare a pagare in toto pur non abitando nella casa?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non esistono obblighi di mantenimento in favore dell’ex convivente. Al massimo gli alimenti connessi ad una grave situaizone di indigenza economica che non mi sembra sussistere nel caso di specie.
      Sussistono, invece, come già a Sua conoscenza, obblighi di mantenimento in favore dei figli.
      Nel caso che ci ha rappresentato sembra suggeribile impostare un’eventuale trattativa avanzando richiesta di collocamento paritetitco (50 e 50) dei figli anche al fine di ridurre sensibilmente gli obblighi di mantenimento.
      La madre, molto probabilmente, avanzerà richiesta di collocamento prevalente dei figli presso di sè con conseguente richiesta di assegnazione della casa familiare. Se il mutuo è cointesato è improbabile se non addirittura impossibile che la banca rinuncia alla solidarietà passiva in capo ai conviventi anche dopo la procedura di regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
      Nella maggior parte dei casi, il coniuge con il reddito più alto può scegliere di pagare per intero la rata del mutuo e detrarre tale spesa dall’assegno di mantenimento dovuto a favore dell’ex coniuge. Tale decisione deve essere espressamente menzionata all’interno dell’accordo consensuale di separazione.
      Se lo desidera, possiamo approfondire insieme.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469 – 349.8197797)

      Rispondi
  11. Andrea Scannavini dice:

    Buonasera,
    facciamo un ipotesi che una coppia decida di andare a convivere nella casa di lui, che é l’unico proprietario.
    Lei ha già un figlio nato da una precedente relazione, che andrà a vivere insieme alla coppia.
    Nel caso di una futura separazione lei potrà chiedere l’assegnazione della casa anche se il figlio non é del compagno?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se la decisione venisse rimessa ad un Giudice è assai probabile che un Giudice conceda un congruo termine alla madre ed al figlio per trovare una nuova abitazione ma la Cassazione, in tema di assegnazione della casa familiare, ha escluso il diritto all’assegnazione al coniuge convivente con un figlio minore che non sia figlio anche dell’altro coniuge (Cass. Civ. sez. I, 2 ottobre 2007 n. 20688).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  12. Dayana dice:

    Buona sera
    Io scrivevo perché volvevo sapere gentilmente come comportarmi
    Il mio compagno ha avuto una figlia circa 9 anni fa in fino a due anni fa ha sempre dato il mantenimento da due anni a questa parte non ha avuto un lavoro fisso ne un reddito stabile fino ad ora che si ta recuperando nel frattempo noi abbiamo avuto una bimba che attualmente ha un anno
    Ora la madre di sua figli ha interpellato gli avvocati perché vuole percepire il suo assegno per la figlia
    Sapreste dirmi a quanto ammonterebbe
    Noi attualmente stiamo abitando con un nostro patente dove condividiamo la casa e diamo 500€ più spese di luce e gas per la casa però tra poco dovremmo cambiare casa e prendercene una tutta per noi che ammonterà a 600€ più spese di luce e gas. L’unico ha lavorare è il mio compagno mantenendo così me e la nostra bambina lui percepisce 1400€ al mese
    L’assegno per sua figlia all’incirca quanto sarebbe?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorrebbe conoscere maggiormente nel dettaglio la situaizone reddituale a patrimoniale degli obbligati al mantenimento (padre e madre). In ogni caso, se non è stata assegnata la casa familiare alla madre, un Giudice, difficilmente, scende sotto ad € 250,00 mensili per il mantenimento al quale occorre aggiungere il rimborso delle spese straordinarie nella misura (di solito) del 50%.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  13. Vanessa,antonella dice:

    Salve sono separata abbiamo solo convissuto e abbiamo avuto da poco una bambina abbiano un po’ di discussioni sono tenuta a chiedere al papà ad esempio se fare o no una cosa ? O ha solo diritto all’informazione ?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      i genitori devono prendere insieme le decisioni di maggiore importanza riguardanti i figli (per es. scuola, salute, religione). Se vuole andare a prendersi un gelato con sua figlia non deve rendere conto a nessuno.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  14. maurizio dice:

    Buongiorno,

    In seguito all’inizio di una nuova convivenza, la mia ex moglie ha deciso di vendere la casa coniugale (cointestata al 50%) e di acquistarne nuova una insieme al suo compagno.
    In seguito a questo cambio di abitazione pero si è reso necessario il cambio di alcuni degli arredi interni (lasciati a lei a suo tempo insieme alla casa coniugale) fra cui la camera di mio figlio (acquistata giusto poco prima della separazione) ed ora la mia ex moglie mi chiede, quale spesa straordinaria, di contribuire al 50% alle sue spese d’acquisto.

    Io mi sono opposto perche non sono mai stato interpellato in merito, ne sulla reale necessita di cambiare la camera ( e ribadisco la camera aveva meno di 3 anni) ne sulla questione economica visto che la cifra che chiede è a mio avviso esorbitante.

    Ho cercato nei documenti di separazione e divorzio e nell’elenco delle varie spese ordinarie e straordinarie non si parla mai nello specifico di arredamento che secondo me è legato alla proprieta della casa e non al mantenimento in se del figlio, anche perche a questo punto essendo anch’io in procinto di acquistare “Finalmente” una nuova abitazione (con una camera per mio figlio), avro la necessita di acquistare una camera per lui
    Quindi dovrei chiederle a mia volta il 50%..

    Cosa ne pensa?
    Cordiali saluti
    Maurizio

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buuongiorno,
      salvo pattuizioni specifiche nero su bianco, ritengo che si tratta di una spesa straordinaria che avrebbe dovuto essere concordata PRIMA di essere sostenuta. Ne consegue che non è tenuto al rimborso.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  15. Alessia dice:

    Salve, sto cessando una convivenza da cui è nato un figlio, ancora minore. La casa è cointestata, l’altra parte ha una quota del 65% e io del 35%. Il mutuo è invece al 50%. Per trovare una soluzione e non sradicare mio figlio vorrei acquistare la quota del mio ex convivente. Devo necessariamente dargli il 65% della eventuale valutazione oppure l’accordo può essere diverso visto che il mutuo era al 50%?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      fossi in Lei chiederei semplicemente l’assegnazione della casa familiare. Diritto riconosciuto in favore del genitore (convivente e/o coniugato) collocatario del minore.
      Esiste, ma sono certo che lei ne sia a conoscenza, un procedimento denominato ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio che le permette di avanzare la predetta richiesta.
      Se vuole approfondire: 349.8197797.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  16. Sara1985 dice:

    Buongiorno, mi chiamo Sara e ho una bambina di 3 anni. Io e il padre, non sposati, ci siamo lasciati, dopo una relazione di 5 anni. Il padre ha sempre lavorato fuori, ed é stato presente solo il finesettimana, presente fisicamente ma non mentalmente in quanto impegnato in altre attività ludiche…
    Non ha mai badato alla bambina, che anche se lo riconosce, non lo considera assolutamente una figura di riferimento. Non é mai stata da sola con lui.
    Ho ricevuto il ricorso dal padre per regolare il diritto di visita. Pretende che la bambina venga “sbatacchiata” da una casa all’altra e addirittura che IO debba, alternativamente, portargliela a casa sua (35km). Premetto che questa persona ha la patente e dispone di auto.
    Altro dettaglio: il padre della bambina, che lavora fuori regione dal lunedì al giovedí o venerdì, pretende che settimanalmente io mi senta con lui per vedere quando fa rientro.
    Inoltre, non vuole i weekend alternati (sono anche io una lavoratrice) ma vuole dividere la bambina ogni sabato e ogni domenica tra me e lui.
    Ovviamente ha chiesto anche il pernottamento.
    Potete farmi un pronostico della decisione del Giudice?
    Grazie mille

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      come precisato nel sito, il forum è destinato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  17. Amedeo dice:

    Avvocato buongiorno vorrei chiedere se il suo avvocato può chiedermi di mandare la email a lei per fare un cambio turno da chiedere a mia moglie per vedere mia figlia.siamo separati

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi contatti anche per telefono (fisso: 02.72022469 – cell: 349.8197797) e ci metteremo d’accordo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  18. Monica dice:

    Buongiorno,
    Sono una mamma lavoratrice di 36 anni e sono divorziata dal padre di mio figlio di 9 anni.
    La scuola è terminata e la ho necessità di iscrivilo ad un centro estivo diurno (pubblico).
    Ho avvertito il mio ex marito circa la mie intenzioni, ho richiesto una risposta entro la data ultima per inoltrare l’iscrizione. La risposta, negativa, è arrivata tardi. Nel frattempo avevo iscritto mio figlio l’ultimo giorno utile per non perdere il posto: ho inoltrato l’iscrizione che è stata accettata dal Comune e successivamente ho provveduto autonomamente al pagamento.
    Ora, dopo due giorni di frequentazione, la cooperativa che gestisce il centro estivo rifiuta mio figlio perché manca il consenso del padre e l’amministrazione comunale si appella ad un regolamento nazionale dei centri estivi diurni….

    Il centro estivo rientra fra le spese extrascolastiche (da documentare) che non richiedono il preventivo accordo…ma al di la di questo, perché non ci viene nemmeno data la possibilità di accedere alla struttura nei giorni in cui mio figlio è sotto la mia responsabilità?
    Potete gentilmente darmi Voi qualche indicazione?

    Grazie mille

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il protocollo sulle spese straordinarie regola esclusivamente la ripartizione delle spese tra i genitori.
      Per l’iscrizione, invece, in presenza di affido condiviso tra i genitori, servono entrambe le firme e non si considerano i tempi di permanenza del figlio con uno dei genitori.
      Ci si può rivolgere ad un Giudice per sanzionare il comportamento del padre e chiedere che il Giudice si pronunci sulla predetta iscrizione. I tempi offerti dalla giustizia italiana permetterebbero soltanto di risolvere similari problemi per il 2023 non per l’anno in corso e tanto meno per il mese di luglio 2022. Ma il padre, se responsabile, verrebbe sanzionato.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  19. Luca dice:

    Buongiorno,
    ho intenzione di cessare la convivenza dalla mia compagna con la quale ho una figlia (NON siamo sposati).
    La casa in cui viviamo è di esclusiva proprietà di lei. Invece, io sono proprietario di un appartamento dove vivevo da single che adesso è vuoto, dove ho intenzione di ritornare a breve. Lei ha perso il lavoro e non intende cercarsene un altro. Quindi solo l’unica fonte di reddito è il mio stipendio.
    Sono disponibile a pagare il mantenimento a mia figlia. Invece so che nelle coppie NON sposate non è possibile chiedere il mantenimento ma solo gli alimenti a causa la legge Cirinnà (intendo per il convivente, non per i figli). Ho i seguenti dubbi in merito alla legge appena citata:
    – La ex convivente può chiedere gli alimenti anche se ha dei genitori che potrebbero aiutarla senza problemi?
    – Nel caso fossi costretto a pagarli sarebbe per un tempo prestabilito oppure a tempo indeterminato?

    In questi anni non ho mai spostato la residenza dal mio appartamento. Quindi non sono mai risultato nello stato di famiglia. La cosa può andare a mio vantaggio o indifferente? In una eventuale causa potrei dire che in questi anni non ho mai convissuto ma ho solo provveduto a contribuire in modo diretto per il mantenimento della figlia? Questo mi esenterebbe dal pagare gli alimenti alla ex convivente?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non vi è obbligo di mantenimento della ex convivente.
      In occasione della regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio (in sede congiunta oppure contenziosa) verrà quantificato il contributo per il mantenimento della figlia.
      Non ha rilevanza la Sua residenza anagrafica ma solo quella effettiva. Del resto tale circosanza non ha molta rilevanza considerato che la casa familiare appartiene alla sua ex compagna.
      Con riferimento al pagamento degli alimenti in favore della sua ex compagna il rischio è assai remoto, se non addirittura inesistente, in considerazione del fatto che sono in vita i genitori della sua ex compagna e che quest’ultima dovrebbe dimostrare una grave stato di indigenza.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  20. alessandro dice:

    Ho avuto una relazione di 4 anni con la mia compagna e durante la nostra relazione ho pagato personalemte debiti contratti da lei ancora prima che ci conoscessimo con la promessa sua (verbale) di restituirmeli appena possibile..La relazione si è interrotta qualche mese fa’ , posso chiedere il rimborso di tali pagamenti?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera Alessandro,
      ha le prove del versamento in favore della Sua ex compagna delle somme relative ai prestiti ? Ovvero le prove che i debiti della sua ex sono stati da Lei onorati ? Se la risposta è affermativa, inizi a manifestare nero su bianco le richieste di restituzione. Poi anche tramite avvocato se non riceve soddisfazione. Cerchi di stimolare un riconoscimento di debito.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  21. Barbara dice:

    Sono divorziata e ho assegnazione prevalente figli. Percepisco un assegno bassissimo perché nello stipulare gli accordi avevo tenuto conto dell’affitto che il mio ex doveva pagare e del nostro mutuo pagato metà da me e metà da lui. L’assegno purtroppo è insufficiente, anche perché lui non paga un centesimo di extra e nemmeno passa qualche euro ai ragazzi per le loro esigenze personali, alle quali devo provvedere io. Dopo l’estate so che andrà a vivere altrove a costo zero (appartamento di proprietà di un amico) ma da quanto so ha intenzione di subaffittare l’appartamento in cui abita ora, per continuare a figurare inquilino con affitto a carico. Dal momento che ho intenzione di chiedere adeguamento dell’assegno mensile, mi chiedo come si possa dimostrare che non abiterà più in tale appartamento e che quindi l’onere dell’affitto sarà venuto meno. Mi chiedo inoltre su che cifra dovrebbe assestarsi l’assegno mensile secondo le tabelle del tribunale ( so che dipende dal reddito ma vorrei avere una media per tre figli) Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera Barbara,
      non esistono delle tabelle predeterminate per quantificare l’assegno di mantenimento per i figli.
      Contesti, comunque, in sede giudiziale, la diminuzione delle spese che deve sostenere il suo ex per giustificare l’aumento dell’importo versato a titolo di mantenimento. La residenza e la dimora, a livello anagrafico, devono coincidere di solito. Mi sembra antieconomico, comunque, incaricare un investigatore con riferimento a questo genere di accertamenti. Chiami a testimoniare i vicini, il custode e gli amici. Faccia foto del citofono.
      A presto,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  22. Sara dice:

    Buonasera, mi sono sposato due anni fa ed ho un figlio da una precedete relazione. Il collocamento è presso la madre ma per accordi internos da giugno a metà agosto lo terrò con me. Ho necessità che per alcune ore il bambino stia con una tata, ma la tata sarebbe mia moglie (chiede un compenso in quanto si dovrebbe assentare dalla sua attività ) con regolare fattura può essere una spesa straordinaria da dividere ? Posso chiedere il rimborso alla madre ?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi sembra alquanto complesso chiedere il rimborso alla madre delle somme che lei stesso (spontaneamente) le verserà.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  23. Loris dice:

    Buongiorno, mio figlio di 16 anni ha deciso di venire a vivere con me, a settembre andrò da un avvocato per procedere, vorrei però sapere se poi le decisioni che riguardano mio figlio dovranno comunque essere prese con il benestare della mia ex moglie. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se avete l’affidamento condiviso le decisioni di maggiore importanza riguardante il figlio dovranno sempre essere prese di comune accordo tra i genitori indidentemente dalla collocazione prevalente del minore.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  24. Aurel dice:

    Buongiorno, io ho divorziato nel 2019, però sono sempre rimasto in casa con mia ex e mio figlio. Pago spese condominiale tutto io più spese x mio figlio scuola mensa, sport, e pago metà mutuo perché 50 %con mia ex moglie, pago vacanze insieme e 3 volte uscita ristorante in famiglia, spese da mangiare….. La mia domanda è che quando ho divorziato a Milano dopo la legge rumena con mio accordo mi è venuto assegnato un assegno mensile di 300 euro x mio figlio, solo che io non mi sono allontanato dalla familia e pago quasi tutto io in casa e spese, li devo pagare l’ostes se un domani lei mi chiede soldi? Grazie anticipato

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se lei non si è mai allontanato dalla casa coniugale potrebbero venire meno gli accordi presi in sede di separazione. Se invece lei risulta anche divorziato la ripresa della convivenza può sicuramente giustificare la modifica delle condizioni del divorzio che le consiglio di formalizzare in giudizio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  25. Davide dice:

    buongiorno,
    sono un padre di due figlie legalmente divorziato, la madre si è risposata e ha formato una nuova famiglia. Io ora mi trovo a dover pagare l’università della figlia maggiore a metà pur essendo calcolata sull’Isee della madre che per via del suo reddito è molto più alto del mio. non mi sembra giusto, io faccio molta fatica a pagare rate così alte. Grazie.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se vi è un accordo o una sentenza che prevede la suddivisione in misura percentuale delle spese straordinarie ed in quest’ultimo è previsto che anche le spese per l’università devono essere rimborsate.
      I Giudici, peraltro, sono sensibili al problema connesso al mancato pagamento di spese che il reddito dei genitori non consente di sostenere. Occorre verificare se quanto previsto in giudizio (nelle sentenze e nei Vostri accordi) consente di contestare il pagamento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  26. S.A dice:

    Buongiorno sono separata a 7 Ann ha9 anni non vado al mio pause di origini, é lontano voglio stare 2 mesi però oh il bambino presso me come fare?? Appena comunico che starò 2 mese e lei tieni il piccolo? Come devo comportarmi?
    Grazie cordiali saluti

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      forse non ho ben compreso la Sua domanda.
      Comunque se vuole uscire dall’Italia con Suo figlio per una vacanza, ed il padre non è d’accordo, può chiedere ad un Giudice di decidere al posto del padre. Si tratta di un procedimento giudiziale previsto dagli artt. 337 ter c.c. e 709 ter c.p.c.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  27. Natali dice:

    Buongiorno,avrei delle domande per quanto riguarda il mio attuale compagno.
    Lui ha un bambino di 4 anni con la sua ex(non sposati)
    Attualmente hanno entrambi un avvocato,lui ha uno stipendio su bustapaga di circa 800/900€ più qualche extra ,lei chiede 300 euro più assegni e 50%di spese asilo. È obbligato a dare questa cifra così alta per un solo bambino? In più ha mantenuto l affitto in cui loro vicevano,nonostante lui se ne sia andato dall appartamento . Vorrei capire se si arrivasse al penale quali sarebbero le cifre massime da versare,calcolando che anche lui deve rifarsi una vita e sarebbe quasi la metà del suo stipendio. Comunque lui tiene già il bambini 1 weekand a settimana . Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongionro,
      se non vi è stata una assegnazione della casa familiare alla madre, 300 euro non sono un importo iniquo per il mantenimento di un figlio. Se invece la madre benefica anche dell’assegnazione della casa familiare, se i redditi sono quelli da Lei indicati, potrebbe essere un po’ troppo alto. Immagino, tuttavia, che l’importo sia stato deciso da un Giudice e che vi sia provvedimento in tal senso.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  28. Laura dice:

    Buongiorno Avvocato,
    Mi sto separando dal mio ex compagno e abbiamo un figlio di 6 anni.
    Mi trovo in una situaizone comlplessa.
    Lho denunciato diverse volte per violenza privata e per maltrattamenti in famiglia poiché attua vioelnza psicologica su di me e sul bambino. Lui ha un altra casa ma non ci va dicendo che finche non ha un accordo cm dice lui mm andrà via. Io dopo mesi di sofferenza con mio figlio sottoposto continuamente a maltrattamenti ho deciso di andare dai miei genitori con il bambino. Il problema è che lui vuole a tt i costi il bambino e fa ti tutto pee tenerselo con lui. Io sono andata in un centro Antiviolenza e ho parlato con i servizi sociali con denuncie alla mano ma nessuno fa mulla. Non è arrivato mai un allontanamento per lui e i servizi sociali banalizzano dicendo che è solo conflittualità tra coniugi. Solo io so che vioelnze subisco io e il bambino . Il bambino nonostante cio è dipendente affettivamente dal padre perché plagiato e controllato con ricatti affettivi e aderisce a tutto ciò che dice il padre. Non essendo tranquilla ho piu volte chiamato i carabinieri perche volevo riprendere il figlio e portalo nelle casa in cui ora abito ma dicono che finche non c e provvedimento del giudice non intervengono.
    Non so come uscirr da questa situazione.
    Ha consigli?grazie mille

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      in questi casi occorre seguire i consigli del proprio avvocato. Ci scrive che ha avviato il procedimento di separaizone quindi ha già un difensore. Mi permetto solo di aggiungere che la madre non dovrebbe trasferirsi dalla casa familiare sulla quale vanta dei diritti (l’assegnazione della casa familiare nel caso in cui i figli vengano collocati presso la madre). Per il resto, non tolleri alcun genere di violenza (fisica o psicologica) e denunci sempre.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  29. Silvia dice:

    Buongiorno, da quando ho comunicato al mio ex marito che mi risposerò a breve ha comunicato una campagna denigratoria di confronti miei e del mio fidanzato, che vive con me e i miei figli e al quale loro vogliono bene. Io e lui ci siamo conosciuti quando ero ancora sposata e il mio ex ha cominciato a raccontare ai miei figli (minorenni) questioni legate alla nostra vita di coppia, questioni vecchie di famiglia, distorcendole per gettare discredito e fango soprattutto su di me, ma anche sul mio compagno. Ovviamente vuole spingere i ragazzi a disaffezionarsi, ma mi chiedo se lo possa fare e se non c’è un modo per impedirgli legalmente questo comportamento, che mi viene riferito dalla figlia maggiore quasi diciottenne. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      suggerisco istanza di modifica delle condizioni del divorzio accompagnato da una istanza ex art. 709 ter cod. proc. civ. per sanzionare il comportamento del padre dei suoi figli. Ovviamente deve mettere in preventivo che molto probabilmente sarà disposta una consulenza tecnica d’ufficio sui genutori e, se necessario, anche sui figli.
      Si inizia, in ogni caso, con una lettera di diffida con la quale si chiede di cessare immediatamente la campagna denigratoria dell figura genitoriale materna.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  30. Anna dice:

    Salve vorrei chiedere un consiglio . Io ho la residenza con il mio compagno in una casa in montagna nel nulla , dal momento che io nn posso lavorare perché affetta da fibromialgia malattia non riconosciuta ma nonostante il dolore continuo L ho sempre fatto x anni ma ultimamente sono peggiorata quindi vorrei accedere al reddito di cittadinanza ma non posso richiederlo perché nello stato di famiglia risultiamo tutte e due nonostante nn siamo sposati , ma è stato registrata come legame affettivo , si può togliere visto che io devo lasciare questa casa ,perché non è abitabile del tutto e senza doccia senza riscaldamento . Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se convive con un altra persona deve inserirlo nell’ISEE e la residenza, nel rispetto dell’attuale quadro normativo, deve coincidere con la sua dimora (attuale e prevalente). Per ottenere il reddito di cittandinanza, quindi, deve risolvere il problema convivenza.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  31. Amedeo dice:

    Avvocato sono un padre di una bimba 2 anni mia figlia vive lontano per poterla sentire devo chiamare la madre ma lei non risp mai che devo fare

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      avete regolamentato il diritto di visita davanti ad un Giudice ?
      E’ un suo diritto e si potrebbero anche inserire nelle condizioni del ricorso fasce di reperibilità.
      Comunque a due anni di età, un Giudice privilegia incontri in presenza (se siete distanti con trasferte programmate).
      Cordali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  32. Roberto dice:

    Buongiorno, la mia situazione attuale é la seguente: mia moglie da circa 1 mese mi ha detto che non sente più amore verso di me. È uscita di casa da 1 mese. Non mi ha chiesto ancora nulla inteso come divorzio. Oggi ricevo telefonata del comune di cesano maderno, ho richiamato ma non mi hanno più risposto, dove mia moglie lavora presso un centro estetico.mi chiedevo il perché della telefonata e l unica cosa che mi viene in mente è che lei abbia cambiato la residenza. Ma da quanto so io il comune non deve chiamare me,ma fare tutto con il nostro comune di residenza attuale. E così o sbaglio a pensare in questo modo, anche perché non saprei perché il comune di cesano maderno mi possa chiamare. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il Comune non credo l’abbia chiamata per il trasferimento di Sua moglie.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  33. Victoria dice:

    Salve . La situazione è questa . Il ex compagno ( Non ritengo più tale / non siamo sposati ) , l’ho denunciato ben si per 2 volte ( la 1 fu querela / la seconda con avvocato penalista ) , e ieri sono venuta a sapere che pure lui mi ha denunciato ( da precisare che fu in difesa propria , un paio di schiaffi ero stanca dei suoi maltrattamenti fisici e verbale) , fatto sta che un mese fa il mio avvocato si sta dando da fare , ma nel frattempo non posso neanche stare più qua visto e considerato che reputa tutto il tempo che è casa sua e che se non mi sta bene di andarmene, ma non è scelta semplice considerando che abbiamo una bambina piccola di anno mezzo . Al momento sono disoccupata perché a differenza mia della sua io non ho famiglia qui in Italia , lui si . Ma durante tutta la.mia vita non ho fatto altro che lavorare. Mi domandavano quanto saranno i tempi fino al momento di avere una sentenza ho molta paura che li possano dare più diritti a lui ( lui lo precisa non per qualcosa ) , sono Peruviana e lui calabrese spesso dice che nn sarò ascoltata da nessuno , tra l’altro in casa ci vivo sotto videocamera sorveglianza sia dentro che fuori dell’appartamento, mi sento osservata tutto il tempo , e possibile chiedere un’autorizzazione per potermi spostare dove ci sono sempre vissuta e lavorato ( città como ) , ora mi trovo a Brindisi e purtroppo non conosco nessuno e non ho nessuno , costantemente mi registra mi sembra uno psicopatico che vuole togliermi tutto ( mia figlia ) , chiedo consiglio su come.mi dovrei comportare, aspettare? E se fosse così, quante sono i tempi .o se eventualmente posso chiedere di tornare dove ci sono sempre vissuto per riprendere la mia vita e anche un lavoro visto che mi sento dire tutti i santi giorni che ci vivo a scrocco

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Mi spiace ma se ha un difensore è a quest’ultimo che deve chiedere un consiglio. Io poi non sono un penalista.
      Di certo, però, le posso consigliare di non lasciare la casa familiare. Il genitore collocatario del minore ha diritto di chiedere l’assegnazione della casa familiare (anche se non siete sposati). Lei ha anche il diritto di non essere ripresa durante la sua quotidianità.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  34. Laura dice:

    Ormai divorziata, casa assegnata a me e affido prevalente dei figli.
    Due le questioni: se mi allontano due o tre giorni e affido i ragazzi alla nonna con la quale passano già parecchio tempo, lasciandoli comunque a casa nostra ( la nonna si sposterebbe da noi qualche giorno), devo informare il mio ex marito?
    Seconda questione: l’ex si rifiuta piccato di pagare gli extra ( campo estivo in oratorio, tasse scolastiche). Temo che se insisterò smetterà di pagare la sua parte di mutui mettendomi in difficoltà
    Come posso tutelarmi? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      per rispondere alle sue domande occorre leggere le condizioni del divorzio.
      Con riferimento alla prima domanda, in ogni caso, salvo quanto previsto nel divorzio, di solito il genitore collocatario deve rendere noto all’altro genitore quando non può occuparsi in prima persona dei figli.
      Per il secondo quesito, dobbiamo leggere le condizioni del divorzio. Il campo estivo era compreso nelle spese straordinarie descritte nelle condizioni del divorzio ? tra le spese da concordare previamente ?
      Il mancato pagamento del mutuo da parte di suo marito sarebbe comunque una iniziativa illegittima da un punto di vista civilistico.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  35. Gabriella filippi dice:

    Ho convissuto per 26 anni con il mio compagno, io divorziata lui separato in una casa di mia proprietà dove entrambi avevamo la residenza. Nel corso degli anni lui ha comprato mobili e quadri ma non ha mai contribuito alle spese di casa bollette tasse ecc. Ora è morto senza lasciare testamento ed i figli sono convinti che appartenga tutto a loro perché pagati dal padre ma trovandosi tutto in una mia proprietà non ho qualche diritto anch’io? Grazie Gabriella filippi

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      questo forumè destinato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lordi.
      Comunque, se la casa risulta intestata a lei, almeno da un punto di vista giuridico, i figli non possono rivendicare alcunchè, salvo diritti sui beni mobili.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  36. Alessandra Salvioni dice:

    Buongiorno un informazione il mio ex mi ha bloccato pec e whatapp e non mi da nessuna mail così pretendendo che io invii una raccomandata per ogni spesa da rimborsarmi (dico ogni perché tra legali si era accordato che inviavo spesa per spesa). La raccomandata (anche fosse una al mese) mi costerebbe e già lui non rimborsa… Chiedo se valgono gli sms e mms (mms per foto scontrini). Il protocollo dice “mezzi che provino la ricezione” e fa come esempio pec raccomandate. Con gli sms e mms io posso visualizzare data e ora di invio e data e ora di ricezione. Il mio legale dice che lui potrebbe appellarsi e aver ragione a non rimborsare ma ho letto che la cassazione lo ha ritenuti validi se non sbaglio. Non voglio usare la raccomandata anche perché alcune questioni non possono attendere i tempi delle poste (esempio devoniscrivere i ragazzi all oratorio feriale e quindi condividere con lui il costo ma le iscrizioni si sono aperte dando notizia del costo e rimarranno aperte 10 gg. Siccome lii non risponde mai e io calcolo i 10 gg di silenzio assenso una raccomandata non Arriverebbe in tempo.) grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      semplifichiamo: invii tutto tramite SMS con la prova del pagamento (quindi, lo scotrino, la fattura). Poi quando gli importi diventano importanti invii tutto anche tramite raccomandata nella quale dovrà anche fare presente che lei è stata bloccata su WA. Mi risulta difficile capire come possa suo marito bloccare la ricezione delle sue mail. Non è possibile a livello telematico.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  37. Rodolfo dice:

    Salve sono separato da 5 anni e mio figlio non mi vuole parlare e neanche vedere sono obbligato a versare il mantenimento?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      è sempre suo figlio, quindi, è obbligato al mantenimento. Almeno sino a quando suo figlio non diventerà autosufficiente da un punto di vista economico (e ovviamente suo figlio dovrà dimostrare di adoperarsi per rendersi autonomo).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  38. Riccardo dice:

    Buongiorno. Sono un milanese che ha ereditato insieme a mio fratello e mio padre (che ha diritto all abitazione vita natural durante) l’appartamento di mamma venuta a mancare 4 anni fa. Io per non lasciare solo papà sono tornato ad abitare con lui nello stesso, lasciando la mia vita e professione all’estero, per accudirlo trovato si vedovo e solo, con diverse patologie e problematiche legate all’età. Da qualche tempo però la convivenza è diventata insostenibile e ora lui villanta il diritto all abitazione e in più di un occasione ha chiamato le forze Dell ordine per mandarmi via. Ora si sta organizzando con un avvocato per espormi una denuncia, viste le scarse riuscite con le forze Dell ordine le quali gli hanno sempre detto che non può cacciarmi di casa. Ora vorrei sapere se davvero non ha questo diritto o se un giudice può obbligarmi a lasciare la mia casa vista la incompatibilità di convivenza.
    Ringraziando anticipatamente, saluto.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se suo padre è capace di intendere e volere, se effettivamente suo padre risulta l’esclusivo titolare del diritto di abitazione, se lei risulta soltanto nudo proprietario o comunque la proprietà risulta gravata dal suddetto diritto di abitazione, possiamo affermare che ci sono i presupposti, per suo padre, per chiedere il suo allontanamento dall’appartamento in cui lei vive.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  39. Elena dice:

    Buongiorno.Sono una mamma che vive col proprio figlio (stato di famiglia lo certifica)dopo che mi sono lasciata col padre ed ex convivente.Non abbiamo nessun accordo del giudice (ma solo tra di noi), perché il mio ex non ha voluto andare dall’avvocato.Ho fatto l’isee minori ai fini dell’ assegno unico: avendo dovuto presentare anche i dati fiscali del mio ex,non ho preso il massimo dell’assegno,ma 50€ in meno. Ho due domande:1-cosa devo fare per evitare che venga attratto al nucleo familiare?(evitando così di dover presentare anche i suoi dati fiscali ai fini ISEE); 2- è possibile in qualità di ex conviventi stabilire un accordo formale dal giudice senza bisogno di pagare avvocati? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      lei può procedere con un ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio (e non serve che il padre di suo figlio sia d’accordo).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  40. Claudia Chiesa dice:

    Buongiorno,
    vorrei avere chiarimenti riguardo al calcolo isee. Sono separata senza sentenza e ho un figlio minorenne a carico. Come incide l’altro genitore che ha un reddito altissimo sulla domanda di assegno unico che ho effettuato e io avendo un reddito basso?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se non siete ufficialmente separati dovete considerare il reddito di entrambi ai fini della dichiarazione ISEE.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  41. Paolo V dice:

    Buongiorno,
    scrivo da Bovisio Masciago (MB). Dopo la separazione con la mia ex moglie all’inizio del 2018, abbiamo concordato in una separazione consensulae che lei passi a me, mensilmente, 1.100 Euro per il mantenimento di nostro figlio adesso dodicenne.
    Non ho chiesto un assegno per me, anche se qualcuno (avvocato) mi consigliava diversamente.

