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Domande e risposte (RISERVATO AGLI UTENTI DI MILANO, MONZA, PAVIA e LODI)

L’ultimo commento deve essere approvato.
2802 commenti
  1. Enrica dice:

    16/05/2024

    Sono in separazione dopo ( la sentenza ora ricevuta scrive: autorizza i coniugi a vivere separati nel muto rispetto ) questa è una vera separazione?
    Prima del matrimonio mio marito mi ha regalato un anello di fidanzamento, ore desidera riaverlo, sono tenuta a ridarlo?

    grazie della sua attenzione.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se si tratta della sentenza finale e non del provvedimento in prima udienza, siete separati. Giusto il tempo di permettere ai cancellieri di trasmettere all’anagrafe il Vostro nuovo status. La Cassazione si è espressa con riferimento al suo secondo quesito: tra coniugi separati, i regali realizzati per il matrimonio (compresi anelli di fidanzamento) ed in costanza di matrimonio, ad esempio per ricorrenze speciali come compleanni, anniversari, non vanno restituiti dall’ex coniuge.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  2. Elisa dice:

    Buongiorno avvocato mi chiamo Elisa sono separata dal 2022 nell’accordo si separazione è stabilito un weekend a testa oltre a giorni infrasettimanali, sono assegnataria della casa cointestata e cointestato anche il mutuo poiché abbiamo un bambino di quasi 4 anni. Il mio ex marito ha sempre fatto quello che voleva al punto che più e più volte ho dovuto ricordargli quali erano gli accordi firmati nella separazione e lui continua imperterrito a farmi dispetti avvisandomi all’ultimo dei giorni di visita, spostandoli a suo piacimento, pretendendo di vedere il figlio nei weekend che spettano a me senza però rispettare il suo diritto di visita settimanale, sempre sottoforma di minaccia, con insulti accuse diffamatorie. inoltre è andato a convivere senza comunicarmelo e porta nostro figlio a casa dalla nuova compagna facendolo dormire sul divano.Posso oppormi in qualche modo? Come posso muovermi?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre leggere con attenzione cosa è stato stabilito con riferimento all’esercizio del diritto di visita. Se ci sono giorni predeterminati in cui è previsto che il padre stia con la figlia lei non è tenuta a fargli vedere il figlio nelle altre giornate. Esistono anche dei procedimenti giudiziari che si possono intraprendere per chiedere ad un giudice di sanzionare il genitore inadempiente anche con sanzioni pecuniarie (ex art. 473-bis 39 cod. proc. civ. (recentemente rafforzato dalla Riforma Cartabia).
      Resto a disposizione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  3. raffaella dice:

    Buongiorno Avvocato,
    la contatto perchè avrei bisogno di una delucidazione. Sono divorziata dal 2022, ho due figli minori e mi è stata assegnata la casa coniugale dove sono proprietaria al 50% con il mio ex marito. So perfettamente che le bollette sono a carico mio, ma la mia domanda è, in caso di una perdita d’acqua dovuta ad una rottura del tubo:
    – l’intervento per riparare il tubo è a carico solo mio o di entrambi?
    – la bolletta sicuramente “salata” dell’acqua sarà a carico totalmente mio o da dividere al 50% in quanto dipendente dalla perdita del tubo?
    in attesa di un cortese riscontro invio cordiali saluti.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Raffaella,
      di solito le riparazioni di carattere ordinario competono a chi ha a disposizione l’immobile e quelle straordinarie ai proprietari nelle misure previste dalle rispettive quote di proprietà. Per i tubi rotti occorre verificare se si tratta di manutenzione ordinaria. Se, per esempio, si tratta delle sostituzione di un tubo per usura, si può sostenere che si tratti di una riparazione straordinaria a carico dei proprietari.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  4. Marco dice:

    Buongiorno, io e mia moglie siamo separati da 4 mesi ed abbiamo una figlia di 7 anni collocata pariteticamente presso entrambi (a settimane alterne). In vista della fine dell’anno scolastico ho manifestato a mia moglie la mia disponibilità (lavorando da casa) ad occuparmi della figlia durante i mesi di giugno e luglio. Mia moglie, ignorando la mia disponibilità, ha deciso in totale autonomia di iscrivere la minore ad un centro estivo comunale (per cui non è necessario consenso) e mi ha presentato richiesta di rimborso per la mia parte. La mia domanda è: ma io sono obbligato a pagare la mia parte per il centro estivo quando questa iscrizione (stando la mia possibilità di tenerla a casa con me) non era necessaria? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la risposta deve essere trovata nelle condizioni della separazione nella quale avete regolamentato la collocazione prevalente ed il diritto di visita del genitore non collocatario dei figli. Temo che non abbiate previsto previsto quanto lei mi riferisce. Ed effettivamente, sulla scorta del Protocollo di Milano sulle spese per i figli, che immagino abbiate richiamato nella separazione, tra le spese extrascolastiche (da documentare) che non richiedono il preventivo accordo si considerano: a) tempo prolungato, pre-scuola e dopo-scuola; b) centro ricreativo estivo (oratorio, grest, campus organizzati da scuole pubbliche o da enti territoriali).
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  5. Giuseppe dice:

    Buona sera
    Ho fatto un bonifico di 10 Mila € all’impresa di costruzione quale acconto acquisto box per conto di mio genero circa 4 anni fa. Ora mia figlia e il marito si stanno separando , io ho inviato una richiesta di restituzione, dato che mio genero ha acquistato casa e due box a proprio nome per usufruire l’agevolazione prima casa e celebrato il rogito il quale menziona questo mio bonifico. Ha valenza la mia richiesta o devo perdere la speranza di restituzione.
    I due coniugi sono in separazione dei beni.
    grazie, in attesa

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se il debito contratto dal suo genero è fondata su documenti che provano l’obbligo restitutorio, non vedo perché Lei non debba tutelare il suo credito, anche in giudizio se necessario.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  6. Isotta dice:

    Buona sera, sono divorziata e ho due figli collocati presso il padre a cui verso un mantenimento ordinario mensile di euro 550 più gli straordinari da 4 anni. In precedenza i figli erano collocati presso di me e il mio ex marito versava il loro mantenimento. Sono proprietaria della casa coniugale e Il mutuo è cointestato. Da 4 anni lo sto pagando in maniera esclusiva tutto io. Considerato che negli ultimi 2 anni il mutuo variabile è raddoppiato, il mio ex marito è tenuto a partecipare alla rata del mutuo oppure no ?
    Posso eventualmente chiedere al giudice di abbassare l’assegno di mantenimento ?
    E’ corretto che il genitore collocatario cessi di versare la metà del mutuo cointestato ?
    Ringrazio fin da ora per l’eventuale risposta.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre leggere le condizioni del divorzio per rispondere esaustivamente alle sue domande. Di solito, il pagamento del mutuo compete al proprietario nonché intestatario del mutuo. Se le sue condizioni economiche sono peggiorate sensibilmente, rispetto a quando è stato stabilito che lei dovesse provvedere al mantenimento dei figli, può avanzare istanza per la modifica delle condizioni del divorzio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  7. Natalya dice:

    Buon giorno avvocato
    Sono divorziata ufficialmente da un anno e cinque mesi ex marito ha lasciato casa pero la residenza sua ancora risulta con me e adesso che doveva fare modello ISSEE aggiunnto anche il suo reddito per la richiesta del CAF, si come lavoro part-time e ho diritto dei alcuni bonus ma con reddito suo non posso fare nulla , chiedo come posso togliere la sua residenza da me
    Grazie mille per la vostra attenzione

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      faccia una raccomandata con ricevuta di ritorno al suo ex facendo presente che se entro 15 giorni non trasferirà la residenza anagrafica, Lei si recherà in comune per comunicare formalmente che lei non risiede più in quella abitazione. Se preferisce si rechi subiti in Comune.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  8. Fabio dice:

    Se compro un auto da separato e poi chiedo il divorzio , auto k compro a k va se abbiamo la condivisione dei beni.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se siete in comunione dei beni, ogni acquisto deve considerarsi rientrante nel patrimonio comune quindi deve considerarsi di entrambi al 50%. Potete venderle e dividere il ricavato, potete mettervi d’accordo sul trasferimento in favore di chi l’ha pagata, in caso di separazione e/o divorzio consensuale/congiunto, ma il Giudice della separazione/divorzio, se farete un procedimento contenzioso (uno contro l’altro) non potrà mutare la co-intestazione del bene mobile che rimarrà proprietario di entrambi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  9. Paolo dice:

    Buongiorno Avvocato,
    convivo con la madre di mio figlio (6 anni) senza essere sposati. Viviamo in una casa in affitto con il contratto intestato solo a lei. Io ho un appartamento di mio proprietà lasciato vuoto, sia perché troppo piccolo per essere abitato in tre, sia per tutelarmi da una futura separazione ed assegnazione della casa.
    Stiamo prendendo in considerazione l’idea di separarci perché non andiamo più d’accordo, anche se al momento non ne siamo ancora sicuri del tutto.
    Il punto su cui non siamo d’accordo riguarda il denaro. Entrambi lavoriamo e guadagnami 1.600 euro ciascuno. L’affitto della casa è pari 800 euro al mese.
    Io sarei disposto a dare al massimo 250 euro al mese per il figlio, mentre invece non voglio dare nulla per l’affitto (il contratto è intestato a lei e inoltre non ci vivrei nemmeno più una volta tornato a casa mia). Lei invece vorrebbe 250 euro per il figlio e altri 800 euro per l’intero importo dell’affitto, quindi 1050 euro. Cifra che non voglio e non posso pagare, In base alla sua esperienza e in base ai nostri redditi, andando in giudizio il giudice che importo deciderebbe?
    Ovviamente darei per scontato che il collocamento sarebbe presso di lei.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      in sintesi, lei non potrà essere obbligato a pagare parzialmente la locazione ma è assai probabile che un Giudice determini un contributo per il mantenimento del figlio in misura superiore ad € 250,00 proprio in considerazione del fatto che la madre (se collocataria prevalente del figlio) dovrà pagare l’affitto della casa dove vivrà anche suo figlio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  10. Cristian dice:

    Salve,
    La mia situazione:
    Mutuo cointestato,conviventi non sposati con figlio di tre anni.
    Lui mi ha lasciato e non vuole lasciare casa (sono la mamma),vengo vessata verbalmente tutti i giorni,vengo registrata in continuazione tramite audio, è capitato anche che lui si tirasse sberle da solo x fare credere fossi io a farlo(🤦).
    Come posso farlo andare via prima dell’iter di affidamento ecc ecc?
    Altro problema:
    Stupidamente le rate del mutuo le pagava spesso lui e io mi occupavo di bollette,spesa ecc ecc per questioni di comodità nom avendo un conto in comune…ho sbagliato e ho paura lui usi questo contro di me…come posso difendermi?
    Grazie marta

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      ha avviato un procedimento giudiziario per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio?
      Se non lo ancora fatto non esiti a depositare il ricorso con l’assistenza di un avvocato chiedendo l’assegnazione della casa familiare, la collocazione prevalente del figlio presso la madre ed un contributo economico a carico del padre per il mantenimento del figlio. In attesa della prima udienza, se la situazione diventa insostenibile può sporgere denuncia se suo marito diventa pericoloso o anche solo se la minaccia. Non mi preoccuperei troppo delle altre questioni ma sin da ora raccolga prove dei pagamenti che lei effettuava.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (per approfondimenti: 02.72022469 – marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  11. Marilena dice:

    Buonasera
    Ho bisogno una consulenza.
    Mio marito, mio cognato e mia suocera hanno ricevuto in successione una casa dopo la morte di mio suocero.
    In questo appartamento vive mio cognato che ha una bambina di 5 anni che si vuole separare ed è in comunione dei beni (vive lì prima della morte di mio suocero)
    Considerando che la casa è di tutti gli eredi, possiamo mettere in vendita la casa se siamo tutti d’accordo?
    Oppure come possiamo tutelare l’eredità dato che la mia ex cognata vuole fare trasferire i suoi genitori con lei in questo appartamento? Ovviamente non farà fare la resistenza ai suoi genitori in quanto hanno una loro casa di proprietà.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      Vi coniglio di avviare un procedimento di divisione ereditaria sempre che il cognato non voglia rilevare la quota degli altri eredi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (per approfondimenti: 02.72022469 – marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  12. Luca dice:

    Buongiorno separato da 8 mesi. 3 figli di cui l ultima bambina è nata da 2 mesi. L ex compagna mi ha tradito con un altro, la figlia e mia ma l ex compagna vive a casa del suo nuovo compagno con mia figlia nel letto con loro. È possibile fare qualche azione legale?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      prima di tutto dovete avviare un procedimento giudiziario per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
      Se alcuni comportamenti possono nuocere sua figlia, può anche ipotizzare il coinvolgimento degli assistenti sociali.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  13. palmiro dice:

    buongiorno,
    mi sono separato legalmente nel 2019, a seguito della scoperta del tradimento di mia moglie. Scoperta per altro taciuta per evitare tristi ripercussioni sulle mie figlie.
    La mie ex moglie, insieme alle bambine (all’epoca di 4 e di 11 anni), si sono traferite in una casa in affitto. Avendo l’affidamento congiunto, ho sempre tenuto le bambine a wend alterni, piu’ 2 giorni infrasettimanali, passando regolarmente un’assegno di mantenimento mensile di €600 (come deciso dal giudice e scritto sulla sentenza).
    Dopo circa un anno si trasferiscono tutte e tre, nella casa del compagno della madre.
    Al raggiungimento dei 16 anni, la grande decide di volersi trasferire definitivamente da me, in quanto, le mancava la casa in cui e’ nata, le zie, la nonna che l’ha cresciuta, le sue amiche … lamentando inoltre una non presenza morale ed affettiva della madre.
    Nel giro di una settimana avviene il trasferimento. informo la madre, avvisandola che non avrei piu’ passato il mantenimento delle figlie, in quanto io avrei pensato alla grande e lei alla piccola e che nel frattempo avrei iniziato anche le pratiche per il divorzio.
    Sono passati 8 mesi, mesi in cui ha giurato di farmela pagare, sostenendo che io devo pagare ancora il mantenimento della piccola.
    Premetto che lei lavora 6 ore guadagnando circa 1400 mensili, io per 8 ore guadagno circa 1900. Non ci sono spese di baby sitter in quanto, durante la chiusura della scuola, durante le malattie e il prelevamento fuori da scuola, se ne occupa SEMPRE mia sorella che e’ in pensione. Le esigenze di una bambina di 9 anni sono differenti delle esigenze di un’adolescente di 16, quindi le spese sono diverse.
    Settimana scorsa ho ricevuto dal suo legale un’atto di precetto in cui mi obbligano a pagare 8 mesi di mancato mantenimento della piccola piu’ tutti gli aumenti instat del corso degli anni. Ma non si menziona nulla circa il mantenimento della grande, anzi, la mia ex moglie si rende disponibile al divorzio solo ed esclusivamente alla condizione che io continui a mentenere la piccola per la somma di €350 mensili e che non abbia nulla da pretendere nei suoi confronti per il mantenimento della grande.

    La mia domanda e’ :

    sono obbligato a pagare quanto notificatomi? oppure posso farmi rivalere sul fatto che anche lei dovrebbe darmi qualcosa per la grande??

    puo’ lei pretendere davanti alla legge, ad un giudice, che debba solo io passare un mantenimento, o anche lei deve provvedere al mantenimento della figlia grande??
    non sarebbe piu’ logico che ognuno di noi mantenga la figlia collocata??

    cordialmente

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      con il senno del poi è sempre facile dare suggerimenti ma nel suo caso sarebbe stato opportuno proporre immediatamente una istanza di modifica delle condizioni della separazione dopo il trasferimento di sua figlia maggiore. Non esiti a farlo anche ora.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  14. Nicoleta dice:

    Buongiogiorno, vivo in casa coniugale assegnata dal Tribunale per la crescita di mia figlia 14 anni.
    Ho conosciuto una brava persona, due anni fa e vogliamo fare un figlio, posso rimanere in casa assegnata con i figli, finché, Elena 14 anni diventa maggiorenne per non perdere lei assegnazione della casa? Il compagno vive a casa sua.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se ha costruito una relazione affettiva senza convivenza non ci sono ragioni per le quali l’assegnazione della casa venga meno.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  15. Cocchi stefano dice:

    Buongiorno avvocato oggi ho ricevuto un avviso di pagamento prima della riscossione coatta di euro 367.50 dicono per una multa da me presa il 26 dicembre 2022 ma io non ho ricevuto nessun avviso qui a paullo la città metropolitana si serve di una posta privata tale fulmine group che non ci ha consegnato niente come devo fare io anche per capire se ls multa e.mia o no grazie mille per la sua risposta

    Rispondi
  16. Gilberto dice:

    Gentile Avvocato,

    Mi rivolgo a Lei in merito a una circostanza particolarmente anomala. Ieri ho ricevuto notifica da parte del legale della mia ex moglie della presentazione, presumibilmente effettuata 2 o 3 anni fa, di una richiesta di separazione presso il tribunale di Milano. Sono stato altresì informato dell’esistenza di una sentenza definitiva di separazione/divorzio emessa nel 2022, della quale non ero a conoscenza in precedenza, nonostante io continuassi a risiedere nella casa coniugale, sebbene non vi abitassi più. Desidero sottolineare ed evidenziare che non mi è stata notificata né la richiesta di separazione, né la sentenza, né attraverso posta ordinaria (lettera raccomandata) né tramite corrispondenza telematica (PEC). Sono fermamente convinto che avrei intrapreso tutte le azioni necessarie per mediare e contestare quanto presentato e deliberato in tribunale, qualora fossi stato debitamente informato sin dall’inizio e avessi avuto la possibilità di difendermi con l’assistenza di un legale. Ritengo che ciò che è accaduto sia stato pianificato in modo tale da tenermi all’oscuro sia del procedimento legale sia degli accordi relativi al divorzio.

    Le circostanze che mi preoccupano e che richiedono una valutazione accurata sono le seguenti:

    – La mancata notifica della presentazione della domanda di separazione/divorzio.

    – La mancata notifica della sentenza di separazione/divorzio, nonostante io non fossi a conoscenza del procedimento in atto. Vorrei far notare che fino a pochi mesi fa io stesso sollecitavo e invitavo la mia ormai ex moglie a procedere come di rito tramite l’ausilio di avvocati e a rendere ufficiale la nostra separazione.

    – La decisione sull’affidamento super esclusivo di mia figlia alla mia ex moglie, una condizione con la quale non sono per niente d’accordo. In passato, avevamo concordato verbalmente un affidamento congiunto, ma la situazione è cambiata radicalmente dopo che la  mia ex moglie ha iniziato una nuova relazione e ha avuto un altro figlio (in concomitanza di matrimonio); da quel momento ho notato un progressivo ridimensionamento dei miei diritti di visita.

    – La registrazione del secondo figlio, avuto dalla mia ex moglie con un nuovo compagno in concomitanza del nostro matrimonio, nel mio certificato di residenza e stato di famiglia, senza la mia previa autorizzazione.

    – Mia figlia di 11 anni mi ha riferito della nascita del bambino della mia ex solo dopo che l’evento è avvenuto, segnalandomi che le è stato intimato di non informarmi in alcun modo della gravidanza in atto. Sono stato informato per caso solo al momento della nascita, per una leggerezza da parte di un genitore di un minore che frequentava lo stesso istituito e classe di mia figlia.

    – Il legale della mia ex sostiene che io sia stato presente alla prima udienza in tribunale, quando in realtà non avevo alcuna conoscenza del procedimento legale in corso nè tanto meno vi sono mai stato presente.

    – La sentenza fornita dal legale della mia ex moglie riporta solo due pagine su nove e risulta essere in parte censurata.

    La prego cortesemente di fornirmi indicazioni su come procedere in merito a questa situazione. La ringrazio anticipatamente per la Sua attenzione e la Sua consulenza in questa delicata vicenda.

    Distinti saluti,

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi sembra, anzitutto, importante ricordare che la Corte di Cassazione, con una recente sentenza del 2023, con particolare riferimento alla notifica degli atti giudiziari in ipotesi di separazione di fatto dei coniugi – muovendo dal principio che l’ordinaria diligenza cui è chiamato il notificante per vincere l’ignoranza della residenza , del domicilio o della dimora del notificando deve essere valutata in relazione a parametri di normalità e buona fede previsti dall’art 1147 cc e non può tradursi nel dovere di compiere ogni tipo di indagine possibile, comprese quelle che implicano ingenti spese economiche e tempi di attesa assai dilatati – ha chiarito che “ è onere del coniuge che si allontani dalla casa coniugale dare comunicazioni all’altro coniuge e/o all’ufficio anagrafe in modo da consentire il raggiungimento della sua persona presso la nuova dimora o il domicilio per tutte le comunicazioni con efficacia legale; la mancata osservanza di tale onere di diligenza rende possibile il ricorso alla notificazione ai sensi dell’art 143 cc, in presenza dei presupposti per l’applicazione della norma” (cfr. Cass Civ. sez I Ord 14.11.2023 n. 31722). Sebbene la predetta pronuncia possa considerare negligente il comportamento del coniuge che si allontana dalla residenza anagrafica senza mutare la stessa, direi che solo una attenta disamina degli atti causa potrebbe permetterci di verificare eventuali vizi procedurali. Occorre, anzitutto, verificare con quali modalità si è perfezionata la notifica del ricorso presso la sua residenza anagrafica. Vorrei, inoltre, leggere tutti gli atti di causa. Allo stato attuale, in ogni caso, le consiglio di modificare la sua residenza anagrafica in quanto le notifiche a quest’ultimo indirizzo potrebbero perfezionarsi anche per compiuta giacenza.
      Se lo desidera siamo disponibili per un primo confronto.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  17. Barbara dice:

    Buongiorno, vorrei sapere, in regime di divorzio, chi paga le spese per fare passaporti a figli
    Nella sentenza c’è scritto che le spese extra vanno divise a metà, ma temo che la controparte dica che a lui i passaporti non servono e si rifiuti di pagare
    Come comportarsi?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      nella maggiore parte dei casi le spese per il passaporto dei figli sono considerate straordinarie da concordare previamente tra i coniugi.
      Per confermarLe quanto sopra occorre, tuttavia, leggere con attenzione gli atti di causa.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  18. Gioia dice:

    Buonasera.
    Sono una mamma di una bambina di 9 anni, residente con il papà, a carico di entrambi al 50%.
    Il tempo trascorso con papà e mamma è gestito in base agli impegni lavorativi, senza alcun problema.
    Io e il padre siamo in buoni rapporti.
    Al momento vivo in affitto cointestato con il mio (ex) compagno. I mobili sono miei e le utenze sono intestate a me.
    Lui è uscito di casa per un mese, ma non trovando un altro appartamento, è tornato.
    Mia figlia vorrebbe poter stare con me in casa senza più vedere il mio ex compagno… Ha manifestato attacchi d’ansia e rifiuto nei confronti di questa persona, e ovviamente anch’io non vorrei più vederlo.
    Quale sarebbe la strada giusta da intraprendere per accelerare la sua uscita? (ha un genitore che potrebbe ospitarlo)
    Ho provato più volte, ma non c’è modo di poter discutere civilmente.
    Grazie per l’attenzione e per un’eventuale riscontro.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      l’approccio più diligente e rispettoso delle norme prevede che lei indichi per iscritto un termine entro il quale il Suo ex compagno deve uscire di casa. Se il Suo ex compagno, per esempio, vive con lei da due anni potrebbe essere congruo un termine di due mesi.
      Se vuole essere più aggressiva, potrebbe anche intraprendere altre iniziative più perentorie ma soltanto se il contratto di locazione risulti intestato solo a lei.
      Maggiori dettagli potrebbero permettere di delineare meglio una strategia difensiva.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  19. Ivano dice:

    Buongiorno, sono un padre con divorzio consensuale da quando mia figlia aveva 3 anni e ora ne ha 12.
    Da un paio di anni ho intrapreso una relazione seria e duratura con un’altra donna vedova con un figlio di 11 anni. Dopo alcuni mesi di relazione abbiamo fatto incontrare i ns figli e fatto un weekend insieme, dove siamo stati tutti molto bene insieme. Dopodichè da quando la mia ex moglie ne è venuta a conoscenza mi ha “vietato” di far vedere ns figlia con persone che lei non conosce. E per evitare questioni e storie, da allora ho iniziato e ho evitato di vedere la mia attuale partner e suo figlio quando sono con mia figlia. Quando spettano i giorni che deve stare con me, faccio esclusivamente le cose da solo con mia figlia, anche per quanto riguada vacanze ecc.. A lungo andare però questa situazione sta diventando complicata, in quanto anche la mia attuale partner vorrebe avere una situazione più stabile e non che io conduca “2 vite” , una da solo con mia figlia e una con lei e suo figlio, le piacerebbe che fossimo liberi di stare tutti quanti insieme. A livello legale e di diritti non so però come comportarmi. Se mia ex moglie poi mi vieta di vedere o non mi fa vedere ns figlia? O se fa delle cose strane? Mi piacerebbe ricevere un parare legale. Grazie mille.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      considerato il tempo trascorso, non ci sono leggi che Le vietano di costruire nuovi equilibri familiari con la frequentazione della Sua prima figlia con il figlio della Sua compagna.
      Quest’ultima non ha il diritto di vietare tali frequentazioni a meno che vi siano ragioni gravi che possano suggerire altro genere di
      I comportamenti da adottare si evincono dai precedenti giurisprudenziali: l’importante è che venga sempre rispettato il principio di bigenitorialità nell’interesse superiore del minore, quindi, il genitore deve tenere conto dei sentimenti e delle opinioni della figlia, evitando di forzarla a frequentare la nuova compagna o il suo figlio se non se la sente. La presentazione deve avvenire in modo graduale e delicato, tenendo conto dell’età e del carattere della figlia. È anche importante che il genitore mantenga una buona comunicazione con l’altro genitore e lo informi della sua intenzione di presentare il nuovo partner e la sua nuova famiglia alla figlia nata dal primo matrimonio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  20. Matteo dice:

    Buongiorno,mi chiamo Matteo.
    Ho bisogno di un chiarimento in merito alla mia situazione.
    Ero imprenditore,l’ex moglie casalinga.
    Separazione avvenuta nel 2005, separazione dei beni, con conseguente assegno di mantenimento di euro 900,00 negli anni a susseguire non ho più pagato il mantenimento per motivi economici e abbiamo raggiunto un accordo con il quale chiudevamo la posizione con un assegno di euro 5.000,00.
    Nei vent’anni trascorsi mai nessuna richiesta, nel frattempo ho instaurato una relazione stabile ed equilibrata perciò vorrei il divorzio ma sono ostacolato l’ex moglie non vuole concedermi nulla ho provato in tutti i modi e mi chiede il pagamento di 50k per gli assegni mai versati per concedermi il divorzio.
    L’azienda è fallita nel frattempo, la casa è stata venduta all’asta sei mesi fa,ho debiti con Agenzia delle Entrate, risparmi pochissimi, stipendio con presenza di pignoramenti. Sono molto avvilito, come posso tutelarmi e liberarmi da questa situazione? Grazie infinite per un aiuto

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre analizzare con attenzione la data, le forme ed in contenuti dell’intesa con la quale ha concordato di pagare l’importo di € 5.000,00. Se l’accordo non è stato raggiunto per iscritto, l’obbligazione di mantenimento matura ancora i propri effetti.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  21. Laura dice:

    Buongiorno,
    se un coniuge chiede la separazione consensuale, quella fatta in Comune, e l’altro coniuge non firma i moduli? La coppia non ha figli e ha la separazione dei beni.
    Grazie
    L

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      si chiama consensuale proprio perché entrambi i coniugi devono essere d’accordo e, quindi, firmare le condizioni della separazione.
      Se uno dei due coniugi non firma l’altro potrà agire in giudizio con ricorso per la separazione giudiziale (con l’indispensabile assistenza di un avvocato).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  22. Tiziana decorato dice:

    Buongiorno avvocato sono in fase di separazione Mio marito ha avuto la possibilità di far carriera e io no !! In quanto mi sono occupata dei figli di fare la governante così detta casalinga la parola casalinga nn piace più. Quindi oltre a fare la mamma ho fatto La domestica non retribuita senza una pensione in più o dolori di schiena causato da gravidanza a tenere i bambini in braccio ecc.posso fare qualche causa in base a questi argomenti oltre alla separazione.?
    Perché lui ha avuto la possibilità di farle carriera nel 2000 quando ancora non c’era bisogno del diploma per fare la bidella o per lavorare in posta io ero stata chiamata alle poste ho dovuto rinunciare perché dalla mia regione mi sono trasferita nella sua regione quindi ora a 52 anni in questi posti pubblici come bidella o poste non posso essere piu assunta….
    posso fare solo le pulizie forse, lavori che mi portano a stare in piedi per troppo tempo non riesco sto male.. oltretutto sto facendo infiltrazioni alla schiena alquanto dolorose… un suggerimento per risarcimento danni o altro
    Ora dopo Essere trattata e usata come uno straccio vecchio vuole buttarmi via con €350 senza una casa e senza un lavoro.
    Grazie molto gentile Tiziana.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      i fatti che lei mi ha descritto giustificano richiesta di mantenimento in favore della madre per il mantenimento dei figli ma anche per la moglie. Quindi due distinti assegni di mantenimento. E se il padre è proprietario della casa coniugale, la madre collocataria prevalentemente dei figli ha diritto anche all’assegnazione della casa coniugale.
      Spero di averle dato qualche utile informazione.
      Cordiali saluti
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  23. Roberta dice:

    Buongiorno. L’anno s scorso sono stata coinvolta in una causa. Percependo nel nucleo familiare una pensione d’invalidità che secondo l’avvocato non facesse reddito, mi ha suggerito di richiedere il patrocinio gratuito. È stato accettato ma dopo alcuni mesi revocato dal giudice di pace dopo verifica dell’agenzia delle entrate. Ho scoperto che quindi anche la pensione che per l’isee e non faceva reddito per la richiesta del gratuito patrocinio invece si.
    Ora come possiamo procedere? Rischio delle conseguenze penali?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      conseguenze penali solo se qualcuno sporge denuncia e se nel conseguente procedimento penale si riesca a dimostrare la sua colpevolezza che si dovrebbe escludere, o quanto meno ridimensionare, se lei non era a conoscenza del fatto che la pensione di invalidità non faceva reddito ai fini della concessione del GP. Questa ovviamente è solo una primissima analisi da approfondire.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  24. Francesca dice:

    Buonasera, la mia storia é un po’ particolare, ma la faró breve , il mio padre biologico mi ha abbandonata appena nata, non si é più fatto vivo, in più era introvabile anche per le forze dell’ordine. Dopo 10 anni riusciamo a far decadere la patria potestà e vengo adottata.
    Ad oggi ho ritrovato il mio padre biologico so dov é e che ha avuto un altra figlia, la mia domanda é posso denunciarlo ed avere un risarcimento?
    Grazie mille

    Rispondi
  25. Debora dice:

    Salve,dopo 4 anni di separazione vorrei chiedere divorzio da mio marito e lui è d’accordo…mi è venuto però un dubbio…lui è geometra con partita iva… e stavamo e lui sta tuttora benissimo economicamente…ma se lui in questi anni avesse trasferito tutto intestatando alla partita iva e lui risulta quindi nullatenente come funzionerebbe poi in causa di divorzio x il mio mantenimento e x quello di nostro figlio minorenne??? Grazie.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      in caso di divorzio giudiziale si devono esibire le ultime tre dichiarazioni dei redditi con la ulteriore compilazione di dichiarazioni (disclosure) aventi ad oggetto la situazione patrimoniale (immobili, investimenti, situazioni conti correnti con movimentazioni, etc.). Di solito, se i coniugi sono disponibili per trovare un accordo amichevole (separazione consensuale), gli avvocati che li difendono dovrebbero ottenere reciproca trasparenza con riferimento, quanto meno, alle ultime tre dichiarazioni dei redditi. In questo modo si riescono a formalizzare condizioni della separazione che tutelino anche i figli.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  26. Giorgia dice:

    Salve

    Sono cittadina italiana divorziata e con un bimbo di 5 anni, sto con un ragazzo in tunisino residente in tunisia che fa studi per ottenere il certificato linguistico e salire in europa per sposarci e continuare la nostra vita in Europa. Volevo sapere se c’è un modo per non dare il consenso a lui di ottenere la cittadinanza italiana grazie a me. Vorrei rassicurarmi del fatto che non approfitti della mia cittadinanza solo per farsi i documentari. C’è un metodo dove lui fa richiesta senza il mio consenso e grazie al mateimonio italiano?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il matrimonio di uno straniero con un cittadino italiano consente al primo di conseguire la cittadinanza italiana.
      Non esistono strumenti o cautele preventive che possano condizionare o impedire la concessione della cittadinanza italiana. Tranne ovviamente l’applicazione del buon senso. Ma ricordo che il coniuge straniero acquisisce la cittadinanza solo se ha risieduto in Italia per almeno due anni dopo il matrimonio, nonché che la cittadinanza può essere revocata nel caso in cui il matrimonio viene dichiarato nullo o annullabile.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  27. Daniela dice:

    Buona sera! La e. Di mio marito con la sentenza della separazione ha ottenuto un automobile dopo 5 anni non lo ha messo a nome suo e mi lo ha lasciato su la strada la
    Machina senza assicurazione dicendo che non la vuole più , poi la vuole ma senza il passaggio! Ho scritto se vuole la macchina e di rispondere entro 3 giorni ma non ha risposto nulla né si ne no! Poso io vendere quella machina senza aver problemi visto che non ho più dove tenerla!