    Io sono un ingegnere meccanico dipendente nel settore privato, che guadagna 3.100 Euro netti al mese, mentre lei è una dirigente pubblica che guadagna 8.500 Euro netti al mese.
    So che sono cifre importanti rispetto alla media, ma il fatto è che mia moglie mi continua a ripetere che non spendo abbastanza per nostro figlio, che vive prevalentemente con lei, ma che passa molto tempo anche con me (almeno 10 giorni al mese anche perché oltre ai weekend alternati lei viaggia molto per l’Italia).
    Ho sbagliato lo so ad avere accettato che il ragazzo rimanesse più con la madre e venisse scritto in sentenza, sarebbe stato meglio ottenere il 50% ma si sa quanto sia difficile per i papà in questi casi.
    E’ stato un errore però.

    Visto che il mio conto è sempre al limite dello zero, tranne 5.000 Euro di risparmio accantonato (che la mia ex moglie continua a dirmi che devo spendere per le spese quotidiane, vestiti continui, giochi playstation, uscite al ristorante con il ragazzo, perché “io faccio così” mi continua a ripetere, dall’alto del suo stipendio incomparabile con il mio), non posso più nemmeno permettermi non dico di cambiare la macchina, ma nemmeno di portare mio figlio in vacanza se non per brevi weekend (la madre fa viaggi di 10 giorni a New York con lui, io un week end a Firenze per intenderci).
    Anche perché abbiamo mantenuto un mutuo insieme (importante, di 1740 euro al mese, diviso in due, per una bella casa in Valle d’Aosta, di propietà di entrambi al 50 con la speranza che resti al nostro ragazzo) e io pago un affitto a Milano per poter lavorare (1300 Euro, piccolo appartamento semicentrale, di 55 metri, ma almeno quando viene il ragazzo ci stiamo decentemente nonostante non ci siano due stanze da letto e io dorma sul divano letto quando viene lui).
    Trovo davvero assurdo il continuo dirmi che non spendo abbastanza per il ragazzo, nonostante il suo assegno di mantenimento-figlio, visto che in realtà al ragazzo non manca nulla quando è con me (ci sta almeno 10 giorni al mese).

    Io sono esausto da queste continue accuse, come posso dimostrare di spendere tutto, ma proprio tutto, ogni mese?
    Lei minaccia continuamente di andare dal giudice per dimostrare questa assurdità.
    Per farla stare tranquilla, sbagliando ovviamente, ho smesso di andare in palestra, di spendere anche per mia madre anziana che ha bisogno di aiuto, tra non molto di una badante…
    Facevo volontariato con la parrocchia, mi ha detto che tolgo tempo al figlio. Dice che secondo lei faccio donazioni alla parrocchia e sono soldi che lei invece li passa a me per il ragazzo.
    Io le ho sempre detto che con il suo assegno affitto la casa, pago il mutuo in Val d’Aosta, cibo quando lui sta con me, cinema, macdonald, trasporti e poi le spese straordinarie… Lei ripete che vuole che i 1100 siano spesi ESCLUSIVAMENTE per il ragazzo quando è con me, senza conteggiare vitto e alloggio per dire…
    Io non bevo, non fumo, non gioco a poker, incensurato, insomma, una persona normalissima, ormai ultracinquantenne e sfiduciato…

    Per le spese straordinarie abbiamo un accordo 60/40, così avevamo pattuito.
    Di sicuro non riesco a risparmiare né per me né per il ragazzo, ma credo sia un mio diritto mettere via una cifra mensile per le necessità o imprevisti futuri o per la pensione…
    La mia ex moglie può addirittura dirmi che non devo mettere 300 euro nel fondo pensione percé li sto sottraendo al suo assegno mensile che mi passa per nostro fglio, quando pago affitto e mutuo dei due appartamenti?
    La domanda poi è questa: posso fare vedere i conti? L’estratto conto? Io non avrei problemi a mostrare tutti i miei conti in ordine, anzi spesso le mando le foto del conto quando in rosso (un mio amico mi dice che sbaglio anche a fare così).
    Posso ottenere che la mia ex moglie si plachi magari davanti a un giudice? Cosa posso fare?
    Scusate lo sfogo ma dopo quattro anni sta diventando una cosa davvero umiliante.

    P.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi sembra che la Sua ex moglie voglia organizzare la vita del figlio anche quando quest’ultimo sta in compagnia del padre.
      Per il resto, devo essere sincero, non ho ben capito qualche sia la sua domanda.
      Io se fossi in lei comunque mi limiterei ad affermare che lei sta soltanto rispettando l’accordo in sede consensuale e che se sua moglie si lamenta lo faccia pure davanti ad un Giudice dove Lei potrà difendersi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • Pietro V dice:

        Grazie Avvocato per la risposta e mi rendo conto che sono stato un po’ confusionario.
        Ma oltre a dire così, come lei suggerisce, alla mia ex moglie, le mie domande sono:

        – il suo assegno di mantenimento figli comprende quota parte dell’affitto che devo pagare (casa mia) per poter ospitare mio figlio?
        – comprende parte del mutuo che io pago per la casa in Valle d’Aosta?
        – comprende le bollette, i trasporti, il vitto quando sta con me e tutto il resto?

        Chiedo questo più semplicemente, perché la mia ex continua a dirmi che quelle sono spese che io affronterei comunque e che quindi tutto il suo assegno per il figlio deve andare in spese vive per lui (giochi, vestiti, ristoranti e così via).

        Ultima domanda: io posso mettere via 300 euro al mese per il mio fondo pensione? O aiutare mia madre anziane nelle spese per una badante? Perché lei sostiene che non posso, dovrei andare a guadagnare altri soldi per farlo…

        Grazie ancora e ringrazio per un ulteriore riscontro.

        P.

        Rispondi
  42. Anna dice:

    Buonsera, sono di Milano e sono separata (giudiziale)con figlia di 6 anni che a settembre inizierà la scuola elementare. Ho un compagno(mi accettato dal mio ex) che vive a Rimini e la mia intenzione sarebbe quella di trasferirmi il prossimo anno per avvicinarmi a lui e migliorare la mia situazione lavorativa (lavorando nella sua attività). Attualmente ho uno stipendio di 1200euro e il mio ex mi passa solo 200 euro al mese quindi faccio fatica ma so che non accetterebbe mai una richiesta di trasferimento. ho possibilità che il tribunale accetti il mio trasferimento e confermi il collocamento prevalente presso di me?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il tema è delicato ma facendo i passi giusti il trasferimento è possibile.
      La mia risposta, lo so, non è illuminante ma occorre analizzare analaticamente le condizioni della separazione, l’età dei figli, la volontà di quest’ultimi, la disponibilità del padre in caso di collocazione presso quest’ultimo, il percorso scolastico dei figli, le migliore condizioni lavorative a Lei offerte a Rimini, etc.
      A mente dell’art. 337 cod. civ. che prevede “In caso di disaccordo, la decisione è rimessa al giudice“, che, dunque, valuterà caso per caso nell’interesse del minore”, in ogni caso, sconsiglio un trasferimento senza avere raccolto il benestare del padre ovvero l’autorizzazione del Giudice.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
      • Anna dice:

        No di certo non prenderei iniziative senza il consenso. Quello che chiedevo è appunto quali potrebbero essere i presupposti perché un giudice accetti di far trasferire la bimba con me. Il padre non sarebbe assolutamente d’accordo e farebbe di tutto per ottenere il collocamento presso di sé. La nostra non è stata una separazione consensuale e lui mi ostacola in qualsiasi ambito già ora. Ho bisogno di trovare un avvocato che mi assista in questa fase delicata e mi aiuti ad ottenere il mio risultato.

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Gentile Azzurra,
          il Giudice valuta il trasferimento caso per caso. Certo che se lei oggi perde il lavoro e dopo pochi giorni ricevesse un’offerta di Lavoro da Rimini, comprenderà che i presupposti per il trasferimento si realizzerebbero più facilmente. Resto a disposizione per approfondimenti.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola (02.72022469)

          Rispondi
  43. Anghel marcela dice:

    Si può aprire processo per la custodia di un cittadino Rumeno anche in Italia il mio figlio è con me dall 2019 e fa la scuola a Erba (Co) lui a la rezidenta con me e mio marito.

    Rispondi
  44. Valentina dice:

    Buongiorno,
    Ho da poco ottenuto il divorzio, con assegnazione della casa coniugale e affido condiviso con collocazione prevalente da me dei miei figli minorenni. Il mio ex li vede pochissimo e passa solo gli alimenti base senza mai pagare gli extra a metà come dovrebbe.
    In autunno mi risposerò: devo comunicarlo al mio ex marito, il quale non so bene come la prenderà, ma soprattutto mi sono chiesta se potrebbe intentami causa per l’affido dei ragazzi, per togliermi l’assegnazione della casa, dal momento in cui vivrò qui con il mio nuovo marito, se potrebbe rifiutarsi di pagare gli alimenti (solo ai figli , io non percepisco nulla) o se potrebbe contestare perché in una proprietà che per metà è sua io ospiterò il mio nuovo marito. Insomma, vorrei capire che cosa potrebbe fare, e se in qualche caso avrebbe la legge dalla sua parte, oppure se ho il diritto di fare questa scelta e sono inattaccabile dal punto di vista legale. I ragazzi sono a conoscenza del matrimonio e ne sono felici, sono affezionati al mio compagno e non voglio turbarli in alcun modo con guerre fra me e il mio ex. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      segnalo un precedente giurisprudenziale per rispondere alle sue domande.
      La Corte d’Appello di Trieste, con la sentenza n. 79/2020, ha delineato la posizione di chi convive more uxorio con il genitore cui è stata assegnata la casa familiare in comproprietà con l’altro coniuge. La Corte ha, infatti, negato che il godimento da parte del terzo convivente possa comportare una compressione del diritto di godimento del comproprietario non assegnatario dell’immobile, il quale non ha quindi diritto di percepire alcuna remunerazione a fronte di tale stabile utilizzo.
      In particolare il marito, comproprietario, appunto, della casa familiare assegnata alla moglie separata, quale genitore collocatario di quattro figli minori, aveva proposto domanda al Tribunale di Trieste al fine di ottenere, nei confronti del convivente more uxorio della coniuge, “…il riconoscimento di indennità di occupazione senza titolo e, in via subordinata, … di indebito arrichimento…”.
      Il Tribunale, con sentenza n. 41 depositata il 28 gennaio 2019, ha rigettato entrambe le domande affermando che “…qualora il diritto di godere in via esclusiva dell’immobile sia stato riconosciuto al coniuge separato da un provvedimento giudiziale di assegnazione della casa coniugale … nulla deve neppure il terzo con il quale il coniuge assegnatario conviva…”.
      La sentenza è stata impugnata dal marito sulla base di due motivi.
      Con il primo “…sull’assegnazione della casa coniugale – occupazione di terzi – violazione o falsa applicazione di legge e in particolare della normativa che disciplina i diritti personali di godimento e il diritto di assegnazione della casa familiare…”, l’appellante, richiamato il rispetto dell’art. 337 sexies c.c., ha sostenuto che, in assenza di valido titolo, si debba escludere la gratuità dell’occupazione da parte del terzo convivente, dal momento che “…non vi è alcuna previsione che manifesti la volontà di accordare al coniuge assegnatario l’esercizio di disponibilità della casa coniugale anche nei confronti dei terzi…”.
      Con il secondo motivo di impugnazione “…sull’arrichimento senza giusta causa ex art. 2041 c.c. …” ha rilevato la carenza di motivazione sul punto.
      La Corte d’Appello di Trieste ha rigettato l’impugnazione “…non consentendo le deduzioni dell’appellante di discostarsi dalle conclusioni della sentenza impugnata, che ha esattamente escluso il diritto del comproprietario … a ottenere l’indennità di occupazione senza titolo da parte del … convivente more uxorio della moglie assegnataria della casa coniugale…”.
      Per chiarimenti resto a disposizione (02.72022469).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  45. Piero dice:

    Buongiorno,
    nell’ipotesi in cui un padre disoccupato che non paga il mantenimento ai figli, venga condannato in sede penale per violazione degli obbliga familiari, la pena massima è un anno di reclusione?
    Nel caso in cui il padre è incensurato la pena viene attuata (cioè viene condotto in carcere) oppure rimane sospesa e l’unico effetto è aver macchiato la fedina penale?
    Nel caso la situazione di impossibilità a pagare si prolungasse anche dopo la condanna può essere processato a per lo stesso “reato” per una seconda volta?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      di solito per questo genere di reati non si va in carcere. Se il padre si sottrae al pagamento anche in futuro potrà essere nuovamente condannato.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  46. Francesca dice:

    Buonasera,
    Sono separata con separazione consensuale da quasi due anni.
    Ho una bambina di 8 anni collocata da me con affido condiviso con il padre che versa un mantenimento e la tiene a pernottare presso di sé 1 gg alla settimana e un weekend ogni 15 gg.
    Le vacanze estive prevedono che la bimba trascorra 3 settimane con il padre che generalmente si reca molto lontana da casa a trovare i genitori.
    Quest’anno, in aggiunta alle 3 settimane concordate per agosto, il padre mi ha chiesto di portare la bimba in vacanza dai genitori tutte le vacanze di Pasqua ed una settimana a giugno ed io ho accordato questa richiesta.
    Ora il padre mi chiede di mandare la bimba in vacanza presso i suoi genitori altre 3 settimane che si attaccherebbero a quelle di agosto perchè sostiene che la bimba lo desideri (cosa non vera) e per permettere ai nonni di stare di più con lei.
    Io non sono d’accordo. In questo modo rinuncerei a mia figlia per 6 settimane di fila, periodo nel quale, tra l’altro, anche io sono in vacanza e potrei godere della sua presenza.
    Posso oppormi a questa scelta?
    Io non concordo a questo prolungamento delle vacanze anche perché la bambina dovrebbe affrontare un viaggio in macchina di 16 ore con gli zii e poi, una volta dai nonni, oltre a lei ci sarebbero altri due cugini della stessa etá e non ritengo che i nonni ultra settantenni siano in grado di badare a tutti questi bambini contemporaneamente in una località di mare.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      può opporsi. Ricordo che questo forum è destinato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  47. Marco dice:

    Buonasera.Un amica vive sotto lo stesso col marito,ma non ha ormai rapporti.Hanno 2 figli e, se così si può dire, lei comunque di nascosto frequenta un ragazzo, incensurato, ma ex tossicodipendente.Le chiedo, avendo figli minorenni, rischiano qualcosa loro, i bambini?!

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      un coniuge tradito potrebbe strumentalizzare i comportamenti dell’altro coniuge sino al punto di sostenere che quest’ultimo non ha le capacità genitoriali per occuparsi dei minori. Percorso assai difficile da percorrere in sede giudiziale. Il semplice tradimento non comporta di certo il venire meno di tali capacità.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  48. Federico Consolini dice:

    Ho appena ricevuto l’omologa di divorzio nella quale è ben scritto che “Nello specifico, per la puntuale suddivisione tra “spese comprese nell’assegno di mantenimento” e “spese extra” si richiama il contenuto della Circolare del Consiglio Nazionale Forense (“Linee Guida per la Regolamentazione delle modalità di Mantenimento dei figli nella cause di diritto familiare”, protocollo AMM20/11, 17 030639U), da intendersi qui integralmente ritrascritte”. Preciso che la collocazione dei figli è al 50% (2 week con me e 2 con la mamma) e che verso come padre un assegno mantenimento figli di 600 Euro mensili. La mia ex moglie non vuole occuparsi di tutte le spese che nel documento indicato all’inizio risultano comprese al 100% nell’assegno di mantenimento indipendentemente dalla collazione dei figli. Porto un esempio: L’abbigliamento sarebbe tutto a carico delle mamma (che percepisce l’assegno) invece lei si rifiuta dicendo che ognuno se ne deve occupare quando i figli sono presso la propria abitazione. Ho già tentato con le buone di far riferimento al documento sopra, contenuto nell’atto di divorzio sottoscritto. Come posso fare per “costringere” la mia ex moglie ad occuparsi di queste spese (in particolare Abbigliamento, trasporti, parrucchiere, estetista e medicinali di banco)? grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      può agire in giudizio, ai sensi dell’art. 709 ter cod. proc. civ., chiedendo che venga sanzionato il genitore inadempiente.
      Prima di tale iniziativa potrebbe formalizzare una diffida sempre tramite avvocato.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  49. Liliana dice:

    Salve, volevo chiederle una cosa un po’ delicata, tempo fa mi sono lasciata con mio marito,abbiamo due figli, decidemmo di comune accordo che i figli restassero con il padre, visto che io non ho una buona situazione economica in primis e in secondo luogo forse un po’ per egoismo avevo bisogno di prendermi un po’ di spazi, i rapporti poi sono andati ad affievolirsi con tutti fino al punto che i rapporti si sono chiusi.
    Ora a distanza di tempo, nonostante i miei sbagli e nonostante i bambini sono stati affidati al padre, vorrei riallacciare i rapporti, soprattutto per quanto riguarda i figli, la mia domanda e’ che passo posso fare? lo chiedo per un benessere psicologico dei bambini che ormai non mi sentono da tempo…tendo a precisare che non vivono in Italia…potrei iniziare a sentirli telefonicamente allacciando un rapporto ”a distanza” sentendoli quotidianamente e proseguendo passo passo? vorrei un consiglio in merito a come potrei approcciarmi. la ringrazio in anticipo.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      forse il consiglio dovrebbe chiederlo ad uno psicoterapeuta. Ovviamente occorre procedere per gradi. Un piccolo passo alla volta. Prima qualche telefonata e poi qualche visita. Consideri tuttavia che il Tribunale che, eventualmente, si dovrà occupare di decidere se la madre ha diritto ed in quale misura a stare con i figli è quello dell’attuale residenza abituale dei minori all’estero.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • Liliana dice:

        Salve, la ringrazio, volevo specificare una cosa, loro stanno con il padre, e visto che so che stanno bene, che lui se ne prende cura con amore e che loro sono molto affezionati, non vorrei mai cambiare questa situazione portandoglieli via, io volevo semplicemente tornare a far parte della loro vita in maniera graduale, con qualche telefonata inizialmente, e poi magari con il tempo vederli, ( vista anche la distanza) … mi chiedevo solo se era consigliabile fare questo passo di farmi risentire dopo tempo,se per loro puo’ essere una cosa buona o turbarli…mi consiglia di chiedere un parere a un esperto prima di fare questo passo? la ringrazio

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Gentile Signora,
          sarebbe ottimale potere gestire i primi nuovi contatti con i suoi figli concordandoli previamente con il padre; e sarebbe altrettanto consigliato che lei si faccia assistere da uno psicoterapeuta prima di intraprendere queste iniziative.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
  50. Georgeta Gina dice:

    Buongiorno vorrei chiedere un informazione. Se mia zia a donato una casa perché risulta ancora lei nel catasto? Ho sparisce dal catastò dopo la sua morte?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      molto strano. Il notaio che ha curato la donazione dovrebbe avere registrato al Catasto (agenzia del territorio) il trasferimento di proprietà.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  51. Alessandro dice:

    Salve,mia moglie da circa due anni ha lasciato casa per accettare un lavoro a 700km di distanza,che doveva durare poco ma si sta protraendo nel tempo,di comune accordo ha portato con sé mio figlio di oramai 3anni,lei dichiara di non avere intenzione di tornare e spera in un contratto di lavoro definitivo, mentre io ho un’attività qui dove ci siamo conosciuti e ci siamo sposati e non ho intenzione di chiuderla.Può mia moglie fare questo, privandomi di mio figlio e sparendo per giorni interi,non rispondendo al cellulare semplicemente perché tanto indaffarata e stanca a detta sua?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se non ho mal compreso, Sua moglie si è trasferita con suo figlio con il suo benestare. Ci sono prove di tale circostanza? Sono trascorsi comunque due anni quindi devo evidenziare che la madre potrebbe sostenere, anche davanti ad un Giudice, che la nuova residenza abituale e casa familiare del minore non è più quella sita in Milano. Un padre a distanza, in ogni caso, ha il diritto di restare in compagnia del padre con modalità di esercizio di tale diritto modellato sulla distanza tra le due residenze e con periodi di vacanza prolungati rispetto ad altri genitori separati. Ovviamente in sede di separazione si dovrà anche regolamentare l’assegno di matenimento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
      • Alessandro dice:

        Il realtà mia moglie ha avuto il mio benestare a parole,perché doveva restare lì per lavoro per sei mesi…ma siamo a due e la situazione è degenerata proprio perché lei non vuole tornare e a me non sta bene che mi ha provato di mio figlio,ho la possibilità di vederlo solo se decido di andare io da loro,lei con mille scuse in due anni è stata qui 3volte.La casa abituale è diventata quella dove vivono ora ma contro la mia volontà,io ho sempre avuto la speranza che tornasse e ho resistito ma oramai è stata esplicita che non vuole più tornare, lì hanno domicilio mentre dove ci siamo sposati abbiamo tutti e tre ancora la residenza.
        Io non ho scelto di non stare più con mia moglie,mi ritrovo solo e senza la possibilità di vivere mio figlio tranne se non vado lì,ma col mio lavoro non ho ampia possibilità di ferie, possibile che lei può privarmi di tutto a suo piacimento?quando le gira poi blocca anche il telefono senza avere neanche la possibilità di sentirli, legalmente non c’è nulla che io possa fare?

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          agisca in giudizio. Non è giusto che sia il padre a sopportare le spese per la trasferta ed un Giudice le potrebbe anche riconoscere il diritto che sia la madre ad accompagnare il figlio a Milano al fine di consentire l’esercizio del diritto di visita del padre.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola (02.72022469)

          Rispondi
      • Alessandro Luce dice:

        Mi scuso nell’eventualità che abbia risposto due volte ma non compare la mia risposta quindi la riformulo.Mia moglie è andata via con il mio consenso verbale ma con l’accordo che stesse via 6mesi.Abbiamo la residenza dove ci siamo sposati ma loro due ora hanno il domicilio dove lavora mia moglie.Io ho modo di vederli solo se vado lì,in due anni sono stati qui solo tre volte.Io per esigenze lavorative riesco ad andare da loro solo per pochi giorni al mese.Questa situazione non è più sostenibile e lei non vuole tornare,anzi spera in un contratto definitivo lì pur sapendo che io non ho intenzione di spostarmi.Possibile che io senza alcuna colpa debba ritrovarmi senza moglie e senza figlio senza poter avere la possibilità di godere almeno mio figlio a casa mia?in più per giorni non risponde al cellulare impedendomi di sapere di mio figlio.

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          se non ho mal compreso, Sua moglie si è trasferita con suo figlio con il suo benestare. Ci sono prove di tale circostanza? Sono trascorsi comunque due anni quindi devo evidenziare che la madre potrebbe sostenere, anche davanti ad un Giudice, che la nuova residenza abituale e casa familiare del minore non è più quella sita in Milano. Un padre a distanza, in ogni caso, ha il diritto di restare in compagnia del padre con modalità di esercizio di tale diritto modellato sulla distanza tra le due residenze e con periodi di vacanza prolungati rispetto ad altri genitori separati. Ovviamente in sede di separazione si dovrà anche regolamentare l’assegno di matenimento.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola (02.72022469)

          Rispondi
  52. Sabrina dice:

    Buongiorno, quest’estate il figlio di 10 anni del mio compagno verrà a stare con noi da giugno ai primi di settembre.
    È comunque tenuto a versare il mantenimento di euro 500 ?? Vorremmo inoltre chiedere una revisione dell’assegno in quanto abbiamo appena allargato la famiglia con 2 gemelli (io ho già un bambino di 9 anni) e, di conseguenza, siamo a breve costretti a cambiare casa..
    La ringrazio

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      da giugno a settembre, quindi, per 4 mesi ? consiglio una istanza di modifica delle condizioni della separazione.
      La prassi anche confermata dalla giurisprudenza comporta che il mese di agosto debba essere sempre pagato. Nel caso che lei ha sottoposto alla nostra attenzione ritengo che ci siano i presupposti per una richiesta di modifica.
      Saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  53. Mario dice:

    Buongiorno , sono separato e sto per richiedere il divorzio.
    La separazione prevede il collocamento al 60% alla mamma dei miei due bambini , assegnazione della casa in comproprietà (50%) a lei e mantenimento di 800 euro mensili per entrambi i bambini.
    Ho un netto mensile di circa 3200 euro , ho speranza di vedermi diminuito il mantenimento in sede giudiziale ? La mia ex moglie ha uno stipendio di circa 1500 euro mese , vorrei riuscire a tenere i bimbi al 50% .

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      dovremmo fare una analisi molto più approfondita per verificare i presupposti di una modifica, con il divorzio, delle condizioni della separazione.
      Mi permetto solo di aggiungere che occorre sostenere che qualcosa è cambiato, rispetto a quando vi siete separati, per supportare una richiesta di modifica. Faccio degli esempi: nuove condizioni economiche di uno dei coniugi, nuovi sviluppi clinici e psicologici dell’evoluzione e della crescita dei figli, nuovi orari lavorativi, nuove esigenze dei figli, etc.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  54. Gianluca dice:

    Salve avvocato, volevo sapere se posso avere un risarcimento per tutti i lavori fatti da me (elettricità, pitturazione , muratura, falegnameria in più svuotamento rifiuti nella casa e cantina di ben 152 sacchi condominiali di roba inutile portata alla discarica): Sono due anni che ho litigato per futili motivi con la mia ex, con la speranza che si potesse aggiustare il tutto, invece non c’è speranza.
    Volevo chiedere un risarcimento per tutti i lavori da me fatti nella casa di sua madre dove vive anche lei, in 9 anni più volte l’ho rimessa al nuovo, per falle vivere nella normalità (sono due persone che vivono al limite dell’ indecenza ma il bene sorvola pure questo…ahimè), voglio precisare che non vivo in quella casa perché abito in un altra città (solo quando andavo ha trovarla per un paio di settimane), grazie.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      Lei aveva chiesto dei soldi per quegli adempimenti od erano mere donaizoni liberalità (prestazioni gratuite rese con spirito di liberalità) ?
      Se la risposta è quest’ultima difficile oggi chiedere di essere pagato per quegli adempimenti effettuati in costanza del matrimonio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  55. Artur dice:

    Buona sera, è da anni che vivo un matrimonio con alti e bassi con mia moglie ,ma negli ultimi 3 anni e mezzo lei continua a ribadire che non vuole lavorare più facendo la dipendente(lei è parrucchiera),espressamente dice che o apro una mia attività o ti arrangi ..ultimamente forse stufa di stare a casa era andata a parlare in un negozio di parrucchiere dove cercano lavoratrici esperte, per poi non andarci a fare la prova come accordato con il titolare, dicendo che no si è pentita ,non vuole fare più quella vita lavorativa. Dunque davanti alle mie sollecitazioni di compiere i suoi doveri come coniuge , lei risponde che non gli è ne frega niente, e se voglio posso anche chiedere d separarmi, sicura che se facessi una cosa del genere lei sarebbe in una posizione avvantaggiata con casa assegnata , assegno di mantenimento a lei come disoccupata e assegno a figlio(per mio figlio darei la vita), cose dette da lei in vari occasioni.
    Chiedo per favore .c’è via di uscita da questa situazione assurda? Abbiamo un mutuo ,un figlio di 14 anni con solo il mio stipendio di 1500 euro..
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      BUongiorno,
      confermo che il genitore collocatario prevalentemente dei figli ha diritto di chiedere l’assegnazione della casa familiare.
      Confermo che il gegnitore non collocatario dei figli debba versare un mantenimento per quest’ ultimi.
      Non confermo l’assegno in favore della moglie soprattutto quando quest’ultima è in grado di lavorare.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  56. Barbara dice:

    Buongiorno, sono divorziata da poco, la casa coniugale che per metà è di mia proprietà, è stata assegnata a me dal tribunale e vi risiedo con i miei figli minorenni, dei quali mi occupo. Non percepisco un assegno di mantenimento personale , ma solo quello per i figli.
    Ho intenzione di risposarmi a breve e vorrei sapere se il mio ex marito può avanzare qualche rimostranza o richiesta ( i figli sono ben felici della cosa e vanno d’accordo col mio compagno), tipo un’indennità di occupazione dell’appartamento da parte del mio nuovo marito o simili. Cordialmente

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      è vero che la legge (art. 337 sexies cod. civ.) prevede che “il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l’assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio” ma occorre ricordare che la Corte Costituzionale ha statuito che la norma non può interpretarsi nel senso che dette circostanze devono considerarsi sempre idonee, di per sé, a determinare la cessazione dell’abitazione. Il giudice deve sempre valutare quale è il prioritario interesse del figlio minore. E dunque, la normativa va interpretata nel senso che l’assegnazione della casa coniugale non viene meno di diritto al verificarsi degli eventi di cui si tratta (instaurazione di una convivenza di fatto, nuovo matrimonio), ma la decadenza dall’assegnazione deve essere subordinata ad un giudizio di conformità all’interesse del minore.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • Barbara dice:

        Grazie della risposta, ma
        Non può pretendere nulla nemmeno dal mio nuovo marito? Avevo il pensiero su una richiesta economica dato che occuperà un appartamento che per metà è dell’ex. Devo pensare che il diritto di assegnazione prevale su questo? Che nulla
        Può pretendere?

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buonasera,
          segnalo un precedente:
          La Corte d’Appello di Trieste, con l’interessante sentenza n. 79/2020, ha delineato la posizione di chi convive more uxorio con il genitore cui è stata assegnata la casa familiare in comproprietà con l’altro coniuge. La Corte ha, infatti, negato che il godimento da parte del terzo convivente possa comportare una compressione del diritto di godimento del comproprietario non assegnatario dell’immobile, il quale non ha quindi diritto di percepire alcuna remunerazione a fronte di tale stabile utilizzo.
          In particolare il marito, comproprietario, appunto, della casa familiare assegnata alla moglie separata, quale genitore collocatario di quattro figli minori, aveva proposto domanda al Tribunale di Trieste al fine di ottenere, nei confronti del convivente more uxorio della coniuge, “…il riconoscimento di indennità di occupazione senza titolo e, in via subordinata, … di indebito arrichimento…”.
          Il Tribunale, con sentenza n. 41 depositata il 28 gennaio 2019, ha rigettato entrambe le domande affermando che “…qualora il diritto di godere in via esclusiva dell’immobile sia stato riconosciuto al coniuge separato da un provvedimento giudiziale di assegnazione della casa coniugale … nulla deve neppure il terzo con il quale il coniuge assegnatario conviva…”.
          La sentenza è stata impugnata dal marito sulla base di due motivi.
          Con il primo “…sull’assegnazione della casa coniugale – occupazione di terzi – violazione o falsa applicazione di legge e in particolare della normativa che disciplina i diritti personali di godimento e il diritto di assegnazione della casa familiare…”, l’appellante, richiamato il rispetto dell’art. 337 sexies c.c., ha sostenuto che, in assenza di valido titolo, si debba escludere la gratuità dell’occupazione da parte del terzo convivente, dal momento che “…non vi è alcuna previsione che manifesti la volontà di accordare al coniuge assegnatario l’esercizio di disponibilità della casa coniugale anche nei confronti dei terzi…”.
          Con il secondo motivo di impugnazione “…sull’arrichimento senza giusta causa ex art. 2041 c.c. …” ha rilevato la carenza di motivazione sul punto.
          La Corte d’Appello di Trieste ha rigettato l’impugnazione “…non consentendo le deduzioni dell’appellante di discostarsi dalle conclusioni della sentenza impugnata, che ha esattamente escluso il diritto del comproprietario … a ottenere l’indennità di occupazione senza titolo da parte del … convivente more uxorio della moglie assegnataria della casa coniugale…”.
          Per chiarimenti resto a disposizione (02.72022469).
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
  57. Sergio dice:

    Mio suocero 90enne monoreddito intende aiutare economicamente il figlio 58enne che chiede sempre aiuto, come ha fatto da 30 anni a questa parte, con una nuova condizione, che ora non puó permetterselo. Mia suocera 87enne non ha voce in capitolo e la figlia 60enne ancora meno. Come facciamo a mantenere gli equilibri ? Ci sono strumenti legali?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      in generale, dovrebbe esserci parità di trattamento tra i figli anche da un punto di vista economico.
      E sicuramente una verifica del rispetto di tale principio potrà essere effettuata al momento del decesso.
      In quel momento si deve fare una verifica di quanto donato ai figli durante la vita del padre e quanto residua nel patrimonio da suddividire tra gli eredi in sede successoria.
      A quel punto si possono quantificare le quote di spettanza di ciascun figlio e nel caso di tre eredi superstiti (madre, un figlio ed una figlia), la quota spettante alla figlia non può essere inferiore ad 1/4 (quota indisponibile per Legge).
      Resto a disposizione per chiarimenti.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  58. Oireni dice:

    Buongiorno,
    Sono figlio unico e vorrei acquistare la casa dei miei genitori (sono comproprietari al 50%) a un prezzo di 75.000/80.000€.
    La rendita catastale della casa + box è di 633,39€ che moltiplicato per 115,5 (essendo prima casa) fa circa 73.000€.
    Quindi anche se la dovessi acquistare a 75.000€ non dovrei avere problemi di accertamento giusto?
    Come faccio su questo valore a calcolare le imposte?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      confermo che non dovrebbero esserci accertamenti. Per le imposte, meglio rivolgersi ad un Notaio.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  59. mauro dice:

    buongiorno, sono un papà medico di famiglia di una bimba di quasi 3 anni. posseggo casa spaziosa di proprietà e aiuto dei miei genitori, la mia casa dista 1,4km dalla casa della mamma. ho possibilità di terminare il lavoro 3 giorni a settimana alle 15:30. Mia moglie sta facendo ostruzionismo per non armi vedere fin da ora la bambina (sto resistendo a conviverci). Ci sono possibilità di affido paritetico (50% del tempo) in giudiziaria?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la tendenza da parte dei Giudici a riconoscere l’affidamento paritetico è in costante auumento (soprattutto presso il Tribunale di Milano) ma resta ancora una soluzione in parte straordinaria con riferimento alla collocazione dei minori.
      Non ho compreso se sua moglie lavora.
      Preciso, tuttavia, che la collocazione prevalente presso un genitore non dovrebbe essere influenzata da questioni di genere. Se un genitore ha la possibilità concreta di occuparsi della minore (anche in ragione delle tempistiche relative alla propria occupazione lavorativa) in misura più efficiente (sempre in termini temporali) dell’altro genitore dovrebbe essere preferito con riferimento alla collocazione della prole.
      Ovviamente da approfondire … se lo desidera (02.72022469).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  60. franco dice:

    sono ormai divorziato da giugno 2019 ma nonostante mie figlie di cui una 27 anni che lavora una di 23 anni che lavora ed una di 22 che non so cosa faccia mi vengono prelevati direttamente dal mio stipendio 300,00 euro per loro mantenimento , che vengono dati nel conto della mia ex moglie , come e possibile cio? cosa devo fare per togliere mantenimento? mie figlie allontanate dalla madre nemmeno si avicinano a me ed anno fatto varie false accuse in caserma , oltre ad avermi incendiato la mia abitazione nella quale vivevano con la madre ed un compagno, cosa devo fare? consigli?
    grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      immagino che abbia subito un pignoramento presso il datore di lavoro.
      Deve rivolgersi ad un avvocato e fare una istanza per la modifica delle condizioni della separazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  61. Oireni dice:

    Buongiorno,
    Attualmente abito con mio padre nella casa che è in comproprietà tra i miei genitori che sono separati (mia mamma vive in affitto in un’altra abitazione).
    La loro volontà è quella di regalarmi questa casa (mio padre si trasferirebbe altrove) in modo da abitarla con la mia compagna.
    Avrei 2 domande:
    1) loro possono regalarmela? Perché la dipendente della banca mi dice che lo stato potrebbe vedere questa cosa come una sorta di raggiro e quindi applicare tasse molto elevate (se non ho capito male da applicare all’atto notarile).
    2) io però vorrei riconoscergli qualcosa, per es. 80/100.000€ (Attraverso un mutuo) su una casa dal valore di 170.000€ circa, è possibile o risulterebbe sottostimato il valore?

    Per quanto riguarda invece la mia compagna, lei non sarebbe intestataria dell’abitazione e anche per questo mi occuperei io di tutte le spese di acquisto e di ristrutturazione.
    L’unico mio dubbio, in caso di separazione (magari anche con matrimonio), sopratutto con presenza di figli, sarò comunque obbligato io a lasciare casa?
    Perché noi saremmo d’accordo sul sottoscrivere un accordo tramite scrittura privata che in caso avvenga separazione anche con figli, essendo mia la casa, sarà lei a dover lasciare il tetto coniugale (per es. entro 1 anno di tempo), sarebbe ammissibile una cosa simile per legge?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      con la nascita dei figli, il genitore collocatario di questi ultimi, in caso di separazione, può avanzare domanda di assegnazione della casa coniugale anche se non risulta proprietaria di quest’ultima.
      L’accordo che lei vorrebbe sottoscrivere non ha valenza giuridica in quanto si tratta di diritti indisponibili.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  62. Maria Angela dice:

    Buona sera mi scuso per l ora ma purtroppo i pensieri si affollano quattro anni fa è nato mio figlio da una relazione con un uomo che mi ha abbandonata al quinto mese di gravidanza dopo un anno e mezzo nato il bambino si è ripresentato il papà che ha chiesto il test di paternità ci ha frequentato per qualche mese e.poi è sparito io nel frattempo appena nato il bambino mi sono trasferita avvicinandomi ai miei per essere aiutata con il bambino mi sono allontanata di 1200 km ….ad oggi dopo due anni e mezzo che non viene a trovare il bambino accusa me di non permettergli di incontrare il bambino io di recente ho rifiutato perché il bambino non lo conosce …come faccio a dimostrare che lui non è venuto volontariamente il tutto è accompagnato da un anno di silenzio senza neanche una telefonata e soprattutto come posso mi legalmente? grazie per il consiglio..m.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      a mio avviso Lei ha bisogno della assistenza di un avvocato. Se non ha le risorse economiche esiste il Gratuito Patrocinio (avvocato pagato dallo Stato). Devete quindi procedere con ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio. E lei ha anche diritto a ricevere un contributo dal padre per il mantenimento del figlio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  63. Anonima dice:

    Buongiorno,
    mio figlio ha 11 anni e non vorrebbe più frequentare il padre o comunque decidere lui se vederlo e quando vederlo in quanto il padre si comporta in modo errato nei suoi confronti e nei miei, purtroppo è prepotente, urla contro, deve fare sempre ciò che dice, obblighi su obblighi, deve rinunciare a impegni personali per soddisfare quelli del padre.
    Volevo capire come muovermi.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se vuole ne possiamo parlare in occasione di apposito incontro.
      Occorre capire se lei se la sente di avviare un procediemento di separazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  64. Vanessa dice:

    Buonasera, sono divorziata da 4 anni e il mio ex, oltre a non versarmi ciò che deve per le figlie e il mutuo mi chiede di restituirgli gli importi che i suoi genitori ci hanno dato per alcune spese sostenute quando eravamo sposati. Può farlo? grazie. Cordiali saluti. Vanessa

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      io le consiglio di agire in giudizio per il recupero del mantenimento non versato. Tra l’altro potrebbe tutelare anche in sede penale i suoi diritti.
      Con riferimento ai soldi che sarebbero stati prestati dai nonni paterni direi che spetta a loro dimostrare che si tratta di un prestito e non di una donazione.
      Cordiali saluti,
      avv. Marco Pola

      Rispondi
  65. Chiara dice:

    Buongiorno. Siamo sposati da 9 anni e insieme da 12 anni. Abbiamo 2 bambini, 10 e 6 anni. Ho chiesto a mio marito la separazione perché siamo entrambi molto infelici. Lui non vuole una separazione, ma continua a ferirmi emotivamente. La casa dove abitiamo è suo senza mutuo. In crisi ha comprato una nuova casa ‘per noi’ ma non mi ha mai coinvolto. Me ne ha parlato e poi ha proceduto all’acquisto con suo padre anche se ero contro. La casa sarà pronta in 1 anno. Le mie preoccupazioni sono 1. mi ha detto che sono io ad andare via della casa perché sono io che voglio separare. 2. ha detto che pensa che i ragazzi stiano meglio con lui perché ha una casa bella grande 3. ha detto che non mi darà nemmeno 1 euro. Guadagno 1600 e lui circa 2000. Ha un figlio maggiore da un precedente matrimonio di 21 anni che sostiene ancora. Ha detto che con tutte le sue spese abbiamo lo stesso reddito e quindi non mi dà niente. Posso prendermi cura di me stesso e non ho problema affittare una casa ma non posso permettermela nella zona dove abitiamo nel centro di milano. Preferisco stare in questa zona perché è vicino al mio lavoro e c’è sua madre che ci aiuta a prendere i bambini da scuola. Mi ha anche detto che sua madre non mi avrebbe aiutato con i bambini se ci fossimo separati.
    Mentre eravamo in crisi 2 anni fa l’ho tradito. Lo ha perdonato e abbiamo cercato di andare avanti, può usarlo contro di me per prendere i bambini? Io posso tranquillamente andare via della sua casa se può darmi qualcosa per aiutarmi con l’affitto cosi viviamo decentemente con bimbi, altrimenti le case della mia zona costano come il mio stipendio. Quanto posso aspettarmi da lui? Mi ha promesso la guerra. Preferirei che bimbi sono meta con me meta con lui perché è un bravo papa.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      il genitore collocatario dei figli (in pratica il genitore con il quale i figli trascorreranno la maggiore parte del tempo dopo la separazione) ha diritto di chiedere l’assegnazione della casa coniugale.
      Lei non deve trasferirsi e deve tutelarsi in giudizio.
      I figli hanno diritto al mantenimento. Con la Vostra situtazione reddituale, invece, non ci saranno obblighi di mantenimento tra coniugi.
      Per il resto, ritengo che sia il caso di approfondire con un avvocato. Tramite il sottoscritto o con un altro avvocato ma lei deve conoscere bene i suoi diritti prima di iniziare una separazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • Chiara dice:

        Grazie per la risposta avvocato. Per chiarezza se non voglio stare nella casa sua e preferisco affittare (ho zero sentimenti per questa casa mi fa anche stare male), lui è obbligato ad aiutarmi con l’affitto? E se volessi che abbiamo il 50/50 del tempo con (hanno una relazione molto stretta e lui riesce a curarli abbastanza bene), mi paga sempre la manutenzione per loro per i giorni in cui sono con me? Grazie.

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Di solito io consiglio prima di dimostrare interesse per la casa familiare per poi fare concessioni non prima di avere stabilito una moneta di scambio. 50 e 50 del tempo dei figli con i genitori comporta mantenimento diretto dei genitori senza contributi al mantenimento. Ma si può trovare un accordo anche su questo.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
          • separatamente dice:

            Se il tradimento è un evento risalente nel tempo, ci sono molte pronunce che considerano la tolleranza (intesa come il notevole lasso di tempo trascorso senza intraprendere iniziative giudiziarie) rilevante, con la conseguenza che di solito una relazione extra coniugale non sposta di molto gli equilibri di una separazione.
            Cordiali saluti,
            Avv. Marco Pola

    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      può cortesemente riformulare la domanda in modo più analiticio per favore ?
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  66. Mauro dice:

    Buongiorno Avvocato, sono il proprietario di un appartamento nei quali risiedono la mia compagna (non siamo sposati) con la quale abbiamo due figli minorenni. La mia compagna mi comunica di non voler proseguire la convivenza con me per cessazione della storia sentimentale (solo dalla sua parte). Lavoriamo entrambi e abbiamo un reddito equivalente. Rischio di perdere la proprietà dell’immobile?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      vi è il concreto rischio che la casa venga assegnata al genitore collocatario dei figli in un procedimento giudiziario di regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
      Occorre “muoversi” con prudenza conoscendo questo rischio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  67. Jessica dice:

    Buongiorno avvocato
    Cerco di fare un riassunto di quello che è successo
    Dopo una convivenza di tre anni in affitto è un figlio in comune io e il mio ex compagno decidiamo di acquistare casa
    Causa le pendenze penali del mio ex non ci hanno passato il mutuo, quindi l’immobile è stato acquistato da mia suocera per poi lasciarlo a noi
    Tempo del rogito ecc io e lui ci siamo lasciati
    Io sono andata via e lui è tornato a casa dei suoi genitori
    La casa in discussione è rimasta disabitata per un anno
    In un periodo di bisogno dove non avevo un tetto dove stare con il bambino è non mi passavano il mutuo perché ho già finanziamenti in corso
    Il mio ex decide di darmi le chiavi di casa che doveva essere la nostra e farmi andare lì
    Al momento del cambio residenza mi confessa che sua mamma era all’oscuro di tutto e che le firme sono state falsificate da lui …
    Tra me e il ragazzo con cui convivevo è finita di conseguenza sono andata a vivere in quella casa con il bambino arredandola attaccando utenze ecc
    La mia domanda è può qualcuno mandarmi via da lì? Nonostante non sia colpa mia il fattore firme? Cosa posso fare? Grazie in anticipo

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      mi risulta difficile immaginare che le firme, innanzi ad un Notaio, da parte di Sua suocera, siano false.
      Se esiste un mutuo, tuttavia, mi chiedo, chi lo sta pagando ? Le riferisco quello che lei sa già. Se esiste un mututo e non viene pagato, la banca erogante il mutuo si attiverà per rientrare in posseso dell’immobile in forza della ipoteca che sempre caratterizza la concessione di un mutuo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  68. marco dice:

    buongiorno sono un disabile emiplegico sto chiedendo la perazione da mia mogli causa angherie sopprusi nei mie confronti con umilizioni e insulti causa mia disabilità matimonio contratto sapendo della mia disabilità. ho casa di mia proprietà comprata prima del matrimonio subisco sempre richiesta di soldi non aiuta nella gestione familiare ci sono 2 figli dal suo primo matrimonio anche a loro chiede soldi per poter vivere in casa. ho legge 104 per mia disabilità ma che lei non usa per assistenza cosa devo fare grazie Marco

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      Le suggerisco di avviare una separazione.
      Lei è il soggetto che dovrebbe essere tutelato in sede giudiziale.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  69. dyka angelika dice:

    Buon giorno, voglio solo consultare per una soluzione al mio problema. Sono rimasta incinta da un uomo sposato ora non parla di responsabilità nemmeno vedendo suo figlio. ho appena partorito mio figlio 3 giorni fa e non riconoscerà nemmeno di essere il padre. cosa posso fare? vi prego aiutatemi grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il padre non può sottrarsi ai propri obblighi.
      Esistono procedimenti in giudizio affinchè il riconoscimento del figlio da parte del padre venga disposto da un Giudice (se necessario anche con la prova del DNA).
      Se vuole possiamo sentirci per un confronto telefonico gratuito.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  70. Nicoletta dice:

    Buonasera avvocato sono una nonna preoccupata in quanto mia figlia che convive il suo compagno è sempre ubriaco.Hanno un bambino di 6 anni e adesso mia figlia ha deciso di lasciarlo! La mia domanda è questa: può fargli vedere il bambino solamente in sua presenza visto che è sempre ubriaco?Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      La decisione deve essere presa da un giudice al quale sua figlia può rivolgersi, tramite un avvocato, per chiedere un affidamento esclusivo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  71. Emanuele dice:

    Buongiorno, mi trovo in una situazione tutt’altro che piacevole.
    Ho 26 anni e la mia famiglia vuole cacciarmi dì casa. Solo che non ho abbastanza risparmi per potermi permettere un appartamento in affitto e non ho un contratto a tempo indeterminato nonostante mi impegni sempre in tutti i lavori che trovo.
    Mia madre ha molti debiti e mi rivolge la parola solo per chiedermi soldi (per questo ancora non posso andarmene, perché non riesco a mettere via niente per colpa sua). Ha abbandonato me e mio fratello (28enne, disoccupato e che studia all’università) lasciandomi tutte le responsabilità e obbligandomi a mantenere pure lui, dopo un anno è tornata a casa perché ha finito tutti i soldi che le rimanevano e ora vorrebbe pure vendere la casa perché è tutto ciò che le è rimasto.
    Io voglio solo farmi la mia vita, mentre in casa ricevo solo minacce. Ho tutta la famiglia contro e non so più cosa fare…sinceramente ho paura possano farmi del male e/o ritrovarmi senza un posto dove stare.
    Io letteralmente lavoro e dormo. Non ho più una vita, manco mi hanno mai detto grazie per tutti i soldi che gli ho dato e che non vedrò mai più.
    Cosa posso fare? Dove posso andare se nessuno mi affitta senza avere un indeterminato o un garante? Non ho nessuno a cui chiedere aiuto… la situazione è molto più pesante dì quanto riesca a raccontare, tanto che certe volte mi ha fatto venire pensieri brutti, perché davvero non vedo più una via d’uscita.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      questo forum non è destinato agli utenti di Cremona, tuttavia, mi sento di consigliarle di fare i bagagli ed andarsene: i costi per una camera in affitto sono molto ridotti. E si rivolga anche a qualche associazione, con un piccolo esborso economico possono aiutarla a trovare una sistemazione provvisoria. Provi anche a contattare: https://informagiovani.comune.cremona.it/bd_ui/le/150
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  72. Pamela dice:

    Buongiorno io e il mio compagno abbiamo 2 figli di 14 e 17 anni e conviviamo. La casa dove viviamo è sua e non paga il mutuo mentre anni fa,di comune accordo,abbiamo comprato una casetta sulle colline intestata a me e dove pago il mutuo. Nella richiesta di mutuo il garante è lui. Ora non andiamo più d accordo e lui mi dice di andarmene perché la casa è sua e io ho l altra. Ma come faccio ad andare a vivere là essendo la casa a più di un ora e mezza da dove viviamo ora. Come faccio con i nostri figli e il lavoro? Aggiungo che abbiamo conti correnti separati e che purtroppo io non ho soldi neanche per sentire un un’avvocato

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il genitore collocatario dei figli ha diritto di chiedere in giudizio l’assegnazione della casa familiare (anche se siete conviventi).
      Fatta questa precisazione, a mio avviso, il suo convivente, conscio del rischio, sta cercando di convincerla ad uscire dalla casa familiare.
      A Castellanza o, se vuole, anche a Milano, si faccia assitere da un buon avvocato familiarista.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  73. Elisabeth dice:

    Buongiorno sono una nonna e sono preoccupata per i miei nipoti e mio figlio si trova in una situazione dove la moglie ha lasciato la Casa per andare dalla zia e non occuparsi di due figli minorenni di 3 anni e di due e mio figlio che fa tutto vorrei chiedere se lui può chiedere l.affidamento dei suoi figli con l.aiuto dei nonni paterni lei si diverte in giro non pensando che ha due figli minori e un terzo figlio che allata che quello se lo e portato e gli altri due sono con mio figlio cosa possiamo fare perché nessuno dei due lavorano e io che sono la nonna lo aiuto a cresce questi bambini perché lui non trova lavora e non vuole lasciare I suoi figli.grazie se mi dite cosa possiamo fare.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Elisabeth,
      la collocazione dei figli al padre è sicuramente una ipotesi legittima se la madre non si occupa dei figli. In taluni casi anche con l’affidamento esclusivo al padre.
      Ovviamente occorre conoscere nel dettaglio i fatti per potere fornire consigli più attinenti alla realtà di questa coppia di genitori.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  74. Nico dice:

    Ciao ho bisogno di chiarezza … mi sto separando in maniera sconfortante assolutamente non consensuale cioè guerra totale ,poiché sono stato tradito e ho scoperto il tradimento e ne ho tutte le prove. Ho un figlio piccolo di 7 anni e io lavoro e la mia ex lavora . Abbiamo un mutuo cointestato è una casa cointestata dove ora il giudice ha deciso di lasciare a lei ,questa casa che ho sempre e solo pagato io dal 2010 e ne ho tutte le prove poiché avevo il Rid bancario per il mutuo fino a qualche mese fa con conto corrente intestato solo a me. 1) posso riavere tutta la metà dei soldi che ho messo anche per la mia ex ? Visto che lei lavora e i soldi li spendeva solo per se ? Se e si come ?
    2) dato che ora sono costretto a vivere in affitto dove pago 550€ al mese , prendo come stipendio 1450 al mese e sono costretto a pagare ancora metà del mutuo 260€ circa al mese la mia metà quota , è mai possibile che devo riconoscere anche ben 400€ al mese di mantenimento per il bambino nonostante io lo veda un giorno sì e uno no è un week And alternato ??? Quindi 15 giorni su 30 sta con me . Mi sembra di essere diventato un barbone non riesco a vivere come posso fare ? Ecco che poi la gente si abbatte e ne vanno di mezzo anche i bambini

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi sembra rilevante, da un punto di vista giuridico, il fatto che la collocazione del minore sia patitetica. Da questa circostanza, potrebbero discendere due condizioni della separazione: nessuno cotnributo per il mantenimento e assenza di assegnazione della casa cpniugale ad uno dei genitori.
      Cordilai saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  75. Anastasiya dice:

    Buongiorno. Come si può dimostrare al giudice l’assenza dei rapporti sessuali con il proprio marito (lui rifiuta sistematicamente di fare il sesso con me per diverse cause, dalla stanchezza al malessere, dal lavoro al guardare la tv)?
    Sono continuamente rifiutata non solo fisicamente ma anche psicologicamente, mi sento in trappola. Non posso tradire perché sono sposata, è non posso neanche consumare il matrimonio perché lui mi rifiuta.
    È ovvio che nessuno confessa mai una cosa del genere al giudice. Quindi, quali potrebbero essere le prove legittime per un giudice in assenza di una confessione? È una situazione che dure da anni.
    Grazie.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      forniamo una prima assistenza gratuita agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  76. Ros dice:

    Buona sera avvocato.
    Ho un figlio di sei anni con il mio ex compagno, e ci siamo lasciati quando nostro figlio aveva un anno ( non sono sposata). Siamo tramite avvocati..
    Io sto insieme al mio futuro compagno da un anno. Ora dobbiamo iniziare una convivenza e sono incinta.
    Vorrei capire se per questa mia situazione lui può chiedere di darmi meno di mantenimento (ovvero 200€) ? Lui vede il bimbo un week si è uno no è un giorno a settimana, può pretendere di tenerlo con se o chiedere il trasferimento di nostro figlio presso casa sua?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      io consiglio sempre di regolamentare davanti ad un giudice anche la “separazione” dei conviventi con figli.
      Fatte queste premesse, di per sè, una nuova relazione affettiva ed una nuova gravidanza, non giustificano una richiesta di riduzione dell’assegno di mantenimento e, tanto meno, di collocazione prevalente presso il padre.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  77. Martina dice:

    Buongiorno ! Vorrei chiedere gentilmente un informazione per quello che riguarda mio compagno separato della ex moglie ed adesso in fase di divorzio giudiziale,essendo presente una figlia minorenne per quale lui paga l’assegno di mantenimento più le spese straordinarie è metà del mutuo cointestato della casa assegnata in fase di separazione alla madre. La mia domanda è se lui passa il tempo uguale è sì prende cura della bimba quanto la madre, in rispetto ai suoi orari del lavoro,gli weekend da venerdì al lunedì sono alternati, cioè se la bimba dorme in casa del padre lo stesso numero dei giorni che dorme dalla madre,lo stesso numero dei pasti offerti,la porta a scuola,in poche parole fanno i doveri dei genitori in modo uguale, perché sì può parlare ancora che la bimba sia collocata nella casa assegnata alla madre? Se la bimba sta 50% anche in casa del padre (la madre lavora su 2 turni) la ex moglie ha ancora dritto alla casa assegnata? È soprattutto chiedere un mantenimento più alto, esiste una ragione? Grazie mille in anticipo !

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      è sicuramente vero che una collocazione della minore paritetica tra i genitori non dovrebbe comportare l’assegnazione della casa familiare alla madre e, tavolta, l’assenza di contributi economici per il mantenimento.
      Occorre, tuttavia, leggere con attenzione cosa hanno concordato con la separazione gli ex coniugi. Potrebbero avere previsto il mantenimento e l’assegnazione della casa di comune accordo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • Martina dice:

        La ringrazio tanto per la risposta.4 anni fa quando sì sono separati consensualmente la ex moglie ha preteso dì restare nella casa avendo un reddito più basso rispetto a lui,dicendo anche che la bimba essendo molto piccola, dì soli 3 anni,non deve cambiare posto, dopodiché versare 250€ dì mantenimento è 250€ la sua parte del mutuo per la casa. Allora lui per il bene della bimba ha scelto di andare in affitto però cura della bimba sì è sempre preso,avendo un legame stretto,la prendeva ogni 2 giorni dal asilo,passava la notte da lui poi giorno dopo la portava al asilo. Sono quasi 2 anni che la ex moglie ha cambiato lavoro, facendo i turni,una settimana mattina è una dì pomeriggio,quindi mio compagno sì deve prendere cura di lei ogni giorno, quanto la madre.Da qualche mesi li ha chiesto il divorzio però lei pretende un mantenimento per la bimba più alto di 400€mensili ma s e la bimba è 50% collocata anche dal padre che lì offre alimenti,vestiti,giochi,la porta a scuola, pensiamo che assolutamente non ha diritto di avere dei soldi in più. Infatti per quello sì parte per un divorzio giudiziale è volevo sentire anche l’opinione di Lei.Cordiali saluti.