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      bollo auto, assicurazione, eventuali danni a terzi: per il momento, senza trasferimento della proprietà, sono a suo carico.
      Dovrebbe inviare una diffida a Suo marito invitandolo a trasferire la proprietà entro quindici o trenta giorni, precisando che in difetto di tale trasferimento lei venderà l’auto dopo avere estinto ogni debito generato dalla stessa. Ma se è stato deciso con la separazione che l’auto è di Suo marito, dopo la vendita dovrebbe versargli quanto residua dopo il pagamento di ogni debito.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  28. Antonio dice:

    Buongiorno, chiedo come non versare più l’assegno figli in quanto lavorano. Mi pare assurdo e discriminante aprire una causa. È ovvio che la mia ex rifiuti la mia volontà…posizione tutelata dalla legge. Assurdo! Attendo suggerimenti e ringrazio.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se non trova una intesa amichevole, vi è il rischio che Sua moglie agisca per gli importi che verranno pagati.
      Suggerisco raccomandata con avviso di ritorno a Sua moglie specificando le ragioni che giustificano il mancato pagamento (la raggiunta autosufficienza economica da parte dei figli), precisando che in difetto di risposta lei cesserà il pagamento entro trenta giorni dal ricevimento della lettera.
      Se sua moglie non risponde e dopo la cessazione del pagamento del mantenimento da parte sua, prenderà iniziative giudiziarie nei suoi confronti per il pagamento del mantenimento (con precetto e pignoramento), lei avrà la possibilità di fare opposizione al precetto sostenendo la Sua tesi difensiva. Se il Giudice accerterà che i suoi figli sono effettivamente diventati autonomi da un punto di vista causa allora vincerà la causa.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  29. elio dice:

    Buona sera,
    desidero un chiarimento sull’assegno di mantenimento.
    Mia figlia fra 2 anni raggiunge la maggiore eta, posso tramite comunicazione versare direttamente la parte spettante direttamente al suo conto corrente?

    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non può unilateralmente decidere di versare direttamente a sua figlia l’assegno di mantenimento. Serve un accordo con la sua ex moglie (nero su bianco) oppure un provvedimento giudiziario. Anche sua figlia maggiorenne potrebbe agire per chiedere il mantenimento diretto che però non è detto che venga riconosciuto se sua figlia soggiorna prevalentemente presso la madre.
      Per fornire suggerimenti più analitici occorrerebbe anche sapere cosa fa sua figlia (lavora? studia?) e dove vive.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  30. Mara dice:

    Buonasera,

    sono venuta ufficialmente a conoscenza che il mio ex marito è in pensione perchè mi ha inoltrato una citazione in giudizio per la sospensione dell’assegno di divorzio (dato che ora io lavoro) e nella lettera c’era scritto che “percepisce X euro di pensione”. Adesso scopro che è in pensione da 11 anni, posso ancora chiedere al mio ex marito il TFR a me spettante?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il diritto alla quota del TFR è riconosciuto solo se il coniuge richiedente ha diritto all’assegno divorzile e se il richiedente non ha contratto nuove nozze al momento della maturazione del diritto del TFR (ossia alla cessazione del rapporto di lavoro dell’ex coniuge). La quota spettante ammonta al 40% del TFR maturato durante il periodo di matrimonio, incluso il tempo intercorso tra la separazione legale e il divorzio. Ovviamente occorre anche verificare che l’ex coniuge non abbia già percepito parte del TFR durante la pendenza del matrimonio.
      La quota del TFR può essere richiesta in via giudiziale, mediante un ricorso al tribunale, o in via stragiudiziale, mediante accordo tra le parti. Sembra opportuno ricordare anche il termine di prescrizione previsto in 10 anni dalla maturazione del diritto, ossia dalla cessazione del rapporto di lavoro dell’ex coniuge.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  31. Luca dice:

    Buonasera, informandomi ho saputo che in caso di separazione anche di una coppia non sposata con figli, la riforma Cartabia prevede di presentare gli estratti conto degli ultimi 3 anni. Il problema è che non vorrei far vedere come spendo i miei soldi nel caso in futuro dovessi separarmi.
    Vorrei procedere nel seguente modo: ogni mese mi faccio versare lo stipendio sul mio conto personale, lascio la cifra sufficiente per le spese essenziali come bollette e spese condominiali. Poi effettuo un bonifico della differenza con indicata come causale “donazione” oppure “restituzione prestito” ad un conto che ho aperto a nome di mia madre, ma che in realtà uso esclusivamente io ed alimentato esclusivamente da me con i miei bonifici ogni mese. Poi userò la carta legata a questo conto per effettuare le miei spese.
    Mettiamo il caso che in futuro dovessi separarmi, vedendo tutti questi bonifici in uscita con beneficiaria mia madre, la mia ex potrà chiedere di presentare anche gli estratti conto dei conti correnti di mia madre? Io posso rifiutarmi e presentare solo quello a mio nome?
    Lo scopo di questa operazione non è nascondere guadagni (sono un lavoratore dipendente, anche volendo non potrei) ma è quella di non far vedere come e dove spendo il mio denaro.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      sono disponibile per un confronto in studio se lo ritiene opportuno. Il primo incontro non comporta spese legali a Suo carico.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  32. Vale dice:

    Buonasera, sono separata ormai da 9 anni.
    Io e il mio ex marito tempo fa abbiamo aperto un libretto di risparmio in posta € 5.000 bloccati in buoni fruttiferi più € 5.000 di liquidità, per un totale di € 10.000, intestato a nostro figlio di 13 anni.

    Ora il mio ex mi ha chiesto di averlo per incassare i soldi depositati in quanto si è dichiarato pieno di debiti.

    So che per svincolare i buoni fruttiferi ci vuole l’autorizzazione di un giudice per farlo.

    La mia domanda è: può procedere senza la mia autorizzazione o è necessaria la presenza di entrambi i genitori per svincolare i soldi?
    La parte di liquidità gli è stata data senza problemi, i buoni no.
    So che esiste un modulo da consegnare per fare richiesta, dove si richiedono solo i dati e le firme dei genitori, che ahimè potrebbe tranquillamente compilare di suo pugno anche nella mia parte senza dirmelo.

    La mia paura, considerando che la situazione economica di tutti quanti non è idilliaca, è che mio figlio rimanga con un pugno di mosche al compimento dei 18 anni e io vorrei potergli salvare almeno i buoni fruttiferi.

    La ringrazio per gli eventuali chiarimenti che potrà darmi e la saluto cordialmente

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      è necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare, non è sufficiente l’iniziativa di uno solo dei due genitori.
      Occorre presentare un’istanza al giudice tutelare del tribunale del luogo di residenza del minore. L’istanza può essere presentata da entrambi i genitori o da uno solo di essi, con il consenso dell’altro. Poi sarà il Giudice considerando l’interesse del minore.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  33. GIULIANA POLES dice:

    Buongiorno,
    Sono in fase di separazione, per il momento sto cercando di raggiungere un accordo consensuale. Siamo in comunione dei beni. Abbiamo due figli di 18 e 15 anni, casa cointestata, costruita su terreno donato da mio padre ad entrambi (50% ciascuno). Avevamo mutuo cointestato appoggiato a conto cointestato alimentato solo da mio marito (io provvedo a tutte le spese dei figli e per la casa). Alcuni mesi fa, nel momento in cui ho manifestato il mio desiderio di separarmi, mio marito ha estinto il mutuo a mia insaputa e senza il mio accordo, ed ora pretende la restituzione del 50% della somma. Sul conto cointestato ha ricevuto una somma di denaro in eredità, che poi ha spostato su suo altro conto personale, sempre a mia insaputa, e poi per estinguere il mutuo ha trasferito nuovamente tale somma sul conto cointestato su cui era appoggiato il mutuo. La sua richiesta è lecita?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      ritengo che Suo marito non sia mosso con cautela. Ora Lei può chiedere l’assegnazione della casa coniugale se otterrà la collocazione prevalente di Suo figlio in sede di separazione. Ritengo che la richiesta restitutoria sul mutuo residuo possa avere fondamento ma soltanto con modalità di pagamento rateizzato rispettando le tempistiche del precedente mutuo. Ma sul punto restituzione importi si potrebbe anche cercare di essere maggiormente aggressivi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  34. Lea dice:

    Buongiorno,
    Lui abita in Piemonteda solo ha casa di proprietà Io ho casa di proprietà in Sicilia dove ho tutta la mia famiglia. Non ho un lavoro e qui non ho parenti. Posso trasferirmi in Sicilia con mio il figlio di un anno che abbiamo in comune?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      le consiglio di avviare la pratica di separazione (o di regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio se non siete sposati) manifestando anche al Giudice la Sua intenzione di trasferirsi specificando analiticamente le ragioni della Sua esigenza.
      Un trasferimento senza preavviso con il minore potrebbe giustificare una denuncia anche in ambito penale nei suoi confronti ed, in ogni caso, il suo comportamento potrebbe essere ritenuto criticabile (dal punto di vista genitoriale) anche in sede civile.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  35. Clara dice:

    Ho un veicolo cointestato, altro proprietario è deceduto, gli eredi legittimi rinunciano all’eredità, non sono un’ erede, come posso fare per diventare unico proprietario?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      anzitutto, le consiglio di entrare in possesso di una copia autentica della rinuncia all’eredità da parte di tutti gli eredi legittimi. Se lei non è un erede, dovrebbe gestire il passaggio di proprietà tramite una agenzia specializzata ovvero direttamente al PRA presentando il certificato di morte e le rinunce all’eredità, carta di circolazione e certificato di proprietà del veicolo. Poi le faranno compilare altri moduli.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  36. Tm dice:

    Salve.
    Volevo un informazione per quanto riguarda la parcella dell’avvocato. Spiegherò brevemente la situazione:
    Decreto ingiuntivo (dipendente di un’azienda in liquidazione che non pagava).
    L’avvocato non fa un preventivo nonostante richiesto più volte oralmente. La causa non arriva ad una fase decisionale ma solo a quella istruttoria/trattazione, l’azienda decide di pagare senza portare avanti la causa. Mi reco dall’avvocato una volta versatomi l’ammontare dalla controparte e lui mi richiede più di 3mila €, il 40%, con una buona parte non fatturata (in particolare degli interessi di cui dice che io devo fare metà con lui). Inoltre aggiungo che altri colleghi nei 2 anni e mezzo di causa, che avevano incaricato altri avvocati, grazie ad essi, hanno avuto il risarcimento durante il primo anno. Come bisogna comportarsi? Quali sono i miei diritti? Come posso farmi valere con qualcuno del mestiere che probabilmente avrebbe già pronto qualche escamotage? Potrei pagare solo la parte fatturata e soprattutto chiedere di avere una copia della fattura prima di fare il bonifico? Senza possibilmente dover entrare in causa o questioni del genere che non potrei permettermi, nè avrei la forza di affrontare.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il compenso matura ugualmente anche in assenza di preventivo.
      Fossi in lei preciserei verbalmente che non intende pagare cash e che non farà a metà degli interessi (quest’ultima richiesta assolutamente inconciliabile con l’esercizio diligente della nostra professione). Poi quando arriverà la parcella, effettuerei attenta verifiche dei compensi richiesti alla luce del tariffario forense (dm 147/2022). Se la richiesta eccede il dovuto coinvolgerei l’ordine di appartenenza che potrebbe anche sanzionare il Collega per la mancata predisposizione di un preventivo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  37. Andrea dice:

    Buonasera Avvocato,
    ho dato in affitto un appartamento ad una coppia non sposata con un figlio minore. Più di due mesi fa ho ricevuto la lettera di disdetta anticipata (il contratto è intestato solamente a lui). Il contratto in oggetto prevede un preavviso di 3 mesi per la disdetta.
    Parlando con l’inquilino sono venuto a sapere che si sta per separare dalla compagna, che lei non sapeva nulla della lettera di disdetta e che l’avrebbe avvisata solo alcuni giorni prima della scadenza dei 3 mesi. Ha cercato di rassicurarmi dicendo che la compagna andrà a vivere dai genitori.
    Mi sto preoccupando del fatto che alla scadenza lui lasci regolarmente l’appartamento e mi restituisca le chiavi, ma la ex compagna si rifiuti di lasciare libera la casa.
    Se ciò dovesse accadere dovrei far causa all’intestatario del contratto (cioe lui) oppure alla ex che è ancora in casa?
    L’ex inquilino ha assolto i suoi obblighi liberando l’appartamento e il fatto che la ex compagna sia in casa sarebbe un’occupazione abusiva di quest’ultima del quale lui non ha obblighi/responsabilità?
    Il fatto che ci sia di mezzo un minore creerà problemi per lo sfratto?
    Tengo a precisare che vorrei rientrare in possesso dell’appartamento e non ho intenzione di far subentrare la compagna nel contratto d’affitto.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      le consiglio di inviare dapprima una diffida tesa alla liberazione dell’immobile rivolta al titolare del contratto di locazione ma anche all’attuale occupante dello stesso. Se non riceve soddisfazione, dovrà avviare una procedura di sfratto per finita locazione invocando la disdetta del titolare. La presenza di un minore, effettivamente, rallenta la fase esecutiva dello sfratto.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  38. ELENA dice:

    Buongiorno volevo sapere se devo rifare l’atto notarile della nuda proprietà relativa a un appartamento che miei genitori mi hanno dato precedentemente all’aggiunta del nuovo cognome grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      le posso solo consigliare di verificare che il decreto che autorizza la modifica del nome o cognome sia stato trascritto e annotato presso gli Uffici di stato civile del Comune di residenza; dopodiché, con la prova del decreto e della predetta trascrizione, chiederei semplicemente la variazione delle annotazioni catastali che riguardano le proprietà a Lei intestate (presso l’Agenzia del Territorio/Conservatoria).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  39. Vittoria dice:

    Buon giorno mio marito è separato e divorziato e ha un figlio con la ex , ha sempre versato il. Mantenimento per quest ultimo , facendo una ricarica postpay presso il tabaccaio , la ex ora sostiene che non sono stati versati questi mantenimenti e ora siamo in causa , non trovando più le ricevute di queste ricariche non avendole fatta tramite conto è possibile chiedere l estratti conto della ex dove versa i mantenimento??

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la ricarica postpay come è stata fatta? con un bonifico? Quest’ultimo potrebbe costituire la prova richiesta.
      Comunque vi è anche la possibilità di chiedere al Giudice di autorizzare l’esibizione documentale dei movimenti del conto corrente della ex moglie ma non è certo che venga concessa considerato che l’onere di provare i pagamenti è carico dell’ex marito.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  40. Mauramaura dice:

    Mi sposo l8 giugno ma a distanza di 3 anni dal tribunale dove ho fatto il divorzio non è stato mai mandato al comune per essere registrato cosa devo fare per averlo con urgenza

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre sollecitare la cancelleria del Tribunale competente affinché recapiti il provvedimento al Comune. Di solito se ne può occupare l’avvocato che ha seguito il divorzio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  41. Krystiana dice:

    Salve ,
    sono una madre di un bimbo di 8 anni , ho avuto 5 anni fa una sentenza di separazione , attraverso procedimento giudiziale .
    E’ stata accettata da entrambe le parti , senza nessuna richiesta di revisione ,
    ora ho chiesto il divorzio ma il mio ex coniuge vuole ritrattare tutte le parti gia decise dal giudice esempio richiede tenere più notti il bambino,elimnare mantenimento del figlio(io non percepisco nessuno assegno , solo quello per il figlio) siccome non si riesce a trovare un accordo si riandrà in tribunale , nella sua esperienza ,

    1) il giudice potrebbe ricambiare tutte le decisioni prese in precendenza?
    considerando che
    A)fino ora abbiamo avuto una vita dignitosa da entrambe le parti , senza farci mancare nulla ne a noi ne al bambino.Io non ho idea della situazione economica del mio ex sicuramente non ho notato riduzioni del lavoro ne fino a ora ha mai richiesto come dicevo una revisione del assegno del mantenimento
    B) le notti che chiede in più farebbe svegliare il bambino prima la mattina e portato dalla baby sitter a scuola che è dalla parte opposta rispetto a dove abita il padre e di fianco alla mia abitazione/residenza di mio figlio.

    2) siccome è lui che non vuole tenere decisioni della separazione giudiziale potrei mettere a suo carico tutte le spese processuali che dovrò affrontare per colpa sua?

    Grazie In anticipo per disponibilità e aiuto
    Krystiana

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      tanti fattori potrebbero indurre il Giudice a modificare il provvedimento emesso dopo la separazione.
      Di solito, tuttavia, non ci sono grandi rivoluzioni salvo, per esempio, quando i redditi dei coniugi siano cambiati, i tempi di permanenza dei figli con i genitori cambino rispetto alla separazione.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  42. Anvika dice:

    Buongiorno avv,
    Sono di origine srilanka e sono sposata con un italiano. Ho una madre anziana che vuole il mio aiuto e devo tornare e stare con lei per circa 6 mesi e altri sei mesi faccio lo scambio con la mia sorella. Ultimamente mio marito non sembra contenta quando vado a mio paese e ho timore che lui può fare la denuncia di abbandono di tetto coniugale se anche lui è stato avvisato e sa dove vado e sono riparabile. Che cosa devo fare per non rischiare un eventuale denuncia? Magari mi sto allarmando per niente, ma non voglio rischiare.
    Grazie mille

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      le posso consigliare di lasciare traccia documentale (whatsapp, sms, mail) del fatto che lei si sta trasferendo solo TEMPORANEAMENTE nel suo paese di origine.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  43. Anna dice:

    Buongiorno
    Io e mio fratello abbiamo ereditato una casa con terreni agricoli da mio padre .
    Io ho marito disabile al 75% con la 104. Posso obbligare mio fratello a vendere la proprietà visto che mio marito ha bisogno di cambiare abitazione a causa di barriere architettoniche?
    Grazie mille per l’aiuto che potrete darmi

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      in caso di comunione della proprietà, anche uno solo dei comproprietari può agire (con iniziative stragiudiziali e/o con un giudizio di divisione) per vendere l’immobile.
      Non serve una motivazione particolare per giustificare la richiesta di vendere.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  44. Patrizia dice:

    Buongiorno Avvocato,
    vorrei chiedere la separazione da mio marito.
    Abbiamo 2 figli maggiorenni che vivono con noi, uno lavora e l’altro è in attesa di occupazione dopo aver fatto un master.
    La casa in cui viviamo è di proprietà al 50%
    In caso di separazione, a chi resterebbe la casa?
    Grazie
    Cordiali saluti

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Patrizia,
      la casa viene assegnata al genitore con il quale vengono collocati i figli, anche se maggiorenni, ma che non hanno ancora raggiunto l’autosufficienza economica.
      Questa è la regola ma poi si possono trovare degli accordi (soprattutto quando l’autonomia dei figli è molto vicina). A volte, non si trovano intese e si deve procedere con un giudizio di divisione (UN PROCEDIMENTO DIVERSO DALLA SEPARAZIONE DEI CONIUGI) che porta alla vendita all’asta dell’immobile. Io professionalmente tendo a cercare di trovare un accordo amichevole prima di agire in giudizio. Nel giudizio di separazione CONSENSUALE potreste trovare un accordo sull’immobile ma solo se lo inserirete nelle condizioni della separazione; il Tribunale, in caso di separazione GIUDIZIALE, può solo assegnare o non assegnare l’immobile ma non vi può obbligare a vendere.
      Resto a disposizione per approfondimenti.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  45. Giorgio dice:

    Buongiorno,
    sono sposato in separazione dei beni con una figlia. Io e mia moglie stiamo prendendo di comune accordo la decisione di separarsi. Molto probabilmente sarà una separazione giudiziale in quanto non troviamo un accordo economico. Mi sono informato su internet ed ho visto che con la riforma Cartabbia è necessario depositare gli estratti conto degli ultimi anni. Siccome alcuni mesi fa ho pagato con la carta dei soggiorni in hotel e dei regali ad una donna con cui ho avuto una relazione extraconiugale (di cui mia moglie non ha mai saputo nulla), se deposito gli estratti conto, potrebbe essere un bel problema. Dal punto di vista della relazione non cambierebbe nulla perché ci stiamo già per separare, però se sapesse quello che è accaduto, oltre al problema dell’addebito della separazione, sicuramente ci sarebbe da parte sua del rancore che renderebbe ancora più problematica la gestione della figlia per il futuro. Cosa potrei fare per risolvere il problema?
    Se chiudo il conto e ne riapro uno “pulito”? Direi che non ho più modo di recuperare i vecchi estratti conto e depositerei solo quelli relativi al nuovo conto.
    Quale sarebbe la sanzione in questo caso?
    In alternativa cosa potrei fare?
    Grazie in anticipo
    Saluti

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      in caso di separazione giudiziale, gli obblighi imposti dalla riforma prevedono che lei produca estratti e movimenti dei suoi conti degli ultimi tre anni (anche quelli che oggi risultano chiusi).
      Per il resto, meglio vedere di quali movimenti stiamo parlando per poi provare a trovare soluzioni.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  46. Manuel dice:

    Buongiorno,
    mi trovo in una situazione dove mia madre, separata da mio padre ma non divorziata per rifiuto dell’ultimo di firmare i dovuti documenti con conseguente sua sparizione, si è trovata tra le mani la richiesta da parte di MM di saldare gli arretrati legati ad un’abitazione di cui non sapevamo nemmeno l’esistenza. Entro nel dettaglio:
    Mio padre è morto circa due anni fa, ne siamo venuti a conoscenza dopo circa 18 anni in cui non abbiamo più avuto alcuna sua notizia né da parte delle forze dell’ordine né da parte del diretto interessato e la sua famiglia. Questa persona si è letteralmente volatilizzata dopo una sentenza che prevedeva la sua diffida all’avvicinarsi al nostro nucleo famigliare, da quel giorno in poi non abbiamo più saputo assolutamente nulla di lui e della sua vita fino a due anni fa (notizia della sua morte).

    Quando ci è stata notificata la sua morte, non ci è stato detto niente sulla sua situazione abitativa, l’unica certezza che abbiamo è che lui non vivesse con noi.
    Non abbiamo percepito alcun tipo di eredità in quanto nullatenente.
    L’unica cosa che mia madre ha ricevuto, è stata l’integrazione di un paio di centinaio di euro sulla sua pensione visto che in questi 18 anni, mio padre è riuscito ad andare in pensione.

    A grandi linee è questa la situazione attuale. Oggi abbiamo ricevuto questa lettera dalla MM per quanto riguarda gli arretrati di questa abitazione popolare abitata da mio padre e chiedono a noi di saldare insoluti e morosità arretrate. Abbiamo provato a contattarli telefonicamente ma abbiamo avuto solo attese infinite.

    La mia domanda è: Siamo tenuti realmente a saldare i debiti di una persona che è letteralmente svanita dalla nostra vita e con cui non abbiamo nulla da spartire da 18 anni?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il diritto alla pensione di reversibilità, costituisce un diritto autonomo e del tutto distinto rispetto ai diritti che cadono in successione (compresi i debiti); esso infatti risponde ad esigenze di natura prettamente ‘assistenziale’.
      Ciò che rileva però, al fine di non compiere atti che potrebbero invece comportare l’accettazione della eredità relitta, è che il superstite avente diritto provveda a riscuotere solo i ratei di pensione di reversibilità successivi alla morte del de cuius: si noti infatti che la riscossione di ratei di pensione già maturati ma non riscossi dal defunto, comporterebbe accettazione dell’eredità.
      Fatte queste precisazioni, formalizzerei la rinuncia all’eredità (anche in tribunale, presso la sezione volontaria giurisdizione) e poi la invierei alla MM.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  47. Anna dice:

    Sto avviando una separazione giudiziale con potenziale addebito da un manipolatore (perizie) lui ha fatto in modo di non avere nulla, ma la madre è estremamente abbiente con proprietà immobiliari importanti e denaro, ho speranza che se lui finge non non avere nulla possa essere in qualche modo obbligata? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi spiace, troppo pochi elementi per dare consigli.
      Non mi ha riferito se ci sono dei figli. Non conosco i Vostri redditi e la vostra occupazione.
      Se vuole possiamo sentirci telefonicamente in modo che io posso esserle concretamente d’aiuto.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  48. Giovanni dice:

    Buongiorno, mio figlio ha necessità di comprare un computer necessario per la scuola.
    La mia ex vorrebbe comprare un MAC da 2.000 euro e chiede che io ne metta 1.000 di tasca mia.
    Io sono contrario perché per l’uso che deve fare, va benissimo anche un computer da 300 euro.
    Quindi gli ho messo per iscritto che sono contrario, gli ho mandato la schermata del PC da proposto e gli scritto che sono disponibile a dargli solo 150 euro.
    Se lei nonostante il mio rifiuto, effettuasse comunque l’acquisto di 2.000 euro e io gli faccio un bonifico di 150 euro, lei potrebbe pretendere la differenza dei rimanenti 850 euro?
    Lei giocherebbe sul fatto che serve per la scuola e lo studio.
    In un caso del genere il giudice a chi darebbe ragione?
    Stessa cosa si potrebbe porre in futuro se lei volesse acquistargli un iPhone 1.200 euro e io un telefono da 100 euro.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      direi che le scuole non possono obbligare gli alunni a comprare un portatile MAC. Stesso dicasi per il cellulare, mi sembra più educativo contenere i costi di questi strumenti.
      Lasci traccia delle sue contestazioni via mail o via messaggio (anche WA) avendo cura di conservarne copia. Ma paghi la metà di quello che ritiene giusto pagare.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  49. Fabrizio dice:

    Gentile avvocato , avendo trovato nel web pareri discordanti che aumentano i miei dubbi e tools che calcolano quote inesatte,
    per favore può dirmi se la quota di rivalutazione istat dell’assegno di mantenimento , in sede di adeguamento va inserita nell’anno e mese successivo a partire dalla data del primo versamento statuito nell’accordo di separazione?
    Mi spiego meglio , la data del mio primo versamento è stabilita al 30/01/2020 quindi dovrò rivalutare la quota mensile con il FOI di Gennaio 2021, tale quota rivalutata costituirà l’importo mensile dell’assegno da versare da Febbraio 2021 a Gennaio 2022 che a sua volta verrà rivalutata a Gennaio2022 e sarà quindi il nuovo importo da Febbraio 2022 e cosi via, è corretto cosi come calcolo?
    cordiali saluti

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      corretto fare il primo aggiornamento istat l’anno successivo al primo pagamento (salvo diversamente disposto nel provvedimento giudiziario). per gli anni successivi la base di calcolo è sempre l’importo originario. Comunque in internet trova molteplici calcolatori automatici della rivalutazione ISTAT dell’assegno di mantenimento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  50. Fabrizio dice:

    Gentile avvocato , avendo trovato nel web pareri discordanti che aumentano i miei dubbi e tools che calcolano quote inesatte,
    per favore può dirmi se la quota di rivalutazione istat dell’assegno di mantenimento , in sede di adeguamento va inserita nell’anno e mese successivo a partire dalla data del primo versamento statuito nell’accordo di separazione?
    Mi spiego meglio , la data del mio primo versamento è stabilita al 30/01/2020 quindi dovrò rivalutare la quota mensile con il FOI di Gennaio 2021, tale quota rivalutata costituirà l’importo mensile dell’assegno da versare da Febbraio 2021 a Gennaio 2022 che a sua volta verrà rivalutata a Gennaio2022 ed il nuovo importo da Febbraio 2022 e cosi via, è corretto cosi come calcolo?
    cordiali saluti

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      è corretto rivalutare l’importo dopo un anno dal primo pagamento ma la base di calcolo per gli anni successivi deve sempre essere l’importo originario. Comunque in internet ci sono parecchi calcolatori automatici del contributo al mantenimento con rivalutazione ISTAT.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  51. Luciano Ronga dice:

    Salve da quasi un anno conosco una donna che fingeva di essere single per approfittare dei miei soldi. Ho inviato molti soldi a questa donna che fingeva di essere libera per ottenere il denaro per mantenere lei e la sua famiglia. Ho persino pagato un viaggio per fare in modo che lei potesse lasciare il pause dove vivesse per una vita migliore.ora vorrei sapere se può essere considerato truffa o semplicemente i miei soldi li ho solo buttati?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      valuterei attentamente tutta la corrispondenza tra di voi intercorsa, nonché i fatti accaduti, con un bravo penalista, al fine di verificare se lei è stato effettivamente raggirato.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  52. Kimberly dice:

    Salve , mi sono sposata nel2021 , nel 2023 incinta del mio secondo figlio ho denunciato mio marito per violenza verbale e subito dopo sono andata a vivere con i miei genitori, dal tribunale dei minori successivamente mi giunse un procedimento provvisorio dove il padre non poteva avvicinarsi al primogenito a meno che non fosse allo spazio neutro, ad oggi dopo un anno da questi avvenimenti , io sono andata a vivere da sola con i bambini ed io e il papà dei bambini abbiamo avuto rapporti e sono rimasta nuovamente incinta.., dato che siamo seguiti dagli assistenti sociali questa gravidanza causerebbe dei problemi dal punto di vista legale? Potrei perdere i bambini ? Io e lui tuttavia non siamo tornati insieme .

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non ho sufficienti elementi per valutare le sue capacità genitoriali sulla scorta delle informazioni che mi ha fornito. Il solo riavvicinamento occasionale con il suo ex marito di per sé non è determinante nel senso che lei potrebbe essere una buona madre che ha semplicemente voluto dare un’altra chance a suo marito.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  53. Persico dice:

    Gentile Avv.
    sono un uomo divorziato che si è rifatto una famiglia e ora vive felicemente con moglie e prole.
    Circa 20 anni fà ho affrontato un matrimonio durato meno di 12 mesi, in cui sono diventato padre, ero contrario alla nascita del bambino poichè non vi era più una relazione e si era in disaccordo su tutto, non vi erano i presupposti per creare una famiglia, messo però alle strette dalla parte femminile che non ha sentito ragioni si è proseguito con la gravidanza, la mia contrarietà non ha avuto nessun effetto. Poco prima della nascita del bambino, essendo io religioso e avendo una forte propensione alla famiglia, ho chiesto di far nascere il bimbo all’interno di una famiglia sposata e non di una coppia di fatto.
    Nato mio figlio pochi mesi dopo ci siamo separati come prevedibile visto la completa disarmonia.
    Separazione dolorosa dal punto di vista della gestione del figlio che vedevo e vedo ancora oggi con il contagocce, con mille difficoltà messe in atto dalla madre, pago regolarmente il mensile pattuito e non ho mai ricevuto/richiesto il 50% dell’assegno familiare o sono mai stato contattato dalle scuole per mio figlio (ergo qui qualche problema c’è perchè qualcuno firmava per me verosimilmente? Ormai il figlio è maggiorenne e questi pensieri sono andati in archivio ma non crede che ci fosse qualcosa di sbagliato?)
    Quando mio figlio aveva pochi anni, In uno dei periodi di “buona” in cui vedevo regolarmente mio figlio e lo accompagnavo in casa, vengo messo a conoscenza del fatto che la madre era nuovamente in dolce attesa, io non ho a memoria nessun rapporto consumato con la suddetta.
    Col tempo, visto le mille problematiche che questa persona creava nella mia vita personale e lavorativa l’ho allontanata e non ho più avuto nessun contatto per salvaguardare la mia persona e il benessere psicofisico sia mio che del figlio.
    E qui veniamo ai giorni nostri e al motivo per cui le scrivo:
    La sig.ra mi ha fatto recapitare una notifica per esame del dna per la paternità del secondo figlio.
    Fermo restando la mia serenità descritta sopra, mi preoccupa però il fatto che possa aver fatto qualcosa o stia architettando alcunchè perchè viceversa non mi spiego questa notifica.
    Stabilito che anche il figlio avuto con lei è stato concepito in circostanze ambigue e dove la sicurezza della contraccezione è teoricamente al 100% (pillola anticoncezionale, preservativo e coito interrotto) mi preoccupa che possa manipolare in qualche modo i test del dna. Sarebbe possibile?
    Oltre a questo mi chiedo:
    Come e perchè una madre che mette al mondo un figlio senza il “consenso” del padre, che presumibimente non ne sa nulla, quindi non riconosce la figlia non sapendone nulla, viene poi obbligato al riconoscimento e ai costi che questo comporta?
    Capisco la logica per la quale i figli hanno diritto al mantenimento ma non comprendo la forzatura per la quale una madre che decide tutto in autonomia possa poi obbligare il padre a pagare arrettrati e così via oltre al riconoscimento del figlio di cui non sapeva nulla.
    La legge non pone nessuno “scudo” all’uomo?
    Capisco il padre “fuggitivo” che non riconosce il figlio sapendo cosa sta facendo e che quindi fugge dalle responsabilità, ma in questo caso, se riuscisse a dimostrare la paternità del secondo genito e attribuirmela senza che io ne sapessi nulla non è ingiusto? Anche nei confronti del bambino ormai adolescente?
    Fermo restando che mi recherò al più presto dal mio legale per sapere quali sono le mie opzioni migliori le chiedo: come ci si difende da tutto questo?
    Io ho una bellissima famiglia con un bimbo ancora piccolo e non ho voglia di esser trascinato in una disputa legale per una persona che non è stata in grado di far scelte giuste nella vita ed andare avanti ma soprattutto che prova piacere a creare problemi nella vita degli altri.
    La ringrazio per il tempo che vorrà dedicare a rispondermi e spero sia utile anche ad altri uomini che si potrebbero trovare in situazione similare.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il suo legale saprà consigliarla al meglio. Le procedure con accertamento della paternità comportano esami del DNA che vengono gestiti su incarico del Giudice, quindi, è difficile che la madre riesca a contraffarli. Le consiglio sicuramente di costituirsi in giudizio. Nel caso in cui lei si rifiutasse di sottoporsi al test del DNA, la conseguenza sarebbe quella che lei verrebbe riconosciuto come padre naturale del nascituro.
      Per il resto posso solo ricordare che la scelta ultima di abortire resta, nel nostro ordinamento, una prerogativa della donna.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  54. Michela dice:

    Buongiorno, il mio compagno era stato lasciato dalla madre di sua figlia con la quale conviveva. Poi lei ha deciso che voleva riprovarci e portandosi la figlia appresso entrambe in lacrime l’ha convinto a farsi perdonare ma dopo un mese lui se n’è andato perché non l’amava più. Ora lei è molto incattivita vuole andare dal giudice perché non vuole un accordo pacifico vieta alla figlia di frequentare me e mia figlia minacciandola ancge solo se viene al bar a fare colazione parla male alla bambina del padre dicendole che l’ha abbandonata ha buttato i suoi attrezzi da palestra (2000 euro circa) in giardino sotto l’acqua perché non era venuto a riprenderseli ma x farlo bisognava noleggiare un furgone e al momento economicamente non può e infine vuole far fare un percorso psicologico alla figlia perché dice che a causa del padre è triste ( forse questo atteggiamento non aiuta) e poterne trarre vantaggio all’udienza
    Cosa può fare lui per difendersi da tutto questo? Lei racconta continuamente menzogne su di lui ed è arrivata anche a minacciare me e i miei figli
    Grazie per l’attenzione, spero in un consiglio

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      immagino che il suo compagno abbia nominato un bravo avvocato che sicuramente gli suggerirà anche di fare valutare con una CTU le capacità genitoriali e lo stato di salute psicofisico della minore.
      Le minacce invece se tali si possono considerare da un punto di vista penale possono essere denunciate.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  55. Michela dice:

    Bongiorno! Sto per aquistare casa,(quasi arrivati al rogito) ci è stato chiesto da la banca un assicurazione per successione,perché la venditrice la ricevuta tramite testamento nel 2022…la mia domanda chi devi pagare questa assicurazione noi come acquirenti ho la venditrice?! Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      l’assicurazione vuole essere pagata dall’eventuale beneficiario della polizza quindi dall’acquirente.
      Poi magari potete trattare sul prezzo di compravendita in ragione della spesa che dovete sostenere per la polizza.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  56. ANTONIO SANAPO dice:

    Buonasera, sono un locatore di un appartamento in affitto con contratto 4+4, il contratto è intestato a una coppia convivente(non sposata) con una figlia, si sono separati e con sentenza del giudice la casa è stata lasciata a lei e la bimba, e lei dovrà ora pagare l’intero canone. Ora dovrò comunicare all’agenzia delle entrate questa variazione sul contratto, lui però ora chiede a me l’intera caparra, 2000 euro, che lui mi aveva versato con bonifico da suo conto intestato solo a lui. Lei però attualmente non riesce a darmi caparra. Non vorrei rimanere senza caparra, non dovrebbero vedersela tra di loro? Cosa mi consigliate?
    Grazie mille

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il subentro nel contratto di locazione, conseguente all’assegnazione della casa familiare, consente ad un soggetto diverso dell’originario conduttore di sostituirsi nella titolarità del contratto, con attribuzione dei relativi diritti e assunzione delle obbligazioni che ne derivano, prima fra tutte quelle di corrispondere il canone. Tra le obbligazioni in capo al nuovo conduttore ritengo che debba sicuramente ricomprendersi anche la cauzione/caparra versata. Prudenzialmente chiederei il versamento della caparra al nuovo conduttore e dopo il pagamento soddisferei la richiesta restitutoria del precedente locatore ma si tratta di una iniziativa criticabile da un punto di vista del diritto.
      Cordiali saluti,
      avv. Marco Pola

      Rispondi
  57. Gilberto dice:

    Buonasera, da una mia storia passata (non spostato) è nato un bambino. Tramite varie cause mi hanno assegnato 150€ di mantenimento e gli extra. Vivevo però in casa dei miei genitori. Ad oggi con le stesse entrate di stipendio (1500€) ho un affitto, bollette di luce, acqua e gas da pagare e in più per mangiare. Mi spetterebbe dare di meno? E soprattutto gli extra sono obbligatori o se si ha la possibilità si danno?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      in tutta sincerità non ricordo pronunce recenti con importi inferiori ad € 150,00 mensili per il mantenimento di un figlio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  58. Mauro pozzi dice:

    salve
    sono divorziato da 10 anni e pago il mantenimento di mia figlia (solo lei non alla madre)
    pago regolarmente cu conto corrente intestato alla madre la quale ha avuto un’altra figlia dall’attuale compagno con cui vivono tutti in sieme in casa di proprieta’,compiendo la maggiore eta’ mia figlia fra pochi mesi,vorrei sapere se è possibile versare il mantenimento direttamente a mia figlia su un conto nuovo intestato a lei e non piu’ alla madre (il tutto senza variare cifre e tutto tracciato naturalmente)
    grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Mauro,
      per fare cambiare il beneficiario dell’assegno di mantenimento dovrebbe essere sua figlia a chiedere il pagamento diretto in suo favore con apposita iniziativa giudiziaria. Quest’ultima potrebbe venire evitata se la madre, dopo avere richiesto esplicita richiesta in tal senso, acconsente al mantenimento in favore della figlia. Diversamente, sino a quando sua figlia vivrà con la madre e non avrà raggiunto l’autosufficienza, permane l’obbligo di mantenimento in favore del genitore collocatario prevalentemente della figlia maggiorenne.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  59. Sebastiano dice:

    Buona sera avvocato…. Una domanda. Io convivevo, ci siamo lasciati aendo 2 bambini minori, lei e andata a ivere in affitto 3 anno fa portandosi la residenza ove kei ancora vive, ora la casa dove lei vive in affitto e stata venduta, e lei mimaccia che vuole la casa dove vivevamo assieme… Oreciso che la casa era di mia mamma dove la stessa la donata a mia figlia….. Cordiali saluto

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la madre dei suoi figli non riuscirebbe ad ottenere in giudizio l’assegnazione di quella che una volta era la abitazione familiare in ragione del trasferimento di tre anni fa. Con questo trasferimento è venuto meno il collegamento tra i figli e l’ex casa familiare. Ovviamente permangono obblighi di mantenimento dei figli a carico del padre.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  60. Anto dice:

    Buongiorno avvocato,

    Mio compagno è separato (non divorziato) dalla sua ex moglie (brasiliana) da quasi 10 anni e hanno un figlio di 12 anni. Lei 9 anni fa ha firmato la renuncia della casa, proprietà di mio compagno, per trasferirsi in Brasile a vivere con il figlio.
    Lei continua a vivere in Brasile, ha un altro compagno e hanno un figlio di 8 anni.
    Lei e il figlio di mio compagno sono residenti a Milano perche qualcuno li ha aiutati ad avere la residenza in casa di una sua amico/a però non vengono mai a Milano (solo viene il bambino in vacanza per stare con suo papà).

    Anche noi abbiamo due figli di 4 e 1 anno.

    Lei sostiene che mio compagno deve pagare il mantenimento del figlio e la parte di affitto di lei e del figlio in Brasile.

    La domanda è: Questa cosa è così? Mi compagno paga il mantenimento al figlio ma non crede di dover pagare l’affitto di lei perche lei ha già un altro nucleo famigliare.

    Adesso mio compagno ha chiesto il divorzio, lei è da anni che non vuole firmarlo.

    Grazie mille del aiuto!!

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il padre ha sicuramente il dovere al mantenimento di Suo figlio e la situazione che mi ha descritto non dovrebbe comportare altri costi a carico del Suo compagno.
      Occorre, tuttavia, leggere anche i provvedimenti giudiziari prima di dare per certo che non esistono altri costi a carico del suo compagno.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  61. Susy dice:

    Buongiorno Avvocato sono separata in casa il giudice in udienza ha cercato di trovare una soluzione per non finire in giudizio per una somma in cambio della vendita della mia quota della casa che io intendo vendere solo a mio ex è no alla sorella, chiedo se posso chiedere al mio avvocato che vendo solo a mio ex come nuda proprieta ai figli e lui l’ ‘usufrutto e in cambio gli do il Divorzio che tramite il suo Avvocato mi hanno detto che vogliono chiederlo ad Aprile. L’ accordo in corso deve essere depositato al 22 febbraio , posso chiedere lo spostamento della data al mio avvocato?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      come sempre, quando esiste l’assistenza di un difensore già nominato è quest’ultimo che la invito a rivolgere le sue domande in quando conoscerà sicuramente meglio di me la Sua situazione anche a livello processuale.
      Mi permetto solo di rilevare che il divorzio non si concede in quanto se richiesto anche solo da uno dei coniugi il Giudice accoglie la domanda. Gli accordi amichevoli, inoltre, se non sono in contrasto con norme di legge, possono avere ad oggetto anche la cessione della nuda proprietà ai figli e l’usufrutto all’ex marito.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  62. Giovanna castelli dice:

    Buonasera Avvocato.
    Ho 60 anni e tre figli e vivo nella casa di famiglia in affitto con due dei figli e una nipotina di 4 anni. Il contratto d’affitto è intestato alla società di mio marito: in base alla Sua esperienza, a chi verrà lasciato l’uso della casa familiare? I figli che vivono con me sono maggiorenni: la mamma della mia nipotina è autosufficiente, mentre l’altra non ancora. Grazie mille per un Suo cortese riscontro.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      troppo pochi elementi per valutare. Ma se suo marito fosse l’unico proprietario della società, ritengo che vi siano margini per chiedere l’assegnazione della casa familiare al genitore presso il quale i figli saranno collocati prevalentemente.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  63. Lucia dice:

    Buongiorno, convivo da diversi anni con il mio compagno con il quale ho una figlia di 10 anni. Viviamo in affitto con il contratto intestato solamente a lui.
    Tra di noi le cose non vanno più bene e già da tempo stavo valutando l’idea di separarmi. Alla fine di gennaio sono andata con nostra figlia a trovare dei parenti fuori regione. Lui nel frattempo ha dato disdetta anticipata al contratto d’affitto pagando la penale per il mancato preavviso, ha preso tutti gli effetti personali miei e di mia figlia e li ha portati in un deposito che viene utilizzato per i traslochi. Ha fatto rimettere la vecchia serratura che era presente al momento in cui abbiamo affittato la casa e ha restituito l’appartamento al proprietario facendosi firmare un verbale di riconsegna. Prima che ritornassi a Milano mi ha chiamata al telefono per dirmi quello che aveva fatto. Una volta tornata a Milano sono stata costretta ad andare dai miei genitori insieme a mia figlia. Lui al telefono mi ha detto che è disponibile a darmi una cifra ogni mese per la figlia, ma che per la casa non ne vuole sapere niente e che posso stabilirmi definitivamente a casa dei miei genitori in modo da non avere spese.
    Mi chiedo se il suo comportamento scorretto possa in qualche modo essere sanzionato e se posso chiedere l’assegnazione del nuovo appartamento dove è andato a vivere.
    La ringrazio molto

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      ritengo che il comportamento possa essere oggetto di denuncia anche in ambito penale. E Le suggerisco di agire anche in sede civile per chiedere il contributo al mantenimento per sua figlia.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  64. Alessandro dice:

    Mi sono serato e la casa è stata affidata alla mamma che vive con mia figlia. Non eravamo sposati né coppia di fatto. La casa è di mia proprietà al 65% e della ex compagna al 35%. C’è ancora un mutuo in essere e io pago la mia parte. È vero che, non essendo legati legalmente io e la mia ex compagna, dopo 9 anni posso chiederle l’affitto per lei relativamente alla mia quota di proprietà.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la tutela dei figli minori (indipendentemente dal fatto che siano nati in costanza di matrimonio) con riferimento all’assegnazione della casa familiare è soggetta all’unico limite temporale del raggiungimento dell’autosufficienza economica degli stessi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  65. Nic dice:

    Buongiorno, la mia domanda è : Se un coniuge |A| cede l’azienda al figlio eppoi |A| divorzia dall coniuge |B|, il futuro ex coniuge |B| può avere pretese sul azienda di |A| (che è stata costituita dopo il matrimonio) anche se non ha mai partecipato in alcun modo al attività della azienda, nè ha mai partecipato economicamenre al sostentamento nè di se stesso nè della famiglia e se il figlio che eredita l’azienda non è in comune?

    Ha rilevanza la durata (breve) del matrimonio?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre, anzitutto, capire se eravate in regime di comunione o separazione dei beni.
      In ogni caso, anche nel primo caso, recentemente la Cassazione ha affermato che nell’ipotesi di impresa gestita solo da un coniuge, costituita dopo il matrimonio, all’altro coniuge spetta un diritto di credito (cioè non il diritto di proprietà) pari al 50% del valore dell’azienda determinato al momento della cessazione del regime patrimoniale, al netto delle eventuali passività esistenti alla medesima data.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  66. marco dice:

    Buongiorno la mia domanda è già stata posta sul forum ma non si legge bene la risposta:: l’ adeguamento ISTAT assegno mantenimento decorre dalla data della Presidenziale o dalla data della sentenza di divorzio ? alla data presidenziale 350 confermata con sentenza di divorzio stesso identico importo

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      l’adeguamento avviene a partire dall’anno successivo a quello di decorrenza dell’assegno. Quindi anche dall”udienza presidenziale. Una attenta lettura del provvedimento giudiziario è comunque sempre suggerita prima di trarre conclusioni che potrebbero essere disattese dalla volontà del Giudice.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • marco dice:

        nella sentenza di divorzio cito testualmente si conferma l importo di euro 350 in virtu che dietro consenso del resistente l assegno unico (195 euro) è interamente percepito dalla ricorrente
        pertanto il mio dubbio è solo questo posso ripartire da 350 o devo continuare ad aggiornare dalla presidenziale?

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          l’aggiornamento ISTAT è dovuto per Legge anche quando non è previsto dalle condizioni della separazione o del divorzio.
          Cordiali saluti,
          Avv- Marco Pola

          Rispondi
  67. Luca Colombo dice:

    Buongiorno Avvocato,
    vivo in affitto con la mia convivente (non siamo sposati) e nostro figlio. Il contratto è intestato ad entrambi.
    Siccome voglio separarmi avrei un dubbio: se io decido di inviare la lettera di disdetta dal contratto solo per me, cioè fare un recesso parziale, il proprietario potrà chiedere delle garanzie economiche di un’altra persona? Se lei non sarà in grado di offrire queste garanzie il proprietario potrà chiudere il contratto d’affitto anche per lei?
    Ovviamente io non intendo farmi carico di essere il garante perché non voglio avere problemi se lei in futuro smetterà di pagare l’affitto.
    So che nel mantenimento del figlio sarà tenuto conto che la madre dovrà pagare un affitto, ed è per questo motivo che io vorrei mandare la disdetta per fare in modo che vengano meno le garanzie reddituali e di conseguenza lei sia costretta a prendere in affitto un altro appartamento (ovviamente a costo inferiore) e di conseguenza spendere meno in mantenimento.
    Grazie in anticipo per le risposte

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      senza avere letto il contratto di locazione diventa difficile risponderle.
      A livello ipotetico posso solo dire che il contratto di locazione cointestato a due inquilini può essere disdettato parzialmente (da uno dei due coinquilini) e la locazione prosegue con l’altro coinquilino.
      Con riguardo alle garanzie, meglio leggere il contratto prima di dare suggerimenti.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  68. Daniela di Giulio dice:

    Buonasera avvocato sono divorziata da 3 e cmq dal 2018 che faccio unico reddito ho 2 figli oggi maggiorenni abbiamo scoperto in questi giorni con il nuovo ISEE che i miei figli hanno dei libretti intestati chiedendo al mio ex marito prima ha negato poi ha detto che quella donazione era stata fatta dal padre e poteva farne ciò che voleva.premetto che eravamo in separazione dei beni e di questi libretti non ne sapevo nulla ora con i miei figli abbiamo fatto la richiesta della copia del libretto per poter chiudere questi conti abbiamo inviato la documentazione all inps che dovrà ricalcolate il mio Isee ora la mia paura è che io venga sansionata per non aver dichiarato questi due libretti dal 2018 ad oggi cosa possa fare per dimostrare che non ero a conoscenza di questi libretti e che l unica persona ad essere al corrente era il mio ex marito? Naturalmente alla posta mi hanno detto che facendo la copia libretto potremmo vedere tutti i movimenti fatti nel tempo. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se la donazione è stata fatta dal padre o dal nonno paterno in favore dei figli sono questi ultimi che vantano un diritto che non può essere compresso dalla semplice nuova volontà del padre.
      Per l’ISEE, direi che il suo comportamento ha buone possibilità di essere giustificato in caso di sanzioni.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  69. Angelo dice:

    Buonasera, nel 2020 ho rinunciato all’eredità di mio padre
    Adesso qualche giorno fa è morto lo zio di mio padre fratello di mio nonno, avendo io rinunciato all’eredità di mio padre, posso o non posso accettare l’eredità dello zio di mio padre?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      senza una descrizione analitica di tutti gli aspetti che caratterizzano le due successioni (successione con o senza testamento, indicazione di tutti i componenti della famiglia dei due fratelli, esistenza di legati nel testamento) non è possibile rispondere alla Sua domanda.
      Mi permetto anche di ricordare l’esistenza della revoca della rinuncia all’eredità soggetta a prescrizione decennale.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  70. tiziano dice:

    Buongiorno
    dopo provvedimenti di separazione del giudice, tra le cose emesse, l’auto di mia proprietà non è stata assegnata a Lei, pertanto ne ho preteso la restituzione. Sto chiedendo risarcimento dei costi, tra cui i bolli che io ho pagato nel periodo che lei ha usufruito della mia auto. mi conferma che ho diritto al risarcimento?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non ho compreso in quale lasso temporale si collocano le sue richieste rispetto al provvedimento del Giudice.
      Non ho neanche compreso le ragioni per le quali l’auto è ancora nella disponibilità di sua moglie e da quanto tempo.
      Resto a disposizione per approfondimenti.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  71. Rivera dice:

    Buongiorno.Io e la mia ex abbiamo l’affido condivis e sono il genitore collocatario. un giorno abbiamo il colloquio con gli insegnanti la mia ex ha chiesto il colloquio separatamente ed è entrato nella stanza anche il suo nuovo compagno. è giusto anche senza il mio consenso o non ho il diritto di non lasciarlo essere lì?. Grazie in anticipo

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      gli insegnanti di suo figlio abbiano facoltà di ammettere ai colloqui solo i genitori.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  72. Luna dice:

    Buongiorno avvocato, sono una mamma separata che percepisce 200€ di mantenimento dall ex . Assegno stabilito nel 2014 quando mia figlia aveva un anno. Volevo sapere se facendo il ricalcolo avevo possibilità di avere qualcosa in più, e se soprattutto dandomi il minimo è giusto che io divida l’assegno unico con il mio ex. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      le suggerisco, anzitutto, di pretendere la rivalutazione ISTAT del contributo al mantenimento (sempre dovuto, per Legge).
      Se vuole agire in giudizio per chiedere che venga rettificato l’assegno, mi sembra opportuna una disamina preventiva delle attuali situazioni reddituali e patrimoniali dei genitori. Se è solo separata, peraltro, potrebbe anche agire per il divorzio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  73. Salvatore dice:

    Buona sera vorrei fare una domanda ho casa in affitto e con me vive la mia compagna e ancora sposata a due figli minorenni visto ché non andiamo d’accordo posso allontanarla da casa?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      può chiedere la compagna ed i figli di quest’ultima si trasferiscano altrove, ma Le consiglio comunicazioni per iscritto e preavviso congruo e proporzionato al periodo di tempo in cui avete vissuto insieme.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  74. Adriana dice:

    Salve, vorrei dei chiarimenti ove possibile,sono divorziata e ho un bambino di 4 anni ,in sede di divorzio abbiamo pattuito un mantenimento di 300€per il bambino da versare entro e non oltre il 5 di ogni mese(così scritto su accordo )ma il problema è che puntualmente il pagamento avviene in ritardo,dopo mia richiesta con pagamento post datato tramite bonifico.. fatto notare al mio ex questa cosa ogni mese trova 1000 scuse dicendo che lui fa il suo dovere..ora io vorrei sapere c’è qualcosa che posso fare o lui può inviare i soldi quando e con vuole? grazie mille

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il ritardo del padre può essere contestato in sede giudiziale al fine di ottenere una sanzione del predetto comportamento.
      Si tratta del procedimento previsto dall’ art. 473 bis.39 c.p.c. con il quale, in caso di gravi inadempienze, anche di natura economica, o di atti che arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento e dell’esercizio della responsabilità genitoriale, il giudice può d’ufficio modificare i provvedimenti in vigore e può, anche congiuntamente:
      a) ammonire il genitore inadempiente;
      b) individuare ai sensi dell’articolo 614-bis la somma di denaro dovuta dall’obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva ovvero per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento;
      c) condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 euro a un massimo di 5.000 euro a favore della Cassa delle ammende.
      Il giudice può inoltre condannare il genitore inadempiente al risarcimento dei danni a favore dell’altro genitore o, anche d’ufficio, del minore.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  75. Gianni dice:

    Buongiorno avvocato, vorrei sapere se ho il diritto o possibilità di sapere l’isee della mia ex moglie.
    Premetto che entrambi ci siamo risposati ed abbiamo avuto figli dai rispettivi compagni.
    La domanda la pongo perché abbiamo un figlio 14enne in comune e vorrei sapere se lei ha la possibilità di accedere ad agevolazioni scolastiche in base al suo isee, visto che sistematicamente mi chiede di contribuire alle spese scolastiche ma allo stesso tempo dichiara ( a voce) di non essere in condizioni economiche agiate.
    Posso in qualche modo chiedere di sapere o vedere il suo isee? Così da scongiurare l’opzione che lei acceda ad aiuti economici ma mi chieda comunque la mia parte.
    La ringrazio anticipatamente.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno
      ritengo che la richiesta possa essere avanzata formalmente tramite avvocato ma ammetto che in caso di mancato riscontro dovrebbe agire in giudizio per chiedere che la trasparenza venga ricreata tramite ordine del Giudice.
      Più che altro ritengo che se siete separati le Vostre rispettive condizioni economiche avrebbero dovuto essere rese note durante il confronto tra avvocati.
      cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  76. Simona dice:

    Ho inviato la lettera di separazione a lui ad ottobre 2021. Abbiamo deciso di restare separati in casa per i figli. Ad agosto 2022 trova un messaggio di una persona sul mio wathapp accedendo dal PC. Adesso stiamo in giudiziale perché vuole farmi l’addebito.
    Punto primo è lui che non ha voluto rispondere alla richiesta di separazione
    2 non poteva leggere i miei msg
    3 il matrimonio era finito già 10 anni prima per maltrattamenti di tutti i tipi (denunce annesse)

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      direi che il suo avvocato dovrà e potrà ricondurre la separazione al fatto che siete separati di fatto. Un tradimento, considerata la Vostra situazione, potrebbe non essere considerato motivo di addebito.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  77. Milena dice:

    Buongiorno, volevo organizzare una vacanza in famiglia nell unione europea, sono divorziata e ho l affidamento esclusivo super di mia figlia 13 anni.
    Il padre è irreperibile e ha una restrizione nei confronti della stessa.
    Non ho capito come fare, e ci siamo stufati di rinunciare a viaggiare per questo motivo.
    Grazie

    Rispondi
  78. Adele dice:

    Buongiorno,i miei genitori in comunione dei beni hanno un cc cointestato dove vengono accreditati la pensione da lavoro e x entrambi l’indennità di accompagnamento
    Ora mio papà è in fase terminale e so che alla sua morte verrà congelato il c.c che hanno in comune.al 50%
    CIÒ CHE LE CHIEDO E SE ANCHE L’INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO DI MIA MADRE CHE ACCREDITA SUL CONTO INPS VERRÀ CONGELATO
    CIOÈ MIA MADRE NON POTRÀ PIÙ PRELEVARLA?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la banca, dopo il decesso di un cointestatario del conto corrente, potrà congelare solo il 50% del conto corrente.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  79. Cristina dice:

    Ho dimenticato di specificare che volevo chiedere trasferimento di regione , dalla Lombardia alla Puglia , non di certo autorizzazione per potermi sposare nuovamente , scusate

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se fossi in lei o nel suo avvocato cercherei di fare una cosa alla volta: in ordine di priorità, prima di tutto, cercherei di ottenere la collocazione dei figli prevalente; formalizzerei separazione e divorzio con una unica procedura (con la sola separazione lei non si può sposare nuovamente); dopo avere ottenuto anche il divorzio e la conferma della collocazione presso di sé dei figli mi preoccuperei di costruire una motivazione del trasferimento connesso alla volontà di sposarsi ma non posso negarle che ciascuna situazione familiare verrà analizzata dal Giudicante. Se il padre lotterà per chiedere che i figli non vengano trasferiti ci sarà sicuramente un rilevante conflitto in sede giudiziale. Comunque il tema è delicato e deve essere affrontato con maggiori approfondimenti.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • Cristina dice:

        Grazie mille per la risposta avvocato!
        Volevo aggiungerle che attualmente vivo in affitto, ho un lavoro precario e che il bambino di anni 9 viene con me già da un paio di anni spesso in Puglia (vacanze o weekend) e ha già mostrato la sua volontà di trasferirsi , andando giù infatti la nostra situazione migliorerebbe di gran lunga , avrei un lavoro che mi garantirebbe anche di poter badare a mio figlio . Il padre , invece , lavora come artigiano e spesso è via all’estero , infatti come da separazione , quando non ha il rientro a casa , io ho accettato a rinunciare a tre su 4 weekend. Per me potrà vedere il bambino ogni qual volta volesse . Economicamente è molto forte e io pur arrivare ad una firma sulla separazione , ho rinunciato a tutto ( mantenimento e casa), ora per me la situazione sta diventando insostenibile , vorrei solo rifarmi una vita con il mio compagno , sposarmi . Lui ha provato a trasferire la sua attività dalla Puglia alla Lombardia per un anno ma ho dovuto ritrasferirla giù perché non andava e ora vorrebbe che ci riunissimo ma giù

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          molto rilevante da un punto di vista giuridico e da mettere in debita evidenza al Giudice, il fatto che lei avrebbe una occupazione lavorativa in Puglia. Tale circostanza legittima il trasferimento ed il minore potrebbe essere ascoltato davanti al Giudice.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
  80. Tony dice:

    Buongiorno,
    mi sono separata nel 2021.
    L’ordinanza presidenziale del 2021 ha posto a carico del mio ex marito di versare un assegno di mantenimento per le mie due figlie di € 1.200 mensili, nonché un assegno di mantenimento in mio favore pari a € 300 mensili, entrambi con rivalutazione annuale ISTAT.
    Con sentenza definitiva del 2023 è stato confermato l’obbligo di versare, con rivalutazione annuale annuale ISTAT, la somma di di € 1.200 mensili per le figlie e un assegno di mantenimento in mio favore pari a € 200 mensili. Il mio ex marito ha pagato gli entrambi gli assegni di mantenimento, aggiornati con rivalutazione annuale ISTAT, sino alla data della sentenza definitiva.
    Dalla data della sentenza definitiva in poi, ha azzerato l’adeguamento annuale ISTAT già maturato, pagando € 1.200 per le figlie e € 200 per il coniuge.
    Vorrei sapere gentilmente se l’adeguamento ISTAT di entrambi gli assegni decorre dalla data del deposito del ricorso o dalla data della sentenza giudiziale di separazione.
    Chiedo, inoltre, conferma che non è dovuta da parte alcuna restituzione delle somme già percepite dell’assegno di mantenimento in mio favore, oggetto di una rimodulazione con la sentenza definitiva.
    in attesa di un cortese riscontro alla presente, invio distinti saluti.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      in tema di regolamentazione dei rapporti economici tra i coniugi separati nella pendenza del giudizio divorzile, poiché l’assegno di divorzio traendo la sua fonte nel nuovo status delle parti ha efficacia costitutiva decorrente dal passaggio in giudicato della pronuncia di risoluzione del vincolo coniugale, i provvedimenti emessi nel giudizio di separazione continuano a regolare i rapporti economici tra i coniugi fino al passaggio in giudicato della sentenza di divorzio, salvo che, pronunciata sullo scioglimento del vincolo sentenza non definitiva, il giudice ritenga con adeguata motivazione e in relazione alle circostanze del caso concreto di anticipare la decorrenza dell’assegno alla data della domanda, oppure che nella fase presidenziale o istruttoria del giudizio siano emessi provvedimenti provvisori temporanei e urgenti, che si sostituiscano a quelli adottati nel giudizio di separazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • Tony dice:

        Mi scusi, ma non ho capito.
        Nella fase presidenziale sono stati emessi provvedimenti provvisori temporanei e urgenti, che hanno stabilito che il mio ex marito versi € 1.200 mensili per le figlie.
        La sentenza definitiva ha confermato per le figlie un assegno di pari importo.
        La rivalutazione ISTAT dell’assegno di mantenimento delle figlie parte dalla data dell’ordinanza presidenziale o dalla data della sentenza definitiva di separazione giudiziale?
        Il mio ex marito sino alla data della sentenza definitiva ha versato l’importo corretto comprensivo della rivalutazione ISTAT. Dalla data della sentenza definitiva ha versato solo € 1.200 senza la rivalutazione ISTAT maturata dall’ordinanza presidenziale.
        Cordiali saluti

        Rispondi
  81. Sergio Carli dice:

    Buon giorno avvocato, anticipo che ho perso una causa in tribunale e la controparte vuole essere risarcita e si è costituita parte civile.
    Io sono nulla tenente ma vivo in casa da mio figlio che è proprietario dell’appartamento, vorrei chiederLe se la controparte puo avvalersi sull’immobile di proprietà di mio figlio?
    La ringrazio in anticipo per la risposta e la sua gentilissima disponibilità.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      le proprietà di suo figlio (anche se lei vive con lui) non potranno essere aggredite in forza di un debito da lei personalmente dovuto come quello portato da una sentenza.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  82. Bruna dice:

    Buongiorno Io e mio marito ci stiamo separando sono due mesi che mi dà i soldi a singhiozzo perché dice che non ne ha Io vorrei fare la separazione giudiziaria per prendermi direttamente i soldi dal suo stipendio perché sono due mesi che mi ha dato non mi dà niente in questo caso intervengono che io ho tre figli minori a carico intervengono gli assistenti sociali

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      le azioni per il recupero del contributo al mantenimento comportano precetto e pignoramento (anche presso terzi, per esempio, banche e datore di lavoro). Gli assistenti sociali non intervengono se non sono stati coinvolti direttamente dalle parti ovvero dal Giudice anche perché occorre capire se nel procedimento instaurato pende una domanda di affidamento esclusivo. Solo in quest’ultimo caso, il mancato pagamento potrebbe costituire un ulteriore elemento per valutare l’eventuale richiesta di affidamento esclusivo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  83. Shayla dice:

    Buonasera, io e mio marito ci stiamo separando, abbiamo due figli. Di comune accordo abbiamo deciuso di vendere la casa coniugale, per poter comprare entrambi una casa. I figli vivranno da me. Per entrambi i figli il mantenimento sarà pari a 500 euro. Per l’acquisto della nuova casa entrambi faremo richiesta di mutuo. Deve essere presentato il ricorso alla banca dove risulta il mantenimento dei figli? Oppure la banca non può richiederlo?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Barbara,
      la banca ha facoltà di chiedere documenti comprovanti la Vostra situazione reddituale e patrimoniale e se non soddisfa le richieste ha facoltà di non concedere il mutuo.
      Piuttosto, rilevo che le condizioni della separazione in apparenza sembrano disequilibrate in favore del padre. Se nella Vostra situazione familiare, la madre coincide con il genitore presso il quale vengono collocati prevalentemente i figli dopo la separazione, allora mi permetto di rilevare che lei avrebbe avuto diritto all’assegnazione della casa coniugale. Anche il mantenimento per i figli, mi sembra piuttosto basso. Mi scuso per eventuali considerazioni forse da lei non richieste.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  84. Christian Lopez dice:

    Buongiorno sono Marco sono cittadino italiano nato a Milano residente a Milano voglio sposarmi con il mio compagno nato a San salvo residente a Milano con promesse di soggiorno e abbiamo un affitto in comune siamo riusciti a ottenere il nullaosta del mio compagno che arriva da San salvo volevamo chiedere una volta ottenuto il nullaosta per unione civili Cosa bisogna fare che altro c’è da fare

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      dovete solo recarvi in Comune per riferire che volete formalizzare una unione civile. Fisserete la data e dovrete anche portare due testimoni il giorno in cui farete le vostre dichiarazioni di volervi unire civilmente. I costi variano anche a secondo dell’orario in cui vi vorrete sposare. Dovete ricordarvi (molto importante) di scegliere il Vostro regime patrimoniale. Se nulla preciserete, prevale la comunione dei beni.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  85. Anna Oliveri dice:

    Buongiorno,

    vorrei chiedere il motivo per cui la vedova del mio ex marito mi chiede documento di sentenza di divorzio.