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          consiglio di depositare domanda per la modifica delle condizioni della separazione.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
  78. Dario dice:

    Salve, ho una relazione da tre mesi con una ragazza straniera, che allo scadere del suo lavoro come badante è venuta a stare da me, con la promessa che avrebbe trovato lavoro e una sistemazione al più presto, appena si fosse messa in regola con i documenti. Lei è sposata ma il marito non le ha concesso il divorzio nel suo paese ed è venuta in Italia. L’ho aiutata a fare il permesso di soggiorno temporaneo (è in attesa di chiamata per la richiesta di asilo politico) e a trovare qualche lavoretto. Ho pertanto dichiarato al comune che lei sarebbe stata residente a casa mia per i prossimi mesi ed avviato la procedura di iscrizione anagrafica, e lei ha eletto domicilio per le comunicazioni legali a casa mia. Con l’andare del tempo è apparsa la seguente situazione: non aveva nessuna intenzione di lavorare e tantomeno di trovare un’altra casa. La relazione non va più bene ed è motivo di continui litigi, di conseguenza le ho chiesto di andarsene. Lei dice che non ha dove andare, mi sono offerto di pagarle una stanza per un mese ma lei vuole un appartamento perché altrimenti non avrebbe una vita “normale”. Io credo di non dover nulla a questa donna ma non so come fare per farla andar via da casa mia. Grazie in anticipo.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      si tratta di una relazione amicale/affettiva che dura da pochi mesi, quindi, non è necessario un preavviso che invece dovrebbe contraddistinguere un rapporto di convivenza duraturo.
      Le invii un messaggio whatsapp o con SMS concedendole 10 giorni di preavviso per cercare un’altra sistemazione abitativa. Se non uscirà di casa può anche metterle i bagagli fuori di casa. Valuti Lei (non ci sono obblighi giuridici), invece, se donare a questa signora qualche euro per cercare una nuova sistemazione abitativa.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  79. Matilde dice:

    Buongiorno mi sto separando ho due figli uno, adesso maggiorenne, avuto da un precedente matrimonio che ha vissuto con noi nella casa coniugale dall’età di 7 anni e il secondo figlio minorenne avuto nell’ambito di questo matrimonio.
    Il giudice mi ha assegnato la casa. Adesso il mio ex chiede che il mio primo figlio abbandoni la casa. Può farlo? Grazie per la risposta

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Matilde,
      non può farlo nel senso che non riceverebbe soddisfazione davanti ad un Giudice una simile richiesta.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  80. Ester dice:

    Salve voglio raccontarvi la mia storia . Ho una bimba di 3 anni e mezzo , mi è stata tolta dal mio ex compagno per problemi di depressione post parto che mi avevano portato ad alcool e di non avere una stabilità abitativo .
    Ero molto depressa perché dovevo arrangiarmi da sola con tutto anche economicamente senza l’aiuto di nessuno nemmeno della mia famiglia .
    fin dalla gravidanza lui mi ha sbattuta fuori casa e cuando ho partorito l’ho dato il cognome perché pensavo lui cambiasse e invece mi ha fatto vivere una vita d’inferno .
    Cuando  mi hanno citata in tribunale il suo avvocato mi ha fatto avere le carte in mia insaputa dopo 16 giorni che c’era stata l’udienza quindi di conseguenza non potendo sapere nulla non mi ero presentata .
    La seconda udienza che sono andata le hanno tolto la patria potestà genitoriale assoluta e mettendo un affido condiviso quindi facendomi vedere la bambina per 1 ora 1 volta al mese o ogni 2 mesi a spese mie , dipendendo la disponibilità anche degli assistenti sociali. ( la bimba e a Milano e io sono a Venezia lontane da moltissimi chilometri quindi non penso sia un affido condiviso questo ) .
    Ora nella terza udienza avuto da poco , il giudice ha definito che nonostante io avessi mandato video della bambina che viene portata in bar notturni e il padre bebe alcool come sempre e che l’assurdo di tutto ciò e che non ce l’ha lui la bambina sennò che la madrina di battesimo perché lui lavora spezzato in ristorante come lavapiatti , nonostante ciò la giudice ha ritenuto che una bambina di 3 anni venga lasciata su queste modalità di vivere con una sconosciuta che la porta al bar pure lei  piuttosto che con me ,che ora ho una casa con il mio compagno attuale , ho fatto un anno e mezzo di percorso psicologico e al SERD per alcolici (non bevo più )mentre  nemmeno lui ha fatto come se fosse un un percorso di nessun genere  .
    Io davvero mi chiedo come un giudice possa togliere la figlia ad una madre in base al fatto che la bambina si sia abituata lì e che può essere un trauma ; allora  non è stato un trauma cuando il padre me l’ha tolta senza procedimento ancora dal giudice per non farmela portare a Venezia e quindi sonodovuta andare via da Milano senza la mia piccola ? Non lo trovo giusto che solo a me venga fatto un percorso e a lui no… Cuando stavamo inseieme lì a milano lui mi picchiava e beveva alcolici come tutt’ora ma evidentemente persone cattive come vincono sempre e non viene mai fatto niente “dei santi “.  Io ho fatto tutto in mio potere per cambiare e stare stabilmente in questi ultimi due anni e pure ho comprato una cameretta per la bimba cosa che ne la madrina di battesimo né lui hanno per la piccola a spese mie anche nelle vacanze natalizie ho fatto su e giù …mai fatto mancare nulla alla piccola nonostante lavori solo stagionale.  il giudice non ci ha fatto caso al fatto che con me non verrà più sballottata non ha visto i miei cambiamenti nella mia posizione economica ne nulla perché prima lo so che  non ero in una situazione delle migliori ma era ciò che mi potevo permettermi senza l’aiuto di nessuno e senza potermi permettere una babysitter per poter lavorare appena partorito  ero in stanze in affitto  (mi pagavo da sola ) ma ora sono in una situazione ven diversa ma penso che nonostante faccia l’impossibile non mi verrà mai data la possibilità di vivere con mia figlia di nuovo , l’unica cosa che ha detto il giudice nel ultima udienza e che vuole che troviamo un accordo( perché questo affido dato che non vivo più lì e sono ritornata in Veneto non può essere 50 e 50 per le distanze almeno che non mi trasferisca lì ma non voglio ritornare al mio passato se già mi sono rifatta la mia vita qui ) quindi di arrivare ad un accordo fra di noi con l’assistenza sociale per come trascorrere le vacanze con la bimba facendola rimanere lì lontana da me nonostante io avessi chiesto che venisse ricoloccata qui con me .

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      ovvio che le distanze influenzeranno molto le scelte dei Giudici.
      Se lei vive a 300 km di distanza dalla bambina è molto difficile che un Giudice trasferisca la minore dalla Sua attuale casa familiare.
      Al massimo, potranno aumentare le tempistiche in cui la figlia resterà con la madre durante le vacanze.
      Se anche il padre ha una dipendenza da alcol, può segnalarlo agli assistenti sociali ed al Giudice tramite il Suo avvocato.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  81. Andrea dice:

    Buonasera, sono un padre con un figlio di 8 anni e mi trovo nella condizione di un affido condiviso con i canonici 2 fine settimana al mese e le vacanze alternate di anno in anno. La mia domanda é questa, se le vacanze di Pasqua 2022 (domenica e lunedì) da fare insieme al padre cadono nel week end della madre, il fine settimana successivo (che come alternanza spetterebbe al padre) a chi viene concesso?? Perché la madre afferma che spetterebbe a lei..

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      logica vuole che il we successivo a quello di Pasqua il figlio stia con la madre.
      Da un punto di vista giuridico, invece, l’alternanza non dovrebbe essere mutata se non è stato previsto tale effetto dalle condizioni della separazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  82. Tomas De Clerico dice:

    Buonasera,
    mio padre sta vendendo un immobile di cui è il proprietario dal 1994, l ex moglie si è presentata pretendendo il 50% della vendita perché avvisata dal notaio che si occupa del passaggio dell’ immobile. Questo notaio è convinto fermamente che spetti il 50% alla signora.
    Lui ha iniziato le pratiche di separazione nel 1993 che si sono concluse nel 2002. Le pratiche di divorzio sono andate avanti fino a concludersi nel 2010.
    Ora vorrei capire se davvero mio padre è obbligato nei confronti dell’ex moglie a dividere al 50% il suo patrimonio nonostante l’avvenuta separazione e divorzio.
    Grazie per la vostra attenzione
    Tomas

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      senza visionare le carte è impossibile fornire suggerimenti. Se la casa risultava cointestata tra i coniugi, comunque, la separazione non muta automaticamente la titolarità della proprietà.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
    • Marcello cristiani dice:

      Buongiorno avvocato,

      Dopo aver rispettato tutte le clausole del divorzio (mai un solo ritardo a scuola, tutte le volte che ho dovuto pagare per il suo mantenimento ho eseguito, ecc ecc ) mio figlio, che compierà’ 17 anni a luglio, non vuole più vedermi, non risponde più ai watt app ecc ecc, dopo aver fatto denuncia al pronto soccorso per una presunta aggressione da parte mia.

      Mio figlio e’ disabile ( diplegia agli arti inferiori)

      Nelle clausole di divorzio entrambi abbiamo dichiarato di poter fare fronte al mantenimento di mio figlio, per cui non verso nulla se non quanto necessario al 50 % con la mia ex moglie (scuola privata, cure dentistiche, attività sportive ecc ecc)

      Sono disoccupato, mia ex moglie e’ quadro

      L’avvocato di mia moglie continua a minacciarmi senza che ad oggi ci sia un solo avviso di garanzia a mio carico.

      Non volendo interferire sulle questioni di mio figlio ( se non vuole più vedermi pazienza), e’ possibile chiedere al giudice una revisione delle clausole di divorzio? È giusto che sia l’avvocato di mia moglie a decidere del mio futuro con mio figlio?

      Il mio desiderata sarebbe: continuare a versare il 50% per il mantenimento di mio figlio perlomeno fino alla sua maggiore età’, totale disponibilita’ alle sue richieste, vendere mia casa non coniugale ( quella e’ già assegnata a mio figlio che ci vive con la mia ex moglie, mia al 100%, acquistata prima del matrimonio in separazione dei beni) per far fronte a tutte le necessità’, trasferirmi a vivere nella mia casa al mare acquistata in separazione dei beni al 50% con mia ex moglie il cui utilizzo e’ regolata dalle clausole di separazione / divorzio con utilizzo a mesi alterni ma che la mia ex moglie non frequenta più da tempo

      Le cose da dire sono moltissime ma mi limito a queste….

      Rispondi
      • separatamente dice:

        Buongiorno,
        mi spiace ma non esiste un Giudice che possa consentirle di provvedere al mantenimento di suo figlio soltanto sino ai 18 anni di età. Anche senza disabilità, un Giudice la condannerebbe a pagare il mantenimento sino al raggiungimemento dell’autosufficienza economica di suo figlio.
        Cordiali saluti,
        Avv. Marco Pola

        Rispondi
  83. Pietro dice:

    Buongiorno,
    mi sto separando dalla mia compagna (non siamo sposati) con la quale ho una figlia.
    Non riusciamo a trovare un accordo per quantificare il mantenimento della figlia, lei pretende una cifra sproporzionata al mio reddito e quindi andremo in causa.
    Siccome mia madre non è più nelle condizioni di vivere da sola e mio fratello non riesce più a seguirla, dovremo metterla in una RSA.
    La mia idea sarebbe quella di addebitare ogni mese una parte del costo della RSA direttamente sul mio conto corrente.
    Avrei le seguenti domande:
    1) Quando andremo davanti al giudice per quantificare il mantenimento della figlia, dovrà tenere conto del fatto che io ogni mese pago una cifra per la RSA di mia madre oppure la cosa sarà ininfluente?
    2) La mia ex compagna potrebbe chiedere al giudice di effettuare dei controlli del conto corrente di mia madre per dimostrare che è in grado di pagarsi la casa di riposo da sola oppure il controllo dei conti è possibile solo sul padre della figlia (cioè io) ?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      in questi casi dico sempre: avete nominato un avvocato che assiste i Vostri interessi, che conosce sicuramente meglio di me la causa e che pagate per tutelarvi. Quindi, a mio avviso, è quest’ultimo che dovrebbe darvi un consiglio. Comunque in un procedimento di separazione giudiziale la fase di disclosure (sui redditi, sul patrimonio, sui conti correnti, sugli investimenti …) riguarda entrambi i genitori e non coinvolge altri soggetti salvo casi eccezionali.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  84. Marco dice:

    Buonasera, sono un papà di 2 bambine, 6 anni una 8 mesi l’altra. Non siamo sposati ma la mia ex compagna si è presa una pausa momentanea (dice).
    Al momento sono 2 mesi che è andata via e la bimba di 8 mesi me la fa vedere rarissimo. In compenso molto spesso lei esce e lascia la bimba di 8 mesi con la nonna. Volevo sapere se è legale oppure prima dovrebbe avere il mio consenso o altro. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il mio consiglio è quello che dovreste pensare seriamente a regolamentare in giudizio la Vostra separazione (anche se non siete sposati).
      Non costituisce abbandono il fatto che la madre lascia la figlia con la nonna ma è anche vero che alla nonna andrebbe preferito il padre.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  85. Hillary dice:

    Buona sera, volevo capire bene cosa si può fare per il mio compagno.
    L’anno scorso ha chiesto la separazione alla moglie perché è stato tradito per oltre un anno e mezzo, con grande fatica è riuscito ad ottenere una separazione consensuale, hanno due figlie di 8 anni e lui deve passare 500€ al mese di mantenimento più il 50% delle spese extra..il problema è che lui ha uno stipendio di 1.300…e oltre i 500€ di mantenimento, non riesce a sostenere le spese di baby sitter e mensa della scuola…da premettere che lei prende al 100% l assegno unico delle bambine. Adesso manca il divorzio e siccome la ex moglie non è d’accordo ne sull abbassamento del mantenimento e nemmeno sugli assegni unico da dividere, cosa può fare il mio compagno che si ritrova a lavorare per dare tutto alle figlie, tra mantenimento, baby sitter e mensa gli partono via quasi 1.000€
    Oltretutto non è ben chiaro se la baby sitter lui sia obbligato a pagarla al 50%.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il Suo compagno può chiedere l’assegno unico figli intervenendo anche con riferimento alla domanda presentata dalla ex moglie. L’INPS in questi casi dovrebbe riconoscere l’assegno al 50% tra gli ex coniugi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  86. Marco dice:

    Buongiorno
    Sono un padre in via di separazione consensuale
    Abbiamo un mutuo che continuerò a pagare al 50%, ma visto che dovrò trasferirmi posso acquistare un altro appartamento e farlo risultare come mia prima casa? Solo in questo modo potrei chiedere un anticipo del Tfr.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Marco,
      sulla scorta dei prevalenti orientamenti giurisprudienziali, si può sostenere che il coniuge che si separa o divorzia e che non vive più nella casa oggetto di acquisto, perchè assegnata all’altro coniuge collocatario dei minori, può comprare un altro immobile invocando i benefici prima casa. Non possiamo, tuttavia, escludere una iniziativa della Agenzia delle Entrate ed in questo caso impugnare l’atto davanti alla Commissione tributaria al fine di ottenere l’annullamento della cartella. Tenuto conto che solitamente le somme risparmiate sono sempre parecchie migliaia di euro, spesso verosimilmente vale la pena rischiare l’accertamento per poi dare mandato ad un avvocato affinché impugni l’avviso di accertamento. Nel caso di vittoria le spese del legale talvolta vengono poste a carico dell’Agenzia delle entrate.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  87. Giada dice:

    Buongiorno, mia figlia è stata lasciata dal convivente e hanno una bambina di 4 anni .
    Purtroppo è discussione su qualunque cosa .
    Volevo sapere, è libera di cercare una babysitter che la sostituisca qualche ora nei suoi giorni pagandola solo lei? O comunque ha necessità del consenso dell ex, anche se non gli chiede i soldi ?
    Grazie mille

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      in teoria, il padre potrebbe sostenere che la baby sitter dovrebbe essere scelta insieme.
      In pratica, i Giudici sono poco sensibili alle rimostranze del padre sulla scelta della baby sitter soprattutto quando quest’ultima è pagata dalla madre.
      Per prudenza, lascerei traccia della richiesta della madre rivolta al padre di occuparsi della figlia quando la madre non può occuparsene e che in difetto di tale disponibilità dovrà cercare una baby sitter.
      Se il padre si rende disponibile, va preferito il padre. Se non è disponibile, si può sostenere che la madre è stata costretta a trovare altre soluzioni.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • Giada dice:

        Grazie Avvocato,
        la domanda è nata dal fatto che già avviene così, il papà viene alla sera per tenere la bimba in casa di mia figlia 2/3 volte alla imana. ma purtroppo al rientro del lavoro alle 22 circa, quando mia figlia lo invita ad andarsene
        lui trova sempre scuse per non farlo e da lì partono discussioni dai toni molto accesi ( vessanti e denigranti)davanti alla bambina anche della durata di un ora e mezza .
        Ecco il perché della mia domanda: veramente non si può evitare questo?

        Grazie mille ancora
        Cordialmente

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          esiste, come saprete, un procedimento che si chiama regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
          Sempre consigliato in caso di interruzione di una convivenza con figli. Con questo procedimento si possono regolamnentare il diritto di visita del genitore non collocatario del minore, l’assegnazione della casa familiare (al genitore collocatario prevalentemente del minore), il contributo al mantenimento del minore, l’affidamento del minore ed anche dettagli come quelli riguardanti la baby sitter.
          Resto a disposizione se lo ritenete.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola (02.72022469)

          Rispondi
  88. Luca dice:

    Salve..siamo una coppia con separazione consensuale avvenuta da poco ..i figli stanno con la moglie nella sua abitazione che affidata a lei anche se è intestata al 50% ..volevo solo sapere se posso fare richiesta al giudice di far fare fare una stima del valore di tutti i beni interni alla casa (mobili..elettrodomestici..apparati..etc..) dj cui anch’io a suo tempo avevo contribuito insieme a lei per l’acquisto in modo che mi possa restituire in soldi il 50% del loro valore.. è possibile ? Lo chiedo perché la moglie sostiene che la casa è stata affidata a lei e quindi anche tutto quello che c’è dentro le spetta ed eventualmente solo quando verrà venduta potremo dividerci le cose..inoltre sostiene che è per colpa mia la separazione e quindi non mi spetta …cosa posso fare?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la casa viene assegnata al genitore collocatario con arredi e pertinenze. Al più, beni personali e non strettamente riconducibili alle necessità dei minori potrebbero essere restituiti al legittimo proprietario.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  89. Mara dice:

    Buongiorno
    Ho contribuito con parecchi soldi (ovviamente tutti documentati) alle spese di ristrutturazione nella casa di proprietà di mio marito, durante il matrimonio.
    Ci stiamo separando, tramite fatture ho la speranza di riavere ciò che ho messo?
    Grazie

    Rispondi
  90. Samanta dice:

    Buongiorno,
    Ho una figlia di 23 che porta il mio cognome in quanto non è stata riconosciuta. Da 19 anni ho una relazione con un uomo che ha due figli. Io posseggo una piccola casa e ho acquistato con il mio compagno una casa insieme.
    Adesso vorremmo sposarci però io vorrei assicurare a mia figlia il passaggio delle mie proprietà nel caso mi dovesse succedere qualcosa. Quale potrebbe essere la soluzione migliore? Posso donare il mio bilicare?
    E nel caso il mio compagno facesse, giustamente, la stessa cosa nei riguardi dei suoi figli, io potrei comunque vivere nella sua casa in caso succedesse qualcosa a lui ?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      con la separazione dei beni, ciò che è stato acquistato prima del matrimonio rimarrà di sua esclusiva proprietà. E’ però vero che in caso di Sua premorienza rispetto a suo marito, anche quest’ultimo risulterebbe erede al 50% con sua figlia, senza testamento; 1/3 a suo marito, invece, se lei farà testamento privilegiando sua figlia.
      Formalizzi donazione in favore della figlia prima del matrimonio (magari si riservi l’usufrutto, non si sa mai).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  91. carlo dice:

    buona sera ho una casa di proprietà dove ospito mio padre invalido dopo la perdita di mia mamma.non potendo stare lì con la mia compagna e bimbo abbiamo affittato una casa vicino dalla spesa di 650 euro mensili ora ho uno sfratto e tra 20 mesi e volevo vendere la mia casa di proprietà e mettere mio padre in una casa in affitto come funziona con i miei fratell ?devono partecipare alla spesa per la casa a papà?ma posso vendere casa mia se mio papà e in casa mia grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      l’accudimento e le spese per Suo padre dovrebbero essere suddivisi tra i fratelli.
      Se vende casa e non lascia senza un tetto suo padre, può vendere la casa di sua proprietà.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  92. Alba dice:

    Coppia non sposata, casa a me intestata con mutuo ancora per 4 anni da 1000€/mese. Lui ha sempre avuto la residenza in sua casa di proprietà senza mutuo (per questioni fiscali) anche se di fatto abbiamo sempre vissuto insieme. Due figli studenti 19 e 14 anni. Ci siamo separati da pochi giorni. Il suo reddito del 2019 è stato di 64000€, il mio la metà (non sono riuscita a verificare il reddito dell’ultimo anno). Mi ha sempre pagato la metà del mutuo e abbiamo sempre versato in un conto comune 1500€ a testa per le spese di gestione familiare. Abbiamo sempre pagato tutto a metà. Per il mantenimento dei figli gli ho chiesto 1000€/mese. Vorrei sapere se è congruo. Inoltre vorrei sapere se le spese straordinarie per i figli dobbiamo dividerle al 50% o se lui dovrebbe pagare una percentuale più alta, anche in vista dell’iscrizione all’università del figlio maggiore.
    Mi dice che se non mi va bene così, i figli possono vivere metà del tempo con lui e metà con me, così non mi paga nemmeno i 1000€ che gli ho chiesto. In più c’è anche l’affitto di un box che costa 180€ al mese e che mi ha già detto che non pagherà più, così come le spese condominiali di 2800€/anno. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      a mio avviso dovrebbe impostare la trattativa (mi auguro, per Voi, tramite avvocati) tesa a determinare le condizioni della regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio, avanzando richieste economiche sensibilmente più elevate. Sia con riguardo al contributo fisso. Sia con riguardo alle percentuali relative alla ripartizione delle spese straordinarie. Se è poi vero che il padre può chiedere di stare con i figli per metà del tempo è altrettanto vero che questa soluzione viene raramente adottata da un Giudice.
      Per suggerimenti più dettagliati, dovrei ricevere più informazioni.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • Alba dice:

        Grazie per le risposte esaustive rispetto alle mie domande. Non saprei quali informazioni aggiuntive potrei darle per avere dei suoi suggerimenti aggiuntivi (cosa vorrebbe sapere?). Tuttavia aspetto di capire come si evolverà la situazione. Se dovessi trovarmi ad avere dei problemi sulla base degli accordi economici verbali (mi ha già anticipato che non è disposto a pagare più del 50% per le spese straordinarie dei ragazzi) penserò ad agire legalmente. Ho sempre paura che mi possa chiedere indietro i soldi che ha pagato in questi anni per la casa a me intestata (cosa che sarebbe impossibile per me) o che mi possa chiedere di rientrarne vendendola. Anche se questa casa è di fatto esclusivamente dei figli, miei eredi. Per ovviare a queste eventuali richieste, potrei magari fare a loro una donazione con diritto di usufrutto o sarebbe inutile? Ma tralasciando questi problemi che spero non si manifesteranno, in caso volessi agire rispetto alla ripartizione delle spese straordinarie, lei potrebbe rappresentarmi e quanto mi costerebbe? Grazie

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Gentile Alba,
          qualsiasi confronto in sede giudiziaria in ambito “famiglia” comporta spese legali non inferiori ad € 1.500,00 (oltre IVA).
          Per approfondire, quando e se lo riterrà opportuno, approfondiamo anche con confronto telefonico e/o incontro in studio.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
  93. Filippo dice:

    Buongiorno,
    Sono divorziato, ho un bambino in affido condiviso per il quale ovviamente verso un mantenimento.
    Ho intenzione di convivere con la mia nuova compagna. Questa convivenza può essere interpretata come un aumento del mio patrimonio e quindi portare ad un aumento del mantenimento per mio figlio?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non è prevista un automatico aumento del suo patrimonio e del suo redduti in caso di nuova convivenza.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  94. Denise dice:

    Buonasera, spiego la mia storia, il mio ex conpagno e padre di mia figlia di 4 anni e agli arresti domiciliari da un anno. Gli arresti domiciliari gli sono stati conceSsi a casa della madre perché nella casa in qui vivevamo nn gli e li hanno accettati, perché lui ha delle denuncie x violenza in famiglia, preciso io sn italiana lui no, per poter rinnovare i documenti mentre era hai domiciliari ho dovuto dire che lui abitava ancora cn me è la bambina per poterlo aiutare a rinnovare, il suo avvocato mi aveva assicurato che appena gli arrivavano i documenti gli avrebbe fatto togliere la residenza dall abitazione in cui ora vivo io cn le mie figlie (siamo in affitto e sn L intestataria del contratto) ora deve di nuovo rinnovare i documenti e nn vuole togliere la residenza ma io nn sn più disposta a fargli rinnovare i documenti tramite la bambina anche xk verso agosto finisce i domiciliari e nn vorrei che mi ritorna in casa, aiuto nn so che fare

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      si rechi in Comune e chieda che desidera togliere la residenza di suo marito dalla casa coniugale.
      Il Comune è tenuto a fare accertamenti sull’effettiva residenza di suo marito dopodichè dovrà procedere alla rettifica della residenza. Informerei in ogni caso l’avvocato che assiste il suo ex delle iniziative che intraprenderà.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  95. Riconsegna. Figli dice:

    Buon giorno, mia figlia e’ separata da un anno e ora per problemi economici, in quanto il marito le passa 250€ mese per due figlie, cambia lavoro. Per questo motivo una o due volte al mese dovrà andare a Torino per lavoro. Ha cosi’ chiesto all’ex marito se in caso di ritardo può tenere le figlie fino al suo arrivo. La risposta è stata che se ritarda terrà le figlie a dormire, e che nemmeno le consegnerà noi che siamo i nonni paterni che gestiamo tutti i giorni le bambine. Come si deve comportare mia figlia? Grzie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se lo desidera mi faccia chiamare da Sua figlia.
      Per rispondere le sue domande occorre verificare anzitutto cosa abbiamo previsto gli ex coniugi con la separazione.
      Per il resto, il padre non si può arrogare il diritto di tenere a dormire i minori quando staranno in sua compagnia la sera.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  96. Simona dice:

    Buonasera, sono una donna sposata da 15 anni e due figlie 13 e 15 anni ma adesso con il tempo purtroppo ho deciso di separarmi per varie ragioni. Mio marito ha detto ok facciamo la separazione ma io non me ne vado di casa perché questa è anche casa mia (la casa è cointestata) potrebbe andare da sua madre e risparmierebbe anche soldi ma non vuole.. però io non voglio vivere con lui voglio gestirmi da sola. Lui ha detto quello che dice l’avvocato lo farà. Io purtroppo porto poco di stipendio 850 e ora per un pignoramento mi toglieranno un quinto ho detto che per farlo stare bene non volevo il mantenimento perché dopo la separazione il mio capo mi assumerà a tempo pieno. Ma finché non cambio orario è giusto che me lo da. Ma lui oltre al mantenimento deve anche darmi la metà della rata del mutuo? Noi abbiamo in sospeso delle pratiche comunali da pagare tipo tari /scuola che lui non ha mai voluto pagare quando avevamo i soldi in comune. Però io voglio sistemarle quelle cose ho detto facciamo metà e lui si è arrabbiato dice che lo voglio rovinare ma non è così. Se volevo rovinarlo non chiedevo di riassumermi a tempo pieno , mi prendevo il suo mantenimento e basta. Non voglio essere cattiva ma non voglio più vivere con lui. Non so cosa chiedere e come comportarmi. Avessi i soldi me ne sarei andata in affitto con le ragazze. Premetto che non avremmo problemi di affidamento perché starebbero cn me e lui è un padre presente le potrà vedere tutte le volte che vuole su questo siamo d accordo. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Simona,
      i diritti del genitore presso il quale i figli verranno collocati prevalentemente (di solito, la madre) ha dei diritti che non possono essere arbitrariamente ridotti dall’altro genitore. Questi diritti sono: 1) assegnazione della casa coniugale; 2) mantenimento figli da parte del genitore non collocatario di questi ultimi e, nel suo caso, 3) il cointestario della casa dovrà continuare a pagare il 50% del mutuo. Proprio per essere ancora più precisi, quanto previsto ai punti 2 e 3 di solito giustifica una rilevante riduzione dell’assegno di mantenimento per i figli.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  97. Franco dice:

    Gentile avvocato Buonasera, Non so se può chiarire un mio dubbio. Sono separato da circa un anno, in attesa di divorzio, la mia ex moglie sta attualmente iniziando di nascosto una convivenza con la persona che ha causato la nostra separazione, e in più nella casa coniugale Dove la mia ex moglie vive con le mie figlie entrambe minorenni .La persona suddetta è attualmente sposata, Penso sia una cosa deleterea Per l’educazione e lo sviluppo psicologico delle mie figlie, ne ho parlato con il mio avvocato ma non riesce a darmi una risposta, secondo lei è una cosa che in qualche modo la legge delinea?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Franco,
      il tema è noto nel senso che in molti si pongono la Sua stessa domanda: l’art. 337 sexies c.c. prevede “il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l’assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio”. E’ intervenuta, tuttavia, la Corte costituzionale sancendo che il predetto articolo non può interpretarsi nel senso che convivenza more uxorio ed un nuovo matrimonio debbano considerarsi sempre idonei, di per sé, a determinare la cessazione dell’abitazione, ma occorre sempre che il giudice valuti quale è il prioritario interesse del figlio minore.
      Fatte queste precisazioni occorre valutare le circostanze del caso di specie (età dei figli, effettività e costante perduranza della convivenza, la relazione extacongiugale del convivente, situazione reddituale e patrimoniale dell’assegnatario della casa coniugale, etc.) per verificare che sussistono i presupposti per revocare l’assegnazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  98. Iryna dice:

    Gentilissimo Avvocato buonasera. Le scrivo dato che non ho potuto trovare niente su Google a riguardo del caso che presento sotto.
    Da un po’ di anni convivo con mio compagno che ha un figlio dal precedente matrimonio. Difatti con il bambino dal momento che mi aveva conosciuto avevamo istaurato un bel rapporto, ma la madre dopo la nostra partenza (loro abitano a Accettura MT e noi a Biella) ha fatto di tutto per allontanare il bambino sia da me che dal papa facendo passare il fatto per il desiderio del figlio, anche se durante il nostro soggiorno presso la residenza del figlio, il bambino aveva manifestato il disagio legato alle pressioni da parte della mamma. Aveva pianto più volte dicendo che mamma gli dice che lo mette in stanza buia se mostra il bene al papà. Avevamo tentato più volte far rispettare il provvedimento alla signora senza risultato. Ora siamo a buon punto dato che abbiamo avviato il processo per modifica delle condizioni. Ma la mia domanda è altra. Come si fa a definire questa azione della signora, dove lei impedendo rispondere al telefono al bambino nel mentre papà gli chiama o scrive accusa me dicendo che il bambino non risponde dato io sono con il padre, ciò è che siamo insieme.
    In attesa di un vostro cortese riscontro colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Non credo di avere ben compreso la Sua domanda. Comunque, credo sia meglio introdurre nel procedimento che avete già instaurato apposite istanze ex art. 709 ter c.p.c. per sanzione il genitore negligente nonchè introdurre apposite CTU (consulenze tecniche di ufficio) per valutare le responsabilità e le capacità genitoriali.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  99. Paolo Bresciani dice:

    Buongiorno,
    in concreto cosa cambia tra un affido condiviso con collocazione presso la madre ed un affido esclusivo alla madre?
    Non comprendo dove sia la differenza visto che comunque al lato pratico il figlio continua a vivere con la madre anche con l’affido condiviso.
    Nel caso sia stato deciso un affido esclusivo alla madre, il diritto di visita del padre nei confronti del figlio è una facoltà oppure un obbligo?
    Nel caso il padre non passi i weekend con il figlio (oppure lo faccia saltuariamente) può essere sanzionato come avviene nei casi di affidamento condiviso?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      le regole dell’affidamento esclusivo (che privilegia un genitore con riferimento alle tempistiche in compagnia della prole nonchè con riguardo alla gestione di quest’ultima) le stabilisce un Giudice con apposito provvedimento.
      Se lei non eserciterà il diritto di visita, il Suo comportamento potrebbe essere sanzinato ex art. 709 ter c.p.c.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  100. Mauro dice:

    Buongiorno, sono una sig.ra di 81 anni, per quasi 50 anni mi sono adeguata alle esigenze della famiglia e alle abitudini e tenore di vita di mio marito. Ora desidero solo stare più vicino ai miei figli senza escludere il padre. Purtroppo tutti e due i nostri figli vivono a mille chilometri di distanza e nel paese in cui viviamo, da sempre, non abbiamo nessuno (neanche un parente). Mio marito non vuole che io vada perchè lui non vuole spostarsi per stare più vicino ai figli e ai nipoti. Io sento questa necessità visto che ho anche diversi problemi di salute e i miei figli potrebbero essere per me un aiuto. In cosa vado incontro dal punto di vista legale se decidessi, contro la sua volontà, di andare per 6 mesi all’anno dai miei figli?
    Grazie per la disponibilità

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      Lei è libera di fare quello che desidera.
      Se suo marito non è d’accordo che lei si trasferisca temporaneamente non può di certo impedirle di partire.
      E’ però vero che potrebbe chiedere la separazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  101. Gaia dice:

    Buon sera, ho intestata la casa con il mio ex compagno, abbiamo un figlio in comune, lui mi ha tradita tempo fa, ma poi si è accorto dell errore commesso ed è ritornato, ma io non ne voglio sapere, lui però ora non se ne vuole andare via di casa perché dice che la paga anche lui è ha tutto il diritto di viverci. Come mi devo comportare? Perché io non lo voglio avere più in casa.
    Attendo risposta Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      può ottenere l’allontanamento del padre tramite iniziativa giudiziaria (ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio).
      Resto a disposizione per un preventivo dei costi se lo desidera.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  102. Giovanni dice:

    Buongiorno avvocato,

    sono sposato da due anni in separazione dei beni e con mia moglie ho avuto un figlio che ha meno di un anno. Mi ha confessato di avermi tradito e vuole portare avanti la relazione con questa persona. Inoltre il figlio non è biologicamente mio (test del DNA spedito a casa e quindi senza valenza legale). Stiamo procedendo con una separazione consensuale e volevo procedere anche con il disconoscimento della paternità (d’accordo con la madre). Noi rientriamo sotto al tribunale di Monza, Lei ha idea di quali potrebbero essere le tempistiche per il disconoscimento?

    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      un procedimento giudiziario relativo al disconoscimento può durare anche due anni. Mi preoccuperei piuttosto dì rispettare il termine dì prescrizione dì un anno che decorre dal momento in cui lei ha scoperto l’adulterio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  103. Angelica dice:

    Buongiorno, vorrei chiedere informazioni, con divorzio arrivato finalmente il 06/03/2022.
    Ho avuto un divorzio consensuale dopo 6 lunghissimi anni, ho un figlio di 8 anni, il padre non lo vuole mai tenere, non rispetta weekend e festività. A suo dire lavora 8 giorni su 7. Cosa posso fare in merito al fatto che lui non voglia mai tenerlo mettendomi in difficoltà la qualunque volta che dovrebbe? Difficoltà nel senso che lavorando il weekend devo organizzarmi in mille altri modi diversi. Si può denunciare? Grazie per l’attenzione.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      Ci sono due strade: 1) procedimento 709 tre cpc per sanzionare il comportamento del padre; 2) istanza modifica condizioni divorzio per chiedere affidamento esclusivo e aumento assegno mantenimento per i figli.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  104. Lucia dice:

    Buonasera. Sono divorziata dal 2016, precedentemente in regime di separazione dei beni. Attualmente l’unica proprietà immobiliare che abbiamo in comproprietà (per metà) è un’area edificabile. Considerando che vogliamo ora disporre individualmente della nostra parte di quell’area, vorrei sapere se è possibile integrare la sentenza di divorzio (in qualche modo) senza coinvolgere un Notaio oppure se l’atto notarile è l’unica modalità per sistemare la proprietà. Grazie anticipatamente e cordiali saluti

    Rispondi
  105. Silvia dice:

    Buongiorno, volevo sapere se in caso di separazione giudiziale con un figlio minorenne, il giudice può dire quando i due genitori facciano le ferie con il figlio e obbligare a farle in un deteterminato mese.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il diritto di visita, se stabilito dal Giudice, prevede periodi predeterminati in compagnia del figlio minorenne, da parte del genitore non collocatario di quest’ultimo, anche durante le vacanze estive.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  106. Silvia dice:

    Sono separata da due anni e mezzo e in attesa della sentenza di divorzio.il mio ex marito non rispetta gli orari degli accordi presi in sede di separazione e riconfermati in sede divorzio di visita i figli. Arriva con più di due ore di ritardo il venerdì sera e il sabato pomeriggio, Anche se spetta a lui la custodia dei figli, li riporta a casa mia lasciandomeli fino a ben oltre le 20. Il tutto, a suo dire, Per motivi di lavoro.vorrei sapere come posso rivalermi. Ovviamente non vorrei mettere in difficoltà i bambini perché loro in questa storia non centrano nulla però mi sembra che il mio ex se ne approfitti puntando sempre su di me anche quando non sarebbe il mio turno

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occore contestare gli inadempimenti dapprima con iniziativa stragiudiziale (lettera dell’avvocato), poi con iniziativa processuale ex art. 709 ter cod. proc. civ. (quest’ultimo procedimento al fine di sanzionare anche a livello economico il genitore inadempiente).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  107. Sara dice:

    Buonasera, io e mio marito ci siamo separati da pochi giorni, avendo la comunione dei beni e quindi il conto bancario in comune, ora da separata posso effettuare un bonifico bancario a una persona cara (amante)come regalo/donazione o verrà poi contestato o segnalato dal giudice essendo una separazione giudiziale ? grazie per la gentile risposta .

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      suggerirei prudenza.
      Lei può disporre del Suo patrimonio come preferisce ma si ricordi che in sede divorzile, in caso di giudiziale, potrebbe essere tenuto ad esibire i movimenti bancari (disclosure nel divorzio).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  108. Vincenza dice:

    Buongiorno,
    Ho bisogno di sapere se posso ospitare, avendo 2 posti letto, 2 profughi ucraini nella casa assegantami dal giudice.
    Ci vivo con 2 figli minori sono divorziata.
    Ho bisogno dell’autorizzazione del mio ex marito?
    Grazie per l’eventuale risposta

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se avete l’affidamento condiviso, in mera linea teorica, ritengo che la scelta debba essere condivisa con Suo marito.
      Fatta questa precisazione, sarei proprio curioso di verificare se esuste un Giudice che avrebbe il coraggio di sanzionare il suo comportamento.
      Fossi in lei, comunque, mi comporterei diligentemente: avviserei il padre dei suoi figli per chiedergli se ha qualcosa in contrario.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  109. Alessandro dice:

    Buonasera,
    avrei da sottoporle il seguente quesito:
    Ho 44 anni e sono figlio di genitori divorziati dai tempi della mia adolescenza. Ho sempre vissuto con mia madre e in sede di separazione è stato deciso un mantenimento (circa 230 euro) che ad oggi continuo a percepire da parte di mio padre, nonostante io abbia una mia indipendenza economia. La mancata revoca del mantenimento è stata voluta dallo stesso genitore come riconoscimento in quanto unico figlio presente nella sua assistenza oltre che supporto morale e fisico.
    Nonostante io viva da diversi anni a 800 km dalla mia città natale viaggio spesso per andare a trovare mio padre dedicangogli attenzioni e presenza e preoccupandomi del suo benenesse.
    Consideri che oltre a me ci sono altri due fratelli più grandi, di cui uno residente nella stessa città di mio padre, entrambi assolutamente assenti e responsabili nell’asssistenza del proprio genitore.
    A seguito dell’aggravarsi delle condizioni di salute di mio padre, ora è necessario assisterlo con la presenza di una badante che viva in casa con lui e per questo, da qualche mese, per necessità economiche (che prima non c’erano visto che con la pensione si riusciva a rientrare tranquillamente in tutte le sue spese di assistenza) verso sul conto di mio padre il mantenimento percepito.

    La mia domanda è la seguente: può essere mio fratello (lo stesso residente nella città di mio padre) a chiedere la revoca del mantenimento o addirittura richiedere una ricompensa per il mantenimento che mi è stato corrisposto nonostante io sia economicamente indipendente?

    Ringraziandola anticipatemente di un cortese riscontro, la saluto cordialmente.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      ritengo che il mantenimento che lei ha ricevuto possa considerarsi una donazione in vita (quanto meno da quando lei è divenuto autosufficiente da un punto di vista economica): dopo il decesso di Suo padre, solo ipoteticamente, c’è il rischio che i fratelli chiedano la collazione che consiste nella possibilità che i soggetti che accettano l’eredità e che hanno ricevuto donazioni in vita dal de cuius, potrebbero avere l’obbligo di conferire nell’asse ereditario quanto ricevuto, al fine di formare legittime porzioni di eredità).
      Lei mii scrive da Padova: il forum è riservato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  110. Maria dice:

    Buongiorno sono divorziata da 4 anni con il mio ex marito ho tre bambine una di 11 anni, 1 di 17, e una di 21. La più grande abita col padre le altre due vivono con me. La grande non ne vuole sapere di andare a lavorare e siccome ha una scarsa igiene personale deve ogni 4 mesi andare a fare una pulizia dei denti affinché non le vengono le innumerevoli carie dovute ad una salivazione acida. Siccome per la stessa abbiamo speso più di €11000 di dentista volevo capire considerando il fatto che il mio ex marito non mi passa €1 di mantenimento, e come da atto di divorzio si limita solo a darmi la differenza del dentista e della scuola, cosa del quale lui si lamenta, è considerato anche il fatto che non mi dà €1 neanche in merito a farmaci o vestiario volevo capire se potevo venir meno al pagamento da parte mia del dentista per la ragazza più grande. Consideri anche il fatto che io pago per entrambe le mie figlie la bolletta mensile del telefono di cui lui non ne vuole sentire parlare e che spesso se acquisto dei libri o materiale scolastico di piccola entità non richiedo la metà, o anche gite o biglietti, regali per compagne. Ecc grazie mille

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      se Sua figlia di 21 anni non studia dovrebbe cercarsi un posto di lavoro e rendersi autonoma (da un punto di vista economico).
      La ricerca di un posto di lavoro dovrebbe essere diligente; in difetto di tale comportamento, si potrebbe anche giustificare l’interruzione del mantenimento.
      Per il resto, senza leggere le condizioni del divorzio diventa difficile dare suggerimenti.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  111. Luca dice:

    Buongiorno,
    so che in fase di separazione se ci sono dei figli, il giudice può assegnare l’auto di proprietà del marito alla moglie, al quale segue il passaggio di proprietà.
    Nel caso l’auto fosse stata presa in leasing o con un noleggio a lungo termine (quindi il proprietario dell’auto è la società di leasing o di noleggio) il marito sarebbe tutelato?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      domanda interessante ma non ho una risposta certa. Se è vero che quando il coniuge collocatario dei minori non ha i mezzi per acquistare un’auto utilizzata per soddisfare le necessità della famiglia -come nel caso dei figli che debbano essere accompagnati presso scuole distanti, o nel caso dell’accompagnamento di un disabile- l’auto può essergli assegnata, altrettanto non posso confermare nel caso in cui l’auto sia in leasing. In teoria, tuttavia, l’assegnazione da parte del Giudice dell’auto non fa divenire proprietario di quest’ultima il genitore collocatario che ha diritto soltanto all’uso esclusivo dell’automezzo. Credo comunque che un Giudice al fine di non interferire su un rapporto contrattuale con un soggetto terzo (la società di leasing), possa privilegiare soluzioni che comportino un aumento dell’assegno di mantenimento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  112. Bianca dice:

    Buongiorno, vorrei raccontare la mia storia..ho 25 anni e un bimbo di 8 anni..3 anni fa circa mi sono lasciata col mio compagno, praticamente da allora il figlio lo ha visto poche volte e chiama 2 volte all’anno..il mantenimento l’ho ricevuto pochi mesi e l’ultimo risale a dicembre 2020. Praticamente se ne frega del bimbo.
    Io invece attualmente vivo con il reddito di cittadinanza.
    Valevo chiedere, nella mia situazione gli assistenti sociali possono intervenire e portarmi via il bambino? (A mio figlio nonostante tutto non manca nulla).
    Posso chiedere e ricevere l’affidamento esclusivo? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      si rivolga ad un avvocato a Roma. Potrà agire in giudizio (precetto e pignoramento) per gli arretrati non pagati. in verità, può anche denunciare penalmente il mancato pagamento. E se lei è una buona madre (non dubito) potrà anche chiedere l’affidamento esclusivo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  113. Eleonora nardi dice:

    Ho un amica che è separata legalmente da anni è proprietaria della casa Dove vive è vuole sapere se un ragazzo che le piace o se fosse il suo ragazzo (vuole sapere preciso cosa cambia fra le due cose) che è agli arresti domiciliari e finisce a luglio le ha chiesto se può fare un istanza al giudice dove si dice che i weekend li passa da lei non sa se fidarsi ha anche diversi profili Facebook la aiuti.al momento non lavora e vive in affitto con la mamma attualmente disoccupata. Lui per arresto domiciliare ha 2 ore di uscita libera al giorno dove comunica giornalmente entrata e uscita da casa sua ai carabinieri per arresto domiciliare urge risposta grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Eleonora,
      se lo desidera mi faccia chiamare dalla Sua amica. Il mio numero di cellualre è il seguente: 349.8197797.
      Comunque, madre, figlia e fidanzato (agli arresti domiciliari) nella stessa casa non mi sembra una soluzione ottimale soprattutto se la relazione affettiva è appena iniziata. Se litigano, non è immediato spostare l’abitazione dichiarata per gli arresti domiciliari.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  114. Ivan dice:

    Buongiorno oggi ho fatto la ultima udienza prima della separazione giudiziale da mia moglie volevo sapere dopo quanto tempo il giudice emette la sentenza di separazione grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi scusi ma penso sia meglio che rivolga questa domanda al suo avvocato che conosce le carte, le fasi processuali ed il nominativo del Giudice.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  115. Luigi mellano dice:

    Buongiorno,
    mi chiamo Luigi e sono di Lodi, la mia exmoglie mi inviato una Pec intimandomi di pagare entro 5 giorni la cifra di 3000 euro di spese mediche per mio figlio 24enne, tra queste ci sarebbe un operazione e varie visite specialistiche tutte effettuate in strutture private. Nella sentenza di divorzio è specificato che le spese straordinarie sanitarie, non coperte dal SSNN, concordate o necessarie vanno divise al 50%, ma ognuna di queste prestazioni poteva essere effettuata con il servizio sanitario nazionale, la scelta di andare in strutture private non è stata condivisa o concordata. Sono obbligato a pagare? per me la cifra non è indifferente, sono un operaio specializzato.
    Grazie per la vostra attenzione
    Luigi

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se la spesa poteva essere sostenuta tramite il Servizio Sanitario Nazionale e se la sua ex moglie non le ha rivolto richiesta per iscritto prima di sostenere la spesa, ci sono i presupposti per contestare la spesa.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  116. Angela dice:

    Buongiorno sono separata dal 2017 ,con un omologa di separazione consensuale,il mio ex doveva versare 300 euro per il mantenimento di mia figlia ,allora quattordicenne.Lui non ha mai versato un euro.Io non ho mai fatto diffida,o decreto ingiuntivo.Adesso mia figlia ha 18 anni .Sono ancora in tempo?O si prescrive e non posso fare nulla?per richiedere gli arretrati

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      considerato che oggi sua figlia ha 18 anni non può più agire in sede penale ma può sicuramente farlo con precetto e successivo pignoramento (conto corrente, datore di lavoro, etc.).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  117. Fabi dice:

    Buongiorno, a luglio 2021 ho conosciuto il mio compagno, ad ottobre siamo andati a convivere (mi sono trasferita io a casa sua). Lui è titolare di una farmacia, io impiegata a tempo indeterminato in un’ agenzia immobiliare. A gennaio dopo continui litigi, lui mi chiede una prova d’ amore, lasciare il mio lavoro, quindi mi licenzio, e andare a lavorare da lui in farmacia. Dopo 15 giorni inizio a lavorare da lui in farmacia senza un contratto, a giugno ci saremmo dovuti anche sposare. 4 giorni fa decido di venire via di casa e tornare a casa mia perché lui ha continui atteggiamenti “strani” cerca di litigare tutti i giorni, esce di casa togliendomi il telefono, o chiudendomi in qualche stanza a qualunque ora, anche di notte, prende tranquillanti, beve e manda messaggi e audio dove dice che l’ ha fa finita, per sere ho dovuto cercarlo per poi trovarlo in giro a caso di notte. Tra l’ altro sono anche incinta di due mesi ma ho deciso di interrompere la gravidanza perché un bambino non può venire al mondo in una situazione così. Ad oggi sono tornata a casa mia, non ho più un lavoro e sono incinta volevo sapere se lui ha qualche responsabilità verso di me o può fare l indifferente come sta facendo. Grazie mille 🙏

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se lei decide di tenere il bambino, il padre, volente (con iniziativa del padre) o nolente (in sede giudiziale), dovrà riconoscerlo e mantenerlo. Non spetta a me darle un consiglio, però, con riferimento alla prosecuzione della gravidanza. C’è comunque il rischio di un padre “assente”.
      Per il resto, nel Vostro caso, tra ex conviventi non esistono altri obblighi oltre quelli scaturenti dalla nascita di un figlio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  118. Annalisa dice:

    Buongiorno sono separata con due bambini il mio ex marito sono sei mesi che non mi passa il mantenimento presto dovra mandarmelo solo che la mia carta e pignorata per un’altra situazione, come faccio per ricevere

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      apra una carta di credito prepagata e se la faccia ricaricare da Suo marito. Oppure si faccia pagare in contanti ed emetta ricevuta per iscritto.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  119. Simone dice:

    Buonasera avvocato avrei una domanda da porgli,
    Sono in fase di separazione e la casa coniugale è di mio padre inquanto possedevo un comodato d’uso a scadenza e già scaduto in fase di separazione.
    La mia ex moglie fecce richiesta per l’assegnazione della casa in quanto c’era il nostro bambino ma ciò gli è stato negato.
    Nuovamente la mia ex moglie ha fatto ricorso ma anche in questo caso gli è venuta negata l’assegnazione e specificandogli il giudice il cambio residenza e domicilio dove alloggia tutt’ora. Il problema sta nel fatto che lei abita da quasi 4 anni a casa della propria madre e non vuole togliere la residenza risultando ancora nel mio nucleo familiare e creando anche problemi a livello di documentazione tipo isee ecc. In quanto le cerco documenti visto che sta nel nucleo ma non me gli consegna perciò non riesco mai ad avere tale documento. Grazie per l’attenzione

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      per denunciare una o più persone che hanno fissato una falsa residenza, bisogna rivolgersi al Comune in cui si trova l’immobile in questione. L’ufficio competente è l’anagrafe. Dopo la denuncia, il Comune, tramite la Polizia Municipale, farà delle verifiche e poi concellerà la residenza se quest’ultima non corrisponderà con la dimora di Sua moglie.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  120. Giuse dice:

    Salve avvocato ho una domanda. Ho un figlio di 3 anni avuto dalla mia ex (con la quale non sono sposato ). Verso ogni mese il mantenimento per il figlio. Sono venuto a sapere che la mia ex è incinta del suo nuovo compagno , con la quale convive ed in più anche la mia attuale compagna è incinta.
    Quindi mi chiedevo se questi due fatti potessero eliminare il mio obbligo di mantenimento. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      i fatti da Lei menzionati non comportano il venire meno dell’obbligo di mantenimento dei suoi figli.
      Al più, il fatto che lei abbia un secondo figlio potrebbe giustificare una riduzione dell’assegno di mantenimento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  121. alessia dice:

    Salve ho un figlio di anni 15 che ha sempre vissuto con me dalla nascita. Il padre, pur essendo italiano, ha sempre scelto di vivere all’estero ed ha frequentato il figlio sporadicamente (circa 3/4 volte l’anno per un paio di giorni). Abbiamo sempre avuto un accordo verbale per il mantenimento mensile che corrispondeva: prima 250 euro e poi man mano che il bambino cresceva, sotto mia richiesta sono divenute 300, più spese straordinarie al 50%.
    Da qualche anno ritengo che questa cifra non sia più adeguata a mantenere un ragazzo di 15 anni e sempre meno lo sarà, ma il padre non intende aumentare l’importo, asserendo che di più non può dare. Io so che lui ha delle attività nella città in cui risiede, ma non ho assolutamente idea della sua situazione patrimoniale, nè tantomeno de suo reddito mensile. Lui sostiene che vivendo all’estero (unione europea) e avendo conti correnti esteri non subirà controlli. E’ corretto? E’ davvero così? Se facesse risultare che non ha redditi, ciò lo esorerebbe dal mantenere suo figlio? Vorrei rivolgermi ad un giudice e stabilire finalmente una cifra adeguata, ma sono spaventata che per ripicca lui smetterà di versare anche il poco che da adesso.
    Io sono impiegata e il mio reddito è inferiore a 20.000,00 annui.

    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      in seguito alla proposizione di un ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrominio il padre di suo figlio potrà decidere se rimanere contumace (non presentarsi e non difendersi in giudizio), ovvero difendersi in giudizio. Nella prima ipotesi, è assai probabile che un Giudice accolga la Sua domanda laddove si sia perfezionata regolarmente la notifica e si sostenga che le necessità di suo figlio sono aumentate con prove in tal senso. Nella seconda ipotesi, il padre di Suo figlio deve dimostrare di avere un reddito molto contenuto al fine di giustificare il rigetto delle Sue domande.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  122. Chiara dice:

    Salve avvocato mi trovo in una situazione molto delicata ho due bambini piccoli un maschietto di 9 anni e una femminuccia di 5 anni il padre dei miei figli non c’è mai stato ci siamo lasciati quando la bambina non aveva nemmeno un anno ..la bambina nemmeno lo conosce gli ha letteralmente abbandonati. ..dal momento che ci siamo lasciati non mi ha mai dato un centesimo non gli ha mai fatto gli auguri nemmeno di compleanno veniva due volte l’hanno stava dieci minuti e se ne andava adesso si è creato un altra famiglia dove è diventato di nuovo padre e io ad oggi dopo tanti anni pur essendo stupida a non averlo fatto prima vorrei la tutela dei miei figli lui al momento si trova in carcere io ho affittato anche una nuova casa ma non posso nemmeno chiamarmi la residenza perché ci vuole il consenso del padre e mi ritrovo a casa dei miei genitori perché in quella che ho affittato non posso attivare nemmeno la luce e l acqua cosa dovrei fare per cercare almeno al quanto prima di poter avere la residenza?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      considerata la situazione lei ha il diritto di chiedere un affidamento superesclusivo. Con quest’ultimo, i problemi burocratici per la gestione dei figli vengono in buona parte risolti. Ovviamente, lei ha anche diritto al mantenimento dei figli. Sono stati riconosciuti dal padre ?
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  123. Chiara Sarati dice:

    Buongiorno, sono madre separata e fra poco divorziata di due ragazzini minorenni e la casa familiare (di proprietà al 100% del mio ex-compagno) è stata assegnata a me in quanto genitore collocatario dei due ragazzi, fino alla loro indipendenza economica. Mi trovo a dover considerare di acquistare una casa per me in vista di lasciare, tra 10-12 anni, l’appartamento dove attualmente risiedo coi miei figli. Ho 49 anni e non voglio considerare di pagare in futuro un affitto; disponendo di un piccolo risparmio vorrei procedere all’acquisto della mia 1° casa.
    Dunque, NON essendo attualmente titolare di alcuna 1° casa, posso godere delle agevolazioni per acquisto 1° casa?
    se acquistassi la mia 1° casa senza portarvi la residenza (comune dell’immobile acquistato diverso da quello dove ho la residenza) potrei comunque godere delle agevolazioni fiscali per acquisto prima casa?
    Per poter pagare il mutuo, dovrei tassativamente mettere in affitto l’immobile acquistato come prima casa, la legge me lo consente?
    Ringrazio e saluto cordialmente

    Chiara Sarati

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Chiara,
      se in sede di separazione o divorzio, il Giudice assegna la casa coniugale ad uno dei due coniugi non è preclusa la possibilità il coniuge assegnatario di richiedere l’agevolazione prima casa per l’acquisto di un altro immobile.
      La legge tuttavia prevede che la residenza dell’acquirente venga fissata all’interno dello stesso Comune ove è collocato il nuovo immobile acquistato con il bonus ma non anche al medesimo indirizzo. Pertanto, il contribuente ben potrebbe stabilire la propria residenza in un’altra via e/o numero civico. Quest’apertura consente di acquistare, con il bonus prima casa, un immobile da destinare a uso investimento, dandolo ad esempio in affitto a terzi e senza doverci necessariamente risiedere. L’importante, come detto, è che il contribuente non sia residente in un Comune differente.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  124. Rocco dice:

    Gentile avvocato, sono in fase di separazione con il coniuge e con il quale ho due figlie di 4 e 6 anni, perfettamente integrate nella scuola materna che frequentano in prov di Milano. Tralasciando i motivi di incompatibilità, la signora ha superato un concorso nella sua regione di origine per lo stesso ente presso cui lavora e per la stessa posizione, dunque non migliorativa. Chiaramente lei, vista la situazione, vuole andare via portando le bambine lontano 800 km dal padre per vivere e far partecipare alla loro vita i suoi genitori. Mi chiedo se posso farle causa per impedirlo, scoraggiato da alcune sentenze di Cassazione che, a quanto pare, lo permetterebbero. E, visto il terrore che sto vivendo sia per colpa sua che per il pensiero di non poterle crescere, non dormo più, ho le palpitazioni, non riesco a concentrarmi al lavoro, vuoto totale, posso anche fare causa per la richiesta di risarcimento del danno morale? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      sarà una battaglia, ma se non ci sono evidenti vantaggi economici e sua moglie ha già un lavoro, ci sono argomentazioni che giustificano anche la sua richiesta (divieto di trasferimento della madre con i figli e/o collocazione dei figli presso il padre).Occorre, infatti, anche salvaguardare il regime di visita del padre che non può essere immotivamente compresso.
      Dovrebbe, quindi, agire e contestare subito l’iniziativa (o la decisione) di Sua moglie rimettendo ad un Giudice ogni valutazione sulla liceità o meno del trasferimento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  125. Matilde dice:

    Buongiorno sono in fase di divorzio, mi è stata assegnata la casa di proprietà del mio ex marito che comprende il box e la cantina. Adesso il mio ex ha deciso di venderlo e mi ha intimato di svuotarlo perché a fine mese lo vuole libero inoltre mi ha comunicato che cambierà la serratura. Il box Si trova nello stesso stabile dell’appartamento. Può farlo. Grazie infinite per la sua risposta

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre leggere le condizioni del divorzio.
      Se è prevista semplicemente l’assegnazione della casa coniugale si intende incluso anche il box che è una pertinenza della casa familiare.
      Quindi non si può vendere.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  126. Gino Fiacosa dice:

    Gentile avvocato,
    mi trovo in una situazione delicata, le espongo il mio quesito. Ho ricevuto dalla mia exmoglie, alla quale verso mantenimento per lei e i miei due figli di 27 e 30 anni, una diffida a contribuire per il 50% della cifra di 2800 euro per una serie di visite e un intervento chirurgico a mio figli 27enne. Mio figlio è coperto dalla mia assicurazione sanitaria aziendale, che la mia ex conosce bene e che avrebbe rimborsato l’80% della cifra spesa, se avessimo seguito l’iter previsto dall’assicurazione. Io ho appreso dell’intervento il giorno stesso del ricovero, nonostante fosse un intervento necessario non era d’urgenza, quindi ci sarebbe stato tutto il tempo per fare la richiesta all’assicurazione e di condividere con me la scelta di una clinica privata. Ovviamente con la mia ex non siamo in buoni rapporti, ma il suo comportamento mi sembra dannoso per entrambe, in questa situazione sono obbligato a pagare il 50% delle spese oppure no?
    Per mio figlio, comunque, pagherò, ma vorrei capire come tutelarmi per il futuro, in modo che non ricapiti, perchè mi sembra assurdo il comportamento della ex, che pur di danneggiare me va contro il suo stesso interesse.
    Cordialmente
    Gino

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      le spese mediche, se non urgenti, di solito, vanno concordate prima di essere eseguite.
      Prima di confermare questo principio, tuttavia, occorre leggere le condizioni della separazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  127. Karen dice:

    Buonasera
    Sono separata dal 2019 e mio figlio abita con il papà.ora lui mi chiede soldi per ripetizioni ma mi sono rifiutata in quanto non riesco a sostenere un altra spesa perché ora ho anche una bimba dal mio attuale compagno.lui con la disoccupazione paga l’affitto e la spesa.io con il mio lavoro guadagno 700 e pago le bollette il nido e la mensa più il mantenimento per mio figlio.ora però sono preoccupata che lui faccia ricorso.O posso stare tranquilla?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera Karen,
      si tratta di spese che prima di essere sostenute devono essere concordate.
      Quindi direi che non è obbligata a sostenerle ma risponderei al padre motivando il suo diniego in ragione dell’impossibilità a livello finanziario di sostenere i relativi costi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • karen dice:

        buonasera
        sono di nuovo qui per farvi qualche domanda.mio figlio (avuto dal ex marito) dovrà portare l’apparecchio ai denti.il mio ex marito mi scrive e mi dice che costerà 4600 e che ha aperto un finanziamento di un anno,al mese 400€.(tutto fatto senza prima parlarne con me) mi scrive poi che posso pagare quanto posso dare ma che se un mese gli serve 200 io devo darli.io gli ho scritto che riesco a darli forse solo 100€ al mese oltre al mantenimento di 300€ (avendo uno stipendio solo di 600/700€)e ho aggiunto che se farà piscina quest’anno quella spesa non la pago. ma lui dice che non posso fare così. è vero questo? che non posso oppormi? perché anche io ho spese da pagare e ho anche una bimba di 3 anni.la piscina non è una spesa obbligatoria giusto?

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          le spese pe la Piscina, sono spese straordinarie e da concordare tra i coniugi, salvo diverse condizioni nella separazione.
          Le spese per il dentista, invece, sono spese straordinarie inevitabili che, quindi, devono prevedere la compartecipazione dei genitori dopo la scelta concorde della struttura sanitaria che offre servizi odontoiatrici. Salvo diverse condizioni nella separazione.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
  128. Chiara dice:

    Ho chiesto la separazione ad Ottobre 2021 perché le cose tra me e mio marito ai miei occhi non andavano bene.
    Dopo aver trovato il coraggio di dirgli la verità quest ultimo si è trasformato in un uomo che in 35 anni non avevo mai conosciuto: ha iniziato a minacciarmi, non farmi dormire, mi ha messo delle cimici sul posto di lavoro, diffamata con parole irripetibili con amici e familiari e mi ha detto che non avrebbe mai firmato una separazione consensuale, così ho deciso di andare da un avvocato, dalla quale sono seguita tutt’ora.
    Mio marito ormai da Novembre ha abbandonato il tetto coniugale e vive, si suppone, da sua sorella e più volte mi ha chiesto se uno dei miei figli abbia l’idea un domani di vivere con lui, ma entrambi non ne hanno la minima intenzione.
    Abbiamo sempre vissuto in una casa spaziosa con cortile in affitto intestata a lui con i nostri due figli maggiorenni (di cui una autosufficiente) e oggi mi ritrovo a tirare la corda da ormai 4 mesi facendo l’impossibile per mantenere la casa e le spese e inoltre a cercare casa disperatamente perché il mio ancora marito ha disdetto il contratto di affitto ed entro Aprile devo lasciare l’immobile.
    I proprietari di casa sono a conoscenza della situazione ma non intendono in nessun modo parlarne con me.
    Lui ha uno stipendio di circa 3000€ al mese mentre io ho un contratto a tempo determinato di 1200€ netti.
    Vorrei sapere come un giudice possa dare per scontato che io con questo reddito possa trovare una casa che ospiti 3 persone e 3 cani di 50kg l’uno, perché da quello che continuano a dirmi “dovrò arrangiarmi”.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      c’è già un difensore che tutela i suoi interessi.
      Sarebbe meglio chiedere consiglio a quest’ultimo.
      Io posso solo ricordare che esistono iniziative processuali con le quali si possono contestare e sanzionare i comportamenti del coniuge separato inadempiente (ex art. 709 ter cod. proc. civ.) e mi riferisco al fatto che Suo marito ha unilateralmente risolto il contratto di affitto. Il fatto, tuttavia, che i suoi figli siano vicini all’autousufficienza economica rende tutto più difficile con riferimento all’assegnazione della casa familiare. Le consiglio una interessante lettura su https://www.facebook.com/separazioneconviventi/. Legga l’ultimo post pubblicato con riferimento alla sentenza della casssazione di novembre 2021, potrebbe interessarle.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469).

      Rispondi
  129. melissa dice:

    Buongiorno, sono separata da un anno, separazione consensuale assistita da avvocati con accordo con condizioni firmato da entrambi i coniugi.
    Il mio ex marito ora chiede il divorzio pretendendo di cambiare l’accordo. Ha scoperto che avevo una relazione extraconiugale con il mio attuale compagno, questa non è stata comunque la causa scatenante la fine della nostra separazione, anche se lui ora addossa a me tutte le colpe.
    Se ha raccolto del “materiale”, sia prima, durante e anche dopo la separazione che attesti il mio tradimento io rischio qualcosa?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera Silvia,
      occorre, anzitutto, leggere le condizioni della separazione. Non mi ha riferito se lei riceve un mantenimento personale ovvero per i vostri eventuali figli. Comunque mi sembra tardiva la contestazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com – 02.72022469)

      Rispondi
      • Melissa dice:

        nell’accordo di separazione dichiariamo che la separazione è avvenuta per incompatibilità caratteriali. Sì ricevo un mantenimento mensile per l’unico figlio

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          l’ammontare del mantenimento per il figlio non deve essere influenzato dalle ragioni che giustificano la separazione.
          Se si trattasse del mantenimento del coniuge, allora, solo ipoteticamente, ci sarebbe margine per una revisione.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola (02.72022469)

          Rispondi
  130. Annalisa dice:

    Buonasera,
    Convivo con il mio compagno nella casa di sua proprietà e abbiamo una figlia di 3 anni.
    Anche io ho un casa di mi proprietà a sesto San Giovanni.
    Le cose tra noi non vanno bene ma non vuole che me ne vada per la bimba. La domanda è: come posso tornare nella casa di mia proprietà portando con me la bambina senza essere denunciata?
    Grazie, Annalisa

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Annalisa,
      io le consiglio di non spostarsi dalla casa familiare sino a quando non avrete trovato un accordo (sulle condizione della regolamentazione della figlia nata fuori dal matrimonio).
      Le ragioni di tale consiglio sono riconducibili al fatto che Lei, laddove diventi collocataria della minore, avrebbe il diritto di chiedere l’assegnazione della casa familiare con la conseguenza che dovrebbe essere il suo ex compagno a trasferirsi. Indipendentemente dal fatto che Lei ha un’altra proprietà immobiliare.
      Non vuole chiedere l’assegnazione della casa familiare? Io le dico va bene, ma ci carà spazio per tali concessioni in futuro. Con cognizione di causa le dico che le concessioni possono comportare una moneta di scambio. Si ricordi che lei dovrà anche concordare con il padre di sua figlia il contributo al mantenimento per quest’ultima, il diritto di visita (compresi i pernottamenti di sua figlia con il padre).
      Se vuole approfondire resto a disposizione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  131. maria dice:

    Buongiorno,
    il mio compagno e la sua ex moglie hanno deciso di rompere la relazione nel 2019, da tale data non si riesce a trovare un accordo consensuale sulla divisione delle proprietà e dei debiti ancora in corso. Il mio compagno ha sempre dato il mantenimento nonostante non ci fosse alcuna sentenza e i due figli maggiorenni e la ex moglie vivono nella casa coniugale di proprietà esclusiva del mio compagno. Ci sono in corso due finanziarie che il mio compagno sta continuando regolarmente a pagare ed un’assicurazione vita che è arrivata in scadenza. L’assicurazione è da dividere tra i due coniugi o è di diritto del solo coniuge intestatario? Inoltre le rate delle finanziare pagate ed in corso ,contratte durante il matrimonio, possono essere chieste al 50% all’altro coniuge?. Su uno stipendio di circa 2700,00 quanto potrebbe essere il mantenimento per i due figli maggiorenni?
    Cordiali saluti
    Gessica

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      siamo spiacenti ma questo forum è destinato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre leggere il provvedimento del Giudice.
      Di solito, ci sono due casistiche: 1) affidamento super esclusivo, con indicazione nel provvedimento dell decisioni di maggiori interesse relative a determinati ambiti della sfera personale del minore, che possono essere prese da un solo genitor; 2) affidamento super esclusivo, senza indicazione specifiche ma precisando che il genitore affidatario potrà adottare autonomamente tutte le decisioni di maggiore interesse del minore. Nel secondo caso, non serve l’autorizzazione dell’altro genitore per ottnere un documento valido per l’espatrio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  132. Francesca dice:

    Salve,
    sono incinta al settimo mese di gravidanza, convivevo con il padre del bambino fino a 3 mesi fa, quando ho interrotto la relazione per il comportamento irresponsabile e immaturo della persona di cui sopra, che oltretutto non contribuiva alle spese domestiche, facendosi mantenere dalla sottoscritta sotto ogni punto di vista. Lui vuole riconoscere il bambino al momento della nascita e ho letto che il pernottamento presso il padre avviene circa al 2-4°anno di età del bambino. La mia domanda è la seguente: quando il padre può, per legge, trascorrere del tempo con il bambino presso la sua abitazione, durante le ore diurne, senza quindi la mia presenza? E in che modalità ciò può avvenire?

    Vi ringrazio anticipatamente.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Francesca,
      se il figlio è neonato o comunque molto piccolo, il diritto di visita del padre deve essere bilanciato con le esigenze del bambino, in modo da garantirgli l’allattamento e una presenza preponderante della madre. È tuttavia giusto – secondo la più recente giurisprudenza – che, sin dalla tenera età il padre inizi a instaurare una relazione stabile con il figlio, prendendosi cura anche delle sue esigenze primarie (cambio pannolini, biberon, ecc.): da un lato perché una riduzione degli incontri potrebbe pregiudicare l’insorgere di quel rapporto affettivo imposto dalla legge, dall’altro lato perché è necessario promuovere la responsabilizzazione anche del padre.
      Quindi, in assenza di un accordo delle Parti, meglio rivolgersi celermente ad un Giudice che riconoscerà al padre diritto di visita limitato con qualche pomeriggio (o meglio qualche ora) al di fuori dei periodi allattamento. Periodi del padre con la figlia che aumenteranno in ragione del crescere dell’età del minore, fino a prevedere i primi pernottamenti dopo i due o tre anni di età.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  133. Val dice:

    Buongiorno,

    Il mio compagno è separato da 11 anni e passa alla moglie gli alimenti pari a 1100euro/mensili e le ha lasciato la casa della quale sono entrambi proprietari.
    Ora che la figlia di 30 anni ha una posizione, il mio compagno ha intenzione di chiedere il divorzio.
    Abbiamo qualche perplessità circa la possibile reazione alla richiesta di divorzio e dell’economia che ne consegue.

    Alla luce delle normative attuali, dopo il divorzio sarà obbligato a continuare a versare il mantenimento alla ex moglie?

    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre leggere i provvedimenti in sede di separazione. Il mantenimento era previsto nell’interesse dei figli o della moglie ?
      In ogni caso, se la moglie è autosufficiente da un punto di vista economica quest’ultima non ha diritto ad un mantenimento personale.
      Occorrerebbe anche comprendere se la figlia di 30 anni lavora o meno per fornire un suggerimento utile.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
      • Val dice:

        Buongiorno Avvocato,

        Grazie per la risposta.

        La cifra è quella concordata al momento della separazione.
        La moglie ha un impiego part time dal 2019 quando ebbe un infarto.

        La figlia ha lasciato casa da più dì 4 anni e lavora con regolare contratto.

        Grazie

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          sembrano sussistere, quindi, i presupposti per revocare l’assegno o ridurre sensibilmente l’assegno.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola (02.72022469)

          Rispondi
  134. Emilio dice:

    salve , sono unito civilmente da 5 anni , al momento del suddetto abbiamo scelto la formula / separazione dei beni / vorrei sapere se in caso di morte il mio compagno ha diritto a una quota della mia abitazione , premetto che abbiamo due residenze diverse , io ho fatto testamento alografo nel quale specifico che la mia abitazione passa a un mio nipote. Grazie Emilio Barzaghi

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      sotto il profilo successorio, l’unione civile conferisce alle coppie il diritto alla legittima indipendentemente dal fatto che avete optato per la separazione dei beni. Il testamento che ha fatto, quindi, lede sicuramente i diritti del suo compagno e potrà essere impugnato da quest’ultimo in sede giudiziaria.
      Conosciuto il rischio, si possono cercare soluzioni per realizzare le sue volontà.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
      • Emilio dice:

        Grazie ,il mio compagno e’ disposto a redigere sul mio testamento la sua volontà di rifiutare qualsiasi lascito per legge . Ha valore?

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          Non è possibile anticipare la rinuncia all’eredità a un momento anteriore al decesso, quando ancora il soggetto in questione è in vita. La rinuncia “anticipata” si considera nulla, come se non fosse mai avvenuta, e non produrrebbe pertanto alcun effetto. Con la conseguenza che il “presunto rinunciante”, se non reitera la rinuncia all’eredità dopo la morte del de cuius, si considera come erede puro e semplice.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
  135. Lida dice:

    Buongiorno sono una mamma con 3 figli (20, 9 e 7 anni).
    Abito nella casa coniugale con mio marito e con il mio suocero, di proprietà mia e di mio marito (siamo noi che paghiamo il mutuo).
    È da 20 anni che faccio da badante al mio suocero e non ho privacy in casa mia perchè si permette di entrare in qualsiasi momento senza permesso.

    La situazione è diventatata per me insostenibile e vorrei separarmi ma non so da dove incominciare.

    L’ulteriore problema è che non vorrei mi fosse assegnata la casa coniugale perchè l’unica zona (legalmente) abitabile è occupata da mio suocero.

    Per ora il mio lavoro non mi consente di mantenermi completamente, però sto gia cercando una nuova occupazione.

    Vorrei sapere da dove iniziare per fare tutto in modo più pacifico possibile.
    Grazie, in attesa della sua risposta.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      sembra una strada in salita ma se non inizia il percorso non raggiungerà mai i suoi risultati.
      Per il momento mi limito a segnaalare che in sede giudiziale è assolutamente plausibile l’assegnazione della casa coniugale al genitore collocatario dei figli con il conseguente obbligo a carico del marito e del suocero a dovere uscire di casa !
      Si può partire da queste richieste per poi aprire un tavolo delle trattative.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  136. Ali dice:

    Buon giorno avrei bisogno di una informazione! Il mio compagno ed io stiamo per avere un bambino tra 2 mesi però lui a un problema con la sua ex ha richiesto il pignoramento nella busta paga del mantenimento dei suoi due figli quando nasce nostro figlio quel pignoramento si toglie o rimane visto che vogliamo comprare casa ? E il mantenimento dei suoi due figli con la sua ex si riduce così siamo informati

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non vi è alcun automatismo tra la nascita di Vostro figlio e la cancellazione del debito contratto dal suo compagno (finchè non verrà onorato il debito il pignoramento produrrà i suoi effetti).
      Qualche possibilità, invece, vi è con riferimento alla nascita del terzo figlio e la riduzione dell’assegno di mantenimento in favore dei due precedenti figli (ovviamente, soltanto con richiesta di riduzione dell’assegno di mantenimento di fronte ad un Giudice).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  137. Francesco dice:

    Salve ho un figlio da coppia non convivente e non stiamo insieme, il bimbo ha un mese e fin’ora sono stato un mese affianco a lui e comprato tutto ciò che gli necessitava, ora dovrei iniziare a dare il mantenimento però la mamma vorrebbe andare a lavorare e mettere la babysitter mi spetta pagarla se già do la parte di mantenimento?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il mio consiglio è quello di regolamentare (in Tribunale) il figlio nato fuori dal matrimonio che significa concordare o fare stabilire da un Giudice: a chi affidare il minore; il contributo fisso mensile per il mantenimento a carico del genitore non collocatario del minore oltre la percentuale di spese straordinarie che gravano sempre su quest’ultimo genitore; oltre al diritto di visita (di solito senza pernottamenti con il padre almeno sino al compimento di 2 o 3 anni del figlio).
      Si tratta di un procedimento giudiziale. Per intendersi non esiste una legge specifica sui costi per la baby sitter …
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      non saprei come aiutarla. Un finanziamento o un prestito comporta obbligazioni restitutorie ovviamente a volte anche con gli interessi.
      Ma dovrei comprendere in quale contesto e con quale documentazione si formalizza il prestito per fornire suggerimenti utili.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  138. Luca dice:

    Buongiorno,

    Sono convivente non sposato con due figli minori di 8 e 13 anni. Residente in MB.

    Lavoro da sempre da casa (è mia sede di lavoro da contratto) con la possibilità di incasellare gli impegni in modo da pensare alla gestione dei bambini in tutto per tutto (sport, compiti, scuola..) E non solo, lavorando da casa poco a poco è diventato scontato fare la maggior parte delle faccende domestiche.

    Lei lavora part-time con orari che variano ogni settimana e mai prevedibili e includono anche il weekend.

    Cosi la mia ex compagna così è arrivata a chiedere sempre più con ricatti materiali e affettivi e alla prima rinuncia minaccia la separazione. È arrivata a chiudermi fuori casa obbligando i bambini a non aprirmi. Insomma, convivo in una situazione di violenza.

    Abbiamo casa cointestata e mutuo cointestato, ma sostenuti solo da me. Canone del mutuo è di 900 euro. Il mio reddito è molto alto. 5 volte superiore al suo.

    Domanda, quali sono le reali probabilità di ottenere collocamento figli e casa? C’è un limite massimo all’assegno di mantenimento figli?

    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la collocazione dei minori presso la casa familiare insieme al padre o alla madre non è qeustione di genere (maschio o femmina) ma la scelta è strettamente connessa alla possibilità di uno dei due genitori di occuparsi concretamente dei minori.
      Il procedimento per chiedere l’assegnazione della casa familiare al padre con il collocamento dei minori presso quest’ultimo, è un ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
      Se ha necessità di assistenza noi operiamo anche presso il Tribunale di Monza ma abbiamo il nostro studio in via Larga 16 a Milano.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  139. Fedra dice:

    Buongiorno
    Non siamo una coppia di fatto, non siamo sposati, abbiamo un bimbo di 9 anni. La casa è mia e non ha qui la residenza. Gli ho già fatto mandare raccomandata da Avvocato ma non se ne va. (E mi deve anche dei soldi) posso cambiare la serratura?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      io consiglio di agire in giudizio con ricordo per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
      Si rivolga ad un avvocato vicino alla Sua residenza (io esercito a Milano e dintorni).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  140. Johanna Jacqueline dice:

    Buongiorno volevo chiedere una informazione, io mi sono separata de mi ex marito, nell 2018, la nostra relazione non era così forti per intrare ei servizi sociale, il fatto que questa gente quando io nell 2020 sono ritornata con mi ex marito loro hanno scritto al giudice di avere la tuttela della mia figlia, io de queste servizi mai avuto aiuto in nessun senso, ansi sempre sono stas trattata molto male di parti dei servizi sociali sempre me hanno mezzo al loro piedi, a mi ex marito gli chiamano il signore a me quella, adesso che la situazione purtroppo no andata ancora bene, o lasciato quella casa, i mi sono tranfwrita dove mia madre, loro servizi non voleno che mia figlia frequentara la scuola da dove abitiamo adesso, non vogliono che mi porte la mia residenza, non sono una dona svabdata o cosa, per arrivare al punto che io non posa fare questo, chiedo gentilmente come dovre fare sono stanca gia de miei problemi per avere anche questa parte dei servizi cosi di m.. voglio cambiare residenza i cosi di deve vedermi un altro servizi va ben acetto ma io voglio portarmi la mia residenza i la de mia figlia i fare frequestare la scuela di que dove abitiamo.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      per darle un suggerimento occorre verificare con attenzione le ragioni per le quali i servizi sociali sono ancora presenti nella Vostra vita. C’è un procedimento giudiziario ancora in corso ? Gli asssistenti sociali devono fornire la loro relazione periodicamente ad un Giudice ? Per fare cessare l’intervento degli assistenti sociali, occorre la pronuncia di un Giudice.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  141. Giorgi Angelo dice:

    salve…vorrei gentilmente un informazione….passo 673 euro di alimenti ai 2 figli una studia e lavora e percepisce 1000 euro al mese altra figlia non studia e percepisce 800 euro al mese…..preciso che hanno un lavoro continuativo da qualche anno ma sono in regola part-time..quindi solo una parte di stipendio viene dichiarata……la mia ex moglie lavora in regola e percepisce circa 800 euro…quindi le entrate sono consistenti…io lavoro come guardia giurata e guadagno circa sui 1500/1600…..pago 450 di affitto al mese + i 673 euro al mese di alimenti…..e possibile abbassare la rata o togliere gli alimenti……..grazie distinti saluti Angelo

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      questo forum è destinato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Mi chiedo, tuttavia, per quale ragione lei stia ancora pagando un mantenimento considerato che le sue figlie sono autosufficienti da un punto di vista economico.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  142. Veronica dice:

    Salve, volevo chiedere un informazione,
    come e’ possibile avere copia di una sentenza in tribunale, senza sapere quando e’ stata fatto o il numero in archivio?
    La ringrazio

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      almeno le parti del giudizio le conosce ? e quanto meno servirebbe l’anno in cui è stata emessa la sentenza per restringere il campo della ricerca. Ci sono portale con accesso previo login (spid o carta d’identità digitale) che consentono la ricerca.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
      • Veronica dice:

        la ringrazio per la risposta, mi sa dire in questo caso su quali siti posso fare la ricerca? chiamando il tribunale sarebbe possibile facendo richiesta di una copia farsela spedire tramite mail? la ringrazio

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          lesentenze.it.
          Non mi risulta che il Tribunale di Milano spedisca via mail le sentenze.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
  143. Annalisa dice:

    Buongiorno,
    Il padre di mio figlio si è trasferito da Firenze a casa mia circa 3 anni fa, il nostro bimbo ha 4 anni, per diversi motivi è da circa 2 anni che gli ho detto che nn voglio più stare con lui e che se ne deve andare da casa mia, ma lui fa finta di niente e continua a stare a casa mia. Mi dice che avendo la residenza a casa mia non posso cacciarlo via.
    Cosa posso fare per farlo uscire ?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Annalisa,
      è sufficiente che lei tuteli i suoi diritti in Tribunale con ricorso per la regolamentazione dei figli fuori dal matrimonio, con domanda di collocamente presso di sè di suo figlio al quale fa seguito l’assegnazione della casa familiare al genitore collocatario e, per l’effetto, l’ordine, da parte del Giudice, al genitore non collocatario di trasferire altrove residenza e dimora.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  144. Andrea dice:

    Buongiorno

    nel mese di giugno io e la mia ex moglie abbiamo proceduto con la separazione consensuale in Comune. Abbiamo un figlio maggiorenne che lavora.
    Abbiamo inoltre firmato una scrittura privata non inserita nell’accordo di separazione consensuale con la quale mi sono impegnato a continuare a pagare tutto, ma proprio tutto lasciando a mia moglie una mia carta di credito per le spese sia sue che di mio figlio per circa 4 anni. Mia moglie vive nella villa che avevamo acquistato circa 10 anni fa ed intestata solo a lei, nella scrittura privata viene però riconosciuto che l’immobile è stato acquistato con i redditi di entrambi e che nonostante ciò io rinuncio a tutto. La domanda è : la scrittura privata che abbiamo sottoscritto ha valore giuridico anche se non menzionata nell’accordo di separazione consensuale fatto in Comune? mia moglie potrebbe richiedere (come sta affermando) l’annullamento di tale accordo per pretendere altri soldi? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi spiace ma questo forum è riservato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  145. Ornella dice:

    Salve, in caso di coppia senza figli dove il marito ha una forte depressione ed aggressività verbale e fisica, cause civili pendenti tanto da far indebitare la coppia, in caso di separazione e debiti finanziari sottoscritti da entrambi, possono essere fatti pagare al marito?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se avete sottoscritto debiti e/o finanziamenti solidalmente per riuscire a dimostrare che Lei non è debitrice occorrerebbe sostenere che Lei ha sottoscritto il debito con l’inganno, dolo e/o violenza. Non è semplice, occorre verificare se vi sono prove di tali presupposti per l’annullamento del debito.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  146. Gaia dice:

    Buongiorno, chiedo un’informazione io e il mio ex compagno abbiamo un bambino di due anni in comune. Quando è andato via, è andato a convivere con una ragazza alla quale è stato vietato dal giudice (in quanto relazione non stabile) di entrare a contatto con nostro figlio. A ottobre lui l’ha mandata via di casa e l’ha lasciata. Ad oggi lei non gli ridá le chiavi di casa ed io non mi sento sicura a lasciare il bambino dormire dal padre in quanto una totale sconosciuta ha appunto le chiavi di quella casa. È possibile sporgere denuncia verso questa persona che non vuole ridare indietro le chiavi? In più chiedo, finché lei non ridá indietro le chiavi, il bambino, anche alla soglia dei 3 anni non potrà dormire da lui non essendo in sicurezza data la situazione delle chiavi di casa? Grazie in anticipo.
    Gaia

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi chiedo, anzitutto, se esiste una regolamentazione del figlio nato fuori dal matrimonio. In quest’ultima deve essere anche previsto il diritto di visita del padre.
      Poi faccio una sola considerazione forse ovvia ma per trovare in fretta una soluzione direi che il padre potrebbe cambiare la serratura (costo al di sotto di 100 euro).
      Comunque resto a disposizione anche per altro genere di approfondimenti laddove non sia stato regolamentato in giudizio il diritto di visita del padre.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  147. Monica dice:

    Salve una d’onda ho una figlia con il mio ex non siamo sposati. Ora sono incinta e il mio nuovo compagno ha avuto un offerta di lavoro abbastanza buona a 300 km da qua volevo sapere se potevo trasferirmi nonostante il padre non vuole. Premetto che anche adesso che abitiamo a 2 km di distanza lui la bambina la prende un week end si e uno no e 1/2 nella settimana che sta con me quindi non tantissimo mentre l’estate che lavora in un campeggio se io non litigo con la madre e la obbligo ha prenderla per portargliela lui non la vedrebbe. Comunque gli ho spiegato che gli verrei incontro in qualsiasi modo per fargliela vedere perché non glie la voglio negare ma lui dice solo no.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il forum è riservato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Le consiglio di contattare un avvocato esperto in diritto di famiglia con studio nel comune di residenza dei coniugi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  148. Walter dice:

    Buona sera,

    mi sto separando da mia moglie. Abbiamo due figlie di 12 e 15 anni. Io sono proprietario esclusivo dell’immobile dove adesso lei e le mie figlie vivono, mentre io sono tornato a vivere con mia madre. Anche lei possiede un appartamento di sua esclusiva proprietà. Siamo in separazione dei beni, io operaio, lei maestra di scuola elementare, redditi quindi di 1400 euro medi ciascuno mensili. I due immobili li stiamo pagando con mutuo cointestato. Lei mi ha obbligato di fatto a versare il 64% dell’intera rata mensile, poiché asserisce che all’atto di contrazione del mutuo tale era l’importo a me necessario sul totale richiesto per l’acquisto di entrambe le case. Chiede 800 euro di mantenimento per le figlie, di rimanere nella mia casa, ed intanto la sua le frutta mensilmente 500 euro poiché locato. Il mio avvocato dice che non posso fare nulla al riguardo. Mi chiedo, possibile che non si tenga conto che lei è in evidente stato di vantaggio così rispetto a me? come posso in futuro pagare 850 euro di mutuo e 800 di mantenimento mentre lei beneficia in pieno del suo stipendio poiché paga (per come ha estorto le cose al momento) solo 510 euro di mutuo?

    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il forum è riservato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Le consiglio di contattare un avvocato esperto in diritto di famiglia con studio nel comune di residenza dei coniugi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  149. daniela dice:

    Buongiorno volevo chiedere se il decreto legge sulla nuova misura ASSEGNO UNICO UNIVERSALE prevale sulle sentenze di divorzio antecedenti a tale misura.
    Ovvero se nella sentenza di divorzio consensuale gli ex coniugi si sono accordati per lasciare il 100% degli assegni familiari alla madre, ora è legittimo che il padre riceva il 50% dell’assegno unico universale? si consideri che questa misura abolisce le detrazioni figli a carico che erano finora divise al 50% tra gli ex coniugi
    grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la domanda che Lei sottopone alla nostra attenzione non ha ancora una risposta univoca.
      Giova, infatti, precisare che si possono prendere in considerazione due diverse ipotesi:
      – la prima, nella quale la separazione e/o il divorzio prevedevano per iscritto a favore di quale genitore dovevano versarsi gli assegni familiari (che saranno ancora in vigore sino a febbraio 2022). In questa ipotesi è assai probabile che anche l’Assegno Unico per i figli debba essere versato in favore del genitore indicato come beneficirio dell’assegno familiare nelle condizioni di separazione e/o divorzio.
      – la seconda, prevede che nulla sia previsto nelle condizioni di separazione e/o divorzio sugli assegni: in questo caso, laddove entrambi i genitori conservino integra la responsabilità genitoriale (e, quindi, non vi siano provvedimento di affidamento esclusivo), l’assegno andrà suddiviso in due parti uguali (a meno di accordi tra le due parti).
      Queste le conclusioni del nostro studio legale dopo una prima disamina delle novità legislative in tema di Assegno Unico per i figli che dovranno, tuttavia, essere verificate anche con riferimento alle future prassi giurisprudenziali.
      Resta sempre intesa che una modifica sostanziale delle condizioni economiche di una dei coniugi (anche con riferimento all’impossibilità di detrarre fiscalmente ingenti importi prima detraibili per legge), potrebbe giustificare una istanza di modifica delle condizioni della separazione in punto mantenimento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  150. Luca dice:

    Buongiorno,
    sono divorziato con 2 figli. Mia figlia di 16 anni dopo varie segnalazioni alla madre decide di trasferirsi da me, la madre non riesce a garantire l’ambiente tranquillo per lo studio, permettendo all’altro figlio maggiorenne (bocciato a scuola) di fare tutto ciò che vuole, ad esempio, fare rumore di notte in modo che la figlia sta sveglia tutta la notte prima di andare a scuola. La madre nonostante continue richieste della figlia di intervenire, non lo fa ed e’ aggressiva nei confronti della stessa.
    Il padre versa l’assegno per entrambi i figli + la madre con suo compagno e figlio maggiorenne stanno nella casa della famiglia del padre, per quale non pagano nulla.
    Domande:
    1. A chi posso rivolgermi per segnalare l’incapacità della madre ad educare i figli?
    2. E’ possibile sospendere fin da subito l’assegno, considerando che la figlia vive da me? E’ possibile farlo subito dal primo mese di trasloco della figlia ? Cosa bisogna fare, come devo comunicarlo alla ex-coniuge? Come già descritto, la figlia e’ andata via di casa a causa di impossibilità di trascorrere vita tranquilla, studiare etc.
    3. E’ possibile chiedere l’affitto alla madre e suo compagno?

    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      gli avvocati servono proprio a questo ! Se non vuole affidarsi ad un Avvocato a Milano, come lo scrivente, cerchi un bravo avvocato vicino a dove abita. Un bravo avvocato le consiglierà sicuramente di sanzionare il comportamento del genitore inadempiente ex art. 709 ter cod proc. civ., ovvero, nei casi più gravi, si può cercare di coinvolgere anche gli assistenti sociali.
      Mi permetto, infine, di anticipare sin da ora che il presupposto del mantenimento della prole è la convivenza di quest’ultima con il genitore beneficiario dell’assegno. Se viene meno la convivenza, viene meno anche l’assegno. Aggiungo solo che, venuta meno la suindicata convivenza, potrebbe sorgere la necessità di un mantenimento diretto in favore di sua figlia, se quest’ultima non ha raggiunto l’autosufficienza economica.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  151. franco dice:

    Buonasera in merito al nuovo “assegno unico” in una coppia separata con due figli in affido congiunto al 50% si può fare richiesta del metà dell’assegno per entrambi i genitori?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Franco,
      si può. Potete decidere di percepirlo nella misura del 50% ciascuno o decidere che l’intera somma vado soltanto ad uno dei due al 100%.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  152. Angela dice:

    Vorrei tornare a casa mia con le mie figlie 2 minorenni ….in cui il giudice Rosa Muscio assurdo mi ha detto che a lei non interessa la violenza sulle donne …prima provvisoria sentenza io fuori lui dentro ….non ho ancir capito che manovre ha fatto io non l’ho denunciato mia colpa .il mio avvocato al momento di fare ricorso subito ….si è fatto comprare La Giudice ha sentenziato del perché dato che non ero d accordo perché non ho fatto ricorso Sono disperata ….mamma di 3 figlie dove le accudite in tutto e per tutto lui lavorava e basta .

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      sono certo che comprenderà che senza leggere le “carte” non è possibile fornirLe un suggerimento.
      Mi limito a riferire che il Giudice, Rosa Muscio, è sicuramente preparata e, per mia esperienza personale, imparziale.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  153. Rosalba dice:

    Buonasera,
    Vorrei chiedere un parere rispetto a questo problema che ci sta facendo dannare da molti anni: un fratello di mio padre ha intestatoregistrando al catasto a nostra insaputa a noi nipoti una casa contestualmente ad un altro zio ( reale proprietario) . Quando il proprietario si è accorto ha rifatto i documenti per usucapione al a nome suo. Noi nipoti ci siamo accorti di esssere sti problemi proprietari perché il comune. Ci chiede il pagamento dell IMU. Niente è servito spiegare e far redigere una dichiarazione al reale per prprietario.Che possiamo fare? Possibile non si possa risolvere in nessun modo? Ora addirittura arrivano minacce di espropriazione Forzata Noi siamo stati ingannati, possiamo fare qualcosa, possiamo diffidare il comune dal chiedere a noi le tasse per questa casa che non è mai stata nostra se non per un periodo a nostra insaputa. Grazie se potete darci un aiuto

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre, anzitutto, verificare se avete tempestivamente e formalmente contestato le richieste di pagamento IMU.
      Per il resto, il principio che si deve sostenere avverso le richieste è quello che riconduce l’IMU al diritto di abitazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  154. Rocco dice:

    Buongiorno, sono sposato da 6 anni con due bambine di 6 e 4 anni. Insieme al coniuge sono comproprietario al 50% di un immobile dove viviamo in prov. di Milano e per la quale quota soltanto io ho il mutuo. Siamo in una grave crisi coniugale, aggravata dal fatto che lei ha superato un concorso nella sua regione natia. Per cui ha intenzione di ritornarci con le figlie. Gradirei sapere se, anche prima di avviare le pratiche del procedimento di separazione, posso oppormi alla sua decisione in quanto ho diritto di stare con le mie figlie piuttosto che a 800 km di distanza.
    In caso negativo, come andrà poi a finire con la casa di comproprietà? Posso chiederla io in assegnazione fissando un prezzo considerando anche che ha una maggiore disponibilità patrimoniale? E ciò può valere anche ai fini dell’assegno di mantenimento pur avendo lo stesso stipendio?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il trasferimento del coniuge separato e collocatario dei figli, giustificato da ragioni lavorative potrebbe essere giustificato ma non deve compromettere completamente il diritto di visita dell’altro coniuge.
      Prima di parlare di trasferimento, quindi, dovreste separarvi e rimettere ad un Giudice le decisioni inerenti il mantenimento, la collocazione delle figlie e l’assegnazione della casa familiare. Se quest’ultima è intestata ad entrambi, l’assegnazione al padre potrebbe essere giustificata soltanto dalla collocazione delle minori presso il padre.
      Queste le prime riflessioni. Resto a disposizione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  155. Alessandra dice:

    Buongiorno,
    io ed il mio compagno vorremmo cessare la nostra convivenza che dura da diversi anni. Non siamo sposati e abbiamo una figlia.
    La casa in cui viviamo è di mia proprietà, mentre lui è proprietario di un altro appartamento attualmente vuoto dove lui andrà vivere.
    Entrambi lavoriamo ed entrambi i nostri stipendi si aggirano a 1.500 euro circa. Il problema nasce per il fatto che dopo la separazione vorrei da lui 500 euro al mese per mia figlia, più metà delle spese extra. Invece lui è disposto a darmi solo 250 e metà delle spese extra solo se a sua discrezione sono indispensabili.
    Lui mi sta facendo un ricatto dicendomi che se andremo in giudizio ed il giudice gli imporrà più dei 250 da lui proposti, andrà da un notaio e depositerà un testamento in cui lui lascerà il 50% del suo appartamento (che ha un valore piuttosto elevato) e della futura liquidità alla figlia di sua sorella. Lui sostiene che non essendo sposato e avendo una sola figlia la sua quota disponibile è pari a metà del suo patrimonio e può lasciarla a chi vuole.
    Una volta che nostra figlia sarà maggiorenne gli dirà dell’esistenza del testamento e che se vuole che lo modifichi facendola diventare unica erede dovrà fare in modo che io gli restituisca indietro tutta la cifra eccedente ai 250 al mese da lui pagata negli anni a venire, ai quali ci aggiungerà gli interessi e le spese dell’avvocato.
    Se il giudice accettasse di farmi dare 500 euro al mese, moltiplicando i 250 euro al mese eccedenti per gli anni a venire fino all’indipendenza economica, la cifra che si raggiunge sarebbe comunque una minima parta del valore dell’appartamento, quindi se mi rifiutassi di cedere al ricatto mia figlia ci andrebbe a perdere moltissimo.
    Esiste un modo per potermi difendere?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi sembra solo, proprio come Lei lo ha definito, un vero e proprio ricatto.
      Comunque nessuno può garantirle che un domani il Suo ex venda con la conseguenza che non ci sia più un’eredità.
      Se il Suo ex vuole costruire un rapporto con la figlia, in ogni caso, con questo ricatto sta veramente mettendo basi poche solide per questo rapporto.
      Si preoccupi, per ora, sotanto dal mantenimento. Troppo presto per pensare all’eredità di Sua figlia. In questo momento la quota disponibile del Suo ex compagno è effettivamente riconducibile ad 1/2. Ma ripeto, ora si preoccupi solo del breve periodo senza pensare all’eredità. Tra l’altro, la Vostra situazione potrebbe cambiare in futuro.
      Fossi in Lei insisterei anche in giudizio per un contribuo al mantenimento più elevato di € 250,00 fissi mensili.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  156. Christian dice:

    Buongiorno, sono proprietario di una casa dove pago il mutuo e vivo con la mia compagna ed un figlio minorenne. Vorrei lasciarla, perché le cose non vanno più bene, non siamo sposati, conviviamo. Lei è proprietaria di una casa, dove paga il mutuo, e convivevamo lì fino al primo anno di vita del bambino, per poi trasferirci nella casa attuale di mia proprietà. In questo momento la casa della mia compagna è in affitto da 2 anni. I suoi genitori vivono da 1 anno nello stesso condominio, del mio appartamento. In caso di separazione, ci sono possibilità che lei con il bambino o non, può tornarsene a vivere nella sua casa di proprietà, una volta chiesto agli affittuari di andarsene nei tempi prestabiliti, o andarsene dai genitori in attesa di una sistemazione migliore? Più che altro perché non avrei modo di vivere se rimane lei in casa mia e dovrei lasciare casa. Una domanda stupida, si può vendere casa prima di effettuare ciò, per non rischiare ciò? Spero che questo commento non venga esibito per una questione di privacy, ne sarei grato. Perché sono vicino a chiedergli di lasciarla. Grazie.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      senza troppi giri di parole, il genitore che risulterà collocatario della minore, avrà diritto di chiedere l’assegnazione della casa familiare sino all’utosufficienza economica della stessa.
      Le altre circostanze sono rilevanti ai fini della quantificazione dell’assegno di mantenimento.
      Meglio trovare un accordo prima di rivolgersi ad un Giudice per poi formalizzarlo sempre innanzi a quest’ultimo.
      Occorre trovare la giusta formula che renda interessante proposte alternative all’assegnazione della casa familiare al genitore collocatario.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  157. Nicoletta Paone dice:

    Fatto: Nel 2014 a settembre mio marito (ci siamo sposati il 4 settembre 2021) rincorre insieme alla sua ex per una separazione consensuale. All’udienza a dicembre dello stesso anno il giudice acconsente la separazione dei coniugi e mette l’obbligo del marito al pagamento di 250,00 mantenimento coniuge e 350,00 mantenimento figlia all’epoca minorenne. Si va avanti con la causa di divorzio e alla udienza presidenziale (non definitiva) il giudice sentenzia il divorzio è aumenta di 50,00 mantenimento coniuge e 50,00 mantenimento figlia diventando così 300,00 mantenimento coniuge e 400,00 mantenimento figlia mandando tutto il resto delle ulteriori domande al giudice istruttorio.
    Ad aprile 2019 esce la sentenza di primo grado dove c’è riportato lo scioglimento del matrimonio non impugnato quindi passato in giudicato, rigetta la domanda dell’assegno divorzile e aumenta di 100,00 quello della figlia oramai divenuta maggiorenne.
    L’ex rincorre in Appello e la Corte di Appello accoglie parzialmente aumentando di ulteriori 100,00 il mantenimento figlia maggiorenne e rigetta il restante e quindi di nuovo rigetta la domanda del assegno divorzile.
    L’ex rincorre in cassazione dove mio marito e in attesa della sentenza, nel frattempo è arrivata una mail dove lei minaccia di precederlo in quanto lui non rispetta l’ordinanza urgente e temporanea nella sede presidenziale e pretende che lui continui a pagare i 600,00 del mantenimento figlia stabilito della Corte di Appello ma nello stesso tempo pretende di ricevere ancora (sic!) anche i 300,00 di mantenimento coniuge stabilito con l’ordinanza presidenziale urgente e temporanea.
    Domanda: È lecita la richiesta della ex o non ha fondamento?
    Grazie mile

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      ci sono stati tre gradi di giudizio ed immagino che siano bravi difensori che assistono suo marito e che conoscono sicuramente meglio di me le “carte” processuali. Solo leggendo queste ultime potrei darle una risposta. In ogni caso, il fatto di avere depositato il ricorso in cassazione, ovviamente, non è sufficiente per ritenere invalidi i precedenti provvedimenti in secondo grado: occorre un provvedimento giudiziario formale.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • Nicoletta Paone dice:

        Quindi possiamo stare tranquilli anche se la ex minaccia precetto per gli arretrati e presenti? Con l’opposizione blocchiamo tutto? Grazie

        Rispondi
  158. Patrizia Mattiello dice:

    Buona sera, sono una donna sposata da 39 anni e vivo in una villetta bifamiliare dove nell’ altro appartamento vive mia suocera con mia figlia ed il convivente di mia figlia. Premetto che mia suocera ha rovinato la nostra famiglia, non mi ha mai accettata, mi ha sempre criticata con chiunque, e messa in cattiva luce con ogni persona lei conoscesse anche in paese, mio marito non mi ha mai difesa anche se era palese che mia suocera sbagliasse, ora con la sua pensione e l’ invalidità che percepisce è riuscita ad allontanare da me anche mia figlia (comperandola) in pratica. Mio marito si alza al mattino e va di là da madre e figlia ed io sono sempre sola, anche a pranzo, per feste etc., sono completamente esclusa, lui viene di qui la sera per cena e per dormire, non abbiamo nessun dialogo quello che non sopporto più è la solitudine, ho provato a instaurare un rapporto amichevole con la suocera ma fino a che era vivo mio suocero la cosa funzionava più o meno, ma da 15 anni cioè da quando è venuto a mancare io mi trovo sola, anche mia figlia per i soldi preferisce stare con la nonna (sono convinta che abbia raccontato cose non vere sul mio conto, anche alla nipote). Insomma io in teoria avrei una famiglia, invece in pratica non ho nessuno, non ho più i genitori, ho un solo fratello che si è trasferito a km 1200, mi sento senza punti di riferimento, veramente sola, non ho rapporti con mia figlia se non dialoghi superficiali, ho 64 anni ho anche io i miei problemi, ma non interessano a nessuno, adesso hanno scoperto un cancro al polmone a mia suocera ed io sinceramente non me la sento di dare piu niente a nessuno, ho dato aiuto a suo tempo e tanto anche, ma adesso mi rendo conto che non è servito a niente, ho paura della solitudine, soffro di attacchi di panico e ansia, di pressione alta e tachicardia, sono trasparente a tutti, quello che conta per tutti è tenere in vita il più a lungo possibile la suocera per la pensione, io sono scontata, non so se questa è la sede giusta per il mio problema, ma nel matrimonio non dovrebbe essere ci l’ obbligo di assistenza morale e materiale anche tra coniugi? E non solo per la mamma? Grazie e scusate la lungaggine.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      nel matrimonio c’è l’obbligo di assistenza morale e materiale e se uno di queste viene meno, l’unica soluzione è la separazione personale dei coniugi e di seguito il divorzio. Se ci sono invece maltrattamenti si possono ipotizzare altri strumenti in ambito penale.
      Consiglio anche un supporto psicologico anche tramite assistenza pubblica. Nel momento del bisogno e giusto chiedere aiuto a persone competenti in grado di aiutarla anche dal punto di vista psicologico.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  159. jessica dice:

    salve,
    volevo sapere un informazione gentilmente
    mia figlia che e’ autistica e’ stata affidata con mio consenso a mia mamma cioe’ la nonna, la bambina ha un libretto dove tutti i mesi arriva la sua pensione di invalidita’, vorrei sapere siccome ho ancora la firma io su quel libretto come poter passare tutto alla nonna di cui si occupa di tutto essendo l’affidataria.
    e’ possibile chiudere questo libretto e farne aprire uno nuovo direttamente dalla nonna?
    grazie spero di aver spiegato in maniera corretta

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre approfondire cosa significa “è stata affidata alla nonna con il mio consenso”. Il padre ha perso le responsabilità genitoriali o le ha conservate ?
      Se le ha conservate, mi limiterei a fare una comunicazione (sottoscritte dal padre e dalla nonna) all’INAIL con le nuove coordinate bancarie.
      Ma non mi ha riferito se sua figlia è stata dichiarata, giuridicamente, interdetta o incapace. Anche questa circostanza è rilevante.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  160. Elena dice:

    Io e il padre di mio figlio siamo separati dal 2017. Mai stati sposati. Il padre non ha mai contribuito economicamente se non lasciando 50 € di mancia al ragazzo occasionalmente (tre volte all’anno). Quest’anno, in seguito alla mia richiesta di aiuto, ha contribuito alle spese scolastiche con 550 €. Vorrei sapere se ci sia la possibilità di ottenere gli assegni di mantenimento per mio figlio considerando che il padre non ha assolutamente intenzione di collaborare ai fini legali presentando la propria capacità economica. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il padre è obbligato a mantenere il figlio anche se disoccupato. E se non paga il mantenimento di un minore può essere perseguito anche penalmente. Io le consiglio di tutelarsi in giudizio con un ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
        • separatamente dice:

          Gentile Signora,
          se Lei ha un reddito annuo inferiore ad € 11.746,00 (e non convive con persona con altri redditi) possiamo anche inoltrare domanda di gratuito patrocinio a spese dello Stato.
          Diversamente, non meno di € 2.000,00 oltre IVA (22%) e Cassa Avvocati (4%).
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola (tel. 02.72022469)

          Rispondi
  161. Antonella dice:

    Mi chiamo Antonella con il mio compagno abbiamo deciso di troncare la convivenza volevo chiedere il mio compagno e proprietario dell’abitazione io ho acquistato tutti mobili nel richiedere il rimborso della spesa dei mobili devo togliere l’Iva.Poi volevo chiedere con un tacito accordo scritto e firmato da ambe le parti possiamo evitare l’intervento di un avvocato o per tutela e meglio consultarlo distinti saluti Antonella

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Antonella,
      chiederebbe ad un idraulico posso riparare da sola il tubo rotto ?
      A parte gli scherzi, se non avete figli, dovete risolvere solo questioni economiche. Il mobilio, si valuta al prezzo dell’usato odierno.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  162. Francesca dice:

    Salve. Soffro da qualche tempo di attacchi di panico e sto seguendo un percorso per stare meglio. Il mio ex ha cominciato a minacciarmi di togliermi mio figlio di 4 anni. È una persona molto abusiva verbalmente (anche se non mi ha mai colpita, fino ad ora almeno), ma mostra la sua natura solo in privato, mentre davanti ad altri appare gioviale e simpatico. Ho paura per me è per mio figlio, vorrei allontanarmi. Che possibilità ho di dimostrare che lui sia pericoloso?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      lei, ovviamente, ha diritto di interrompere la relazione affettiva. Lascerei traccia delle Sue paure con ogni mezzo: denuncia penali, lettere da parte del suo legale ed avvierei quanto prima un procedimento per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
      Da dove ci scrive ? O meglio, dove abita con suo figlio ?
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469 – 349.8197797)

      Rispondi
  163. antonio volpi dice:

    buongiorno volevo sottoporvi un a questione .Vivo in una casa in brianza di mia propieta dove pago il mutuo .Con la mia compagna e un anno che viviamo insieme le cose non vanno piu bene. lei ha acquistato tutti i mobili cucina su misura sala camera da letto come mi devo comportare per il pagamento dei mobili devo calcolare il valore effettivo della fatture o ce una perdita di valore dopo un anno di dal calcolo della fattura

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il valore è quello effettivo di mercato considerando l’usura. In pratica il valore dell’usato che nel caso di specie si avvicina molto al nuovo considerato che è trascorso solo un anno dall’acquisto.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  164. kawtar dice:

    buongiorno

    sono cittadina italiano
    ho sposato un egiziano a Dubai nel 2015
    dopo poco tempo ho scoperto che era una messa in scena da parte del marito che era solamente interessato ad avere i documenti italiani nonché la cittadinanza
    davanti a un evento non calcolato all’inizio e la mia paura delle conseguenze ho lasciato Dubai per fare rotta in Italia
    preoccupata non sono più tornata a Dubai per chiedere il divorzio si no e stato richiesto da lui
    come faccio a saperlo e si il matrimonio e ancora sulla carta come devo iniziare per cancellarlo
    grazie in anticipo

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se il matrimonio non è stato riconosciuto in italia, gli accertamenti devono essere svolti a Dubai.
      Deve interpellare, quindi, un avvocato a Dubai (anche tramite l’intermediazione di uno studio legale italiano).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  165. Marcello dice:

    Buonasera, ho sottoscritto una separazione consensuale con mia moglie, impegnandomi a versare un assegno di mantenimento per la sola moglie, di gran lunga superiore alle mie possibilità, dovendo anche versare il mantenimento per i nostri 2 figli, il mutuo della casa coniugale cointestata dove vivono loro , oltre a tutte le spese previste , tutte a carico mio. Orbene ho accettato tali condizioni perché preso dai sensi di colpa verso i figli. Per intenderci verso loro il 75% del mio stipendio. Con la parte restante è difficile andare avanti . Non posso permettermi nulla e non posso nemmeno pensare di rifarmi una nuova vita . Cosa posso fare per rivedere le condizioni sottoscritte e omologate?
    Grazie e buon lavoro .

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      come precisato nel sito e nel forum, possiamo rispondere solo agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Cerchi un bravo Avvocato a Palermo per valutare i presupposti di una istanza di modifica delle condizioni della separazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera Katia,
      questo forum, come specificato nel sito, è riservato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Se ha necessità di un confronto, comunque, resto a disposizione (02.72022469).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  166. Cristhian espinoza dice:

    Salve avvocato
    Sono separato legalmente ho due figlie con mia ex moglie abbiamo l’affidamento congiunto 15 giorni ciascuno, Dicembre del 2020 mi è arrivato un pignoramento allo stipendio per un mutuo di casa cointestato con mia ex moglie (che è stata venduta all’asta) ,questo pignoramento l’ho saldato facendo un prestito della cessione del quinto del totale di €18000 più €2000 per l’intermediari già che a mia ex moglie non le hanno pignorato nulla visto che li piace lavorare in nero e fare vedere che non ha tanto reddito
    La mia domanda è: posso farmi restituire o recuperare la metà dei soldi di tutto quello che ho pagato da mia ex moglie?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      di fronte alla banca eravate obbligati solidali. Nel senso che la banca poteva scegliere nei confronti di chi agire per l’intero debito.
      Se lei oggi ha pagato l’intero debito ha il diritto di chiedere la restituzione del 50% di quanto pagato a Sua moglie. Quest’ultima non avrà un lavoro regolare ma immagino abbia un conto corrente sul quale ipotizzare un pignoramento immobiliare. Prima però occorre agire con decreto ingiuntivo e precetto.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  167. nicola dice:

    Buonasera Avvocato,
    sono separato da 3 anni, padre di due figli sempre presente e disponibile e affidamento condiviso. Il bambino più piccolo, 4 anni e mezzo è malato e in questo momento si trova da una settimana presso la mia ex moglie, la quale non mi da notizie sul suo stato di salute e addirittura mi ha bloccato il telefono dopo che una sera, al quarto giorno di febbre, essendo molto preoccupato ho continuato a chiamare. Posso fare qualcosa per far rivalere i miei diritti di padre dopo questa situazione?
    Molte grazie
    N.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      in ambito civilistico, lo strumento per contestare e sanzionare i comportamenti dell’altro genitore lesivi dei diritti di visita ed educazione, è l’art. 709 ter c.p.c.
      Il procedimento si può proporrre in via incidentale in occasione di un procedimento di separazione o divorzio ma anche in via del tutto autonom. L’obbiettivo ultimo di tale strumento è quello di tutelare i minori in un’ottica di bi-genitorialità.
      Resto a disposizione per approfondimenti.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com – 02.72022469)

      La Corte di Cassazione (Sez. Un. n. 9978/2016) ha recentemente riconosciuto l’art. 709 ter c.p.c. tra i «rimedi risarcitori con funzione non riparatoria, ma sostanzialmente sanzionatoria» (c.d. “danni punitivi”), istituto non noto al nostro ordinamento, alimentando il vivace dibattito dottrinale sorto circa la natura e le norme applicabili al nuovo istituto.

      La scarna formulazione dell’articolo, che non prevede una disciplina sostanziale e procedurale di dettaglio, ha infatti portato a differenti interpretazioni ed opinioni in merito a diversi aspetti (quali competenza, impugnazioni, …), che l’articolo analizza tramite una disamina delle prime applicazioni giurisprudenziali.

      Rispondi
  168. Walkiria barbosa dice:

    Volevo solo chiarire e integrare il precedente quesito aggiungendo che ho messo il nome di mia moglie Walkiria ( brasiliana) perchè lei risiede a Milano invece io, per lavoro, sono in altra regione.
    Grazie.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      dovremmo leggere gli accordi divorzili. Senza, diventa molto difficile dare un suggerimento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  169. Federica dice:

    Buongiorno
    Ho affidamento esclusivo di mio figlio, posso procedere con la vaccinazione anti Covid senza autorizzazione del padre no vax?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      anche in caso di affidamento esclusivo è previsto che le decisioni di maggiore interesse riguardanti il figlio siano condivise tra i genitori.
      Per uscire dall’impasse occorre rivolgersi ad un Giudice con l’ausilio di un avvocato, proedura che, nella maggiore parte dei casi, sino ad oggi, permette di ottenere l’autorizzazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  170. Valentina dice:

    Salve, non vivo con mio marito da circa tre anni, solo poco tempo fa abbiamo avviato le pratiche per il divorzio, volevo sapere, siccome lui in passato ha preso diverse multe con un auto pero’ intestata a me, se comporta problemi se io spostassi la residenza, nel senso, potrei avere pignoramenti o altro? vorrei sapere se in questo senso non corro alcun rischio o se potrei avere problemi. grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      le sanzioni amministrative perverranno al proprietario dell’automezzo, presso la residenza anagrafica di quest’ultimo.
      Se Lei non era alla guida dell’automezzo, in occasione della notifica dell’infrazione si sarebbe dovuta comunicare la circostanza alla Polizia Municipale.
      Se sposta la residenza anagrafica, dovrebbero riuscire a notificare eventuali atti giudiziari al nuovo indirizzo.
      Se le somme sono ingenti, vi èanche il rischio di un pignoramento immobilare. Di solito, tuttavia, viene privilegiato il fermo amministrativo dell’automezzo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • Valentina dice:

        Salve, la ringrazio per la risposta, volevo specificare che l’automezzo e’ stato venduto tempo fa, la residenza la sposterei in un immobile non di mia proprieta’, sarei come ospite e volevo sapere se chi mi ospita rischia qualcosa, la ringrazio

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buonasera,
          non ravviso rischi con riferimento al bene immobile, residuali rischi, invece, sussistono con riferimento ai beni mobili (per es quadri ed arredi) che si trovano nell’immobile. Presso la Sua residenza infatti potrebbero verificarsi dei pignoramenti mobiliari e lei dovrebbe dimostrare che i beni ivi ubicati non sono riconducibili a lei.
          Buona serata,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
          • Valentina dice:

            Grazie per la risposta gentilissimo,
            secondo un suo parere come dovrei muovermi per riuscire a eliminare questi debiti, non avendo modo di pagarli e essendo che non sono stata io a prendere le multe? dovrei rivolgermi all’agenzia delle entrate? c’è un modo per fare richiesta della cancellazione senza passare per vie legali ? la ringrazio del suo tempo

          • separatamente dice:

            Provi a recarsi presso gli uffici delle Agenzie delle Entrate per chiedere una rateizzazione del debito.
            Cordiali saluti,
            Marco Pola

  171. Lavinia dice:

    Salve, ho intenzione di separarmi, volevo sapere se uno dei due coniugi in questo caso il marito ha un conto cointestato con un genitore e non vuole chiuderlo cosa può accadere in termini legali? Essendo sposato e non vuole chiuderlo.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Francesca,
      il genitore affidatario può cambiare residenza con il figlio ed ha diritto di stabilire la propria residenza all’estero e di portare con sé il figlio minore. Così è inserito nell’art. 21 della Convenzione dell’Aja del 1980 e richiamato da alcune pronunce della Corte di Cassazione tra cui Cassazione Penale 29 luglio 2008 n. 31717 che ha considerato legittimo l’esercizio del diritto dell’affidatario di cambiare la propria residenza. Il genitore non affidatario non può quindi impedire che il genitore affidatario porti con sé il minore all’estero stabilendone la residenza. Non può nemmeno pretendere l’immediato rientro del minore nello Stato. Il suo “potere” è limitato alla richiesta presso l’autorità competente di adoperarsi affinché egli possa esercitare il proprio diritto di visita senza ostacoli. Fatte queste precisazioni, per fornire suggerimenti maggiormente aderenti alla Vostra situazione sarebbe opportuno leggere i provvedimenti che hanno determinato l’affidamento esclusivo rafforzato. Cordiali saluti,
      Avv.Marco Pola (marcopola@npassociati.com – 02-72022469)

      Rispondi
  172. Milena dice:

    Buongiorno, sono separata dal 2016 con regolare sentenza al tribunale, oggi i miei figli hanno quasi 15 e quasi 18 anni, ho sempre avuto problemi con gli alimenti per i figli, il papà versa l’importo che vuole lui quando dice lui, io non ho voluto nessun mantenimento come coniuge, lui è un agente di polizia, sono mesi e mesi che non versa più nulla, lasciandomi in grosse difficoltà, ovviamente le spese extra non le ha mai pagate, ho chiesto il divorzio che non vuole concedere, come posso procedere velocemente per ottenere il divorzio e gli alimenti accantonati e anche il versamento mensile ? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il mancato pagamento del mantenimento dei minori è un inadempimento con rilevanza penale. Può sporgere denuncia. E può anche agire con precetto e pignoramento (anche presso il datore di lavoro del padre).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com – 02.720224669)

      Rispondi
  173. Isabel dice:

    Salve, io ho ottenuto l’affido esclusivo dei ragazzi e mio ex marito adesso che sa di essere condannato per i reati subiti mi ha denunciato per falsr testimonianza perché i ragazzi sono adolescenti e fanno qualche casino la più grande so che si fuma le canne e mio ex marito è venuto a sapere. Io ho creduto da solo i ragazzi da quando avevano 6 anni ora la grande ne a 17 io cosa rischio?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      dovremmo ricevere maggiori dettagli anche con riferimento alla denuncia per falsa testimonianza. Diversamente, diventa molto difficile fornire suggerimenti. Il fatto di per sè che la figlia abbia fatto uso o stia facendo uso di cannabinoidi di per sè non comporta una negligenza genitoriale ma occorre esaminare i comportamenti dei genitori per verificare che non vi siano possibili conseguenze sull’affidamento esclusivo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  174. Alessandro Sabatino dice:

    Buon giorno, mi sto separando con mia moglie disoccupata, io ho 27.000€ in buoni postali, in caso di separazioni questi soldi (avendo la comunione dei beni) devo dividerli con mia moglie? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Alessandro,
      se i buoni postali sono stati da lei acquistati con i guadagni del suo lavoro dopo avere contratto matrimonio, rientrano nella comunione dei beni. Se, invece, costituiscono un investimento effettuato con i soldi derivanti da un’eredità/donazione, da un risarcimento, ovvero se risultava già proprietario dei buoni postali prima del matrimonio, si può sicuramente sostenere che non rientrano nella comunione dei beni.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  175. And77 dice:

    Salve….. Sono separato con un figlio di 13 anni con affidamento congiunto e locazione presso la madre…… il ragazzo pratica calcio 2 volte a settimana i nonni materni si occupano di accompagnarlo al campo, io invece vado a riprenderlo e lo accompagno a casa della madre, da 3 anni e così……ciò comporta un mio ritorno a casa intorno alle 21, la mia ex pretende anche che mi debba occupare del lavaggio degli indumenti sportivi, volevo cortesemente un chiarimento in merito grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se non è diversamente pattuito, direi che quanto concerne il lavaggio degli indumenti è un compito che compete a chi è collocatario del minore, nonchè in occasione dell’esercizio del diritto di visita con pernottamento a carico del genitore che non è collocatario.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  176. Stefania dice:

    Buongiorno,
    Mia figlia è stata affidata a me e al comune di residenza.
    Io vorrei battezzarla, visto che tra un udienza e l’altra, la piccola ha quasi 2 anni.
    Come mi devo comportare? Nel senso, quali firme mi servono per procedere?

    Grazie
    Buona giornata
    Stefania

    Rispondi
  177. debora dice:

    se acquisto un immobile in comproprietà con il mio compagno che ha due figli e lo graviamo di mutuo, in caso di premorienza i suoi figli possono obbligarmi a liquidarli della loro quota o si devono accollare il mutuo pro quota e pensare ad una vendita dell’immobile solo a mutuo estinto?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      in caso di decesso del suo compagno, i figli di quest’ultimo diventeranno proprietari del 50 % dell’immobile (in assenza di altri eredi e/o figli), quindi, possono ritenere utile vendere l’immobile all’asta tramite un giudizio di divisione. Direi che potrebbe tutelarsi stilando testamento che non può certamente intaccare le quote legittime degli eredi ma che potrebbe prevedere un diritto di vivere nell’unità immobiliare anche dopo la morte del suo compagno. Ci sono anche altre possibilità giuridiche.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola – 02.72022469 – marcopola@npassociati.com

      Rispondi
  178. Roberto Bortoluzzi dice:

    Buongiorno mia madre è deceduta lo scorso mese di maggio io ho una sorella che per 20 anni si è disinteressata della mamma. Mia madre ha fatto testamento lasciandogli la legittima e a me il resto ora ho paura che mi metta il bastone tra le ruote per venderla visto che il funerale me lo ha fatto pagare tutto a me e ora dobbiamo fare la successione. La mia domanda è: come mi devo comportare? E se dovessi andare per via legale posso chiedere il risarcimento per tutti gli anni che ho fatto la mia e la sua parte visto che lei abita a circa 3/4km da dove abitava mia madre?
    È posso chiedere il risarcimento per le spese per un avvocato?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      avete una casa in comproprietà Lei e Sua sorella ? Se non trovate un accordo, Lei può fare un giudizio di divisione che in seguito può anche comportare la vendita all’asta dell’immobile. Lei ha, peraltro, il diritto di chiedere il rimborso delle spese del funerale (per il 50% a carico di sua sorella). Per le spese legali, se vince il giudizio, c’è anche la possibilità che controparte paghi le spese legali che lei anticiperà al Suo difensore.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com – 02.72022469)

      Rispondi
  179. Alessandro Novara dice:

    Buonasera Avvocato,
    Mi trovo in fase di separazione e mia moglie ha giurato di volermi distruggere economicamente.
    Premetto che abbiamo la separazione dei beni; posseggo un paio di proprietà a mio nome e le vorrei coinstestare con i miei genitori nella speranza di ridurre un eventuale assegno di divorzio. Questo avverrebbe pochi mesi prima della giudiziale.
    I beni immobili sarebbero soggetti a valutazione per il 50% del valore in questo caso? Considerando l’altro 50 intestato a terzi.
    Abbiamo una figlia.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il forum è riservato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      In ogni caso, un trasferimento immobiliare ai suoi genitori poco prima del divorzio potrebbe risultare sospetto. Si faccia consigliare dal Suo avvocato che conosce meglio di me la Sua causa.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  180. Elisa dice:

    Buongiorno,sono convivente con una bambina di 1 anno e mezzo,io e il mio compagno siamo sempre andati d’accordo fino a quando mia suocera ha espresso la volontà di non vaccinarsi,e visto che ha altre due bambine in casa che vanno a scuola,ritengo che per mia figlia sia pericoloso.
    La mia domanda e’: posso rifiutarmi di far vedere mia figlia a mia suocera a meno che non abbia un tampone? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      a mio avviso ci sono i presupposti affinché sia limitato o escluso il diritto di visita della suocera laddove si coinvolga un Giudice.
      Mi sembra di capire che Lei ed il Suo convivente non siate allineati su questa decisione. Se ci fosse anche il parere favorevole del padre, direi che non sarebbe necessario rivolgersi ad un Giudice per accertare la legittimità del divieto. Io comunque per quel che può contare sono un pro vax, quindi, direi alla suocera che se vuole vedere la nipote deve rivolgersi ad un Giudice. Attenzione, tuttavia, se la suocera ha ragioni mediche che suggeriscono di non vaccinarsi (certificate dal medico curante), con apposito tampone potrebbe avere il diritto di vedere la nipote.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola – marcopola@npassociati.com – 02.72022469

      Rispondi
  181. Paolo dice:

    Buonasera,
    convivo da diversi anni con la mia ragazza nella casa di sua proprietà. Siccome le cose non stanno andando bene tra di noi, spesso quando litighiamo minaccia di chiamare i carabinieri per farmi a cacciare via di casa. Io ho sempre lasciato la residenza a casa dei miei genitori quindi sulla carta non risulta che io vivo qui. Nel caso lei decidesse di chiudere tra di noi a me andrebbe bene lasciare il suo appartamento ma avrei bisogno di almeno un paio di mesi per cercarmi una casa in affitto. Tenendo conto il fatto che non ho la residenza come posso tutelarmi? Nel caso dovesse veramente chiamare i carabinieri come faccio a dimostrare l’esistenza di una convivenza more uxorio?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      un congruo preavviso è un suo diritto come statuito anche dalla prevalente giurisprudenza (in caso di interruzione della convivenza).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  182. Alessia dice:

    Buonasera,
    Il mio avvocato ha appena depositato al tribunale di Milano il ricorso per la separazione giudiziale voluta da mio marito che non ha accettato una consensuale. Quanti mesi passeranno per la prima udienza che ci permetterà di vivere separati?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      se ha nominato un avvocato questa domanda la dovrebbe fare a quest’ultimo. Comunque, su Milano, di solito, non meno di quattro mesi, ma la fissazione della prima udienza potrebbe essere anticipata se sono state inserite nel ricorso richieste di trattazione urgente.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  183. Emanuele dice:

    Passo alla ex compagna, madre di mio figlio, un assegno di mantenimento per il bimbo di 650 euro/mese, stabilito con sentenza del tribunale. Tale cifra comprende, come normale che sia, anche le spese per le esigenze abitative del minore, quindi compensa un quota di mutuo prima casa che la madre del bimbo estinguerà a dicembre 2023. Da parte mia sto aspettando quella data per rivedere al ribasso tale cifra. Premesso che la casa in questione è un abbondante trilocale di 100mq con ampia cameretta di 20mq edicata a mio figlio , che lo stabile e l’appartamento hanno subito lavori di ammodernamento e riqualificazione energetica, nel caso in cui la signora decidesse di acquistare una nuova casa e di richiedere un nuovo mutuo, ciò è da considerarsi una spesa che andrebbe calcolata nell’assegno di mantenimento oppure una scelta che la madre dovrà sostenere con le proprie risorse?
    Grazie, un saluto
    Emanuele

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre leggere le carte. Se è stato esplicitamente previsto che l’ammontare dell’assegno di mantenimento è stato quantificato anche in ragione degli oneri che la madre avrebbe dovuto sostenere per pagare il mutuo residuo, allora ritengo che sia possibile supportare una domanda di revisione dell’assegno. Diversamente, ritengo che la domanda debba essere supportata anche sotto altri punti di vista reddituali e patrimoniali.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469 – marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  184. rosa dice:

    Buongiorno. Chiedo se nel diritto è previsto il ricorso (o causa) da parte di un terzo soggetto (portatore di diritti e interessi) per fare revocare l’assegno di divorzio ad una prima ex-moglie che ha il reddito superiore a 25.000€ ?
    io sono la seconda ex-moglie; sono disoccupata e con seri problemi di salute.
    Ritengo che la prima ex-moglie non ha diritto ad avere l’assegno di divorzio, anche perchè nel mio procedimento di divorzio il mio ex-marito chiede che a me non venga dato l’assegno di divorzio, mentre lo ha sempre pagato e lo paga alla prima ex.moglie che ha il reddito altissimo;
    è per questo che vorrei fare una causa per fare emergere questa assurda situazione. ESISTE UN TIPO DI CAUSA CHE POSSO FARE io? GRAZIE

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la Sua situazione, mi sembra degna di tutela ma potrà soltanto agire per tutelare i propri interessi con un procedimento nei confronti dell’ex marito. Ovviamente la circostanza relativa al mantenimento della prima moglie potrà essere fatto presente al Giudice di quest’ultimo procedimento.
      Tra i precedenti giurisprudenziali ricordo intervento volontario dei figli (maggiorenni e non autosufficienti da un punto di vista economico) in un giudizio di separazione e/o divorzio ma ritengo che non via siano precedenti con interventi della seconda moglie nel giudizio contro la prima moglie.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469 – marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  185. Marilena Carrieri dice:

    Conviventi non uniti civilmente. Lui violento,molto ultimamente. Due anni fa ha venduto la mia auto per comprarne un’altra. Con mia sorpresa però il libretto era intestato a me con lui cointestatario. La vettura è assicurata a mio nome. Sto andando via di casa perché la convivenza e il dialogo ormai sono impossibili. Come posso far valere i miei diritti e riavere la mia auto? Ultimamente beve troppo, ho paura che faccia dei danni seri in strada. È meglio fare una denuncia cautelativa? Abbiamo anche un cane col chip intestato a lui al quale vorrei evitare un amaro destino ( lo terrebbe solo per farmi dispetto e dispiacere) ma lo lascerà chiuso in casa in balia di sé stesso. …mi dia dei consigli.
    Grazie mille.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi concentro su una frase:”lui violento, molto, ultimamente”. Sporga denuncia senza esitazioni se queste violenze hanno coinvolto lei o il vostro cane.
      Per il resto, se è in grado di dimostrare che la prima macchina è stata acquistata con soldi di sua provenienza, può intentare una causa affinchè venga accertato che l’intestazione della seconda autovettura sia stata effettuata senza il suo benestare.
      Per il cane, in caso di separazione dei coniugi, esiste apposita disciplina (art. 455 ter cod civ) che prevede l’affidamento dell’animale domestico anche a chi non risulta formalmente intestatario dello stesso ma che riesce a dimostrare in giudizio di essersene occupato materialmente durante il matrimonio. Questa disciplina può essere applicata, non senza fatica, anche ai conviventi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com – 02.72022469)
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  186. Nathalie dice:

    Buongiorno signor avv. Le scrivo per Chiederle Consiglio, mi spiego, sono una mamma di una bambina di un anno e convivo col mio compagno da 2 anni in una casa in affitto dove nel contratto siamo registrati entrambi. Purtroppo non riusciamo ad andare più d’accordo e le nostre liti sono sempre più frequenti e la situazione è diventata insostenibile (per farla breve lui non era pronto per formare una famiglia) e lo vorrei lasciare. La mia preoccupazione nasce nel momento in cui io non ho un lavoro e non so come si potrebbe evolvere il tutto, conviene prima che lo trovi per allontanarlo da casa!?! Cosa accadrà per l’affidamento della bimba!?! Cosa mi conviene fare!?! Grazie infinite

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      questo forum è riservato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Se desideri una consulenza, può contattare il n. 02.72022469.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  187. Luca dice:

    Buongiorno,
    La mia situazione è un pó particolare e la spiego di seguito:
    Quando ho conosciuto la mia attuale compagna lei aveva già due figli. Dopo essere venuti ad abitare nel mio bilocale ( di proprietà) ho acquistato anche il bilocale a fianco, dato che era vuoto, creando così un appartamento 4 locali. Il secondo appartamento è sempre intestato a me e pago io il mutuo, mentre il primo appartamento era stato acquistato senza mutuo. Nel frattempo abbiamo avuto una bambina che ora ha 5 anni.
    Ora abbiamo deciso di separarci, e mentre all inizio lei voleva la casa ora abbiamo trovato l accordo di venderla ma lei vuole la metá (la casa vale 350.000), mentre io vorrei liquidarla con una cifra inferiore (30.000). Vorrei sapere i possibili scenari qualora si andasse per vie legali.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il primo scenario comporta che il genitore collocatario dei figli avrà il diritto riconosciuto anche davanti ad un Giudice, di chiedere l’assegnazione della casa familiare sino all’autosufficienza dei figli.
      A questo punto, considerato che la madre è disponibile ad uscire di casa deve valutare in termini prettamente economici quanto vale la sua rinuncia. Lei quando spenderebbe per trovarsi una nuova casa sino alla autosufficienza economica di vostra figlia ? Credo la risposta a questa domanda le permetterà di trovare l’importo da proporre alla madre di sua figlia.
      Resto a disposizione per approfondimenti.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola – marcopola@npassociati.com – 02.72022469 –

      Rispondi
      • Luca dice:

        Grazie della risposta…ma se io dó la metá della vendita alla madre di mia figlia, poi mi toccherà anche il mantenumento della bambina?

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          il mantenimento per la bambina è sempre dovuto e sarà composto da un importo fisso mensile e da un contributo in misura percentuale per le spese mediche, scolastiche e ricreative.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
  188. Giordan dice:

    Buonasera avv.le scrivo per avere dei consigli di come gestire la la situazione e di cosa vado in contro..
    Per motivi di sentimento vorrei separarmi. abbiamo 2 figli non siamo sposati!!
    Cosa vado in contro ?
    La ringrazio

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      troppe poche informazioni per dare consigli. Comunque, se avete una casa, questa verrà assegnata al genitore collocatario dei figli.
      Quest’ultimo avrà diritto anche al mantenimento per i figli nelle misure che verranno determinate in funzione dei vostri redditi.
      Resto a disposizione per approfondimenti.
      Cordiali saluti.
      Marco Pola (02.72022469 – marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  189. separatamente dice:

    Buongiorno,
    ho letto le “carte”. Siamo innanzi ad un provvedimento che è diventato definitivo perchè non reclamato nei termini di Legge. Questa riflessione mi sembra la più importante.
    E’ poi vero che un provvedimento del genere può essere modificato ma si deve sostenere che sono accaduti fatti nuovi (successivi alla emissione del provvedimento che giustificano un revisione.
    Cordiali saluti,
    Avv. Marco Pola

    Rispondi
  190. grace dice:

    Buongiorno, mio marito e’ andato via di casa da un anno , non siamo ancora riusciti a trovare un accordo consensuale e ho paura ad andare in giudizio.Le nostre figlie di 17 e 16 anni vivono con me e ora hanno trovato i loro spazi in casa e stanno bene.
    Il mio dubbio e’ dovuto al fatto che lui vuole che si venda la casa cointestata a tutti e due entro due anni, perche’ lui non riesce a suo dire a pagare il mutuo, cosa che ha fatto fino ad ora da 7 anni a questa parte.il mutuo e’ alto,ma e’ stato lui anche se io ero contraria (on capivo niente come mi diceva all epoca) , a volerlo cosi alto.
    Io non ho la sufficienza economica , lavoro 20 ore a settimana, part time (condivisa insieme da quando loro avevano 3 e 4 anni per il suo lavoro che lo faceva e fa viaggiare spesso.)e non la possibilita’ neanche di pagare la meta del mutuo le bollette e il resto che per ora paga lui e non vuole poi piu’ pagare e nel caso di vendita vuole che con la meta’ circa 50 mila euro che mi rimarrebbe della vendita(visto l elevato importo di muuto) io compri per me e le miei figlie un; altra casa. Inoltre non so quanti enti mi darebbero il mutuo visto il reddito basso e il fatto che la casa dove lui vive ora ha come cointestario del mutuo anche me.
    Il mio dubbio se vado in giudizio quante sono con questi presupposti che rimaniamo in questa casa noi e le ragazze e che lui paghi mutuo e bollette?
    Grazie della disponibilta’.
    Buona giornata.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera Signora,
      Lei può chiedere l’assegnazione della casa coniugale in giudizio laddove le figlie verranno collocate presso di Lei e tale assegnazione perpetrerà i suoi effetti sino all’autosufficienza economica delle stesse.
      Deve valutare se l’offerta di suo marito, a livello economico, risulta interessante.
      Se vuole ne parliamo con calma.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (0272022469 – marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
      • grace dice:

        Buongiorno,le figlie vivono von me da un anno , da quando se ne sono andate,come da accordi e decisione sua che non ha intenzione di tenerle. le pongo le seguenti domande:
        Quindi lui per legge e’ obbligato a lasciare la casa coniugale a noi tre ?E a pagare il mutuo ,che anche se e’ alto,(l importo del mutuo e’ alto ,ma perche’ ha deciso lui di chiedere un importo elevato e di conseguenza la rata del mutuo) e che ha sempre pagato lui.
        Inoltre io prendo poco di stipendio lui prende 3 volte di me e in piu’ anche se lamenta di non avere soldi,si e’ comprato una casa dove abita da quando se ne e’ andato .e come contributo alle figlie da 200 euro a testa per un totale di 400 euro che e’ poco.
        tutto deciso da lui ovviamente che io piu’ volto per il mantenimento e altro ho contraddetto ma senza esito e’ una persona molto egoista.
        spero di essermi spiegata.
        grazie mille
        Buon Lavoro

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno Mary,
          suggerisco sempre di procedere in giudizio con la separazione quando la relazione affettiva tra marito e moglie è venuta meno.
          I vantaggi sono riconducibili al fatto che il mantenimento dei figli verrà confermato in un provvedimento giudiziario ed, in caso di inadempimento, lei potrà agire con precetto e pignoramento. Anche il diritto di visita del padre verrà regolamentato analiticamente con la separazione. Per il resto, l’importo a titolo di mantenimento mensile mi sembra troppo posso e si può cercare di farlo innalzare davanti ad un Giudice. La casa coniugale, come ho già riferito, verrà assegnata al genitore collocatario dei figli.
          Resto a disposizione.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com – 02.72022469)

          Rispondi
  191. paolo dice:

    Buongiorno, sono divorziato e già sulla sentenza della separazione dovevo anticipare le spese condominiali di una seconda casa e al momento di una eventuale vendita , la mia ex moglie mi doveva restituire la metà. Adesso la casa è in vendita , è possibile già davanti al notaio fare in modo che l’acquirente possa emettere n2 assegni di diverso importo , anche se siamo al 50% di proprietà cd?? oppure c’è un’altra via da effettuare?? Ovvero lei contestualmente mi dovrebbe dare un assegno delle spettanze??? grazie mille

    Rispondi
  192. giuliana dice:

    Gentili Avv, vorrei sapere se l’obbligo di mantenimento figli permane in capo al padre anche se il figlio cambia cognome e non ha più quello del padre
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      l’obbligo permane, sino al raggiungimento dell’autosufficienza economica del figlio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  193. Fabio dice:

    Mia moglie vuole la separazione, cosa che io non voglio. Non ha nessun motivo, non l’ho mai tradita, non le ho mai usato violenza, ho sempre contribuito economicamente alle esigenze familiari, non ho mai abbandonato il tetto. Può ottenerla?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      Le consiglio, anzitutto, di trovare un difensore che non appartenga, come il sottoscritto, al Foro di Milano.
      Per il resto, mi spiace, nessuno può obbligare una donna, o uomo, a restare legati in matrimoniale. Se sua moglie vuole la separazione ha il diritto di chiederla ed ottenerla. Fate una consensuale e risparmiate i soldi della giudiziale !
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  194. Sandra dice:

    Buonasera!
    Sono una madre sigle e ho un bambino di 10 anni , prima dovevo trasferirmi in Svizzera dato che avevo ricevuto una proposta di lavoro ma il padre del bambino non mi ha dato il consenso a portare il bimbo con me ; stavamo facendo una scrittura privata che mi avrebbe dato il consenso alla fine di quest’anno scolare per portare il bambino in Svizzera con me!. Io ho rinunciato all’offerta di lavoro ma adesso sono rimasta incinta del mio compagno svizzero e non so come fare non posso pensare di affrontare una gravidanza da sola e senza un lavoro e nemmeno di andare in Svizzera e lasciare qui mio figlio di 10 anni !!
    Potete aiutarmi a capire cosa dovrei fare !

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre anticipare i tempi e muoversi con prudenza: comunicare il trasferimento per iscritto al padre con le motivazioni che lei ci ha riferito e contemporaneamente avviare un procedimento giudiziale (nella quale chiedere l’accertamento e la conferma elle nuove esigenze abitative della madre e del figlio) al fine di costruire le base per opporsi ad una eventuale procedura di sottrazione di minore internazionale.
      Ovviamente questi sono solo i primi consigli. Ovviamente occorre approfondire.
      Resto se lo desidera a disposizione. Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469 – marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  195. Giancarlo dice:

    L’avvocato di mia moglie dice che non posso vendere l’abitazione coniugale perché mio figlio maggiorenne lavora con contratto temporaneo quindi non auto sufficiente lavora da almeno tre anni la casa è sempre stata di mia proprietà molto prima del matrimonio

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      immagino che ci sia un provvedimento giudiziale di assegnazione della casa coniugale alla madre sino a quando il figlio non sarà autosufficiente. Suo figlio è autosufficiente indipendentemente dal fatto che il contratto sia a tempo determinato se, come Lei mi riferisce, lavora da ormai tre anni. Suggerisco di agire in giudizio per accertare lo stato di autosufficienza e revocare l’assegnazione della casa coniugale e contemporaneamente, se la casa risulta cointestata ai genitori, agire con un giudizio di divisione che può comportare la vendita all’asta dell’immobile. Di solito, intentato il giudizio, si riesce a mettersi d’accordo prima della sentenza.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com – 02.72022469)

      Rispondi
  196. Giancarlo dice:

    Salve Avv., la situazione che le descriveró in basso è molto complessa e mi trovo a prendere la decisione più difficile della mia vita.
    Sono diventato padre di 2 gemelline a giugno 2019 e sono sposato da agosto 2017. Le mie meraviglie sono nate premature e, nel primo anno di vita e dopo mesi in terapia intensiva, sono state accudite prevalentemente dalla sola madre. Mia moglie è stata in gravidanza a rischio e per 2 volte io, uscendo di casa, ho chiuso la porta a chiave inconsapevolmente…in seguito dopo la nascita delle bimbe sono stato presente in casa post lavoro e non ho voluto prendere subito congedo straordinario per L104 (entrambe le mie figlie ne hanno goduto da gennaio 2020 al 29 settembre 2021) per motivi professionali. Ho preso il congedo straordinario da settembre 2020 fino al 29 settembre.

    Ora, la situazione familiare è degenerata e sto decidendo di divorziare. Le accuse che mi muove Mia moglie:
    1. Mi hai abbandonato chiudendo la porta di casa e non tornando indietro nonostante ti avessi chiamato. Questo è abbandono. Si configura un resto? È perseguibile anche se il fatto è accaduto nel 2019/2020?

    2. Il comportamento di mia moglie è fuori controllo da tempo…questa sera sono stato percosso per la 4 volta in un anno. Lei dice che è diventata così per il mio abbandono è per averla lasciata sola nella gestione delle mie figlie per un lungo periodo (7 mesi, tempo in cui avrei potuto prendere congedo straordinario). Sto reggendo in quanto stiamo inserendo le bimbe al nido è non voglio turbarle più di quanto stia già facendo il distacco da mamma e papà e dalla casa che hanno vissuto per 2 anni preassapoco in via esclusiva.

    Voglio separararmi ma ho timore per la sorte delle mie figlie e per la mia.
    Si può dedurre facilmente che mia moglie ha deciso di distruggermi e sta solo aspettando il momento migliore per farlo.
    Viviamo in una casa in affitto (800 euro) a Monza.
    Tutte le spese della casa le sostengo io.
    Le rette dall’asilo privato (scelta obbligata per via degli orari che ci permetteranno di lavorare entrambi) sono di 1.400 euro mensili compreso di pasti.
    Il mio stipendio è di circa 3.000 euro (rientro oggi a lavoro); mia moglie quando rientrerá percepirá circa 2.600 euro mensili.
    Ho un prestito di rata 375 euro mensili che si esaurirá nel 2026, prestito preso per arredare casa, caparra…
    Mia moglie ha un altro prestito acceso per esigenze personali di 250 euro.
    Non abbiamo patrimoni.

    Mia moglie vuole andare in giudiziale è togliermi tutto…distruggermi.
    Può davvero togliermi tutto? Con 3.000 euro riesco a pagare affitto, spese e prestito…se dovessi separararmi dovrei prendere un’altra casa in affitto.
    Come viene quantificato il mantenimento di 2 gemelli in termini finanziari?

    La differenza di reddito tra me e mia moglie è minima.

    Non so che fare, la situazione con lei è critica e ne stanno risentendo le mie figlie, ma se vado via rischio di non vederle più e di non avere più un quattrino per sopravvivere?

    Grazie mille per un cortese riscontro.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      come in tutte le separazioni, uno dei problemi economici più rilevanti è quello connesso al fatto che genitori e figli dovranno vivere in due abitazioni distinte con l’inevitabile moltiplicarsi di costi.
      Per il resto, la Sua situazione non mi sembra differente da quella di tanti altri padri nel senso che se i figli verranno collocati presso la madre, la casa coniugale verrà assegnata a quest’ultima con un mantenimento mensile delle figlie a carico del padre in una misura che potrebber oscillare da un minimo di € 400 per ciascuna figlia ad un massimo di € 600 forse anche € 700 oltre al rimborso in misura percentuale (credo che nel Vostro caso 50 e 50 sia equo) delle spese straordinarie.
      Ovviamente, nella fase stragiudiziale o in giudizio occorre adoperarsi per cercare di contenere il predetto importo. Alcuni accorgimenti al fine di contenere il predetto esborso per il mantenimento delle figlie sono sicuramente connessi alla prova delle spese mensili che lei deve sostenere per pagare il finanziamento.
      Per il resto, gli avvocati servono anche per trovare un compromesso non solo per fare una battaglia in giudizio. Se sua moglie ha nominato un difensore, quando riceverà la lettera di quest’ultimo, si può provare a dialogare al fine di raggiungere una intesa.
      Mi preoccuperei meno della questione del diritto di visita del padre, nel senso che la figura paterna non scompare con una separazione a meno che in giudizio emerga un grave inadempimento da parte del padre.
      Resto a disposizione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com – 02.72022469)

      Rispondi
  197. Simona dice:

    Gentile Avv. mio marito mi ha chiesto dopo molti anni di matrimonio la separazione, abbiamo una figlia di 13 anni che vive con me …e a breve ricevero’ lettera del suo avvocato perchè da soli non siamo riusciti a metterci d’accordo su alcune questioni. La prima domanda è: se non posso permettermi un avvocato mio come devo procedere? Mi presento dal suo da sola? La seconda è la questione sul mantenimento che lui ritiene esagerato: gli ho chiesto solo quello per ns figlia, in quanto io lavoro part time per scelte prese di comune accordo e ho, cmq se pur piccolo, uno stipendio (mentre lui ha un attività in proprio ). Nel quantificare le spese di casa e per nostra figlia ho inserito anche quelle agonistiche in quanto mia figlia è (praticamente da sempre) un atleta agonista e pratica uno sport costoso che ‘prevede oltre alle iscrizioni gare anche le varie trasferte. Queste spese come possono venire classificate? Ordinarie o straordinarie? Puo’ quindi lui decidere di non fargli fare quello che piu ama della sua vita? Grazie! Un saluto

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      esiste il gratuito patrocinio (spese legali a carico dello Stato). Se il suo reddito annuo è inferiore ad € 11.700,00.
      Se vuole le indichiamo come formalizzare questa domanda e potrebbe essere assistita dallo scrivente e dal nostro studio.
      Le spese per lo sport di sua figlia sono quelle che il Protocollo di Milano per il pagamento delle spese straordinarie definisce spese per le attività ricreative.
      Le attività che devono fare le vostre figlie dovrebbero essere decise insieme tra i genitori ed in difetto di intesa si può coinvolgere il Giudice.
      Sempre meglio avere due distinti difensori, ovviamente !
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022468 – marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  198. Rosario dice:

    Salve…. non so come iniziare la domanda, siamo una coppia sposata in affitto. Mia moglie mi ha tradito e ancora non so se sta continuando a farlo. Nel caso dovessi scoprire che lo sta ancora facendo posso cacciarla fuori casa? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      può farlo, se non ci sono figli. L’unica accortezza è quella che la giurisprudenza ha definito il rispetto di un congruo preavviso.
      Quest’ultimo, peraltro, è consigliabile, venga rispettato potendone dare prova in futuro, quindi inviando apposita comunicazione per iscritto a Sua moglie.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022468 – marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  199. Loredana dice:

    Salve,
    sono una donna con un bimbo di 3 anni abbiamo una casa in comproprietà ed abbiamo mandato con il mio avvocato diverse proposte economiche ma lui ha sempre rifiutato e intende andare dal giudice. Quale potrebbe essere il suo vantaggio? non abbiamo fatto proposte assurde anzi mi sono messa a disposizione nel dividere i debiti rimanenti.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      non posso fornirle un parere in ragione delle poche informazioni che mi sono state date.
      In ogni caso, rammento che questo forum è destinato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  200. Alessandra dice:

    Salve separata consensualmente,ho durante il matrimonio preso due prestiti uno.per migliorie casa ,uno.per pagare I debiti suoi di equitalia ,la casa e’sua..mi trovo a pagare questi due prestiti per altri anni ,lui lavora stagionale e in nero..posso avere il rimborso in sede di divorzio o non ho diritto a nulla?grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      ricordo sempre che questo forum è destinato agli utenti di Milano, Monza, Pavia e Lodi.
      Se vuole assistenza legale, comunque resto a Sua disposizione.
      In ogni caso, servono altre informazioni ed occorre leggere gli accordi in sede di separazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

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  201. alessia dice:

    Ho inviato alla mia amica una mail con un account aninimo dove le dico che suo marito la tradisce, rischio qualcosa?
    Grazie

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    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non rischia nulla, da un punto di vista penale, a meno che la notizia non sia vera. Però rischia di fare separare un coppia.
      Per il resto, se questa persona è Sua amica io le parlerei di persona. Io diffiderei di un messaggio anonimo.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

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  202. Alberto dice:

    Buonasera avvocato,
    mettiamo per ipotesi: c’é una coppia di conviventi non sposati con un figlio minore e la casa di esclusiva proprietà di lui. A seguito di un tradimento della compagna lui voglia interrompere la relazione ma evitare che la casa venga assegnata a lei a cui viene collocato il figlio. Lui mette in vendita la casa con la massima discrezione senza comunicare nulla alla compagna delle sue intenzioni. Nella fase di trattativa del prezzo, in cambio di uno sconto sul prezzo di vendita si inserisce una clausola che il venditore può abitare nella casa per altri 2 mesi dopo la data del rogito. Questo per fare in modo che il cambio di proprietà venga trascritto nel registro catastale prima di comunicare alla compagna l’intenzione di interrompere la convivenza. Pochi giorni prima della scadenza dei due mesi comunicare alla ex compagna che la casa é venduta e che deve liberarla nel giro di pochi giorni. A questo punto lui si trasferisce in una casa presa in affitto per 6 mesi o 1 anno e poi dopo una volta che la situazione si è stabilizzata compra una nuova casa con i soldi incassati dalla vendita dell’altra. Ovviamente lei ed il figlio potrebbero trasferirsi dai genitori in attesa di trovarsi una casa in affitto. Le domande sono:
    1) Una volta trascritto l’atto di vendita, la madre puó chiedere l’assegnazione della casa oppure prevale il diritto del nuovo proprietario?
    2) Nel caso lei non la liberi il nuovo proprietario potrà fare causa al venditore (cioè lui) oppure solo a lei che sta occupando abusivamente la casa?
    3) Nel caso prevalga il diritto del nuovo proprietario lei puó avanzare pretese sui soldi della vendita?
    4) Nel caso dopo 1 anno lui compri una nuova casa e lei ed il figlio non abbiano una situazione abitativa stabile (p