    Grazie

    Rispondi
  86. Karin dice:

    Buongiorno, sono sposata da 10 anni , sono straniera e ho due figlie non di matrimonio, (sono mie ) adesso ho chiesto la separazione amichevole , senza intermediari, perché sto aspettando la cittadinanza, e vorrei capire quale sono i miei diritti come moglie . Lui è un dirigente e sento che mi vuole fregare con la manutenzione . Una delle ragazze è minorenne, e vorrei capire se lei ha anche qualche diritto? Non è stata adottata da lui però .
    Grazie mille di antemano .

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      Suo marito non ha obblighi di mantenimento nei confronti delle sue figlie. Occorre comprendere quali erano i vostri equilibri in famiglia, se lei ha un lavoro, se avevate deciso insieme che lei non lavorava. Insomma per darle un consiglio devo conoscere tutte le informazioni possibili riguardanti la vostra famiglia.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  87. Susy dice:

    Buongiorno Avvocato io ho due finanziamenti intestati a me e come coobligato il mio ex marito, la sentenza della separazione non è stata ancora omologata, in questo caso il finanziamenti li pago solo io?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      la sentenza relativa alla separazione non farà maturare i propri effetti su un contratto (quello di finanziamento) in cui il soggetto terzo (chi ha prestato i soldi) avrà diritto di pretendere il dovuto dai due obbligati che hanno sottoscritto il finanziamento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  88. Mino dice:

    Salve,sono separato e la madre ha ottenuto l’esclusivo sul minore di 14 anni,il prossimo anno dice che vuole fare il liceo linguistico ed all’open day la madre sostiene che hanno richiesto il passaporto ,domanda: io sono obbligato a pagare il 50% del passaporto e firmarlo? Premessa mio figlio nn mi parla da 8 mesi. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      per risponderle dovrei leggere il provvedimento del Giudice.
      Ci sono comunque buone possibilità che si tratta di una spesa straordinaria da concordare preventivamente ma come ho riferito, meglio leggere il provvedimento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  89. Alessia Orofino dice:

    Salve io volevo capire come fare per togliere il papà dei bimbi dall’ isee lui non a la residenza con noi però a riconosciuti i bambini e quindi mi risulta nell’ isee e mi fa reddito. Come posso fare ?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se siete separati o divorziati e madre e padre hanno due distinte residenze anagrafiche, può chiedere che l’ISEE riguardi soltanto madre e figli. Sempre che in casa con lei non abitino altre persone con un reddito.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  90. lucio dice:

    salve ho 61 anni , e da pochi anni ho perso mia madre , la quale prima di morire mi ha detto come si chiama mio padre Biologico , quindi adesso io vorrei provare a conoscerlo però non vorrei che andassi incontro a qualche problema di tipo legale , so che è sposato e che non ha avuto figli , di notte quando non riesco ad addormentarmi continuo a pensarci su come comportarmi e questo tante volte fa si che io mi senta nervoso anche con le persone che fanno parte della mia famiglia.
    non so se mi sono spiegato .

    saluti

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      comprendo il suo stato d’animo e la sua volontà di conoscere il Suo padre biologico.
      Lei ha diritto di contattarlo ed in verità avrebbe anche diritto di chiedergli le ragioni per le quali non ha fatto parte della Sua vita. Tra l’altro lei avrebbe anche diritti successori che potrebbero essere accertati in sede giudiziale nei confronti del padre naturale.
      Sono disponibile per un confronto prima di fornire ulteriori suggerimenti anche con riferimento ad ulteriori eventuali richieste risarcitorie (in verità, non conosco abbastanza le sue intenzioni per supporre che voglia avanzare richieste economiche).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      si tratta di due procedimenti distinti, uno per la separazione e l’altro per i danni che lei ha subito.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  91. Pietro dice:

    Buongiorno,
    con la riforma in vigore dal 1 marzo 2023, oltre alle dichiarazioni dei redditi sarà necessario portare anche gli estratti bancari di tutti i conti correnti detenuti negli ultimi 3 anni. Ho un dubbio in merito a questo punto. E’ sufficiente portare la dichiarazione della banca in cui viene indicato il saldo al 31/12 e la giacenza media (la stessa che viene usata per calcolare l’ISEE) oppure serve proprio l’estratto conto con indicata ogni singola voce di spesa? Nell’estratto conto viene riportato oltre all’importo speso, anche data, ora e luogo in cui si è effettuato ogni singolo acquisto. Capisco far vedere l’ammontare del conto, però mi chiedo non sarebbe una violazione della privacy far vedere dove mi trovavo ogni singolo giorno degli ultimi 3 anni e come ho speso ogni singolo euro? Teniamo conto che al giorno d’oggi anche una transazione di 2 o 3 euro viene effettuata con la carta.
    Inoltre mi chiedo, se 1 o 2 anni fa ho chiuso uno dei miei tanti conti online, quindi rendendo di fatto irreperibile la documentazione richiesta dal tribunale, cosa posso fare?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      credo sia meglio che si rivolga al suo Avvocato che sta seguendo il procedimento. In ogni caso, deve presentare anche i movimenti del conto corrente.
      Per il resto, Lei avanzi la richiesta per iscritto alla sua banca e se non risponde quanto meno avrà modo di dimostrare al Giudice che lei avrebbe voluto produrre quei documenti.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  92. Paolo dice:

    Buongiorno
    Ho acquisto una macchina prima del matrimonio Il finanziamento intestato a mé Il veicolo l’ho cointestato il matrimonio è stato fatto con la divisione dei beni Adesso lei vuole attaccarsi all’ veicolo a cosa vado incontro ??
    grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se il veicolo risulta cointestato, la richiesta di Sua moglie risulta legittima. Per contrastarla occorrerebbe dimostrare che si trattava di una intestazione fittizia.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
    • Sara dice:

      Buongiorno, sono una ragazza madre di 28 anni con un affidamento super esclusivo, il padre non è mai stato presente in alcun modo nella vita della bambina.
      Vivo con i miei genitori nella loro abitazione e con la mia bimba di 7 anni.
      Ho un lavoro indeterminato a tempo pieno e ho necessità di distaccare il mio nucleo familiare da quello dei miei genitori. C’è possibilità chiedendo al comune di ottenere una divisione dello stato di famiglia ?

      Rispondi
      • separatamente dice:

        Buongiorno,
        anche al fine di chiedere l’assegno unico universale è necessario considerare il reddito del nucleo familiare che vive nella stessa abitazione. Senza un trasferimento effettivo, deve considerare tutti i membri con reddito anche ai fini delle dichiarazioni ISEE.
        Cordiali saluti,
        Avv. Marco Pola

        Rispondi
  93. Fabio dice:

    Buonasera, io mi sono separato dalla mia compagna. Abbiamo 2 figli, uno nostro ed uno che ha riconosciuto solo lei alla nascita, in quanto di un altro che però si è dileguato. Volevo capire, il mantenimento sarà per entrambi o solo del legittimo?
    Grazie in anticipo

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      il suo impegno economico a titolo di mantenimento riguarderà solo i suoi figli.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  94. Pisoni Enza dice:

    Buongiorno,
    Chiedevo un’informazione.
    Nel caso di separazione se nella casa al 50% rimane mio marito io ho diritto alla mia metà del valore della casa per poterne acquistare un’altra ?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      Mi dispiace non ho compreso la sua domanda. Provi a riproporre la domanda con maggiori dettagli. La cada a chi appartiene ? Vi siete messi d’accordo per abitarla 15 giorni dal marito e gli altri 15 dalla moglie? Attendo, se lo desidera, dettagli.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • Enza Pison dice:

        Buonasera,
        Chiedo scusa non è ben chiara la mia situazione:
        Sono sposata da quasi 22 anni ,con 3 figli ( 20-14-10 ).Abbiamo una casa di proprietà al 50% e la separazione dei beni .
        In caso di separazione e se i figli minori fossero affidati a me visto che lavorando part time posso dedicarmi maggiormente a loro la mia domanda è la seguente.
        Io posso cambiare casa con i figli ( visto che L abitazione dove siamo ora ha troppi ricordi di brutti momenti e preferirei allontanarmi da lì)e chiedere a mio marito il valore di metà casa per poter acquistare una nuova casa per vivere ?
        O lui ha diritto ad avere la nostra casa se rimane lì e a non liquidarmi la parte che è intestata a me?
        Grazie

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          può cercare di trovare un accordo con suo marito che potrebbe essere confermato in una separazione consensuale. Ma si ricordi che i provvedimenti tipici di un Giudice, quando si affronta una separazione contenziosa (uno contro l’altro) possono riguardare soltanto la casa coniugale non altre case. In pratica, se lei risulta collocataria prevalente dei figli ha diritto a chiedere l’assegnazione della casa coniugale.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
  95. Susy dice:

    Buonasera Avvocato sono separata e vivo nella stessa casa familiare cointestata, però il mio ex potrebbe comprare la mia quota ma ho due figli di 31 e 34 che vivono con noi perché non hanno un lavoro stabile e non si possono permettere ad oggi una casa, Se io vendo la quota a mio marito, lui potrebbe un indomani buttare fuori casa i figli?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se le sue figlie hanno un reddito (sebbene senza un lavoro stabile), c’è la possibilità che il padre si rivolga ad un Giudice per chiedere la liberazione della casa. Aggiungo che l’età dei figli è piuttosto avanzata, quindi, sussiste il rischio che un Giudice consideri autonomi ed autosufficienti i figli privandoli della possibilità di vivere con il padre.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  96. Massimo Piras dice:

    Salve! Sono padre di 3 figli che vivono con me e sono nel mio nucleo familiare, mentre la madre è in un nucleo familiare a parte.
    Ho dato il mio appartamento in comodato a mio fratello disabile al 100% che non ha altro luogo dove vivere. La madre dei miei figli (non siamo sposati e nemmeno conviventi) vive provvisoriamente nello stesso appartamento pur non avendo alcuna autorizzazione e vorrebbe portare con se due dei nostri tre figli che da circa due anni vivono con me all’estero tranne i soli due mesi estivi dove viviamo insieme.
    La finalità è quella di vedergli assegnato da un giudice l’appartamento, quali sono le possibilità che questo possa accadere? Grazie e complimenti x la disponibilità e competenza

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il rischio sussiste: l’abitazione sulla quale il genitore collocatario dei figli può avanzare richiesta di assegnazione è quella dove i figli vivono stabilmente e a volte sono anche sufficienti pochi mesi. Basti pensare che se i figli sono iscritti a scuola vicino a questa abitazione è molto probabile che il diritto di assegnazione si radichi presso questo immobile.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  97. Gabriella Rizzo dice:

    Salve sono sposata in seconde nozze, io ho tre figli avuti dal 1 marito che vivono con me,da poco abbiamo deciso per il questo vivere di andare a vivere in due case diverse in due comuni diversi. Ma ai fini fiscali soprattutto per le tasse universitarie di mia figlia i nostri redditi fanno sempre cumulo?se si, come posso fare per scorporare mia figlia dallo stato di famigliaai fini delle tasse universitarie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      senza una separazione, siete ancora un nucleo familiare ed il reddito si calcola con riferimento ad entrambi i coniugi anche ai fini delle tasse universitarie.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  98. Lisa Landi dice:

    Buongiorno avendo ereditato x metà la casa di sua madre mio marito ne paga le intere utenze xchè sua sorella nn interessa altresì che la liquidazione in denaro della sua parte di casa ….ha sostenuto che nn servendosene mai lei nn paga tasse né utenze domestiche di questa ….io e mio marito la usiamo solo l estate circa 2 mesi e l inverno a dirla tutta saltuariamente saranno sette giorni in 4/5 mesi ….lei vuole la sua parte ….in questo caso posso chiederle che vengano sottratte dall’ importo dovuto la metà delle spese dal 2017 fino a d oggi sostenute e riparazioni e utenze domestiche da lui pagare ed ancora intestate alla madre??

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      il pagamento delle utenze, salvo diverse intese, è riconducibile a chi utilizza l’abitazione.
      La manutenzione straordinaria compete ai proprietari quella ordinaria sempre a chi utilizza l’immobile. Per queste ultime, potreste ipotizzare una richiesta di rimborso al 50% per quelle spese che non sono riconducibili al mero utilizzo dell’abitazione ma ad una normale usura.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  99. Marco Vi dice:

    Buondì a tutti,

    Abbiamo una bambina minore in affidamento congiunto, la madre …..
    mi è capitato che un giorno non abbia potuto andare a prendere mia figlia ( auto meccanico ) ho telefonato a mia figlia il giorno prima dicendole che non avrei potuto
    andarla a prendere e se aveva chi potesse farlo, rispose ok chiedo. le dissi di fammi sapere, …dopo poco arrivò l’intimazione dalla madre che devo chiederlo a lei e non a mia figlia, possibile che ci debba essere anche questa situazione ? voglio dire so benissimo che mia figlia avrebbe chiesto a sua madre . Sono obbligato a queste situazioni ? . scusate magari piccole cose che fanno un grande male.

    Grazie ancora per quanto potrete rispondermi
    Marco V.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      i figli non sono proprietà dell’uno o dell’altro genitore. Le consiglio comunque di comunicare ad entrambe (madre e figlia) eventuali contrattempi perché cosí farebbe un diligente genitore.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  100. Rosa Petronelli dice:

    Salve… Ho una domanda da porle… Nel mese di novembre 2023 ho attivato il servizio post asilo per i miei due bambini, chiedendo all’asilo stesso però,nel caso in cui non mi sia più servito,se avessi potuto annullare lo stesso… La risposta è stata positiva, dicendomi che bastava una semplice email con la mia comunicazione in anticipo… Così è stato fatto.. in un secondo momento però hanno ritrattato ,dicendomi che sul foglio d’iscrizione c’era scritto che la domanda era relativa all’intero anno scolastico.. volevo chiederle, c’è un modo per non pagare il servizio!? Anche xké utilizzato solo per un mese e adesso non viene usufruito? Mi sembra tanto un ricatto. Grazie in anticipo per la sua risposta

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      prima di fornire un suggerimento occorre leggere con attenzione le condizioni del contratto.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  101. mario stuccillo dice:

    Buonasera sono una mamma separata abbiamo l’affidamento congiunto di 2 bambini volevo cortesemente sapere se il loro padre nei giorni di visita può affidare ad altre persone estraene senza nessuna delega e a quanto riferito dai bambini sembra essere la sua nuova compagna, premetto che nell’atto di separazione si specifica che nei suoi giorni di visita il prelievo dei bambini dalla casa materna lui a il compito di prenderli e poi riportarli a casa volevo sapere come comportarmi grazie x l’attenzione

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      dopo la separazione entrambi i genitori hanno facoltà di intrattenere nuove relazioni affettive con la conseguenza che diventa inevitabile la frequentazione dei figli nati nel precedente matrimonio da parte del nuovo nucleo familiare.
      I casi in cui si possono limitare tali frequentazioni sono riconducibili alle ipotesi in cui il nuovo partner possa rappresentare un pericolo per la serena crescita dei minori. Fatta questa osservazione è altrettanto vero che il genitore non collocatario deve esercitare il diritto di visita prevalentemente in prima persona senza delegare a terzi tale esercizio; in difetto di tale comportamento, è ipotizzabile una istanza al Giudice per chiedere che il diritto di visita venga ridotto, ovvero, nei casi più gravi, che il genitore colpevolmente inadempiente venga sanzionato ex art. 709 ter cod. proc. civ.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  102. Luciano dice:

    Buongiorno,
    sono un papà di una bambina nata in Italia, alla quale sono legatissimo e lei stravede per me. La madre tedesca si era trasferita in Italia 3 anni fa e dalla nostra relazione nasceva nostra figlia. La madre, che non ho mai sposato, immediatamente dopo il parto manifesta la volontà di andare via dall’Italia e di tornare in Germania. Dopo una lunga lotta giudiziaria ottiene dai giudici italiani l’affido condiviso con collocazione presso di lei e l’autorizzazione a partire. Di fatto lei lascia l’Italia e torna in Germania. Da quel momento in poi, dopo aver stabilito la nuova residenza in Germania, mette in atto una serie di comportamenti atti ad impedire il contatto padre-figlia con la chiara intenzione di estromettermi dalla gestione della bambina.
    Mi sono rivolto all’avvocato e facendo appello all’art. 8 del regolamento europeo 1111 del 2019, che prevede la competenza dell’autorità italiana a decidere su una decisione del diritto di visita, propongo ricorso entro i previsti 3 mesi dal cambio di residenza. Con il ricorso chiedo una modifica della decisione del diritto di visita e chiedo anche che il giudice stabilisca una nuova collocazione della bambina presso il padre in Italia e che disciplini il diritto di visita della madre. Il giudice di primo grado rigetta la mia richiesta dichiarandosi incompetente poiché l’articolo 8 del regolamento europeo prevede la possibilità di chiedere una modifica del diritto di visita e non anche una richiesta di affido. Il mio avvocato dice che il giudice ha sbagliato la valutazione in quanto non è assolutamente previsto che “la modifica richiesta dalla parte ricorrente riguardi il diritto di visita” ma che la modifica deve essere richiesta rispetto ad una precedente decisione relativa al diritto di visita, non vi sono preclusioni o indicazioni circa l’oggetto della richiesta di modifica.
    Dunque il mio quesito riguarda proprio l’interpretazione dell’articolo 8 del regolamento europeo. Esistono delle sentenze di giudici italiani o anche europei che avvallino la posizione del mio avvocato?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      mi permetto di fare solo due rilievi. Il primo è che senza leggere le carte sembra difficile esprimere un parere attendibile. Il secondo, prevede solo una disamina dell’art. 8 che, a mio avviso, non prevede la possibilità di modificare l’affidamento ma solo il diritto di visita. Segue il dettato normativo:
      Articolo 8
      Ultrattività della competenza in relazione al diritto di visita
      1. In caso di lecito trasferimento della residenza di un minore da uno Stato membro
      a un altro che diventa la sua residenza abituale, la competenza delle autorità
      giurisdizionali dello Stato membro della precedente residenza abituale del minore
      permane, in deroga all’articolo 7, per un periodo di tre mesi dal trasferimento, per
      modificare una decisione sul diritto di visita resa in detto Stato membro prima del
      trasferimento del minore, se la persona cui la decisione ha accordato il diritto di
      visita continua a risiedere abitualmente nello Stato membro della precedente
      residenza abituale del minore.
      Buona serata,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  103. Barbara dice:

    Buongiorno, sono una ragazza con un bimbo di pochi mesi. Il padre, con il quale non vado d’accordo, non risiede con noi e nemmeno ha mai convissuto. Volevo avere informazioni e delucidazioni su come procedere per vie legali per l’affidamento del bambino. Quali sono i tempi, i costi e come verrà gestita la situazione visita e mantenimento.
    Grazie
    Barbara

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      occorre procedere con ricorso per la regolamentazione del figlio nato fuori dal matrimonio.
      L’affidamento, di solito, è condiviso tra i genitori. La collocazione abitativa del minore, invece, viene abitualmente disposta presso il genitore che si occupa prevalentemente del figlio.
      Per richiedere l’affidamento esclusivo del figlio occorre dimostrare che il padre non ha la volontà o le capacità di occuparsi del minore. In ogni caso, il mantenimento del figlio compete anche al genitore che non risulta affidatario esclusivo.
      Per un preventivo di spese legali, occorre esaminare la situazione reddituale e patrimoniale della Vostra famiglia e le possibili soluzioni giuridiche. Nei casi più semplici comunque si possono contenere le spese legali ad € 2.000,00.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (marcopola@npassociati.com)

      Rispondi
  104. ROCCO dice:

    Dopo che la moglie è stata con un altro è rimasta incinta partorendo un maschio. Per anni mi ha fatto credere che fosse mio . Dopo il DNA è una causa il giudice ha riconosciuto il vero padre togliendomi la patria potestà. Domanda: cosa posso fare in modo che possa vedere il figlio? Dato il rapporto affettivo con il ragazzo. In attesa di un vostro riscontro porgo cordiali.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      si tratta di un tema assai delicato e non vi sono univoche risposte. Io mi permetto di segnalare una interessante pronuncia del Tribunale di Como del 13 marzo 2019 che ha sancito il principio teso a tutelare il diritto del minore a a conservare rapporti significativi con soggetti non consanguinei. Con maggiore dettaglio, il Tribunale lariano ha precisato che il minore deve essere tutelato ex art.333 c.c. dalle conseguenze pregiudizievoli, per la sua crescita, del conflitto coniugale, che rischia di allontanarlo, una volta disgregato il nucleo familiare, dalla figura del “genitore sociale”, atteso l’interesse dei minori alla stabilità dei legami affettivi con le persone con cui hanno vissuto e alla costituzione di uno stato giuridico corrispondente al rapporto di fatto consolidato nel tempo.
      L’idoneità genitoriale va valutata anche con riferimento alla capacità di preservare al figlio la continuità delle relazioni parentali attraverso il mantenimento della trama familiare, al di là di egoistiche considerazioni di rivalsa genitoriale. [Nel caso di specie, la madre aveva dedotto e fatto accertare la non paternità biologica del marito; il tribunale, anche in considerazione dell’esigenza di tutela del legame affettivo della minore con il padre – indipendentemente dalla consanguineità – ha disposto la collocazione prevalente della bambina presso il padre.]
      Mi auguro di esserle stato di aiuto.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  105. Daniele dice:

    Buongiorno,
    mettiamo il caso che una coppia di conviventi si rivolga ad un centro di fecondazione assistita per avere un figlio.
    A causa di un errore umano (non frequente ma assolutamente possibile) vengono usati i gameti di un altro uomo.
    Prima della nascita del figlio viene effettuato un test del DNA prenatale e si scopre che il padre genetico non è lo stesso.
    Al momento della nascita lui può rifiutarsi di riconoscere il figlio visto che non sarebbe suo?
    Nel caso la madre faccia causa al compagno, il tribunale potrebbe imporgli il riconoscimento nonostante il DNA sia diverso?
    Tengo a precisare che NON sto parlando di fecondazione eterologa e che NON sto parlando di una coppia sposata, dove esiste la presunzione di paternità al momento nascita.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      solo il padre biologico può riconoscere il figlio naturale. Se il suo compagno, pur consapevole di non essere il padre, riconoscesse il figlio, commetterebbe un illecito.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  106. silvana colombo dice:

    Mia sorella si separa e successivamente divorzia e dall’atto risulta l’impegno a trasferire, da parte dell’ex marito, a titolo gratuito la quota di un immobile diviso tra quattro persone. La suddetta non dà seguito all’accettazione – per ignoranza, per non aver letto l’atto.
    Crede comunque di essere diventata proprietaria al 50% e provvede a pagare imposte, tasse e spese condominiali al 50%.
    Solo in vista di una compravendita dell’immobile citato nell’atto il Notaio della parte acquirente fa notare che la documentazione non è completa.
    Nel frattempo l’ex coniuge è morto. Il figlio ha rinunciato all’eredità per troppe passività.
    Mi chiedo essendo terzi coinvolti in questa vicenda cosa si può fare? Si può far valere l’atto di separazione/divorzile facendo valere l’omologazione. L’atto è stato trascritto nelle note dell’immobile nell’anno 2023 ma il Notaio non lo ritiene corretto? Nella visura immobiliare dell’Agenzia delle Entrate risultano tre quote (due al 25% e una al 50%) come doveva essere, ma il Notaio persiste nella Sua idea e quindi la compravendita non è fattibile. Che cosa si può fare? Spero che il quesito Vi possa interessare. Ho fatto visure immobiliari e ispezioni ipotecarie. Notaio insiste col chiedere cancellazione all’Agenzia delle Entrate della quota al 50% (in precedenza 25%).
    Ho letto un po’ di materiale su questo tema … Aiuto!!!!

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre leggere le “carte”. Non ricordo, comunque, casi di accettazione tacita della donazione. Anzi la Cassazione è molto rigorosa sul punto e pretende un’accettazione formale al fine del perfezionamento della donazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  107. Mauro Salluzzo dice:

    Buongiorno,Avvocato,
    Sono sposato con una ragazza madre .Il figlio maggiorenne che non è italiano convive nello stesso appartamento da 4 anni.Nonostante lavori non ha mai contribuito con le spese e non a mi ha mai rispettato non saluta,non mi da una mano in niente.Abbiamo anche fatto un trasloco ma lui non a mosso un dito a trovato solo scuse.Come anche altri lavori.In pratica si chiude nella sua stanza e non si interessa di niente.Naturalmente quando gli viene rinfacciato qualcosa mente approfittando che la madre è sorda.Quindi non è possibile andare d’accordo.Cosa posso fare?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      dovreste, anzitutto, trovare un punto d’intesa fra marito e moglie. Sembra una risposta ovvia ma senza l’appoggio di sua moglie non potrebbe intraprendere una iniziativa giudiziaria al fine di chiedere l’allontanamento del figlio dalla casa coniugale. Iniziativa, quest’ultima, che lei potrebbe prendere se avviasse un procedimento di separazione. L’autosufficienza del figlio non permetterebbe a sua moglie di chiedere l’assegnazione della casa coniugale.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      ci contatti pure per un primo confronto a questo numero: 02.72022469. Chieda pure del sottoscritto.
      A presto,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  108. Massimo dice:

    Buongiorno, sono divorziato da quasi 8 anni, ho 2 figli, una di 21 e l’altro di 18 anni, ho sempre pagato gli alimenti per loro non ho mai mancato a niente, neanche agli extra.
    Premessa che il mio stipendio si aggira sui 1800 senza straordinari, mantenimento 625 al mese per entrambi, e 509 di mutuo, più spese condominiali, e altre utenze .
    Vivo da solo, senza altre entrate.
    Sono 4 anni che non riesco a portare i figli a fare una sola settimana al mare.
    La grande da gennaio 2023 lavora come apprendistato e fa partime con una entrata che si aggira sui 900
    Finché il mio mutuo era basso , non mi premeva chiedere di fermare il mantenimento, ma adesso che il mio mutuo è aumentato di 150 euro, faccio fatica ad arrivare a fine mese.
    Ho fatto richiesta tramite l’avvocato, con cui ho fatto il divorzio di chiedere la sospensione della rata per la grande.
    Mi è stata negata dalla mia ex ,con la richiesta di fare la rivalutazione .
    Altra premessa, lei si è risposata.
    Come posso procedere, cosa posso dire all’avvocato?
    Che per telefono mi ha detto che vedremo di patteggiare…
    Voi cosa mi consigliate?
    Cordiali saluti
    Massimo

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      dovrebbe proporre istanza di modifica delle condizioni della separazione. Ma le suggerisco di attendere che il contratto di apprendistato si trasformi in un contratto di lavoro a tempo determinato ovvero indeterminato.
      Per gli arretrati a titolo di rivalutazione lei ha maturato un debito se il contributo non è stato annualmente aggiornato.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  109. Lucia dice:

    Salve vorrei sapere se io mamma di una bambina di 10 anni posso chiede di cambiare turnazione per fare sempre mattina. Abbiamo due turnazione mattina e pomeriggio il pomeriggio inizia alle 15 fino alle 22.15 non ho la patente dove io lavori non pasa un pulman. E per me e troppo difficile perché non ho nessuno che si prenda cura della mia figlia minore si invece faccio il turno di mattina finisco alle 14.15. Così mio marito la porta a scuola e io vado a prendere di scuola e mi prendo una di lei. Cosa posso fare grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la posizione del lavoratore dipendente genitore di figli è ampiamente tutelata a livello normativo sia italiano che europeo; la ratio di tali norme è quella di imporre al datore di lavoro di valutare con la massima attenzione ogni soluzione utile ad agevolare l’assolvimento della funzione genitoriale del dipendente, in particolare, attraverso una diversa organizzazione del lavoro o flessibilizzazione degli orari.
      A tal proposito, l’art. 37 della Costituzione italiana afferma il principio inderogabile secondo cui “le condizioni di lavoro [di una lavoratrice madre] devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione”. Tale principio è stato ampiamente sviluppato, altresì, nella L. n. 53/2000 e nel D. Lgs. n. 124/2004 (che tutela i genitori “turnisti”): dalla lettura delle disposizioni ivi contenute, emerge l’obbligo, posto a carico del datore di lavoro, di valutare la possibilità, secondo canoni di correttezza e buona fede, di assegnare i dipendenti a turni di lavoro compatibili con le loro qualificate e comprovate esigenze familiari, specie quando la determinazione di un particolare orario di lavoro non comporti per l’attività lavorativa apprezzabili difficoltà organizzative.
      Peraltro, l’esigenza di tutelare la figura genitoriale di un lavoratore dipendente è fortemente percepita anche a livello governativo che, con la recentissima Legge 3 luglio 2023 n. 85, ha prorogato dal 30 giugno 2023 al 31 dicembre 2023 il diritto ad operare in smart-working per i lavoratori genitori di figli minori di anni 14.
      A proposito della predetta proroga, rileviamo che la siCome a Voi noto, la posizione del lavoratore dipendente genitore di figli è ampiamente tutelata a livello normativo sia italiano che europeo; la ratio di tali norme è quella di imporre al datore di lavoro di valutare con la massima attenzione ogni soluzione utile ad agevolare l’assolvimento della funzione genitoriale del dipendente, in particolare, attraverso una diversa organizzazione del lavoro o flessibilizzazione degli orari.
      A tal proposito, l’art. 37 della Costituzione italiana afferma il principio inderogabile secondo cui “le condizioni di lavoro [di una lavoratrice madre] devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione”. Tale principio è stato ampiamente sviluppato, altresì, nella L. n. 53/2000 e nel D. Lgs. n. 124/2004 (che tutela i genitori “turnisti”): dalla lettura delle disposizioni ivi contenute, emerge l’obbligo, posto a carico del datore di lavoro, di valutare la possibilità, secondo canoni di correttezza e buona fede, di assegnare i dipendenti a turni di lavoro compatibili con le loro qualificate e comprovate esigenze familiari, specie quando la determinazione di un particolare orario di lavoro non comporti per l’attività lavorativa apprezzabili difficoltà organizzative.
      Peraltro, l’esigenza di tutelare la figura genitoriale di un lavoratore dipendente è fortemente percepita anche a livello governativo che, con la recentissima Legge 3 luglio 2023 n. 85, ha prorogato dal 30 giugno 2023 al 31 dicembre 2023 il diritto ad operare in smart-working per i lavoratori genitori di figli minori di anni 14.
      A proposito della predetta proroga, rileviamo che la sig.ra Costanzo è in possesso di tutti i requisiti necessari per avvalersi della possibilità di svolgere la propria prestazione lavorativa in smart-working, con facoltà, quindi, di avanzare la connessa domanda di svolgere la propria mansione da remoto senza possibilità per il datore di lavoro di sindacare tale decisione. La sig.ra Costanzo, tuttavia, è conscia del fatto che FSH preferisca ricevere la prestazione lavorativa presso i propri uffici, quindi, sino ad oggi, ha preferito privilegiare le esigenze del proprio datore di lavoro.
      La sig.ra Costanzo, peraltro, è grata della disponibilità da Voi dimostrata in merito alla trasformazione temporanea del contratto di lavoro da full-time a part-time: tuttavia, la proposta avanzata lo scorso 30 giugno da parte di FSH dovrebbe essere migliorata al fine di consentire alla nostra assistita di assolvere diligentemente il proprio ruolo di genitore.
      Considerate queste premesse occorre relazionarsi formalmente con il suo datore di lavoro la fine di verificare la disponibilità del datore di lavoro di venire incontro alle esigenze della lavoratrice madre.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  110. Nico La Porta dice:

    Gentili Avvocati, vi ringrazio anticipatamente per questo servizio di supporto e consulenza che avete voluto presiedere. Vi spiego la mia situazione situazione nella speranza di poter avere un VS autorevole parere: sono divorziato da circa 7 mesi, io e la mia ex moglie abbiamo una bambina di 12 anni attualmente in regime di affido condiviso, con residenza presso la casa della madre. Io vivo per conto mio, posso vedere la bambina un pomeriggio a settimana e a weekend alterni. La casa dove mia figlia vive con la madre è gestita malissimo, intendo come pulizia, ordine della casa stessa. La mia ex moglie avalla una situazione della casa (dove vivono peraltro insieme come animali domestici un cane, un coniglio, due topolini, un riccio) disordinata, sporca, piena di escrementi degli animali stessi. Inoltre la bambina segue arbitrariamente un regime di alimentare non consono alla sua età e sviluppo, ingrassando. Non ritengo che mia figlia debba crescere in questo ambiente. Vi chiedo se, per tali motivi, possa essere mia facoltà rivolgermi ai servizi di assistenza sociale del comune di Milano. Vi ringrazio molto. Vi saluto cordialmente. Nico La Porta.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      la mancanza di igiene dell’ambiente in cui vive sua figlia può sicuramente giustificare la richiesta di intervento degli assistenti sociali. Mi chiedo solo se questa situazione era già stata messa in evidenza durante la separazione?
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  111. Viviana dice:

    Buona sera.
    Avrei una domanda in merito alla sfera della salute di figli minorenni di genitori separati. Il figlio e’ in gestione condivisa, anche se sta per la maggior parte con uno dei due genitori, nella cui casa ha la residenza. In eta’ adolescenziale si rende necessario un supporto psicologico e dei trattamenti sanitari presso un centro specializzato, ma il genitore presso cui vive il figlio, ritiene di non dovere dire nulla all’altro genitore. Vorrei sapere come puo’ configurarsi questo comportamento. Ringrazio anticipatamente.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      durante il regime dell’affidamento condiviso le cure mediche e anche quelle psicologiche devono essere concordate tra i genitori. In caso di inadempimento, un simile comportamento potrebbe essere sanzionato anche a livello economico ex art. 709 ter cod. proc. civ.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  112. Federica dice:

    Buonasera a tutti. Posso inviare una lettera al futuro padre di mia figlia , chiedendo che faccia un test di paternità PREnatale ora? So che non posso obbligarlo poiché la bambina ancora non è nata e occorre il giudice. Vorrei solo invitarlo a fare il test ora . Qualora rifiutasse aspetterò il normale iter di nascita-giudice ecc. Possibile questa richiesta o non esiste? Grazie infinite

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      chiedere, senza minacce, è sempre lecito.
      Forse sarebbe meglio concordare l’iniziativa con sua figlia.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  113. Paola dice:

    Salve , volevo chiedere un info. Sto avendo problemi con il mio ex nonché futuro padre di mia figlia (sono incinta) . Volevo fare una diffida per comportamento scorretto. Chiedo di non essere più contattata, aggredita e che vengano cancellate le mie foto intime. Ma soprattutto posso chiedere nella diffida che non si presenti in ospedale il giorno del parto? Dato che minaccia di fare casino quel giorno e dato che tanto non vuole riconoscere la figlia? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      direi che è, anzitutto, un suo diritto chiedere che il padre riconosca il figlio con le buone (riconoscimento spontaneo) o con le “cattive” (test DNA in sede giudiziale). Il padre, infatti, è tenuto, in ogni caso, al mantenimento del figlio.
      Poi ovviamente nella sua stanza di ospedale lei può ricevere chi desidera.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  114. Maria Beninato dice:

    Buongiorno, sono sposata da 10 anni con un bimbo di 8, ora la sua ex compagna ha pignorato il c/c di mio marito poiché lavora da un anno in regola, chiedendo 29.000 euro x gli arretrati mantenimento x i due figli avuti con lei uno ha 18 e una 12.Ho un bimbo e ciò ci crea grossi problemi x 8 anni quando mio marito non lavorava ho provveduto a tutto io ora che finalmente ha un lavoro mi ritrovo ancora da sola.Cosa posso fare? L’udienza è il 12/12/2023

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      ci sono tre figli con identici diritti quanto meno agli occhi dei Giudici.
      Poi ovviamente il padre potrebbe cambiare destinazione dell’accredito del suo stipendio.
      Il rischio, tuttavia, è anche quello che l’ex di suo marito faccia un pignoramento diretto nei confronti del datore di lavoro con il risultato che 1/5 dello stipendio di suo marito venga destinato all’estinzione del debito.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  115. Lorena dice:

    Buongiorno
    Separa ede il padre regolarmente la prende a scuola due giorni a settimana lui abita in un appartamento condiviso con due estranei e con un solo bagno igiene lascia desiderare e ha un lettino x una persona cioè x lui ,ha problemi di salute xchè è obeso dormi con un apparecchio che l’aiuta a respirare può avere il consenso x passare il sabato e domenica a casa sua?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Gentile Signora,
      non ho capito se siete separati e se esiste una regolamentazione del diritto di visita del padre stabilita o confermata da un Giudice.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  116. Donatella dice:

    Buonasera,sono separata dal 2019 e non ho più la casa intestata a me. Tuttavia mi è arrivata la tari del 2014.l, anno in cui era ancora intestata a me.Vorrei sapere se spetta pagare solo a me o dovrebbe contribuire il mio ex marito dal momento che in quell’ anno eravamo ancora felicemente sposati e in comunione di beni.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il fatto che vi siete separati non incide sui pregressi debiti in capo ai comproprietari dell’appartamento o al singolo proprietario.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  117. Roberta dice:

    Buongiorno avvocato volevo chiederle essendo ormai separata da quasi 2 anni e abbiamo l’affidamento congiunto il mio problema riguarda le visite mediche e di controllo a cui mi sono dovuta sempre interessare io perché lui dice che non può perché lavora ma lavoro anch’io e purtroppo gli appuntamenti sono quasi sempre appunto in orari lavorativi che non si possono spostare puo lui sempre rifiutarsi la ringrazio anticipatamente se mi darà una risposta

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      con l’affidamento condiviso, entrambi i genitori si devono occupare dei figli. Una soluzione potrebbe essere quella di delegare al Suo anche l’organizzazione e la fissazione degli appuntamenti.
      Lasci comunque traccia degli inadempimenti del padre. Se lo riterrà utile, Lei potrà agire in giudizio nei suoi confronti per accertare l’inadempimento e sanzionarlo pecuniariamente come dettagliatamente previsto dall’art. 709 ter cod. proc. civ.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  118. Sara dice:

    Buongiorno,
    ho una bambina di 21 mesi, avuto dal mio ex compagno (conosciuto più di 25 anni fa e con il quale convivevo dal 2015). Dopo la nascita di nostra figlia abbiamo avuto frequenti vedute di pensiero (su ogni cosa, partendo dal mettere o meno il ciccio, alla marca di biberon da acquistare, fino alla modalità di educazione). Ogni cosa che io dicevo o facevo non gli andava bene e si doveva fare quanto diceva lui, per non avere discussioni o litigi. A fine aprile/inizio maggio mi ha buttata fuori di casa (io non stavo a dormire con lui e la bambina) però poi tornavo a prendere la mattina il mattino presto, la portavo a fare giri vari, poi ci vedevamo per mangiare, poi pomeriggio andavo ancora in giro, ci vedevamo per mangiare alla sera e poi dovevo ancora andarmene. Premetto che non avevo una casa dove andare (se non dai miei che però distano più di 50 km di distanza, mentre lui vive in una casa di 3 piani con 3 letti matrimoniali dove abita solo lui, in più ha residenza anche la bambina e sua madre che non abita li). Premetto che a luglio 2022 abbiamo mandato la bambina al nido , io sono rientrata al lavoro, ma poi a fine settembre ha preso un otite con perforazione timpano e io mi sono licenziata per curare mia figlia. Poi a settembre di quest’anno ho trovato un nuovo posto di lavoro perchè con il NAspi non riuscivo ad arrivare a fine mese. A luglio ho poi comperato (grazie a mia nonna) una abitazione ed ora abito li (la sto sistemando piano piano ogni mese con i piccoli risparmi che riesco a ritagliarmi). Da settembre quando ho cominciato a lavorare, la bambina ha iniziato il nido e fino al mese scorso, io dormivo a casa mia, al mattino alle 7 circa andavo a casa del mio ex compagno, preparavo la bambina per il nido, poi io andavo al lavoro, loro andavano all’asilo. Alle 17 andavo io a prenderla all’asilo e la portavo a casa del mio ex compagno dove rimanevo fino a quando la bambina si addormentava (facendo da mangiare e sistemando la cucina e pulendo secondo necessità).
    Ultimamente insistevo sempre di più per portare a dormire la bambina anche a casa mia, ma erano tantissime le scuse per evitare ciò. Solo poche volte mi è stato concesso e sempre con lui che dormiva a casa mia.
    Fino a che una sera dove lui avrebbe dovuto mangiare e dormire a casa mia, dopo una discussione causata dal fatto che la bambina non voleva essere cambiata (spesso fa capricci alla sera quando è stanca, dopo che frequenta l’asilo) ho cercato di convincerla per 40 minuti, dopo di che l’ho vestita perchè faceva freddo, lei si è messa a piangere e il mio ex compagno si è adirato e ha chiamato i carabinieri accusandomi che picchio la bambina. Ha preso il telefono attivando il registratore e messo in scena una fuga per le scale (tenendo la bambina in braccio) gridando verso di me di smetterla di tirare i capelli alla bambina, di starle lontano e di smetterla di picchiarla. Ai carabinieri ha dichiarato che più volte ho picchiato la bambina, cosa ovviamente falsa, visto che non l’ho mai toccata con un dito. In più ha dichiarato che era venuto quella sera a casa mia a portarmi da mangiare perchè io non dò mai da mangiare a mia figlia. I carabinieri hanno visto che il frigorifero e la dispensa non erano di certo vuote.
    Cosa posso fare? Premetto che lui ha telecamere in casa, alle quali io non ho mai avuto accesso. Lui vuole chiedere l’affidamento esclusivo e presubibilmente togliermi la bambina? Può farlo?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la Vostra conflittualità richiede a mio avviso una regolamentazione in giudizio. Esiste un procedimento giudiziale in tal senso con il quale potrà essere regolamentata la collocazione prevalente del figlio, il contributo al mantenimento per il figlio e i diritti di visita del genitore non collocatario.
      Se lei è una buona madre non ha nulla da temere con riferimento a provvedimenti aventi ad oggetto l’affidamento esclusivo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  119. Simona22 dice:

    Buongiorno avvocato,

    La ringrazio moltissimo per questa opportunità innanzitutto.
    Convivo con un uomo di 40 anni, io ne ho 30, lui si ubriaca e si droga abitualmente. Il tenore di vita è molto scadente e devo liberarmi di questa situazione. Abbiamo mutuo e casa cointestati, dovrei essere io ad andarmene volendolo lasciare? Io sto bene in questa casa, sono a 1km dal lavoro e non vorrei scombussolare la mia vita. I suoi pagamenti sono regolari rispetto ai debiti che abbiamo, non posso nemmeno appellarmi a ciò. È un travaglio avere serenità però. vorrei sapere gentilmente quali sono i miei diritti in una situazione del genere o se sono costretta ad andarmene perdendo ormai i 20k anticipati per l’acquisto della casa cointestata. Entrambi abbiamo il contratto a tempo indeterminato. Vani i plurimi tentativi di cura come Serd, comunità … È una persona apparentemente adeguata e consapevole che dichiara di non voler abbandonare i suoi vizi.

    La ringrazio moltissimo per la sua attenzione e le auguro buona giornata

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non ci sono figli. Quindi un giudice non privilegerà uno dei due genitori in caso di interruzione della convivenza con un provvedimento di assegnazione della casa familiare in favore di un solo genitore.
      In questi casi, le consiglio di avvisare un giudizio di divisione della proprietà immobiliare. Se uno dei due comproprietari non vuole acquistare il 50% della casa intestato all’altro, il Giudice metterà all’asta l’immobile. Meglio evitare questi procedimenti e mettersi d’accordo anche mettendo in vendita l’immobile senza passare da una asta giudiziaria.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  120. Eleonora dice:

    Nel 2006 ho avuto una figlia. Il “padre” non l ha riconosciuta e non si è mai fatto vivo ed è sparito dalle nostre vite. Vive all estero e mi ha bloccata su qualsiasi canale. Ultimamente ho scoperto,monitorando a random il cellulare di mia figlia, che è da mesi che si scrivono tramite i social. Loro due e non solo. Anche con la nuova compagna di lui. Tutto a mia insaputa. Può farlo essendo mia figlia ancora minorenne?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      la Vostra è una situazione molto particolare. Mi stupisce che sua figlia voglia parlare con un padre che non l’ha riconosciuta, che è scappato all’estero, che non versa un euro per il suo mantenimento. Tutti diritti violati che potrebbero essere riconosciuti davanti ad un Giudice.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  121. Manuela dice:

    Buongiorno avvocato
    Le sottopongo questa domanda in merito alla richiesta del mio Ex marito, da cui sono divorziata da 5 anni che, mi sta chiedendo di spostare un mutuo di una seconda casa, in altra filiale, di cui ero intestataria insieme a LUI, senza però pagare nulla, in quanto essendo la casa intestata a Lui, le pagava l’Ex, inoltre pensavo che con la sentenza di divorzio, venivo automaticamente tolta dal contratto.
    Ora mi stanno chiedendo la carta identità nella filiale dove era stato stipulato il contratto, poiché lo stesso vuole trasferirlo in altra sede.
    Ma ha distanza di cosi tanto tempo e come faccio per non farne più parte.
    Grazie per la consulenza e aspetto notizie

    Manuela

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      con separazione e divorzio, come spesso accade, non si mutano gli impegni finanziari che i coniugi hanno preso, anche individualmente, con un soggetto terzo, nel caso da Lei descritto, la banca per un mutuo. Per spostare il mutuo dovete essere entrambi d’accordo ma se lei non paga la rata (e tale circostanza verrà confermata) non ravviso controindicazioni allo spostamento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  122. Claudia dice:

    Buona sera avvocato io devo chiedere se mio ex marito e morto da poco e io con la sua figlia minore stio in un affitto e siamo in grandi difficoltà tutti familiari e figli ano rinunciato alla eredità per che sono dei debiti io ancora non o fatto la rinuncia per mia figlia posso andare a vivere in casa di mio ex grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      se va a vivere in quella casa realizza con un comportamento concludente (tacito) l’accettazione dell’eredità.
      Quindi, mi sembra molto rischioso. Ma ovviamente non potete andare a dormire sotto un ponte.
      Vi auguro che la fortuna giri.
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  123. Riccardo dice:

    Buongiorno, in relazione alla costituzione dell’unione civile in cui uno dei due futuri coniugi è divorziato, a chi compete la verifica della mancanza di impedimenti? All’Ufficiale dello stato civile o è in capo al futuro coniuge la produzione della documentazione ( atto di divorzio) ?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      gli impedimenti possono essere evidenziati anche successivamente all’unione. Ed il Comune non fa ricerche preventive. Si limita a chiedere i documenti necessari per celebrare l’unione civile: documento di identità valido; stato di famiglia; codice fiscale; marca da bollo; autocertificazione da compilare presso l’Ufficio di Stato Civile.
      In pratica non è possibile essere certi al 100% che non vi siano impedimenti come un preesistente vincolo matrimoniale ladove la documentazione presentata non si aggiorna, l’indegnità di una delle parti senza dimenticare la dichiarazione di morte presunta (se il presunto morto coniugato con uno degli uniti civili, si fa di nuovo vivo (mi scuso per il gioco di parole), per l’art. 68 c.c. è nulla anche la precedente unione civile contratta.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  124. Marcello Pasquali dice:

    Buongiorno avvocato,
    sono convivente con due figli e per volere della mia compagna sto lasciando casa, volevo chiedere, l’assegno unico spetta al 50% giusto?
    Prendo uno stipendio di 1300 ma l’assegno di mantenimento viene calcolato solo sullo stipendio ho anche sull’assegno unico?
    Se con 1300 devo darne 600 di mantenimento posso usufruire dei circa 200 di assegno unico o ne dovrò dare 800?
    Grazie mille dell’attenzione.
    Cordiali salut

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se entrambi i genitori fanno domanda per l’assegno unico, l’INPS eroga lo stesso ripartito in egual misura tra i genitori.
      Occorre, ricordare, tuttavia, che un Giudice potrebbe diversamente disporre con riferimento all’assegno unico. Potrebbe, infatti, disporre un contributo fisso per il mantenimento in favore del genitore presso il quale sono collocati prevalentemente i figli nonchè il pagamento in favore esclusivo di quest’ultimo dell’assegno unico. Ovviamente in quest’ultima ipotesi di solito i giudici quantificano in misura più contenuta l’assegno di mantenimento.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  125. Golden dice:

    Mio padre rifiuta di pagare qualsiasi spesa extra inerente all’università,(spettanti all80%, e in accordo solo se non fondamentali per il percorso)dice che non ho più diritto al mantenimento universitario perché fuori corso(faccio triennale e adesso sarebbe il “4” anno,ma dall’universita abbiamo ricevuto fino a giugno prolungamento anno accademico per laurearsi causa covid)
    Già l’anno scorso,quando ero in regola non ha pagato ultima tassa e l’università ha preteso una denuncia scritta di mancato versamento da parte di mio padre per non annullare l’anno.
    Mio padre rifiuta in tutti i modi i contatti,solo mail e nonostante abbia fornito tutte le prove di essere in corso dice che non non mi spetta niente e che dopo la denuncia posso farne quante ne voglio che tanto a lui non cambia niente.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se il pagamento è previsto come dovuto dal padre nella separazione o nel divorzio, occorre agire con atto di precetto e poi pignoramento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  126. Simona dice:

    Buongiorno avvocato la prego mi aiuti..
    nel 2021 feci richiesta al tribunale di trasferimento chiedendo di spostare mia figlia minore a 20 km di distanza però nella regione confinante alla nostra nella casa del mio attuale compagno nonché padre della mia seconda figlia. all’epoca il mio ex marito versava un mantenimento pari a euro 300 mensili a favore della bambina.dopo aver presentato domanda al tribunale per trasferirmi il giudice ha deciso bene dopo esattamente un anno dalla richiesta nel quale ovviamente non mi sono potuta trasferire più, di dimezzare il mantenimento di euro 300 a euro 150 per il semplice motivo che il padre doveva sostenere ulteriori spese di benzina e di viaggio per poter vedere regolarmente la figlia ( distanza 20 km) e precisando che trasferendomi a casa del mio attuale compagno non avrei dovuto più sostenere le spese di mutuo che tutt’ora pago (370 euro mensili) per aver ristrutturato l’abitazione dei miei genitori divenuta casa coniugale mia e del mio ex marito seppur di proprietà ancora dei miei genitori.
    Al dimezzamento del mantenimento il giudice ha però deciso che l’intero ammontare dell’assegno unico (200 euro) dovessi percepirlo io avendo e lavoro part-time e un reddito inferiore ai 10.000 € annui.dopo questa sentenza che è uscita dopo esattamente un anno dalla richiesta, non potendomi trasferire perché in attesa dell’autorizzazione del tribunale, ho provveduto con il mio avvocato a fare l’appello sia perché non mi sono più trasferita e quindi ancora devo sostenere le spese di ristrutturazione e sia perché ad oggi il padre di mia figlia mi versa 150 € al mese.dopo un altro anno( quindi 2 in totale) esce la sentenza dell’appello dove i giudici danno ragione al mio ex marito dicendo che percepisco l’intero ammontare dell’assegno unico (cifra calcolata sul mio isee) e che essendomi trasferita a casa del mio compagno quest’ultimo avrebbe dovuto contribuire al mantenimento di mia figlia nata dal mio primo matrimonio. Oltre al danno anche la beffa perché i giudici mi hanno condannato a al pagamento delle spese legali di controparte che ammonta a circa 6000 €.il mio avvocato vuole fare ricorso alla cassazione dicendo che a parte il discorso trasferimento che non è mai avvenuto perché c’è voluto un anno per autorizzarlo, ma sostiene che al mantenimento della bambina non può essere addebitato nessun costo di trasporto.non so cosa fare, ho paura di perdere anche in cassazione e di dover pagare ulteriori spese e parcelle della controparte nonostante io usufruisca del gratuito patrocinio

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      difficile pronunciarsi senza leggere le due sentenze. Mi sento, tuttavia, di evidenziare che se il trasferimento non vi è stato e lo stesso giustificava almeno in parte la riduzione dell’assegno di mantenimento, occorre, anzitutto, comprendere se la Corte di Appello sia stata messa correttamente a conoscenza della circostanza e le ragioni che l’hanno indotta ad ignorare la rilevanza di tale informazione.
      Ma devo ammettere che la decisione sulla opportunità di proporre ricorso in Cassazione necessita un approfondimento, anche in termini temporali, molto analitico che non possiamo affrontare in questo veloce scambio di messaggi.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  127. Aleksandra dice:

    Buona sera,
    Siamo residenti della Svizzera tedesca, con la cittadinanza italiana, dove il tribunale ha deciso che immobile nella provinca di Como restasse al mio ex marito ( nel contratto risulta solo mio ex marito nonostante che eravamo sposati e il primo figlio era nato, non abbiamo separazione dei beni,ha fatto falsa dichiarazione). Cosa posso fare in questa situazione?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre leggere la sentenza e verificare anzitutto che sia ancora appellabile.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  128. Barbara samperi dice:

    Nel 2013 è nata mia figlia dopo un travaglio molto complicato e un cesareo tardivo. Mia figlia purtroppo ne ha pagato le conseguenze.
    Dopo vari consulti medici nel 2020 con mio marito decidiamo di fare causa all’azienda ospedaliera per ottenere un rimborso del danno.
    L’avvocato ci ha parlato di un cambio normativa negli anni.
    Il punto è la bambina è nata prima di questa nuova legge. Noi facciamo causa quando già esiste la nuova legge. Il parere che chiediamo è a quale legge fare riferimento?
    Vale la data nascita o data della causa?
    Si applica la nuova legge Gelli?
    Cambia tutto relativamente al numero di anni 5 o 10 se abbiamo capito bene.
    Non abbiamo chiamato in causa medici ma azienda.
    Avremmo potuto chiamare medici in causa? Possiamo ancora farlo?
    Grazie!

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se lo desidera posso metterla in contatto esperto in responsabilità medica e risarcimenti.
      Io non me ne occupo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  129. Cristian dice:

    Buon giorno,
    sono venuto a conoscenza che la madre di mio figlio ha occupato abusivamente un appartamento (anche stesso lavorando e prendendo il mantenimento da parte mia) e sta usando mio figlio di 8 anni per non farsi buttare fuori dai vigili urbani. Inoltre ho chiesto una copia della carta d’identità del bambino e lei continua a rifiutarsi a darmela.
    come dovrei comportarmi?
    grazie per la vostra risposta.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi spiace troppe poche informazioni. Dovrei leggere le condizioni della separazione.
      In ogni caso, immagino che il mantenimento sia stato previsto soddisfare i bisogni del minore. A questo punto occorre chiedersi le ragioni per le quali la madre di suo figlio occupa un appartamento. Se queste ultime non sono riconducibili ad un grave stato di bisogno, la circostanza potrebbe anche giustificare una revisione dei provvedimenti aventi ad oggetto la collocazione e l’affidamento della prole.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  130. Alessandro fiorindo dice:

    Salve io avendo una figli dove passo alimenti e dove la madre prende tutti i bonus e dove mi richiede tutte le spese extra io come mi devo comportare e posso richiedere anche io il bonus 3000 euro non essendo mai sposato con la signora visto che l’affidamento è congiunto

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se non è stabilito diversamente dalle condizioni della separazione, l’assegno universale per i figli a carico, se viene richiesto all’INPS da entrambi i genitori, viene pagato dall’INPS in eguale misura tra i genitori.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  131. Andrea dice:

    Buongiorno,
    sono il fortunato padre di uno splendido bambino di 7 anni, convivente non sposato con la madre nella periferia di Milano. Il mio stipendio è di circa 2700/2800 al mese più benefit ed eventuali premi produttività. Lo stipendio della madre è variabile sui 1200/1300 più eventuali maggiorazioni, oltre ad un appartamento in affitto a circa 700 (comprensivo delle spese condominiali) ed alcune proprietà immobiliari all’estero di cui non conosco il valore reale.
    Lei lavora su turni molto dinamici mentre io ho i classici orari di ufficio con una forte componente di lavoro da casa che mi permette di essere abbastanza presente nella vita di mio figlio soprattutto quando la mamma è di turno. Viviamo nella casa di mia proprietà per cui verso un mutuo variabile al momento di circa 450 euro al mese. Se dovessi lasciare l’abitazione per cercare una casa in affitto equivalente a Milano dovrei spendere circa 700/800 euro al mese.
    In caso di separazione giudiziaria temo dovrei lasciare la casa e mi chiedo a quando ammonterebbe un eventuale mantenimento considerando la mia disponibilità a passare anche più del 50% del tempo col bambino. Ho sentito della possibilità di lasciare invariato il collocamento del bambino nella mia casa ed essere io e la mamma ad alternarci riducendo l’impatto di una separazione sul piccolo, questa soluzione potrebbe essere decisa in giudiziaria? grazie anticipatamente per le eventuali risposte.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      l’ipotesi in cui i genitori si alternano nella casa familiare, non può essere imposta da un Giudice.
      Se i genitori sono d’accordo in tal senso, un Giudice può confermare la liceità dell’accordo in occasione di un procedimento di separazione consensuale ovvero in occasione di un ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio.
      Più che altro, si ricordi che, almeno teoricamente, il Giudice, quando dovrà decidere a chi assegnare la casa, dovrebbe privilegiare il genitore che ha trascorso più tempo con i figli. Valuti se partire con una richiesta di collocazione prevalente dei figli presso il padre con la conseguente domanda di assegnazione della casa familiare a quest’ultimo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
      • Andrea dice:

        Grazie molte per le delucidazioni avvocato, quanto crede potrebbe costarmi il mantenimento se se la collocazione fosse con la madre?

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Troppi pochi dati. Se vuole mi contatti in studio, raccolgo le info e provo a quantificare.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
  132. Luca dice:

    Buongiorno
    Sono separato da più di un anno
    Avevamo beni in comune
    Mi chiede dei debiti a lei intestati , degli accertamenti fiscali sulla sua partita iva come mancato pagamento dell’IVA o accertamento IRPEF
    Io ho sempre saputo che fosse apposto con i pagamenti
    Ma ora lei mi chiede di pagare il 50%
    Sono obbligato a farlo?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      dalle poche informazioni che ci ha fornito, sembra che si tratti di debiti personali per il quali non vi è solidarietà passiva tra i coniugi (il padre non deve pagarli).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  133. Luca dice:

    Buonasera vorrei esporvi la mia situazione:
    Sono separato,ormai da 5 anni affidamento condiviso e con un mantenimento allora di euro 650 per 3 figli minori.
    In questo ultimo anno la figlia più grande lavora abbiamo trovato accordo privato con la mia ex moglie di euro 550 più spese extra (psicologo e visite private che non vengono mai concordate)
    Da un anno vengo a. Conoscenza dell’ assegno unico che la mia ex percepisce al 100% omettendo mi senza accordo.
    Nonostante ciò presentandomi e ricevendo le spese extra compreso libri scolastici acquistati con dote scuola
    Vorrei precisare che io non riesco a permettermi una casa in affitto per le grosse richieste mensili che mi vengo richieste e sono costretto a vivere da mia madre ospitano i miei figli nei weekend alterni
    Più i miei 2giorni settimanali senza un’adeguata soluzione di letti notturni in 3 nel lettone
    Cosa devo fare?
    Cordiali saluti.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      deve chiedere la restituzione del 50% dell’assegno unico universale a Sua moglie. Deve collegarsi al sito dell’INPS ed avanzare domanda di pagamento del 50% dell’assegno. L’INPS, innanzi a due richieste, liquida 50 e 50 ai genitori.
      Alcune spese straordinarie devono essere concordate. E aggiungo, per iscritto. Se non sono concordate può rifiutarsi di rimborsale. Ma mi raccomando deve risultare traccia scritta anche del suo rifiuto. Basta un messaggio tramite cellulare.
      Per i libri scolastici, lei deve partecipare al 50% alle spese che residuano dopo la dote scuola.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  134. Emilio dice:

    Salve, ho due figli con la mia ex moglie alla quale verso un assegno di mantenimento per i due, mio figlio maggiorirenne studia in un’altra regione(senza parlarne neanche con me), la domanda è sono cmq tenuto a versare alla madre l’assegno di mantenimento ed in più pagare tutto( vitto alloggio tasse ecc) al 50%?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se non ci sono più i presupposti del mantenimento, riconducibili al fatto che Suo figlio è diventato autosufficiente da un punto di vista economico, le strade sono solo due: trova una intesa con la Sua ex con riferimento alla cessazione del contributo del mantenimento; oppure, si deve rivolgere ad un Giudice. Un’altra possibile soluzione potrebbe essere riconducibile all’iniziativa in giudizio del figlio maggiorenne che chiede il contributo in proprio favore. Per il resto, occorre leggere le condizioni del divorzio: di solito i costi relativi all’università devono essere previamente concordati tra i genitori senza che vengano imposti.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  135. Maria Luisa Bonanomi dice:

    Buonasera, sono divorziata da giugno 2023. Il mio exmarito versa 300€ di mantenimento per nostro figlio di 17 anni. In tutti questi anni di separazione (circa dieci) non ho mai chiesto rimborso x spese straordinarie (portatile x la scuola di grafica, fisso a casa, cellulari, spese mediche ecc ecc.
    Ora però dopo divorzio, non posso più lasciar correre, sono senza lavoro e ho bisogno che contribuisca. A luglio 23 ho acquistato ennesimo cellulare rotto e dopo avergli chiesto di contribuire. Prima era d’accordo ora dice che non è un bene di prima necessità. So che la questione delle spese straordinarie è a discrezione dei tribunali. Noi siamo di Monza. Posso fare qualcosa x chiedere il rimborso della metà della spesa sostenuta? Grazue

    Rispondi
  136. Laura dice:

    Buongiorno, sono separata con figlio minore, il padre vuole iscrivere nostro figlio al servizio di pre scuola per sue necessità personali. Io non ne ho bisogno ma mi chiede la metà della cifra. Devo pagare anche io se il servizio occorre solo a lui? Grazie.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la spesa non rientra tra quelle obbligatorie. E deve essere concordata. In difetto di manifesto (per iscritto) mancato accordo, Lei non paga. Ma il Suo ex potrebbe, solo in linea teorica, chiedere ad un Giudice che la spesa venga ripartita tra i genitori considerato che gli impegni lavorativi del padre non gli permettono di stare in compagnia del figlio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  137. Lory dice:

    Buonasera sono una donna figlia unica con marito e due bambini. Abbiamo un ISEE di circa 6000 euro e non abbiamo casa intestata o altro solo due auto per altro neanche nuove.Ho problemi con i miei genitori monoreddito che hanno bisogno di cure ma con un ISEE di circa 13000€ che vorrebbero denaro da me per cure e altro questo anche a causa di una cattiva gestione del denaro da parte loro. Potrebbero in qualche modo rifarsi su di me anche se io ho meno soldi di loro due bambini che hanno bisogno di logopedia ed altro per spese mediche? Oltretutto sono soldi che io non ho. Attendo vostra risposta al mio quesito grazie.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      l’unica ipotesi in cui i discendenti devono aiutare economicamente gli ascendenti deve ricondursi allo stato di bisogno di questi ultimi. In pratica, un aiuto economico da parte dei figli in favore dei genitori soltanto quando questi ultimi non sono in grado di provvedere alle loro necessità primarie ma, nella mia esperienza, i Giudici, se riscontrano lo stato di bisogno nei richiedenti, quantificano un mantenimento per importi quasi sempre molto modesti. Per le cure, esiste il sistema sanitario nazionale.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  138. Claudia dice:

    Buongiorno,
    Il mio compagno ha divorziato nel 2019, ha uno stipendio attuale di 1800€ al mese, la sua ex moglie lavora, al momento del divorzio la ex moglie aveva un contratto part time da 900€ al mese, da un’anno circa ha un contratto a tempo indeterminato full time da circa 1300€/1400€.
    All’atto del divorzio avevano pattuito un mantenimento onnicomprensivo di 150€ per la minore e il pagamento del 50% della rata del mutuo fino al 2021.
    Nel 2021 la ex moglie avrebbe dovuto svincolare il mio compagno dal mutuo, con accollo liberatorio, accollandosi la sua quota a titolo gratuito (non corrispondendo nulla al mio compagno) e nel caso non c’è l’avesse fatta, avrebbe dovuto mettere la casa in vendita e il ricavato dividerlo in parti uguali.
    Tutto ciò non è avvenuto ed è stato trovato un accordo privato dove il mio compagno ha ricevuto i soldi della vendita del box come acconto nell’attesa che la ex moglie avesse trovato apposito garante per svincolarlo, facendosi carico ovviamente solo lei delle rate del mutuo gravanti sull’immobile.
    Siamo ad oggi e ancora il mio compagno è vincolato a lei con il mutuo, avevano un tasso variabile che attualmente la sua ex moglie non riesce a sostenere e vorrebbe richiedergli un mantenimento per la figlia maggiore.
    Lui attualmente versa come mantenimento 300€ onnicomprensivo di spese straordinarie (ovviamente poi gli compra anche extra senza chiedere la parte a lei. Es. cellulare, PlayStation,ricariche, vestiti..), lei ha un mutuo cointestato , che paga sola e che ad oggi è arrivato a 900€, dai quali il mio compagno doveva essere già svincolato nel 2021.
    Può lei ad oggi chiedere la revisione dell’assegno di mantenimento per la figlia che oggi ha 14 anni?
    La minore è affidata congiuntamente ad entrambi i genitori , ma attualmente il padre la vede due volte a settimana per una pizza/cinema, perché la ex moglie, ogni volta che la minore doveva trascorrere il week and con il padre, inventava scuse per non farla venire.
    Può lei decidere di tenerlo ancora vincolato al mutuo e decidere, pagando da sola la rata del mutuo, di non dare la parte della casa al mio compagno (ovviamente sottratta dell’acconto già ricevuto)?
    È giusto come mantenimento 300€? L’assegno unico lo prendono diviso al 50%.
    Grazie
    Cordiali saluti

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      alquanto complessa la Sua domanda. E senza leggere le carte difficile sbilanciarsi.
      Occorre partire dalla lettura degli accordi divorzili nei quali tra l’altro dubito che sia stato pattuito un mantenimento onnicomprensivo di 150€ per la minore perchè è sempre necessario prevedere la ripartizione delle spese straordinarie tra i genitori.
      Occorre poi verificare l’origine e i documenti che provano l’accollo del mutuo a carico dell’ex coniuge. Sicuramente, impegno che non può fare maturare i propri effetti nei confronti della banca. Fatte queste precisazioni, l’importo di € 150,00 per il mantenimento della figlia mi sembra basso.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  139. Giada dice:

    Buongiorno,
    io e il mio compagno abbiamo deciso di separarci.
    I primi anni di convivenza li abbiamo passati nel suo appartamento, però quando ho deciso che avrei voluto un figlio, lui ha accettato solo a condizione che ci trasferissimo in una casa in affitto. Lui ha posto questa condizione per paura di perdere la sua casa in caso di una eventuale futura separazione. Io non ero d’accordo però poi ho dovuto cedere perché altrimenti lui non avrebbe più voluto andare avanti nella relazione.
    Da alcuni anni ci siamo trasferiti in questa casa in affitto e nel frattempo abbiamo avuto un figlio che ha sempre vissuto in questa casa.
    Il contratto d’affitto è intestato solo a me e lui non ha mai spostato la residenza dal suo appartamento per evitare di dover pagare l’IMU.
    La nostra convivenza è diventata insostenibile e di comune accordo lui è tornato a viverre nel suo appartamento.
    Lavoriamo entrambi e lui ha iniziato a farmi un bonifico per le spese del figlio. Non c’è stato nessun accordo sulla cifra mensile ma l’ha quantificata da solo (con questa cifra riesco a coprire appena la metà delle spese di nostro figlio).
    Il problema è che il contratto d’affitto scadrà tra qualche mese (il proprietario non intende rinnovarlo) e il prezzo degli affitti a Milano in questi anni è aumentato moltissimo. Non riuscirei a permettermi di pagare un affitto di una nuova casa con i nuovi prezzi.
    E’ possibile chiedere l’assegnazione dell’appartamento di suo proprietà, dove ora lui vive, anche se nostro figlio non ci ha mai vissuto?
    Lui mi dice che non essendo sposati non ha alcun obbligo nei miei confronti e che mantenere i figli è un obbligo di entrambi i genitori e non solo del padre. Per questo motivo intende versare solo il 50% di quello che sono le spese effettive di mantenimento, mentre per la casa mi dice di tornare a casa dei miei genitori, in questo modo il costo abitativo sarebbe pari a zero. Io ovviamente non sono d’accordo perché vorrei avere la mia indipendenza.
    E’ possibile chiedere l’assegnazione della sua casa?
    In caso negativo, il giudice potrebbe obbligarlo a pagare un mantenimento più alto (comprendente anche parte dell’affitto) nonostante io abbia effettivamente la possibilità di andare ad abitare a casa dei miei genitori?
    Grazie per la vostra attenzione

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non è possibile chiedere l’assegnazione di una casa dove suo figlio non ha vissuto.
      E’ però possibile agire in giudizio per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio ed ottenere un contributo al mantenimento in misura fissa oltre alla ripartizione tra i genitori delle spese straordinarie (mediche, scolastiche, ricreative).
      Lei non deve andare ad abitare dai suoi genitori.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  140. Saverio dice:

    Buongiorno,
    ho un amica che risulta separata legalmente
    col marito, che ha suo carico un assegno di mantenimento
    per i figli(solo figli).
    Ora la situazione è questa.
    I figli si sono sposati, tranne una ragazza maggiorenne che risulta invalida al 100% e
    a carico della madre, mentre il papà che era titolare di una pensione tedesca è morto.
    La madre penso di no, ma chiedo se questa
    ragazza abbia diritto alla pensione di reversibilità deceduto.
    Cordiali Saluti

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la Legge prevede che il figlio totalmente inabile possa beneficiare dellla pensione di reversibilità del genitore venuto a mancare. A patto che al momento del decesso sia dimostrato il mantenimento del figlio da parte di quest’ultimo. E non mi sembra la situazione che lei mi ha descritto.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  141. Alessandro dice:

    Buongiorno, sono convivente da 19mesi con figlio di 16mesi. Probabilmente ci separiamo. Avrei due domande:
    – è vero che, se non sarà consensuale (previsione data dalla madre), non potrò stare con mio figlio per giorni consecutivi (pernottamenti)?
    – l’assegno di mantenimento è previsto per le esigenze del solo bambino? Madre lavora, guadagna meno di me.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      dopo il compimento del ventiquattresimo mese di vita può essere previsto anche il pernottamento con il padre. Alcuni giudici, attendono il compimento dei tre anni. Per il resto, in qualità di mera convivente lei non ha diritto ad un mantenimento personale ma è revisto l’assegno di mantenimento per il figlio laddove quest’ultimo venga collocato prevalentemente presso di lei.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  142. Anna dice:

    Buongiorno sono Anna ho un problema siamo tre sorelle eredi di un appartamento di mia mamma e dobbiamo sgomberare oggettistica e vestiario perché lo vendiamo ma la cifra di un preventivo fatto dalle mie sorelle per me è molto alto e mi sono proposta di fare io lo sgombero con lo sconto a testa di 50 euro vorrei sapere se ne ho diritto o possono obbligarmi a pagare e tra le altre cose io voglio vedere cosa mia madre ha lasciato nel suo guardaroba quindi(perché un estraneo lo deve fare?)grazie per ricevere una risposta
    Anna Rocco

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      si tratta di spese che devono essere concordate e lei ha diritto di accedere all’immobile in qualità di erede. A meno che il possesso sia in capo ad una delle tre sorelle.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  143. Giuseppe dice:

    Buonasera ,come da accordo preso in giudiziale a luglio 2023 , 2 venerdì si è 1 no devo andare a prendere mio figlio a scuola a 40 Km di distanza per tenerlo poi il week end! Esiste un permesso apposito o una giustificazione valida prima che l’azienda mi possa dir qualcosa ? Premetto da contratto mi spettano 2 mezze giornate a settimana a casa , Dato che è il venerdì e il giorno con più flusso di lavoro so che prima o poi arriveranno a bussare … grazie mille in anticipo

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non sono stati tipizzati o normati appositi permessi per i genitori separati. Occcorre attingere a permessi/ROL.
      Le nuove norme hanno ampliato i congedi parentali ma non dovrebbero essere adattabili alle sue esigenze.
      A volte conviene trovare una intesa con il datore di lavoro offrendo una prestazione lavorativa che compensi i permessi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  144. Stelio Traversa dice:

    Chiedo un giudizio circa la correttezza del calcolo dell’adeguamento ISTAT dell’assegno di mantenimento al coniuge separato o divorziato. Mi spiego:
    Solitamente viene stabilito l’importo, con adeguamento annuale all’indice ISTAT, e fin qui nulla da eccepire. Ma negli ultimi 10 anni circa (governo Monti in poi) i redditi da pensione hanno subito un adeguamento parziale in funzione del reddito, nel mio caso l’adeguamento é stato pari a circa il 60-70% dell’indice, pertanto se a suo tempo era stato stabilito un assegno pari al 33% del reddito netto, ora l’assegno corrisponde al 36%. E la cosa non mi sembra sia corretta.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il problema credo consista nel fatto che lei per fare valere le sue ragioni dovrà agire in giudizio con una istanza di modifica delle condizioni della separazione con i conseguenti oneri legali.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  145. Barbara dice:

    Tema spese straordinarie: mio figlio necessità di apparecchio per i denti. Informo il padre della cosa mi da il via libera a portarli dal dentista
    Viene fattta impronta e preventivo prontamente inviato al padre il quale risponde che nn intende pagare e aggiungendo che altrove costerebbe meno.
    Gli ho chiesto preventivo alternativo: se non me lo mandasse posso procedere comunque e pretendere la metà? Ci sono delle tempistiche in tal senso? Siamo divorziati e negli accordi c’è scritto che deve mantenimento mensile e metà delle
    Spese extra

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      lei ha fatto bene ad invitare il padre (mi auguro per iscritto) a fornirle un altro preventivo. Insista sempre per iscritto precisando che in assenza di preventivo alternativo sarà costretta ad accettare il primo preventivo. Con questi documenti e prove dovrebbe riuscire ad ottenere il pagamento del dovuto in giudizio.
      Questo sempre che abbiate l’affidamento condiviso.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  146. Elisa dice:

    Salve sono divorziata da 6 anni. Con mio ex marito non c è comunicazione. Scrivo per sms e lui non risponde o se lo fa solo con emoticon, scappa via appena mi lascia ns figlio di 12 anni. Lo si può obbligare a comunicare? Lui dice che la pensa in un modo io in un altro e si va avanti così. Cerco solo il bene e serenità di mio figlio

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      esistono procedimenti in giudizio tesi ad accertare, prima, e sanzionare, successivamente, i comportamenti dei genitori che non collaborano al fine di educare e gestire serenamente la crescita dei figli (ex art. 709 ter cod. proc. civ.). Si tratta di una causa con un Giudice che valuterà la fondatezza dei lamentati inadempimenti genitoriali.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  147. Daniela dice:

    Buongiorno , le scrivo per chiedere informazioni su come intervenire sulla vicenda: Mio nonno , 93 anni, autonomo di buona salute e vedovo, ha conosciuto una sua vicina di casa di età 50 anni senza impiego lavorativo , perciò volontariamente ha sempre dato una mano a lui aiutandolo con le faccende domestiche. Da un paio d’anni lei ha iniziato a vivere a casa di mio nonno , lui sostiene che ci sia dell’affetto. Da mesi litigano spesso perché lei vuole dei soldi , 400 euro al mese, altrimenti minaccia di tornarsene nel suo paese d’origine, in Romania , e non la rivedrà più. Così lui ,da uomo infatuato, ha deciso di sposarla per tutelarla , in caso della sua scomparsa, dandogli almeno la pensione. Tutto ciò , si può evitare ? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      tutto ciò si può evitare soltanto se suo padre venisse dichiarato incapace di intendere e di volere.
      O quanto meno che gli venga affiancato un amministratore di sostegno che possa sostituirsi a Vostro padre in alcune decisioni.
      Se c’è un patrimonio da preservare ai fini ereditari, suggerisco di agire in fretta con il sottoscritto ovvero con l’avvocato che preferite.
      Ovviamente, sapete che la moglie diventa erede insieme ai figli in caso di decesso. E aggiungo anche che la moglie conserva il diritto di abitazione nella casa coniugale dopo il decesso del marito.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  148. Giovanna dice:

    Buongiorno,vorrei porvi un quesito.Sono recentemente venuta a conoscenza che mio marito mi ha tradita per anni con la stessa donna la quale ha anche frequentato casa mia a mia insaputa(ciò é stato ammesso da mio marito).L’amante in questione in questo caso é denunciabile per violazione di domicilio? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Giovanna,
      non ravviso alcun genere di reato a livello penale.
      Il tradimento, tuttavia, se non tollerato e prontamente contestato in ambito civile con apposita iniziativa giudiziaria (ricorso per la separazione dei coniugi), può giustificare l’addebito della separazione a suo marito.
      La pronuncia di addebito determina delle conseguenze di carattere patrimoniale, infatti, il coniuge a cui sia addebitata la separazione subisce:
      la perdita del diritto all’assegno di mantenimento;
      la perdita dei diritti successori nei confronti del coniuge;
      la condanna alle spese legali del giudizio,
      Aggiungo anche che se la moglie domanda l’addebito della separazione al marito fedifrago, il quale ha perpetrato pubblicamente l’infedeltà con modalità tali da ledere l’onere e la dignità della consorte, la consorte ha diritto anche al risarcimento del danno (richiesta quest’ultima da avanzare con separato giudizio rispetto al ricorso per la separazione).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  149. Cristina dice:

    Buongiorno, sono divorziata da 8 anni e mi sono risposata in regime di separazione dei beni. Ho un figlio dal precedente matrimonio che vive con il padre e per il quale verso mantenimento. Il mio ex continua ad accampare pretese economiche per mio figlio dicendo che grazie a mio marito ho un buon tenore di vita (lavoriamo entrambi) e che mio marito deve contribuire al mantenimento di mio figlio. A me non sembra corretto (dato che già contribuisce scrupolosamente e giustamente al mantenimento dei suoi figli), ma non so se la legge possa permettere al mio ex di rivalersi economicamente sul mio attuale marito. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il suo provvede al mantenimento dei figli in base ad un provvedimento giudiziario che per essere modificato necessita una nuova iniziativa giudiziaria. Del resto, il suo nuovo compagno non è tenuto per legge al mantenimento dei suoi figli.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  150. Pamela dice:

    Buongiorno avrei una curiosità,il mio compagno ha appena firmato il divorzio durante la quale la ex moglie ha chiesto un assegno di mantenimento per il figlio che però tengono 15 giorni per uno al mese,spese divise al 50%.L avvocato che li ha seguiti ha detto al mio compagno che deve versare l assegno per differenza del reddito.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non ci vedo nulla di strano. Se c’è squilibrio economico tra i coniugi, anche in caso di collocamento paritetico, un Giudice può stabilire un aiuto economico per il mantenimento dei figli in favore del coniuge più debole.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  151. Monica dice:

    Buongiorno, scrivo per mio suocero.Nel 2017 si sposò per la seconda moglie (lui adesso 83 anni e lei 80) andarono ad abitare nella casa del figlio di lei, mio suocero pagava un affitto e fece delle modiche che abbellirono l’ appartamento anche se non suo .inoltre lui portò in casa arredi molto belli per il 70 %dell’arredo totale.Iniziano ad invecchiare e lei comincia a cadere e le scale diventano un problema, allora si decise per un trasferimento in un appartamento più piccolo tutto su un piano sempre di un figlio di lei.Succede che questa estate iniziano a scrivere i figli di lei a mio marito dicendo che dovranno prendere una badante, lo spazio è poco e mio suocero in poche parole non è più gradito in quanto e’ diventato anche insopportabile.attraverso whatsapp con tutta una serie di messaggi esortano il suocero ad andarsene e a traslocare, lui si trasferisce in fretta e furia in una casa di proprietà della sorella, portandosi via i suoi oggetti ed arredi ( suoi da prima del matrimonio) Ora i figli hanno scritto (sono avvocati) che rivogliono indietro tutto arredi ed oggetti ( anche se nn loro) .
    La mia domanda sorge spontanea: lo hanno esortato talmente tanto ad uscire e a traslocare, hanno portato la loro madre da amici e ora pretendono soldi e arredi?? Ma mio suocero è stato cacciato letteralmente e il trasloco è stato fatto sotto gli occhi di loro quindi??la signora (moglie) è stata messa da parte e non sappiamo se è al corrente di tutto ciò, parla solo il figlio!! ma tutto ciò è giusto?Se mi potete dare un consiglio vi ringrazio Monica

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi scuso per la sintesi ma occorre anzitutto precisare chesino a quando i due coniugi saranno in vita, gli altri (potenziali) eredi possono solo descrivere quelli che saranno i futuri diritti senza possibilità di fare alcunchè in giudizio. La moglie di Vostro padre sta avanzando personalmente delle richieste ?
      Comunque, fatte queste precisazioni, suo suocero è meglio che si faccia assistere da un avvocato.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  152. milena dice:

    Buongiorno, scrivo per il mio compagno che è separato da 15 anni e divorziato da 10.
    Mantiene i figli regolarmente con un assegno di mantenimento versato alla ex moglie di circa € 1100/mese.
    Ora i figli hanno, uno quasi 25 anni sta per laurearsi in ingegneria e lavora n Svizzera con contratto di un anno e possibilità di rinnovo (stip iniziale 1500€) e convive ai confini Svizzeri con la sua fidanzata. L’altro figlio 22 anni diplomato da 3 anni lavora in “nero” e si mantiene tranquillamente (+/- € 1600/mese) facendo vari lavori inoltre vive nella casa della nonna materna (deceduta a gennaio) ed ereditata dalla madre, che gli fa pagare le utenze+spese condominiali. Comunque entrambi i figli hanno residenza fuori dalla casa materna.
    A giugno i due ex coniugi telefonicamente si sono accordati perchè il padre non versasse più il mantenimento visto i figli autonomi.
    Una settimana fa al mio compagno è arrivata la lettera dell’avvocato della ex moglie che gli intimava di pagare immediatamente gli arretrati di mantenimento (4 mesi) più altre spese (quali??? non lo sappiamo).
    Siamo a conoscenza che per legge il figlio che fa “lavoretti vari” è ancora da mantenere, ma l’altro figlio?
    Il mio compagno sarebbe disposto a mantenere il figlio più piccolo ma i soldi li vuole versare direttamente a lui e non alla ex moglie.
    E’ possibile capire a chi rivolgersi e se si può uscire da questa situazione?
    Cordiali saluti

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      si registrsano precedenti gurisprudenziali che anche con redditi bassi (800/900 euro mese) dei figli hanno confermato l’autosufficienza economica degli stessi, con conseguente revoca dell’assegno di mantenimento.
      I figli maggiorenni possono fare domanda autonoma davanti ad un Giudice se ritengono di avere diritto al mantenimento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  153. Elisa Gualtiero dice:

    Gentile Avvocato,
    Mi chiamo Elisa e vivo a Milano. Sono divorziata e ho due figli. Sono casalinga e percepisco l’assegno di mantenimento dal mio ex marito per me e per i miei figli, i quali hanno rispettivamente 30 e 33 anni. Da alcuni anni, non ricevo l’adeguamento dell’assegno in base all’indice ISTAT. Mio marito sostiene che sta versando gli alimenti anche per nostra figlia che convive con il suo compagno da 3 anni e per il figlio maggiore, il quale lavora già da un anno con un contratto a tempo indeterminato. Egli afferma che, se insisto, mi chiede la restituzione degli alimenti versati per mia figlia e per mio il figlio, sostenendo che non ho più il diritto di ricevere tali pagamenti e che quindi essi compensano il mancato l’adeguamento ISTAT. Credo che il motivo per cui mio exmarito non interrompe il pagamento degli alimenti per i due figli sia il desiderio di non litigare con loro. Ora mi chiedo se il mio exmarito ha ragione e se, nel caso in cui io insista per l’adeguamento ISTAT, lui possa fare riferimento alle somme già versate per il mantenimento dei due ragazzi e utilizzarle in compensazione, oltre a richiedere la restituzione delle mensilità precedentemente versate.
    Grazie per la sua assistenza.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      i suoi figli hanno 30 e 33 anni ? E lavorano ? Se risponde affermativamente ad entrambe le domande il padre non sarebbe più tenuto al pagamento del mantenimento in favore della madre dei figli. Potrebbe agire in giudizio per chiedere la revoca dell’assegno. Oppure potrebbe smettere di pagare attendo eventuali iniziative giudiziarie della madre nei confronti della quale potrà difendersi sostenendo il raggiungimento dell’autosufficienza economica dei figli.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  154. Marcella Melis dice:

    Buongiorno, devo separarmi da mio marito ,sono disoccupata e malata oncologica, mio marito ha un reddito alto e quindi volevo chiedere se ho lo stesso diritto al gratuito patrocinio..grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il reddito di suo marito non si considera al fine del riconoscimento del Gratuito Patrocinio per i casi di separazione e divorzio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  155. Piera dice:

    Buongiorno,
    Convivo con un uomo divorziato da 7 anni, durante il corso di questi ne ho passate di tutti i colori con la ex signora, senza raccontarvi i numerosi fatti pietosi, ho fatto di tutto per farmi accettare da lei e dai 2 figli minorenni con cui andiamo d’accordissimo. Per un periodo le ho anche dato le chiavi di casa per agevolarla nel venire a prendere i bambini e le ho messo a disposizione il box perchè parcheggiasse le sue cose dopo un trasloco. Un giorno ha fatto una sfuriata in piazza con venuta alle mani e parolacce oscene davanti ai bambini che ho dovuto chiamare i carabinieri e fare denuncia per percosse che poi ho ritirato per amore dei bambini e sperando ancora una volta di guadagnarci in armonia (inutile), ma prima di ciò, un giorno entrata in casa ha avuto l’indecenza di fotografare un piatto di riso in bianco (non avevamo altro da mangiare quel giorno) e mandare la foto ai suoi e i parenti del mio compagno dicendo che faccio mangiare merda ai suoi figli e che lei ci mantiene (erano 2 mesi che i bambini stavano nel nostro monolocale perchè la signora si era infilata a casa del nuovo compagno e non li voleva tra i piedi ma i 600 euro al mese se li prendeva) in sostanza eravamo alla fame e lei ogni tanto portava ai figli patatine, caramelle e briosh, così secondo lei ci manteneva. Arrivo al punto… Quel giorno ho deciso, ovviamente di riprendermi le chiavi di casa e le ho dato 1 mese per portare via le sue cose dal mio box, cosa che non ha fatto. Persa la pazienza le ho detto che entro la fine della settimana avrei messo tutte le sue cose fuori dal mio box. Così ho fatto. La signora è andata a prendersi le cose ma è riuscita a riaprire il box e buttarci dentro quelle cose che destinava alla discarica e non contenta mi ha ribaltato e buttato per terra tutte le cose che tra parentesi erano della casa di mia mamma che avevo svuotato perchè era venuta a mancare. LA DOMANDA E’ questa sta pretendendo di avere le chiavi di casa per essere comoda a venire a prendere i bambini come le pare, il mio compagno succube grazie a ricatti emotivi usando i figli come arma, sarebbe anche d’accordo ma IO NO!!! Vorrei sapere se sbaglio oppure è mio diritto poter stare serena in casa nostra?(le spese le pago anche io) Per favore ditemi se sbaglio.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      mi scuso per la sintesi: la consegna delle chiavia di casa alla ex, non è sicuramente prevista nei provvedimenti dei Giudici, ma è anche veramenmte anomalo e raro negli accordi tra ex coniugi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  156. Sara dice:

    Salve volevo chiedere un informazione. Sono incinta e il padre sostiene che il bambino non è suo, ovviamente lo è. So che esiste il mantenimento test del DNA ecc. Ma soffro a pensare di dover fare le guerre quando il bambino sarà nato. Mi chiedo se è possibile inviare una lettera adesso al padre, per fargli fare un test del dna prenatale , dal valore legale, così da constatare già in gravidanza che il bambino è suo.
    Grazie mille

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se il padre non vuole sottoporsi al test soltanto un Giudice può obbligarlo.
      Tra l’altro, se non si sottoporrà al test dopo il provvedimento del giudice, il riconoscimento diverrà automatico.
      Treamite il sottoscritto o un altro avvocato ma non esiti ad incardinare un giudizio.
      Cordiali saluti
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  157. egidio dice:

    Salve qualche anno fa ho fatto un contratto di affitto in comodato gratuito ad un conoscente, e naturalmente ad oggi lui ha la residenza ancora nel mio appartamento.. Siccome da qualche mese non riesco a contattarlo ed avrei bisogno di cessare il contratto, vorrei sapere cosa devo fare per avere l’appartamento nella mia disponibilità, in quanto devo venderlo. Ribadisco la persona è irrintracciabile. Grazie.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      credo che abbia sbagliato forum. Comunque se vuole un consiglio credo di poterglielo dare lo stesso: occorte inviare la risoluzione del contratto di comodato all’indirizzo di residenza e poi occorre avviare una procedura di sfratto (valida anche per i contratti di comodato). In verità dopo l’invio della lettera di risoluzione del comodato cercherei di capire se la casa da lei messa a disposizione è ancora abitata dal comodatario … Se vuole mi chiami (349.8197797).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  158. Claudio dice:

    Buongiorno le scrivo per mia figlia.
    Mia figlia è separata e divorziata da due anni e mamma di due fijli di 10ve 8 anni.
    Vive in un appartamento con i suoi figli di proprietà di mia moglie, e da 1 anno e mezzo convive con una persona non domiciliato da lei, ma comunque vive con lei.
    La loro convivenza non funziona e lei gli ha chiesto di uscire di casa e di lasciare il tetto, ma lui si rifiuta di andarsene, con problematiche create ai minori.
    Come ci si deve comportare, visto che non c’è nulla di scritto?
    Grazie
    Claudio Mazza

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      esiste un procedimento giudiziario (ricorso per la regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio) con il quale si può chiedere che venga stabilito il giorno in cui il genitore non collocatario dei figli prevalentemente debba uscire di casa; oltre ovviamente alla quantificazione dell’assegno di mantenimento per i figli ed al diritto di visita.
      Resto a disposizione per approfondimenti.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469 – 349.8197797)

      Rispondi
  159. Luisa Carmela dice:

    Buongiorno sono sposata da 5 anni in seconde nozze in separazione di beni.
    Mio marito corrisponde all’ex moglie un assegno divorzile di 500,00 euro mensili calcolati 8 anni fa quando la ex moglie aveva un lavoro a chiamata.
    Ora la stessa è regolarmente assunta da una ditta ma non ce lo ha comunicato(lo abbiamo verificato con ufficio del lavoro), per interrompere il versamento dobbiamo andare dal giudice o intercorriamo in qualcosa se smettiamo?
    Se mio marito oggi dovesse mancare lei avrebbe diritto alla reversibilità?
    E sempre se mio marito dovesse mancare dovrei io o il loro figlio (sposato e autonomo) corrisponderle l’assegno divorzile alla ex?
    Grazie
    Luisa

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se la ex moglie non rinuncia spontaneamente, meglio rivolersi ad un Giudce con una istanza di modifica delle condizioni divorzili.
      L’assegno divorzile non può essere posto a carico degli eredi. Ma il beneficiario laddove si trovi in stato di bisogno può agire nei confronti degli eredi per chiedere un aiuto economico.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  160. Medd dice:

    Buongiorno,
    Mi farebbe cortesemente piacere ricevere informazioni riguardo alla procedura di compilazione del modulo per la cittadinanza italiana basata su 10 anni di residenza. In particolare, vorrei sapere come devo compilare la sezione relativa alla posizione giudiziaria del richiedente in Italia.
    Nel caso in cui abbia avuto una condanna penale e abbia poi presentato una richiesta di riabilitazione che sia stata accettata, dovrei indicare “si” o “no” in questa sezione?

    Rispondi
  161. Laura dice:

    Salve, io a febbraio sono stata costretta ad andarmene dalla casa dove vivevo con mia madre e mio fratello perché subivo gravi maltrattamenti soprattutto da parte di mia madre. C’è da premettere che la casa dove subivo i maltrattamenti è anche mia ( in comproprieta’ ). Vorrei sapere se a distanza di 8 mesi da quando ho preso mia figlia e ce ne siamo andate, posso ancora denunciarli. Non ho potuto farlo prima perché ho avuto un brutto incidente e non ho potuto muovermi dal letto per questo motivo. Grazie. PS sono vedova e senza un lavoro mentre mio fratello lavora, non ha figli, mia madre lo mantiene e gli fa fare ciò che vuole in quella casa.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      meglio rivolgersi ad un penalista. Io sono un civilista.
      Se lei è comproprietaria le consiglio una azione di divisione giudiziaria che potrebbe condurre alla vendita all’asta dell’immobile.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (349.8197997 – 02.72022469)

      Rispondi
  162. LORENZA dice:

    Buongiorno il padre avvocato vuole cambiare pediatra ASL che ha diffidato. La pediatra in 20anni non hai mai ricevuto diffida alcuna e sempre operato opportunamente. Padre chiede di cambiare pediatra ASL, la madre no xche la pediatra ha sempre prescritto le cure opportune x i bimbo di a 5 anni. La pediatra ha controdiffidato. La madre vuole adire il giudice x mantenere la pediatra che opera nell interesse della salute del bimbo. Può ilgiudice decidere di far cambiare il pediatra, grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      immagino che siate separati e/o divorziati. Se confermate tale ipotesi, Lei può demandare ad un Giudice la decisione che i genitori non riescono a trovare insieme. Dispendioso in termini economici perchè si tratta di un giudizio a tutti gli effetti (art. 709 ter cpc). Se la condotta del pediatra non è obbiettivamente criticabile, difficile che un Giudice faccia prevalere la decisione del padre. Se, invece, la denuncia del padre è fondata, Vi è il rischio che la domanda di quest’ultimo venga accolta.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  163. maria cristina dice:

    Buongiorno, ho bisogno di una consulenza, ho versato tramite due bonifici al mio ex marito nel periodo covid la somma complessiva di euro 1400, ora ho chiesto la restituzione ma lui vuole restituirmeli in comode rate da euro 100. Premesso che lui fa un part-time ma guadagna circa 1200 più assegno di mantenimento per i due bambini di circa 800,00 istat compreso. E’ possibile ottenere la somma dilazionata in 3/4 rate, come posso fare?
    Grazie in anticipo per la vostra attenzione.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      come precisato nel forum, forniamo risposte solo agli utenti di Milano e dintorni.
      Comunque, valuti che 3 o 4 mesi sono pochi rispetto alle tempistiche necessarie per coltivare un recupero del credito in giudizio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  164. Silvia dice:

    Domanda: un avvocato ha rinunciato 4 giorni lavorativi prima dell’udienza delle conclusioni
    l’avvocato dovrebbe dare alla parte assistita un congruo preavviso: esttamente quanti giorni sono un congruo preavvviso? perche in 4 giorni è stato impossibile trovare un altro avvocato se non a un costo esagerato – divorzio giudiziale

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      ma la rinuncia all’incarico nell’imminenza dell’udienza giustifica un rinvio della udienza, anche quella prevista per la precisazione delle conclusioni.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  165. sara dice:

    Buongiorno, con mio marito viviamo separatamente da più di otto anni, anche se lui ha la residenza sempre a casa nostra. Ora lui mi chiede la separazione e quindi presumo il divorzio. Abbiamo casa e mutuo cointestato, il mutuo lo ha sempre pagato lui perchè ha un reddito triplo del mio. Con l’aumento dei tassi però il mutuo è raddoppiato e quindi mi ha chiesto di pagare anch’io. Volevo capire se sono obbligata a pagare o se posso pagare in base al mio stipendio. Preciso che è stato lu ad andarsene per vivere con un’altra e che tutte le pese inerenti la casa le pago io.

    Rispondi
  166. Marco dice:

    Buongiorno,
    Mi trovo nuovamente a scrivere e a chiedere aiuto in materia
    Nello specifico avrei un quesito sulle uscite anticipate della scuola di mio figlio
    Sulla separazione c’è scritto che posso prelevare mio figlio dall’uscita di scuola/pomeriggio fino al mattino successivo al suo ingresso
    Quando fu scritta la separazione non mi curai di notare e fare inserire l’orario specifico del prelevamento perché il bambino usciva alle 16:30 da scuola e coincideva con i miei orari lavorativi, che la mia ex moglie conosce bene.
    Ad oggi mi trovo in difficoltà perché la scuola fino a novembre farà uscire da scuola il bambino anticipatamente alle 12:30
    Io esco da lavoro alle 16:00 e non so davvero come fare, la mia ex moglie cerca di mettermi i bastoni fra le ruote e non mi viene incontro in nessun modo asserendo che essendo ilio giorno di visita devo provvedere io al recupero anticipato
    La mia domanda è: posso in qualche modo dimostrare e asserire che essendoci scritto sulla separazione “uscita di scuola/pomeriggio” e finendo io alle 16:00, le uscite anticipate sono a cura della madre essendo io impossibilitato?
    Oppure è come asserisce lei, quindi costretta provvedere io personalmente pagando una persona per farlo prendere ( persona che ad oggi è difficile trovare)
    Vi ringrazio

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      posso solo suggerire di presentare istanza di modifica delle condizioni della separazione sostenendo che sono cambiati gli orari di uscita di scuola e che lei non riesce ad occuparsi del ritiro di suo figlio a causa del lavoro. In verità, il Giudice, tuttavia, prenderà in considerazione tanti elementi per valutare se accogliere la sua domanda non ultimo il fatto che sua moglie lavori o meno.
      Giusto per essere obbiettivi, peraltro, il significato semantico di pomeriggio, coincide con la fascia oraria tra le 12.00 e le 18.00, quindi, meglio coinvolgere il Giudice. Ma tale iniziativa potrebbe risultare antieconomica considerato che noi avvocati abbiamo la cattiva abitudine di farci pagare per il nostro lavoro. A parte gli scherzi comprendo che a volte “il gioco non valga la candela”.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  167. Mara dice:

    Buongiorno, sono sposata con due bambini piccoli, le cose con mio marito non vanno bene da un paio di anni e da un anno io sto a sua insaputa con un’altro uomo, ho scoperto di essere incinta .. ho deciso di tenere il bambino.. dirgli tutto e chiedere la separazione .. vorrei sapere cosa rischio? A livello economico immagino ma la cosa che mi preme di più è se rischio di perdere i miei figli o comunque che abbia lui l’affido .. spero risponda alla mia domanda !! Grazie
    Mara

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      Le consiglio di avviare il procedimento di separazione, di non spostarsi dalla Sua abitazione coniugale, di costriire una strategia difensiva con il suo avvocato di fiducia e poi avviare un dialogo con Suo marito. La mera relazione extraconiugale non comporta necessariamente un giudizio negativo sulle sue capacità genitoriali, quindi, non rischia che le vengano tolti i suoi figli a meno che ci siano altre circostanze.
      Resto a disposizione per approfondimenti.
      Avv. Marco Pola (02.72022469 – 349.8197797)

      Rispondi
  168. Giuseppina dice:

    Buongiorno, il mio ex compagno ha diversi debiti e una macchina sotto sequestro a casa sua e una denuncia perché non ha voluto sottoporsi all’alcol test io e mia figlia non viviamo con lui da almeno 10 anni non mi ha mai dato nulla adesso che per problemi di alcol ha solo qualche mese di vita , mia figlia è stata dai carabinieri per sapere cosa fare di questa auto e le è stato detto che tutti i debiti ricadranno su di lei . Premetto il padre nullatenente e mia figlia ha 19 anni e studia all’ università.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se il padre è pieno di debiti meglio non accettare l’eredità (per non accollarsi i debiti del padre).
      La soluzione migliore sarebbe quella di vendere l’auto finchè il padre è in vita e sempre che il corrispettivo della vendita venga poi donato a sua figlia.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  169. Cinzia dice:

    Buongiorno, il mio compagno ha deciso di lasciarmi ora che aspetto un bambino. Lui mi ha riferito dietro consiglio di un avvocato, che solo dopo il test di paternità riconoscerà il bambino versando il mantenimento che deciderà il giudice ma senza prendersi cura del bambino.
    Io potrò chiedere che lui faccia visita al bambino e che se ne prenda cura o la legge gli permetterà di passare solo un contributo e non occuparsene?
    Perché qualora venga stabilito che lui debba vederlo so che non si tirerebbe indietro ,ma la sua paura che gli altri suoi figli vengano a scoprirlo e non accetterebbero mai una situazione del genere.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      esiste il test del DNA al quale il padre potrà essere obbligato a sottoporsi laddove venga instaurato un giudizio per il riconoscimento della paternità. Di solito si cerca di fare pervenire a miti consigli il padre con confronti stragiudiziali anche tra avvocati.
      Il padre in ogni caso sarà tenuto al mantenimento del figlio. Se il padre non vorrà esercitare il diritto di visita, Lei potrà salvaguardare gli aspetti economici (mantenimento del figlio) chiedendo che al padre venga tolta la responsabilità genitoriale (una volta definita patria potestà).
      Resto a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  170. Francesco dice:

    Buongiorno,
    ho bisogno di un parere legale per comprendere se sussiste possibilità di rivalersi del danno subito, la sera di domenica 10 Settembre 2023, durante un evento ove venivano utilizzate dallo staff delle pistole ad acqua, quindi fornite alle persone (anche se non ho le prove, presumibilmente la stessa ero dello staff) da membri dell’evento, sono stato colpito da una ragazza con un getto d’acqua, situazione che poteva anche essere divertente, mentre ero seduto su un pouf di sabbia, il problema nasce nel momento in cui scivolando di lato sono atterrato con la dentatura sulla parte in ferro di una sedia sdraio, scheggiando il dente centrale dell’arcata superiore, l’esito in breve è stato un danno economino di 200 euro e un danno perpetuo, praticamente dovrò stare attento perennemente a cosa andrò a masticare (addentare) con tale dente, vietati cibi duri praticamente. Non perdendo sangue non ho avuto necessità di chiedere medicazioni, anche perchè non era comprensibile chi fosse l’organizzatore dell’evento stesso. Vedendo che a parte i miei amici, le persone da cui ero circondato non sembravano minimamente preoccupate, anzi la ragazza colpevole ha continuato per tutto il tempo a dirmi che avevo il dente già così da prima, ho foto che dimostrano il contrario e testimoni, ad un certo punto sono andato via con i miei amici per comprendere l’entità del danno. Aggiungo che la ragazza durante la conversazione si è dileguata e che al momento ho avviato una conversazione via email con l’organizzatore e i proprietari del posto dell’evento. In sintesi mi chiedo se sia possibile fare qualcosa, ho fattura di quanto speso per il danno, foto e testimoni. Finirà tutto in una bolla di sapone solo a mio danno o qualcosa posso fare ? Se necessario posso aggiungere maggiori dettagli, tutto quello che serve per dare più dati utili possibili.

    Grazie
    Saluti

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      posso organizzare un confronto con un mio collega esperto in responsabilità civile. Se lo desidera. Io sono specializzato in diritto di famiglia.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  171. Bea dice:

    Buongiorno
    Da più di un anno e mezzo mio marito da una parte lavora in nero senza portare i soldi a casa ( se controllo il suo portafoglio spesso ho trovato tanti soldi che dopo un po’ sono spariti) e dall’altra parte, con la sua attività in proprio non fattura, quindi si accumulano debiti per le tasse ed i contributi non pagati. Io ho un reddito molto più basso del suo. Vorrei capire cosa posso fare per tutelare me e i due figli. Posso chiedere il divorzio per infedeltà finanziaria?Come la dimostro? Sono molto preoccupata per il nostro futuro.
    Grazie.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il reddito di una persona fisica in un procedimento di separazione può essere provato anche tramite prove testimoniali ovvero altri documenti che non sono per forza riconducibili ad un contratto di assunzione o alla apertura di una partita iva.
      Lei può separarsi e poi divorziare in ragione della semplice volontà di interrompere la convivenza indipendentemente dal fatto che non si fida più di suo marito.
      Occorre approfondire alcuni questioni patrimoniali (proprietà casa coniugale per esempio) e reddituali per comprendere quali domande possono essere avanzate nell’interesse della madre e dei figli in giudizio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  172. Sarah dice:

    Mio marito dopo due anni di matrimonio e sei di convivenza mi ha chiesto il divorzio. Matrimonio in separazione dei beni ma io ho venduto la mia casa e ho svuotato il conto per finanziare il matrimonio e la sua azienda agricola. Lavoriamo entrambi, lui guadagna più di me, è possibile tramite un legale rientrare di almeno metà del patrimonio che avevo in liquidità?(fatture alla mano ove risulta in intestazione il mio conto corrente)
    Io non vorrei separarmi perché le sue ragioni non sono concrete quindi non sono d’accordo sul divorzio.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      le sue richieste restitutorie potrebbero non essere oggetto del procedimento di separazione bensì di domanda restitutoria in un giudizio ordinario laddove i prestiti possano essere ricostruiti anche a livello documentale.
      Servono ovviamente maggiori dettagli. Esiste una casa coniugale cointestata ? Ci sono figli ? Lei lavora ed ha un reddito ?
      Resto a disposizione per approfondimenti.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola (O2.72022469 – 349.8197797)

      Rispondi
  173. Angela Fontana dice:

    Buongiorno avendo un basso reddito ho ottenuto La dote scuola. Marito pretende che io utilizzi La dote scuola e che lui quindi non versi la parte eccedente. Ma la parte eccedente deve essere divisa tra di noi. Quindi lui vorrebbe utilizzare tutta la dote scuola a mio nome e la parte eccedente da dividere. Non sono d’accordo in quanto la dote scuola è un diritto che io ho in base al basso reddito. È corretto che lui metta la metà del costo dei libri e io possa utilizzare il contributo totale della dote scuola?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non ho compreso se siete separati e/o divorziati.
      In queste ultime ipotesi, la ripartizione dei costi per le spese scolastiche e l’acquisto dei libri scolastici, è regolata dalle condizioni della separazione e/o del divorzio.
      Se siete ancora marito e moglie non vi sono regole predeterminate e dovreste trovare un accordo tra di voi. Dovreste comunque partecipare alle spese in misura proporzionale ai Vostri redditi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  174. Alessandro De blasis dice:

    Buongiorno, sono separato e sono padre di due bambini, da due anni cerco di essere sempre accondiscendente e per non creare attrito ho sempre preso i bambini nei giorni di visita fuori scuola non curandomi dei miei orari lavorativi.
    Ieri ho fatto presente alla mia ex moglie che nel giorno di visita sarei andato a prendere i bambini a casa e non all’uscita del centro estivo in quanto per motivi lavorativi non ho più ore di permesso da prendere per uscire prima e andarli a prendere, così le ho detto che sarei andato a prenderli a casa appena staccavo e li avrei riportati a casa il mattino seguente.
    Vedendo il comportamento poco comprensivo della mia ex moglie ho preso l’atto di separazione perché non ho più intenzione di farmi sopraffare dalla mia ex moglie essendo io troppo buono.
    Cito ciò che è riportato sulla separazione:”i figli potranno trascorrere con il padre il mercoledì di ogni settimana dall’uscita di scuola/pomeriggio sono all’ingresso a scuola del giorno successivo, i figli potranno trascorrere con il padre weekend alternati dall’uscita di scuola del venerdì fino alle ore 20.00 della domenica. (Poi sono citati i giorni festivi come il natale o i compleanni, la possibilità di trascorrere essi con entrambi ecc.)Nei giorni che i figli trascorreranno insieme al padre,i genitori, salvo diversi accordi, stabiliscono che i minori saranno prelevati dal padre dalla dimora materna ed ivi riaccompagnati.”
    La mia domanda è, dato che sulla separazione c’è scritto dall’uscita di scuola /pomeriggio,senza essere specificato orario o che io debba prelevarli da scuola alle ore x, ma essendo poi scritto in basso che le parti stabiliscono che io debba prelevarli a casa, come devo comportarmi in caso di disaccordo? Devo prenderli a scuola perché è da intendersi così o a casa perché c’è scritto che devo prelevarli presso la casa materna?
    Vi ringrazio anticipatamente

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se intepretiamo con razionalità e buon senso le clausole da Lei citate, dovrebbe andare a prenderli a scuola; a casa, invece, quando non vanno a scuola.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  175. Vincenzo dice:

    Buongiorno, tra un paio di settimane mi sposo. Mia moglie ha contratto un mutuo qlc anno fa per una casa dove vive la madre. Noi viviamo già in una casa di mia proprietà. Vorrei sapere se ci sposiamo in comunione dei beni e mia moglie nn paga la rata del mutuo della sua casa, la Banca può rifarsi su di me? Se sì, mi conviene fare, la separazione dei beni?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la banca può rivalersi su tutto quello che, dopo il matrimonio, ricadrà nella comunione dei beni.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  176. Natalia dice:

    Buongiorno, può un avvocato che è la compagna del mio ex marito mandare documenti per il divorzio? Grazie. Non c’è conflitto di interessi?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      comprendo solo in parte la sua domanda.
      Ovviamente la nuova compagna di suo marito non può assisterlo in giudizio nel procedimento di separazione.
      Cordiali saluti.
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  177. Elisa dice:

    Buonasera,il mio ex marito non ha rispettato oramai da 3 mesi e adesso saranno 4 l’assegno di mantenimento per le figlie. Volevo sapere se fosse possibile pignorare una casetta mobile che risiede in un campeggio anche se lui l’ha già venduta da pochi giorni ma lui ne fa ancora uso fino a metà settembre. Io avrei diritto al 30%del ricavato ma ad oggi non ho ancora visto nulla!! È possibile bloccare tutto me ottenere io la casetta a titolo di risarcimento visto che non paga da mesi? Posso bloccare la vendita perché lui è inadempiente. Spero di essere stata chiara! Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      lei può agire per il recupero del suo credito. Deve essere apposta la formula esecutiva sulla sentenza; poi deve essere inviato atto di precetto: ed infine potrà agire con atto di pignmoramento. Quest’ultimo può interessare anche gli immobili purchè ancora di proprietà di suo marito. Mi sembra però più conveniente aggredire il conto corrente di suo marito piuttosto che un immobile considerati i costi di una procedura di pignoramento immobiliare.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  178. Maurizio dice:

    Buongiorno avvocato,

    vorrei capire se avessi diritto a chiedere alla mia ex-moglie indietro mobili e oggetti che sono rimasti nella casa coniugale disposta in sede di separazione consensuale alla stessa ex-moglie.

    Premetto che non ho mai concordato o firmato che rinunciavo a mobili o oggetti comprati in comunione di beni durante il matrimonio e, non avendo possibilità di avere supporto dal mio attuale legale che mi ha supportato nella fase di divorzio consensuale (che non si è chiusa per mancato accordo), vorrei capire con lei se presume che possa legalmente chiedere la restituzione di mobili e oggetti che non sono necessari ai bimbi (quindi escludendo cucina, loro camera e loro oggetti) ?
    Grazie in anticipo
    Maurizio

    Grazie in anticipo

    Maurizio

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre leggere le condizioni del divorzio.
      In ogni caso, se la casa coniugale viene assegnata al coniuge presso il quale vengono collocati prevalentemente i figli, l’arredo non può essere asportato e chi esce di casa ha diritto di trasferire solo i beni strettamente personali (tra i quali non rientra l’arredo, quadri inclusi, etc. …).
      A presto,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  179. Marco dice:

    Buongiorno
    Sono separato ed ho due bambini, da sentenza li vedo ogni mercoledì, venerdì e sabato mattina più un weekend per intero alternato, dall’uscita di scuola con pernottamento.
    Ho una nuova compagna con la quale convivo, come si sa spesso possono comparire esigenze sanitarie personali o lavorative, nel caso in cui io dovessi avere un imprevisto e non riuscissi a prendere nell’orario stabilito sulla sentenza i bambini, comunicandolo in anticipo via mail alla mia ex moglie, può quest’ultima rifiutarsi rispondendomi che non è un suo problema e che devo vedermela io come riprenderli?
    È legale? Se per lavoro faccio un ora di ritardo e non riesco a prenderli a scuola ma li prendo a casa dopo, può lei rifiutarsi di riprenderli?
    Se per motivi personali devo accompagnare la mia compagna a fare una visita e comunico in anticipo che devo riportarle i bambini un ora prima o che devo prenderli più tardi, lei può rifiutarsi e dirmi no tu li prendi come c’è scritto sulla sentenza?
    Nel caso in cui io avessi un imprevisto personale o lavorativo

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      l’imprevisto è sicuramente ammissibile. E’sufficiente comunicare all’altro coniuge, con congruo anticipo (se non si tratta di una emergenza), che è impossibilitato ad esercitare il diritto di visita. Tuttavia, se anche la madre dei figli è impegnata allora è sempre meglio preoccuparsi di trovare una diversa soluzione (con l’aiuto di una baby sitter o di parenti).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  180. Marco dice:

    Buongiorno, io e mia moglie stiamo per affrontare un percorso di separazione (al momento non sappiamo ancora se sarà consensuale o giudiziale, visto che non abbiamo ancora avviato alcuna pratica). Da mesi ho scoperto un tradimento da parte di mia moglie, ed ho scoperto che in diverse occasioni mia moglie ha fatto parlare mia figlia di 6 anni con l’amante. Vorrei sapere se la cosa costituisce reato. Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      comportamento biasimevole ma non si tratta di un reato con rilevanza penale.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  181. Imane dice:

    Buongiorno avvocato.
    Siamo una coppia Tunisina con 2 bambini ( 8anni é 4 anni ) residente in Italia i bambini sono nati in Italia
    il mio Ex é andato in Tunisia é ha fatto il divorzio posso fare la modifica della sentenza emessa all’estero chiedendo ( il mantenimento,l’affidamento …)visto che viviamo in Italia é non in Tunisia.
    Grazie.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonguiorno,
      il Tribunale di Monza è sicuramente competente per decidere il mantenimento dovuto da suo marito in suo favore.
      Se vuole maggiori informazioni non esiti a contattarmi (02.72022469).
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  182. Edoardo dice:

    Buongiorno
    La storia è molto lunga e cercherò di abbreviarla.
    la madre dei miei figli, ora 11 e 14 anni, (ex convivente da ormai 6 anni) in questo periodo a promosso, nei miei confronti, 8 cause civili 2 penali coinvolgendo i servizi sociali, forze dell’ordine con l’obbiettivo di avere casa, figli, soldi ecc.., ma ottenendo di contro sino a 46.000 euro di spese legali da rifondermi, che aumenteranno con il suo appello nel marzo 2024.
    Fino a 3 mesi fa era in vigore affido ai servizi sociali con coocollocamento paritario dei figli e mantenimento diretto.
    Io ho sempre cercato di non litigare e avere un rapporto civile oltre che è disponibile al dialogo ma, purtroppo, senza risultati.
    Premetto di avere un bellissimo (normale) rapporto con i miei figli, sono presente nella loro vita ecc..
    Da 3 mesi, a seguito dell’ennesima denuncia con richiesta di affido super esclusivo, con valutazione CTU, ascolto dei servizi sociali, ascolto di terze parti rilevanti e ascolto dei miei figli che, dinanzi al giudice, hanno chiaramente espresso il desiderio di vivere come me (papà) è stata accolta la richiesta di “affido super esclusivo” alla madre con collocamento presso la casa coniugale ad uso della medesima con giorni più o meno paritetici e mantenimento diretto.
    Nella sentenza c’è scritto che l’affido super esclusivo non è una punizione nei confronti del padre ma è scelta dovuta per la forte litigiosità che inibisce….. Ecc
    Per me non c’è nessun problema ma per i miei figli si in quanto manifestano in modo forte la volontà di non vivere dalla madre, io cerco di parlare con loro e rassicurarli ma con scarsi risultati.
    Da lunedì (dopo scuola) a venerdì sono con mamma e il venerdì (dopo scuola) sino al lunedì mattina con me.
    Personalmente ritengo che tutti questi anni di rotture di palle (chiedo scusa) siano dovuti ad una cultura che a tutt’oggi vede ancora, ahimè, la mamma come UNICO riferimento nella vita dei minori e lho capito ascoltando la troppe inutili logiche di assistenti sociali, avvocati, giudici, ctu, mediatori famigliari ecc..
    “per fortuna che esistono padri presenti” dico io..
    Non ho mai richiesto formalmente i 46.000 euro perché non fa parte del mio modo di vivere la vita.
    Domanda: cosa faccio con i miei figli??
    Sono in estrema difficoltà
    Grazie e buona giornata.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      dove risiede la vostra famiglia ? come specificato nel sito, questo forum è riservato agli utenti di Milano e dintorni.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  183. Selena garcia dice:

    Buongiorno. Sono una mamma di 26 anni con due figli di 10 e 8 anni avuto dalla mia precedente relazione. Al momento sono in gravidanza all’ottavo mese, e da poco ho lasciato il mio appartamento in affitto a nome mio, per trasferirmi con il papà del bambino in arrivo, nel suo appartamento acquistato per lui dai suoi genitori. La situazione purtroppo è degenerata. Non è più possibile per me vivere con lui, non è un ambiente sicuro per i miei figli, ne tranquillo per il bambino che ho in arrivo. Vorrei capire in questo caso cosa posso fare. Io sono rimasta senza casa per seguire il padre del bambino e ora, non posso lasciarlo e devo subire umiliazioni, urla e altre cose insieme ai miei due figli. In questo caso lui può avere qualche obbligo per lo meno per agevolarmi nel trovare una nuova soluzione abitativa.. o qualcosa del genere? Spero di essere riuscita a far capire un po’ la situazione.. grazie. Cordiali saluti

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se non ci fosse un problema di incolumità fisica (per lei e per il bambino), io le consiglierei di restare in quella casa ed avviare un procedimento regolamentazione dei figli nati fuori dal matrimonio. Il diritto del figlio ad avere una casa propaga i suoi effetti comprimendo (escludendo) il diritto del genitore proprietario non collocatario prevalentemente del figlio. Se può, resti in quella casa e si affidi ad un bravo avvocato a Genova. Io esercito a Milano e dintorni …
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  184. Federico dice:

    Buonasera, la figlia della mia compagna (non siamo sposati) si è trasferita da noi nella casa di mia proprietà al 100 per 100. Qualora la figlia della mia compagna dovesse rimanere incinta e magari succedesse che io e la mia compagna litighiamo e decidiamo di porre fine alla convivenza, dovrei lasciare la casa a sua figlia ed al bambino? Grazie.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      da dove ci scrive? Occorre, anzitutto, studiare quale legislazione applicare. Di solito, quella del luogo dove risiede la famiglia.
      In ogni caso, il diritto di abitazione del convivente proprietario dell’abitazione familiare viene limitato o compromesso solo quando sono presenti figli di almeno uno dei conviventi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      l’affermazione non ha alcun fondamento e la volontà di separarsi può essere manifestata in giudizio senza condizionamenti.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  185. Elisa dice:

    Buon giorno , sono sposata da 12 anni e abbiamo una bambina di 12 anni , mio marito dalla sera alla mattina del giorno dopo mi ha comunicato che dovevo lasciare le appartamento in cui abitavo in affitto, con una enorme bugia, dicendo che era in vendita e il propietario rivule l immobile. In verità solo dopo 2 mesi sono venuta a conoscenza che era già in atto da un anno il procedimento di sfratto per morosità. Mi sono ritrovato al secondo giorno di scuola della 1 media dalla bambina a stravolgere la sua vita , dovendo abitare per forza con i genitori di lui . Anche loro non sapevano nulla. Ora mi ritrovo da quasi ormai un anno a dover vivere qui , la bambina vede sente e ha capito molto bene chi sono siano i nonni paterni ed il padre che non è mai stato presente , nonostante sposato ha sempre dormito qui dai genitori lasciandoci sempre sole , perché diceva con me non si può vivere per il mio carattere , (ora invece qui con i genitori il mio carattere va bene ? ) quindi già appurato con antecedenti sedute di terapie di coppia che lui ha bisogno e i suoi di terapia per questo morboso rapporto . La mia domanda è : visto che qui comandano tutti, tutti fanno i padronipadroni dicono questa è casa mia , non portano rispetto neanche se abbiamo sonno io e la bambina o non stiamo bene con febbre .Non ho una camera tutti i nostri vestiti su 2 tavoli in taverna e qui ci sono 3 camere da letto piene solo di cose loro Il 2 figlio viene qui alle 7 di mattina per il suo cane , che non si è portato via nella sua casa ,e mi sveglia sempre perché io dormo sul divano , mente il mio sacrificato chiuso .
    Quali diritti ho ? Per rimetterli tutti al loro posto ?
    Posso separati ma chi se ne deve andare io o mio marito !
    Ovvio che se potessi me ne andrei subito , ma non posso , loro possono se vogliono mandarmi via da qui se chiedo la separazione, o va via mio marito? visto che mio marito ha un lavoro di 1600 euro al mese mentre io no, è sono invalida al 46% posso chiederè una assegno hai miei suoceri per poter vivere altrove? Fino a quando non trovo lavoro ? Premetto che tanto lui resterebbe sempre qui a vivere anche riesco ad andare in un altra casa perché è morbosamente attaccato qui alla loro villa e a loro . Sia che mi separò sia che resto sposata .
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      le suggerisco di non muoversi da quella casa ed avviare un procedimento di separazione.
      Ritengo che nella sua situazione l’assegno di mantenimento per il mantenimento dei figli sarà piuttosto elevato.
      I nonni, invece, non sono tenuti al mantenimento tranne in casi eccezzionali (evidente stato di bisogno).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  186. Giorgio dice:

    Buonasera, mi chiamo Giorgio e sono felicemente padre di un bimbo di poco più di un mese. Purtroppo le cose con la mia compagna (non siamo sposati) non vanno proprio bene, e stanno avvenendo molti litigi e molte discussioni sia personali, sia per la gestione del bimbo (che ora ha residenza a casa della madre e sta con lei). Ora stiamo cercando di capire se con una terapia di coppia le cose potranno migliorare. In caso contrario, dovremo affrontare la possibilità di separarci e di capire ovviamente come affrontare la problematica del bambino. Quello che vi vorrei chiedere sono una serie di domande, vediamo se posso riassumerle in un unico messaggio per facilitare la comprensione. Innanzitutto, la mia compagna, da diversi mesi a questa parte, più e più volte ha iniziato a controllare quante volte e in quali momenti ero sulla app di WhatsApp. E qui nasce la mia prima domanda: è lecito, oppure è possibile che si configuri un realto di stalking su questa azione da parte sua? Andando avanti, vorrei sapere se il fatto che per lavoro – e prima di partorire – si sia fatta rilasciare un certificato medico da uno psicologo che indicava una possibile depressione sul lavoro, può essere causa ostativa per poter avere la custodia o il mantenimento del bimbo? Ancora, e questa è l’ultima domanda, vorrei sapere i miei diritti in caso di visita al bimbo. Questo risiede, come dicevo, con la madre; quello che mi chiedo è se ho la possibilità e il diritto di poterlo vedere tutte le volte che voglio e dove lo posso vedere. Lei insiste a dire che a casa sua non dovrei entrare; ma da quanto so, la visita da parte del padre che riconosce il figlio, è possibile proprio dove risiede la madre e il figlio, è corretto? Grazie ancora se vorrete rispondere a queste mie domande. Buona giornata.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      la visita del padre non collocatario, al figlio neonato, si possono verificare anche presso l abitazione materna. Dopo il secondo anno di età del figlio (talvolta il terzo), potranno iniziare i pernottamenti con il padre al di fuori dell’abitazione familiare. Sarà un giudice a stabilirlo se non vi metterete d accordo con una consensuale. Infine preciso che l eventuale incapacità genitoriale della madre dovrà essere valutata da un CTU ed i documenti da lei citati potranno essere esaminati da quest’ultimo.
      Non ravviso gli esterni del reato di stalking (quanto meno sino a quando convivrete sotto lo stesso tetto).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  187. Alessia Barone dice:

    Salve, ho ricevuto richiesta da parte del mio ex marito di annullamento del matrimonio. Abbiamo divorziato nel 2017. Non abbiamo figli e nessun tipo di vincolo. Io non ho la disponibilità economica per attivare la procedura dell’annullamento e sinceramente non sono nemmeno interessata. Mi può dire a cosa vado incontro se mi rifiuto e non rispondo alla sua richiesta? Grazie mille.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buonasera,
      se rimane contumace (dopo la notifica degli atti giudiziari non si costituisce in giudizio per difendersi) il procedimento va avanti lo stesso. Se poi i motivi dell annullamento comportano colpe a suo carico potebbe essere condannata a pagare le spese del giudizio.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  188. Andrea dice:

    Salve Avvocato posso farle solo una domanda ?
    Ho un dubbio familiare che vorrei esporle.
    Io sono figlio unico di genitori separati ormai dagli anni 80 e mio padre (83 anni) convive ormai da circa 25 anni con una signora e suo figlio e non ho rapporti con lui. mentre mia madre (80 anni) è sola e invalida 100% vive a casa sua con aiuti vari e io che bado a lei con Legge 104 sul lavoro.
    I miei genitori sono solo separati legalmente non divorziati.
    Ora mio padre mi dicono i suoi conviventi ha una grave patologia senile tipo alzheimer e vogliono praticamente mandarlo via da casa.
    Ora a parte trovare una RSA idonea o altro per lui io le chiedevo i conviventi di mio padre possono “legalmente” rifarsi su di me?? cioe’ legalmente devo occuparmene io per forza??? Anche con aiuti finanziari?? per eventuali RSA o altro???
    Grazie e scusi il disturbo.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      Lei in qualità di figlio ha doveri di assistenza previsti dal codice civile. Ma ha anche il diritto di decidere quali soluzioni siano più adeguate per suo padre senza ingerenze da parte di terzi conviventi. Se questi ultimi vogliono decidere in autonomia possono anche sostenere le relative spese.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  189. DI DIO GIUSEPPE dice:

    Buongiorno AVVOCATO
    spiego quanto accaduto.

    mia Mamma del 1936, (87 anni) residente da sola a Catania, con un inizio di demenza senile (dimentica tutto ciò che è accaduto pochi minuti prima) e di deambulazione (stampelle). Non potendola più lasciare da sola, io abito a Milano dove la stessa non si è voluta trasferire, abbiamo deciso, di comune accordo, per il ricovero presso una casa di riposo nelle vicinanze della sua abitazione.

    Nel Luglio del 2022 , pertanto, è stata ricoverata presso una “Casa di Riposo” a Catania.
    Abitando a Milano e non potendo andarla a trovare frequentemente, pregavo una persona di fiducia,tale GIANLUCA che provvedeva, saltuariamente, una due volte al mese, ad andarla a trovare facendole portare qualcosa e ad accompagnarla al cimitero da mio papà.
    Ultimamente mia Mamma, credo sia peggiorata, diventando aggressiva e  con continui capogiri e riferiva di essere anche caduta per terra, tanto che, varie volte, ho io stesso chiamato il suo medico curante che e andato a visitarla.
    A seguito di ciò, di comune accordo con una  responsabile della struttura abbiamo deciso di farle fare una visita accurata dal Neurologo, avvenuta, in data 24.07.2023 che le prescriveva alcuni farmaci, ed esami più accurati.
    In data 08 c.m. alle ore 19,59 ricevevo una telefonata da parte di GIANLUCA che mi diceva le testuali parole ” ma lei non sa niente, non l’hanno chiamata”.
    Quindi mi diceva, di essere stato chiamato da personale della struttura  che lo informava del fatto che mia mamma era caduta e di andare subito in loco inquanto si era fatta male.
    Solo alle ore 20,35 dopo miei vari tentativi di mettermi in contatto con la responsabile del centro, questi mi chiamava mettendomi al corrente di quanto era accaduto, cioè, che mentre mia mamma era a tavola le “infermiere/assistenti” andavano a mettere a letto gli altri ospiti della casa di riposo lasciando mia mamma da sola, in balia di sé stessa, che, finito di cenare si è alzata per recarsi in soggiorno da sola.
    A causa di ciò, vuoi per un capogiro, un momentaneo malore o per aver messo male il piede cadeva rovinosamente a terra.
    Le badanti constatato lo stato di mia mamma chiamavano la responsabile, quindi il Massimiliano e il 118, quest’ultimo giunto sul posto la trasportava presso il pronto soccorso del Policlinico di Catania senza che nessuno della struttura la assistesse.
    Presso il policlinico dopo vari esami riscontravano la rottura scomposta del femore quindi ricoverata in pronto soccorso in attesa che si liberasse un letto in ortopedia.
    Nessuno della struttura è andato in ospedale,
    Solo la mattina 09.c.m. alle 07,37 la responsabile della struttura mi manda un messaggio su WhatsApp con la quale mi riferiva che solo pochi minuti prima era venuta a conoscenza che mia mamma nella caduta aveva riportato la  rottura del femore.
    E sino a tutt’ora che sto scrivendo, non sono piu stato contattato da nessuno dei responsabili la casa di riposo.
    Con la presente chiedo:
    – È normale che una persona con tali patologie venga lasciata da sola (incustodita);
    – E normale che una persona a loro affidata e con tali patologie, dopo un incidente simile, prevedibile, venga messa su un’autolettiga e mandata da sola in pronto soccorso in balia di se stessa, ben sapendo che a Catania mia mamma e da sola, e che il più vicino di Noi si trova a 1.400 km.
    Pertanto per quanto sopra riportato, sussistano degli estremi per procedere nei loro confronti?
    Ringraziandola anticipatamente e in attesa di un vostro riscontro, porgo cordiali saluti .

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      Ricostruendo anche a livello probatorio la dinamica dell’incidente è possibile ipotizzare un’azione di risarcimento del danno. Si rivolga ad un difensore in loco. Le trasferte da Milano a Catania per le udienze potrebbero comportare costi ingenti se nomina un difensore a Milano.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  190. Sara dice:

    Buongiorno,
    Vi sottopongo la seguente situazione: coppia di conviventi da 9 anno con figlio di 7 anni.
    Casa in locazione,contratto intestato al compagno nonche’padre del bambino,L’affitto ammonta sui 900 euro mensili e le spese condominiali sui 5000 all’anno.Il bambino e’legatissimo a questa casa e non puo’esserne tolto.
    Se l’assegnataria della casa diventa la madre deve quindi pagare lei affitto e spese?Teniamo presente che lei guadagna a tempo indeterminato 1600 al mese mentre lui ha un fatturato annuale di quasi 800 mila euro e ha un livello molto alto
    Di vita con casa di prorpieta’(come seconda) sul lago dal valore di 600 mila euro.
    La madre del bambino non puo’ pagare affitto e spese e non ha altra casa dove andare. Puo’il giudice condannare il padre del bambino a continuare a pagare per quella casa fino alla maggiore eta’del bambino senza assegno?o prevedere un assegno di mantenimeno cosi’alto?
    Se il padre del bambino rifiuta di andarsene cosa puo’fare la madre senza abbandonare il
    Tetto familiare?Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      in caso di separazione (anche di conviventi), il giudice tende a preservare il tenore di vita dei figli.
      Nel caso da lei sottoposto alla nostra attenzione quindi è probabile che l’assegno di mantenimento venga determinati tenendo in considerazione anche l ammontare del canone di locazione che dovrà sostenere la madre. Ma il giudice non potrà condannare il padre a pagare direttamente il canone.
      Sarebbe opportuno, per il padre, ridimensionare le spese prima di andare davanti ad un Giudice.
      Se vuole approfondiamo a fine agosto.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  191. Luigi dice:

    Buonasera Avvocato,
    sono l’unico proprietario di un appartamento dove convivo con la mia compagna (non siamo sposati) e nostro figlio di 9 anni.
    Ho scoperto che lei si è frequentata con un altro, per questo motivo intendo mettere fine alla nostra convivenza. Quando l’ho scoperto ho fatto finta di nulla per prepararmi.
    Circa un mese fa ho venuto la casa dove viviamo e contestualmente alla vendita, l’acquirente mi ha fatto un contratto di affitto della durata di 6 mesi.
    In pratica in cambio di un prezzo leggermente più basso mi ha permesso di viverci altri 6 mesi pagandoci l’affitto (con un regolare contratto registrato).
    Una volta incassata la cifra della vendita, sono andato da un costruttore ed ho acquistato sulla carta una casa che verrà pronta solo tra un anno e mezzo (ho stipulato il compromesso dal notaio settimana scorsa) versando l’intero ammontare del valore e mi è stata rilasciata una fidejussione a garanzia. So che è una cosa insolita versare l’intero valore della casa, ma preferisco arrivare in tribunale avendo pochi soldi sul conto.
    La vendita è già stata registrata sul registro catastale, quindi al momento facendo una visura non risulto intestatario di nessun immobile.
    La mia compagna non sa nulla di tutto quello che ho fatto, nemmeno che so del tradimento. Mentre la persona che ha acquistato la casa, che mi ha trovato una agenzia immobiliare, non sa nulla che intendo separarmi.
    Ho fatto tutto questo per evitare che la mia casa, acquistata con il frutto dei risparmi di una vita dei miei genitori, venga assegnata a lei.
    Io a Settembre mi cercherò una casa dove andare in affitto dove penso che mi trasferirò ad Ottobre, in attesa che verrà pronta quella in costruzione. I 6 mesi di affitto della casa in cui vivo ora invece sono già stati pagati.
    Ora avrei le seguenti domande:
    1) Da un punto di vista strategico, mi conviene dire al momento in cui me ne vado a vivere da un’altra parte che la casa è stata venduta, oppure è meglio creare un effetto sorpresa e comunicarlo quando saremo davanti al giudice per quantificare l’ammontare del mantenimento del figlio e lei chiederà l’assegnazione della casa? Nella seconda ipotesi presumo che l’avvocato della mia convivente non avrebbe il tempo per preparare una strategia difensiva.
    2) Allo scadere dei 6 mesi di affitto io consegnerò le chiavi di casa alla persona che l’ha acquistata, firmando un documento davanti all’agente immobiliare a cui mi sono rivolto per vendere casa. Se in quel momento la mia compagna si rifiutasse di abbandonare l’appartamento, sarebbe un problema che si deve risolvere lei con il proprietario oppure verrei coinvolto pure io?
    3) Ci sarebbero i presupposti per annullare la vendita? L’agente immobiliare potrebbe testimoniare che io e l’acquirente non ci conoscevamo e che lui non sapeva nulla delle mie intenzioni (cosa vera) e oltretutto al momento della vendita mi ha stipulato un contratto d’affitto quindi era consapevole che la casa era occupata. Ed inoltre io tutti i soldi li ho dati al costruttore della mia nuova casa, quindi non potrei restituirli nemmeno volendo.
    PS: i genitori della mia compagna hanno una casa grande, quindi lei non rimarrebbe per strada.
    Grazie in anticipo per le risposte

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      direi che il suo “piano” sembra ben architettato. Le consiglio soltanto di non comunicare alla sua compagna le ragioni che l hanno indotta ad interrompere la relazione affettiva.
      Se lo desidera, a settembre, quando saranno finite le mie vacanze possiamo ulteriormente approfondire.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  192. Giovanni dice:

    Salve, io e mio padre non siamo mai stati in ottimi rapporti(non starò qui ad elencare il perché). Mi ha sempre “obbligato” ad andare a lavoro con lui anche nei periodi scolastici per dargli una mano, questo ovviamente a nero o senza pagarmi, ma fin qui non ci sono troppi problemi, aiutare un mio familiare non mi ucciderà. Ho però da poco iniziato il servizio civile e da quando per l’appunto ho iniziato a percepire i 430 euro lui ha iniziato ad impormi di dargliene 300 perché “vivo sotto il suo tetto” e che “se non mi sta bene la porta è questa”. Io so che l’aiuto economico è legittimo per i figli, ma credo che debba avere delle motivazioni di fondo come magari problemi economici e non che da un giorno all’altro per abitare nella casa che da sempre mi ospita devo dare la quasi totalità del mio stipendio a lui con la paura di essere buttato fuori casa in caso contrario. Non la sto vivendo per niente bene e volevo sapere se, legalmente parlando, posso fare qualcosa perché vorrei iniziare a mettere dei soldi da parte per il mio futuro ma in questo modo sono in gabbia.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      la sua famiglia ha il dovere di mantenerla sino a quando lei non raggiungerà l’autosufficienza economica. Per il momento, lei non l’ha raggiunta.
      Ma le consiglio di uscire presto di casa se non vuole contribuire al ménage familiare o quanto meno contribuire partecipando ad alcune spese.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  193. PAOLO VACCHINI dice:

    Buongiorno nel 2000 circa nostro padre ha intestato una casa in provincia di Varese a noi tre fratelli tenendo l’usufrutto. Alla sua morte 2018 due fratelli vogliono venderla mentre io vorrei tenerla. A milano sono in affitto. Per non vendere la casa ho donato la mia quota a mia moglie. Come puo fare la residenza la moglie? È necessario separarsi o esiste un’altra possibilità?
    Grazie per la Vs disponibilità e collaborazione

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      ritengo che la sua donazione alla moglie, non le consentirà di evitare un giudizio di divisione della comunione. Sempre che i suoi fratelli vogliano intraprese questo genere di iniziativa giudiziaria.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  194. Marina dice:

    Buon giorno avvocato sono una donna di 36 anni lavoro come segretaria in uno studio medico con contratto a tempo indeterminato le scrivo per avere un consulto che riguarda mia figlia di 11 anni. Da qualche tempo ho notato comportamenti strani del tipo che si mangiava le unghie si tirava la pelle del labbro ho che stava con lo sguardo perso nel vuoto ho cercato di capire cosa aveva ma lei mi diceva che era stanca avevo il dubbio che aveva un problema con il campo estivo che frequenta visto che lavoro a tempo pieno. Le ho messo un registratore vocale addosso. Quando ho sentito la registrazione ho affrontato mia figlia facendogli sentire la registrazione così si e aperta e mi ha raccontato tutto come il padre la offende con ingiurie di vario genere la chiama handicappata ritardata di mente la offende sulla salute la chiama difettosa perché la bambina ha una miopia ed è celiaca e a modo suo la rende imperfetta ai suoi occhi visto che vuole una bambina perfetta non malata. Mi ha raccontato che quando sono fuori non fa altro che ingiuriarla è dicendogli che per lui è un peso è che a causa sua è infelice che gli mangia i soldi se gli chiede un panino lui gli rinfaccia che ha trovato il pollo che gli compra tutto non le permette di stare con i suoi amichetti deve controllare tutto quello che fa. Mi ha raccontato che ha casa non può fare niente non può guardare il televisore se gioca con il tablet con i suoi amici la chiama drogata di tablet ecc se prende una merendina la umilia dicendogli che in casa mangia tutto lei e la obbliga ha mangiare quello che non piace. E in più la minaccia di picchiarla è farla morire dissanguata.Questo schifo succede quanto non sono in casa ma ha lavoro. Tra l’altro ho mia figlia mi ha riferito che era lui ad istigarla contro di me mi spiego meglio quando mia figlia aveva 3 e mezzo mi diceva cose molto pesanti mi augurava di morire così si prendeva una mamma migliore di me oppure sentiva il telegiornale e ripeteva peccato che non sei tu quella mamma che è morta così ti levavi dai piedi quanto andavamo a fare la spesa e passavano le macchine mi guardava e mi diceva perché non ti butti sotto é la storia non è finita qui più avanti e andata sempre peggio quanto aspettavamo il pullman cercava di spingermi a modo suo sotto oppure mi spingeva mentre scolavo la pasta per farmi bruciare mi tirava le cose in faccia e mi diceva che come mamma facevo schifo ecc mi dava della buxxxa in strada diceva che al lavoro avevo un amante quando gli chiedevo da chi sentiva queste cose lei mi rispondeva non ti interessa questa è solo una parte di quello che subivo. Ho rimproverato mia figlia per non avermi mai rivelato niente lei mi ha detto che il padre gli diceva di stare zitta e di non dire niente a nessuno se lei parlava sarebbe finita in una comunità.
    Faccio presente che suo padre non va d’accordo con nessuno a lavoro non fa che litigare con tutti. Non c’è bisogno di dire che lo buttato fuori di casa. Però lui ha minacciato di togliermi la piccola siccome ha parenti nelle forze dell’ordine. Tra un paio d’ore andrò dai servizi sociali e chiedere aiuto vorrei sapere se la legge mi tutela vorrei chiedere l’affido esclusivo della piccola e togliergli la patria podestà grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      I fatti che mi ha riferito, se privati in giudizio, giustificano la domanda di affidamento esclusivo.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  195. Barbara dice:

    Buongiorno sono divorziata da qualche anno e mi domando se il mio ex marito possa rifiutarsi come ha già fatto in passato , di pagare la
    Metà delle spese straordinarie da
    Concordare.
    Parlo di nuoto o corsi di strumenti musicali con i quali è formalmente d’accordo, ma per i quali dice di non avere la possibilità economica per onorare la sua quota.mi chiedo se non debba dimostrare quanto dice, perché in tal
    Modo mi ritroverò sempre
    Io ( che guardavano meno di lui ndr) a
    Pagare queste attività e mi sembra un atteggiamento a dir poco di comodo e furbo.
    Non è comunqie tenuto a pagare? Oppure davvero basta che lui dia questa motivazione vaga per sottrarsi? Cordialmente

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      Le spese per le attività ricreative (salvo sia previsto diversamente nella separazione o nel divorzio) sono straordinarie e come tali devono essere concordate. In caso di disaccordo non vi è obbligo di onorarle per il genitore che ha negato il consenso.
      In giudizio si potrebbe comunque provare a chieder una revisione del contributo fisso.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  196. alessandro iannone dice:

    Buonasera,ho un dubbio… durante il weekend in cui le figlie sono con me e decido di dormire fuori casa (da amici o in hotel).. devo comunicarlo alla madre? se si, devo comunicare anche l’indirizzo? Grazie.,sono separato da poco e non voglio problemi

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il genitore separato deve sempre comunicare all altro genitore la dimora anche temporanea dei figli.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  197. Anna dice:

    Buongiorno,
    Ho eredito, insieme a mio padre, una casa dea mia madre. Io in quanto unica figlia e lui in quanto ancora formalmente sposato al momento della morte di mia madre. Al momento ci vive unicamente mio padre con la nuova moglie. Non siamo in rapporti idilliaci con mio padre. Io non posseggo le chiavi di casa e devo chiedere il permesso per entrare e uscire dalla mia proprietà (torno a casa solo in estate, per intenderci). Vengono fatti lavori nella mia abitazione senza il mio consenso (ad es. ho scoperto che sono state installate delle micro telecamere di cui nessuno mi ha avvisato e non so ancora dove sono state posizionate. Forse nel giardino, forse nella mia camera da letto. Chissà..) e vengo quotidianamente minacciata di essere buttata fuori di casa. A prescindere dalla bassezza delle minacce, vorrei conoscere i miei attuali diritti sulla mia proprietà nonché quelli post mortem di mio padre.
    Grazie per la sua disponibilità

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      il codice civile riserva una specifica tutela al coniuge superstite (quello rimasto in vita). A quest’ultimo, infatti, l’art. 540 c.c. riserva, tra l’altro, il diritto di abitazione sulla residenza familiare ed il diritto di uso dei mobili che corredano la residenza familiare. Il diritto di abitazione è un legato ex lege: è un diritto che sorge automaticamente all’apertura della successione, laddove ricorrano alcuni presupposti. E’ infatti necessario che la casa familiare sia in proprietà del defunto alla sua morte o in comunione legale.
      Aggiungo che la Cassazione ha precisato che quando sorge conflitto tra coniuge titolare del diritto di abitazione e figlio maggiorenne autosufficiente, prevale necessariamente il diritto del primo, anche se il figlio convivente ha il possesso derivante dalla comproprietà ereditaria. Il diritto attribuito al coniuge, quindi, costituisce una deroga alla regola generale della comunione che prevede che ciascun comunista possa fare uso della cosa comune.
      Quando suo padre non ci sarà più il diritto di abitazione sopra descritto non potrà essere trasmesso per successione a soggetti terzi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola
      Spero di avere risposta alla sua domanda anche se temo che non abbia

      Rispondi
  198. Fabio Donnarumma dice:

    Buongiorno mi chiamo Fabio, ho 51 anni e sono stato dichiarato invalido al 50% nel febbraio di quest’anno per due patologie diverse (artrodesi vertebrale e cefalea a Grappolo cronica).
    Successivamente ho presentato aggravamento per altra patologia (coxartrosi bilaterale grave con risonanza e varie visite in allegato), ma la commissione di fatto ha confermato lo stesso verbale e la stessa percentuale di invalidità 50% inserendo pero’ nella diagnosi anche quest’ ultima patologia,(per la quale sono in attesa di intervento), ma di cui non mi ha riconosciuto nessuna percentuale.
    Sono peraltro portatore di handicap con la legge 104 articolo 3 comma 1(cefalea a Grappolo).
    Ora mi chiedo ..quale è la maniera migliore di procedere per ottenere quel 35% previsto per la coxartrosi?

    Grazie mille per l’attenzione.

    Fabio D.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      temo abbiamo inserito la sua domanda nel forum sbagliato. Noi siamo esperti di diritto di famiglia (separazioni, divorzi, convivenze, affidamento minori, etc.).
      Cordiali saluti,
      Marco Pola

      Rispondi
  199. patricia dice:

    Buongiorno, sono sposata con un residente e noi abbiamo una figlia di 7 mese.

    Il mio marito ha una figlia di 14 anni, che ogni anno arriva qui ver rinovare il suo permesso di soggiorno, ma adesso si trova nel nostro paese di origine.
    La mamma della figlia ha arrivato a questo paese con una visto turistico e si ha rimasto qui in altra cittá. Per il tempo che ha qui facendo conto il suo visto é giá scaduto, per quindi adesso si trova illegale in un’altra cittá lontana di noi, e vuole entrare indietro alla bambina con brutte intenzione per fare tutti i suei documenti atraverso di la figlia, senza comunicare niente al mio marito.

    La mia domanda é:
    Dopo la bambina sia qui indietro, quali sono gli impegni che avrebbe il mio marito sia con la bambina e la mamma di lei in caso di la ragazza volessi vivere insieme alla sua nonna (ch’é anche residente) e la sua mamma illegale in altra citta, e qualcosa possiamo aspettare di parte di loro?

    Grazie mille davvero,
    Cordiali Saluti!

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno Signora,
      faccio difficoltà a comprendere le sue richieste. Se vuole sono diponibile per un confronto telefonico.
      Cordiali saluti,
      Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  200. Antonella dice:

    Buongiorno sono di Milano dopo 17 anno mio marito mi ha chiesto all’improvviso separazione e divorzio vista la nuova legge io ho chiesto di fare un accordo tra di noi per un anno attraverso una mediazione visto il suo lavoro instabile e la paura che presentando al giudice la nostra situazione richieda di sentire nostro figlio di 16 anni.
    Mi può dire se i minori vengono chiamati in tribunale?

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      i minori possono essere sentiti dal Giudice e tale facoltà è stata ampliata con la recente riforma Cartabia. Solo per fare un esempio le riferisco che ho assistito settimana scorsa all’audizione di due fratelli di 8 e 14 anni. Il Giudice è stato molto attento a non urtare l’equlibrio dei minori e non ha fatto domande dirette come “Con chi volete stare, con la mamma o con il papà?”. Ha cercato solamente di comprendere le abitudini familiari.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  201. Flavia dice:

    Salve sono sposata da 13 anni e ho due figlie minori,da 13 anni mantengo la famiglia completamente in quanto mio marito non ha mai lavorato e non intende farlo avanzando una serie di scuse , è succube dei genitori da sempre che lohanno manipolato sin da piccolo per metterlo nell’officina del padre quasi gratuitamente, li lui è praticamente uno schiavo del padre, io sono stanca di fare il capofamiglia e lui non provvede a nessuntipo di spesa, posso ottenere l’annullamento del matrimonio considerando che non ha mantenuto l’impegno preso di provvedere a noi? Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non ravviso i presupposti per l’annullamento del matrimonio, ma le consiglio di avviare un procedimento di separazione e poi divorzio. A lei verrà assegnata la casa se risulterà che lei si è occupato prevalentemente dei figli. Nel giudizio dovrà agire anche per chiedere un contributo da parte del padre per il mantenimento dei figli.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola (02.72022469)

      Rispondi
  202. Erika dice:

    Salve! Vorrei fare una semplice domanda… è possibile che un giudice faccia decadere la patria podestà’ ad un genitore su un solo figlio? Oppure quando decade la podestà’ genitoriale è da intendersi su tutti i figli ?

    Rispondi
  203. Mario dice:

    Buongiorno,
    vivo distante dai miei genitori (72 e 68 anni) da ormai piu’ di 10 anni. Da circa 4-5 anni abbiamo scoperto di alcune gravi patologie che affliggono mia madre la quale e’ costretta a restare a letto e necessita di qualcuno che se ne prenda cura. Finora se ne e’ occupato mio padre talvolta con l’aiuto di varie badanti, ma ultimamente has sempre piu’ ridotto l’ausilio di care givers esterni e si occupa lui stesso dell’igiene personale e della gestione in toto di mia madre. Mio padre non ha mai accettato l’insorgere di questa malattia e di mal grado e con molto negativismo fa comunque del suo meglio per prendersi cura di mia madre. Purtroppo pero’ la relazione fra i due e’ pressoché’ insostenibile ed ho altresi’ scoperto che da diverso tempo mio padre ha iniziato una relazione con una delle ex badanti non ancora 40enne, fra le altre cose facendole molti regali. Mia madre ovviamente non ha alcun modo di controllare le finanze familiari ne’ puo’ decidere come gestire le sue pensioni (di lavoro ed inv. civile). Mio padre in altre parole sta agendo come se ne fosse il tutore. Di recente mio padre mi ha chiesto se eventualmente sono disposto di prendermi carico di mia madre, ma comunque sempre con la sua supervisione su tutto. Io mi sono proposto in senso affermativo, ma allo stesso tempo e’ emerso un possibile desiderio di separarsi da mia madre. La mia preoccupazione e’ che mio padre stia scialacquando il patrimonio in comune anche con mia madre e che ella non sia in grado di opporsi ne’ di far valere i suoi diritti. Se mia madre chiede di volerlo lasciare e venire a vivere con me, può’ mio padre opporsi? che scenari si possono configurare? Grazie per l’aiuto.

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      sua madre dovrebbe avviare un procedimento di separazione. DOPO la prima lettera dell’avvocato con la quale sua madre manifesta a suo padre l’intenzione di separarsi, l’eventuale trasferimento di sua madre non realizza l’abbandono del tetto coniugale. Poi ovviamente occorrerà coltivare il procedimento di separazione. Occorre anche verificare se i coniugi sono in regime di comunione dei beni al fine di avviare anche la divisione della cosiddetta comunione de residuo.
      Se sua madre non è in grado di intendere e volere, occorre valutare una interdizione o quanto meno la nomina di un amministratore di sostegno che potrà avviare per conto di sua madre il procedimento di separazione.
      Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
      Cordiali saluiti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  204. Paolo Bresciani dice:

    Buongiorno avvocato,
    la mia compagna con la quale NON sono sposato è incinta.
    Non essendo sposati non esiste la presunzione di paternità, quindi dopo aver partorito dovrò firmare un documento dove dichiaro di essere il padre (mi corregga se sbaglio).
    Vorrei capire se questo documento devo per forza firmarlo subito in ospedale oppure con qualche scusa posso temporeggiare per qualche giorno.
    Io vorrei eseguire un test di paternità prelevando un campione di saliva del figlio PRIMA di aver firmato il documento in cui dichiaro di essere il padre.
    Se lo facessi DOPO aver firmato, e non risultassi io il padre, subirei per anni un calvario giudiziario per poter effettuare il disconoscimento.
    Mentre invece se lo facessi prima di aver firmato, e non dovessi essere io il padre, mi basterebbe non firmare questa dichiarazione e sarebbe tutto finito senza ricorrere al tribunale e dover passare anni in causa.
    Ovviamente lo farei ad insaputa della mia compagna, perché se fossi io il padre non vorrei tirare su un polverone per nulla (se fosse per me il test di paternità dovrebbe essere obbligatorio per legge).
    Quindi la mia domanda è: devo per forza firmare in ospedale? Posso temporeggiare e firmare in un secondo momento?
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      non ci sarà qualcuno in ospedale che le dirà che lei è obbligato a firmare il riconoscimento. Ma ovviamente la sua compagna se ne accorgerà in fretta e potrebbe decidere di convocarla in giudizio per ottenere il riconoscimento che comnunque impicherebbe il test del DNA.
      Per il resto, effettivamente, se riesce a fare in fretta il test del DNA risolverà i suoi dubbi.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  205. Claudia dice:

    Buongiorno, sono una mamma di due ragazzi uno di 16 anni e la piccola di 12. Dopo un matrimonio durato 18 anni, mi sono separata l’anno scorso, lasciando il tetto coniugale (in accordo col mio ex marito) e il paese in cui vivevamo da 7 anni, la Sicilia, tornando a casa , a Milano, con i ragazzi. Lallontananza ed il distacco mi ha fatto capire quanto mi avesse manipolata in questi anni sia a me che a mio figlio più grande. Ovviamente non ha accettato la separazione così mi ha citata in tribunale. Un vero e proprio narcisista manipolatore. In prima udienza a gennaio 2023 il giudice ha stabilito un assegno di mantenimento di 300€ per entrambi i figli e il versamento l’assegno unico universale. Il mantenimento me lo versa ma l’assegno unico no. È da gennaio 2023 che chiedo che faccia la rinuncia cosicché io possa rifare la domanda, ma lui si rifiuta dogliendo la possibilità di ricevere un aiuto economico dallo stato. Poi ha stabilito inoltre un weekend al mese di visita ai ragazzi che non ha mai mantenuto. Niente telefonate, niente visite. In seconda udienza, “quella definitiva”, afferma che sono scappata di nascosto portandogli via i ragazzi, cosa non vera dato che ci ha accompagnati alla stazione del treno lui con sua cugina, che è disposta a testimoniare, ancora non percepisco l’assegno unico e per giunta m’incolpa di avergli messo contro i ragazzi perché il grande non gli risponde più e la piccola risponde ai pochi messaggini per monosillabi.
    Praticamente è 1 anno che combatto con un uomo anaffettivo, vendicativo e manipolatore e per una separazione che pare vada ancora per le lunghe. Chiedo se avete un consiglio su come obbligarlo a fare la rinuncia dell’assegno unico dello stato che il giudice ha stabilito a mio favore al 100%. Grazie mille 🤗

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      occorre relazionarsi con gli uffici dell’INPS per fare cancellare la domanda del padre relativa all’assegno unico universale rammostrando il provvedimento provvisorio del Giudice (quello in cui la madre viene indicata come beneficiario esclusivo dell’assegno.
      Poi si può anche ipotizzare una iniziativa (anche in corso di causa) ex art. 709 ter cod. proc. civ. per sanzionare l’indempimento del padre.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  206. Enza Gramuglia dice:

    Buongiorno con la presente per chiedere :
    Ex marito ha dato in comodato d’uso gratuito all ex moglie con due figli minorenni l’immobile di cui a sua volta proprietario dell’ex marito che ha concesso il comodato gratuito al figlio e il figlio l’ha concesso all ex moglie .L ex moglie per due anni non ha pagato le spese condominiali,il condominio ha sollecitato il proprietario di casa che ha mandato una lettera di sfratto all’ex nuora .La domanda è questa se decidesse di sfrattarla con i minori l’ex marito deve pagarle l’affitto visto che sulla sentenza c’è riportato che se lascia quella casa l’ex marito deve pagare l’affitto di un’altra ?Oppure essendo un caso particolare perché non paga le spese condominiale non ha diritto ad un’altra abitazione pagata dall’ex marito ?Ad oggi L ex moglie non lavora ma ha cambiato mille lavori solo perché non ha voglia di lavorare e oltretutto ha un appartamento a disposizione della madre malata rinchiusa in una clinica di igiene mentale e lei è L unica erede essendo figlia unica .
    Grazie della risposta

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      se la madre non può più beneficiare di un alloggio (messo a disposizione da parte dell’ex marito), è assai probabile che agisca in giudizio al fine di ottenere un aumento dell’assegno di mantenimento.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  207. Tommaso dice:

    Salve,mia figlia ha 14 anni, l’ho divisa alla pari con la madre quasi dalla nascita, una convivenza breve e poi ognuno a vivere da solo con la figlia divisa tra casa mia e casa sua, l’ho tirata su io praticamente essendo un insegnante, tutti i santi pomeriggi sport musica e poi alla sera dalla mamma4 giorni su 7; ognuno comprava quello che serviva e ogni tanto qualche lite , per le festivita da dividere soprattutto! Poi stop, mia figlia prima interrompe lo sport, poi la musica ( un po anche grazie a questo maledetto covid) e alla fine un giorno mi dice” papa io da domani non dormo da te”; un incubo… vado davanti alla sua scuola e la vedo andare via con un autobus verso la casa della madre; e’ da santo stefano 2022 che non faccio una festa con mia figlia, nessun accordo sulle festivita, scuse futili per evitare di dormire da me; oggi che e’ in ferie con me e mia moglie( mi sono sposato 4 anni fa) gli chiedo di rientrare dalla spiaggia entro le 12 e lei mi risponde” lo capisci perche non voglio piu vivere con te?); mia figlia mi ricatta; la madre non solo non collabora ( dimostrare che e’ la regista di tutto mi sembra dura anche se io ne sono certo), ma prima mi scrive “ vuoi vedere la figlia? Allora paga le spese!”; poi mi manda il legale minacciandomi di chiamare gli assistenti sociali e il giudice se non pago; 1 la signora ha interrotto la mediazione familiare che io avevo chiesto perche non riuscivo piu a vedere mia figlia; 2 e tutte le fatture per gli sport e le gare mai pagati dalla madre? E le spese per il vitto quotidiano? Per anni?E le cure mediche per le sue cure ortopediche? Ho fatto da taxi per un decennio e questa signora mi dice” sto pagando l’autobus da tre mesi!”; e mia figlia? Che tutti gli sforzi educativi di anni sembrano svaniti e mi rifiuta con scuse futili, pero dopo 6 mesi viene in ferie con me solo perche qui nel paesino ha le amichette di sempre?E la madre che parte di nuovo per l’estero con mia figlia senza il mio consenso? Cosa mi consigliate di fare? Perche sinceramente mi sento confuso; distinti saluti! Tommaso

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      Lei ha bisogno dell’assistenza di un difensore e di un regolamentazione dei tempi di permanenza con la figlia da parte di un Giudice.
      Ovviamente quest’ultimio stabilirà anche il contributo fisso mensile per il mantenimento e le percentuali di spesa da ripartirsi tra i genitori per le spese straordinarie.
      Per il resto io esercito a Milano e dintorni quindi non credo di poterle essere d’aiuto, quanto meno nella fase processuale.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  208. stefano dice:

    Buongiorno,
    sono separato da 8 anni e verso come assegno di mantenimento 350€ e ai tempi mia figlia aveva 4 anni.
    Ora che mia figlia ne ha 12 la mia ex compagna mi chiede di pagare anche trattamenti estetici ricariche del cellulare.
    non rientrano nel valore dei 350€(anche se hai tempi non erano stati presi in considerazione questi aspetti)

    Ringrazio anticipatamente
    Stefano

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      quelle che lei ha descritto sono spese straordinarie che dovete concordare. Se non le concordate possono non essere pagate. Mi permetto di aggiungere che le spese per la ricarica del cellulare potrebbero essere ritenute necessarie da un Giudice ma oggigiorno credo che una ricarica mensile con traffico quasi illimitato si aggiri tra i 7 ed i 10 euro al mese, quindi, forse, si tratta di una spesa che può essere sostenute (al 50% tra ciascun genitore). Faccio fatica, invece, ad immaginarmi un Giudice che ritenga le spese estetiche una spesa indispensabile per una ragazza di 12 anni.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

      Rispondi
  209. Mattia Tolentino dice:

    Buongiorno,
    da quello che so, in caso di separazione di una coppia non sposata, non fa alcuna differenza se ci sia stato un tradimento o di chi sia la colpa della fine della relazione. Però vorrei capire se al lato pratico un giudice, al momento della quantificazione del mantenimento del figlio della coppia, possa tenere conto di un comportamento moralmente discutibile (ad esempio ripetuti tradimenti) di lui.
    Non potendo dare un mantenimento direttamente alla compagna (soprattutto sei lei lavora) é possibile che il giudice “gonfi” quello del figlio come risarcimento per il comportamento tenuto da lui?
    So che al livello teorico non é possibile, però mi chiedo se sono cose che poi effettivamente accadono in tribunale.
    Grazie

    Rispondi
    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      una relazione extraconiugale potrebbe giustificare l’addebito della separazione che comporta l’immediata perdita dei diritti successori. Occorre, tuttavia, che il tradimento sia l’unica ragione che giustifica la separazione. Faccio un esempio, se due persone vivono separate (di fatto) nella casa coniugale per molti anni e poi uno dei due coniugi tradisce l’altro, in questo caso il tradimento non può giustificare l’addebito. Con l’addebito, in alcuni casi, vi è anche il rischio che il soggetto al quale è stata addebitata la separazone sia condannato al pagamento delle spese legali del giudizio. In ultimo, mi permetto di ricordare anche il rischio di condanna ad un risarcimento del danno in favore del coniuge che ha subito un grave pregiudizio alla propria integrità morale ovvero alla propria salute (si pensi al coniuge che, dopo il tradimento, cade in un grave stato di depressione provato a livello medico).
      Conosciuti i rischi (come sopra indicati) occorre organizzare i rimedi con una attenta strategia difensiva da impostare nel procedimento giudiziale di separazione e/o divorzio.
      Con riferimento, invece, all’assegno di mantenimento per i figli, quest’ultimo, almeno in linea teorica, non subisce alterazioni quantitative in ragione dell’addebito della separazione.
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

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      • Mattia Tolentino dice:

        Buongiorno,
        nel mio caso siamo dei conviventi NON sposati.
        Riprendo il punto dai Lei scritto: “rischio di una condanna ad un risarcimento del danno in favore del coniuge che ha subito un grave pregiudizio alla propria integrità morale ovvero alla propria salute (si pensi al coniuge che, dopo il tradimento, cade in un grave stato di depressione provato a livello medico)”
        Corro questo rischio anche se non siamo sposati?
        Riprendo anche questo punto: “ Con riferimento, invece, all’assegno di mantenimento per i figli, quest’ultimo, almeno in linea teorica, non subisce alterazioni quantitative in ragione dell’addebito della separazione.”
        Significa che al lato pratico é una cosa che potrebbe invece accadere?
        Grazie

        Rispondi
        • separatamente dice:

          Buongiorno,
          se non siete sposati, non sussistono rischi di addebito e, tanto meno, di risarcimento del danno.
          Con riferimento all’assegno di mantenimento per i figli posso solo ribadire che la quantificazione di tale contributo economico non deve essere influenzata dalle ragioni che hanno giustificato l’interruzione della convivenza.
          Cordiali saluti,
          Avv. Marco Pola

          Rispondi
  210. Francesco dice:

    Buongiorno,
    un anno fa la mia ex, mamma di nostro figlio 14enne, mi ha portato in tribunale di Lodi per chiedere un adeguamento dell’assegno di mantenimento e nonostante il mio cud fosse inferiore al suo, mi è stato aumentato l’assegno di mantenimento. Ora, a distanza di un anno esatto, mi è arrivato la richiesta di adeguamento istat di 7,2%. Vero che il costo della vita è aumentato per tutti, ma anche per il sottoscritto che non ha di certo avuto un adeguamento di stipendio. Grazie per la vs disponibilità

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    • separatamente dice:

      Buongiorno,
      comprendo le difficoltà, ma l’adeguamento dell’assegno di matenimento agli indici ISTAT è obbligatorio per Legge, anche se non fosse precisato nel provvedimento con il quale è stata decisa la separazione. Anche la Sua busta paga in ogni caso si adeguerà agli indici ISTAT (con ritardo considerat l’attuale normativa).
      Cordiali saluti,
      Avv. Marco Pola

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      • Francesco dice:

        Grazie della celere risposta. Le chiedo un’altra delucidazione: considerando che partecipo a tutto, spese scolastiche, mediche e anche extra al 50%, vorrei capire se, a tali spesa extra, quali campi scuola, gite scolastiche (con pernottamento) posso non partecipare, in quanto ritengo che l’assegno mensile sia abbastanza corposo (25% del mio stipendio). Grazie ancora

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        • separatamente dice: